Recupero cellophane e film plastici flessibili: dalla pressatura alla rigranulazione in Lombardia

Il recupero cellophane rappresenta un segmento strategico della filiera del riciclo plastico, con volumi in costante crescita legati all’espansione del commercio elettronico e del confezionamento industriale. In Lombardia, regione che concentra oltre il 28% della produzione manifatturiera italiana, le aziende generano ogni anno ingenti quantitativi di film plastici flessibili derivanti da operazioni di imballaggio, pallettizzazione e confezionamento. Avviare questi materiali al recupero cellophane anziché allo smaltimento in discarica consente di ottenere granulato LDPE di seconda vita, ridurre i costi di gestione dei rifiuti e rispettare gli obiettivi di economia circolare fissati dall’Unione Europea.

Mageco S.r.l., attiva dal 2003 con sede a Lainate (MI), gestisce l’intero ciclo di recupero di cellophane e film plastici flessibili per aziende, centri logistici e operatori della grande distribuzione su tutto il territorio lombardo. Il servizio comprende la fornitura di contenitori e compattatori dedicati, la raccolta con mezzi autorizzati, l’avvio a impianti di rigranulazione certificati e il rilascio della documentazione attestante il recupero effettivo ai sensi del D.Lgs. 152/2006. Questa guida illustra le tipologie di film recuperabili, il quadro normativo vigente, il processo industriale di rigranulazione e i criteri per massimizzare il valore economico del cellophane avviato a riciclo.

Tipologie di cellophane e film plastici avviabili a recupero

Il recupero cellophane comprende l’insieme delle operazioni di raccolta, selezione, pressatura, lavaggio e rigranulazione dei film plastici flessibili a base di polietilene (LDPE, LLDPE) e polipropilene (BOPP, CPP), finalizzate alla produzione di materia prima seconda (MPS) riutilizzabile dall’industria della trasformazione plastica.

Con il termine generico “cellophane” nel settore della gestione rifiuti si indicano comunemente tutti i film plastici flessibili e trasparenti utilizzati per l’imballaggio, sebbene il cellophane propriamente detto sia un materiale cellulosico oggi poco diffuso. I film plastici che costituiscono la quasi totalità dei flussi di recupero sono composti da polietilene a bassa densità (LDPE, codice resina 4), polietilene lineare a bassa densità (LLDPE) e, in misura minore, polipropilene biorientato (BOPP) e polipropilene cast (CPP). Questi materiali provengono prevalentemente da attività industriali, logistiche e commerciali, dove vengono impiegati come film estensibile (stretch film) per la pallettizzazione, film termoretraibile (shrink film) per il confezionamento, sacchi e buste per il trasporto e film protettivo per superfici.

Il potenziale di recupero di ciascuna tipologia di film dipende dalla composizione polimerica, dal grado di contaminazione e dalla presenza di stampe, adesivi o accoppiamenti con altri materiali. I film in LDPE monomateriale e privi di contaminanti rappresentano il flusso a più alto valore di recupero, in quanto producono granulato di qualità idonea per la fabbricazione di nuovi film. I film stampati, colorati o accoppiati con alluminio o carta richiedono trattamenti aggiuntivi e producono granulato destinato ad applicazioni meno esigenti. I film multistrato complessi, infine, presentano le maggiori difficoltà di riciclo meccanico e possono necessitare di tecnologie di riciclo chimico.

La corretta separazione alla fonte è il fattore determinante per la qualità e la valorizzazione economica del cellophane avviato a recupero. Film puliti, separati per tipologia e compattati in balle regolari raggiungono quotazioni di mercato significativamente superiori rispetto ai flussi misti e contaminati.

