Recupero farmaci: riciclo degli imballaggi, valorizzazione energetica e reverse logistics farmaceutica in Lombardia
Il recupero farmaci costituisce un tassello strategico della gestione ambientale nel comparto farmaceutico lombardo, dove la valorizzazione degli scarti di produzione, dei medicinali scaduti e soprattutto degli imballaggi farmaceutici consente di reimmettere materia nel ciclo produttivo riducendo l’impatto ambientale e i costi di gestione. La Lombardia rappresenta il cuore dell’industria farmaceutica italiana: oltre il 40% della produzione nazionale si concentra nel corridoio Milano-Monza-Bergamo-Brescia, con una densità di stabilimenti, centri di distribuzione e grossisti che genera ogni anno migliaia di tonnellate di rifiuti avviabili a percorsi di recupero.
A differenza del semplice smaltimento dei farmaci, il recupero farmaci si concentra sulla valorizzazione delle componenti recuperabili: dal riciclo dei blister in alluminio e PVC al recupero del vetro farmaceutico, dalla rigenerazione dei solventi di processo fino al recupero energetico delle formulazioni non più riutilizzabili come materia. La reverse logistics farmaceutica, ossia la gestione strutturata dei flussi di ritorno dal mercato, completa il quadro di un sistema che trasforma un obbligo normativo in un vantaggio competitivo.
Mageco S.r.l. opera nel recupero dei rifiuti farmaceutici su tutto il territorio lombardo, servendo aziende produttrici, terzisti, grossisti, farmacie ospedaliere e strutture sanitarie. In questa guida analizziamo le tipologie di rifiuti farmaceutici avviabili a recupero, il quadro normativo aggiornato al 2026, i processi di riciclo e valorizzazione, e i vantaggi concreti di un approccio circolare alla gestione dei rifiuti del settore pharma.
Cosa sono i rifiuti farmaceutici recuperabili? Classificazione CER e tipologie
I rifiuti farmaceutici recuperabili comprendono i medicinali scaduti o non conformi, gli scarti di produzione industriale, gli imballaggi primari e secondari, i materiali di confezionamento e i residui di processo che possono essere avviati a operazioni di recupero di materia (R2-R5, R12, R13) o di energia (R1) ai sensi dell’Allegato C alla Parte IV del D.Lgs. 152/2006. Il recupero farmaci si distingue nettamente dallo smaltimento per l’obiettivo di estrarre valore dalle componenti ancora utilizzabili del rifiuto.
Nel settore farmaceutico, le fonti principali di rifiuti avviabili a recupero sono molteplici e differiscono in base all’anello della filiera che li genera. Gli stabilimenti produttivi generano scarti di lavorazione (polveri, granulati fuori specifica, compresse difettose), solventi esauriti dai processi di sintesi e formulazione, e imballaggi primari non conformi. I centri di distribuzione e i grossisti producono principalmente farmaci scaduti o richiamati e imballaggi secondari. Le farmacie, sia al dettaglio sia ospedaliere, conferiscono medicinali scaduti consegnati dai cittadini e le proprie giacenze scadute.
Il Catalogo Europeo dei Rifiuti (CER) assegna codici specifici ai rifiuti farmaceutici, la cui corretta attribuzione risulta determinante per individuare le operazioni di recupero ammissibili.
