Recupero imballaggi: dalla raccolta differenziata all’economia circolare in Lombardia
Il recupero imballaggi costituisce uno dei pilastri dell’economia circolare europea e rappresenta un obbligo strategico per tutte le imprese che immettono, producono o utilizzano materiali da packaging sul territorio italiano. Secondo i dati CONAI (Consorzio Nazionale Imballaggi), nel 2024 l’Italia ha avviato a recupero complessivo il 75,3% degli imballaggi immessi al consumo, superando gli obiettivi fissati dalla Direttiva (UE) 2018/852. Tuttavia, il nuovo Regolamento (UE) 2025/40 sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio (PPWR) innalza ulteriormente i traguardi di riciclo effettivo, rendendo indispensabile per le aziende lombarde un approccio strutturato alla gestione dei propri scarti da imballaggio.
La Lombardia, prima regione italiana per produzione industriale e volumi di imballaggi generati, affronta la sfida del recupero con una rete impiantistica tra le più capillari d’Europa. Mageco S.r.l., operativa dal 2003 con sede a Lainate (MI), offre alle imprese lombarde un servizio integrato di recupero imballaggi che copre tutte le sei frazioni merceologiche del sistema consortile CONAI: acciaio, alluminio, carta e cartone, legno, plastica e vetro. Questa guida analizza in dettaglio le normative vigenti, i processi di recupero per ciascun materiale, gli obiettivi CONAI aggiornati e il ruolo della responsabilità estesa del produttore (EPR) nel sistema italiano di gestione degli imballaggi.
Definizione e classificazione degli imballaggi recuperabili
Il recupero imballaggi comprende l’insieme delle operazioni di riciclo e valorizzazione degli scarti da packaging in acciaio, alluminio, carta e cartone, legno, plastica e vetro, finalizzate a reintrodurre le materie prime seconde nel ciclo produttivo, nel rispetto della gerarchia dei rifiuti stabilita dal D.Lgs. 152/2006 e degli obiettivi fissati dal sistema consortile CONAI.
L’art. 218 del D.Lgs. 152/2006 definisce l’imballaggio come il prodotto, composto di materiali di qualsiasi natura, adibito a contenere, proteggere, manipolare, consegnare e presentare merci, dalle materie prime ai prodotti finiti, dal produttore al consumatore. La norma distingue tre livelli funzionali di imballaggio, ciascuno con specifiche implicazioni per il recupero.
L’imballaggio primario (o per la vendita) costituisce un’unità di vendita per il consumatore finale: bottiglie, lattine, vaschette, blister, sacchetti. L’imballaggio secondario (o multiplo) raggruppa un determinato numero di unità di vendita: cartoni, fascette, film termoretraibili. L’imballaggio terziario (o per il trasporto) facilita la movimentazione e il trasporto: pallet, casse, fusti, contenitori IBC, film estensibile. Le aziende industriali e commerciali producono prevalentemente imballaggi secondari e terziari, che rappresentano la quota maggioritaria dei rifiuti di imballaggio avviati a recupero tramite operatori privati come Mageco.
Il Catalogo Europeo dei Rifiuti (CER) classifica i rifiuti di imballaggio nel capitolo 15 01, con codici specifici per ogni materiale. La corretta attribuzione del codice CER rappresenta il primo passo per un recupero efficiente, in quanto determina la filiera di trattamento e i consorzi di riferimento all’interno del sistema CONAI.
| Materiale | Codice CER | Consorzio di filiera | Obiettivo riciclo 2025 | Obiettivo riciclo 2030 |
|---|---|---|---|---|
| Acciaio | 15 01 04 | RICREA | 70% | 80% |
| Alluminio | 15 01 04 | CIAL | 50% | 60% |
| Carta e cartone | 15 01 01 | COMIECO | 85% | 85% |
| Legno | 15 01 03 | RILEGNO | 30% | 30% |
| Plastica | 15 01 02 | COREPLA | 50% | 55% |
| Vetro | 15 01 07 | COREVE | 75% | 75% |
| Imballaggi compositi / misti | 15 01 05 / 15 01 06 | CONAI (diretto) | Variabile | Variabile |
| Imballaggi con residui pericolosi | 15 01 10* / 15 01 11* | Nessuno (gestione speciale) | N/A | N/A |
Una distinzione fondamentale riguarda gli imballaggi contrassegnati dall’asterisco (*) nel codice CER, che indicano la presenza di residui di sostanze pericolose. Gli imballaggi con codice 15 01 10* (contenenti residui di sostanze pericolose o contaminati da tali sostanze) e 15 01 11* (imballaggi metallici con residui pericolosi, inclusi contenitori a pressione vuoti) richiedono procedure di recupero specifiche, con bonifica preliminare e tracciabilità rafforzata. Mageco gestisce entrambe le tipologie, avvalendosi di impianti autorizzati per il trattamento di rifiuti da imballaggio sia pericolosi sia non pericolosi.