Tipologie di film plastici flessibili recuperabili: classificazione, codici CER e destinazione
Tipologia film Polimero Codici CER Provenienza tipica Recuperabilità
Film estensibile (stretch) LLDPE / LDPE 15 01 02, 07 02 13 Pallettizzazione, logistica, magazzini Eccellente
Film termoretraibile (shrink) LDPE / PP 15 01 02, 07 02 13 Confezionamento multipacco, imbottigliamento Eccellente
Sacchi e buste industriali LDPE / HDPE 15 01 02, 20 01 39 Trasporto materie prime, edilizia Buona
Film agricolo (pacciamatura, serre) LDPE / EVA 02 01 04 Serre, tunnel, pacciamatura Moderata (contaminazione terra)
Film stampato / colorato LDPE / LLDPE 15 01 02, 07 02 13 Packaging alimentare, etichettatura Buona (con deinking)
Film accoppiato (multistrato) PE/PA, PE/PET, PE/ALU 15 01 05, 15 01 06 Packaging alimentare barriera Limitata (riciclo chimico)
Pluriball / film a bolle LDPE 15 01 02, 07 02 13 Protezione merci, e-commerce Eccellente

In Lombardia, la forte concentrazione di attività manifatturiere, logistiche e della grande distribuzione organizzata genera flussi significativi di film plastici avviabili a recupero. Secondo i dati di Regione Lombardia, i rifiuti di imballaggio in plastica di origine industriale e commerciale nella regione superano le 320.000 tonnellate annue, di cui una quota rilevante è costituita da film flessibili in polietilene. Il consorzio COREPLA gestisce la quota post-consumo domestica, mentre i flussi industriali vengono trattati da operatori autorizzati come Mageco attraverso il circuito dei rifiuti speciali non pericolosi.

Normativa sul recupero cellophane: classificazione CER ed end-of-waste

Il recupero di cellophane e film plastici in Italia è regolato dal D.Lgs. 152/2006 (Codice dell’Ambiente), dal D.M. 5 febbraio 1998 per le procedure semplificate di recupero, e dalle norme tecniche UNI 10667 che definiscono le specifiche di cessazione della qualifica di rifiuto (end-of-waste) per i granulati plastici ottenuti dal riciclo.

I film plastici flessibili rientrano nella gestione dei rifiuti secondo la classificazione del Catalogo Europeo dei Rifiuti (CER), che attribuisce codici differenti in base alla provenienza. Il codice CER 15 01 02 identifica gli imballaggi in plastica, il codice CER 07 02 13 gli scarti di materie plastiche da processi di trasformazione industriale, il codice CER 02 01 04 i rifiuti plastici di origine agricola e il codice CER 20 01 39 le plastiche da raccolta differenziata urbana. Per i film accoppiati con altri materiali si applicano i codici CER 15 01 05 (imballaggi compositi) o CER 15 01 06 (imballaggi in materiali misti). La corretta attribuzione del codice CER è il primo passaggio obbligatorio per determinare le modalità di recupero applicabili e la documentazione necessaria.

Il D.Lgs. 152/2006, Parte IV, Titolo I, stabilisce la gerarchia di gestione dei rifiuti: prevenzione, preparazione per il riutilizzo, riciclo, recupero di altro tipo (incluso il recupero energetico) e smaltimento. Per i film plastici, il riciclo meccanico con produzione di granulato LDPE rappresenta l’opzione prioritaria nella gerarchia, in quanto operazione di recupero di materia (codice R3 ai sensi dell’Allegato C alla Parte IV del D.Lgs. 152/2006).

L’art. 184-ter del D.Lgs. 152/2006 disciplina la cessazione della qualifica di rifiuto (end-of-waste): i film plastici sottoposti a operazioni di recupero cessano di essere rifiuti quando il granulato ottenuto soddisfa le specifiche tecniche del D.M. 5 febbraio 1998 (allegato 1, suballegato 1, punto 6.1) e le norme UNI 10667 applicabili. In particolare, la norma UNI 10667-1 definisce le specifiche per le materie prime seconde in polietilene, stabilendo requisiti su indice di fluidità (MFI), densità, contenuto di ceneri, colore e proprietà meccaniche. Il rispetto di tali parametri, attestato da analisi di laboratorio periodiche, consente al granulato di essere commercializzato come materia prima seconda senza vincoli legati alla normativa sui rifiuti.

