Recupero imballaggi misti in Lombardia: dalle tecnologie di sorting al reimpiego delle materie prime seconde
Il recupero imballaggi misti costituisce una delle operazioni più complesse e strategicamente rilevanti nell’intera filiera della gestione dei rifiuti. A differenza dei flussi monomateriale, gli imballaggi misti raggruppano plastiche, metalli, carta accoppiata, vetro residuo e frazioni estranee in un unico conferimento, rendendo indispensabile il ricorso a tecnologie avanzate di selezione automatica per ottenere frazioni pure destinate al riciclo. Secondo i dati ISPRA riferiti al 2024, l’Italia ha prodotto oltre 13,2 milioni di tonnellate di rifiuti di imballaggio, di cui circa il 28% composto da flussi multimateriale provenienti dalla raccolta differenziata urbana e dagli scarti industriali.
In Lombardia, prima regione italiana per volumi di rifiuti speciali generati, il recupero degli imballaggi misti assume un’importanza particolare sia per il rispetto degli obiettivi europei di riciclo sia per la riduzione del conferimento in discarica. Mageco S.r.l., con sede a Lainate (MI) e attiva dal 2003 nella gestione ambientale su tutto il territorio lombardo, offre alle aziende un servizio completo di raccolta, trasporto e avvio a recupero degli imballaggi misti, garantendo la piena conformità al D.Lgs. 152/2006. Questa guida analizza in dettaglio la classificazione degli imballaggi misti, il quadro normativo vigente, le tecnologie di sorting e le percentuali di recupero raggiungibili dai flussi multimateriale.
Imballaggi misti: definizione, classificazione CER e sfide del recupero
Gli imballaggi misti sono rifiuti di imballaggio composti da due o più materiali non separabili manualmente, identificati nel Catalogo Europeo dei Rifiuti con il codice CER 15 01 06, oppure flussi multimateriale derivanti dalla raccolta congiunta di imballaggi in plastica, alluminio, banda stagnata e materiali compositi.
La definizione normativa di imballaggio, contenuta nell’art. 218 del D.Lgs. 152/2006 (Codice dell’Ambiente), comprende qualsiasi prodotto destinato a contenere, proteggere, manipolare, consegnare e presentare merci, dalle materie prime ai prodotti finiti, lungo l’intera filiera dalla produzione al consumo. Quando tali imballaggi sono composti da materiali eterogenei e vengono conferiti in un unico flusso di raccolta, si parla di imballaggi misti o multimateriale leggero.
La complessità del recupero degli imballaggi misti risiede nella loro natura intrinsecamente eterogenea. Un tipico carico di imballaggi misti da raccolta differenziata urbana in Lombardia contiene mediamente il 55-60% di plastiche (PE, PP, PET, PS, film), il 7-10% di metalli ferrosi (banda stagnata), il 3-5% di alluminio, il 2-4% di materiali compositi (poliaccoppiati tipo Tetra Pak) e una quota variabile di frazioni estranee che puo’ raggiungere il 15-25% del peso totale. Questa eterogeneita’ rende impossibile il riciclo diretto e impone una fase preliminare di selezione meccanica e ottica ad alta tecnologia.
Anche gli imballaggi misti di origine industriale e commerciale presentano sfide specifiche. Le aziende manifatturiere lombarde generano flussi di scarto composti da film estensibili misti a reggette in polipropilene, contenitori in acciaio contaminati, cartone accoppiato a polietilene e schiume protettive in polistirene. La corretta caratterizzazione di questi flussi, mediante analisi merceologiche certificate, e’ il primo passo per massimizzare il tasso di recupero e ridurre la frazione destinata a smaltimento.