Normativa sul recupero imballaggi: CONAI, EPR e obiettivi UE
Il sistema italiano di recupero imballaggi si fonda sul principio della responsabilità estesa del produttore (EPR), recepito dal D.Lgs. 152/2006 agli artt. 217-226 e coordinato dal CONAI attraverso sei consorzi di filiera (RICREA, CIAL, COMIECO, RILEGNO, COREPLA, COREVE), con obiettivi di riciclo complessivo del 65% entro il 2025 e del 70% entro il 2030 ai sensi della Direttiva (UE) 2018/852.
Il quadro normativo europeo sugli imballaggi poggia su due pilastri legislativi. La Direttiva 94/62/CE sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio, sostanzialmente modificata dalla Direttiva (UE) 2018/852, ha fissato obiettivi vincolanti di riciclo differenziati per materiale. Il nuovo Regolamento (UE) 2025/40 sugli imballaggi (PPWR), entrato in vigore nel 2025, supera il modello della direttiva con un regolamento direttamente applicabile che introduce obblighi di contenuto minimo riciclato, restrizioni sugli imballaggi monouso e requisiti di riciclabilità obbligatoria per tutti gli imballaggi immessi sul mercato europeo a partire dal 2030.
In Italia, il Titolo II della Parte IV del D.Lgs. 152/2006 (artt. 217-226) disciplina il sistema di gestione degli imballaggi secondo il principio “chi inquina paga”. L’art. 221 stabilisce l’obbligo per i produttori e gli utilizzatori di imballaggi di partecipare al sistema consortile CONAI oppure di organizzare autonomamente il ritiro e il recupero dei propri imballaggi, dimostrando il raggiungimento degli obiettivi di riciclo previsti dalla legge. Il D.Lgs. 116/2020 ha recepito le direttive europee del pacchetto economia circolare, rafforzando gli obblighi di tracciabilità e innalzando gli obiettivi nazionali di recupero.
Il sistema CONAI e il Contributo Ambientale CONAI (CAC)
Ogni impresa che produce o utilizza imballaggi in Italia è tenuta ad aderire al CONAI e a versare il Contributo Ambientale CONAI (CAC) su ogni imballaggio immesso al consumo sul territorio nazionale. Il CAC rappresenta la forma di finanziamento del sistema EPR italiano per gli imballaggi e varia in funzione del materiale e, per la plastica, della effettiva riciclabilità dell’imballaggio (sistema a fasce A1, B1, B2, C introdotto dal 2018). I proventi del CAC finanziano la raccolta differenziata gestita dai Comuni, la selezione e l’avvio a riciclo dei rifiuti di imballaggio, e le attività di ricerca e comunicazione ambientale.
Documentazione obbligatoria per il recupero imballaggi
- Formulario di Identificazione Rifiuti (FIR) ai sensi dell’art. 193 D.Lgs. 152/2006, compilato in quattro copie per ogni trasporto di rifiuti di imballaggio
- Registro di carico e scarico ai sensi dell’art. 190 D.Lgs. 152/2006, con annotazione dei movimenti in entrata e in uscita entro 10 giorni lavorativi
- Modello Unico di Dichiarazione ambientale (MUD), sezione Comunicazione Rifiuti, da presentare entro il 30 giugno di ogni anno alla Camera di Commercio competente
- Dichiarazione annuale CONAI relativa ai quantitativi di imballaggi immessi al consumo, base per il calcolo del CAC dovuto
- Iscrizione all’Albo Nazionale Gestori Ambientali per gli operatori che effettuano raccolta, trasporto o intermediazione di rifiuti di imballaggio
- Tracciabilità RENTRI (Registro Elettronico Nazionale per la Tracciabilità dei Rifiuti), obbligatoria progressivamente dal 2025 per produttori, trasportatori e impianti di trattamento
A livello regionale, la Lombardia attua il Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti (PRGR) che definisce le linee guida per la gestione dei rifiuti di imballaggio, l’infrastruttura impiantistica necessaria e le misure di incentivazione per il raggiungimento degli obiettivi di riciclo. ARPA Lombardia (arpalombardia.it) vigila sul rispetto delle prescrizioni contenute nelle autorizzazioni rilasciate agli impianti di trattamento dei rifiuti di imballaggio, verificando periodicamente il rispetto dei limiti emissivi e delle condizioni operative.