Documentazione obbligatoria per il recupero cellophane

  • Formulario di Identificazione Rifiuti (FIR) ai sensi dell’art. 193 D.Lgs. 152/2006, compilato per ogni trasporto di film plastici dal produttore all’impianto di recupero
  • Registro di carico e scarico ai sensi dell’art. 190 D.Lgs. 152/2006, con annotazione di ogni operazione di carico (produzione) e scarico (conferimento) entro 10 giorni lavorativi
  • Modello Unico di Dichiarazione ambientale (MUD), dichiarazione annuale da presentare alla Camera di Commercio competente entro il 30 giugno di ogni anno
  • Iscrizione all’Albo Nazionale Gestori Ambientali per trasportatori e intermediari, nelle categorie pertinenti al tipo di attività svolta (Cat. 5 per raccolta e trasporto, Cat. 8 per intermediazione)
  • Autorizzazione regionale ex art. 208 D.Lgs. 152/2006 per gli impianti di recupero, oppure comunicazione ex artt. 214-216 per le procedure semplificate di cui al D.M. 5 febbraio 1998
  • Tracciabilità digitale RENTRI (Registro Elettronico Nazionale per la Tracciabilità dei Rifiuti), obbligatoria per gli operatori della filiera secondo le tempistiche di progressiva entrata in vigore

Il contributo ambientale CONAI per gli imballaggi in plastica si applica anche ai film flessibili utilizzati come imballaggio. La fascia contributiva dipende dalla selezionabilità e riciclabilità del materiale: i film in LDPE monomateriale rientrano generalmente nelle fasce a contributo inferiore (fascia A1 o B1), mentre i film accoppiati e multistrato non selezionabili sono soggetti alla fascia C con contributo più elevato. Questo sistema incentiva la progettazione di film più facilmente riciclabili secondo i principi del design for recycling promossi da CONAI e dal consorzio COREPLA.

A livello regionale, ARPA Lombardia (arpalombardia.it) esercita funzioni di controllo sugli impianti autorizzati al recupero di film plastici, verificando il rispetto delle condizioni operative e dei limiti emissivi previsti dalle autorizzazioni. La Regione Lombardia, attraverso il Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti, fissa obiettivi specifici per l’incremento del recupero di materia dagli imballaggi in plastica.

Il processo di recupero cellophane: dalla pressatura alla rigranulazione LDPE

Il recupero del cellophane si articola in sei fasi operative: raccolta e pressatura in balle, selezione e cernita, triturazione, lavaggio e decontaminazione, estrusione e rigranulazione, e infine analisi qualitativa del granulato LDPE ottenuto per la certificazione end-of-waste.

Il ciclo di recupero dei film plastici flessibili presenta specificità tecniche rispetto al riciclo delle plastiche rigide, legate alla natura stessa del materiale: basso peso specifico, elevata superficie specifica, tendenza all’aggrovigliamento nelle macchine di trattamento e maggiore suscettibilità alla contaminazione superficiale. Queste caratteristiche richiedono impianti dedicati e protocolli operativi ottimizzati per garantire una resa di rigranulazione elevata e una qualità costante del granulato prodotto.

Le sei fasi della rigranulazione dei film plastici

  1. Raccolta e pressatura (baling): I film plastici vengono raccolti presso il produttore e compattati mediante presse orizzontali o verticali in balle di peso compreso tra 200 e 500 kg, con dimensioni standardizzate per ottimizzare il carico sui mezzi di trasporto. La pressatura riduce il volume del materiale fino al 90%, abbattendo i costi logistici. Mageco fornisce presse a noleggio e compattatori presso il sito del cliente per i flussi continuativi superiori a 2 tonnellate/mese. Ogni ritiro viene accompagnato dal Formulario di Identificazione Rifiuti (FIR) con il codice CER appropriato.
  2. Selezione e cernita: Presso l’impianto di recupero, le balle vengono aperte e il materiale viene sottoposto a una prima selezione manuale per l’eliminazione di contaminanti grossolani (nastri adesivi, etichette, corpi estranei metallici o cartacei). Successivamente, selezionatori ottici a infrarossi (NIR) separano i diversi polimeri (LDPE, LLDPE, HDPE, PP) e identificano eventuali film multistrato non idonei al riciclo meccanico. La qualità della selezione incide direttamente sulla purezza e sul valore commerciale del granulato finale.
  3. Triturazione: Il film selezionato viene alimentato in trituratori monoalbero o bialbero con griglie calibrate per ottenere frammenti (flakes) di dimensione compresa tra 15 e 30 mm. Questa fase richiede particolare attenzione per i film flessibili, che tendono ad avvolgersi attorno agli alberi di taglio: i trituratori dedicati ai film sono dotati di sistemi anti-avvolgimento e di pulizia automatica delle lame. La triturazione uniforme è fondamentale per l’efficienza delle fasi successive di lavaggio e di alimentazione dell’estrusore.
  4. Lavaggio e decontaminazione: I frammenti di film vengono sottoposti a un ciclo di lavaggio in più stadi. Il prelavaggio a freddo rimuove terra, polvere e contaminanti superficiali leggeri. Il lavaggio a caldo (70-85 °C) con soluzioni alcaline (soda caustica all’1-3%) dissolve residui organici, colle e inchiostri di stampa. La separazione per flottazione in vasche densimetriche elimina le frazioni pesanti (terra, sassi, metalli) che affondano, mentre il film polietilenico galleggia. L’asciugatura meccanica mediante centrifughe e sistemi ad aria calda riduce l’umidità residua al di sotto del 3%, condizione necessaria per l’estrusione.
  5. Estrusione e rigranulazione: I frammenti lavati e asciugati vengono fusi in estrusori monovite o bivite a temperature comprese tra 180 e 220 °C. Il materiale fuso attraversa sistemi di filtrazione a cambiafiltri continui che trattengono le particelle estranee residue (mesh da 80 a 200 micron). Il polimero filtrato viene estruso attraverso una filiera multipunzone e tagliato in pellet cilindrici di 3-4 mm mediante taglio in testa o ad anello d’acqua. Alcuni impianti avanzati integrano sistemi di degassaggio sottovuoto per rimuovere composti organici volatili residui, migliorando ulteriormente la qualità del granulato.
  6. Analisi qualitativa e certificazione MPS: Il granulato LDPE ottenuto viene sottoposto ad analisi di laboratorio per verificare la conformità alle specifiche UNI 10667-1. I parametri controllati comprendono l’indice di fluidità (MFI, misurato a 190 °C / 2,16 kg), la densità, il contenuto di ceneri (indicatore della purezza), il colore (indice di giallo), la resistenza a trazione e l’allungamento a rottura. Solo il granulato che soddisfa tutti i requisiti normativi acquisisce lo status di materia prima seconda e cessa la qualifica di rifiuto ai sensi dell’art. 184-ter del D.Lgs. 152/2006.

Le sfide della contaminazione nel recupero dei film plastici

La contaminazione rappresenta la principale criticità tecnica nel recupero del cellophane e dei film plastici flessibili. A differenza delle plastiche rigide, i film presentano un rapporto superficie/massa molto elevato che amplifica l’effetto di qualsiasi contaminante superficiale. Le principali fonti di contaminazione includono:

  • Residui organici: avanzi di cibo, liquidi, oli e grassi presenti sui film alimentari riducono la qualità del granulato e possono causare problemi di odore nel prodotto finito
  • Inchiostri di stampa: le stampe a base solvente o UV lasciano residui colorati nel granulato; gli impianti più avanzati dispongono di sistemi di deinking chimico, ma con rese variabili
  • Nastri adesivi e etichette: i residui di colla degradano le proprietà meccaniche del granulato e intasano i sistemi di filtrazione dell’estrusore
  • Frazioni estranee: la presenza di carta, cartone, metalli o altre plastiche (PET, PVC, PA) anche in percentuali minime altera significativamente le proprietà del granulato LDPE
  • Umidità: film stoccati all’aperto o esposti a precipitazioni assorbono umidità che provoca difetti estetici e strutturali durante l’estrusione

La resa complessiva del processo di rigranulazione varia dal 60% al 92% del materiale in ingresso, in funzione del livello di contaminazione. Film stretch industriale pulito e monomateriale raggiunge rese superiori all’85-90%, mentre film post-consumo misto e contaminato può scendere al 55-65%. La quota non recuperabile meccanicamente viene generalmente avviata a recupero energetico (operazione R1) o, in prospettiva, a riciclo chimico per pirolisi.

Infrastrutture per il recupero di film plastici in Lombardia

Principali aree impiantistiche per il recupero film plastici in Lombardia (dati aggiornati al 2025)
Area territoriale Impianti autorizzati (stima) Capacità indicativa (t/anno) Tecnologie prevalenti
Milano e Città Metropolitana 18 95.000 Selezione NIR, lavaggio, estrusione, granulazione
Brescia e provincia 14 72.000 Triturazione, lavaggio a caldo, rigranulazione
Bergamo e provincia 10 48.000 Pressatura, selezione, estrusione
Varese e provincia 7 32.000 Selezione, rigranulazione, compounding
Monza e Brianza 5 22.000 Cernita, estrusione, degassaggio
Altre province lombarde 26+ 85.000+ Pressatura, selezione, recupero energetico

Perché scegliere Mageco per il recupero cellophane in Lombardia

Mageco S.r.l. gestisce il recupero di cellophane e film plastici flessibili per aziende, centri logistici e operatori della grande distribuzione in tutta la Lombardia dal 2003, assicurando la massimizzazione del tasso di riciclo effettivo, la tracciabilità completa del rifiuto e la documentazione conforme al D.Lgs. 152/2006.

Con oltre vent’anni di attività nella gestione ambientale, Mageco S.r.l. ha sviluppato una competenza specifica nel recupero dei film plastici flessibili, materiali che per le loro caratteristiche fisiche (leggerezza, voluminosità, tendenza all’aggrovigliamento) richiedono soluzioni logistiche e impiantistiche dedicate. L’azienda, con sede operativa in Via Juan Manuel Fangio 11, 20045 Lainate (MI), serve clienti industriali, commerciali e logistici su tutte le 12 province lombarde, dalle grandi piattaforme distributive dell’hinterland milanese ai distretti manifatturieri di Brescia e Bergamo.

Il sistema di gestione integrato di Mageco, certificato ISO 9001 (qualità), ISO 14001 (ambiente) e ISO 45001 (sicurezza sul lavoro), garantisce processi operativi standardizzati e misurabili. L’iscrizione all’Albo Nazionale Gestori Ambientali nelle Categorie 5F (raccolta e trasporto di rifiuti speciali non pericolosi) e 8C (intermediazione e commercio di rifiuti senza detenzione) consente a Mageco di gestire l’intera catena logistica del recupero cellophane, dal punto di produzione del rifiuto fino all’impianto di rigranulazione.

I vantaggi del servizio Mageco per il recupero di film plastici

  • Soluzioni logistiche dedicate ai film flessibili: Fornitura di compattatori verticali, presse per balle e contenitori a bocca di lupo dimensionati sui volumi del cliente, con installazione e manutenzione incluse per contratti continuativi. La pressatura in loco riduce il volume del film fino al 90%, abbattendo i costi di trasporto e stoccaggio.
  • Massimizzazione del valore di recupero: Analisi gratuita dei flussi di film plastici prodotti dal cliente e consulenza sulla separazione alla fonte per massimizzare la quota di materiale avviabile a rigranulazione anziché a recupero energetico. I film LDPE monomateriale puliti possono generare un valore economico positivo per il conferitore.
  • Tracciabilità completa e conformità normativa: Ogni operazione di recupero è documentata con Formulario di Identificazione Rifiuti (FIR), registro di carico e scarico e certificazione della materia prima seconda ottenuta, in conformità al D.Lgs. 152/2006 e al sistema di tracciabilità RENTRI.
  • Rete impiantistica qualificata: Collaborazione consolidata con impianti di rigranulazione dotati di tecnologia di ultima generazione (lavaggio a caldo, filtrazione fine, degassaggio sottovuoto) per garantire la produzione di granulato LDPE conforme alle norme UNI 10667-1 e certificato end-of-waste.

Scopra tutti i nostri servizi di gestione ambientale e le nostre certificazioni disponibili per le aziende lombarde.

Costi del recupero cellophane e domande frequenti

I costi del recupero cellophane variano significativamente in funzione della qualità del materiale conferito, dei volumi e della frequenza di ritiro. A differenza di molte altre tipologie di rifiuti, i film plastici flessibili in LDPE monomateriale e pulito possono raggiungere quotazioni di mercato positive, trasformando un costo di gestione in un’opportunità di valorizzazione economica. Per i flussi misti o contaminati, i costi di selezione e trattamento rendono generalmente l’operazione onerosa per il produttore.

Fattori che influenzano i costi del recupero cellophane

  • Purezza del materiale: film LDPE monomateriale trasparente e pulito ha il massimo valore di mercato; la presenza di stampe, colori, nastri adesivi o contaminanti riduce progressivamente il valore fino a rendere necessario un contributo di trattamento da parte del conferitore
  • Grado di compattazione: film pressato in balle regolari da 200-500 kg ottimizza il carico sui mezzi di trasporto e riduce i costi logistici; film sciolto o in sacchi ha un costo di raccolta superiore per il volume occupato
  • Volumi e continuità del conferimento: quantitativi superiori a 5 tonnellate/mese con ritiri programmati consentono economie di scala significative; conferimenti sporadici di piccole quantità sono proporzionalmente più onerosi
  • Quotazioni di mercato delle MPS: il prezzo del granulato LDPE riciclato è correlato alla quotazione del polimero vergine e alle dinamiche di domanda e offerta del mercato europeo delle materie prime seconde
  • Distanza e accessibilità del sito di produzione: i costi di trasporto incidono in proporzione alla distanza; siti facilmente accessibili ai mezzi pesanti consentono ritiri più efficienti

Domande frequenti sul recupero cellophane

Quali tipologie di cellophane e film plastici possono essere avviati a recupero?

Possono essere avviati a recupero tramite rigranulazione meccanica i film in polietilene a bassa densità (LDPE, LLDPE), il film estensibile (stretch), il film termoretraibile (shrink), i sacchi e le buste industriali in LDPE o HDPE, il pluriball e i film protettivi monomateriale. I film stampati e colorati sono recuperabili con rese inferiori. I film multistrato accoppiati con alluminio, carta o poliammide richiedono tecnologie di riciclo chimico e hanno una recuperabilità limitata nel riciclo meccanico tradizionale.

Qual è il codice CER corretto per il cellophane da avviare a recupero?

Il codice CER dipende dalla provenienza del film plastico. Per gli imballaggi in plastica (film stretch da pallettizzazione, sacchi, buste) il codice corretto è CER 15 01 02. Per gli scarti di lavorazione industriale della plastica (rifili, sfridi di produzione) si applica il codice CER 07 02 13. Per i film plastici di origine agricola (teli serra, pacciamatura) il codice è CER 02 01 04. Per gli imballaggi compositi multimateriale si utilizza il CER 15 01 05 o il CER 15 01 06. La corretta attribuzione del codice CER è responsabilità del produttore del rifiuto e condiziona le modalità di recupero applicabili.

Come si ottiene il granulato LDPE dal recupero del cellophane?

Il granulato LDPE si ottiene attraverso un processo di rigranulazione in sei fasi: pressatura del film in balle, selezione e cernita manuale e automatizzata (NIR), triturazione in frammenti da 15-30 mm, lavaggio a caldo (70-85 °C) con soluzioni alcaline e separazione densimetrica, estrusione a 180-220 °C con filtrazione a cambiafiltri continuo e taglio in pellet da 3-4 mm, e infine analisi di laboratorio per la certificazione end-of-waste secondo la norma UNI 10667-1. La resa del processo varia dal 60% al 92% in funzione della purezza del materiale in ingresso.

Il film stretch usato ha un valore economico per l’azienda che lo conferisce?

Il film stretch (estensibile) usato in LLDPE monomateriale, se pulito e pressato in balle regolari, ha un valore di mercato positivo e il conferitore può ricevere un corrispettivo economico. Le quotazioni variano in funzione del mercato delle materie prime seconde, della purezza del materiale e dei volumi conferiti. Film stretch contaminato da terra, residui organici o mescolato con altri materiali perde progressivamente valore fino a richiedere un contributo di trattamento. Mageco effettua una valutazione gratuita dei flussi di film plastico per quantificare il potenziale di valorizzazione economica.

Quali sono le principali difficoltà nel riciclo del cellophane e dei film plastici?

Le principali difficoltà nel riciclo dei film plastici sono la contaminazione superficiale (residui organici, inchiostri, colle), la tendenza all’aggrovigliamento nei macchinari di trattamento dovuta alla natura flessibile e sottile del materiale, il basso peso specifico che rende la logistica costosa senza compattazione, la presenza di film multistrato non separabili meccanicamente e la variabilità qualitativa dei flussi in ingresso. La separazione alla fonte e la compattazione presso il produttore sono i fattori che più incidono sulla resa e sulla sostenibilità economica del processo di rigranulazione.

In cosa si differenzia il recupero del cellophane dallo smaltimento?

Il recupero del cellophane prevede la trasformazione del film plastico in granulato LDPE riutilizzabile dall’industria (operazione R3 ai sensi del D.Lgs. 152/2006), mentre lo smaltimento comprende operazioni come l’incenerimento senza recupero energetico o il conferimento in discarica (operazione D10 o D1). Il recupero è prioritario nella gerarchia dei rifiuti stabilita dalla normativa europea e nazionale, genera materia prima seconda con valore economico e contribuisce al raggiungimento degli obiettivi di riciclo UE. Lo smaltimento in discarica dei film plastici recuperabili dovrebbe essere considerato solo come extrema ratio, dopo aver escluso tutte le opzioni di recupero di materia e di energia.

Mageco gestisce il recupero cellophane su tutta la Lombardia?

Mageco S.r.l., con sede a Lainate (MI), opera su tutte le 12 province lombarde: Milano, Brescia, Bergamo, Monza e Brianza, Como, Varese, Pavia, Cremona, Mantova, Lecco, Lodi e Sondrio. Il servizio di recupero cellophane comprende la fornitura di compattatori e presse dedicati ai film plastici, la raccolta con mezzi autorizzati (iscrizione Albo Gestori Ambientali Cat. 5F e 8C), la gestione documentale completa (FIR, registro, MUD) e l’avvio a impianti di rigranulazione certificati. Per richiedere un sopralluogo e una valutazione gratuita dei flussi di film plastico, contatti il numero 02 83623259 o scriva a info@mageco.it.

Servizi correlati e approfondimenti

Il recupero cellophane si colloca nel contesto più ampio della gestione dei rifiuti da imballaggio e delle materie plastiche. Per approfondire le modalità di gestione dei film plastici non recuperabili meccanicamente, le filiere di recupero di altri materiali da imballaggio e la normativa sui rifiuti non pericolosi in Lombardia, Le consigliamo di consultare le seguenti risorse tematiche.

Per ulteriori informazioni sulla normativa ambientale e sugli obiettivi di riciclo degli imballaggi, è possibile consultare i portali di ISPRA, di Regione Lombardia e dell’Albo Nazionale Gestori Ambientali.