Smaltimento detergenti in Lombardia: come gestire correttamente i rifiuti da prodotti detergenti nel 2026?
Lo smaltimento detergenti rappresenta un obbligo ambientale spesso sottovalutato da imprese e privati, nonostante i prodotti detergenti scaduti, i residui di lavorazione e le soluzioni esauste contengano tensioattivi, fosfati, solventi e altre sostanze chimiche che, se dispersi nell’ambiente, provocano gravi danni agli ecosistemi acquatici e al suolo. In Lombardia, dove il comparto chimico e cosmetico genera ogni anno migliaia di tonnellate di rifiuti da detergenza, la corretta gestione di questi scarti non rappresenta soltanto un adempimento normativo, ma una responsabilità concreta nei confronti del territorio.
Mageco S.r.l., con sede operativa a Lainate (MI) e attiva da oltre vent’anni nella gestione ambientale su tutto il territorio lombardo, offre un servizio completo di smaltimento detergenti destinato ad aziende chimiche, industrie di produzione cosmetica, lavanderie industriali, strutture alberghiere, imprese di pulizia, laboratori e privati cittadini. Grazie all’iscrizione all’Albo Nazionale Gestori Ambientali e alle certificazioni ISO 9001, ISO 14001 e ISO 45001, Mageco garantisce la piena conformità normativa in ogni fase, dalla classificazione CER al conferimento finale. In questa guida aggiornata al 2026, analizzeremo le procedure, la normativa e le migliori pratiche per lo smaltimento dei detergenti in Lombardia.
Cosa sono i rifiuti da detergenti? Definizione e classificazione CER
I rifiuti da detergenti comprendono tutti i prodotti per la pulizia e la detergenza che hanno raggiunto il fine vita, sono scaduti, sono stati contaminati durante la produzione o costituiscono residui di lavorazione industriale; la loro classificazione nel Catalogo Europeo dei Rifiuti (CER) dipende dalla composizione chimica e dalla presenza di sostanze pericolose. Questa distinzione risulta determinante perché condiziona l’intero iter di smaltimento, dal deposito temporaneo fino al trattamento finale.
Ai sensi del D.Lgs. 152/2006, art. 183, comma 1, lettera a), i detergenti diventano rifiuto quando il detentore se ne disfa, ha l’intenzione o l’obbligo di disfarsene. Il Regolamento (CE) n. 648/2004 del Parlamento europeo definisce con precisione la categoria dei detergenti, includendo saponi, detersivi per bucato e stoviglie, detergenti multiuso, prodotti sgrassanti, disinfettanti e ausiliari di lavaggio. Quando questi prodotti cessano la loro funzione, entrano nel perimetro della normativa sui rifiuti.
La classificazione CER distingue i rifiuti da detergenti in base all’origine produttiva e alla presenza di sostanze pericolose. Le principali voci applicabili sono riportate nella tabella seguente.
Tabella dei codici CER per rifiuti da detergenti
| Codice CER | Descrizione | Pericolosità | Origine tipica |
|---|---|---|---|
| 20 01 29* | Detergenti contenenti sostanze pericolose | Pericoloso | Raccolta domestica differenziata |
| 20 01 30 | Detergenti diversi da quelli di cui alla voce 20 01 29* | Non pericoloso | Raccolta domestica differenziata |
| 07 06 01* | Soluzioni acquose di lavaggio ed acque madri (prod. saponi/detergenti) | Pericoloso | Produzione detergenti |
| 07 06 03* | Solventi organici alogenati, soluzioni di lavaggio e acque madri | Pericoloso | Produzione detergenti |
| 07 06 04* | Altri solventi organici, soluzioni di lavaggio e acque madri | Pericoloso | Produzione detergenti |
| 07 06 07* | Fondi e residui di reazione alogenati | Pericoloso | Produzione detergenti |
| 07 06 08* | Altri fondi e residui di reazione | Pericoloso | Produzione detergenti |
| 07 06 99 | Rifiuti non specificati altrimenti (prod. saponi e detergenti) | Non pericoloso | Produzione detergenti |
| 16 03 05* | Rifiuti organici contenenti sostanze pericolose (lotti scaduti) | Pericoloso | Lotti di produzione fuori specifica |
| 15 01 10* | Imballaggi contenenti residui di sostanze pericolose o contaminati | Pericoloso | Contenitori vuoti di detergenti industriali |
La distinzione tra voce a specchio (ad esempio CER 20 01 29* e 20 01 30) dipende dalla concentrazione di sostanze pericolose presenti nel detergente dismesso. Un detergente contenente tensioattivi non ionici al di sotto delle soglie di concentrazione stabilite dall’Allegato III della Direttiva 2008/98/CE sarà classificato come CER 20 01 30 (non pericoloso), mentre un prodotto sgrassante industriale con elevate percentuali di solventi clorurati rientrerà nel CER 07 06 03* (pericoloso). L’analisi chimica di caratterizzazione, eseguita da un laboratorio accreditato ai sensi della norma UNI CEI EN ISO/IEC 17025, è l’unico strumento per risolvere tale ambiguità classificatoria.

