Come smaltire gli imballaggi misti di origine industriale e commerciale? Normativa, selezione e soluzioni operative per la Lombardia nel 2026

Lo smaltimento imballaggi misti rappresenta una delle sfide operative e normative più complesse per le imprese lombarde. Gli imballaggi misti — costituiti da frazioni eterogenee di plastica, carta, cartone, legno, metalli e materiali accoppiati raccolti in un unico flusso — sono classificati con il codice CER 15 01 06 e richiedono procedure di cernita, selezione e trattamento sostanzialmente diverse rispetto ai rifiuti di imballaggio mono-materiale. In Lombardia, regione che da sola genera oltre il 27% dei rifiuti speciali da imballaggio a livello nazionale, la corretta gestione di questi flussi multimateriale è essenziale per rispettare gli obblighi normativi del D.Lgs. 152/2006, raggiungere i target di riciclo fissati dal sistema CONAI e contenere i costi aziendali di smaltimento.

Mageco S.r.l., con sede a Lainate (MI) e oltre vent’anni di esperienza nella gestione ambientale, supporta imprese, artigiani e operatori commerciali lombardi in ogni fase dello smaltimento degli imballaggi misti: dall’analisi merceologica del flusso alla classificazione CER, dalla fornitura di contenitori dedicati alla raccolta e al trasporto autorizzato, fino al conferimento presso piattaforme di selezione e impianti di trattamento. In questa guida troverà una trattazione completa sulla definizione normativa degli imballaggi misti, sugli obblighi documentali, sul processo di smaltimento e sulle soluzioni professionali disponibili per le imprese della Lombardia.

Cosa sono gli imballaggi misti: definizione, codice CER 15 01 06 e classificazione merceologica

Gli imballaggi misti sono rifiuti di imballaggio composti da materiali eterogenei — plastica, carta, cartone, legno, metalli, vetro e materiali compositi — raccolti in un unico flusso senza preventiva separazione per frazione merceologica, e classificati con il codice CER 15 01 06. Questo codice si applica quando il rifiuto di imballaggio non può essere attribuito a un singolo materiale (CER 15 01 01 per carta/cartone, 15 01 02 per plastica, 15 01 03 per legno, 15 01 04 per metalli, 15 01 07 per vetro) perché contiene una miscela di frazioni diverse non separate alla fonte.

La produzione di imballaggi misti è particolarmente frequente in contesti industriali, logistici e commerciali dove la merce in arrivo è protetta da più strati di materiali diversi: il pallet in legno, il film estensibile in LDPE, le reggette in PP, il cartone ondulato, il polistirolo da imbottitura, le fascette metalliche, i sacchetti in poliaccoppiato. Quando l’impresa non effettua una separazione sistematica di ciascuna frazione, l’intero flusso converge nel codice CER 15 01 06. Questa mancata segregazione ha conseguenze economiche significative: un flusso di imballaggi misti ha un costo di smaltimento per tonnellata nettamente superiore rispetto alle singole frazioni separate, poiché richiede una fase intermedia di selezione meccanica e manuale prima del trattamento finale.

Un aspetto particolarmente critico riguarda la contaminazione degli imballaggi misti. Quando le frazioni di imballaggio presentano residui di sostanze pericolose — ad esempio contenitori che hanno contenuto solventi, oli minerali, acidi o prodotti fitosanitari — il rifiuto non può più essere classificato come CER 15 01 06 (non pericoloso), ma deve essere riclassificato come CER 15 01 10* (imballaggi contaminati da sostanze pericolose) oppure separato nelle singole componenti contaminate e non contaminate. La corretta valutazione del grado di contaminazione è responsabilità del produttore del rifiuto e, in caso di dubbio, richiede un’analisi di caratterizzazione chimica.