Un dato particolarmente rilevante per le imprese lombarde riguarda la cosiddetta frazione secca residua, ossia la quota di imballaggi misti che non raggiunge i requisiti qualitativi per il riciclo meccanico e viene destinata alla produzione di CSS (Combustibile Solido Secondario) per il recupero energetico. L’obiettivo strategico delle normative europee e’ ridurre progressivamente questa quota, portando il tasso di riciclo effettivo degli imballaggi dal 65% al 70% entro il 2030.
| Codice CER | Descrizione | Provenienza tipica | Operazione di recupero | Tasso di recupero medio |
|---|---|---|---|---|
| 15 01 06 | Imballaggi in materiali misti | Raccolta differenziata urbana e industriale | R3 (riciclo), R12 (selezione), R1 (energetico via CSS) | 60-75% |
| 15 01 01 | Imballaggi in carta e cartone | Frazione separata da multimateriale | R3 (riciclo in cartiera) | 85-92% |
| 15 01 02 | Imballaggi in plastica | Frazione selezionata da flusso misto | R3 (riciclo meccanico), R12 (selezione per polimero) | 50-70% |
| 15 01 04 | Imballaggi metallici | Banda stagnata e alluminio da sorting | R4 (riciclo metalli) | 90-98% |
| 15 01 05 | Imballaggi in materiali compositi | Poliaccoppiati (Tetra Pak, sacchetti multistrato) | R3 (riciclo carta), R1 (recupero energetico) | 30-50% |
| 19 12 12 | Rifiuti da trattamento meccanico (sovvallo) | Scarti di selezione non recuperabili | R1 (CSS), D10 (incenerimento) | N/A (recupero energetico) |

Normativa sul recupero degli imballaggi misti: D.Lgs. 152/2006 e direttive europee
Il recupero degli imballaggi misti in Italia e’ disciplinato dalla Parte IV del D.Lgs. 152/2006 (artt. 217-226), integrata dal D.Lgs. 116/2020 che recepisce le direttive europee 2018/851 (rifiuti) e 2018/852 (imballaggi), fissando obiettivi vincolanti di riciclo per materiale e per il complesso degli imballaggi.
Il quadro normativo impone alle imprese che producono o gestiscono rifiuti di imballaggio una serie di obblighi specifici. L’art. 221 del D.Lgs. 152/2006 stabilisce il principio della responsabilita’ estesa del produttore (EPR), secondo cui i produttori e gli utilizzatori di imballaggi sono tenuti a garantire la raccolta, il riutilizzo e il recupero dei rifiuti di imballaggio generati, attraverso l’adesione ai Consorzi di filiera del sistema CONAI (COREPLA per la plastica, CIAL per l’alluminio, RICREA per l’acciaio, COMIECO per la carta, COREVE per il vetro, RILEGNO per il legno) oppure mediante sistemi autonomi di gestione autorizzati dal Ministero dell’Ambiente.
Gli obiettivi di riciclo fissati dalla Direttiva (UE) 2018/852, recepiti in Italia con il D.Lgs. 116/2020, prevedono il raggiungimento entro il 2025 del 65% di riciclo complessivo degli imballaggi, con target specifici per materiale: 50% per la plastica, 70% per i metalli ferrosi, 50% per l’alluminio, 75% per la carta e il cartone, 70% per il vetro e 25% per il legno. Entro il 2030, l’obiettivo complessivo sale al 70%, con il target per la plastica che raggiunge il 55%. Questi obiettivi rendono il recupero efficiente degli imballaggi misti non piu’ una scelta volontaria, ma un obbligo strategico per ogni impresa lombarda.
Per quanto riguarda il CSS (Combustibile Solido Secondario), il D.M. 14 febbraio 2013, n. 22, ne disciplina la produzione a partire da rifiuti non pericolosi, incluse le frazioni non riciclabili degli imballaggi misti. Il CSS che rispetta i parametri di classificazione previsti dalla norma UNI EN 15359 puo’ cessare la qualifica di rifiuto (end-of-waste) e essere utilizzato come combustibile in cementifici e centrali termoelettriche autorizzate, contribuendo al recupero energetico e alla riduzione dei conferimenti in discarica.