Normativa per lo smaltimento detergenti: D.Lgs. 152/2006 e Regolamento CE 648/2004
Il quadro normativo che disciplina lo smaltimento dei detergenti in Italia si fonda sul D.Lgs. 152/2006 (Testo Unico Ambientale), sul Regolamento (CE) n. 648/2004 relativo ai detergenti e sul D.Lgs. 116/2020 che ha recepito le direttive europee del pacchetto economia circolare. La conoscenza di queste norme è indispensabile per qualsiasi soggetto che produca, detenga o trasporti rifiuti da detergenza.
Il D.Lgs. 152/2006, Parte Quarta, stabilisce i principi generali della gestione dei rifiuti in Italia. L’art. 179 definisce la gerarchia dei rifiuti (prevenzione, preparazione per il riutilizzo, riciclaggio, recupero, smaltimento), applicabile anche ai rifiuti da detergenti. L’art. 183 fornisce le definizioni fondamentali, mentre l’art. 184 disciplina la classificazione, distinguendo tra rifiuti urbani e speciali, pericolosi e non pericolosi.
Per le imprese produttrici di detergenti, il D.Lgs. 152/2006 impone obblighi specifici:
- Registro di carico e scarico (art. 190): obbligo di annotazione dei rifiuti prodotti entro 10 giorni lavorativi dalla produzione, con indicazione del codice CER, della quantità e della destinazione.
- Formulario di Identificazione Rifiuti (FIR) (art. 193): documento obbligatorio per ogni trasporto di rifiuti, da compilare in quattro copie conformi al D.M. 145/1998.
- Dichiarazione MUD (art. 189): comunicazione annuale entro il 30 giugno alla Camera di Commercio territorialmente competente per i produttori di rifiuti pericolosi e per le imprese con più di 10 dipendenti.
- RENTRI (D.M. 4 aprile 2023, n. 59): dal 2025 i produttori di rifiuti pericolosi con oltre 50 dipendenti devono iscriversi al Registro Elettronico Nazionale per la Tracciabilità dei Rifiuti; entro il 2026 l’obbligo si estende a tutti i produttori di rifiuti pericolosi.
Il Regolamento (CE) n. 648/2004 impone ai produttori di detergenti obblighi di biodegradabilità dei tensioattivi e di etichettatura, ma è rilevante anche in fase di smaltimento: i detergenti che non soddisfano i requisiti di biodegradabilità ultima dei tensioattivi non possono essere avviati a trattamento biologico e devono essere destinati a incenerimento o trattamento chimico-fisico.
Per quanto riguarda il trasporto di detergenti classificati come pericolosi, si applica l’Accordo europeo ADR (Accord européen relatif au transport international des marchandises Dangereuses par Route), recepito in Italia con il D.Lgs. 35/2010. I detergenti pericolosi rientrano generalmente nella Classe 8 (materie corrosive) o nella Classe 6.1 (materie tossiche) dell’ADR, a seconda della composizione chimica. Il trasportatore deve essere iscritto all’Albo Nazionale Gestori Ambientali nelle categorie 4 o 5, mentre il conducente deve possedere il patentino CFP-ADR in corso di validità.