Il processo di recupero imballaggi: filiere e tecnologie per materiale
Il recupero imballaggi si articola in una fase comune di raccolta, selezione e conferimento, seguita da processi di riciclo specifici per ciascuna delle sei frazioni merceologiche (acciaio, alluminio, carta e cartone, legno, plastica, vetro), ciascuna con tecnologie dedicate, impianti specializzati e criteri di cessazione della qualifica di rifiuto (end-of-waste) distinti.
Il ciclo di recupero per le utenze non domestiche, che costituiscono la quota prevalente dei clienti industriali di Mageco, inizia con la fase di audit dei flussi di imballaggio prodotti dall’azienda. Questa analisi preliminare consente di identificare le frazioni merceologiche presenti, stimare i quantitativi, definire la logistica di raccolta ottimale (tipologia e numero di contenitori, frequenza di ritiro) e individuare le migliori destinazioni di riciclo per ciascuna frazione. La corretta separazione alla fonte degli imballaggi per materiale massimizza il valore di recupero e riduce i costi di selezione presso l’impianto.
Fase comune: raccolta, selezione e conferimento
- Audit e classificazione: Sopralluogo presso il sito del produttore per caratterizzare i rifiuti di imballaggio, attribuire i codici CER corretti, definire i volumi e la frequenza di ritiro. Per le aziende lombarde, Mageco esegue l’audit gratuitamente entro 5 giorni lavorativi dalla richiesta.
- Fornitura contenitori: Posizionamento di cassoni scarrabili (20-30 m3), compattatori a pressa, gabbie metalliche per imballaggi voluminosi, big bag o contenitori specifici in funzione del materiale e dei volumi prodotti.
- Raccolta e trasporto: Ritiro con mezzi autorizzati (Albo Gestori Ambientali Cat. 5F) e compilazione del FIR. Per quantitativi rilevanti, Mageco propone servizi a circuito programmato con frequenze settimanali o quindicinali.
- Selezione e cernita: Presso gli impianti di selezione, gli imballaggi vengono separati per materiale e tipologia attraverso linee di cernita manuale e automatizzata (selezionatori ottici NIR, separatori a correnti indotte per i metalli, vagli balistici). I flussi omogenei ottenuti vengono pressati in balle e avviati alle rispettive filiere di riciclo.
- Certificazione e tracciabilita: Rilascio della documentazione attestante l’effettivo avvio a recupero (certificato di avvenuto recupero, attestazione di cessazione qualifica di rifiuto ove applicabile), necessaria al produttore per adempiere agli obblighi di dichiarazione MUD e CONAI.
Filiere di riciclo per materiale
Ciascuna frazione merceologica segue un percorso di riciclo dedicato, con impianti specializzati e criteri qualitativi specifici per l’ottenimento della materia prima seconda.
| Materiale | Processo di riciclo | Materia prima seconda ottenuta | Applicazioni tipiche |
|---|---|---|---|
| Acciaio (banda stagnata) | Frantumazione, deferrizzazione, fusione in acciaieria (forno EAF) | Acciaio riciclato | Nuovi imballaggi, profilati, componenti industriali |
| Alluminio | Triturazione, decoating termico, fusione in forno rotativo | Lingotti di alluminio secondario | Lattine, laminati, componenti automotive |
| Carta e cartone | Spappolamento in pulper, disinchiostrazione, purificazione fibra | Pasta di carta riciclata (macero) | Cartone ondulato, carta da giornale, tissue |
| Legno (pallet, casse) | Cippatura, vagliatura, essiccazione | Cippato di legno, pannelli truciolari | Pannelli, blocchetti per pallet, biomassa energetica |
| Plastica | Selezione NIR, triturazione, lavaggio, estrusione, granulazione | Granulato plastico (MPS UNI 10667) | Film, contenitori, componenti, arredi urbani |
| Vetro | Frantumazione, separazione inquinanti, fusione in forno (1.500 C) | Rottame di vetro pronto al forno | Nuove bottiglie, vasetti, fibre di vetro |
Un elemento trasversale a tutte le filiere e il concetto di end-of-waste (cessazione della qualifica di rifiuto) disciplinato dall’art. 184-ter del D.Lgs. 152/2006. Per ciascun materiale, il rifiuto di imballaggio cessa di essere classificato come tale quando, al termine del processo di recupero, soddisfa le specifiche tecniche applicabili (D.M. 5 febbraio 1998, norme UNI di riferimento) e viene accompagnato dalla dichiarazione di conformita del produttore della materia prima seconda. Da quel momento, il materiale riciclato e liberamente commercializzabile come materia prima.
