Come smaltire i toner esausti a norma di legge? Classificazione CER, rischi sanitari e procedura corretta in Lombardia
Lo smaltimento toner rappresenta un obbligo normativo spesso sottovalutato da uffici, aziende e studi professionali. Ogni anno, in Italia, vengono immessi sul mercato oltre 40 milioni di cartucce per stampanti laser e fotocopiatrici, di cui una quota significativa finisce erroneamente nei rifiuti indifferenziati, con gravi conseguenze ambientali e sanitarie. I toner esausti, infatti, contengono polveri a base di carbon black (nerofumo), resine termoplastiche e ossidi metallici che l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) classifica nel Gruppo 2B come possibilmente cancerogeni per l’essere umano. Per questo motivo, il legislatore italiano ha previsto un regime specifico all’interno del D.Lgs. 152/2006 (Codice dell’Ambiente) che disciplina la raccolta, il trasporto e il trattamento di questi rifiuti.
Mageco S.r.l., con sede a Milano in Via Medardo Rosso 4, opera da anni nel settore della gestione ambientale in tutta la Lombardia, offrendo alle imprese un servizio completo di smaltimento toner esausti conforme alla normativa vigente. In questa guida aggiornata al 2026 troverà tutte le informazioni necessarie: dalla corretta classificazione CER alla documentazione obbligatoria, dai rischi per la salute alle modalità operative per liberarsi delle cartucce esauste in modo sicuro e tracciabile.
Cosa sono i toner esausti? Definizione, composizione e codici CER
I toner esausti sono rifiuti derivanti da cartucce e contenitori di polvere per stampanti laser, fotocopiatrici e plotter, classificati nel Catalogo Europeo dei Rifiuti (CER) principalmente sotto i codici 08 03 17* (rifiuti di toner per stampa contenenti sostanze pericolose) e 08 03 18 (toner per stampa diversi da quelli pericolosi). La distinzione tra pericoloso e non pericoloso dipende dalla presenza di residui di polvere toner all’interno della cartuccia e dalla composizione chimica specifica del prodotto.
Una cartuccia toner è un sistema complesso composto da diversi elementi: il contenitore in plastica (generalmente polistirene o ABS), il rullo fotosensibile rivestito di composti a base di selenio o silicio amorfo, la lama di pulizia (doctor blade) e, soprattutto, la polvere toner vera e propria. Quest’ultima è una miscela finissima di particelle di dimensione compresa tra 5 e 15 micrometri, costituita prevalentemente da:
- Resine termoplastiche (stirene-acrilato o poliestere) che fungono da legante e si fissano sulla carta tramite fusione termica
- Carbon black (nerofumo), utilizzato come pigmento nero e agente di carica, classificato IARC Gruppo 2B
- Ossidi metallici (ossido di ferro, ossido di cromo) impiegati nei toner a colori come pigmenti ciano, magenta e giallo
- Agenti di controllo della carica (CCA), spesso composti organometallici contenenti cromo o cobalto
- Silice pirogenica e cere sintetiche come coadiuvanti di scorrimento
La pericolosità del rifiuto toner dipende dunque dalla quantità di polvere residua e dalla specifica formulazione chimica. Una cartuccia completamente svuotata e priva di residui significativi di polvere rientra generalmente nel codice CER 08 03 18 (non pericoloso). Viceversa, una cartuccia con polvere residua visibile, oppure una cartuccia danneggiata da cui la polvere fuoriesce liberamente, deve essere classificata con il codice CER 08 03 17* (pericoloso, contrassegnato dall’asterisco).
| Codice CER | Descrizione | Pericolosità | Caratteristiche tipiche |
|---|---|---|---|
| 08 03 17* | Toner per stampa esauriti, contenenti sostanze pericolose | Sì (HP4, HP7, HP14) | Cartucce con residui significativi di polvere, toner sfuso, cartucce danneggiate |
| 08 03 18 | Toner per stampa esauriti, diversi da quelli di cui alla voce 08 03 17 | No | Cartucce completamente esaurite, senza residui di polvere visibili |
| 16 02 15* | Componenti pericolosi rimossi da apparecchiature fuori uso | Sì | Rulli fotosensibili al selenio, unità fusore con residui, drum unit contaminate |
| 16 02 16 | Componenti rimossi da apparecchiature fuori uso, diversi da 16 02 15 | No | Involucri plastici, componenti meccanici di cartucce prive di polvere |
| 15 02 02* | Assorbenti, materiali filtranti, stracci e indumenti protettivi contaminati | Sì | Panni e filtri utilizzati per la pulizia di versamenti di polvere toner |
| 20 01 35* | Apparecchiature elettriche ed elettroniche fuori uso contenenti componenti pericolosi | Sì | Stampante/fotocopiatrice dismessa con cartucce toner non rimosse |
È importante evidenziare che quando la stampante o la fotocopiatrice viene smaltita nella sua interezza (comprensiva delle cartucce toner inserite), il rifiuto rientra nella disciplina dei RAEE (Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche) e deve essere gestito secondo il D.Lgs. 49/2014. La cartuccia toner, invece, quando rimossa dall’apparecchiatura e smaltita separatamente, segue il regime dei rifiuti speciali ai sensi del D.Lgs. 152/2006.

Normativa sullo smaltimento toner: D.Lgs. 152/2006 e classificazione dei rifiuti
Lo smaltimento dei toner esausti è disciplinato dal D.Lgs. 152/2006 (Testo Unico Ambientale), Parte Quarta, che stabilisce obblighi di classificazione, tracciabilità e conferimento a soggetti autorizzati per tutte le imprese e gli enti che producono questo tipo di rifiuto. La violazione di tali obblighi è punita con sanzioni amministrative e, nei casi più gravi, con sanzioni penali ai sensi degli artt. 255 e 256 del medesimo decreto.
Il quadro normativo per lo smaltimento dei toner si articola su più livelli. A livello europeo, la Direttiva 2008/98/CE (Direttiva Quadro sui Rifiuti), recepita in Italia dal D.Lgs. 116/2020, ha introdotto nuovi criteri per la classificazione dei rifiuti e rafforzato il principio della gerarchia dei rifiuti: prevenzione, preparazione per il riutilizzo, riciclaggio, recupero energetico e, solo in ultima istanza, smaltimento in discarica.
Per le imprese lombarde, la classificazione corretta del toner esausto rappresenta il primo adempimento obbligatorio. Il produttore del rifiuto (ovvero l’azienda, l’ufficio, lo studio professionale che utilizza la stampante) è responsabile dell’attribuzione del codice CER secondo i criteri dell’Allegato D alla Parte Quarta del D.Lgs. 152/2006. Nel caso dei toner, la scelta tra il codice 08 03 17* (pericoloso) e 08 03 18 (non pericoloso) richiede una valutazione tecnica sulla presenza di polvere residua e sulle schede di sicurezza (SDS) del produttore della cartuccia.
Se il rifiuto viene classificato come pericoloso (CER 08 03 17*), si applicano ulteriori obblighi previsti dagli artt. 188-190 del D.Lgs. 152/2006:
- Deposito temporaneo limitato a 30 metri cubi o 10 metri cubi per i rifiuti pericolosi, con obbligo di avvio allo smaltimento entro 3 mesi dalla produzione (ai sensi dell’art. 183, comma 1, lett. bb)
- Divieto assoluto di miscelazione con altri rifiuti pericolosi di diversa natura o con rifiuti non pericolosi (art. 187)
- Iscrizione al SISTRI (ora sostituito dal RENTRI — Registro Elettronico Nazionale per la Tracciabilità dei Rifiuti, operativo dal 2025)
Documentazione obbligatoria
- Formulario di Identificazione Rifiuti (FIR): documento di trasporto obbligatorio in quattro copie per ogni movimento di rifiuti dal luogo di produzione all’impianto di destinazione (art. 193 D.Lgs. 152/2006)
- Registro di carico e scarico: registro cronologico vidimato dalla Camera di Commercio in cui annotare ogni operazione di produzione, stoccaggio e conferimento di rifiuti (art. 190 D.Lgs. 152/2006)
- Modello Unico di Dichiarazione ambientale (MUD): dichiarazione annuale da presentare entro il 30 aprile di ogni anno alla Camera di Commercio competente, riepilogativa di tutti i rifiuti prodotti nell’anno precedente
- Schede di sicurezza (SDS) del toner originale, utili per la corretta classificazione del rifiuto e per la valutazione dei rischi durante la manipolazione
- Iscrizione RENTRI: per i produttori di rifiuti pericolosi con più di 10 dipendenti, obbligo di iscrizione al Registro Elettronico Nazionale per la Tracciabilità dei Rifiuti a partire dal 2025
Le aziende che conferiscono toner esausti a soggetti non autorizzati, o che omettono la compilazione del FIR, rischiano sanzioni da 2.600 a 15.500 euro per i rifiuti non pericolosi e da 15.500 a 93.000 euro per i rifiuti pericolosi, oltre alla possibile responsabilità penale per gestione illecita di rifiuti (art. 256 D.Lgs. 152/2006). Affidarsi a un operatore autorizzato come Mageco S.r.l. consente di eliminare questi rischi alla radice.
Rischi sanitari e ambientali del toner: carbon black, polveri sottili e contaminazione
La polvere di toner contiene carbon black (nerofumo) classificato dall’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) nel Gruppo 2B come agente possibilmente cancerogeno per l’uomo, oltre a nanoparticelle che, se inalate, possono penetrare negli alveoli polmonari e causare patologie respiratorie croniche. Questo aspetto rende lo smaltimento toner una questione non soltanto ambientale, ma di tutela della salute dei lavoratori.
Il carbon black, componente principale della polvere toner nera, è un materiale ottenuto dalla combustione incompleta di idrocarburi. Studi epidemiologici condotti su lavoratori esposti professionalmente a polveri di carbon black hanno evidenziato un’associazione con patologie polmonari tra cui bronchite cronica, riduzione della funzionalità respiratoria e, in casi di esposizione prolungata, un incremento del rischio di neoplasie polmonari. L’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) raccomanda precauzioni specifiche nella manipolazione dei toner esausti.
I rischi associati alla polvere di toner non si limitano al carbon black. Le particelle di toner hanno dimensioni comprese tra 5 e 15 micrometri (PM10 e PM2.5), dunque rientrano nella categoria delle polveri sottili respirabili. Durante la sostituzione delle cartucce, in caso di versamento accidentale o di manipolazione impropria di cartucce danneggiate, queste particelle si disperdono nell’aria dell’ambiente di lavoro. Inoltre, i toner a colori contengono ossidi metallici (ferro, cromo, manganese) e composti organici volatili (VOC) che possono essere rilasciati durante il riscaldamento nel processo di stampa e, successivamente, durante lo stoccaggio improprio delle cartucce esauste.
Dal punto di vista ambientale, il conferimento scorretto dei toner in discarica o, peggio, nell’indifferenziato, comporta il rilascio di metalli pesanti e microplastiche nel suolo e nelle falde acquifere. La plastica delle cartucce (polistirene, ABS) impiega centinaia di anni per degradarsi, mentre i pigmenti metallici possono contaminare i terreni circostanti. ARPA Lombardia segnala periodicamente casi di contaminazione del suolo riconducibili allo smaltimento abusivo di rifiuti da ufficio, inclusi toner e cartucce per stampanti.
Per queste ragioni, la gestione dei toner esausti richiede l’adozione di precauzioni specifiche:
- Indossare guanti monouso e mascherina FFP2 durante la sostituzione delle cartucce, soprattutto se danneggiate o con residui di polvere visibili
- Non utilizzare aspirapolvere domestici per la pulizia di versamenti di toner: le polveri attraversano i filtri standard e vengono ridisperse nell’aria. Utilizzare aspiratori dotati di filtri HEPA
- Riporre immediatamente la cartuccia esausta in un sacchetto di plastica chiuso ermeticamente, evitando di scuoterla o capovolgerla
- Non stoccare cartucce toner esauste in prossimità di fonti di calore o in locali privi di ventilazione
- Segnalare eventuali versamenti significativi di polvere toner al Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP) aziendale

Come funziona lo smaltimento toner in Lombardia: procedura completa
Lo smaltimento dei toner esausti in Lombardia prevede una procedura strutturata in cinque fasi: classificazione del rifiuto, confezionamento sicuro, compilazione della documentazione, trasporto autorizzato e trattamento finale presso impianti autorizzati dalla Regione Lombardia. Il rispetto di ogni fase è essenziale per garantire la conformità normativa e la tracciabilità completa del rifiuto.
La procedura corretta per lo smaltimento toner varia in funzione della tipologia di produttore del rifiuto. Le imprese con più di 10 dipendenti, gli studi professionali di grandi dimensioni e gli enti pubblici sono soggetti all’obbligo di tenuta del registro di carico e scarico e alla dichiarazione MUD annuale. Le piccole imprese e i liberi professionisti possono avvalersi della semplificazione del deposito temporaneo, a condizione di rispettare i limiti quantitativi e temporali previsti dall’art. 183 del D.Lgs. 152/2006.
Le cinque fasi dello smaltimento toner
- Classificazione e caratterizzazione: il produttore del rifiuto identifica il codice CER corretto (08 03 17* o 08 03 18) sulla base delle schede di sicurezza del toner originale e dell’ispezione visiva della cartuccia. Se la cartuccia presenta polvere residua fuoriuscita, crepe o danni al contenitore, va classificata come pericolosa. In caso di dubbio, è possibile richiedere un’analisi chimica a un laboratorio accreditato.
- Confezionamento e deposito temporaneo: le cartucce esauste devono essere riposte in contenitori idonei, resistenti e a tenuta stagna. Per i toner pericolosi (08 03 17*), il contenitore deve essere etichettato con il pittogramma di pericolo (GHS), il codice CER, la data di primo conferimento e la ragione sociale del produttore. Il deposito temporaneo non deve superare i 10 m³ per i rifiuti pericolosi o i 30 m³ per i non pericolosi, con avvio al recupero o smaltimento entro tre mesi.
- Compilazione della documentazione: prima del ritiro, il produttore compila il Formulario di Identificazione Rifiuti (FIR) in quattro copie. Il registro di carico e scarico deve essere aggiornato con l’annotazione di carico (produzione) e, successivamente, di scarico (conferimento al trasportatore). I dati devono essere coerenti con quelli riportati sul FIR.
- Trasporto autorizzato: il trasporto dei toner esausti può essere effettuato esclusivamente da soggetti iscritti all’Albo Nazionale Gestori Ambientali nelle categorie appropriate (cat. 4 per i rifiuti speciali non pericolosi, cat. 5 per i pericolosi). I veicoli devono essere dotati di kit antispandimento e, per i rifiuti pericolosi, di segnaletica ADR conforme. Mageco S.r.l. dispone di mezzi e autorizzazioni per entrambe le categorie.
- Trattamento finale: le cartucce toner possono essere avviate a recupero di materia (operazione R3 per la plastica, R4 per i metalli) oppure a smaltimento in impianti autorizzati (operazione D10 incenerimento, D9 trattamento chimico-fisico). La scelta dipende dalle condizioni della cartuccia e dalla fattibilità del recupero. Al termine del trattamento, l’impianto restituisce la quarta copia del FIR controfirmata, che il produttore deve conservare per cinque anni.
Punti di riferimento per lo smaltimento toner in Lombardia
| Ente / Servizio | Competenza | Riferimento | Note |
|---|---|---|---|
| ARPA Lombardia | Controlli ambientali, verifiche autorizzazioni | arpalombardia.it | Sedi provinciali in tutte le 12 province |
| Albo Gestori Ambientali — Sez. Lombardia | Verifica iscrizione trasportatori e impianti | albonazionalegestoriambientali.it | Consultazione pubblica delle iscrizioni |
| Camera di Commercio di Milano | Vidimazione registri, dichiarazione MUD | milomb.camcom.it | Sportello MUD e registri rifiuti |
| Regione Lombardia — Direzione Ambiente | Autorizzazioni impianti, pianificazione rifiuti | regione.lombardia.it | Piano Regionale Gestione Rifiuti (PRGR) |
| Mageco S.r.l. | Ritiro, trasporto e smaltimento toner per aziende | mageco.it/contatti | Servizio attivo in tutte le 12 province lombarde |
Per le aziende che desiderano affidare l’intero processo a un unico operatore qualificato, Mageco offre un servizio chiavi in mano che comprende la fornitura dei contenitori, il ritiro programmato, la compilazione del FIR, il trasporto autorizzato e il conferimento presso impianti certificati. Questo approccio integrato riduce il carico amministrativo per l’azienda e garantisce la piena conformità normativa in ogni fase della filiera.
Perché scegliere Mageco per lo smaltimento toner
Mageco S.r.l. è un operatore autorizzato per la raccolta, il trasporto e l’avvio a recupero o smaltimento di toner esausti in tutta la Lombardia, con un servizio dedicato che copre l’intera filiera dal contenitore alla certificazione finale. L’azienda, iscritta all’Albo Nazionale Gestori Ambientali, gestisce ogni anno migliaia di cartucce toner provenienti da uffici, aziende industriali, enti pubblici e studi professionali delle 12 province lombarde.
Il servizio di smaltimento toner di Mageco si distingue per un approccio consulenziale che va oltre la semplice raccolta del rifiuto. Quando un’azienda ci contatta per la prima volta, il nostro team tecnico effettua un sopralluogo per valutare le quantità di cartucce prodotte, le condizioni di stoccaggio e la corretta classificazione CER. Questa analisi preliminare consente di proporre la soluzione più efficiente in termini di frequenza di ritiro, tipologia di contenitori e ottimizzazione dei costi.
Per le aziende con elevati volumi di stampa — tipografie, studi grafici, uffici di grandi dimensioni — Mageco fornisce contenitori dedicati in comodato d’uso gratuito, dimensionati in base alla produzione stimata di rifiuti. I contenitori sono conformi alla normativa ADR per il trasporto di rifiuti pericolosi e dotati di chiusura ermetica per evitare la dispersione di polveri. Il ritiro viene programmato con cadenza regolare (mensile, bimestrale o su chiamata) in funzione delle esigenze del cliente.
I vantaggi del nostro servizio
- Conformità normativa garantita: gestiamo ogni adempimento documentale, dal FIR al registro di carico e scarico, fino al supporto per la dichiarazione MUD annuale. Il nostro personale è formato sulle ultime disposizioni del RENTRI e sulle modifiche introdotte dal D.Lgs. 116/2020.
- Ritiro rapido e programmato: interveniamo su tutto il territorio lombardo con tempi di risposta di 24-48 ore per le richieste urgenti. Per i clienti con contratto di servizio, il ritiro avviene secondo un calendario concordato, senza necessità di richiamare ogni volta.
- Tracciabilità completa: ogni cartuccia toner ritirata è tracciata dal momento del carico fino al certificato di avvenuto smaltimento o recupero. Il cliente riceve la quarta copia del FIR controfirmata dall’impianto di destinazione e, a richiesta, un report annuale riepilogativo di tutti i rifiuti gestiti.
- Priorità al recupero di materia: ogniqualvolta tecnicamente possibile, Mageco indirizza le cartucce toner verso impianti di recupero che ne estraggono plastica, metalli e materiali riutilizzabili, riducendo l’impatto ambientale complessivo e contribuendo all’economia circolare.
Scopra tutti i nostri servizi di gestione ambientale e le nostre certificazioni. Per un servizio complementare di valorizzazione delle cartucce ancora riutilizzabili, consulti la nostra guida al recupero toner.
Costi dello smaltimento toner e domande frequenti
Il costo dello smaltimento toner varia in funzione di diversi fattori e non può essere determinato con un valore fisso applicabile a tutte le situazioni. Mageco elabora preventivi personalizzati dopo una valutazione delle specifiche esigenze del cliente, garantendo sempre la massima trasparenza sulle voci di costo.
Fattori che influenzano i costi
- Classificazione del rifiuto: i toner pericolosi (CER 08 03 17*) comportano costi di gestione superiori rispetto ai non pericolosi (CER 08 03 18) a causa dei requisiti più stringenti per trasporto e trattamento
- Quantità e frequenza: volumi maggiori e ritiri programmati con cadenza regolare consentono economie di scala e tariffe più competitive
- Logistica e localizzazione: la distanza tra la sede del cliente e l’impianto di destinazione incide sui costi di trasporto. Le aziende situate nelle aree urbane della Lombardia occidentale beneficiano della prossimità alla sede Mageco di Milano
- Servizi accessori: la fornitura di contenitori dedicati, il supporto documentale completo e la consulenza per la classificazione CER possono essere inclusi nel contratto di servizio con un impatto marginale sul costo unitario
Domande frequenti
I toner esausti sono rifiuti pericolosi?
Dipende dalla presenza di polvere residua nella cartuccia. Se la cartuccia contiene residui significativi di polvere toner, il rifiuto va classificato con il codice CER 08 03 17* (pericoloso). Se la cartuccia è completamente esaurita e priva di residui visibili di polvere, si classifica con il CER 08 03 18 (non pericoloso). In caso di dubbio, la classificazione come pericoloso è l’opzione più prudente e normativamente corretta.
Posso gettare le cartucce toner nella raccolta differenziata della plastica?
No, assolutamente. Le cartucce toner esauste non possono essere conferite nella raccolta differenziata domestica della plastica, né nell’indifferenziato. Sono classificate come rifiuti speciali ai sensi del D.Lgs. 152/2006 e devono essere gestite tramite operatori autorizzati. Il conferimento improprio nei cassonetti urbani costituisce un illecito sanzionabile con multe fino a 15.500 euro per i rifiuti non pericolosi e fino a 93.000 euro per i pericolosi.
Qual è la differenza tra smaltimento e recupero dei toner?
Lo smaltimento (operazioni D1-D15 dell’Allegato B al D.Lgs. 152/2006) prevede la distruzione definitiva del rifiuto, tipicamente tramite incenerimento (D10) o trattamento chimico-fisico (D9). Il recupero (operazioni R1-R13 dell’Allegato C) punta a estrarre materia o energia dal rifiuto: per i toner, questo significa recuperare la plastica (R3), i metalli (R4) e, in alcuni casi, rigenerare le cartucce per il riutilizzo (R3). Il D.Lgs. 152/2006 impone di privilegiare il recupero rispetto allo smaltimento, quando tecnicamente ed economicamente fattibile.
Quante cartucce toner posso accumulare prima di dover chiamare un operatore?
Il deposito temporaneo di rifiuti speciali è regolato dall’art. 183, comma 1, lettera bb) del D.Lgs. 152/2006. Per i toner pericolosi (CER 08 03 17*), il limite massimo è di 10 metri cubi, con obbligo di avvio allo smaltimento entro tre mesi dalla data di prima produzione. Per i toner non pericolosi (CER 08 03 18), il limite sale a 30 metri cubi con cadenza trimestrale. Si consiglia di contattare Mageco per programmare ritiri regolari e non rischiare di superare tali soglie.
La polvere di toner è cancerogena?
La polvere di toner contiene carbon black (nerofumo), classificato dall’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) nel Gruppo 2B come "possibilmente cancerogeno per l’uomo". Ciò significa che esistono evidenze limitate di cancerogenicità negli studi sull’uomo e sufficienti negli studi sugli animali. È fondamentale manipolare i toner esausti con guanti e mascherina FFP2, evitare la dispersione della polvere e affidare lo smaltimento a operatori qualificati per ridurre al minimo l’esposizione.
Mageco ritira i toner esausti anche in piccole quantità?
Sì, Mageco S.r.l. offre il servizio di ritiro toner esausti anche per piccole quantità, come quelle tipicamente prodotte da studi professionali o piccoli uffici con una o due stampanti. In questi casi, è possibile concordare ritiri su chiamata anziché programmati, oppure accorpare il ritiro dei toner con la raccolta di altri rifiuti speciali (ad esempio cartucce inkjet, batterie, lampade esauste) per ottimizzare i costi logistici.
Quali documenti deve conservare l’azienda dopo lo smaltimento?
Dopo ogni conferimento di toner esausti, l’azienda produttrice deve conservare per almeno cinque anni: la quarta copia del Formulario di Identificazione Rifiuti (FIR) controfirmata dall’impianto di destinazione, il registro di carico e scarico aggiornato con le annotazioni di scarico, e la copia della dichiarazione MUD relativa all’anno di riferimento. Per i rifiuti pericolosi, la documentazione va conservata per un periodo minimo di cinque anni (art. 190, comma 3, D.Lgs. 152/2006).
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Lo smaltimento toner si inserisce in un quadro più ampio di gestione dei rifiuti da ufficio e da apparecchiature elettroniche. Mageco offre servizi integrati per tutte le tipologie di rifiuti correlati. Consulti le guide dedicate per approfondire le tematiche specifiche o per scoprire il nostro servizio nelle diverse province lombarde.
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