La seguente tabella illustra la composizione tipica degli imballaggi misti per settore industriale, con le relative percentuali medie delle frazioni merceologiche riscontrate nelle operazioni di selezione:

Composizione merceologica tipica degli imballaggi misti CER 15 01 06 per settore industriale
Settore di provenienza Plastica (%) Carta/Cartone (%) Legno (%) Metalli (%) Altro (%) Tasso di recupero medio
Logistica e distribuzione 35-45 30-40 10-15 3-5 5-10 65-75%
Industria alimentare 40-55 20-30 5-10 5-8 10-15 55-65%
Commercio al dettaglio (GDO) 30-40 35-45 5-10 2-5 5-10 70-80%
Industria meccanica 20-30 15-25 25-35 10-15 5-10 60-70%
Industria farmaceutica e cosmetica 35-50 25-35 3-5 5-10 10-15 50-60%
Industria chimica 30-40 10-20 10-15 10-15 15-25 40-55%

La voce “Altro” comprende materiali compositi e poliaccoppiati (ad esempio film alluminizzati, buste con strato barriera in EVOH, etichette multistrato), polistirene espanso (EPS), gomma e frazioni non recuperabili. Maggiore è la percentuale di materiali compositi e contaminati, minore è il tasso di recupero ottenibile in fase di selezione e più elevato il costo di smaltimento complessivo. Questa evidenza sottolinea l’importanza di una corretta segregazione alla fonte, che Mageco promuove sistematicamente attraverso consulenze e audit presso le imprese clienti.

Normativa sullo smaltimento degli imballaggi misti: D.Lgs. 152/2006, sistema CONAI e obiettivi europei di riciclo

La gestione degli imballaggi misti è disciplinata dal D.Lgs. 152/2006 (Codice dell’Ambiente), dal D.Lgs. 116/2020 di recepimento delle direttive europee 2018/851 e 2018/852, e dal sistema consortile CONAI con i relativi consorzi di filiera. Il quadro normativo impone alle imprese produttrici di rifiuti da imballaggio obblighi specifici in materia di classificazione, documentazione, tracciabilità e raggiungimento di target crescenti di riciclo e recupero.

D.Lgs. 152/2006: obblighi per il produttore di imballaggi misti

Il Testo Unico Ambientale stabilisce che i rifiuti di imballaggio prodotti da attività industriali, artigianali e commerciali sono classificati come rifiuti speciali ai sensi dell’art. 184, comma 3, lettera c). Il produttore del rifiuto è responsabile della corretta classificazione CER, del deposito temporaneo conforme all’art. 185-bis (massimo 30 mc per 12 mesi oppure quantitativi illimitati per 3 mesi), della tenuta del registro di carico e scarico (art. 190) e del conferimento esclusivo a soggetti autorizzati — trasportatori iscritti all’Albo Nazionale Gestori Ambientali e impianti dotati di autorizzazione provinciale o regionale. Per ogni trasporto di imballaggi misti deve essere compilato il Formulario di Identificazione Rifiuti (FIR) ai sensi dell’art. 193, con indicazione del codice CER 15 01 06, della quantità in chilogrammi, del produttore, del trasportatore e dell’impianto di destinazione.

Il D.Lgs. 116/2020 e i nuovi target di riciclo

Il D.Lgs. 116/2020, recependo il pacchetto europeo sull’economia circolare, ha introdotto obiettivi vincolanti per il riciclo degli imballaggi che impattano direttamente sulla gestione degli imballaggi misti. L’Italia deve raggiungere un tasso di riciclo complessivo degli imballaggi pari al 65% entro il 2025 e al 70% entro il 2030, con obiettivi differenziati per materiale: 50% per la plastica, 75% per la carta, 70% per il vetro, 70% per i metalli ferrosi, 50% per l’alluminio e 25% per il legno entro il 2025. Questi target hanno una conseguenza operativa diretta: gli imballaggi misti CER 15 01 06 devono transitare obbligatoriamente per piattaforme di selezione autorizzate dove vengono separati nelle singole frazioni avviabili a riciclo, e la quota residua non selezionabile può essere destinata a recupero energetico (CSS) o, in ultima istanza, a smaltimento in discarica. Il conferimento diretto in discarica di imballaggi misti non selezionati è vietato dalla normativa vigente, come ribadito nelle linee guida di Regione Lombardia in materia di rifiuti.