Infrastrutture per il recupero imballaggi in Lombardia
| Provincia | Impianti di selezione | Impianti di riciclo | Frazioni principali trattate |
|---|---|---|---|
| Milano / Citta Metropolitana | 18 | 45 | Plastica, carta, metalli, vetro |
| Brescia | 12 | 38 | Metalli, plastica, legno, carta |
| Bergamo | 9 | 28 | Carta, plastica, legno, vetro |
| Varese | 6 | 18 | Plastica, carta, metalli |
| Monza e Brianza | 5 | 14 | Carta, plastica, vetro |
| Altre province lombarde | 20+ | 65+ | Tutte le frazioni |
La Lombardia dispone complessivamente di oltre 200 impianti autorizzati alla selezione e al riciclo di rifiuti di imballaggio, configurandosi come la regione italiana con la maggiore capacita impiantistica nel settore. Questa densita di strutture consente di contenere le distanze di trasporto e, di conseguenza, l’impatto ambientale ed economico della logistica di recupero. Mageco S.r.l. si avvale di una rete selezionata di impianti partner distribuiti su tutto il territorio regionale, garantendo l’avvio a riciclo presso le strutture piu prossime al sito del produttore.

Mageco: il Suo partner per il recupero imballaggi in Lombardia
Mageco S.r.l. gestisce il recupero imballaggi per aziende, enti e attivita commerciali in tutta la Lombardia dal 2003, offrendo un servizio integrato che copre tutte le sei frazioni merceologiche CONAI con tracciabilita completa, documentazione conforme al D.Lgs. 152/2006 e ottimizzazione dei costi attraverso la valorizzazione delle materie prime seconde.
Con oltre vent’anni di esperienza nella gestione ambientale, Mageco S.r.l. si distingue per la capacita di gestire in modo unitario i flussi di rifiuti di imballaggio generati dall’attivita produttiva e commerciale dei propri clienti. Anziche ricorrere a operatori diversi per ciascuna frazione merceologica, l’azienda con sede in Via Juan Manuel Fangio 11, 20045 Lainate (MI) opera come interlocutore unico per l’intero ciclo di recupero: dall’analisi dei flussi alla fornitura di contenitori, dalla raccolta e trasporto con mezzi propri autorizzati fino all’avvio a riciclo presso impianti certificati e al rilascio della documentazione di avvenuto recupero.
Il sistema di gestione integrato di Mageco e certificato secondo tre standard internazionali: ISO 9001 (sistema di gestione per la qualita), ISO 14001 (sistema di gestione ambientale) e ISO 45001 (sistema di gestione per la salute e sicurezza sul lavoro). Queste certificazioni garantiscono al cliente processi operativi controllati, misurabili e sottoposti a verifica periodica da parte di organismi di certificazione accreditati. L’iscrizione all’Albo Nazionale Gestori Ambientali nelle Categorie 5F (raccolta e trasporto di rifiuti speciali non pericolosi) e 8C (intermediazione e commercio di rifiuti senza detenzione) consente a Mageco di operare in piena autonomia sull’intera filiera logistica del recupero imballaggi in Lombardia.
I vantaggi del servizio Mageco per il recupero imballaggi
- Interlocutore unico per tutte le frazioni: Un solo contratto e un solo referente per la gestione di acciaio, alluminio, carta, legno, plastica e vetro, con semplificazione amministrativa e riduzione dei costi di coordinamento per il cliente.
- Conformita normativa garantita: Ogni operazione di recupero e documentata con FIR, registro di carico e scarico e certificazione di avvenuto recupero, assicurando la piena conformita al D.Lgs. 152/2006, al sistema RENTRI e agli obblighi dichiarativi CONAI.