| Codice CER | Descrizione | Pericolosità | Operazione di recupero | Esempio tipico |
|---|---|---|---|---|
| 07 05 99 | Rifiuti non specificati della produzione di prodotti farmaceutici | Non pericoloso | R1, R3, R13 | Compresse fuori specifica, polveri di scarto, granulati non conformi |
| 07 05 01* | Soluzioni acquose di lavaggio e acque madri | Pericoloso | R2, R3 | Acque di lavaggio reattori con tracce di principi attivi pericolosi |
| 07 05 03* | Solventi organici alogenati, liquidi di lavaggio e acque madri | Pericoloso | R2 (rigenerazione solventi) | Diclorometano, cloroformio esauriti da sintesi farmaceutica |
| 07 05 04* | Altri solventi organici, liquidi di lavaggio e acque madri | Pericoloso | R2, R1 | Etanolo, acetone, acetato di etile da processi di estrazione |
| 15 01 02 | Imballaggi in plastica | Non pericoloso | R3, R5 | Blister in PVC/PVDC, flaconi in HDPE, tubetti, film termoretraibili |
| 15 01 04 | Imballaggi metallici | Non pericoloso | R4 | Fogli di alluminio da blister, tubetti in alluminio, lattine aerosol |
| 15 01 07 | Imballaggi in vetro | Non pericoloso | R5 | Fiale, flaconi per sciroppi, boccette contagocce, flaconi iniettabili |
| 15 01 01 | Imballaggi in carta e cartone | Non pericoloso | R3 | Astucci, foglietti illustrativi, scatole di confezionamento secondario |
| 15 01 10* | Imballaggi contenenti residui di sostanze pericolose | Pericoloso | R4, R12 | Contenitori primari con residui di farmaci citotossici o citostatici |
| 18 01 09 | Medicinali diversi da quelli di cui alla voce 18 01 08 | Non pericoloso | R1 | Farmaci scaduti da farmacie, non citotossici né citostatici |
| 20 01 32 | Medicinali diversi da quelli di cui alla voce 20 01 31 | Non pericoloso | R1 | Farmaci scaduti raccolti presso i cittadini (raccolta comunale) |
La distinzione fondamentale ai fini del recupero riguarda la separabilità del principio attivo dall’imballaggio. Mentre il principio attivo farmaceutico, una volta divenuto rifiuto, è raramente recuperabile come materia e viene generalmente destinato a recupero energetico (R1) o a termodistruzione (D10), gli imballaggi costituiscono la frazione a più alto potenziale di riciclo. Nel settore farmaceutico, il rapporto in peso tra imballaggio e prodotto è particolarmente elevato: si stima che gli imballaggi rappresentino tra il 30% e il 50% del peso totale dei medicinali confezionati, rendendo il riciclo degli imballaggi farmaceutici una leva ambientale ed economica di primaria importanza.
I blister farmaceutici, composti da un accoppiato alluminio/PVC (o alluminio/PVDC, alluminio/Alu per i cold-form), rappresentano la tipologia di imballaggio primario più diffusa e al contempo quella che pone le sfide tecnologiche più rilevanti ai fini del recupero, richiedendo impianti in grado di separare efficacemente le componenti metalliche da quelle plastiche.

Normativa sul recupero farmaci: D.Lgs. 152/2006, D.Lgs. 219/2006 e responsabilità estesa del produttore
Il recupero dei rifiuti farmaceutici in Italia è disciplinato da un quadro normativo a doppio binario: il D.Lgs. 152/2006 (Codice dell’Ambiente) regola le operazioni di gestione del rifiuto, mentre il D.Lgs. 219/2006 (Codice del Farmaco) disciplina le fasi a monte, incluse la produzione conforme alle GMP (Good Manufacturing Practices), la distribuzione e la gestione dei ritiri dal mercato. L’interazione tra queste due discipline definisce gli obblighi e le opportunità per il recupero farmaci.
Il D.Lgs. 152/2006, nella sua Parte IV, stabilisce la gerarchia dei rifiuti applicabile anche al settore farmaceutico: prevenzione, preparazione per il riutilizzo, riciclo, recupero di altro tipo (incluso il recupero energetico) e, solo in ultima istanza, smaltimento. Il D.Lgs. 116/2020, recependo le Direttive UE 2018/851 e 2018/852, ha rafforzato gli obiettivi di riciclo degli imballaggi e introdotto obblighi aggiuntivi di responsabilità estesa del produttore (EPR) che incidono direttamente sulle aziende farmaceutiche.
| Norma | Ambito di applicazione | Implicazioni per il recupero farmaci |
|---|---|---|
| D.Lgs. 152/2006, Parte IV | Gestione dei rifiuti | Operazioni di recupero R1-R13, obblighi FIR, MUD, registri carico/scarico, RENTRI |
| D.Lgs. 116/2020 | Recepimento Direttive UE rifiuti e imballaggi | Obiettivi riciclo imballaggi: 65% entro 2025, 70% entro 2030; rafforzamento EPR |
| D.Lgs. 219/2006 | Codice del Farmaco | Obblighi di ritiro dal mercato, distruzione controllata di lotti, tracciabilità farmaceutica |
| D.M. 5 febbraio 1998 | Recupero rifiuti non pericolosi in procedura semplificata | Condizioni per il recupero semplificato di imballaggi farmaceutici non contaminati |
| D.M. 161/2002 | Recupero rifiuti pericolosi in procedura semplificata | Ammissibilità a recupero semplificato di solventi farmaceutici esauriti |
| D.Lgs. 81/2008 | Sicurezza sul lavoro | Protezione degli operatori nella manipolazione di rifiuti con residui di farmaci attivi |
| Regolamento CE 1013/2006 | Trasferimento transfrontaliero di rifiuti | Disciplina l’invio di rifiuti farmaceutici a impianti di recupero in altri Stati UE |
| D.P.R. 254/2003 | Rifiuti sanitari | Gestione dei farmaci scaduti provenienti da strutture sanitarie e farmacie ospedaliere |
In Lombardia, il Piano Regionale Gestione Rifiuti (PRGR) approvato con D.G.R. n. XI/6201/2022 pone il recupero di materia in posizione prioritaria rispetto al recupero energetico e allo smaltimento. ARPA Lombardia esercita la vigilanza sugli impianti autorizzati al recupero, verificando il rispetto delle prescrizioni contenute nelle autorizzazioni rilasciate ai sensi dell’art. 208 del D.Lgs. 152/2006 o delle comunicazioni effettuate ai sensi degli artt. 214-216 per le procedure semplificate.
La documentazione obbligatoria per il recupero dei rifiuti farmaceutici ricalca quella prevista per tutti i rifiuti speciali: Formulario di Identificazione dei Rifiuti (FIR) per ogni trasporto, Registro cronologico di carico e scarico (art. 190 D.Lgs. 152/2006), Dichiarazione annuale MUD e, per i soggetti obbligati, iscrizione al sistema RENTRI (Registro Elettronico Nazionale per la Tracciabilità dei Rifiuti), pienamente operativo dal 2025. Per i farmaci sottoposti a ritiro dal mercato per motivi di sicurezza (art. 132 D.Lgs. 219/2006), è necessaria la documentazione di tracciabilità farmaceutica aggiuntiva che certifichi la distruzione o il recupero del lotto interessato.
Un aspetto normativo specifico del settore riguarda i farmaci stupefacenti e psicotropi scaduti, per i quali il D.P.R. 309/1990 impone procedure di distruzione sotto il controllo dell’autorità sanitaria competente (ATS in Lombardia), con redazione di apposito verbale. Anche in questo caso, gli imballaggi possono essere avviati a recupero una volta separati dal contenuto e decontaminati.
Le aziende farmaceutiche che immettono medicinali confezionati sul mercato italiano aderiscono al sistema consortile CONAI e ai consorzi di filiera competenti (COREPLA per la plastica, CIAL per l’alluminio, COREVE per il vetro, COMIECO per carta e cartone), contribuendo al finanziamento della raccolta e del riciclo degli imballaggi post-consumo attraverso il Contributo Ambientale CONAI (CAC).
Come funziona il recupero dei farmaci: dal blister al recupero energetico
Il recupero dei farmaci si articola in tre percorsi principali — riciclo degli imballaggi, rigenerazione dei solventi di processo e recupero energetico delle formulazioni non recuperabili come materia — ciascuno dei quali richiede tecnologie dedicate e autorizzazioni specifiche ai sensi del D.Lgs. 152/2006. L’obiettivo è massimizzare la percentuale di materia recuperata, riservando il recupero energetico alle sole frazioni per cui non esistono alternative di riciclo tecnicamente ed economicamente praticabili.
Riciclo degli imballaggi farmaceutici
Gli imballaggi rappresentano la frazione a maggior potenziale di valorizzazione nel recupero farmaci. Il processo industriale prevede le seguenti fasi operative:
- Svuotamento e bonifica: rimozione meccanica o idraulica del contenuto farmaceutico residuo dagli imballaggi primari, con raccolta separata della formulazione per successivo avvio a recupero energetico o smaltimento
- Separazione dei blister: trattamento degli accoppiati alluminio/PVC mediante triturazione controllata e separazione densimetrica, elettrostatica o ad aria delle componenti metalliche e plastiche
- Selezione del vetro: cernita per colore (trasparente, ambrato, verde) e rimozione delle impurità (tappi, anelli di garanzia, residui di etichetta) per l’avvio alle vetrerie
- Compattazione e pressatura: riduzione volumetrica delle frazioni selezionate (plastica, alluminio, carta/cartone) per ottimizzare il trasporto verso gli impianti di riciclo finali
| Materiale imballaggio | Esempi nel settore farmaceutico | Operazione di recupero | Prodotto risultante | Tasso di riciclo medio |
|---|---|---|---|---|
| PVC / PVDC (da blister) | Cavità termoformate per compresse e capsule | R3 – Riciclo meccanico | Granulato PVC riciclato per usi non alimentari | 70-80% |
| Alluminio (da blister e tubetti) | Foglio di copertura blister, tubetti per pomate | R4 – Rifusione | Alluminio secondario in lingotti | 90-95% |
| Vetro (borosilicato e sodico-calcico) | Fiale, flaconi sciroppi, boccette iniettabili | R5 – Riciclo vetrario | Rottame di vetro pronto forno | 85-90% |
| HDPE / PP (flaconi e tappi) | Flaconi per compresse, tappi child-proof | R3 – Riciclo meccanico | Granulato plastico r-HDPE, r-PP | 80-90% |
| Carta e cartone | Astucci, foglietti illustrativi, scatole spedizione | R3 – Riciclo cartario | Pasta di cellulosa riciclata | 85-95% |
| Acciaio / banda stagnata | Bombolette aerosol, lattine per polveri | R4 – Rifusione | Acciaio riciclato | 90-95% |
Rigenerazione dei solventi farmaceutici
La produzione farmaceutica impiega ingenti quantitativi di solventi organici nelle fasi di sintesi chimica, estrazione, cristallizzazione e pulizia degli impianti. I solventi esauriti (CER 07 05 03* e 07 05 04*) rappresentano una delle frazioni a più alto valore recuperabile. La rigenerazione (operazione R2) avviene mediante distillazione frazionata in impianti autorizzati, che ripristina le caratteristiche chimico-fisiche del solvente fino a renderlo idoneo al reimpiego in processi industriali, seppur non in ambito farmaceutico GMP. I solventi più comunemente rigenerati includono etanolo, acetone, acetato di etile, isopropanolo, diclorometano e metanolo.
La rigenerazione consente di recuperare tra l’80% e il 95% del solvente originario, con un risparmio energetico stimato tra il 60% e il 75% rispetto alla produzione di solvente vergine, oltre a una significativa riduzione delle emissioni di gas serra associate.
Recupero energetico
Le formulazioni farmaceutiche non più recuperabili come materia — compresse, capsule, sciroppi, pomate, soluzioni iniettabili scadute o non conformi — vengono avviate a recupero energetico (operazione R1) in impianti di termovalorizzazione autorizzati. Il potere calorifico dei rifiuti farmaceutici risulta generalmente medio-alto, compreso tra 15 e 25 MJ/kg in funzione della formulazione, rendendo questa frazione idonea alla produzione combinata di energia elettrica e termica.
Per i farmaci classificati come rifiuti pericolosi, il recupero energetico avviene esclusivamente in impianti dotati di sistemi avanzati di trattamento fumi conformi ai limiti emissivi del D.Lgs. 152/2006 Parte V e della Direttiva 2010/75/UE sulle emissioni industriali.
Reverse logistics farmaceutica
La reverse logistics farmaceutica comprende l’insieme dei flussi logistici di ritorno dal mercato: farmaci scaduti da farmacie e ospedali, lotti richiamati per difetti qualitativi, resi commerciali da grossisti e distributori, campioni medici non utilizzati. In Lombardia, con oltre 3.000 farmacie e decine di strutture ospedaliere, la gestione organizzata di questi flussi rappresenta una componente essenziale del recupero farmaci. Una reverse logistics ben strutturata consente di massimizzare il tasso di recupero degli imballaggi, che nelle catene distributive farmaceutiche possono raggiungere percentuali di riciclo superiori all’85% grazie all’omogeneità e alla tracciabilità dei materiali.

Perché scegliere Mageco per il recupero farmaci in Lombardia
Mageco S.r.l. gestisce il recupero dei rifiuti farmaceutici come servizio integrato che copre l’intera catena — dalla caratterizzazione analitica alla consegna presso gli impianti di riciclo autorizzati — garantendo la massima valorizzazione delle frazioni recuperabili e la piena conformità al D.Lgs. 152/2006 e al D.Lgs. 219/2006 in tutte le 12 province lombarde. La specializzazione nel settore chimico-farmaceutico consente a Mageco di gestire le complessità specifiche di questo flusso di rifiuti.
Il recupero farmaci presenta criticità tecniche e normative che lo distinguono dalla gestione dei rifiuti industriali generici. La compresenza di rifiuti pericolosi e non pericolosi nello stesso stabilimento, la necessità di garantire la tracciabilità farmaceutica anche nella fase di rifiuto, la gestione degli stupefacenti sotto controllo dell’autorità sanitaria e le esigenze di riservatezza industriale delle aziende produttrici richiedono un operatore con competenze specifiche e processi consolidati.
I vantaggi concreti di affidarsi a Mageco per il recupero farmaci includono:
- Ottimizzazione del tasso di recupero: analisi preliminare di ogni flusso di rifiuto farmaceutico per individuare la combinazione di filiere di riciclo che massimizza la percentuale di materia recuperata, riducendo il ricorso al recupero energetico e allo smaltimento alle sole frazioni per cui non esistono alternative
- Gestione integrata della documentazione: predisposizione di FIR, registri di carico e scarico, dichiarazioni MUD, adempimenti RENTRI e, per i farmaci soggetti a ritiro, la documentazione di tracciabilità richiesta dal D.Lgs. 219/2006, liberando il personale aziendale dagli oneri amministrativi
- Servizio operativo in tutta la Lombardia: ritiri programmati o su chiamata presso stabilimenti, magazzini e farmacie a Milano, Bergamo, Brescia, Monza, Como, Varese, Pavia, Cremona, Mantova, Lecco, Lodi e Sondrio
- Supporto per farmaci stupefacenti: coordinamento con le ATS lombarde per la distruzione controllata dei medicinali stupefacenti e psicotropi ai sensi del D.P.R. 309/1990, con gestione dei verbali e recupero degli imballaggi post-distruzione
- Reportistica ESG e ambientale: fornitura di dati certificati su quantitativi recuperati, percentuali di riciclo per materiale, emissioni di CO2 evitate e risparmi di materia vergine, direttamente utilizzabili per bilanci di sostenibilità, dichiarazioni CSRD e certificazioni ISO 14001
Mageco collabora con una rete selezionata di impianti di recupero autorizzati ai sensi dell’art. 208 e degli artt. 214-216 del D.Lgs. 152/2006, specializzati nel trattamento delle diverse frazioni dei rifiuti farmaceutici. Ogni impianto della rete viene qualificato e sottoposto a verifiche periodiche da parte del team tecnico di Mageco, a garanzia della conformità normativa e dell’efficienza dei processi di recupero.
Costi del recupero farmaci e domande frequenti
Il costo del recupero farmaci dipende dalla natura del rifiuto (pericoloso o non pericoloso), dalla tipologia di imballaggio, dal quantitativo, dalla frequenza dei ritiri e dalla necessità di analisi chimiche preliminari. In termini generali, il recupero degli imballaggi farmaceutici non contaminati presenta costi inferiori allo smaltimento, mentre il recupero energetico delle formulazioni pericolose richiede tariffe più elevate per le specifiche autorizzazioni e tecnologie degli impianti di destinazione.
I fattori che incidono maggiormente sul prezzo del servizio sono:
- Classificazione CER e pericolosità: imballaggi non pericolosi (CER 15 01 01, 15 01 02, 15 01 04, 15 01 07) hanno costi di recupero significativamente inferiori rispetto a formulazioni pericolose o imballaggi contaminati (CER 15 01 10*, 07 05 03*)
- Volume annuo: quantitativi superiori a 10.000 kg/anno consentono di negoziare condizioni economiche più vantaggiose con gli impianti di recupero e di ottimizzare i costi logistici
- Separazione alla fonte: rifiuti già separati per materiale (vetro, plastica, alluminio, carta) presso lo stabilimento produttore comportano costi di trattamento inferiori rispetto a rifiuti misti che richiedono operazioni di selezione in impianto
- Necessità di distruzione certificata: per i lotti soggetti a ritiro dal mercato, il costo include la documentazione di tracciabilità farmaceutica e, per gli stupefacenti, il coordinamento con l’autorità sanitaria
- Contenitorizzazione: la fornitura di contenitori idonei (fusti, IBC, big bag, contenitori ADR per rifiuti pericolosi) incide sul costo complessivo del servizio
Il valore di mercato delle materie prime seconde ottenute dal riciclo degli imballaggi farmaceutici (in particolare alluminio e vetro) contribuisce a ridurre il costo netto del servizio. Mageco elabora preventivi personalizzati basati sull’analisi specifica dei flussi di rifiuto del cliente, proponendo soluzioni che bilanciano la massimizzazione del recupero con l’ottimizzazione dei costi.
Domande frequenti sul recupero farmaci
Quali rifiuti farmaceutici possono essere avviati a recupero anziché a smaltimento?
Possono essere avviati a recupero gli imballaggi farmaceutici (blister in alluminio e PVC, flaconi in vetro e plastica, astucci in cartone, tubetti metallici), i solventi organici esauriti dai processi produttivi e, tramite recupero energetico, le formulazioni farmaceutiche scadute o non conformi il cui principio attivo non consente il recupero di materia. In media, tra il 60% e il 75% in peso dei rifiuti farmaceutici generati da uno stabilimento produttivo può essere avviato a operazioni di recupero R1-R5.
È possibile riciclare i blister farmaceutici in alluminio e PVC?
I blister farmaceutici possono essere riciclati dopo un processo di separazione delle due componenti: l’alluminio viene avviato a rifusione (operazione R4) per la produzione di alluminio secondario, mentre il PVC o PVDC viene riciclato meccanicamente (operazione R3) per la produzione di granulato plastico destinato ad applicazioni non alimentari. Impianti specializzati riescono a separare e recuperare oltre il 90% dell’alluminio e il 70-80% della componente plastica dai blister farmaceutici.
Qual è la differenza tra recupero e smaltimento dei farmaci?
Lo smaltimento farmaci (operazioni D1-D15) prevede l’eliminazione definitiva del rifiuto, tipicamente mediante incenerimento senza recupero energetico o conferimento in discarica per rifiuti pericolosi. Il recupero (operazioni R1-R13) punta alla valorizzazione: riciclo degli imballaggi, rigenerazione dei solventi e recupero del contenuto energetico delle formulazioni. La gerarchia europea dei rifiuti (art. 179 D.Lgs. 152/2006) impone la priorità del recupero sullo smaltimento.
Come si gestisce il recupero dei farmaci stupefacenti scaduti?