Sistema CONAI e Contributo Ambientale

Le imprese che producono, importano o utilizzano imballaggi sono obbligate all’iscrizione al CONAI (Consorzio Nazionale Imballaggi) e al versamento del Contributo Ambientale CONAI (CAC), che finanzia la raccolta differenziata e il riciclo degli imballaggi in Italia. Il CAC è differenziato per materiale e, per la plastica — componente prevalente degli imballaggi misti — rappresenta la quota più elevata tra tutti i materiali. Nel 2026 il contributo per gli imballaggi in plastica è articolato in fasce (A1, A2, B1, B2, C) in funzione della selezionabilità e riciclabilità dell’imballaggio. Gli imballaggi multimateriale e compositi, che costituiscono una parte rilevante degli imballaggi misti, ricadono nelle fasce più onerose (C), incentivando le imprese a progettare imballaggi più facilmente separabili e riciclabili (design for recycling). L’obbligo CONAI riguarda la fase di immissione al consumo dell’imballaggio, mentre lo smaltimento del rifiuto di imballaggio misto prodotto in azienda segue le regole dei rifiuti speciali e deve essere affidato a operatori privati autorizzati.

Documentazione obbligatoria per lo smaltimento

  • Formulario di Identificazione Rifiuti (FIR): in quattro copie per ogni trasporto, con indicazione del codice CER 15 01 06, quantità, produttore, trasportatore e impianto di destino (art. 193, D.Lgs. 152/2006)
  • Registro di carico e scarico: annotazione del carico entro 10 giorni lavorativi dalla produzione del rifiuto e dello scarico alla partenza del trasporto (art. 190)
  • Modello Unico di Dichiarazione ambientale (MUD): dichiarazione annuale obbligatoria entro il 30 giugno, con i dati quantitativi e qualitativi dei rifiuti prodotti nell’anno precedente (art. 189)
  • Iscrizione RENTRI: dal 2025 le imprese obbligate devono trasmettere telematicamente i dati di produzione e movimentazione dei rifiuti al Registro Elettronico Nazionale per la Tracciabilità dei Rifiuti, secondo il D.M. 4/2023
  • Scheda di omologa: documento tecnico richiesto dagli impianti di destino per accettare il rifiuto, contenente la descrizione merceologica, l’analisi di composizione e le eventuali analisi chimiche

Come funziona lo smaltimento degli imballaggi misti in Lombardia: dalla raccolta alla selezione multimateriale

Lo smaltimento degli imballaggi misti in Lombardia si articola in cinque fasi operative: analisi del flusso e classificazione, segregazione e deposito temporaneo, raccolta e trasporto autorizzato, selezione multimateriale presso piattaforme autorizzate e trattamento delle singole frazioni selezionate. La Lombardia dispone di una rete estesa di oltre 80 piattaforme di selezione e trattamento per rifiuti da imballaggio, distribuite su tutto il territorio regionale e autorizzate dalla Città Metropolitana di Milano e dalle Province competenti.

Fase 1: Analisi merceologica e classificazione del flusso

Il processo inizia con un’analisi merceologica del flusso di imballaggi misti prodotto dall’azienda. Questa fase è determinante per stabilire se sia più conveniente gestire il rifiuto come flusso unico (CER 15 01 06) o investire nella separazione alla fonte delle singole frazioni. La scelta dipende da fattori quali: la composizione prevalente del flusso, i volumi prodotti, lo spazio disponibile per i contenitori di raccolta differenziata e il differenziale di costo tra smaltimento come imballaggi misti e conferimento delle singole frazioni. In linea generale, quando il flusso contiene oltre il 60% di una singola frazione (ad esempio cartone), la segregazione alla fonte diventa economicamente vantaggiosa. Mageco effettua sopralluoghi gratuiti con analisi merceologica a campione, restituendo al cliente un report con la composizione percentuale delle frazioni e una stima comparativa dei costi tra gestione mista e gestione separata.

Fase 2: Contenitori, compattazione e deposito temporaneo

Per gli imballaggi misti si utilizzano tipicamente cassoni scarrabili da 20-30 mc, la soluzione più diffusa per magazzini, centri logistici e stabilimenti industriali con volumi di produzione significativi. Per attività con spazi limitati o volumi ridotti sono disponibili container da 1.100 litri o cassoni da 5-10 mc. La compattazione riveste un ruolo strategico nella gestione degli imballaggi misti: una pressa compattatrice stazionaria, collegata direttamente al cassone scarrabile, consente di ridurre il volume del rifiuto fino all’80%, con un duplice vantaggio — riduzione della frequenza dei ritiri e abbattimento del costo di trasporto per tonnellata. Il deposito temporaneo deve rispettare i limiti stabiliti dall’art. 185-bis del D.Lgs. 152/2006 e le aree di stoccaggio devono essere pavimentate, coperte ove possibile e segnalate con cartellonistica indicante il codice CER e la descrizione del rifiuto.

Fase 3: Raccolta e trasporto autorizzato

La raccolta degli imballaggi misti è effettuata da trasportatori iscritti all’Albo Nazionale Gestori Ambientali nella categoria appropriata. Mageco, iscritta nelle categorie 5F e 8C, effettua il ritiro con automezzi dotati di gru scarrabile per la movimentazione dei cassoni, oppure con furgoni e autocarri a sponda per i container e i quantitativi minori. Per ogni ritiro viene compilato il FIR con i dati previsti dalla normativa. Il servizio può essere programmato a frequenza fissa (settimanale, quindicinale, mensile) oppure organizzato su chiamata per esigenze occasionali. Per le aziende con più sedi operative in Lombardia, Mageco organizza circuiti di raccolta ottimizzati che consentono di servire più stabilimenti nella stessa giornata, riducendo la componente logistica del costo.

Fase 4: Selezione multimateriale in piattaforma

Gli imballaggi misti CER 15 01 06 vengono conferiti a piattaforme di selezione autorizzate dove subiscono un trattamento articolato in più passaggi:

  1. Pre-selezione e apertura sacchi: rimozione degli elementi estranei e dei materiali non conformi (rifiuti non da imballaggio, contaminanti grossolani).
  2. Vagliatura meccanica: separazione dimensionale mediante vagli rotanti o vibranti, che dividono il flusso in frazioni grossolane (cartone, legno, plastiche rigide), medie (bottiglie, flaconi, metalli) e fini (frammenti, polveri, residui).
  3. Separazione automatica: utilizzo di lettori NIR (Near Infrared) per il riconoscimento dei polimeri plastici (PE, PP, PET, PS), di separatori magnetici per i metalli ferrosi, di correnti parassite (eddy current) per l’alluminio e di separatori balistici per distinguere corpi piani (film) da corpi tridimensionali (contenitori).
  4. Cernita manuale: controllo qualità finale da parte di operatori in cabina, che rimuovono i materiali erroneamente classificati e perfezionano la purezza delle singole frazioni.
  5. Pressatura e imballaggio: le frazioni selezionate vengono pressate in balle da 500-1.000 kg, etichettate e inviate ai rispettivi impianti di riciclo (cartiere per la carta, fonderie per i metalli, granulatori per la plastica).

Fase 5: Destino delle frazioni selezionate e residuo non recuperabile

Il risultato della selezione dipende dalla composizione iniziale degli imballaggi misti e dalla tecnologia della piattaforma. La seguente tabella sintetizza le destinazioni tipiche delle principali frazioni:

Destinazione delle frazioni selezionate da imballaggi misti CER 15 01 06
Frazione selezionata Operazione di trattamento Destinazione Codice operazione
Carta e cartone Riciclo in cartiera Materia prima secondaria (carta riciclata) R3
Plastica PE/PP/PET Riciclo meccanico (granulazione) Granulo o scaglie riciclate R3
Legno Triturazione e produzione pannelli Pannelli truciolari, biomassa R3 / R1
Metalli ferrosi Fusione in acciaieria Acciaio riciclato R4
Alluminio Fusione in fonderia Alluminio secondario R4
Plastiche miste non selezionabili Produzione CSS (D.M. 22/2013) Cementifici, termovalorizzatori R1
Sovvallo (residuo non recuperabile) Smaltimento in discarica Discarica per rifiuti non pericolosi D1

L’obiettivo del processo di selezione è minimizzare il sovvallo (la frazione residua non recuperabile), che in una piattaforma moderna e ben gestita non supera il 15-25% del peso iniziale. La quota restante viene avviata a riciclo di materia (R3/R4) o a recupero energetico (R1), contribuendo al raggiungimento dei target CONAI e riducendo il ricorso alla discarica. Il costo di smaltimento per il produttore è direttamente proporzionale alla percentuale di sovvallo: migliore è la qualità del flusso in ingresso (minore contaminazione, assenza di rifiuti estranei), minore è il costo di trattamento applicato dalla piattaforma. Questo principio è alla base delle raccomandazioni di segregazione alla fonte che Mageco fornisce ai propri clienti, come segnalato nelle linee guida di ARPA Lombardia per la gestione dei rifiuti da imballaggio.

Perché scegliere Mageco per lo smaltimento degli imballaggi misti in Lombardia

Mageco S.r.l. è un operatore specializzato nella gestione completa degli imballaggi misti, con operatività su tutte le dodici province della Lombardia e un’esperienza consolidata dal 2003 nel settore dei rifiuti speciali da imballaggio. L’azienda è iscritta all’Albo Nazionale Gestori Ambientali nelle categorie 5F (raccolta e trasporto rifiuti speciali non pericolosi) e 8C (intermediazione rifiuti) e dispone di un sistema di gestione certificato secondo tre standard internazionali.

Lo smaltimento degli imballaggi misti richiede competenze trasversali: conoscenza della normativa ambientale, capacità logistica per la movimentazione di grandi volumi, relazioni consolidate con piattaforme di selezione performanti e attenzione costante all’ottimizzazione economica per il cliente. Mageco integra tutte queste competenze in un servizio chiavi in mano che libera l’impresa dalla complessità gestionale del rifiuto da imballaggio.

I vantaggi del servizio Mageco

  • Audit merceologico e consulenza: sopralluogo gratuito con analisi della composizione del flusso di imballaggi, valutazione comparativa tra gestione mista e separazione alla fonte, proposta della soluzione più efficiente sotto il profilo economico e normativo.
  • Fornitura contenitori e attrezzature: cassoni scarrabili da 10 a 30 mc, container da 1.100 litri e presse compattatrici stazionarie o semoventi a noleggio o in comodato d’uso, con manutenzione inclusa.
  • Raccolta flessibile e puntuale: ritiro programmato a cadenza settimanale, quindicinale o mensile, oppure su chiamata con intervento garantito entro 24-48 ore. Circuiti multi-sede per aziende con più stabilimenti.
  • Conferimento ottimizzato: convenzionamento con le migliori piattaforme di selezione della Lombardia, selezione dell’impianto in base alla composizione merceologica del flusso per ottenere la tariffa più vantaggiosa e il massimo tasso di recupero.
  • Gestione documentale integrale: compilazione FIR, aggiornamento registro di carico e scarico, trasmissione dati RENTRI, supporto alla dichiarazione MUD annuale e conservazione della quarta copia firmata dall’impianto di destino.
  • Certificazioni di sistema: ISO 9001:2015 (qualità), ISO 14001:2015 (ambiente) e ISO 45001:2018 (sicurezza sul lavoro), a garanzia di processi standardizzati, tracciabili e sottoposti a miglioramento continuo.

Il team di Mageco affianca ogni cliente nella definizione del piano di gestione degli imballaggi misti più adeguato, con l’obiettivo di ridurre progressivamente la quota di imballaggi misti a favore di flussi mono-materiale più facilmente riciclabili e meno costosi da smaltire. Scopra tutti i servizi di gestione ambientale disponibili.

