Smaltimento ghiaccio artificiale

                  Con l’espressione ghiaccio artificiale si fa riferimento a superfici progettate per simulare le condizioni del ghiaccio naturale, utilizzate soprattutto in piste di pattinaggio indoor e outdoor, eventi temporanei, villaggi natalizi e strutture sportive polifunzionali. A seconda della tecnologia impiegata, il ghiaccio artificiale può assumere forme e composizioni differenti, con ricadute dirette anche sulla gestione del fine vita del materiale.

Nelle piste refrigerate tradizionali, il ghiaccio è costituito da acqua congelata grazie a un impianto di raffreddamento sottostante che utilizza fluidi refrigeranti. In altri casi, sempre più diffusi per eventi temporanei, si parla invece di ghiaccio sintetico, realizzato con pannelli polimerici ad alta densità che permettono di pattinare senza l’uso di acqua o impianti frigoriferi.

In entrambi i casi, al termine della stagione o dell’evento, il gestore si trova a dover affrontare il tema dello smaltimento del ghiaccio artificiale e dei materiali connessi, un aspetto spesso sottovalutato ma rilevante dal punto di vista normativo e ambientale.

Esempi di ghiaccio artificiale e materiali coinvolti

Dal punto di vista operativo, è utile distinguere tra due macro-categorie:

  • Ghiaccio artificiale refrigerato, composto prevalentemente da acqua, ma accompagnato da residui solidi, impurità, eventuali additivi antigelo, materiali di pulizia e componenti accessorie (teli, barriere, tappeti isolanti).

  • Ghiaccio sintetico, costituito da pannelli in polietilene ad altissimo peso molecolare (UHMW-PE) o materiali plastici similari, soggetti a usura meccanica nel tempo.

Nel primo caso, la fusione del ghiaccio genera acque di scioglimento che possono contenere contaminanti derivanti dall’uso intensivo della pista (polveri, residui di lubrificanti delle lame, detergenti). Nel secondo, il rifiuto è solido e assimilabile a un materiale plastico tecnico a fine vita.

Che tipo di rifiuto è il ghiaccio artificiale

Ai sensi del D.Lgs. 152/2006, la classificazione del rifiuto dipende dalla natura del materiale e dall’eventuale contaminazione. In linea generale, lo smaltimento del ghiaccio artificiale rientra nella gestione dei rifiuti speciali, poiché derivante da un’attività economica e non domestica.

Nella maggior parte dei casi:

  • il ghiaccio artificiale non è un rifiuto pericoloso, salvo contaminazioni specifiche;

  • le acque di scioglimento possono essere avviate a scarico controllato solo previa verifica del rispetto dei limiti previsti dal D.Lgs. 152/2006, Parte Terza;

  • i materiali solidi accessori e i pannelli sintetici diventano rifiuti speciali da avviare a recupero o smaltimento.

È quindi fondamentale una valutazione caso per caso, supportata da analisi e corretta attribuzione del codice CER.

Codici CER più utilizzati per lo smaltimento del ghiaccio artificiale

Non esiste un codice CER univoco per il “ghiaccio artificiale”, ma nella pratica operativa vengono utilizzati alcuni codici ricorrenti, tra cui:

  • CER 16 03 04 – rifiuti inorganici non specificati altrimenti, non pericolosi (talvolta applicato a residui solidi non contaminati);

  • CER 15 01 02 – imballaggi in plastica, per pannelli o materiali plastici dismessi se separabili e avviabili a recupero;

  • CER 17 02 03 – plastica, per ghiaccio sintetico a fine vita proveniente da smontaggio strutturato;

  • CER 20 01 99 – altri rifiuti urbani non specificati, solo in casi molto limitati e assimilabili, previa autorizzazione comunale.

La scelta del codice corretto deve sempre essere coerente con l’origine del rifiuto e con quanto indicato nei registri di carico e scarico, evitando semplificazioni che possono generare non conformità in fase di controllo.

Come gestire correttamente questo rifiuto

Una gestione corretta dello smaltimento del ghiaccio artificiale prevede alcune fasi chiave: analisi preliminare del materiale, separazione delle diverse frazioni, individuazione del CER corretto, affidamento a un trasportatore autorizzato e conferimento a impianto idoneo.

In contesti complessi, come piste temporanee o grandi impianti sportivi, il supporto di un operatore specializzato come Mageco consente di ridurre i rischi amministrativi, ottimizzare i flussi di rifiuto e valorizzare, quando possibile, il recupero dei materiali plastici.

Un approccio strutturato non solo garantisce la conformità normativa, ma contribuisce anche a migliorare le performance ambientali dell’evento o della struttura, un aspetto sempre più rilevante anche in ottica ESG.

Conclusioni

Lo smaltimento del ghiaccio artificiale è un tema che incrocia aspetti tecnici, normativi e ambientali. Comprendere la natura del materiale, attribuire correttamente il codice CER e gestire in modo tracciabile ogni fase del processo è essenziale per i gestori di piste di pattinaggio e di eventi temporanei. Una gestione consapevole trasforma un obbligo in un’opportunità di maggiore sostenibilità operativa.

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