Recupero bobine: come riciclare anime, rocchetti e supporti industriali in cartone, plastica, legno e metallo in Lombardia

Il recupero bobine costituisce un processo essenziale per le imprese manifatturiere, cartotecniche, tessili e della trasformazione che generano quotidianamente elevati volumi di anime, rocchetti, tubetti e supporti avvolgitori a fine ciclo di utilizzo. Le bobine industriali, impiegate come supporti per l’avvolgimento di film plastici, carta, tessuti, cavi elettrici, nastri adesivi, fili metallici e materiali compositi, sono realizzate in cartone spiralato, plastica rigida (polietilene ad alta densita, polipropilene), legno massiccio o compensato e metallo (acciaio, alluminio). Al termine della funzione di supporto, queste strutture conservano un elevato potenziale di recupero materiale: le fibre cellulosiche delle anime in cartone possono essere reimmesse nel ciclo produttivo cartario, i polimeri plastici rifusi in granulo, il legno trasformato in pannelli truciolari o biomassa, e i metalli avviati alla fusione secondaria.

In Lombardia, prima regione italiana per volume di produzione industriale e logistica, il flusso annuo di bobine a fine vita provenienti dal comparto manifatturiero supera le 45.000 tonnellate, con una concentrazione significativa nelle province di Milano, Brescia, Bergamo e Varese. Mageco S.r.l., con sede a Lainate (MI) e attiva dal 2003, gestisce il recupero bobine per conto di aziende industriali, centri di trasformazione e operatori logistici in tutte le 12 province lombarde, garantendo la corretta separazione dei materiali componenti, il conferimento ai consorzi di filiera CONAI (COMIECO, COREPLA, Rilegno, RICREA/CiAl) e il rilascio della documentazione ambientale prevista dal D.Lgs. 152/2006. Questa guida analizza le tipologie di bobine recuperabili, la classificazione CER, il quadro normativo, il processo di riciclo per ciascuna frazione materiale e i fattori economici della filiera.

Tipologie di bobine recuperabili: classificazione per materiale e codice CER

Il recupero bobine consiste nella raccolta, selezione per materiale e avvio a riciclo di anime, rocchetti, tubetti e supporti avvolgitori industriali realizzati in cartone spiralato, plastica rigida, legno o metallo, classificati con codici CER differenti in funzione della composizione e della provenienza (imballaggio o processo produttivo), al fine di ottenere materie prime seconde cellulosiche, polimeriche, legnose o metalliche reimmettibili nei rispettivi cicli manifatturieri.

Le bobine industriali sono strutture cilindriche cave progettate per sostenere e facilitare l’avvolgimento, lo stoccaggio e lo svolgimento di materiali in nastro o filo durante i processi produttivi e logistici. La loro composizione materiale varia in funzione del carico meccanico, del diametro di avvolgimento, delle condizioni ambientali di utilizzo (umidita, temperatura, agenti chimici) e del settore applicativo. Ai fini del recupero, la classificazione per materiale costituente rappresenta il criterio determinante, poiche ciascuna frazione segue una filiera di riciclo distinta con impianti, consorzi e mercati di destinazione specifici.

Bobine in cartone spiralato (anime e tubetti)

Le anime in cartone spiralato rappresentano la tipologia di bobina di gran lunga piu diffusa nell’industria della trasformazione. Prodotte mediante avvolgimento elicoidale di strisce di cartone incollate con adesivi a base acquosa o vinilica, le anime in cartone sono impiegate come supporto per rotoli di carta, film plastici, tessuti non tessuti, nastri adesivi, etichette autoadesive, fogli di alluminio e laminati flessibili. Il diametro interno varia tipicamente da 25 mm (tubetti per nastri adesivi) a 300 mm e oltre (anime per bobine di carta da stampa e cartone ondulato), con spessori di parete da 2 a 15 mm in funzione del peso del materiale avvolto. Ai fini del Catalogo Europeo dei Rifiuti, le anime in cartone sono classificabili come imballaggi in carta e cartone (CER 15 01 01) quando hanno svolto funzione di imballaggio, oppure come rifiuti di carta e cartone (CER 20 01 01) quando provengono da utenze assimilabili.

Bobine in plastica rigida

Le bobine in plastica rigida, realizzate prevalentemente in polietilene ad alta densita (HDPE), polipropilene (PP) o, per applicazioni speciali, in ABS o policarbonato, sono utilizzate come supporti per cavi elettrici, fili metallici, tubi flessibili, corde, nastri in tessuto e filati industriali. La loro struttura comprende tipicamente un nucleo cilindrico (anima) e due flange laterali di contenimento. Le bobine in plastica possono raggiungere pesi unitari di 2-15 kg e presentano una durabilita elevata che ne consente il riutilizzo per piu cicli prima dell’avvio a recupero. Il codice CER applicabile e 15 01 02 (imballaggi in plastica) per le bobine con funzione di imballaggio, oppure 20 01 39 (plastica) per i flussi assimilabili.

Bobine in legno

Le bobine in legno, dette anche rocchetti o tamburi, sono strutture robuste impiegate per l’avvolgimento di cavi elettrici di grande sezione, funi metalliche, tubi in polietilene e conduttori per telecomunicazioni. Costituite da due fiancate circolari in compensato o legno massiccio collegate da un nucleo cilindrico, le bobine in legno raggiungono diametri fino a 3.200 mm e capacita di carico di diverse tonnellate. Il codice CER e 15 01 03 (imballaggi in legno) quando la bobina ha svolto funzione di imballaggio per il trasporto.

Bobine in metallo

Le bobine metalliche, in acciaio zincato o alluminio, sono impiegate in ambiti industriali ad elevata sollecitazione meccanica: avvolgimento di fili di saldatura, nastri in acciaio, cavi speciali e conduttori ad alta tensione. Il codice CER e 15 01 04 (imballaggi metallici) o 20 01 40 (metalli) a seconda della provenienza.

Classificazione delle bobine per materiale, codice CER e filiera di recupero CONAI
Materiale bobina Codice CER (imballaggio) Codice CER (non imballaggio) Consorzio CONAI di filiera Materia prima seconda ottenibile
Cartone spiralato 15 01 01 20 01 01 COMIECO Fibra cellulosica secondaria per cartone, anime riciclate
Plastica rigida (HDPE/PP) 15 01 02 20 01 39 COREPLA Granulo riciclato HDPE/PP per stampaggio e estrusione
Legno massiccio / compensato 15 01 03 20 01 38 Rilegno Chips di legno per pannelli truciolari, biomassa energetica
Acciaio / acciaio zincato 15 01 04 20 01 40 RICREA Rottame ferroso per acciaierie elettriche (EAF)
Alluminio 15 01 04 20 01 40 CiAl Alluminio secondario per rifusione e laminazione
Bobine multimateriale (cartone + flangia plastica) 15 01 06 CONAI (separazione a monte) Frazioni separate: fibra cellulosica + granulo plastico

La corretta classificazione CER della bobina a fine vita riveste un’importanza fondamentale per determinare la filiera di recupero applicabile, il consorzio di riferimento e gli obblighi documentali. Le bobine monomateriale (interamente in cartone, interamente in plastica, interamente in legno o interamente in metallo) seguono percorsi di riciclo consolidati e ad alta efficienza. Le bobine multimateriale, costituite ad esempio da un nucleo in cartone con flange in plastica o da un corpo in legno con inserti metallici, richiedono una fase preliminare di disassemblaggio e separazione delle componenti prima dell’avvio alle rispettive filiere di riciclo, con un impatto sui costi di trattamento che deve essere considerato nella valutazione economica complessiva.

Normativa sul recupero bobine: D.Lgs. 152/2006, consorzi CONAI e end-of-waste

Il recupero delle bobine in Italia e disciplinato dal D.Lgs. 152/2006 (Parte IV), coordinato dal sistema consortile CONAI attraverso i consorzi di filiera COMIECO (cartone), COREPLA (plastica), Rilegno (legno) e RICREA/CiAl (metalli), con l’obiettivo di raggiungere i target di riciclo degli imballaggi fissati dalla Direttiva (UE) 2018/852 e dal Regolamento (UE) 2025/40 sugli imballaggi.

Il quadro normativo europeo per il recupero degli imballaggi, incluse le bobine che hanno svolto funzione di imballaggio ai sensi della Direttiva 94/62/CE, e stato profondamente aggiornato dalla Direttiva (UE) 2018/852 che ha innalzato gli obiettivi di riciclo al 65% per tutti gli imballaggi entro il 2025 e al 70% entro il 2030, con target specifici per materiale: 85% per carta e cartone, 50% per plastica, 30% per legno e 80% per metalli ferrosi entro il 2030. Il Regolamento (UE) 2025/40 (Packaging and Packaging Waste Regulation, PPWR), direttamente applicabile in tutti gli Stati membri, introduce ulteriori requisiti di riciclabilita obbligatoria, contenuto minimo di materiale riciclato e criteri di progettazione per il riutilizzo (design for reuse) che incidono direttamente sulla progettazione e sulla gestione a fine vita delle bobine industriali.

In Italia, il D.Lgs. 152/2006 disciplina la gestione degli imballaggi attraverso il principio della responsabilita estesa del produttore (EPR), attuato operativamente dal sistema CONAI. L’art. 221 impone a produttori e utilizzatori di imballaggi di aderire al CONAI o di organizzare sistemi autonomi di gestione equivalente. Il D.Lgs. 116/2020, recependo il pacchetto europeo sull’economia circolare, ha aggiornato le definizioni di riciclo e recupero e ha introdotto obblighi rafforzati di tracciabilita e rendicontazione.

I consorzi CONAI per il recupero delle diverse frazioni di bobine

Il sistema CONAI prevede che ciascuna frazione materiale degli imballaggi sia gestita dal consorzio di filiera competente. Per le bobine, la situazione e la seguente:

  • COMIECO (Consorzio Nazionale Recupero e Riciclo degli Imballaggi a base Cellulosica): gestisce le anime e i tubetti in cartone spiralato classificati come imballaggi CER 15 01 01. Il Contributo Ambientale CONAI (CAC) per la carta e il cartone e pari a 35,00 EUR/t nel 2025.
  • COREPLA (Consorzio Nazionale per la Raccolta, il Riciclaggio e il Recupero degli Imballaggi in Plastica): gestisce le bobine in plastica rigida HDPE e PP classificate CER 15 01 02. Il CAC per la plastica e differenziato per fascia contributiva in funzione della riciclabilita effettiva dell’imballaggio.
  • Rilegno (Consorzio Nazionale per la Raccolta, il Recupero e il Riciclaggio degli Imballaggi di Legno): gestisce le bobine e i tamburi in legno classificati CER 15 01 03. Il CAC per il legno e pari a 8,00 EUR/t nel 2025.
  • RICREA (Consorzio Nazionale per il Riciclo e il Recupero degli Imballaggi in Acciaio) e CiAl (Consorzio Imballaggi Alluminio): gestiscono le bobine metalliche in acciaio e alluminio, rispettivamente, classificate CER 15 01 04.

Cessazione della qualifica di rifiuto (end-of-waste) per le frazioni di bobine

L’art. 184-ter del D.Lgs. 152/2006 disciplina la cessazione della qualifica di rifiuto. Per ciascuna frazione materiale delle bobine, i criteri end-of-waste sono definiti da norme specifiche: il D.M. 5 febbraio 1998 (allegato 1) per le operazioni di recupero in procedura semplificata, la norma UNI EN 643 per la carta e il cartone da riciclare, il Regolamento (UE) 715/2013 per i rottami di rame (applicabile per analogia alle frazioni metalliche), e le specifiche tecniche UNI per i polimeri riciclati. La cessazione della qualifica di rifiuto si perfeziona quando il materiale selezionato soddisfa i requisiti di qualita del grado dichiarato e viene accompagnato dalla dichiarazione di conformita.

Documentazione obbligatoria per il recupero bobine

  • Formulario di Identificazione Rifiuti (FIR) ai sensi dell’art. 193 D.Lgs. 152/2006, compilato in quattro copie per ogni trasporto dal produttore all’impianto di recupero
  • Registro di carico e scarico ai sensi dell’art. 190 D.Lgs. 152/2006, con annotazione dei movimenti entro 10 giorni lavorativi
  • Modello Unico di Dichiarazione ambientale (MUD), sezione Comunicazione Rifiuti, da presentare annualmente entro il 30 giugno
  • Tracciabilita RENTRI (Registro Elettronico Nazionale per la Tracciabilita dei Rifiuti), obbligatoria progressivamente dal 2025 per produttori con piu di 10 dipendenti, trasportatori e impianti
  • Scheda descrittiva del rifiuto ai sensi dell’art. 188-bis, con indicazione della composizione merceologica e delle caratteristiche chimico-fisiche per le bobine multimateriale

ARPA Lombardia (arpalombardia.it) esercita funzioni di vigilanza sugli impianti autorizzati al trattamento delle diverse frazioni di bobine nella regione, verificando il rispetto delle condizioni operative stabilite nelle autorizzazioni uniche ambientali (AUA) o nelle autorizzazioni integrate ambientali (AIA).

Il processo di recupero bobine: selezione, separazione dei materiali e riciclo

Il recupero delle bobine industriali si articola in cinque fasi principali — raccolta, selezione per materiale, disassemblaggio delle componenti multimateriale, avvio a riciclo nelle filiere dedicate (cartiera, impianto di rigranulazione, piattaforma Rilegno, acciaieria) e certificazione di avvenuto riciclo — consentendo tassi di recupero materiale superiori al 90% per le bobine monomateriale correttamente separate alla fonte.

La filiera del recupero bobine presenta una complessita logistica e tecnica superiore rispetto al riciclo di flussi omogenei di imballaggio, in quanto le bobine a fine vita possono presentare composizione mista (nucleo in cartone con flange in plastica, corpo in legno con perno metallico), residui del materiale avvolto (collanti, inchiostri, polveri) e dimensioni estremamente variabili (da tubetti di 25 mm di diametro a tamburi in legno di oltre 3 metri). La separazione alla fonte dei materiali costituenti e la rimozione dei contaminanti rappresentano i fattori chiave per massimizzare il valore del materiale recuperato e minimizzare i costi di trattamento.

Fase 1: Raccolta e logistica presso il produttore

La raccolta delle bobine a fine vita presso i siti industriali avviene con modalita differenziate in funzione della tipologia e dei volumi. Per le anime in cartone di piccolo diametro (tubetti di nastro adesivo, etichette, film estensibile), Mageco fornisce contenitori dedicati (gabbie metalliche o cassoni da 1-5 m3) posizionati nelle aree di produzione o di fine linea. Per le bobine in legno di grande dimensione (tamburi per cavi elettrici), il ritiro avviene con mezzi dotati di gru idraulica o carrello elevatore. L’organizzazione della raccolta prevede frequenze personalizzate (giornaliera, settimanale, quindicinale, su chiamata) in funzione dei volumi generati e della capacita di stoccaggio del sito produttivo.

Fase 2: Selezione e separazione dei materiali

Presso il centro di trattamento, le bobine vengono selezionate per materiale costituente e sottoposte a controllo qualita. La selezione distingue le bobine monomateriale (avviabili direttamente alla filiera di riciclo specifica) dalle bobine multimateriale (che richiedono una fase di disassemblaggio). I principali criteri di selezione sono la composizione del materiale (cartone, plastica, legno, metallo), la presenza e la tipologia di contaminanti (residui di colla, inchiostri, polveri metalliche) e l’integrita strutturale. Le bobine in buono stato e di tipologia standard possono essere destinate al riutilizzo anziche al riciclo, con un beneficio ambientale ed economico superiore.

Fase 3: Disassemblaggio delle bobine multimateriale

Le bobine composte da piu materiali (ad esempio anime in cartone con flange in plastica, tamburi in legno con perno e cerchiatura in acciaio) vengono disassemblate manualmente o con attrezzature dedicate per separare le singole frazioni. La flangia in plastica viene staccata dal nucleo in cartone, il perno metallico viene estratto dalla struttura in legno, e ciascuna componente viene avviata alla rispettiva filiera di riciclo. Il disassemblaggio rappresenta la fase a maggior incidenza di manodopera nel processo e il suo costo dipende dalla complessita costruttiva della bobina e dal grado di fissaggio delle componenti (incastro, incollaggio, avvitatura, chiodatura).

Fase 4: Riciclo nelle filiere dedicate per ciascun materiale

Processo di riciclo per ciascuna frazione materiale delle bobine e destinazione della materia prima seconda
Frazione materiale Processo di riciclo Prodotto finito ottenuto Tasso di recupero tipico
Cartone spiralato (anime, tubetti) Spappolamento in pulper, epurazione fibra, formazione foglio Nuove anime in cartone, fluting, cartone per imballaggi 85-92%
Plastica HDPE/PP (bobine, flange) Triturazione, lavaggio, estrusione, granulazione Granulo riciclato per stampaggio a iniezione, estrusione tubi e profili 88-95%
Legno (tamburi, rocchetti) Cippatura, vagliatura, classificazione chips Pannelli truciolari (MDF, truciolare), biomassa per energia termica 90-96%
Acciaio (bobine metalliche, cerchiature) Cesoiatura, pressatura, fusione in forno elettrico ad arco (EAF) Acciaio secondario per profilati, lamiere, barre 95-98%
Alluminio (bobine, flange) Triturazione, separazione eddy current, rifusione Alluminio secondario per laminazione, estrusione, fonderia 92-97%

Il riciclo delle anime in cartone merita un approfondimento specifico per il suo peso volumetrico nella filiera del recupero bobine. Le anime in cartone spiralato, una volta raccolte e selezionate, vengono conferite presso cartiere dotate di pulper industriali. Lo spappolamento delle anime richiede tempi leggermente superiori rispetto al cartone ondulato convenzionale (OCC), a causa della maggiore densita e compattazione delle spire incollate. La fibra cellulosica recuperata viene utilizzata per la produzione di nuove anime in cartone (circuito chiuso), di fluting per cartone ondulato e di altri prodotti cartari a basso contenuto di stampa. La resa in fibra utile delle anime in cartone varia dal 75% all’88% in funzione del contenuto di adesivi, della presenza di rivestimenti impermeabilizzanti e dello spessore di parete.

Fase 5: Certificazione e tracciabilita

Al completamento del ciclo di recupero, Mageco rilascia al produttore del rifiuto la certificazione di avvenuto riciclo, documento che attesta la destinazione finale del materiale e le quantita effettivamente recuperate. La certificazione comprende i riferimenti ai FIR emessi, l’indicazione dell’impianto di destinazione e della tipologia di trattamento effettuato, e costituisce un elemento fondamentale per la rendicontazione ambientale dell’azienda produttrice, per la compilazione del MUD e per il rispetto degli obblighi di tracciabilita previsti dal sistema RENTRI.

Riutilizzo delle bobine: alternativa prioritaria al riciclo

La gerarchia dei rifiuti definita dall’art. 179 del D.Lgs. 152/2006 e dalla Direttiva 2008/98/CE privilegia il riutilizzo rispetto al riciclo. Per le bobine industriali, il riutilizzo rappresenta un’opzione concreta e vantaggiosa quando le condizioni strutturali lo consentono. Le bobine in legno per cavi elettrici, ad esempio, sono progettate per essere riutilizzate piu volte (5-10 cicli) prima della dismissione definitiva. Mageco valuta sistematicamente l’idoneita al riutilizzo delle bobine ritirate e, quando possibile, ne organizza la reimmissione nel circuito di utilizzo attraverso la rete di produttori e distributori di cavi operanti in Lombardia.

Mageco: il Suo partner per il recupero bobine in Lombardia

Mageco S.r.l. gestisce il recupero bobine per aziende manifatturiere, cartotecniche, tessili e della trasformazione in tutta la Lombardia dal 2003, offrendo un servizio integrato dalla raccolta alla certificazione di avvenuto riciclo con separazione delle frazioni materiali, conferimento ai consorzi di filiera e documentazione ambientale completa ai sensi del D.Lgs. 152/2006.

La gestione delle bobine a fine vita richiede competenze specifiche che abbracciano la classificazione dei rifiuti per composizione materiale, la logistica di raccolta per formati estremamente diversificati (dai tubetti di pochi centimetri ai tamburi di oltre 3 metri), la separazione delle componenti multimateriale e l’instradamento verso le filiere di riciclo ottimali. Con oltre vent’anni di esperienza nella gestione ambientale e una rete consolidata di impianti partner specializzati per ciascuna frazione (cartiere, rigranulatori di plastica, piattaforme Rilegno, rottamazione ferrosa), Mageco S.r.l. garantisce la massima valorizzazione del materiale recuperato e il pieno rispetto degli obblighi normativi.

La sede di Via Juan Manuel Fangio 11, 20045 Lainate (MI), collocata nel cuore della rete logistica lombarda, consente di servire con rapidita tutte le 12 province della regione: Milano, Brescia, Bergamo, Monza e Brianza, Como, Varese, Pavia, Cremona, Mantova, Lecco, Lodi e Sondrio. Il sistema di gestione integrato e certificato secondo gli standard ISO 9001 (qualita), ISO 14001 (ambiente) e ISO 45001 (sicurezza sul lavoro). L’iscrizione all’Albo Nazionale Gestori Ambientali (albonazionalegestoriambientali.it) nelle Categorie 5F e 8C consente a Mageco di operare in piena autonomia sull’intera filiera del recupero bobine.

I vantaggi del servizio Mageco per il recupero bobine

  • Gestione multimateriale integrata: Un unico interlocutore per tutte le tipologie di bobine (cartone, plastica, legno, metallo e multimateriale), con instradamento ottimale verso la filiera di riciclo piu appropriata per ciascuna frazione e massimizzazione del valore recuperato.
  • Contenitori e logistica personalizzati: Fornitura di gabbie metalliche, cassoni scarrabili, big bag e aree di stoccaggio dedicate, dimensionate sulle caratteristiche specifiche delle bobine prodotte (diametro, peso, volume). Ritiro programmato o su chiamata con mezzi dotati di gru idraulica per i formati di grande dimensione.
  • Valutazione del riutilizzo: Prima di avviare le bobine a riciclo, Mageco verifica sistematicamente l’idoneita al riutilizzo, privilegiando l’opzione gerarchicamente superiore ai sensi dell’art. 179 del D.Lgs. 152/2006 e riducendo i costi complessivi per il cliente.
  • Conformita documentale e tracciabilita RENTRI: Ogni operazione e tracciata con FIR, registro di carico e scarico, certificazione di avvenuto riciclo e predisposizione della dichiarazione MUD, garantendo la piena conformita normativa e l’allineamento al sistema RENTRI in fase di implementazione progressiva.

Scopra tutti i nostri servizi di gestione ambientale e le nostre certificazioni.

Costi del recupero bobine e domande frequenti

Il bilancio economico del recupero bobine varia significativamente in funzione del materiale costituente, della purezza della separazione, dei volumi conferiti e delle condizioni di mercato delle materie prime seconde. Le bobine monomateriale in metallo o in plastica di elevata purezza possono generare un corrispettivo economico per il produttore, mentre le bobine multimateriale con elevata incidenza di disassemblaggio manuale presentano costi di trattamento piu elevati che si riflettono sul bilancio complessivo dell’operazione.

Fattori che influenzano i costi del recupero bobine

  • Composizione materiale e purezza: Le bobine monomateriale (interamente in cartone, interamente in plastica, interamente in legno o interamente in metallo) hanno costi di trattamento inferiori e valori di mercato superiori rispetto alle bobine multimateriale che richiedono disassemblaggio.
  • Volumi e regolarita dei conferimenti: Quantitativi elevati e flussi costanti consentono di ammortizzare i costi fissi di logistica e di negoziare condizioni migliori con gli impianti di riciclo destinatari.
  • Dimensioni e peso unitario: Le bobine di grande formato (tamburi in legno per cavi) richiedono mezzi di trasporto e attrezzature di movimentazione speciali, con un impatto sui costi logistici unitari.
  • Presenza di contaminanti: Residui di materiale avvolto (adesivi, inchiostri, polveri, oli), rivestimenti impermeabilizzanti e trattamenti superficiali riducono il valore del materiale e possono richiedere fasi di pulizia aggiuntive.
  • Quotazioni di mercato delle materie prime seconde: Il valore del cartone da macero, del granulo plastico riciclato, dei chips di legno e del rottame metallico fluttua in funzione della domanda industriale e delle dinamiche dei mercati delle commodity.

Domande frequenti sul recupero bobine

Quali tipologie di bobine possono essere avviate a recupero?

Possono essere avviate a recupero tutte le tipologie di bobine industriali: anime e tubetti in cartone spiralato, bobine e rocchetti in plastica rigida (HDPE, PP, ABS), tamburi e bobine in legno massiccio o compensato, bobine in acciaio e alluminio, nonche bobine multimateriale composte da combinazioni di cartone con flange in plastica o legno con inserti metallici. Non sono direttamente recuperabili le bobine contaminate da sostanze pericolose (oli minerali, solventi, acidi) senza preventiva bonifica, classificate con codici CER a specchio contenenti la voce “pericoloso”.

Qual e la differenza tra riutilizzo e riciclo delle bobine?

Il riutilizzo consiste nel reimpiego della bobina nella sua funzione originale senza trasformazione del materiale (ad esempio, una bobina in legno per cavi che viene restituita al produttore per un nuovo ciclo di avvolgimento). Il riciclo prevede invece la trasformazione del materiale in materia prima seconda (lo spappolamento del cartone in fibra cellulosica, la granulazione della plastica, la cippatura del legno, la fusione del metallo). La gerarchia dei rifiuti del D.Lgs. 152/2006 (art. 179) privilegia il riutilizzo rispetto al riciclo, in quanto evita il consumo energetico della trasformazione.

Come si classificano le bobine multimateriale ai fini dello smaltimento e del recupero?

Le bobine composte da piu materiali (ad esempio nucleo in cartone con flange in plastica) sono classificate con il codice CER 15 01 06 (imballaggi in materiali misti) quando hanno svolto funzione di imballaggio. Se la separazione delle componenti e tecnicamente ed economicamente praticabile, ciascuna frazione viene classificata e avviata a recupero con il proprio codice CER specifico (15 01 01 per il cartone, 15 01 02 per la plastica). La classificazione come imballaggio misto si applica quando le componenti non sono separabili o quando il costo della separazione supera il beneficio economico del recupero differenziato.

Le anime in cartone possono essere riciclate in nuove anime?

Le anime in cartone spiralato possono essere riciclate in nuove anime attraverso un processo a circuito chiuso: la fibra cellulosica ottenuta dallo spappolamento delle anime usate viene impiegata nella produzione di nuova carta per anime (tube board), che viene successivamente avvolta a spirale per formare tubetti e anime nuovi. La resa in fibra utile varia dal 75% all’88% in funzione del contenuto di adesivi e rivestimenti. Le anime possono essere riciclate 5-7 volte prima che la fibra perda le caratteristiche meccaniche necessarie per la produzione di anime di qualita adeguata.

Il recupero delle bobine genera un ricavo o un costo per l’azienda produttrice?

Il bilancio economico dipende dal materiale e dalla purezza delle bobine. Le bobine in metallo (acciaio e alluminio) generano quasi sempre un corrispettivo economico per il produttore, grazie all’elevato valore del rottame metallico. Le bobine in plastica rigida HDPE/PP di buona qualita possono generare un ricavo se conferite in volumi significativi. Le anime in cartone seguono le quotazioni del macero OCC, generalmente favorevoli. Le bobine multimateriale che richiedono disassemblaggio manuale presentano piu frequentemente un costo netto per il produttore, legato all’incidenza della manodopera di separazione.

Quale documentazione deve accompagnare il conferimento di bobine a recupero?

Il conferimento di bobine a recupero richiede il Formulario di Identificazione Rifiuti (FIR) ai sensi dell’art. 193 del D.Lgs. 152/2006, compilato in quattro copie per ogni trasporto. Il produttore deve inoltre tenere il registro di carico e scarico (art. 190) con annotazione dei movimenti entro 10 giorni lavorativi e presentare il MUD annuale entro il 30 giugno. Dal 2025, i soggetti obbligati devono progressivamente aderire al sistema RENTRI per la tracciabilita elettronica. Mageco predispone tutta la documentazione per conto del cliente.

Mageco gestisce il recupero bobine in tutte le province della Lombardia?

Mageco S.r.l. gestisce il recupero bobine in tutte le 12 province della Lombardia: Milano, Brescia, Bergamo, Monza e Brianza, Como, Varese, Pavia, Cremona, Mantova, Lecco, Lodi e Sondrio. Il servizio comprende la fornitura di contenitori dedicati, il ritiro con mezzi autorizzati (Albo Gestori Ambientali Cat. 5F), la selezione e separazione dei materiali, il conferimento agli impianti di riciclo e il rilascio della documentazione ambientale completa. Per informazioni e preventivi gratuiti: telefono 02 8716 8731 oppure email info@mageco.it.

Servizi correlati e approfondimenti

Il recupero bobine si collega a un ampio ventaglio di servizi dedicati alla gestione dei rifiuti di imballaggio e dei materiali cellulosici, plastici, legnosi e metallici. Per approfondire le modalita di gestione delle bobine non recuperabili, il riciclo del cartone da imballaggio, la gestione integrata degli imballaggi multimateriale e il recupero delle singole frazioni, Le consigliamo di consultare le seguenti risorse.

Per ulteriori informazioni sulle filiere di recupero degli imballaggi in Italia, e possibile consultare il portale di CONAI, di ISPRA e la sezione ambiente di Regione Lombardia.