Recupero 191212: come valorizzare i rifiuti da trattamento meccanico in Lombardia
Il recupero 191212 rappresenta una delle operazioni cardine dell’economia circolare applicata alla gestione dei rifiuti in Lombardia. Il codice CER 19 12 12 identifica gli “altri rifiuti (compresi i materiali misti) prodotti dal trattamento meccanico dei rifiuti, diversi da quelli di cui alla voce 19 12 11”: si tratta, in sostanza, del flusso residuale non pericoloso generato dagli impianti di selezione e trattamento meccanico-biologico (TMB) dei rifiuti urbani e speciali. Questo flusso, se correttamente gestito, contiene frazioni ancora valorizzabili attraverso il recupero di materia o il recupero energetico sotto forma di CSS (Combustibile Solido Secondario).
In Lombardia, regione che da sola gestisce circa il 22% dei rifiuti speciali italiani con oltre 30 milioni di tonnellate annue secondo i dati ISPRA, il recupero dei rifiuti CER 19 12 12 assume un’importanza strategica sia dal punto di vista ambientale sia economico. Mageco S.r.l., con sede a Lainate (MI) e operativa dal 2003 su tutto il territorio lombardo, offre servizi integrati di raccolta, trasporto e avvio a recupero per i rifiuti classificati con il codice 19 12 12, garantendo la piena conformità al D.Lgs. 152/2006 e la massima valorizzazione delle frazioni recuperabili. In questa guida completa vengono analizzati la definizione e la classificazione del CER 19 12 12, il quadro normativo applicabile, i processi di recupero disponibili e i criteri per scegliere il partner più affidabile.
Cosa sono i rifiuti CER 19 12 12: definizione e classificazione
I rifiuti CER 19 12 12 sono “altri rifiuti (compresi materiali misti) prodotti dal trattamento meccanico dei rifiuti, diversi da quelli di cui alla voce 19 12 11”: si tratta della frazione residuale non pericolosa generata dagli impianti di selezione meccanica e trattamento meccanico-biologico (TMB), composta da materiali misti non ulteriormente separabili con le tecnologie ordinarie di cernita.
All’interno della struttura del Catalogo Europeo dei Rifiuti, il capitolo 19 raccoglie tutti i rifiuti prodotti da impianti di trattamento rifiuti, impianti di trattamento acque reflue e impianti di potabilizzazione. La sottoclasse 19 12 si riferisce specificamente ai “rifiuti prodotti dal trattamento meccanico dei rifiuti (ad esempio selezione, triturazione, compattazione, riduzione in pellet) non specificati altrimenti”. La voce 19 12 12 funge da codice “specchio” non pericoloso rispetto alla voce 19 12 11*, che identifica i medesimi rifiuti qualora contengano sostanze pericolose.
La composizione del CER 19 12 12 varia considerevolmente in funzione della tipologia di rifiuto in ingresso all’impianto di trattamento meccanico e dell’efficienza delle tecnologie di selezione impiegate. In generale, il flusso 19 12 12 contiene frazioni di carta e cartone non riciclabili, plastiche miste a basso valore, tessili non recuperabili, frammenti di legno, inerti fini e altre componenti residuali. Proprio questa eterogeneità rende la corretta caratterizzazione analitica un passaggio imprescindibile per individuare la destinazione di recupero ottimale.
La distinzione tra CER 19 12 11* (pericoloso) e CER 19 12 12 (non pericoloso) si basa sulla caratterizzazione chimica del rifiuto ai sensi dell’Allegato III alla Direttiva 2008/98/CE e del Regolamento (UE) 1357/2014. Il produttore del rifiuto, ossia il gestore dell’impianto di trattamento meccanico, ha l’obbligo di effettuare analisi periodiche per verificare l’assenza delle caratteristiche di pericolo (HP1-HP15) e confermare la classificazione come non pericoloso.