A livello regionale, la Regione Lombardia disciplina la pianificazione della gestione rifiuti attraverso il Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti (P.R.G.R.), aggiornato con la D.G.R. n. XI/6408/2022. ARPA Lombardia svolge funzioni di controllo e vigilanza ambientale, con competenza in materia di verifiche sugli impianti di trattamento e sulle emissioni connesse allo smaltimento di rifiuti chimici.
Come funziona lo smaltimento dei detergenti in Lombardia: fasi operative e logistica
Lo smaltimento dei detergenti in Lombardia segue un iter procedurale che comprende la caratterizzazione analitica del rifiuto, la classificazione CER, il deposito temporaneo conforme, il trasporto autorizzato e il conferimento presso impianti di trattamento o smaltimento autorizzati dalla Provincia o dalla Città Metropolitana competente. Il mancato rispetto di anche una sola di queste fasi espone il produttore a sanzioni amministrative e penali.
Fase 1: Caratterizzazione e classificazione
Il primo passaggio consiste nell’analisi chimica del rifiuto da detergente per determinarne la composizione e la pericolosità. L’analisi deve essere condotta da un laboratorio accreditato Accredia e deve verificare la presenza di sostanze pericolose (tensioattivi non biodegradabili, solventi clorurati, composti del fosforo, metalli pesanti) per l’attribuzione del corretto codice CER. Per i detergenti industriali a base di solventi, è necessario determinare anche il punto di infiammabilità e la classificazione HP3 (infiammabile).
Fase 2: Deposito temporaneo
Ai sensi dell’art. 185-bis del D.Lgs. 152/2006, i rifiuti da detergenti possono essere tenuti in deposito temporaneo nel luogo di produzione nel rispetto di condizioni precise. Per i rifiuti pericolosi (CER con asterisco) il quantitativo massimo è di 10 metri cubi, con avvio allo smaltimento entro 3 mesi indipendentemente dalla quantità, oppure entro 12 mesi se non si supera il limite volumetrico. I contenitori devono riportare l’etichettatura CLP, il codice CER e la data di inizio deposito. È vietata qualsiasi miscelazione tra rifiuti con codici CER diversi o tra rifiuti pericolosi e non pericolosi.
Fase 3: Trasporto autorizzato
Il trasporto dei rifiuti da detergenti verso l’impianto di destinazione deve essere effettuato da un soggetto iscritto all’Albo Nazionale Gestori Ambientali. Per ogni spedizione deve essere compilato il Formulario di Identificazione Rifiuti (FIR) in quattro copie. Se il detergente è classificato come pericoloso, si applicano le disposizioni ADR: veicolo dotato di pannelli arancioni, equipaggiamento di protezione individuale a bordo, istruzioni scritte di sicurezza nella lingua del conducente.
Fase 4: Trattamento e smaltimento finale
I rifiuti da detergenti vengono conferiti a impianti autorizzati che effettuano operazioni di smaltimento o recupero, codificate negli Allegati B e C alla Parte Quarta del D.Lgs. 152/2006. Le principali operazioni applicabili sono:
| Codice operazione | Descrizione | Applicabilità ai detergenti |
|---|---|---|
| D9 | Trattamento chimico-fisico | Detergenti acquosi, soluzioni di lavaggio, emulsioni |
| D10 | Incenerimento a terra | Detergenti a base solvente, prodotti altamente concentrati |
| D15 | Deposito preliminare | Stoccaggio in attesa di una delle operazioni D1-D14 |
| R1 | Utilizzazione come combustibile | Detergenti con potere calorifico superiore (solventi organici) |
| R2 | Rigenerazione di solventi | Recupero di solventi da soluzioni di lavaggio industriale |
| R13 | Messa in riserva | Raggruppamento in attesa di una delle operazioni R1-R12 |
In Lombardia, la rete impiantistica per il trattamento di rifiuti chimici da detergenza comprende impianti di trattamento chimico-fisico nelle province di Milano, Brescia e Bergamo, oltre a termovalorizzatori autorizzati per l’incenerimento di rifiuti pericolosi. La scelta dell’impianto dipende dalla natura chimica del rifiuto, dal codice CER e dalle autorizzazioni specifiche possedute dall’impianto ricevente.