Costi dello smaltimento degli imballaggi misti e domande frequenti

Il costo dello smaltimento degli imballaggi misti dipende principalmente dalla composizione merceologica del flusso, dal grado di contaminazione, dai volumi prodotti e dalla frequenza di ritiro. A differenza dei rifiuti di imballaggio mono-materiale, dove alcune frazioni pure (cartone, PE, metalli) hanno valore di mercato positivo, gli imballaggi misti rappresentano sempre un costo per il produttore, poiché richiedono un passaggio obbligatorio in piattaforma di selezione prima del trattamento finale.

Fattori che influenzano i costi

  • Composizione merceologica: un flusso con elevata percentuale di frazioni facilmente riciclabili (cartone, plastica PE/PP) ha un costo inferiore rispetto a un flusso ricco di materiali compositi, poliaccoppiati o contaminati, che generano un sovvallo elevato.
  • Grado di contaminazione: la presenza di residui alimentari, liquidi, oli o sostanze chimiche degrada la qualità delle frazioni selezionabili e può comportare la riclassificazione del rifiuto come pericoloso (CER 15 01 10*), con costi di trattamento sensibilmente superiori.
  • Volume e regolarità: contratti di ritiro programmato con volumi costanti permettono tariffe più vantaggiose. I ritiri spot su chiamata hanno costi unitari superiori per la componente logistica.
  • Compattazione: l’utilizzo di presse compattatrici riduce il volume fino all’80%, diminuendo il numero di ritiri necessari e il costo di trasporto per tonnellata. L’investimento nella compattazione si ammortizza rapidamente per volumi superiori a 2-3 ritiri mensili.
  • Distanza dall’impianto: la capillarità della rete impiantistica lombarda consente di contenere la componente logistica, ma la scelta dell’impianto dipende anche dalla composizione del flusso e dalle tariffe praticate.

Domande frequenti sullo smaltimento degli imballaggi misti

Qual è la differenza tra imballaggi misti (CER 15 01 06) e imballaggi in plastica (CER 15 01 02)?

Il codice CER 15 01 02 si applica ai rifiuti di imballaggio costituiti esclusivamente da plastica, separata alla fonte da altre frazioni merceologiche. Il codice CER 15 01 06, invece, identifica gli imballaggi misti composti da più materiali diversi (plastica, carta, cartone, legno, metalli) raccolti in un unico flusso senza separazione preventiva. La distinzione è rilevante sia sotto il profilo normativo sia economico: gli imballaggi in sola plastica, se puliti e omogenei, hanno costi di smaltimento inferiori e possono essere avviati direttamente a riciclo meccanico, mentre gli imballaggi misti richiedono una fase intermedia di selezione in piattaforma.

È obbligatorio separare gli imballaggi prima dello smaltimento?

La normativa non impone un obbligo assoluto di separazione alla fonte delle singole frazioni di imballaggio per le imprese produttrici di rifiuti speciali. Tuttavia, il D.Lgs. 152/2006 promuove la raccolta differenziata anche in ambito industriale, e il sistema CONAI incentiva la separazione attraverso il meccanismo del Contributo Ambientale differenziato. Nella pratica, la separazione alla fonte è fortemente raccomandata perché riduce significativamente i costi di smaltimento: le frazioni mono-materiale pure (cartone, PE, metalli) hanno tariffe di trattamento inferiori o nulle, mentre gli imballaggi misti hanno costi unitari più elevati a causa della necessaria fase di selezione.

Gli imballaggi contaminati da sostanze pericolose possono essere classificati come imballaggi misti?

No. Gli imballaggi che hanno contenuto sostanze pericolose e che presentano residui non rimovibili con le normali operazioni di svuotamento devono essere classificati con il codice CER 15 01 10* (imballaggi contaminati da sostanze pericolose), che li qualifica come rifiuti pericolosi. Questi imballaggi non possono essere mescolati con gli imballaggi misti non pericolosi CER 15 01 06, ma devono essere segregati, depositati in contenitori a tenuta stagna e gestiti attraverso la filiera dei rifiuti pericolosi, con trasporto ADR e conferimento a impianti autorizzati per il trattamento di rifiuti pericolosi. La miscelazione di rifiuti pericolosi con rifiuti non pericolosi è vietata dall’art. 187 del D.Lgs. 152/2006.

