VIA e VAS: differenze, obblighi e procedure delle valutazioni ambientali

Nel sistema normativo ambientale italiano, la VIA (Valutazione di Impatto Ambientale) e la VAS (Valutazione Ambientale Strategica) rappresentano due strumenti fondamentali per garantire che piani, programmi e progetti siano compatibili con la tutela dell’ambiente e della salute pubblica.
Entrambe derivano da direttive europee recepite nel D.Lgs. 152/2006 (Testo Unico Ambientale), ma si applicano a livelli diversi di pianificazione: la VAS ai piani e programmi, la VIA ai singoli progetti.
Comprendere quando sono obbligatorie, chi le deve predisporre e come si differenziano è cruciale per imprese, enti e professionisti che intendono avviare nuove attività o modificare quelle esistenti in modo conforme e sostenibile.


Che cos’è la Valutazione di Impatto Ambientale (VIA)

La VIA è un procedimento tecnico-amministrativo finalizzato a valutare gli effetti ambientali significativi di un progetto specifico, prima che venga autorizzato o realizzato.
È disciplinata dagli articoli 19–29 del D.Lgs. 152/2006, in recepimento della Direttiva 2011/92/UE, e si applica a opere e impianti potenzialmente impattanti come:

  • impianti industriali di trattamento e smaltimento rifiuti;

  • infrastrutture di trasporto (strade, ferrovie, porti);

  • centrali energetiche;

  • discariche e cave.

La finalità è assicurare che l’autorità competente (Ministero dell’Ambiente o Regione) tenga conto delle conseguenze ambientali prima del rilascio dell’autorizzazione.
Il proponente deve redigere uno studio di impatto ambientale (SIA) che descriva:

  • le caratteristiche del progetto;

  • le matrici ambientali potenzialmente interessate (aria, acqua, suolo, ecosistemi);

  • le misure di mitigazione e compensazione proposte.

L’istruttoria VIA include consultazione pubblica, valutazione tecnica da parte di ARPA o ISPRA e un provvedimento conclusivo che può essere di assenso, diniego o assenso con prescrizioni.

Durata della VIA: in media tra 150 e 180 giorni, prorogabili per progetti complessi.
Validità: la pronuncia positiva ha validità quinquennale, salvo proroghe motivate.


Che cos’è la Valutazione Ambientale Strategica (VAS)

La VAS è uno strumento di pianificazione preventiva, introdotto dal D.Lgs. 152/2006, artt. 13–18, in attuazione della Direttiva 2001/42/CE.
A differenza della VIA, la VAS non riguarda un singolo progetto, ma piani e programmi che possono avere impatti significativi sull’ambiente.
Esempi tipici di atti soggetti a VAS sono:

  • piani urbanistici comunali o provinciali;

  • piani di gestione dei rifiuti o delle acque;

  • programmi di sviluppo energetico;

  • piani di mobilità sostenibile o industriale.

La procedura si articola in varie fasi: scoping (definizione del campo di analisi), redazione del rapporto ambientale, consultazione dei soggetti competenti e del pubblico, valutazione del rapporto e parere motivato dell’autorità competente.

Il risultato della VAS non è un’autorizzazione, ma un parere vincolante che deve essere tenuto in considerazione nell’approvazione del piano o programma.
Durata: variabile in funzione della complessità, ma generalmente compresa tra 90 e 180 giorni.
Responsabilità: la VAS è promossa dall’ente pianificatore (es. Comune, Regione, Ministero), con supporto tecnico di strutture specializzate o consulenti ambientali.


Differenze tra VIA e VAS

Sebbene VIA e VAS condividano l’obiettivo di prevenire impatti negativi sull’ambiente, differiscono per oggetto, momento e soggetto responsabile:

Aspetto VIA VAS
Oggetto Progetti specifici (impianti, opere, interventi) Piani e programmi (urbanistici, settoriali, strategici)
Soggetto proponente Imprese o enti che realizzano un’opera Amministrazioni che pianificano
Autorità competente Ministero dell’Ambiente o Regione Regione, Provincia o Ministero, a seconda del livello del piano
Esito finale Provvedimento autorizzativo o prescrittivo Parere motivato che accompagna l’approvazione del piano
Momento applicativo Prima della realizzazione dell’opera Durante la fase di pianificazione

In sintesi, la VAS è preventiva e strategica, mentre la VIA è operativa e di progetto. Entrambe concorrono a un approccio integrato di pianificazione sostenibile, in linea con il principio europeo “chi inquina paga” e con l’articolo 3-ter del Testo Unico Ambientale.


Chi deve fare VIA o VAS e come si attivano

La VAS viene attivata direttamente dall’autorità procedente che elabora il piano o programma, mentre la VIA è richiesta dal proponente del progetto (azienda, ente pubblico o soggetto privato).
Entrambe si avviano tramite il portale nazionale o regionale delle valutazioni ambientali, con caricamento digitale della documentazione e pagamento dei diritti istruttori.

La VIA si collega spesso ad altri procedimenti autorizzativi, come la VIA-AIA integrata per gli impianti di trattamento rifiuti complessi, oppure alla VIA-VINCA (Valutazione d’incidenza) in caso di interferenze con siti Natura 2000.
Per i progetti meno impattanti, può essere sufficiente una verifica di assoggettabilità (screening VIA), che determina se sia necessario o meno l’intero iter di valutazione.


Ruolo delle imprese e dei consulenti ambientali

Per le aziende che intendono realizzare nuovi impianti o ampliare le proprie attività, la corretta gestione della procedura VIA è cruciale per evitare ritardi, prescrizioni onerose o blocchi autorizzativi.
Affidarsi a consulenti esperti, come quelli di Mageco, significa poter contare su un supporto tecnico nella redazione dello studio di impatto ambientale, nella raccolta dei pareri e nel dialogo con enti e autorità competenti.

Nel caso della VAS, la collaborazione tra enti pubblici e operatori economici consente di integrare gli obiettivi ambientali nelle strategie di sviluppo, riducendo conflitti e garantendo maggiore accettabilità sociale dei piani.


Conclusione

La Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) e la Valutazione Ambientale Strategica (VAS) sono pilastri della pianificazione sostenibile e della prevenzione dell’inquinamento.
Conoscere le loro differenze e le rispettive procedure è essenziale per chi opera nel settore ambientale, nella progettazione di infrastrutture o nella gestione dei rifiuti.
Una corretta applicazione di questi strumenti non solo assicura la conformità normativa, ma contribuisce a rafforzare la responsabilità ambientale d’impresa, favorendo uno sviluppo più equilibrato e duraturo per il territorio.

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