- Massimizzazione del valore di recupero: Analisi dei flussi e consulenza sulla separazione alla fonte per incrementare la quota di materiale avviato a riciclo effettivo, riducendo gli scarti e, ove possibile, generando un ritorno economico dalla vendita delle MPS di maggior valore.
- Copertura capillare su tutta la Lombardia: Servizio di ritiro entro 48 ore in tutte le 12 province lombarde (Milano, Brescia, Bergamo, Monza, Como, Varese, Pavia, Cremona, Mantova, Lecco, Lodi, Sondrio), con fornitura di contenitori dimensionati sulle esigenze specifiche del sito produttivo.
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Costi del recupero imballaggi e domande frequenti
I costi del recupero imballaggi dipendono da una pluralita di fattori tecnici, logistici e di mercato. A differenza dello smaltimento in discarica, il recupero degli imballaggi puo in molti casi tradursi in un costo netto inferiore o, per le frazioni di maggior valore (carta e cartone puliti, metalli, PET), in un ricavo per il produttore. La chiave per ottimizzare il bilancio economico della gestione degli imballaggi risiede nella corretta separazione alla fonte e nella scelta di un operatore in grado di valorizzare al meglio ciascuna frazione.
Fattori che influenzano i costi del recupero imballaggi
- Tipologia di materiale e grado di pulizia: le frazioni monomateriale e prive di contaminanti (cartone ondulato pulito, film in PE trasparente, rottami di acciaio) hanno costi di recupero minimi o generano un corrispettivo; gli imballaggi misti o contaminati richiedono selezione aggiuntiva e comportano costi superiori
- Quantitativi prodotti e frequenza di ritiro: volumi elevati e ritiri programmati consentono di ammortizzare i costi fissi di logistica e di negoziare condizioni piu vantaggiose con gli impianti di riciclo
- Dotazione di contenitori e spazi disponibili: la possibilita di installare compattatori o presse presso il sito del produttore riduce il volume degli imballaggi e il numero di ritiri necessari, con significativo risparmio sui costi di trasporto
- Andamento del mercato delle materie prime seconde: le quotazioni delle MPS (carta da macero, rottami metallici, granulato plastico) fluttuano in funzione della domanda industriale e dei prezzi delle materie vergini, influenzando il bilancio economico del recupero
- Distanza tra il sito di produzione e gli impianti di riciclo: la capillarita della rete impiantistica lombarda consente generalmente di contenere questa voce di costo, ma la distanza resta un parametro rilevante per i siti ubicati in aree periferiche
Domande frequenti sul recupero imballaggi
Quali tipologie di imballaggi possono essere avviate a recupero?
Possono essere avviati a recupero gli imballaggi in acciaio, alluminio, carta e cartone, legno, plastica e vetro, corrispondenti alle sei frazioni gestite dal sistema consortile CONAI. Sono recuperabili gli imballaggi primari (bottiglie, lattine, vaschette), secondari (cartoni, film) e terziari (pallet, casse, fusti). Anche gli imballaggi compositi e multimateriale possono essere recuperati, previo avvio a impianti dotati di tecnologie di separazione delle frazioni. Gli imballaggi contaminati da residui di sostanze pericolose (CER 15 01 10* e 15 01 11*) richiedono un trattamento di bonifica preliminare prima del riciclo del materiale base.
Quali sono gli obiettivi CONAI di recupero imballaggi per il 2025 e il 2030?
La Direttiva (UE) 2018/852 fissa un obiettivo complessivo di riciclo degli imballaggi del 65% entro il 2025 e del 70% entro il 2030, con target differenziati per materiale. Per il 2025: acciaio 70%, alluminio 50%, carta e cartone 85%, legno 30%, plastica 50%, vetro 75%. Per il 2030: acciaio 80%, alluminio 60%, carta e cartone 85%, legno 30%, plastica 55%, vetro 75%. L’Italia ha storicamente superato gli obiettivi complessivi, ma alcune frazioni, in particolare la plastica, presentano margini di miglioramento significativi.
Cosa prevede la responsabilita estesa del produttore (EPR) per gli imballaggi?