Documentazione obbligatoria per il recupero imballaggi misti
- Formulario di Identificazione Rifiuti (FIR) — obbligatorio per ogni trasporto ai sensi dell’art. 193 del D.Lgs. 152/2006, deve indicare il codice CER 15 01 06, il peso stimato e la destinazione
- Registro di carico e scarico — tenuto ai sensi dell’art. 190, con annotazione entro 10 giorni lavorativi dalla produzione o dalla presa in carico del rifiuto
- Modello Unico di Dichiarazione ambientale (MUD) — dichiarazione annuale entro il 30 giugno, trasmessa alla Camera di Commercio competente
- SISTRI/RENTRI — dal 2025 operativo il Registro Elettronico Nazionale per la Tracciabilita’ dei Rifiuti (RENTRI), che sostituisce il precedente sistema SISTRI per la tracciabilita’ digitale
- Accordo CONAI/Consorzi di filiera — per le imprese produttrici di imballaggi, certificazione dell’adesione e versamento del Contributo Ambientale CONAI (CAC)
- Analisi merceologica — per i flussi misti destinati a impianti di selezione, la caratterizzazione quali-quantitativa del rifiuto e’ necessaria per la corretta attribuzione del codice CER e la scelta dell’impianto di destinazione
In Lombardia, la Regione Lombardia ha adottato con D.G.R. n. XI/7400 del 2022 specifiche linee guida per la gestione degli imballaggi misti, che richiedono ai Comuni e ai gestori del servizio di raccolta di raggiungere una percentuale di materiale avviabile a riciclo effettivo non inferiore al 60% del flusso multimateriale leggero conferito. ARPA Lombardia vigila sul rispetto di tali soglie attraverso campagne periodiche di analisi merceologica presso gli impianti di selezione autorizzati. Per approfondire il quadro normativo nazionale, si consulti il portale dell’ISPRA e le sezioni dedicate alla gestione dei rifiuti dell’Albo Nazionale Gestori Ambientali.
Il processo di recupero: tecnologie di selezione NIR, eddy current e separazione balistica
Il recupero degli imballaggi misti si articola in una sequenza di operazioni meccaniche e ottiche che trasformano un flusso eterogeneo in frazioni monomateriale destinate al riciclo, con tassi di recupero complessivi che nelle piattaforme di ultima generazione raggiungono il 70-80% del materiale in ingresso.
Il processo industriale di selezione degli imballaggi misti, denominato anche sorting, rappresenta il cuore tecnologico dell’intero ciclo di recupero. Gli impianti di trattamento meccanico-biologico (TMB) e le piattaforme dedicate alla selezione del multimateriale leggero impiegano una combinazione di tecnologie complementari, ciascuna ottimizzata per separare specifiche frazioni merceologiche dal flusso misto. Di seguito si analizzano le principali fasi del processo.
Fase 1: Ricezione e pre-trattamento
Il materiale in ingresso viene pesato, registrato con il codice CER 15 01 06 e scaricato nella fossa di ricezione. Un primo controllo visivo o mediante telecamere verifica l’assenza di rifiuti non conformi (pericolosi, ingombranti, RAEE). Il materiale viene poi convogliato su nastro trasportatore verso il laceratore di sacchi (bag opener), che apre i sacchetti della raccolta differenziata senza frammentare eccessivamente il contenuto. Un vaglio rotante (trommel) effettua la prima separazione dimensionale: il sottovaglio (frazione fine inferiore a 50-60 mm) contiene prevalentemente organico residuo, vetro frantumato e inerti; il sopravaglio prosegue verso le fasi successive di sorting.