Che cosa accade agli imballaggi misti dopo il conferimento in piattaforma?

Gli imballaggi misti conferiti a una piattaforma di selezione autorizzata vengono sottoposti a un processo articolato in vagliatura meccanica, separazione automatica (lettori NIR, separatori magnetici, correnti parassite) e cernita manuale. Le singole frazioni selezionate (carta, plastica PE/PP/PET, metalli ferrosi, alluminio, legno) vengono pressate in balle e inviate ai rispettivi impianti di riciclo. La frazione residua non selezionabile (sovvallo), composta da materiali compositi, poliaccoppiati e contaminanti, viene avviata a recupero energetico come CSS o, per la quota non ulteriormente trattabile, a smaltimento in discarica. Una piattaforma efficiente raggiunge tassi di recupero del 75-85% in peso.

Quanto costa smaltire gli imballaggi misti in Lombardia?

Il costo varia in funzione della composizione merceologica, del grado di contaminazione, dei volumi e della frequenza di ritiro. Gli imballaggi misti hanno un costo per tonnellata superiore rispetto alle singole frazioni separate, poiché devono transitare per una piattaforma di selezione. Investire nella separazione alla fonte delle frazioni principali (cartone, film plastico, metalli) consente di ridurre significativamente il costo complessivo. Mageco offre sopralluoghi gratuiti con analisi merceologica e preventivi personalizzati basati sulle specifiche condizioni operative dell’azienda.

Mageco può aiutare l’azienda a ridurre la produzione di imballaggi misti?

Mageco offre un servizio di consulenza mirato all’ottimizzazione dei flussi di rifiuti da imballaggio. Attraverso un audit in sede, i tecnici analizzano la composizione degli imballaggi misti prodotti e propongono un piano di segregazione alla fonte che separa le frazioni principali (cartone, film plastico, legno, metalli) riducendo il volume di imballaggi misti residui. La segregazione comporta un beneficio economico diretto, poiché le singole frazioni pure hanno costi di smaltimento inferiori o nulli, e un beneficio normativo, contribuendo al raggiungimento dei target di riciclo previsti dal sistema CONAI.

Quali documenti servono per lo smaltimento degli imballaggi misti?

Per ogni ritiro di imballaggi misti sono obbligatori: il Formulario di Identificazione Rifiuti (FIR) in quattro copie con codice CER 15 01 06, la registrazione nel registro di carico e scarico entro 10 giorni, e la dichiarazione MUD annuale entro il 30 giugno. Dal 2025 è inoltre operativo il sistema RENTRI per la trasmissione telematica dei dati. Gli impianti di destino possono richiedere una scheda di omologa con l’analisi merceologica del flusso. Mageco gestisce l’intera documentazione per conto del cliente, assicurando la conformità a tutti gli adempimenti previsti dal D.Lgs. 152/2006.

Gli imballaggi misti possono essere conferiti nella raccolta differenziata comunale?

No. Gli imballaggi misti prodotti da attività industriali, artigianali e commerciali sono classificati come rifiuti speciali ai sensi dell’art. 184 del D.Lgs. 152/2006 e non possono essere conferiti nel circuito di raccolta differenziata comunale gestito dai Comuni tramite il sistema CONAI/COREPLA. Il conferimento di rifiuti speciali nei contenitori della raccolta urbana costituisce una violazione sanzionabile con ammenda da 2.600 a 26.000 euro ai sensi dell’art. 256 del D.Lgs. 152/2006. Le imprese devono affidarsi a operatori privati iscritti all’Albo Gestori Ambientali per la raccolta e il trasporto dei propri rifiuti da imballaggio.

Servizi correlati e approfondimenti

Lo smaltimento degli imballaggi misti si colloca all’intersezione tra la gestione dei rifiuti da imballaggio mono-materiale e la più ampia categoria dei rifiuti speciali. Per approfondire le tematiche connesse e individuare il servizio più adatto alle esigenze specifiche della Sua azienda, Le consigliamo le seguenti risorse disponibili nel nostro blog: