Recupero carta e cartone: dall’economia lineare alla circolarità della fibra cellulosica in Lombardia

Il recupero carta e cartone rappresenta una delle filiere più consolidate ed efficienti dell’economia circolare italiana. Ogni anno in Italia vengono avviate a riciclo oltre 5 milioni di tonnellate di materiale cellulosico, con un tasso di recupero che supera stabilmente il 90% degli imballaggi immessi al consumo — un dato che colloca il nostro Paese ai vertici europei e che dimostra la maturità industriale della filiera cartaria nazionale. La fibra secondaria ottenuta dal recupero di carta e cartone costituisce ormai la principale materia prima per le cartiere italiane: circa il 60% della produzione cartaria nazionale utilizza macero come input produttivo, riducendo la dipendenza dalla cellulosa vergine d’importazione e abbattendo l’impatto ambientale dell’intero ciclo produttivo.

La Lombardia svolge un ruolo strategico in questo sistema: con oltre 500.000 tonnellate di carta e cartone raccolte e avviate a recupero ogni anno dal solo circuito industriale e commerciale, la regione rappresenta il principale bacino di approvvigionamento di macero del Nord Italia. Mageco S.r.l., operativa dal 2003 con sede a Lainate (MI) e iscritta all’Albo Nazionale Gestori Ambientali nelle Categorie 5F e 8C, gestisce il recupero di carta e cartone per imprese manifatturiere, operatori logistici, catene distributive e pubbliche amministrazioni dell’intera regione. In questa guida analizzeremo l’intero percorso del materiale cellulosico dalla raccolta alla trasformazione in nuova carta, con riferimenti alla classificazione UNI EN 643, ai target COMIECO, alle normative vigenti e al mercato della fibra secondaria.

Tipologie di carta e cartone recuperabili: classificazione secondo la norma UNI EN 643 e gradi di riciclabilità

La carta e il cartone da recupero comprendono tutte le frazioni cellulosiche post-consumo e post-industriali che possono essere reimmesse nel ciclo produttivo cartario come materia prima secondaria, a condizione che rispettino i requisiti qualitativi definiti dalla norma europea UNI EN 643. La qualità del materiale raccolto determina direttamente il tipo di carta che può essere prodotta e il valore economico della fibra recuperata.

La norma UNI EN 643 (European List of Standard Grades of Recovered Paper and Board) costituisce il riferimento tecnico per la classificazione commerciale del macero a livello europeo. Essa suddivide la carta e il cartone da recupero in cinque gruppi con oltre 90 gradi specifici, ciascuno con tolleranze precise relative alla presenza di materiali proibiti (sostanze che rendono il macero inutilizzabile, come materiali pericolosi, tessuti, materiali da costruzione) e materiali indesiderati (componenti non cartacei tollerati entro percentuali definite, come plastiche sottili, adesivi, graffette). La percentuale massima di materiali indesiderati varia dal 0,5% per i gradi superiori al 3% per i gradi ordinari, mentre i materiali proibiti non devono mai superare lo 0%.

Non tutti i materiali cellulosici sono ugualmente riciclabili. La fibra di cellulosa può essere riciclata mediamente tra le 5 e le 7 volte prima di perdere le proprietà meccaniche necessarie alla produzione di nuova carta: ad ogni ciclo di spappolamento e raffinazione, le fibre si accorciano progressivamente. Per questo motivo, la filiera necessita di un costante apporto di fibra vergine (circa il 40% dell’input produttivo nazionale) per mantenere gli standard qualitativi del prodotto finito. La seguente tabella sintetizza i principali gradi di macero trattati nel recupero industriale, con le relative caratteristiche di riciclabilità:

Gradi di carta e cartone da recupero: riciclabilità e destinazione industriale secondo UNI EN 643
Grado UNI EN 643 Descrizione materiale Riciclabilità Prodotto finito ottenibile Valore di mercato indicativo
1.01 — Carta mista Miscela non selezionata di carta e cartone di varie qualità Media (60-75% resa fibra) Cartone testliner, cartone grigio per anime Basso
1.04 — Cartone ondulato usato (OCC) Scatole e fogli di cartone ondulato, con o senza stampa Alta (80-90% resa fibra) Carta da onda (fluting), testliner Medio
1.05 — Cartone ondulato vecchio Cartone ondulato comprendente almeno il 70% di scatole in ondulato Alta (80-90% resa fibra) Carta da onda, testliner di qualità Medio-alto
2.02 — Giornali selezionati Quotidiani e periodici, senza inserti patinati Alta (85-90% resa fibra) Carta da giornale riciclata, carta tissue Medio
3.05 — Refili bianchi senza stampa Ritagli di carta bianca non stampata e non patinata Eccellente (90-95% resa fibra) Carta da stampa e scrittura riciclata, tissue premium Alto
3.10 — Refili bianchi con stampa Ritagli di carta bianca stampata, senza patinatura pesante Alta (80-85% resa fibra, dopo deinking) Carta grafica riciclata, tissue Medio-alto
4.01 — Sacchi kraft usati Sacchi in carta kraft, privi di contenuti pericolosi Alta (85-90% resa fibra lunga) Carta kraft riciclata, sacchi industriali Medio-alto
5.01 — Carta trattata/accoppiata Carta con plastificazione, laminazione o ceratura Bassa-nulla (non riciclabile in cartiera) CSS per recupero energetico (R1) Negativo (costo di conferimento)

La distinzione fondamentale ai fini del recupero è tra materiali che possono rientrare nel ciclo cartario (gradi 1-4, destinati all’operazione R3) e materiali che, per trattamenti superficiali o contaminazioni, possono essere valorizzati solo energeticamente (grado 5, operazione R1) oppure devono essere conferiti a smaltimento. Il recupero carta e cartone efficiente inizia sempre dalla corretta separazione per gradi alla fonte produttiva: una selezione accurata aumenta la resa in fibra, riduce gli scarti di lavorazione in cartiera e incrementa il valore commerciale del macero.

Normativa sul recupero di carta e cartone: End of Waste, sistema COMIECO e obiettivi europei di riciclo

Il recupero di carta e cartone in Italia è disciplinato da un quadro normativo multilivello che include il D.Lgs. 152/2006, la Direttiva UE 2018/851 sull’economia circolare, il sistema consortile COMIECO/CONAI per la responsabilità estesa del produttore e i criteri End of Waste che regolano la cessazione della qualifica di rifiuto per il macero trattato. Questo assetto normativo ha reso l’Italia uno dei Paesi con il più alto tasso di riciclo di carta e cartone nell’Unione Europea.

Il pilastro normativo nazionale è rappresentato dal D.Lgs. 152/2006 (Testo Unico Ambientale), la cui Parte Quarta disciplina la gestione dei rifiuti con una gerarchia che pone il riciclo di materia (operazione R3) al terzo livello di priorità, dopo la prevenzione e la preparazione per il riutilizzo, ma prima del recupero energetico e dello smaltimento. Per il settore cartario, il principio di gerarchia si traduce nell’obbligo di privilegiare il riciclo in cartiera rispetto alla combustione con recupero di energia (CSS/CDR) o alla discarica.

Il D.Lgs. 116/2020, recependo la Direttiva UE 2018/851, ha introdotto obiettivi vincolanti di riciclo degli imballaggi: per la carta e il cartone, il target è fissato al 75% entro il 2025 e all’85% entro il 2030. L’Italia ha già ampiamente superato il primo obiettivo: secondo l’ultimo Rapporto Annuale sulla raccolta differenziata e riciclo di carta e cartone in Italia pubblicato da COMIECO, il tasso di riciclo degli imballaggi cellulosici ha raggiunto il 92,3% nel 2024, uno dei valori più alti tra tutti i materiali di imballaggio e tra i migliori in Europa.