Fase 2: Separazione balistica
Il separatore balistico e’ un dispositivo meccanico costituito da piastre oscillanti inclinate che sfruttano le differenze di peso, forma e comportamento aerodinamico dei materiali per suddividere il flusso in tre frazioni: la frazione leggera bidimensionale (film plastici, sacchetti, fogli di carta), che viene sollevata dal flusso d’aria e convogliata separatamente; la frazione pesante tridimensionale (bottiglie, contenitori rigidi, lattine, barattoli), che rotola verso il basso lungo le piastre; e la frazione fine residua, che cade attraverso le fessure tra le piastre. Questa separazione preliminare e’ fondamentale per ottimizzare l’efficienza delle successive fasi di selezione ottica.
Fase 3: Separazione magnetica e a correnti indotte (eddy current)
I metalli ferrosi (banda stagnata, coperchi in acciaio) vengono estratti dal flusso mediante separatori magnetici a nastro (overband) o a tamburo, dotati di magneti permanenti al neodimio che generano un campo magnetico di elevata intensita’. L’efficienza di cattura supera il 95% dei metalli ferrosi presenti. Successivamente, un separatore a correnti indotte (eddy current separator) isola i metalli non ferrosi, in particolare l’alluminio. Il principio di funzionamento si basa sulla generazione di un campo magnetico alternato ad alta frequenza tramite un rotore a magneti permanenti: i materiali conduttori non ferrosi subiscono una forza repulsiva che li proietta fuori dal flusso principale, con efficienze di separazione dell’alluminio comprese tra l’85% e il 93%.
Fase 4: Selezione ottica NIR (Near-Infrared)
I selettori ottici NIR (Near-Infrared Spectroscopy) rappresentano la tecnologia piu’ avanzata e determinante per il recupero delle frazioni plastiche dagli imballaggi misti. Ogni selettore e’ composto da un nastro trasportatore ad alta velocita’ (2-3 m/s), un sistema di illuminazione alogena o LED, uno spettrometro NIR a matrice lineare che analizza lo spettro di riflettanza di ciascun oggetto nella regione del vicino infrarosso (800-2.500 nm) e un sistema di espulsione ad aria compressa (valvole a getto pulsato) che devia selettivamente i materiali identificati. Ogni oggetto viene classificato in base alla sua firma spettrale: il PET ha un assorbimento caratteristico a 1.660 nm, il PE a 1.730 nm, il PP a 1.200 nm, e cosi’ via. Gli impianti di selezione moderni impiegano 6-10 selettori NIR in cascata, ciascuno programmato per isolare un polimero specifico. La velocita’ di analisi raggiunge i 4.000 oggetti al minuto per metro di larghezza del nastro, con una purezza delle frazioni in uscita superiore al 90-95%.
Fase 5: Controllo qualita’ e produzione di CSS
Le frazioni selezionate (PET, PE-HD, PE-LD/film, PP, alluminio, acciaio) vengono sottoposte a un ulteriore controllo qualita’ manuale o automatico prima della pressatura in balle destinate alle cartiere, fonderie e riciclatori di plastica. La frazione residua non riciclabile, denominata plasmix o sovvallo di selezione (CER 19 12 12), viene avviata alla produzione di CSS ai sensi del D.M. 22/2013. Il processo di produzione del CSS prevede la triturazione, l’essiccazione e la raffinazione del materiale per garantire il rispetto dei parametri di potere calorifico inferiore (PCI minimo 15 MJ/kg), contenuto di cloro (inferiore all’1%) e contenuto di mercurio previsti dalla norma UNI EN 15359.