I farmaci stupefacenti e psicotropi scaduti richiedono una procedura specifica ai sensi del D.P.R. 309/1990: la distruzione deve avvenire sotto il controllo dell’autorità sanitaria competente (ATS in Lombardia), con redazione di verbale di distruzione che riporti tipologia, quantità e modalità di smaltimento. Anche in questo caso, gli imballaggi primari e secondari, una volta separati dal contenuto e decontaminati, possono essere avviati alle filiere di riciclo dei materiali.
Quali documenti sono necessari per il recupero dei rifiuti farmaceutici?
La documentazione comprende: il Formulario di Identificazione dei Rifiuti (FIR) per ogni trasporto, il Registro cronologico di carico e scarico (art. 190 D.Lgs. 152/2006), la Dichiarazione annuale MUD, l’iscrizione al sistema RENTRI per i soggetti obbligati. Per i rifiuti pericolosi è necessaria la scheda di caratterizzazione analitica. Per i lotti soggetti a ritiro dal mercato si aggiunge la documentazione di tracciabilità farmaceutica ai sensi del D.Lgs. 219/2006.
Le farmacie possono avviare a recupero i farmaci scaduti consegnati dai cittadini?
I farmaci scaduti conferiti dai cittadini presso gli appositi contenitori in farmacia (CER 20 01 32) vengono generalmente avviati a recupero energetico (operazione R1) poiché si tratta di miscele eterogenee di medicinali diversi, non separabili economicamente per principio attivo. Gli imballaggi secondari (astucci in cartone) possono invece essere raccolti separatamente e avviati al riciclo cartario. Mageco gestisce il ritiro e il corretto avvio a recupero dei farmaci scaduti per le farmacie lombarde.
Quanto contribuisce il recupero farmaci alla riduzione dell’impronta di carbonio aziendale?
Il contributo è significativo e misurabile: il riciclo di una tonnellata di alluminio da blister evita l’emissione di circa 9 tonnellate di CO2 equivalente rispetto alla produzione primaria, mentre il riciclo del vetro farmaceutico consente un risparmio di circa 0,6 tonnellate di CO2 per tonnellata riciclata. Mageco fornisce reportistica ambientale certificata sui risparmi di emissioni associati al recupero, dati direttamente utilizzabili per i bilanci di sostenibilità e le dichiarazioni CSRD.
Servizi correlati e approfondimenti
Il recupero farmaci si inserisce nel più ampio sistema di servizi di gestione ambientale che Mageco S.r.l. offre al comparto chimico-farmaceutico e sanitario lombardo. Per una gestione completa dei rifiuti della filiera pharma, Le consigliamo di approfondire anche i seguenti servizi collegati al recupero dei farmaci:
- Smaltimento farmaci — guida completa alle operazioni di smaltimento per le frazioni non avviabili a recupero, inclusi farmaci citotossici, citostatici e contenenti sostanze pericolose non rigenerabili
- Recupero cosmetici — servizio di valorizzazione per i rifiuti dell’industria cosmetica, che condivide con il settore farmaceutico numerose analogie nella classificazione CER e nelle filiere di riciclo degli imballaggi
- Recupero rifiuti pericolosi — gestione integrata del recupero di tutte le tipologie di rifiuti pericolosi, inclusi solventi esauriti, reagenti e formulazioni classificate con codici CER asteriscati
- Recupero prodotti di laboratorio — valorizzazione dei rifiuti da laboratori di ricerca, analisi e controllo qualità, frequentemente presenti all’interno degli stabilimenti farmaceutici
- Smaltimento rifiuti speciali — panoramica generale sulla gestione dei rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi per ogni tipologia industriale e produttiva
Per informazioni dettagliate sul servizio di recupero farmaci o per richiedere un sopralluogo tecnico gratuito presso il Suo stabilimento, laboratorio o farmacia, contatti Mageco S.r.l. al numero 02 8716 8731 o scriva a info@mageco.it. Operiamo su tutta la Lombardia con soluzioni personalizzate per produttori farmaceutici, terzisti, grossisti, farmacie ospedaliere e strutture sanitarie.