Recupero cosmetici: come riciclare e valorizzare i rifiuti dell’industria cosmetica in Lombardia
Il recupero cosmetici rappresenta una sfida ambientale ed economica sempre più centrale per le imprese lombarde del settore beauty, farmaceutico e della grande distribuzione. L’industria cosmetica italiana, con un fatturato che nel 2025 ha superato i 15 miliardi di euro secondo i dati di Cosmetica Italia, genera ogni anno ingenti quantitativi di scarti di produzione, prodotti scaduti, lotti non conformi e imballaggi contaminati che necessitano di percorsi di recupero dedicati e conformi alla normativa ambientale vigente.
La Lombardia ospita oltre il 55% delle aziende cosmetiche nazionali, concentrate in particolare nel distretto Milano-Crema-Bergamo, rendendo il territorio regionale l’epicentro della produzione e, di conseguenza, della gestione dei rifiuti cosmetici. A differenza del semplice smaltimento, il recupero cosmetici punta alla valorizzazione dei materiali: dal riciclo degli imballaggi in vetro, plastica e alluminio alla rigenerazione dei solventi, fino al recupero energetico delle formulazioni non più riutilizzabili.
Mageco S.r.l. gestisce l’intero ciclo di recupero dei rifiuti cosmetici per aziende produttrici, terzisti, laboratori e punti vendita in tutta la Lombardia. In questa guida completa analizziamo la classificazione CER dei rifiuti cosmetici, il quadro normativo aggiornato al 2026, i processi di recupero disponibili, e i vantaggi dell’economia circolare applicata al settore beauty.
Cosa sono i rifiuti cosmetici? Definizione, tipologie e codici CER
I rifiuti cosmetici comprendono tutti i prodotti per la cura della persona, l’igiene e la bellezza giunti a fine vita utile, scaduti, non conformi o derivanti da scarti di produzione industriale, che possono essere avviati a operazioni di recupero di materia o di energia ai sensi dell’Allegato C alla Parte IV del D.Lgs. 152/2006. Il recupero cosmetici si concentra principalmente sul riciclo degli imballaggi e sulla valorizzazione delle frazioni recuperabili.
La categoria “rifiuti cosmetici” abbraccia un ampio spettro di prodotti regolamentati dal Regolamento CE 1223/2009: creme, lozioni, shampoo, balsami, saponi, profumi, trucchi, smalti, tinture per capelli, deodoranti, solari, dentifrici e detergenti intimi. Ciascun prodotto presenta una composizione chimica specifica che ne determina la classificabilità come rifiuto pericoloso o non pericoloso e, di conseguenza, le possibilità di recupero.
I rifiuti cosmetici si originano da molteplici fonti: scarti di produzione e lavorazione (sfridi, lotti fuori specifica, residui di miscelazione), prodotti scaduti o richiamati dal mercato, campionature e tester esauriti, resi commerciali, e imballaggi primari contaminati da residui di prodotto. Ogni tipologia richiede una gestione specifica ai fini del recupero.
Il Catalogo Europeo dei Rifiuti assegna ai cosmetici codici CER differenti in base all’origine e alla pericolosità, elemento fondamentale per determinare le operazioni di recupero ammissibili.
| Codice CER | Descrizione | Pericolosità | Operazione di recupero | Esempio tipico |
|---|---|---|---|---|
| 07 06 99 | Rifiuti non specificati della produzione di cosmetici | Non pericoloso | R1, R3, R13 | Lotti scaduti, scarti di produzione senza sostanze pericolose |
| 07 06 01* | Soluzioni acquose di lavaggio ed acque madri | Pericoloso | R2, R3 | Acque di lavaggio impianti con solventi o tensioattivi pericolosi |
| 07 06 03* | Solventi organici, liquidi di lavaggio e acque madri alogenati | Pericoloso | R2 (rigenerazione solventi) | Solventi esauriti da produzione smalti e profumi |
| 07 06 04* | Altri solventi organici, liquidi di lavaggio e acque madri | Pericoloso | R2, R1 | Solventi non alogenati da formulazione cosmetica |
| 15 01 02 | Imballaggi in plastica | Non pericoloso | R3, R5 | Flaconi, tubetti, vasetti vuoti in PE, PP, PET |
| 15 01 07 | Imballaggi in vetro | Non pericoloso | R5 | Boccette profumo, vasetti crema in vetro |
| 15 01 04 | Imballaggi metallici | Non pericoloso | R4 | Bombolette spray (senza propellente), tubetti alluminio |
| 15 01 10* | Imballaggi contenenti residui di sostanze pericolose | Pericoloso | R4, R12 | Flaconi con residui di solventi, ossidanti, perossidi |
| 20 01 32 | Medicinali diversi da quelli di cui alla voce 20 01 31 | Non pericoloso | R1 | Cosmetici assimilabili a uso domestico scaduti |
La corretta attribuzione del codice CER costituisce il primo passo per individuare il percorso di recupero cosmetici appropriato. I cosmetici contenenti sostanze classificate come pericolose ai sensi del Regolamento CLP (CE 1272/2008) richiedono operazioni di recupero in impianti autorizzati ai sensi dell’art. 208 del D.Lgs. 152/2006, mentre le frazioni non pericolose, in particolare gli imballaggi, possono accedere a filiere di riciclo consolidate con costi inferiori.