Piattaforme ecologiche comunali per i detergenti domestici
I privati cittadini possono conferire i detergenti scaduti o inutilizzati presso le piattaforme ecologiche (centri di raccolta comunali) attivate dai Comuni lombardi. Il conferimento è gratuito e non richiede documentazione specifica, ma è necessario presentare un documento di identità e il codice fiscale. I detergenti devono essere conferiti nei contenitori originali, chiusi e integri, nell’area dedicata ai rifiuti urbani pericolosi (RUP).
| Provincia | Gestore principale | Numero piattaforme | Riferimento informativo |
|---|---|---|---|
| Milano | AMSA / Gruppo A2A | 6 riciclerie | amsa.it |
| Brescia | Aprica / A2A Ambiente | 4 centri | a2a.eu |
| Bergamo | Aprica / comuni associati | 5 centri | Siti comunali |
| Monza e Brianza | CEM Ambiente / Gelsia | 7 centri | cemambiente.it |
| Como | Como Ambiente / APRICA | 3 centri | Siti comunali |
| Varese | AGESP / Castellanza Servizi | 4 centri | Siti comunali |
| Pavia | ASM Pavia | 3 centri | asm.pv.it |
| Cremona | Linea Gestioni | 2 centri | lineagestioni.it |
| Mantova | Mantova Ambiente / TEA | 3 centri | teaspa.it |
| Lecco | Silea S.p.A. | 2 centri | sileaspa.it |
| Lodi | SAL – Società Ambiente Lodi | 2 centri | Siti comunali |
| Sondrio | Società Ecosondrio / SECAM | 2 centri | secam.net |

Perché scegliere Mageco per lo smaltimento detergenti in Lombardia
Mageco S.r.l. gestisce l’intero ciclo di smaltimento dei detergenti, dalla caratterizzazione analitica alla documentazione di legge fino al conferimento presso impianti autorizzati, offrendo alle imprese lombarde un servizio chiavi in mano che azzera il rischio di non conformità ambientale. Ogni fase è tracciata e documentata per garantire la piena aderenza al D.Lgs. 152/2006 e alle disposizioni RENTRI.
Con oltre vent’anni di esperienza nella gestione dei rifiuti speciali in Lombardia e una sede operativa strategicamente posizionata a Lainate (MI), Mageco serve capillarmente le dodici province lombarde: Milano, Brescia, Bergamo, Monza, Como, Varese, Pavia, Cremona, Mantova, Lecco, Lodi e Sondrio. Il servizio di smaltimento detergenti si rivolge a una pluralità di soggetti produttori:
- Aziende chimiche e cosmetiche: ritiro di lotti fuori specifica, scarti di produzione, soluzioni acquose di lavaggio (CER 07 06 01*), fondi di reazione e residui di formulazione.
- Lavanderie industriali e professionali: gestione di detergenti esausti, soluzioni di lavaggio contaminate, fanghi dai sistemi di trattamento delle acque reflue.
- Imprese di pulizia e facility management: ritiro programmato di detergenti scaduti, prodotti non conformi e contenitori contaminati (CER 15 01 10*).
- Strutture ricettive e sanitarie: smaltimento di detergenti e disinfettanti ospedalieri, prodotti per la sanificazione scaduti o inutilizzati.
- Laboratori di analisi e ricerca: gestione di reagenti e soluzioni detergenti di laboratorio, compresi i rifiuti classificati come CER 16 03 05*.
I vantaggi del servizio Mageco per lo smaltimento dei detergenti comprendono:
- Sopralluogo tecnico gratuito: un tecnico qualificato effettua la valutazione preliminare dei rifiuti da detergente presso la sede del cliente, definendo i codici CER applicabili e le modalità di confezionamento.
- Campionamento e analisi di caratterizzazione: Mageco coordina il prelievo dei campioni e l’invio a laboratori accreditati Accredia per la classificazione analitica dei rifiuti.
- Fornitura di contenitori idonei: cisternette IBC da 1.000 litri, fusti da 200 litri in HDPE, taniche da 30 litri, tutti omologati UN per il trasporto ADR di merci pericolose.