| Codice CER | Descrizione | Pericolosità | Destinazione prevalente |
|---|---|---|---|
| 19 12 01 | Carta e cartone | Non pericoloso | Recupero di materia (cartiere) |
| 19 12 02 | Metalli ferrosi | Non pericoloso | Recupero di materia (acciaierie) |
| 19 12 03 | Metalli non ferrosi | Non pericoloso | Recupero di materia (fonderie) |
| 19 12 04 | Plastica e gomma | Non pericoloso | Recupero materia / energetico |
| 19 12 05 | Vetro | Non pericoloso | Recupero di materia (vetrerie) |
| 19 12 07 | Legno diverso da 19 12 06* | Non pericoloso | Recupero materia / energetico |
| 19 12 09 | Minerali (sabbia, rocce) | Non pericoloso | Recupero in edilizia |
| 19 12 10 | Rifiuti combustibili (CDR / CSS) | Non pericoloso | Recupero energetico |
| 19 12 11* | Altri rifiuti da trattamento meccanico contenenti sostanze pericolose | Pericoloso | Smaltimento / trattamento specifico |
| 19 12 12 | Altri rifiuti (compresi materiali misti) da trattamento meccanico | Non pericoloso | Recupero materia / CSS / energetico |
Il CER 19 12 12 si colloca dunque come codice residuale della filiera di trattamento meccanico. Gli impianti di selezione più moderni, dotati di selezionatori ottici NIR, separatori a correnti indotte e vagli balistici, riescono a estrarre le frazioni valorizzabili (metalli, plastica, carta, vetro) assegnando loro codici CER specifici (19 12 01-09). Ciò che residua dopo queste operazioni di selezione spinta confluisce nel flusso 19 12 12. Tuttavia, anche questo flusso residuale conserva un potenziale di recupero significativo, sia attraverso ulteriori stadi di selezione avanzata sia mediante la produzione di Combustibile Solido Secondario (CSS) conforme alla norma UNI EN ISO 21640.

Normativa sul recupero 191212: D.Lgs. 152/2006, CSS e end-of-waste
Il recupero dei rifiuti CER 19 12 12 in Italia è regolato dal D.Lgs. 152/2006 (Codice dell’Ambiente), dal D.M. 14 febbraio 2013 n. 22 (disciplina del CSS), dal D.Lgs. 116/2020 che recepisce le direttive europee sull’economia circolare, e dalle autorizzazioni regionali rilasciate ai sensi degli artt. 208 e 214-216 del Codice stesso.
Il quadro normativo applicabile al recupero 191212 si articola su tre livelli distinti. A livello europeo, la Direttiva 2008/98/CE (Direttiva quadro sui rifiuti), come modificata dalla Direttiva (UE) 2018/851, stabilisce la gerarchia di gestione dei rifiuti: prevenzione, preparazione per il riutilizzo, riciclo, recupero (incluso il recupero energetico) e, solo in ultima istanza, smaltimento. L’art. 6 della stessa Direttiva definisce i criteri generali di cessazione della qualifica di rifiuto (end-of-waste), applicabili anche ai materiali derivanti dal trattamento meccanico dei rifiuti.
A livello nazionale, il D.Lgs. 152/2006, Parte IV, disciplina compiutamente le operazioni di recupero. L’Allegato C alla Parte IV elenca le operazioni di recupero autorizzabili: per il CER 19 12 12 risultano pertinenti la R3 (riciclo/recupero delle sostanze organiche), la R5 (riciclo/recupero di altre sostanze inorganiche), la R12 (scambio di rifiuti per sottoporli a operazioni R1-R11) e la R13 (messa in riserva). Il D.M. 5 febbraio 1998 elenca le procedure semplificate di recupero, ma il CER 19 12 12, per la sua natura composita, richiede generalmente l’autorizzazione in procedura ordinaria ai sensi dell’art. 208.