Normativa sul recupero cosmetici: D.Lgs. 152/2006, Regolamento CE 1223/2009 e responsabilità estesa del produttore
Il recupero dei rifiuti cosmetici in Italia è disciplinato principalmente dal D.Lgs. 152/2006 (Codice dell’Ambiente), integrato dal D.Lgs. 116/2020 che ha recepito le Direttive UE 2018/851 e 2018/852 su rifiuti e imballaggi, introducendo obiettivi di riciclo crescenti e il rafforzamento della responsabilità estesa del produttore (EPR). Le aziende cosmetiche devono conformarsi a entrambi i quadri normativi per operare legalmente il recupero dei propri scarti.
Il Regolamento CE 1223/2009 sulla sicurezza dei prodotti cosmetici non disciplina direttamente la fase di gestione del rifiuto, ma incide sulla classificazione: un cosmetico che diventa rifiuto mantiene le caratteristiche chimiche della formulazione originaria, e se contiene sostanze di cui all’Allegato II o III del Regolamento in concentrazioni rilevanti, il rifiuto potrebbe risultare pericoloso ai sensi dell’Allegato III alla Direttiva 2008/98/CE. L’analisi della scheda di sicurezza (SDS) del prodotto cosmetico originario rappresenta pertanto un passaggio obbligato per la corretta classificazione del rifiuto.
Il quadro normativo applicabile al recupero dei cosmetici si articola su diversi livelli.
| Norma | Ambito di applicazione | Implicazioni per il recupero cosmetici |
|---|---|---|
| D.Lgs. 152/2006, Parte IV | Gestione dei rifiuti | Definisce le operazioni di recupero R1-R13, obblighi di tracciabilità (FIR, MUD, registri) |
| D.Lgs. 116/2020 | Recepimento Direttive UE 2018/851 e 2018/852 | Obiettivi di riciclo imballaggi: 65% entro 2025, 70% entro 2030; rafforzamento EPR |
| D.M. 5 febbraio 1998 | Recupero rifiuti non pericolosi in procedura semplificata | Definisce le tipologie di rifiuti cosmetici ammissibili a recupero semplificato |
| D.M. 161/2002 | Recupero rifiuti pericolosi in procedura semplificata | Condizioni per il recupero semplificato di solventi e imballaggi contaminati |
| Regolamento CE 1013/2006 | Trasferimento transfrontaliero di rifiuti | Disciplina l’invio di rifiuti cosmetici a impianti di recupero in altri Stati UE |
| D.Lgs. 49/2014 e s.m.i. | EPR per imballaggi (CONAI) | Contributo ambientale CONAI per imballaggi cosmetici immessi al consumo |
In Lombardia, la Regione ha emanato il Piano Regionale Gestione Rifiuti (PRGR) approvato con D.G.R. n. XI/6201/2022 che stabilisce le priorità regionali nella gerarchia dei rifiuti, ponendo il recupero di materia al di sopra del recupero energetico e dello smaltimento. Il recupero cosmetici rientra pienamente in questa strategia regionale, data la concentrazione di imprese del settore beauty sul territorio lombardo. ARPA Lombardia svolge la funzione di vigilanza sugli impianti di recupero autorizzati presenti sul territorio regionale.
Per le aziende cosmetiche, la documentazione obbligatoria per il recupero comprende: il Formulario di Identificazione dei Rifiuti (FIR) per ogni trasporto, il Registro di carico e scarico (art. 190 D.Lgs. 152/2006), la Dichiarazione annuale MUD e, per i produttori iniziali con più di 10 dipendenti, l’iscrizione al sistema RENTRI (Registro Elettronico Nazionale per la Tracciabilità dei Rifiuti), pienamente operativo dal 2025.
Un aspetto cruciale per il recupero cosmetici riguarda la responsabilità estesa del produttore (EPR): le aziende cosmetiche che immettono prodotti confezionati sul mercato italiano sono tenute ad aderire al sistema consortile CONAI e ai consorzi di filiera (COREPLA per la plastica, COREVE per il vetro, CIAL per l’alluminio, RICREA per l’acciaio) contribuendo al finanziamento delle operazioni di raccolta e riciclo degli imballaggi post-consumo.
Come funziona il recupero dei cosmetici: dalla raccolta alla valorizzazione
Il recupero cosmetici segue un percorso articolato che parte dalla caratterizzazione e separazione dei materiali, prosegue con lo svuotamento e la bonifica degli imballaggi contaminati, e si conclude con l’avvio delle singole frazioni alle rispettive filiere di riciclo o recupero energetico. L’obiettivo primario del recupero cosmetici, in linea con la gerarchia europea dei rifiuti, consiste nel massimizzare il recupero di materia riducendo al minimo il ricorso alla termovalorizzazione.
Il processo di recupero cosmetici si suddivide in fasi ben definite, ciascuna delle quali richiede competenze tecniche specifiche e attrezzature dedicate.
Fase 1: Caratterizzazione e analisi del rifiuto cosmetico
Prima di qualsiasi operazione di recupero, il rifiuto cosmetico deve essere caratterizzato analiticamente. Questa fase comprende l’analisi della composizione chimica del prodotto (sulla base della SDS o di analisi di laboratorio), l’assegnazione del codice CER corretto, la determinazione della pericolosità secondo i criteri HP dell’Allegato III alla Direttiva 2008/98/CE e l’individuazione dell’operazione di recupero più appropriata. Per i lotti omogenei di produzione, la caratterizzazione si effettua una sola volta; per le miscele eterogenee di prodotti diversi, occorre un’analisi caso per caso.
Fase 2: Raccolta e trasporto
I rifiuti cosmetici vengono raccolti presso il sito del produttore o del detentore con mezzi autorizzati ai sensi dell’art. 212 del D.Lgs. 152/2006 e iscritti all’Albo Nazionale Gestori Ambientali nella categoria appropriata. I contenitori devono essere idonei alla natura del rifiuto: fusti in acciaio o polietilene per liquidi e semiliquidi, big bag o cassoni per imballaggi vuoti, contenitori omologati ADR per rifiuti classificati come merci pericolose ai fini del trasporto. Il Formulario di Identificazione del Rifiuto (FIR) accompagna obbligatoriamente ogni trasporto.
Fase 3: Separazione e bonifica imballaggi
Presso l’impianto di recupero autorizzato, i cosmetici vengono sottoposti a un processo di separazione multicomponente. Questa fase risulta particolarmente critica nel settore cosmetico, poiché i prodotti sono tipicamente confezionati in imballaggi multimateriale (ad esempio, un flacone in PET con tappo in PP, pompa dosatrice in PE/metallo e etichetta in carta). Le operazioni includono:
- Svuotamento controllato: rimozione del contenuto residuo mediante sistemi meccanici o idraulici, con raccolta separata della formulazione cosmetica
- Separazione dei materiali: disgregazione dell’imballaggio nelle sue componenti (plastica, vetro, metallo, carta) tramite triturazione, vagliatura e selezione automatica
- Lavaggio e decontaminazione: pulizia delle frazioni di imballaggio dai residui di prodotto, necessaria per l’ammissibilità alle filiere di riciclo di qualità
- Riduzione volumetrica: compattazione e pressatura delle frazioni selezionate per ottimizzare la logistica verso gli impianti di riciclo finali
Fase 4: Avvio alle filiere di recupero
Le frazioni separate vengono avviate alle rispettive filiere di recupero. La tabella seguente sintetizza i percorsi di valorizzazione per ciascun materiale.