- Trasporto con mezzi autorizzati: flotta di automezzi cisternati e cassonati, con conducenti dotati di patentino CFP-ADR e copertura assicurativa RC ambientale.
- Documentazione completa: compilazione del FIR, aggiornamento del registro di carico e scarico, trasmissione dati RENTRI, archiviazione digitale di tutta la documentazione per un periodo di cinque anni.
- Tracciabilità fino a destino finale: restituzione della quarta copia del FIR controfirmata dall’impianto ricevente, con attestazione dell’avvenuto smaltimento o recupero.
Mageco dispone delle seguenti certificazioni e autorizzazioni: ISO 9001 (sistema di gestione qualità), ISO 14001 (sistema di gestione ambientale), ISO 45001 (sistema di gestione sicurezza sul lavoro), iscrizione all’Albo Nazionale Gestori Ambientali nelle categorie pertinenti al trasporto e alla gestione di rifiuti pericolosi e non pericolosi.
Costi dello smaltimento detergenti e domande frequenti
Il costo dello smaltimento dei detergenti varia in funzione della classificazione CER (pericoloso o non pericoloso), dello stato fisico del rifiuto (liquido, solido, pastoso), della quantità, del tipo di imballaggio e della distanza dall’impianto di trattamento autorizzato. Non esiste un tariffario unico, poiché ogni commessa presenta specificità che incidono sul costo complessivo del servizio.
A titolo orientativo, i principali fattori che determinano il prezzo dello smaltimento sono:
- Codice CER e pericolosità: i detergenti classificati come pericolosi (CER con asterisco) comportano costi di trattamento superiori rispetto ai non pericolosi, a causa delle procedure di sicurezza aggiuntive richieste.
- Quantitativo: volumi maggiori consentono economie di scala sul trasporto e sul conferimento, riducendo il costo unitario per chilogrammo o per litro.
- Tipologia di imballaggio: i rifiuti conferiti in cisternette IBC da 1.000 litri hanno costi logistici inferiori rispetto a quelli contenuti in piccole taniche o in contenitori danneggiati che richiedono operazioni di sovrimballaggio.
- Operazione di destino: il trattamento chimico-fisico (D9) presenta generalmente costi inferiori rispetto all’incenerimento (D10), che è l’opzione obbligata per detergenti a base di solventi clorurati non rigenerabili.
- Frequenza del servizio: contratti di ritiro programmato con cadenza mensile o trimestrale consentono di ottimizzare i costi logistici rispetto ai ritiri spot.
Mageco fornisce preventivi gratuiti e personalizzati per lo smaltimento di detergenti, calibrati sulle specifiche esigenze produttive del cliente. Per richiedere un preventivo è possibile contattare il numero 02 8716 8731 oppure scrivere a info@mageco.it.
Domande frequenti sullo smaltimento detergenti
Come si smaltiscono i detergenti scaduti in casa?
I detergenti scaduti di origine domestica devono essere conferiti presso la piattaforma ecologica (centro di raccolta comunale) più vicina, nell’area dedicata ai rifiuti urbani pericolosi (RUP). Non devono essere versati nello scarico fognario né gettati nel bidone dell’indifferenziata. È necessario portarli nel contenitore originale, chiuso e possibilmente integro, presentando un documento di identità. Il servizio è gratuito per i cittadini residenti nel Comune.
Quali codici CER si applicano ai rifiuti da detergenti industriali?
I rifiuti da detergenti di origine industriale rientrano principalmente nel capitolo 07 06 del Catalogo Europeo dei Rifiuti, che comprende i rifiuti della produzione, formulazione, fornitura e uso di saponi, detergenti, disinfettanti e cosmetici. I codici più frequenti sono il CER 07 06 01* (soluzioni acquose di lavaggio contenenti sostanze pericolose), il CER 07 06 04* (altri solventi organici) e il CER 07 06 99 (rifiuti non specificati altrimenti, non pericolosi). Per i detergenti scaduti in lotti commerciali si può applicare il CER 16 03 05* (rifiuti organici contenenti sostanze pericolose).
È possibile versare i detergenti nello scarico fognario?