Il sistema consortile COMIECO e il Contributo Ambientale CONAI

Il Consorzio Nazionale Recupero e Riciclo degli Imballaggi a base Cellulosica (COMIECO) opera nell’ambito del sistema CONAI con il compito di garantire il raggiungimento degli obiettivi di riciclo per la filiera cellulosica. Fondato nel 1985, COMIECO stipula convenzioni con i Comuni per corrispondere un contributo economico alla raccolta differenziata di carta e cartone e coordina il flusso del materiale raccolto verso le cartiere italiane e europee. Il sistema è finanziato dal Contributo Ambientale CONAI (CAC), versato dai produttori e dagli utilizzatori di imballaggi cellulosici, attualmente articolato in fasce che premiano la progettazione di imballaggi facilmente riciclabili.

Criteri End of Waste per la carta da macero

Un aspetto normativo cruciale per la filiera del recupero è la cessazione della qualifica di rifiuto (End of Waste), disciplinata dall’art. 184-ter del D.Lgs. 152/2006. Il macero selezionato e classificato secondo i gradi UNI EN 643 può cessare di essere un rifiuto e diventare materia prima secondaria quando soddisfa quattro condizioni cumulative: è destinato a un utilizzo specifico (input produttivo per cartiere), esiste un mercato o una domanda per tale materiale, rispetta i requisiti tecnici per lo scopo specifico (gradi UNI EN 643) e il suo utilizzo non comporta impatti negativi sull’ambiente o sulla salute umana. In assenza di un regolamento nazionale specifico per il macero (diversamente da altri flussi come il vetro o i rottami metallici), gli impianti operano sulla base di autorizzazioni regionali caso per caso, secondo le linee guida di ARPA Lombardia.

Documentazione per le operazioni di recupero

  • Formulario di Identificazione Rifiuti (FIR): accompagna ogni trasporto dal produttore all’impianto di recupero, con indicazione dell’operazione R di destinazione (R3 per riciclo in cartiera, R13 per messa in riserva, R1 per recupero energetico).
  • Registro di carico e scarico: tenuto sia dal produttore del rifiuto sia dal gestore dell’impianto di recupero, con annotazione di ogni movimentazione entro 10 giorni lavorativi.
  • Modello Unico di Dichiarazione Ambientale (MUD): dichiarazione annuale al Catasto rifiuti con i quantitativi prodotti, avviati a recupero e recuperati effettivamente.
  • Autorizzazione dell’impianto: l’impianto di destinazione deve disporre di Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) o autorizzazione ordinaria ex art. 208 del D.Lgs. 152/2006 per le operazioni R pertinenti.
  • Iscrizione Albo Gestori Ambientali: il trasportatore deve essere iscritto nelle categorie pertinenti dell’Albo Nazionale Gestori Ambientali (Categoria 4 per rifiuti non pericolosi).

Il processo industriale di recupero della carta: dal pulping alla produzione di nuova carta

Il recupero industriale della carta e del cartone si articola in sei fasi principali — raccolta e selezione, spappolamento (pulping), epurazione, eventuale disinchiostrazione (deinking), raffinazione e formazione del foglio — attraverso le quali la fibra cellulosica contenuta nel macero viene separata dai contaminanti, trattata e reintrodotta nel ciclo produttivo cartario. L’intero processo consente di risparmiare fino al 70% di energia e fino all’80% di acqua rispetto alla produzione di carta da cellulosa vergine.

Fase 1: Raccolta, selezione e pressatura

Il processo inizia presso le piattaforme di selezione e messa in riserva (operazione R13) dove il macero proveniente dalle raccolte industriali e commerciali viene sottoposto a controllo qualitativo, rimozione dei contaminanti grossolani (plastiche, metalli, materiali estranei), classificazione secondo i gradi UNI EN 643 e pressatura in balle conformi alle specifiche delle cartiere di destinazione. Le balle, del peso tipico di 500-1.000 kg, vengono etichettate con il grado di appartenenza e stoccate in attesa del trasferimento alla cartiera. Le piattaforme lombarde trattano complessivamente oltre 1 milione di tonnellate annue di macero, fungendo da anello di raccordo tra i raccoglitori e le cartiere.

Fase 2: Spappolamento (pulping)

In cartiera, le balle di macero vengono introdotte nel pulper (spappolatore), un grande recipiente cilindrico dotato di un rotore che mescola il materiale con acqua calda a temperatura compresa tra 40 °C e 60 °C. L’azione meccanica del rotore, combinata con l’effetto dell’acqua, separa le fibre di cellulosa dai leganti e dagli inchiostri, producendo una sospensione fibrosa denominata slurry o impasto con consistenza del 3-5%. Il tempo di permanenza nel pulper varia da 15 a 45 minuti in funzione del grado di macero: il cartone ondulato si spapola rapidamente, mentre le carte patinate e stampate richiedono tempi più lunghi. I contaminanti pesanti (graffette, punti metallici, sassi) si depositano sul fondo e vengono estratti periodicamente tramite apposita trappola.

Fase 3: Epurazione e pulizia dell’impasto

L’impasto fibroso in uscita dal pulper contiene ancora contaminanti leggeri (frammenti di plastica, adesivi, residui di inchiostro, particelle di sabbia) che devono essere rimossi prima della formazione del foglio. L’epurazione avviene in più stadi successivi attraverso:

  • Epuratori centrifughi (cleaners): separano le particelle per differenza di peso specifico, rimuovendo sabbia, vetro e metalli fini.
  • Vagli a fessura e a foro (screens): filtrano l’impasto attraverso cestelli con fessure da 0,15 a 0,25 mm, trattenendo plastiche, adesivi termofusibili (hot-melt) e fibre aggregate.
  • Epuratori a bassa densità: rimuovono le particelle più leggere dell’acqua, come frammenti di polistirolo e schiume.

L’efficienza dell’epurazione determina la qualità del prodotto finito. Le cartiere moderne raggiungono tassi di rimozione dei contaminanti superiori al 95%, ma la resa in fibra utile è inversamente proporzionale all’intensità dell’epurazione: mediamente, il 15-25% del peso del macero in ingresso viene scartato sotto forma di fanghi e scarti di pulper, che vengono a loro volta avviati a recupero energetico o a smaltimento.

Fase 4: Disinchiostrazione (deinking)

Per la produzione di carte grafiche, tissue e carte da stampa e scrittura a partire da macero stampato, è necessario il processo di disinchiostrazione (deinking). Questa fase, assente nella produzione di cartone da imballaggio, utilizza due tecnologie complementari:

  • Deinking per flottazione: l’impasto viene trattato con tensioattivi e agenti collettori che distaccano le particelle di inchiostro dalle fibre. L’impasto viene poi immesso in celle di flottazione dove viene insufflata aria: le particelle di inchiostro, rese idrofobiche dai reagenti, aderiscono alle bolle d’aria e vengono rimosse come schiuma superficiale. La flottazione è particolarmente efficace per gli inchiostri offset e litografici.
  • Deinking per lavaggio: l’impasto viene diluito e filtrato su tele filtranti o tamburi rotanti. Le particelle di inchiostro più piccole (tipiche degli inchiostri flessografici e a base acqua) passano attraverso le maglie e vengono eliminate con l’acqua di processo. Il lavaggio è complementare alla flottazione e spesso i due processi vengono combinati in serie.

La disinchiostrazione genera fanghi (deinking sludge) contenenti inchiostri, cariche minerali (caolino, carbonato di calcio) e fibre corte, che rappresentano il 20-30% del peso del macero in ingresso. Questi fanghi vengono prevalentemente avviati a recupero energetico o utilizzati nell’industria dei laterizi come additivo.

Fase 5: Raffinazione e preparazione dell’impasto

La fibra epurata (e disinchiostrata, se necessario) viene sottoposta a raffinazione meccanica in raffinatori a disco o conici, che ne fibrillano la superficie aumentandone la capacità di legame interfibra. Questa fase è determinante per le proprietà meccaniche della carta finita (resistenza alla trazione, allo scoppio, alla lacerazione). All’impasto possono essere aggiunti additivi chimici: amido cationico per aumentare la resistenza a secco, resine per la resistenza a umido, carbonato di calcio come carica minerale per migliorare opacità e stampabilità, e coloranti per raggiungere il grado di bianco desiderato.

Fase 6: Formazione del foglio e asciugatura

L’impasto raffinato, diluito allo 0,5-1% di consistenza, viene distribuito uniformemente sulla tela formatrice della macchina continua. Attraverso le sezioni di formazione, pressatura e asciugatura a vapore, l’acqua viene progressivamente rimossa fino a raggiungere un’umidità residua del 5-8%. Il foglio di carta o cartone così formato viene avvolto in bobine e avviato al taglio, all’allestimento o alla trasformazione. L’intero ciclo, dalla balla di macero alla bobina di carta finita, richiede dalle 2 alle 6 ore in funzione della grammatura e della tipologia di prodotto.

Panoramica del recupero carta e cartone in Lombardia

Infrastruttura impiantistica per il recupero di carta e cartone in Lombardia: operazioni e capacità
Area territoriale Tipologia impianti Operazioni di recupero Flussi prevalenti
Milano e area metropolitana Piattaforme di selezione, centri di pressatura, cartiere tissue R13, R3 Carta mista, cartone GDO, carta d’ufficio
Brescia e provincia Piattaforme polifunzionali, cartiere per cartone ondulato R13, R3, R1 Cartone ondulato, carta kraft, imballaggi misti
Bergamo e provincia Centri di selezione e pressatura R13, R3 Cartone ondulato industriale, refili da cartotecniche
Como – Varese – Lecco Piattaforme di raccolta, centri di cernita R13 Carta mista, cartone, imballaggi cellulosici
Pavia – Lodi – Cremona Piattaforme di stoccaggio e pressatura R13, R3 Cartone ondulato, carta agricola, sacchi kraft
Mantova – Monza – Sondrio Centri di raccolta aziendali, piattaforme minori R13 Cartone da commercio, carta d’ufficio

Perché scegliere Mageco per il recupero di carta e cartone

Mageco S.r.l. è un operatore ambientale certificato ISO 9001, ISO 14001 e ISO 45001, specializzato nella gestione integrata del recupero di rifiuti cellulosici industriali e commerciali su tutto il territorio lombardo dal 2003. L’approccio di Mageco al recupero carta e cartone si fonda sulla massimizzazione del valore del materiale raccolto attraverso la classificazione per gradi UNI EN 643 e l’indirizzamento verso la destinazione di recupero più efficiente.

Il servizio di Mageco si distingue per un approccio consulenziale orientato all’economia circolare: l’obiettivo non è il semplice ritiro del rifiuto, ma la valorizzazione del macero come risorsa. Per le imprese con flussi cellulosici significativi, questo si traduce concretamente nella possibilità di ricevere un corrispettivo per il materiale conferito (in particolare per i gradi superiori del Gruppo 3 e per il cartone ondulato pulito), trasformando un centro di costo in una fonte di ricavo.

La sede operativa di Via Juan Manuel Fangio 11, 20045 Lainate (MI), all’intersezione tra l’autostrada dei Laghi e la tangenziale milanese, consente a Mageco di servire con tempi di risposta rapidi l’intero territorio lombardo, dalle aree industriali della Città Metropolitana di Milano ai distretti produttivi di Brescia, Bergamo e Varese, fino alle zone della Bassa Padana.

I vantaggi del servizio Mageco per il recupero

  • Audit ambientale e consulenza per la separazione alla fonte: sopralluogo gratuito per analizzare i flussi cellulosici, progettare la raccolta interna per gradi UNI EN 643, dimensionare i contenitori e ottimizzare le frequenze di ritiro, massimizzando il valore del materiale e riducendo i costi complessivi di gestione.
  • Fornitura di contenitori dedicati: cassoni scarrabili da 20 e 30 m³, presse compattatrici verticali e orizzontali (rapporto di compattazione fino a 5:1), container da 1.100 litri per carta d’ufficio, big bag per gradi speciali. Il dimensionamento viene personalizzato in base ai volumi e agli spazi disponibili.
  • Tracciabilità completa e conformità normativa: gestione integrale della documentazione (FIR, registri, MUD, transizione RENTRI), con archiviazione digitale e supporto nelle verifiche di ARPA Lombardia, NOE e Polizia Provinciale. P.IVA IT 07904830960.
  • Rete impiantistica qualificata: accordi consolidati con piattaforme di selezione e cartiere di primario livello, che garantiscono destinazioni di recupero ottimali per ogni grado di macero e certificazione delle percentuali di riciclo effettivo.
  • Report ambientale per la sostenibilità: documentazione periodica con quantitativi recuperati, codici CER, gradi UNI EN 643, percentuali di recupero e CO&sub2; evitata, utilizzabile per bilanci di sostenibilità, certificazioni ambientali aziendali e comunicazioni ESG agli stakeholder.

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Valore del macero, mercato della fibra secondaria e domande frequenti

Il recupero di carta e cartone si colloca in un mercato strutturato in cui il macero ha un valore commerciale definito, soggetto a fluttuazioni legate alla domanda delle cartiere, al costo della cellulosa vergine, alle dinamiche del commercio internazionale e alla qualità del materiale. Comprendere questi fattori è essenziale per valutare correttamente i costi e i ricavi legati al recupero.

Fattori che determinano il valore del macero

  • Grado qualitativo UNI EN 643: i refili bianchi (Gruppo 3) raggiungono le quotazioni più elevate; il cartone ondulato pulito (OCC, grado 1.04/1.05) ha un valore stabile; la carta mista (1.01) ha un valore sensibilmente inferiore; i materiali accoppiati o contaminati (Gruppo 5) hanno valore negativo.
  • Andamento del mercato internazionale: le quotazioni del macero sono influenzate dalla domanda cinese e del Sud-Est asiatico (principali importatori mondiali di macero europeo), dal costo della cellulosa vergine (indice NBSK/BHKP) e dalla capacità produttiva delle cartiere europee.
  • Volume e costanza delle forniture: le cartiere privilegiano fornitori con volumi stabili e qualità costante, riconoscendo premi per le forniture regolari rispetto ai conferimenti spot.
  • Stagionalità: i periodi post-natalizi e post-estivi registrano picchi di disponibilità di macero (soprattutto cartone ondulato da imballaggi) con pressione al ribasso sulle quotazioni; i mesi primaverili e autunnali tendono a mostrare quotazioni più sostenute.
  • Costi logistici: il trasporto dal punto di raccolta alla piattaforma di selezione o alla cartiera incide sul valore netto per il produttore del rifiuto, soprattutto per le aree più distanti dai principali poli impiantistici.

Domande frequenti sul recupero di carta e cartone

Quante volte può essere riciclata la carta?

La fibra di cellulosa può essere riciclata mediamente tra le 5 e le 7 volte prima di perdere le proprietà meccaniche necessarie alla produzione di nuova carta. Ad ogni ciclo di spappolamento e raffinazione, le fibre si accorciano progressivamente, riducendo la resistenza alla trazione e allo scoppio del prodotto finito. Per questo motivo, la filiera cartaria necessita di un apporto costante di fibra vergine (circa il 40% dell’input produttivo nazionale) per mantenere gli standard qualitativi. I gradi con fibra lunga (carta kraft, cartone vergine) hanno un numero maggiore di cicli utili rispetto ai gradi già riciclati più volte.

Qual è il tasso di recupero di carta e cartone in Italia?

L’Italia è tra i leader europei nel recupero di carta e cartone. Secondo i dati COMIECO, nel 2024 il tasso di riciclo degli imballaggi cellulosici ha superato il 92%, ben oltre l’obiettivo UE del 75% fissato per il 2025 e vicino al target dell’85% previsto per il 2030. Complessivamente, tra raccolta comunale e industriale, oltre 5 milioni di tonnellate di carta e cartone vengono avviate annualmente a riciclo in Italia, con la Lombardia che contribuisce per circa il 28% del totale nazionale come principale bacino di raccolta e sede di numerosi impianti di trattamento.

Che cos’è il processo di disinchiostrazione (deinking) e quando è necessario?

La disinchiostrazione è il processo industriale mediante il quale le particelle di inchiostro vengono separate dalle fibre di cellulosa durante il riciclo della carta. Viene utilizzata quando il macero è destinato alla produzione di carte grafiche, tissue o carte da stampa che richiedono un elevato grado di bianco. Il processo combina flottazione (le particelle di inchiostro aderiscono a bolle d’aria e vengono rimosse come schiuma) e lavaggio (filtrazione su tele). Non è invece necessario per la produzione di cartone da imballaggio, dove il colore del prodotto finito non è un requisito critico.

Quando il macero cessa di essere un rifiuto (End of Waste)?

Secondo l’art. 184-ter del D.Lgs. 152/2006, il macero cessa di essere un rifiuto quando soddisfa quattro condizioni: è destinato a un utilizzo specifico (input per cartiere), esiste un mercato per esso, rispetta requisiti tecnici definiti (gradi UNI EN 643) e il suo utilizzo non comporta impatti negativi su ambiente o salute. In Italia non esiste ancora un regolamento nazionale End of Waste specifico per il macero, quindi la cessazione della qualifica di rifiuto avviene sulla base delle autorizzazioni rilasciate dalle autorità regionali ai singoli impianti di trattamento.

Quali tipi di carta e cartone non possono essere recuperati tramite riciclo?

Non possono essere avviati a riciclo in cartiera (operazione R3): la carta e il cartone con plastificazione integrale o laminazione con alluminio (es. Tetra Pak, che richiede impianti dedicati), la carta oleata e cerata, la carta carbone, la carta chimica autocopiante, la carta fotografica, la carta da parati e la carta o il cartone pesantemente contaminati da sostanze pericolose (solventi, oli minerali, prodotti chimici, CER 15 01 10*). Questi materiali possono essere avviati a recupero energetico come CSS (operazione R1) o, in ultima istanza, a smaltimento.

Quanto vale il macero di carta e cartone sul mercato?

Il valore del macero varia significativamente per grado qualitativo e condizioni di mercato. I refili bianchi senza stampa (grado 3.05 UNI EN 643) raggiungono le quotazioni più elevate. Il cartone ondulato pulito (OCC, gradi 1.04/1.05) ha un valore intermedio e stabile. La carta mista (grado 1.01) ha quotazioni sensibilmente inferiori. I materiali accoppiati o contaminati del Gruppo 5 hanno valore negativo, con costi di conferimento a carico del produttore. Le quotazioni di riferimento per il mercato italiano sono pubblicate dalla Camera di Commercio di Milano e aggiornate mensilmente.

Quali vantaggi ambientali offre il recupero della carta rispetto alla produzione da fibra vergine?

Il riciclo della carta consente risparmi ambientali significativi rispetto alla produzione da cellulosa vergine: riduzione del consumo di energia fino al 70%, risparmio di acqua fino all’80%, riduzione delle emissioni di CO2 di circa 900 kg per tonnellata di carta riciclata, conservazione del patrimonio forestale (una tonnellata di macero riciclato equivale al risparmio di circa 3-4 metri cubi di legno) e riduzione del volume di rifiuti conferiti in discarica. Questi dati rendono il recupero di carta e cartone una delle filiere più virtuose dell’economia circolare.

Come viene calcolata la percentuale di recupero per il bilancio di sostenibilità?

La percentuale di recupero si calcola come rapporto tra il quantitativo di carta e cartone effettivamente avviato a riciclo (operazione R3, certificato dall’impianto di destinazione) e il quantitativo totale di rifiuti cellulosici prodotti dall’azienda nell’anno di riferimento. Mageco fornisce ai propri clienti un report ambientale periodico che include quantitativi per codice CER, gradi UNI EN 643, operazioni di recupero effettuate, certificati degli impianti e stima della CO2 evitata, dati utilizzabili direttamente per il bilancio di sostenibilità e le dichiarazioni non finanziarie ai sensi della Direttiva CSRD.

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Il recupero di carta e cartone si integra con un ecosistema di servizi per la gestione dei rifiuti cellulosici, degli imballaggi e dei materiali affini. Mageco offre soluzioni per l’intera filiera del recupero e dello smaltimento ambientale. Approfondisca le tematiche correlate:

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