| Tecnologia | Principio di funzionamento | Materiali separati | Efficienza tipica | Capacita’ di trattamento |
|---|---|---|---|---|
| Vaglio trommel | Separazione dimensionale per rotazione | Frazione fine (organico, vetro, inerti) | 90-95% | 30-80 t/h |
| Separatore balistico | Differenze di peso, forma e aerodinamica | Film 2D vs contenitori 3D vs fini | 85-92% | 15-40 t/h |
| Separatore magnetico (overband) | Attrazione magnetica con magneti permanenti | Metalli ferrosi (banda stagnata, acciaio) | 95-99% | 20-60 t/h |
| Eddy current separator | Correnti indotte da campo magnetico alternato | Metalli non ferrosi (alluminio, rame) | 85-93% | 10-30 t/h |
| Selettore ottico NIR | Spettroscopia nel vicino infrarosso | Polimeri plastici per tipo (PET, PE, PP, PS) | 90-96% | 3-8 t/h per unita’ |
| Selettore ottico VIS (colore) | Analisi colorimetrica ad alta risoluzione | PET trasparente vs colorato vs opaco | 88-94% | 3-6 t/h per unita’ |
Destinazione delle frazioni recuperate in Lombardia
Le frazioni selezionate dagli impianti di sorting vengono avviate a specifiche filiere di riciclo. Il PET selezionato viene conferito agli impianti di riciclo meccanico per la produzione di scaglie (flakes) e granuli destinati al settore tessile o al bottle-to-bottle. Il PE-HD alimenta le linee di granulazione per la produzione di tubi, contenitori e film industriali. Il film in PE-LD viene riciclato in granulati per sacchi, teli agricoli e prodotti per l’edilizia. L’alluminio viene destinato alle fonderie per la rifusione, con un risparmio energetico del 95% rispetto alla produzione primaria da bauxite. L’acciaio viene avviato alle acciaierie ad arco elettrico. I materiali compositi tipo Tetra Pak vengono trattati in impianti specializzati che separano la componente cellulosica (circa il 74% del peso) dall’alluminio e dal polietilene.

Perché scegliere Mageco per il recupero imballaggi misti
Mageco S.r.l. gestisce il recupero degli imballaggi misti per aziende, enti pubblici e attivita’ commerciali in tutta la Lombardia, dalla fase di analisi merceologica fino al conferimento presso impianti di selezione autorizzati, garantendo tassi di recupero documentati e piena tracciabilita’ normativa.
Con oltre vent’anni di esperienza nella gestione dei rifiuti speciali e non pericolosi, Mageco ha sviluppato un sistema operativo specifico per la gestione degli imballaggi misti di origine aziendale. La sede operativa di Via Juan Manuel Fangio 11, 20045 Lainate (MI), consente una copertura logistica rapida ed efficiente su tutte le dodici province lombarde: Milano, Brescia, Bergamo, Monza e Brianza, Como, Varese, Pavia, Cremona, Mantova, Lecco, Lodi e Sondrio.
L’azienda e’ iscritta all’Albo Nazionale Gestori Ambientali nelle Categorie 5F (raccolta e trasporto di rifiuti speciali non pericolosi) e 8C (intermediazione e commercio di rifiuti senza detenzione), e opera in conformita’ al sistema di gestione integrato certificato ISO 9001 (qualita’), ISO 14001 (ambiente) e ISO 45001 (sicurezza sul lavoro). Queste certificazioni attestano la capacita’ di Mageco di gestire ogni fase del processo nel rispetto dei piu’ elevati standard operativi e normativi.
Il servizio di recupero imballaggi misti offerto da Mageco si articola in fasi chiaramente definite che assicurano al cliente efficienza, trasparenza e conformita’ documentale:
Il servizio Mageco: fasi operative
- Sopralluogo e analisi merceologica: Un tecnico Mageco effettua un sopralluogo presso la sede del cliente per valutare tipologia, quantita’ e composizione degli imballaggi misti prodotti, definendo la classificazione CER corretta e il piano di gestione ottimale.
- Fornitura contenitori e pianificazione logistica: Mageco fornisce contenitori e cassoni scarrabili di dimensioni adeguate (da 1.100 litri a 30 mc) e pianifica la frequenza di ritiro in base ai volumi di produzione, ottimizzando i costi di trasporto.
- Raccolta e trasporto autorizzato: Il ritiro avviene con mezzi iscritti all’Albo Gestori Ambientali, con compilazione del FIR in quadruplice copia e pesatura certificata. Ogni trasporto e’ tracciato e documentato.