| Frazione | Operazione di recupero | Prodotto risultante | Destinazione |
|---|---|---|---|
| Plastica (PE, PP, PET) | R3 – Riciclo meccanico | Granulato plastico riciclato (r-PET, r-PP, r-PE) | Nuovi imballaggi, componenti industriali |
| Vetro | R5 – Riciclo vetrario | Rottame di vetro pronto forno | Vetrerie per nuove boccette e flaconi |
| Alluminio | R4 – Rifusione | Lingotti o billette in alluminio secondario | Fonderie, produzione tubetti e bombolette |
| Acciaio/banda stagnata | R4 – Rifusione | Acciaio riciclato | Acciaierie per nuovi prodotti siderurgici |
| Carta/cartone | R3 – Riciclo cartario | Pasta di cellulosa riciclata | Cartiere per nuovi packaging secondari |
| Solventi organici | R2 – Rigenerazione | Solventi rigenerati | Reimpiego in processi industriali |
| Formulazioni non recuperabili | R1 – Recupero energetico | Energia termica/elettrica | Impianti di termovalorizzazione autorizzati |
L’economia circolare applicata al recupero cosmetici consente di recuperare fino all’85-90% in peso dei rifiuti generati, limitando il conferimento in discarica a una quota residuale inferiore al 5%. Le aziende cosmetiche che implementano programmi strutturati di recupero ottengono significativi benefici economici attraverso la riduzione dei costi di smaltimento e, in alcuni casi, il ricavo dalla vendita delle materie prime seconde ottenute.
Per gli imballaggi in vetro di alta qualità, come le boccette per profumeria, esistono inoltre circuiti di riutilizzo diretto (operazione di preparazione per il riutilizzo, gerarchicamente superiore al riciclo), che prevedono il lavaggio industriale e la rimessa in circolo del contenitore integro. Questo percorso, ancora di nicchia, sta guadagnando terreno grazie agli obiettivi di riutilizzo introdotti dalla revisione della Direttiva imballaggi.

Perché scegliere Mageco per il recupero cosmetici in Lombardia
Mageco S.r.l. gestisce il recupero dei rifiuti cosmetici come servizio integrato che copre l’intera filiera, dalla caratterizzazione iniziale all’avvio alle piattaforme di riciclo autorizzate, garantendo la massima percentuale di valorizzazione e la piena conformità normativa in tutte le 12 province lombarde. L’esperienza specifica nel settore cosmetico e chimico consente a Mageco di affrontare le complessità tipiche di questo flusso di rifiuti.
Il recupero cosmetici presenta criticità gestionali peculiari rispetto ad altri comparti industriali. Gli imballaggi multimateriale, le formulazioni a composizione variabile, la presenza di sostanze classificate come sensibilizzanti o irritanti, e la necessità di gestire contemporaneamente rifiuti pericolosi e non pericolosi richiedono un operatore ambientale con competenze trasversali e autorizzazioni ampie.
I vantaggi concreti di affidarsi a Mageco per il recupero cosmetici in Lombardia includono:
- Massimizzazione del tasso di recupero: analisi preliminare di ogni flusso di rifiuto per individuare la filiera di valorizzazione più vantaggiosa, riducendo al minimo il ricorso allo smaltimento in discarica o alla termovalorizzazione indifferenziata
- Gestione documentale completa: predisposizione di FIR, registri di carico e scarico, dichiarazioni MUD e adempimenti RENTRI, sollevando l’azienda cliente dagli oneri burocratici e dal rischio di sanzioni per irregolarità formali
- Copertura territoriale regionale: servizio operativo su tutta la Lombardia con ritiri programmati o su chiamata a Milano, Bergamo, Brescia, Monza, Como, Varese, Pavia, Cremona, Mantova, Lecco, Lodi e Sondrio
- Consulenza sulla classificazione CER: supporto tecnico per la corretta attribuzione dei codici CER ai rifiuti cosmetici, evitando errori di classificazione che possono comportare sanzioni amministrative e penali ai sensi dell’art. 256 del D.Lgs. 152/2006
- Reportistica ambientale: fornitura di report periodici sui quantitativi recuperati, sulle percentuali di riciclo raggiunte e sul risparmio di CO2 equivalente, dati utilizzabili per i bilanci di sostenibilità e le certificazioni ambientali dell’azienda cliente
Mageco collabora con una rete di impianti di recupero autorizzati ai sensi dell’art. 208 e dell’art. 216 del D.Lgs. 152/2006, selezionati sulla base della capacità tecnologica, dell’affidabilità operativa e della vicinanza geografica al sito di produzione del rifiuto, al fine di minimizzare l’impatto ambientale del trasporto. Ogni impianto della rete viene sottoposto a verifiche periodiche di conformità da parte del team tecnico di Mageco.
Costi del recupero cosmetici e domande frequenti
Il costo del recupero cosmetici varia in funzione della tipologia di rifiuto, della classificazione CER, della pericolosità, del quantitativo, della frequenza di ritiro e della distanza logistica tra il sito del produttore e l’impianto di recupero. In molti casi, il recupero cosmetici risulta economicamente vantaggioso rispetto allo smaltimento puro, poiché le frazioni riciclabili generano un valore di mercato che abbatte il costo complessivo del servizio.
I principali fattori che determinano il prezzo del servizio sono:
- Composizione del rifiuto: cosmetici non pericolosi con imballaggi monomateriale presentano costi inferiori rispetto a formulazioni pericolose o imballaggi multimateriale che richiedono operazioni di separazione complesse
- Quantitativo annuo: volumi superiori a 5.000 kg/anno consentono economie di scala significative nella logistica e nel conferimento agli impianti di recupero
- Necessità di analisi: rifiuti non caratterizzati o di composizione incerta richiedono analisi chimiche preliminari che incidono sul costo iniziale, ma prevengono sanzioni e costi imprevisti
- Imballaggio e contenitorizzazione: la fornitura di contenitori idonei (fusti, IBC, big bag) e le operazioni di confezionamento in sicurezza influenzano il costo del servizio
- Urgenza del ritiro: ritiri programmati a cadenza regolare risultano più economici rispetto a interventi straordinari con tempi di risposta ridotti
A titolo indicativo, il recupero di imballaggi cosmetici non pericolosi (CER 15 01 02, 15 01 07, 15 01 04) presenta costi significativamente inferiori rispetto al recupero di formulazioni cosmetiche pericolose (CER 07 06 03*, 07 06 04*), per le quali le tariffe degli impianti autorizzati risultano più elevate. Mageco fornisce preventivi personalizzati sulla base dell’analisi specifica dei flussi di rifiuto del cliente.
Domande frequenti sul recupero cosmetici
Quali tipologie di cosmetici possono essere avviate a recupero?
Possono essere avviati a recupero praticamente tutti i rifiuti cosmetici: prodotti scaduti, lotti non conformi, scarti di produzione, campionature esaurite, resi commerciali e imballaggi contaminati. Il recupero si concentra principalmente sulle frazioni di imballaggio (plastica, vetro, alluminio, carta) e, ove tecnicamente possibile, sulla rigenerazione dei solventi contenuti nelle formulazioni. Le formulazioni non recuperabili come materia vengono destinate a recupero energetico (operazione R1) in impianti di termovalorizzazione autorizzati.
I cosmetici scaduti sono classificati come rifiuti pericolosi?
Non necessariamente. La classificazione di pericolosità dipende dalla composizione chimica del prodotto cosmetico, non dalla scadenza in sé. Un cosmetico scaduto mantiene le stesse caratteristiche chimiche del prodotto in corso di validità. Se la formulazione contiene sostanze pericolose ai sensi del Regolamento CLP (CE 1272/2008) in concentrazioni superiori alle soglie di classificazione, il rifiuto sarà classificato come pericoloso (CER con asterisco). Creme idratanti e shampoo comuni sono generalmente non pericolosi, mentre smalti, tinture per capelli con ammoniaca, ossidanti e prodotti contenenti alcol denaturato possono risultare pericolosi.
Qual è la differenza tra recupero e smaltimento dei cosmetici?
Il smaltimento dei cosmetici (operazioni D1-D15 ai sensi dell’Allegato B alla Parte IV del D.Lgs. 152/2006) prevede l’eliminazione definitiva del rifiuto, tipicamente in discarica autorizzata o mediante incenerimento senza recupero energetico. Il recupero (operazioni R1-R13, Allegato C) punta invece alla valorizzazione: riciclo dei materiali di imballaggio, rigenerazione dei solventi, o almeno il recupero del contenuto energetico. La normativa europea impone la priorità del recupero sullo smaltimento nella gerarchia dei rifiuti (art. 179 D.Lgs. 152/2006).
Quali documenti sono necessari per il recupero dei rifiuti cosmetici?
La documentazione obbligatoria comprende: il Formulario di Identificazione dei Rifiuti (FIR) in quattro copie per ogni trasporto, il Registro cronologico di carico e scarico dei rifiuti (art. 190 D.Lgs. 152/2006), la Dichiarazione annuale MUD da presentare entro il 30 giugno di ogni anno, e dal 2025, l’iscrizione al sistema RENTRI per i produttori iniziali con più di 10 dipendenti. Per i rifiuti pericolosi è inoltre necessaria la scheda di caratterizzazione analitica. Mageco supporta i propri clienti nella predisposizione e nella corretta compilazione di tutta la documentazione richiesta.
Le bombolette spray cosmetiche possono essere recuperate?
Le bombolette spray cosmetiche (lacche, deodoranti, mousse) possono essere avviate a recupero previa bonifica del propellente residuo e del contenuto. Il processo prevede la perforazione controllata della bomboletta in ambiente protetto, l’aspirazione dei gas propellenti, lo svuotamento del prodotto residuo e l’avvio del corpo metallico (acciaio o alluminio) alla filiera di riciclo dei metalli (operazione R4). Il propellente, se a base di idrocarburi, viene avviato a recupero energetico. Questa operazione richiede impianti specificamente autorizzati per la gestione di contenitori sotto pressione.
Quanto tempo richiede l’organizzazione del primo ritiro di rifiuti cosmetici?
Mageco organizza il primo ritiro di rifiuti cosmetici generalmente entro 5-7 giorni lavorativi dalla richiesta, tempo necessario per il sopralluogo tecnico, la caratterizzazione dei rifiuti, l’assegnazione dei codici CER corretti e la predisposizione della documentazione. Per i clienti con contratto di servizio continuativo, i ritiri successivi vengono programmati con cadenza settimanale, bisettimanale o mensile in base ai volumi prodotti. In situazioni di urgenza, Mageco può organizzare ritiri straordinari entro 48 ore su tutto il territorio lombardo.
Il recupero cosmetici contribuisce al raggiungimento degli obiettivi ESG aziendali?
Il recupero dei rifiuti cosmetici contribuisce significativamente al miglioramento degli indicatori ESG (Environmental, Social, Governance) dell’azienda. Sul piano ambientale, ogni tonnellata di imballaggi plastici riciclati evita l’emissione di circa 1,5 tonnellate di CO2 equivalente rispetto alla produzione da materia vergine. Mageco fornisce reportistica certificata sui quantitativi recuperati, sulle percentuali di riciclo e sulle emissioni evitate, dati direttamente utilizzabili per i bilanci di sostenibilità, le dichiarazioni non finanziarie (CSRD) e le certificazioni ISO 14001.
Servizi correlati e approfondimenti
Il recupero cosmetici si inserisce in un ecosistema più ampio di servizi di gestione ambientale che Mageco offre alle imprese lombarde. Per una gestione completa dei rifiuti del settore beauty e chimico, Le consigliamo di approfondire anche i seguenti servizi correlati al recupero cosmetici:
- Smaltimento cosmetici — per le frazioni non avviabili a recupero, la guida completa alle operazioni di smaltimento conforme dei rifiuti cosmetici pericolosi e non pericolosi
- Recupero farmaci — servizio analogo per il settore farmaceutico, che condivide con il comparto cosmetico molte problematiche di classificazione e gestione dei rifiuti
- Recupero detergenti — valorizzazione dei rifiuti da prodotti per la pulizia, spesso gestiti congiuntamente ai cosmetici dalle aziende del settore FMCG
- Recupero solventi — rigenerazione dei solventi organici utilizzati nei processi produttivi cosmetici, dalla formulazione di smalti e profumi alle operazioni di lavaggio impianti
- Smaltimento rifiuti speciali — guida generale alla gestione dei rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi per tutte le tipologie industriali
Per informazioni dettagliate sul servizio di recupero cosmetici o per richiedere un sopralluogo tecnico gratuito presso la Sua azienda, contatti Mageco S.r.l. al numero 02 8716 8731 o scriva a info@mageco.it. Operiamo su tutta la Lombardia con tempi di intervento rapidi e soluzioni personalizzate per ogni esigenza produttiva.