No, lo scarico di rifiuti da detergenti nella rete fognaria è vietato. Il D.Lgs. 152/2006, Parte Terza, Sezione II disciplina gli scarichi idrici e stabilisce limiti di concentrazione per le sostanze inquinanti nella Tabella 3 dell’Allegato 5. Il conferimento diretto di detergenti industriali o di grandi quantitativi di detergenti domestici nella fognatura può causare l’inibizione dei processi biologici del depuratore e l’inquinamento delle acque superficiali a valle, oltre a configurare il reato di cui all’art. 137 del D.Lgs. 152/2006.
Quanto tempo si possono tenere i detergenti esausti in azienda prima dello smaltimento?
L’art. 185-bis del D.Lgs. 152/2006 disciplina il deposito temporaneo nel luogo di produzione. Per i detergenti classificati come pericolosi, il limite è di 10 metri cubi per un massimo di 12 mesi, oppure senza limite di quantità purché il rifiuto venga avviato allo smaltimento entro 3 mesi dalla data di produzione. Per i detergenti non pericolosi, i limiti sono 30 metri cubi oppure 12 mesi con le medesime condizioni temporali alternative.
Quali sanzioni si rischiano per lo smaltimento scorretto di detergenti?
Le sanzioni dipendono dalla tipologia di violazione. L’art. 256, comma 1 del D.Lgs. 152/2006 prevede per l’attività di gestione non autorizzata di rifiuti non pericolosi l’arresto da tre mesi a un anno o l’ammenda da 2.600 a 26.000 euro. Se i rifiuti sono pericolosi, la pena è l’arresto da sei mesi a due anni e l’ammenda da 2.600 a 26.000 euro. L’art. 255 prevede inoltre una sanzione amministrativa da 300 a 3.000 euro per l’abbandono di rifiuti. Il deposito temporaneo non conforme alle prescrizioni dell’art. 185-bis può essere riqualificato come stoccaggio abusivo.
Mageco ritira anche i contenitori vuoti dei detergenti industriali?
Sì, Mageco gestisce anche lo smaltimento dei contenitori vuoti che hanno contenuto detergenti. Se il contenitore presenta residui di sostanze pericolose o è stato contaminato, viene classificato con il codice CER 15 01 10* (imballaggi contenenti residui di sostanze pericolose) e trattato come rifiuto pericoloso. I contenitori bonificati e privi di contaminazione possono invece rientrare nella raccolta differenziata degli imballaggi (plastica, metallo) con il codice CER 15 01 02 o 15 01 04.
Che differenza c’è tra smaltimento e recupero dei detergenti?
Lo smaltimento (operazioni D) è il trattamento definitivo del rifiuto, come l’incenerimento (D10) o il trattamento chimico-fisico (D9), finalizzato a rendere il rifiuto inerte o a eliminarlo. Il recupero (operazioni R) mira invece a riutilizzare il rifiuto come materia o come fonte energetica: ad esempio, la rigenerazione dei solventi contenuti nei detergenti (R2) o il recupero energetico in co-incenerimento (R1). La gerarchia dei rifiuti prevista dall’art. 179 del D.Lgs. 152/2006 privilegia il recupero rispetto allo smaltimento, ove tecnicamente ed economicamente praticabile. Per approfondire le operazioni di recupero, si consulti la guida dedicata al recupero detergenti.
Servizi correlati e approfondimenti
Lo smaltimento dei detergenti si inserisce nel più ampio contesto della gestione dei rifiuti chimici, un settore in cui Mageco offre competenze specialistiche su diverse tipologie di prodotti e sostanze affini. Di seguito, alcune guide di approfondimento correlate:
- Recupero detergenti: tecniche di rigenerazione e riutilizzo dei solventi
- Smaltimento cosmetici scaduti e rifiuti dell’industria cosmetica
- Smaltimento solventi esausti: normativa, classificazione e procedure
- Smaltimento rifiuti pericolosi in Lombardia: guida completa
- Smaltimento vernici e pitture: codici CER e obblighi di legge
Per ulteriori informazioni sui servizi di gestione ambientale o per richiedere un sopralluogo tecnico gratuito, La invitiamo a visitare la pagina Contatti oppure a contattarci direttamente al numero 02 8716 8731 o via email all’indirizzo info@mageco.it.