- Conferimento a impianti di selezione autorizzati: Gli imballaggi misti vengono conferiti a piattaforme di sorting dotate delle migliori tecnologie disponibili (BAT) per massimizzare il tasso di recupero e la qualita’ delle frazioni selezionate.
- Documentazione e reporting: Il cliente riceve copia del FIR controfirmato, i certificati di avvenuto recupero e un report periodico con i dati di recupero (peso conferito, percentuali di riciclo, quota CSS, quota a smaltimento) utili per la rendicontazione ambientale e la dichiarazione MUD.
Mageco collabora stabilmente con i principali impianti di selezione e riciclo della Lombardia, assicurando la continuita’ del servizio anche nei periodi di picco e negoziando condizioni economiche vantaggiose per i propri clienti. L’approccio integrato dell’azienda consente di gestire non solo gli imballaggi misti, ma l’intero spettro dei rifiuti prodotti da un’attivita’ economica, semplificando la gestione documentale e riducendo il numero di interlocutori.
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Costi del recupero imballaggi misti e domande frequenti
Il costo del recupero degli imballaggi misti dipende da molteplici variabili che incidono sia sulla fase di raccolta e trasporto sia sulla fase di trattamento presso l’impianto di selezione. Una corretta analisi preventiva di questi fattori consente alle aziende di pianificare il budget e di adottare strategie per contenere i costi, ad esempio migliorando la qualita’ della raccolta interna o incrementando i volumi per singolo ritiro.
Fattori che influenzano i costi
- Composizione merceologica: Un flusso con elevata percentuale di materiali riciclabili (PET, alluminio, acciaio) puo’ beneficiare di condizioni economiche piu’ favorevoli rispetto a un flusso con alta frazione estranea o contaminato da rifiuti organici.
- Volume e frequenza di conferimento: Quantitativi maggiori e ritiri programmati a cadenza regolare consentono di ottimizzare la logistica e ridurre il costo unitario per tonnellata.
- Distanza dall’impianto di trattamento: La localizzazione del cliente rispetto alle piattaforme di selezione autorizzate incide direttamente sul costo del trasporto. In Lombardia, la rete impiantistica e’ sufficientemente capillare da contenere le distanze nella maggior parte dei casi.
- Tipologia di contenitori richiesti: La fornitura di cassoni scarrabili, compattatori o contenitori dedicati incide sul costo complessivo del servizio, ma spesso si traduce in un risparmio netto grazie alla riduzione dei volumi e del numero di ritiri.
- Andamento del mercato delle materie prime seconde: I prezzi delle frazioni riciclate (in particolare PET e alluminio) fluttuano in base alla domanda industriale e possono influire sulle condizioni economiche praticate dagli impianti di selezione.
Domande frequenti
Che cosa si intende per imballaggi misti e quale codice CER li identifica?
Gli imballaggi misti sono rifiuti di imballaggio composti da materiali eterogenei (plastica, metalli, carta accoppiata, compositi) conferiti in un unico flusso di raccolta. Il Catalogo Europeo dei Rifiuti li classifica con il codice CER 15 01 06 (imballaggi in materiali misti). Questa categoria comprende sia gli imballaggi multimateriale da raccolta differenziata urbana sia gli scarti di imballaggio industriale che non possono essere separati manualmente per tipologia di materiale.
Qual e’ la differenza tra recupero di materia e recupero energetico per gli imballaggi misti?
Il recupero di materia (operazioni R3, R4, R5 ai sensi del D.Lgs. 152/2006) trasforma i rifiuti di imballaggio in materie prime seconde destinate a nuovi cicli produttivi, contribuendo agli obiettivi europei di riciclo. Il recupero energetico (operazione R1) consiste nell’utilizzo del Combustibile Solido Secondario (CSS) prodotto dalle frazioni non riciclabili come fonte di energia in cementifici e centrali termoelettriche. La gerarchia dei rifiuti prevista dall’art. 179 del D.Lgs. 152/2006 privilegia il recupero di materia rispetto a quello energetico.