La responsabilita estesa del produttore (EPR) obbliga i soggetti che immettono imballaggi sul mercato italiano (produttori di materie prime per imballaggi, fabbricanti di imballaggi, importatori di imballaggi pieni o vuoti) a farsi carico dei costi di raccolta, selezione e riciclo dei rifiuti di imballaggio generati a fine vita. In Italia, l’EPR si attua attraverso l’adesione obbligatoria al CONAI e il versamento del Contributo Ambientale CONAI (CAC) su ogni imballaggio immesso al consumo. I produttori possono in alternativa organizzare sistemi autonomi di gestione, dimostrando il raggiungimento degli obiettivi di riciclo previsti dalla legge.
Qual e la differenza tra recupero e riciclo degli imballaggi?
Il recupero degli imballaggi comprende sia il riciclo di materia (operazioni R2-R12 dell’Allegato C alla Parte IV del D.Lgs. 152/2006) sia il recupero energetico (operazione R1, ovvero la termovalorizzazione). Il riciclo e una sottocategoria del recupero che prevede la trasformazione del rifiuto di imballaggio in materia prima seconda riutilizzabile nel ciclo produttivo. La gerarchia europea dei rifiuti privilegia il riciclo di materia rispetto al recupero energetico. Gli obiettivi CONAI e UE si riferiscono specificamente al riciclo effettivo, non al recupero complessivo, per incentivare la reintroduzione dei materiali nel ciclo produttivo.
Le aziende possono ottenere un corrispettivo economico dal recupero dei propri imballaggi?
Per alcune frazioni di imballaggio di elevata qualita, il produttore puo effettivamente ricevere un corrispettivo economico. I rottami di acciaio e alluminio, il cartone ondulato pulito in balle e il PET monomateriale sono i materiali che piu frequentemente generano un valore positivo. Il corrispettivo dipende dalle quotazioni di mercato delle MPS, dai volumi conferiti e dal grado di pulizia del materiale. Per le frazioni miste o di minor valore, i costi di selezione e trattamento superano il valore del riciclato e il produttore sostiene un onere netto. Mageco offre una consulenza gratuita per analizzare i flussi e identificare le frazioni valorizzabili.
Come viene calcolato il Contributo Ambientale CONAI (CAC)?
Il CAC si applica a ogni imballaggio immesso al consumo sul territorio nazionale ed e espresso in euro per tonnellata di materiale. Il valore varia per ciascuna delle sei frazioni: nel 2025, il CAC e pari a 12,00 EUR/t per l’acciaio, 15,00 EUR/t per l’alluminio, 35,00 EUR/t per la carta, 8,00 EUR/t per il legno, da 20,00 a 660,00 EUR/t per la plastica (in funzione della fascia di riciclabilita A1-B1-B2-C) e 38,00 EUR/t per il vetro. Le imprese aderenti al CONAI dichiarano annualmente i quantitativi di imballaggi immessi al consumo e versano il contributo corrispondente.
Mageco gestisce il recupero di tutte le frazioni di imballaggio in Lombardia?
Mageco S.r.l. gestisce il recupero di tutte e sei le frazioni merceologiche di imballaggio (acciaio, alluminio, carta e cartone, legno, plastica, vetro), oltre agli imballaggi misti e compositi e agli imballaggi contaminati da residui pericolosi. Il servizio copre tutte le 12 province lombarde: Milano, Brescia, Bergamo, Monza e Brianza, Como, Varese, Pavia, Cremona, Mantova, Lecco, Lodi e Sondrio. Per informazioni o per richiedere un sopralluogo gratuito e possibile contattare il numero 02 83623259 o scrivere a info@mageco.it.
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Il recupero imballaggi si integra con un ampio ventaglio di servizi di gestione ambientale dedicati alle singole frazioni merceologiche e agli imballaggi multimateriale. Per approfondire le modalita di gestione degli imballaggi non recuperabili, il riciclo di frazioni specifiche e le soluzioni per gli imballaggi misti, Le consigliamo di consultare le seguenti risorse.
- Smaltimento imballaggi in Lombardia: quando il recupero non e possibile
- Recupero imballaggi misti: selezione e avvio a riciclo delle frazioni multimateriale
- Recupero plastica: riciclo meccanico e chimico dei polimeri
- Recupero carta e cartone: dalla raccolta alla produzione di macero
- Recupero cartone ondulato: filiera COMIECO e valorizzazione
Per ulteriori informazioni sugli obiettivi nazionali di recupero e sui dati di raccolta differenziata, e possibile consultare il portale del CONAI, di ISPRA e la sezione ambiente di Regione Lombardia.