Un capitolo normativo di particolare rilievo riguarda il Combustibile Solido Secondario (CSS). Il D.M. 14 febbraio 2013, n. 22 disciplina la cessazione della qualifica di rifiuto per il CSS, stabilendo che il CSS che soddisfa i requisiti delle classi 1, 2 e 3 della norma UNI EN 15359 per i parametri PCI (Potere Calorifico Inferiore), cloro e mercurio cessa di essere rifiuto e diviene “CSS-Combustibile”, utilizzabile nei cementifici e nelle centrali termoelettriche senza autorizzazione al co-incenerimento. Il flusso CER 19 12 12, sottoposto a ulteriore trattamento (triturazione fine, essiccazione, deferrizzazione), costituisce una delle principali materie prime per la produzione di CSS.
Documentazione obbligatoria per il recupero 191212
- Formulario di Identificazione Rifiuti (FIR) ai sensi dell’art. 193 D.Lgs. 152/2006, con indicazione del codice CER 19 12 12, dell’operazione di recupero di destinazione e dei soggetti coinvolti
- Registro di carico e scarico ai sensi dell’art. 190 D.Lgs. 152/2006, con annotazione entro 10 giorni lavorativi per i produttori e 2 giorni per i gestori di impianti
- Modello Unico di Dichiarazione ambientale (MUD), da trasmettere entro il 30 giugno di ogni anno alla Camera di Commercio competente, per i soggetti obbligati
- Iscrizione all’Albo Nazionale Gestori Ambientali (albonazionalegestoriambientali.it) nelle categorie pertinenti (Cat. 5 per raccolta e trasporto di rifiuti non pericolosi)
- Autorizzazione regionale ex art. 208 D.Lgs. 152/2006 per gli impianti di recupero, con indicazione dei codici CER ammessi, delle capacità autorizzate e dei limiti emissivi
- Caratterizzazione analitica del rifiuto ai sensi del D.M. 13 marzo 2003, con determinazione delle proprietà chimico-fisiche e verifica dell’assenza di caratteristiche di pericolo (HP1-HP15)
- Tracciabilità RENTRI (Registro Elettronico Nazionale per la Tracciabilità dei Rifiuti), operativo dal 2025 in sostituzione del sistema SISTRI, per la registrazione digitale dei movimenti di rifiuti
A livello regionale, la Lombardia dispone di un sistema autorizzativo particolarmente strutturato. La Regione Lombardia (regione.lombardia.it) ha approvato con D.G.R. X/1990/2014 e successive modifiche le linee guida per il rilascio delle autorizzazioni agli impianti di trattamento rifiuti, che includono specifiche prescrizioni per gli impianti che ricevono il CER 19 12 12. ARPA Lombardia (arpalombardia.it) svolge l’attività di vigilanza e controllo, verificando il rispetto delle condizioni autorizzative e dei limiti emissivi in atmosfera, nelle acque e nel suolo.
Il processo di recupero 191212: dalla selezione alla valorizzazione
Il recupero dei rifiuti CER 19 12 12 si sviluppa attraverso un percorso articolato in quattro fasi principali: caratterizzazione e accettazione, selezione avanzata delle frazioni recuperabili, produzione di CSS o avvio a recupero di materia, e certificazione del prodotto in uscita secondo le norme UNI EN applicabili.
L’efficacia del processo di recupero 191212 dipende in larga misura dalla qualità della caratterizzazione iniziale e dalla tecnologia di selezione impiegata. Gli impianti di ultima generazione riescono a estrarre dal flusso 19 12 12 frazioni valorizzabili che gli impianti di prima selezione non erano stati in grado di separare, incrementando significativamente la quota di recupero di materia rispetto al recupero energetico. Di seguito si analizzano le singole fasi operative.
Le quattro fasi del recupero 191212
- Caratterizzazione e accettazione: Il rifiuto CER 19 12 12 in arrivo all’impianto di recupero viene sottoposto a un protocollo di accettazione che prevede la verifica documentale (FIR, scheda di caratterizzazione), il controllo visivo del carico, la pesatura su pesa certificata e il campionamento per l’analisi di laboratorio. Le analisi determinano la composizione merceologica (percentuale di plastica, carta, tessili, inerti, metalli residui, materiale organico), il potere calorifico inferiore (PCI), il contenuto di umidità, il tenore di cloro e di metalli pesanti. Questi parametri orientano la scelta della filiera di recupero ottimale.
- Selezione avanzata delle frazioni recuperabili: Il materiale accettato viene avviato a una linea di selezione secondaria, dotata di tecnologie complementari a quelle dell’impianto di origine. I vagli a tamburo (trommel) separano le frazioni per granulometria; i separatori balistici distinguono i materiali piatti (film plastici, carta) dai materiali tridimensionali (bottiglie, contenitori) e dagli inerti fini. I selezionatori ottici NIR di seconda generazione, con risoluzione spettrale migliorata, identificano e separano i polimeri plastici residui (PE, PP, PET, PS). I separatori a correnti indotte (ECS) estraggono i metalli non ferrosi (alluminio, rame), mentre gli elettromagneti recuperano i residui ferrosi. Il risultato è la massimizzazione della frazione avviata a recupero di materia.
- Produzione di CSS e recupero energetico: La frazione non ulteriormente separabile viene destinata alla produzione di Combustibile Solido Secondario (CSS). Il processo prevede la triturazione fine (dimensione inferiore a 30 mm), l’essiccazione (riduzione dell’umidità al di sotto del 20%), la deferrizzazione finale e la formatura in pellet o balle compattate. Il CSS prodotto deve rispettare i requisiti della norma UNI EN ISO 21640 e, per cessare la qualifica di rifiuto e diventare “CSS-Combustibile” ai sensi del D.M. 22/2013, deve soddisfare le classi 1-3 della norma UNI EN 15359 per PCI, cloro e mercurio. Il CSS-Combustibile viene utilizzato principalmente nei cementifici e nelle centrali termoelettriche autorizzate, in sostituzione dei combustibili fossili.
- Certificazione e tracciabilità: Ogni lotto di materiale recuperato (sia MPS sia CSS-Combustibile) viene certificato attraverso analisi di laboratorio accreditato. Per le frazioni avviate a recupero di materia, la conformità viene verificata secondo le norme UNI di riferimento (ad esempio UNI EN 643 per la carta, UNI 10667 per le plastiche, UNI EN 13920 per i metalli). Per il CSS, la classificazione segue la norma UNI EN 15359. Tutta la documentazione viene conservata per almeno 5 anni e resa disponibile agli organi di controllo (ARPA Lombardia, Provincia, Regione).
Filiere di recupero per le frazioni estratte dal CER 19 12 12
| Frazione estratta | Operazione di recupero | Prodotto in uscita | Destinazione |
|---|---|---|---|
| Film plastici (PE, PP) | R3 – Riciclo meccanico | Granulato / scaglie MPS | Industria plastica (film, tubi, arredi) |
| Plastiche rigide (PET, HDPE) | R3 – Riciclo meccanico | Scaglie / pellet MPS | Packaging, fibre tessili |
| Carta e cartone residui | R3 – Riciclo | Macero | Cartiere, cartotecnica |
| Metalli ferrosi | R4 – Recupero metalli | Rottame ferroso | Acciaierie, fonderie |
| Metalli non ferrosi (Al, Cu) | R4 – Recupero metalli | Rottame non ferroso | Fonderie, raffinerie |
| Legno | R3 / R1 | Cippato / pannelli | Industria del legno, biomassa |
| Frazione combustibile residua | R1 – Recupero energetico | CSS / CSS-Combustibile | Cementifici, centrali termoelettriche |
| Inerti fini | R5 – Recupero inorganico | Aggregato riciclato | Sottofondi stradali, riempimenti |
Infrastrutture per il recupero 191212 in Lombardia
| Provincia | Tipologia impianti | Capacità indicativa (t/anno) | Tecnologie prevalenti |
|---|---|---|---|
| Milano / Citta Metropolitana | TMB, piattaforme di selezione, produzione CSS | 850.000 | Vagli, NIR, ECS, trituratori |
| Brescia | TMB, selezione secondaria, termovalorizzazione | 620.000 | Separatori balistici, NIR, essiccatori |
| Bergamo | Piattaforme di selezione e recupero | 380.000 | Vagli trommel, NIR, magneti |
| Monza e Brianza | Selezione e avvio a recupero | 210.000 | Selezione meccanica, NIR |
| Pavia | TMB, produzione CSS | 280.000 | Trituratori, vagli, essiccazione |
| Varese | Piattaforme di selezione | 190.000 | Selezione meccanica, NIR |
| Como / Lecco | Piattaforme di conferimento e selezione | 160.000 | Vagli, magneti, pressatura |
| Cremona / Mantova | TMB, produzione CSS | 250.000 | Trituratori, essiccatori, pellettizzazione |
| Lodi / Sondrio | Piattaforme di conferimento | 90.000 | Stoccaggio, avvio a impianti terzi |
La rete impiantistica lombarda, tra le piu sviluppate d’Italia, consente di trattare il CER 19 12 12 con tempi di conferimento ridotti e costi di trasporto contenuti. Mageco S.r.l. opera in convenzione con impianti autorizzati su tutte le 12 province lombarde, selezionando per ogni lotto la destinazione che massimizza il tasso di recupero di materia e minimizza il conferimento in discarica, in linea con la gerarchia dei rifiuti prevista dalla normativa europea. Per approfondire il tema dello smaltimento 191212, Le consigliamo la lettura della guida dedicata.

Mageco: il Suo partner per il recupero 191212 in Lombardia
Mageco S.r.l. e un operatore autorizzato alla gestione dei rifiuti speciali non pericolosi, iscritta all’Albo Nazionale Gestori Ambientali, che offre un servizio integrato di raccolta, trasporto e avvio a recupero per i rifiuti CER 19 12 12 su tutto il territorio della Lombardia, con tempi di intervento rapidi e tracciabilita documentale completa.
La gestione del CER 19 12 12 richiede competenze specifiche che vanno oltre la semplice logistica dei rifiuti. La composizione eterogenea di questo flusso impone una conoscenza approfondita delle tecnologie di selezione, delle normative end-of-waste, dei requisiti per la produzione di CSS e delle specifiche tecniche per il recupero di materia delle singole frazioni. Mageco S.r.l., con oltre 20 anni di esperienza nella gestione ambientale in Lombardia, dispone del know-how necessario per massimizzare il valore recuperabile da ogni lotto di rifiuti 19 12 12, individuando la combinazione ottimale tra recupero di rifiuti speciali di materia e recupero energetico.
L’approccio di Mageco si basa su un principio chiaro: ogni tonnellata di CER 19 12 12 avviata a recupero di materia anziché a discarica genera un triplice vantaggio per il cliente: riduzione dei costi di gestione (il recupero costa meno dello smaltimento in discarica), conformita alla gerarchia dei rifiuti imposta dal D.Lgs. 152/2006, e miglioramento della propria impronta ambientale con benefici in termini di responsabilita sociale d’impresa (CSR) e di conformita ai criteri ESG.
I vantaggi del servizio Mageco per il recupero 191212
- Conformita normativa garantita: Ogni operazione viene eseguita nel pieno rispetto del D.Lgs. 152/2006 e delle prescrizioni autorizzative regionali. La documentazione (FIR, registri, MUD, comunicazioni RENTRI) viene gestita in formato digitale con archiviazione certificata per almeno 5 anni.
- Rete impiantistica qualificata: Mageco collabora con impianti di recupero autorizzati in tutta la Lombardia, selezionati sulla base della capacita tecnologica, delle performance di recupero effettivo e della conformita agli standard ambientali verificati da ARPA Lombardia.
- Massimizzazione del recupero di materia: Grazie all’analisi merceologica preliminare di ogni lotto, Mageco individua la destinazione che massimizza la quota di materia recuperata, privilegiando il riciclo meccanico delle frazioni plastiche e metalliche rispetto al semplice recupero energetico.
- Tempi di intervento rapidi: Il ritiro dei rifiuti CER 19 12 12 viene effettuato entro 48-72 ore dalla richiesta su tutto il territorio lombardo, con mezzi propri e di terzi autorizzati, dotati di cassoni da 20 a 30 m3 e compattatori.
- Consulenza tecnica personalizzata: Il team di Mageco fornisce supporto nella caratterizzazione analitica del rifiuto, nell’ottimizzazione dei flussi interni all’impianto del cliente e nell’identificazione delle opportunita di riduzione a monte della produzione di rifiuti CER 19 12 12.
Scopra tutti i nostri servizi di gestione ambientale e le nostre certificazioni. Per le aziende che gestiscono anche imballaggi misti o plastiche da selezione, Mageco offre soluzioni integrate che ottimizzano la gestione complessiva dei rifiuti di stabilimento.
Costi del recupero 191212 e domande frequenti
Il costo del recupero dei rifiuti CER 19 12 12 e influenzato da molteplici variabili che rendono impossibile fornire un tariffario standard. Ogni lotto presenta caratteristiche compositive, volumetriche e logistiche differenti che incidono sul prezzo finale del servizio. Di seguito si illustrano i principali fattori di costo e le domande piu frequenti che le aziende lombarde rivolgono a Mageco in merito al recupero 191212.
Fattori che influenzano i costi del recupero 191212
- Composizione merceologica del rifiuto: Lotti con elevata percentuale di frazioni recuperabili (metalli, plastiche nobili) hanno un costo di gestione inferiore, talvolta compensato dal valore delle materie prime seconde estratte. Al contrario, lotti con alto contenuto di inerti o di materiale non recuperabile presentano costi piu elevati.
- Quantitativo e frequenza di conferimento: Volumi consistenti e conferimenti regolari consentono economie di scala nella logistica e nel trattamento, riducendo il costo unitario per tonnellata. Contratti annuali con volumi garantiti ottengono le condizioni economiche migliori.
- Distanza dall’impianto di destinazione: I costi di trasporto incidono significativamente, soprattutto per le province periferiche (Sondrio, Mantova). La rete impiantistica di Mageco su tutta la Lombardia consente di minimizzare le percorrenze.
- Potere calorifico e idoneita alla produzione di CSS: Lotti con PCI elevato (superiore a 15 MJ/kg) e basso contenuto di cloro possono essere valorizzati come CSS-Combustibile, riducendo il costo netto di gestione.
- Necessita di caratterizzazione analitica: Le analisi di laboratorio per la classificazione del rifiuto (test di cessione, analisi merceologica, determinazione HP) rappresentano un costo aggiuntivo, generalmente compreso tra 200 e 600 EUR per campione.
Domande frequenti sul recupero 191212
Che cosa identifica il codice CER 19 12 12?
Il codice CER 19 12 12 identifica gli “altri rifiuti (compresi materiali misti) prodotti dal trattamento meccanico dei rifiuti, diversi da quelli di cui alla voce 19 12 11*”. Si tratta della frazione residuale non pericolosa generata dagli impianti di selezione meccanica e TMB dopo l’estrazione delle frazioni valorizzabili (metalli, plastica, carta, vetro). La sua composizione e tipicamente eterogenea e comprende plastiche miste, tessili, legno, carta non riciclabile e inerti fini.
Qual e la differenza tra CER 19 12 11* e CER 19 12 12?
La differenza fondamentale e la pericolosita: il CER 19 12 11* e la voce “specchio pericolosa” e si applica quando i rifiuti da trattamento meccanico contengono sostanze pericolose (caratteristiche HP1-HP15 ai sensi del Regolamento UE 1357/2014), mentre il CER 19 12 12 si applica quando le analisi confermano l’assenza di tali caratteristiche. La classificazione corretta richiede un’analisi chimica del rifiuto: in assenza di caratterizzazione, il rifiuto deve essere gestito come pericoloso (principio di precauzione).
Il CER 19 12 12 puo essere avviato a recupero di materia?
Si, il CER 19 12 12 puo essere avviato a recupero di materia attraverso impianti di selezione secondaria che estraggono frazioni ancora valorizzabili: metalli ferrosi e non ferrosi, plastiche (PE, PP, PET), carta e legno. Le frazioni estratte vengono avviate a riciclo presso impianti dedicati. La quota restante, se possiede un adeguato potere calorifico, puo essere trasformata in CSS (Combustibile Solido Secondario) per il recupero energetico in cementifici o centrali autorizzate.
Che cos’e il CSS e come si produce dal CER 19 12 12?
Il CSS (Combustibile Solido Secondario) e un combustibile derivato dalla lavorazione di rifiuti non pericolosi, incluso il CER 19 12 12. La produzione prevede la triturazione fine (sotto i 30 mm), l’essiccazione per ridurre l’umidita, la deferrizzazione e la formatura in pellet o balle. Il CSS deve soddisfare i parametri della norma UNI EN 15359 (PCI, cloro, mercurio). Se rientra nelle classi 1-3, ai sensi del D.M. 22/2013 cessa di essere rifiuto e diviene “CSS-Combustibile”, utilizzabile come combustibile in sostituzione dei fossili.
Quali documenti servono per il trasporto del CER 19 12 12?
Per il trasporto del CER 19 12 12 sono obbligatori: il Formulario di Identificazione Rifiuti (FIR) in quattro copie ai sensi dell’art. 193 del D.Lgs. 152/2006, la scheda di caratterizzazione del rifiuto, l’iscrizione del trasportatore all’Albo Nazionale Gestori Ambientali (Categoria 5) e l’autorizzazione dell’impianto di destinazione. Dal 2025, la tracciabilita digitale tramite il sistema RENTRI integra la documentazione cartacea.
Mageco gestisce il recupero 191212 su tutta la Lombardia?
Si, Mageco S.r.l. offre il servizio di raccolta, trasporto e avvio a recupero dei rifiuti CER 19 12 12 in tutte le 12 province della Lombardia: Milano, Brescia, Bergamo, Monza e Brianza, Como, Varese, Pavia, Cremona, Mantova, Lecco, Lodi e Sondrio. Il servizio comprende la caratterizzazione analitica, la gestione documentale completa (FIR, registro, MUD, RENTRI) e l’individuazione dell’impianto di recupero ottimale per ogni lotto.
Quanto costa il recupero dei rifiuti CER 19 12 12?
Il costo del recupero CER 19 12 12 varia in funzione della composizione merceologica, del quantitativo, della frequenza di conferimento, della distanza dall’impianto e del potere calorifico del materiale. In generale, il recupero risulta meno oneroso dello smaltimento in discarica. Per ottenere un preventivo personalizzato e gratuito, e possibile contattare Mageco S.r.l. al numero 02 8716 8731 o all’indirizzo info@mageco.it.
Servizi correlati e approfondimenti
Il recupero dei rifiuti CER 19 12 12 si inserisce in un quadro piu ampio di gestione integrata dei rifiuti speciali non pericolosi. Mageco S.r.l. offre servizi complementari per tutte le tipologie di rifiuti prodotti dagli impianti di trattamento meccanico e dalle aziende lombarde. Di seguito, una selezione di guide e servizi correlati che possono risultare utili per approfondire le tematiche connesse al recupero 191212.
- Smaltimento 191212: quando il recupero non e possibile
- Recupero rifiuti speciali in Lombardia: guida normativa e operativa
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- Recupero rifiuti: la guida completa per le aziende lombarde
- Recupero plastica: riciclo meccanico e chimico in Lombardia
Per ulteriori informazioni sul recupero 191212 e per richiedere un preventivo personalizzato, La invitiamo a contattare Mageco S.r.l. al numero 02 8716 8731 o tramite email all’indirizzo info@mageco.it.