Come funziona la selezione ottica NIR negli impianti di sorting degli imballaggi misti?
La selezione ottica NIR (Near-Infrared Spectroscopy) utilizza spettrometri che analizzano lo spettro di riflettanza di ciascun oggetto nella regione del vicino infrarosso (800-2.500 nm) mentre transita su un nastro ad alta velocita’. Ogni polimero plastico possiede una firma spettrale unica che consente l’identificazione automatica del materiale. Un sistema di valvole ad aria compressa espelle selettivamente gli oggetti identificati, separando PET, PE, PP e PS con purezze superiori al 90-95%. Gli impianti moderni impiegano 6-10 selettori NIR in cascata per ottenere frazioni monomateriale di elevata qualita’.
Quali sono gli obblighi documentali per le aziende che conferiscono imballaggi misti al recupero?
Le aziende che producono rifiuti di imballaggio misti sono tenute a compilare il Formulario di Identificazione Rifiuti (FIR) per ogni trasporto, aggiornare il Registro di carico e scarico entro 10 giorni lavorativi, presentare la dichiarazione MUD annuale entro il 30 giugno e, dal 2025, adempiere agli obblighi del RENTRI (Registro Elettronico Nazionale per la Tracciabilita’ dei Rifiuti). Mageco S.r.l. supporta i propri clienti nella compilazione di tutta la documentazione obbligatoria, riducendo il rischio di sanzioni.
Che cos’e’ il CSS e come viene prodotto dagli imballaggi misti?
Il CSS (Combustibile Solido Secondario) e’ un combustibile derivato dalle frazioni non riciclabili dei rifiuti, incluso il sovvallo di selezione degli imballaggi misti (CER 19 12 12). Il processo di produzione prevede la triturazione, l’essiccazione e la raffinazione del materiale secondo i parametri del D.M. 22/2013 e della norma UNI EN 15359, che stabiliscono valori limite per il potere calorifico inferiore (minimo 15 MJ/kg), il contenuto di cloro e di mercurio. Il CSS che rispetta tali parametri puo’ cessare la qualifica di rifiuto ed essere impiegato come combustibile alternativo.
Mageco gestisce il recupero di imballaggi misti in tutta la Lombardia?
Mageco S.r.l. opera su tutte le dodici province della Lombardia: Milano, Brescia, Bergamo, Monza e Brianza, Como, Varese, Pavia, Cremona, Mantova, Lecco, Lodi e Sondrio. Il servizio comprende l’analisi merceologica, la fornitura di contenitori, la raccolta e il trasporto autorizzato e il conferimento presso impianti di selezione certificati. Per richiedere un sopralluogo gratuito e un preventivo personalizzato e’ possibile contattare la sede di Lainate al numero 02 83623259 o scrivere a info@mageco.it.
Quale percentuale di imballaggi misti viene effettivamente recuperata?
Il tasso di recupero complessivo degli imballaggi misti dipende dalla qualita’ del materiale in ingresso e dalla tecnologia dell’impianto di selezione. Le piattaforme di ultima generazione, dotate di separatori balistici, selettori NIR multipli e separatori a correnti indotte, raggiungono tassi di recupero di materia del 60-75% e, includendo il recupero energetico via CSS, si arriva all’80-90% del materiale in ingresso. La frazione residua destinata a discarica si attesta tra il 10% e il 20%.
Servizi correlati e approfondimenti
Il recupero degli imballaggi misti si inserisce in un sistema integrato di gestione che coinvolge molteplici tipologie di rifiuti e processi complementari. Per approfondire le tematiche correlate e scoprire le soluzioni Mageco per altre categorie di rifiuti, consulti le seguenti risorse: