Smaltimento rifiuti tessili in Lombardia: normative, codici CER, obblighi EPR e soluzioni per le aziende nel 2026
Lo smaltimento rifiuti tessili è diventato uno dei temi centrali della gestione ambientale italiana, in particolare dopo l’entrata in vigore dell’obbligo di raccolta differenziata dei tessili dal 1° gennaio 2022 e l’introduzione del regime di Responsabilità Estesa del Produttore (EPR) per il settore tessile a partire dal 2025. L’industria della moda e del tessile genera ogni anno in Italia oltre 480.000 tonnellate di rifiuti tessili, di cui circa il 68% finisce ancora in discarica o termovalorizzatore anziché essere avviato a percorsi di riutilizzo o riciclaggio. La Lombardia, cuore produttivo del comparto tessile-abbigliamento nazionale con oltre 7.800 aziende attive nel settore, affronta una sfida particolarmente complessa nella gestione di questi flussi.
Mageco S.r.l., con sede in Via Medardo Rosso 4, 20159 Milano (MI), opera da oltre vent’anni nel settore della gestione ambientale e dello smaltimento rifiuti tessili per le imprese lombarde. Grazie all’iscrizione all’Albo Nazionale Gestori Ambientali e alle certificazioni di sistema, Mageco garantisce una filiera di smaltimento tracciabile, conforme e ottimizzata per aziende tessili, confezioni, lavanderie industriali, aziende di moda e grande distribuzione. In questa guida completa troverà tutte le informazioni necessarie: dalla classificazione CER dei rifiuti tessili alle normative vigenti, dalle procedure operative ai costi, fino alle soluzioni personalizzate offerte dal nostro servizio su tutto il territorio lombardo.
Cosa sono i rifiuti tessili: definizione, tipologie e codici CER
I rifiuti tessili sono tutti quei materiali a base di fibre naturali, sintetiche o artificiali di cui il detentore si disfi o abbia l’intenzione di disfarsi, ai sensi dell’art. 183, comma 1, lettera a) del D.Lgs. 152/2006. Questa definizione comprende un ampio spettro di materiali: dagli scarti di produzione dell’industria tessile e dell’abbigliamento ai tessili post-consumo, dagli imballaggi tessili ai materiali compositi contenenti fibre tessili, fino ai tessili contaminati da sostanze pericolose generati nei processi di tintoria e finissaggio.
La corretta classificazione dei rifiuti tessili è il primo passo fondamentale per garantire uno smaltimento conforme. In Italia, il sistema di classificazione si basa sul Catalogo Europeo dei Rifiuti (CER), che assegna a ciascuna tipologia un codice a sei cifre determinante per le modalità di trasporto, stoccaggio, trattamento e destinazione finale. I rifiuti tessili si distribuiscono principalmente tra tre capitoli del CER: il capitolo 04 (rifiuti della lavorazione di pelli e dell’industria tessile), il capitolo 15 (rifiuti di imballaggio) e il capitolo 20 (rifiuti urbani e assimilati).
Il fenomeno del fast fashion ha aggravato in modo significativo la quantità di rifiuti tessili generati a livello globale e nazionale. L’Agenzia Europea dell’Ambiente stima che ogni cittadino europeo produca mediamente 11 kg di rifiuti tessili all’anno, cifra destinata a crescere in assenza di politiche circolari efficaci. In Lombardia, la produzione di rifiuti tessili industriali si concentra nelle aree di Como (seterie), Brescia (calzetteria), Bergamo (filature) e nella cintura milanese (confezione e moda).
| Codice CER | Descrizione | Pericolosità | Origine tipica |
|---|---|---|---|
| 04 02 09 | Rifiuti da materiali compositi (tessili impregnati, plastificati, elastomerizzati) | Non pericoloso | Industria tessile tecnica, automotive |
| 04 02 10 | Materiale organico proveniente da prodotti naturali (fibre, grassi, cere) | Non pericoloso | Filature, tessitura lana |
| 04 02 21* | Rifiuti da fibre tessili grezze non trattate | Pericoloso (se contaminato) | Fibre con trattamenti chimici pericolosi |
| 04 02 22 | Rifiuti da fibre tessili lavorate | Non pericoloso | Sartorie industriali, confezioni |
| 15 01 09 | Imballaggi in materia tessile | Non pericoloso | Logistica, distribuzione, magazzini |
| 20 01 10 | Abbigliamento | Non pericoloso | Utenze domestiche, negozi, alberghi |
| 20 01 11 | Prodotti tessili | Non pericoloso | Utenze domestiche, strutture ricettive |
| 04 02 14* | Rifiuti da operazioni di finitura contenenti solventi organici | Pericoloso | Tintorie, impianti di finissaggio |
| 04 02 16* | Coloranti e pigmenti contenenti sostanze pericolose | Pericoloso | Stamperie tessili, tintorie |
| 04 02 19* | Fanghi prodotti dal trattamento in loco degli effluenti contenenti sostanze pericolose | Pericoloso | Depuratori aziendali settore tessile |
È essenziale prestare attenzione alla distinzione tra codici CER contrassegnati dall’asterisco (*), che identificano rifiuti pericolosi, e codici senza asterisco, che indicano rifiuti non pericolosi. I rifiuti tessili pericolosi, come quelli contaminati da solventi (CER 04 02 14*), coloranti pericolosi (CER 04 02 16*) o fanghi di depurazione (CER 04 02 19*), richiedono procedure di smaltimento specifiche con trasportatori e impianti autorizzati per le categorie di pericolo corrispondenti. Per un quadro completo sulle categorie di rifiuti non pericolosi, consulti la nostra guida allo smaltimento rifiuti non pericolosi.

Normative per lo smaltimento rifiuti tessili: D.Lgs. 152/2006, EPR e obblighi 2025-2026
Lo smaltimento dei rifiuti tessili in Italia è disciplinato dalla Parte IV del D.Lgs. 152/2006, integrato dal D.Lgs. 116/2020 che ha recepito la Direttiva UE 2018/851 e introdotto l’obbligo di raccolta differenziata dei tessili e il regime di Responsabilità Estesa del Produttore (EPR) per il settore tessile. Le aziende che producono o gestiscono rifiuti tessili devono conformarsi a un quadro normativo complesso e in rapida evoluzione, che dal 2025 ha assunto contorni ancora più stringenti.
L’Italia ha anticipato al 1° gennaio 2022 l’obbligo europeo di raccolta differenziata dei rifiuti tessili, originariamente previsto per il 2025 dalla Direttiva UE 2018/851. Questo ha posto il Paese all’avanguardia nel panorama continentale, ma ha anche evidenziato la carenza strutturale di impianti di selezione e riciclaggio tessile sul territorio nazionale. Secondo i dati ISPRA, nel 2024 l’Italia disponeva di soli 78 impianti autorizzati alla selezione tessile, insufficienti a trattare l’intero flusso raccolto.
Il regime EPR tessile: obblighi per produttori e distributori
Dal 2025, il regime di Responsabilità Estesa del Produttore (EPR) per il settore tessile è pienamente operativo in Italia. Il D.Lgs. 116/2020, all’art. 178-bis, stabilisce che i produttori e gli importatori di prodotti tessili e di abbigliamento sono responsabili dell’intero ciclo di vita dei loro prodotti, inclusa la fase di fine vita. Questo implica l’obbligo di aderire a un sistema collettivo o individuale che finanzi e organizzi la raccolta, la selezione, il riutilizzo e il riciclaggio dei rifiuti tessili post-consumo.
Per le imprese tessili lombarde che generano rifiuti tessili industriali (scarti di produzione, ritagli, tessuti difettosi, residui di lavorazione), gli obblighi previsti dal D.Lgs. 152/2006 rimangono quelli della disciplina generale sui rifiuti speciali:
Documentazione obbligatoria
- Registro di carico e scarico (art. 190 D.Lgs. 152/2006): annotazione di ogni operazione di produzione e conferimento di rifiuti tessili entro 10 giorni lavorativi dall’evento, con indicazione del codice CER, quantità, caratteristiche e destinazione
- FIR — Formulario di Identificazione Rifiuti (art. 193 D.Lgs. 152/2006): documento obbligatorio per ogni trasporto, in quattro copie, con indicazione del produttore, trasportatore autorizzato, destinatario, codice CER, quantità e caratteristiche del rifiuto
- MUD — Modello Unico di Dichiarazione ambientale: dichiarazione annuale dei rifiuti prodotti e gestiti nell’anno precedente, da presentarsi entro il 30 aprile tramite le Camere di Commercio competenti
- RENTRI — Registro Elettronico Nazionale per la Tracciabilità dei Rifiuti: dal 2025 l’iscrizione è obbligatoria per i produttori di rifiuti pericolosi; dal 2026 l’obbligo si estende progressivamente a tutti i produttori di rifiuti speciali, inclusi i rifiuti tessili industriali
- Scheda di caratterizzazione del rifiuto: analisi chimica necessaria per i rifiuti tessili contaminati (CER con asterisco) al fine di determinare le caratteristiche di pericolo ai sensi dell’Allegato III della Direttiva 2008/98/CE
La Regione Lombardia ha integrato il proprio Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti con specifiche indicazioni sulla filiera tessile, fissando obiettivi di intercettazione dei rifiuti tessili pari a 3,5 kg/abitante/anno entro il 2027. ARPA Lombardia svolge funzioni di controllo sugli impianti di selezione e trattamento tessile autorizzati, verificando il rispetto delle prescrizioni contenute nelle autorizzazioni integrate ambientali (AIA) e nelle autorizzazioni uniche ambientali (AUA). Le sanzioni per lo smaltimento irregolare di rifiuti tessili possono raggiungere i 26.000 euro (art. 258 D.Lgs. 152/2006), con aggravanti penali nei casi di gestione illecita di rifiuti pericolosi (art. 256 D.Lgs. 152/2006).
Come funziona lo smaltimento dei rifiuti tessili in Lombardia: processo operativo completo
Lo smaltimento dei rifiuti tessili in Lombardia segue un processo strutturato che comprende la caratterizzazione del rifiuto, la classificazione CER, la raccolta con mezzi autorizzati, il trasporto verso impianti di selezione o trattamento e la destinazione finale a recupero o smaltimento. Questo percorso varia significativamente in funzione dell’origine del rifiuto (industriale o post-consumo), della sua pericolosità e della composizione merceologica.
Per le aziende del settore tessile e dell’abbigliamento, il ciclo di smaltimento inizia con una corretta analisi e classificazione degli scarti generati. Le tipologie più comuni di rifiuti tessili industriali includono: ritagli e rifili di tessuto, cimose, scarti di taglio, campionari e prototipi, tessuti difettosi, residui di filatura e tessitura, stracci contaminati da oli o solventi, filtri tessili esausti e fanghi di depurazione del ciclo tessile.
Le 5 fasi dello smaltimento rifiuti tessili per le aziende
- Analisi e classificazione: identificazione della tipologia di rifiuto tessile, attribuzione del codice CER corretto e, per i rifiuti potenzialmente pericolosi, esecuzione di analisi chimiche per la caratterizzazione. Questa fase è determinante per individuare il percorso di trattamento più idoneo e i costi associati
- Documentazione e compliance: compilazione del FIR, aggiornamento del registro di carico e scarico, verifica della validità delle autorizzazioni del trasportatore e dell’impianto di destino. Per i rifiuti tessili pericolosi, predisposizione della scheda di sicurezza e dell’ADR per il trasporto
- Raccolta e trasporto: ritiro presso la sede del produttore con mezzi autorizzati (iscrizione Albo Gestori Ambientali, categorie 1, 4 o 5 in base alla pericolosità). I rifiuti tessili vengono conferiti in big bag, cassoni scarrabili o container chiusi, in funzione dei volumi e delle caratteristiche del materiale
- Selezione e trattamento: presso impianti autorizzati, i rifiuti tessili vengono sottoposti a cernita manuale o meccanica. I tessili riutilizzabili sono avviati a mercati secondari, quelli riciclabili a impianti di sfilacciatura e rigenerazione delle fibre, quelli non recuperabili a termovalorizzazione o discarica per rifiuti non pericolosi
- Certificazione e chiusura del ciclo: emissione del certificato di avvenuto smaltimento/recupero, restituzione della quarta copia del FIR al produttore entro 90 giorni e aggiornamento del registro di carico e scarico con gli estremi dell’operazione conclusa
Punti di raccolta e impianti di trattamento tessile in Lombardia
| Tipologia impianto | Provincia | Operazione autorizzata | CER trattati |
|---|---|---|---|
| Impianti di selezione e cernita tessile | Milano, Monza, Brescia | R12 — Scambio rifiuti per sottoporli a operazioni R1-R11 | 20 01 10, 20 01 11, 04 02 22 |
| Impianti di sfilacciatura e rigenerazione fibre | Brescia, Bergamo, Como | R3 — Riciclo sostanze organiche | 04 02 22, 04 02 09, 04 02 10 |
| Piattaforme di stoccaggio e raggruppamento | Tutte le province | D15/R13 — Deposito preliminare/Messa in riserva | Tutti i CER tessili |
| Termovalorizzatori | Milano (Silla 2), Brescia (A2A) | D10/R1 — Incenerimento con recupero energetico | 04 02 22, 04 02 09, 20 01 10 |
| Impianti trattamento rifiuti pericolosi | Milano, Bergamo | D9/D10 — Trattamento chimico-fisico/Incenerimento | 04 02 14*, 04 02 16*, 04 02 19* |
| Discariche per rifiuti non pericolosi | Varie province | D1 — Deposito in discarica | 04 02 09, 04 02 22 (non riciclabili) |
Per un approfondimento sulle procedure generali di gestione dei rifiuti in Lombardia, consulti la nostra guida allo smaltimento rifiuti. Se la Sua azienda è ubicata in una delle province lombarde servite da Mageco, può consultare le guide specifiche per la Sua città, tra cui lo smaltimento rifiuti tessili a Milano, lo smaltimento rifiuti tessili a Brescia e lo smaltimento rifiuti tessili a Como.

Smaltimento rifiuti tessili contaminati e pericolosi: procedure specifiche
I rifiuti tessili contaminati da sostanze pericolose richiedono procedure di smaltimento dedicate, più rigorose rispetto ai tessili ordinari, con obblighi aggiuntivi in materia di caratterizzazione, imballaggio, trasporto ADR e conferimento presso impianti autorizzati per rifiuti pericolosi. In Lombardia, una quota significativa dei rifiuti tessili industriali presenta caratteristiche di pericolo che ne impediscono la gestione tramite i canali ordinari.
Le principali fonti di rifiuti tessili pericolosi nel comparto industriale lombardo sono:
- Tintorie e stamperie tessili: stracci, pezze campione e residui di lavorazione contaminati da coloranti azoici, metalli pesanti (cromo, cobalto, rame) o formaldeide. Codici CER di riferimento: 04 02 14*, 04 02 16*
- Impianti di finissaggio: tessuti trattati con solventi organici, agenti ignifughi bromurati, composti perfluoroalchilici (PFAS) o resine contenenti sostanze pericolose. Codice CER: 04 02 14*
- Lavanderie industriali: stracci e indumenti da lavoro contaminati da oli minerali, solventi, prodotti chimici o sostanze biologiche. I DPI tessili contaminati rientrano spesso nel CER 15 02 02* (assorbenti e materiali filtranti contaminati)
- Depuratori del ciclo tessile: fanghi di depurazione delle acque reflue dell’industria tessile contenenti metalli pesanti e composti organici pericolosi. Codice CER: 04 02 19*
Per i rifiuti tessili classificati come pericolosi, la normativa prevede obblighi aggiuntivi rispetto ai rifiuti non pericolosi: analisi di caratterizzazione da laboratorio accreditato, etichettatura secondo il regolamento CLP, trasporto conforme alla normativa ADR (Accord européen relatif au transport international des marchandises Dangereuses par Route), conferimento esclusivamente presso impianti autorizzati per le specifiche caratteristiche di pericolo (HP) del rifiuto. Le sanzioni per la gestione irregolare di rifiuti tessili pericolosi hanno natura penale ai sensi dell’art. 256 del D.Lgs. 152/2006, con pene detentive fino a due anni e ammende fino a 26.000 euro. Per le aziende che gestiscono anche altre tipologie di rifiuti speciali, può essere utile approfondire la guida allo smaltimento rifiuti speciali.
Perché scegliere Mageco per lo smaltimento rifiuti tessili in Lombardia
Mageco S.r.l. offre un servizio integrato di smaltimento rifiuti tessili per le imprese lombarde, dalla consulenza normativa alla raccolta, dal trasporto autorizzato al conferimento presso impianti certificati, con piena tracciabilità documentale e tempi di intervento rapidi su tutto il territorio regionale. La nostra esperienza ventennale nel settore della gestione ambientale ci consente di affrontare qualsiasi tipologia di rifiuto tessile, dai semplici scarti di confezione ai tessili contaminati da sostanze pericolose.
Il servizio di smaltimento rifiuti tessili di Mageco si rivolge a un ampio ventaglio di imprese: aziende tessili e di abbigliamento, confezioni, sartorie industriali, tintorie, stamperie, lavanderie industriali, aziende della grande distribuzione, catene di retail, strutture ricettive e alberghiere, aziende manifatturiere che generano scarti tessili nei propri processi produttivi. Per ciascun cliente, elaboriamo un piano di gestione personalizzato che ottimizza i costi e massimizza la quota di recupero, nel rispetto delle normative vigenti.
I vantaggi del servizio Mageco per i rifiuti tessili
- Conformità normativa garantita: gestiamo l’intero ciclo documentale (FIR, registri, MUD, RENTRI) e verifichiamo la regolarità di ogni conferimento, proteggendo la Sua azienda dal rischio di sanzioni amministrative e penali
- Ritiro rapido su tutta la Lombardia: interveniamo entro 48 ore dalla richiesta nelle 12 province lombarde, con mezzi autorizzati e personale formato per la movimentazione di rifiuti tessili ordinari e pericolosi
- Tracciabilità completa del flusso: ogni conferimento è documentato e tracciabile dal ritiro alla destinazione finale, con reportistica periodica che consente alla Sua azienda di dimostrare la piena compliance ambientale in sede di audit o ispezione
- Massimizzazione del recupero: collaboriamo con una rete di impianti di selezione e riciclaggio tessile in Lombardia per avviare la quota maggiore possibile di materiale a operazioni di recupero (R3, R12), riducendo il ricorso alla discarica e alla termovalorizzazione
- Consulenza personalizzata: analizziamo i flussi di rifiuti tessili della Sua azienda per identificare opportunità di riduzione alla fonte, separazione per codice CER e ottimizzazione dei costi di smaltimento
Mageco opera su tutto il territorio lombardo: dalla provincia di Bergamo a quella di Varese, da Monza e Brianza a Pavia, da Cremona a Lecco, da Mantova a Lodi e Sondrio. Scopra tutti i nostri servizi di gestione ambientale e le nostre certificazioni.
Costi e domande frequenti sullo smaltimento rifiuti tessili
Il costo dello smaltimento rifiuti tessili varia in funzione di diversi fattori e non è possibile indicare un prezzo unico valido per tutte le situazioni. Mageco fornisce preventivi personalizzati e gratuiti dopo un’analisi preliminare dei flussi di rifiuto della Sua azienda. Di seguito riportiamo i principali fattori che influenzano il costo complessivo del servizio.
Fattori che influenzano i costi di smaltimento
- Classificazione CER e pericolosità: i rifiuti tessili pericolosi (CER con asterisco) hanno costi di smaltimento significativamente superiori rispetto ai non pericolosi, a causa degli obblighi di caratterizzazione, trasporto ADR e trattamento in impianti specializzati
- Quantità e frequenza dei ritiri: volumi maggiori e ritiri programmati con cadenza regolare consentono di ottimizzare i costi logistici e ottenere condizioni tariffarie più vantaggiose rispetto ai ritiri spot
- Composizione merceologica e separazione: rifiuti tessili già separati per tipologia e codice CER sono meno costosi da gestire rispetto a flussi misti che richiedono una selezione preliminare
- Distanza e logistica: la localizzazione dell’azienda rispetto agli impianti di trattamento incide sui costi di trasporto, particolarmente rilevanti per le province più periferiche come Sondrio e Mantova
- Destinazione finale: il recupero (operazioni R) è generalmente meno costoso dello smaltimento in discarica (operazioni D), incentivando la massima separazione e l’avvio a filiere di riciclaggio
Domande frequenti
Quali codici CER si applicano ai rifiuti tessili industriali?
I principali codici CER per i rifiuti tessili industriali appartengono al capitolo 04 02 del Catalogo Europeo dei Rifiuti: CER 04 02 09 (materiali compositi tessili), CER 04 02 10 (materiale organico da prodotti naturali), CER 04 02 22 (fibre tessili lavorate). Per i rifiuti tessili pericolosi si applicano i codici CER 04 02 14* (solventi organici), CER 04 02 16* (coloranti pericolosi) e CER 04 02 19* (fanghi pericolosi). Gli imballaggi tessili rientrano nel CER 15 01 09, mentre abbigliamento e tessili post-consumo sono classificati CER 20 01 10 e 20 01 11.
La raccolta differenziata dei rifiuti tessili è obbligatoria in Italia?
Sì, dal 1° gennaio 2022 la raccolta differenziata dei rifiuti tessili post-consumo è obbligatoria in Italia, in anticipo rispetto alla scadenza europea del 2025 prevista dalla Direttiva UE 2018/851, recepita con il D.Lgs. 116/2020. Per i rifiuti tessili di origine industriale, gli obblighi di gestione separata sono previsti dalla disciplina generale sui rifiuti speciali del D.Lgs. 152/2006. Dal 2025, il regime EPR (Responsabilità Estesa del Produttore) per il settore tessile impone ulteriori obblighi ai produttori e importatori di prodotti tessili.
Come si smaltiscono i rifiuti tessili contaminati da sostanze pericolose?
I rifiuti tessili contaminati da sostanze pericolose (solventi, coloranti tossici, metalli pesanti) devono essere caratterizzati tramite analisi di laboratorio, classificati con il codice CER appropriato contrassegnato dall’asterisco (es. 04 02 14*), imballati secondo le norme CLP, trasportati con mezzi conformi alla normativa ADR e conferiti presso impianti autorizzati per il trattamento di rifiuti pericolosi. La gestione irregolare di rifiuti tessili pericolosi costituisce reato penale ai sensi dell’art. 256 del D.Lgs. 152/2006. Mageco dispone delle autorizzazioni necessarie per la gestione di tutte le tipologie di rifiuti tessili, inclusi i pericolosi.
Quanto costa lo smaltimento dei rifiuti tessili per un’azienda in Lombardia?
Il costo dello smaltimento rifiuti tessili per un’azienda lombarda dipende da diversi fattori: classificazione CER e pericolosità del rifiuto, quantità conferite, frequenza dei ritiri, grado di separazione del materiale, distanza dagli impianti di trattamento e destinazione finale (recupero o smaltimento). I rifiuti tessili non pericolosi hanno costi inferiori rispetto ai pericolosi. Mageco offre preventivi gratuiti e personalizzati: contatti il nostro ufficio tecnico al +39 02 668 6568 o scriva a info@mageco.it per ricevere una quotazione specifica per la Sua azienda.
Qual è la differenza tra smaltimento e recupero dei rifiuti tessili?
Lo smaltimento dei rifiuti tessili comprende le operazioni finali di eliminazione del rifiuto (discarica, incenerimento senza recupero energetico), codificate come operazioni D nell’Allegato B del D.Lgs. 152/2006. Il recupero, codificato come operazioni R nell’Allegato C, include invece il riutilizzo diretto dei capi, il riciclo delle fibre tramite sfilacciatura (R3), il recupero energetico tramite termovalorizzazione (R1) e la preparazione per il riutilizzo (R12). La normativa europea impone la priorità del recupero sullo smaltimento, secondo la gerarchia dei rifiuti. Per approfondire le opzioni di recupero, consulti la nostra guida al recupero rifiuti tessili.
Quali documenti servono per lo smaltimento rifiuti tessili aziendali?
Per lo smaltimento di rifiuti tessili aziendali sono obbligatori: il Formulario di Identificazione Rifiuti (FIR) per ogni trasporto, il registro di carico e scarico aggiornato entro 10 giorni, il MUD (Modello Unico di Dichiarazione ambientale) annuale entro il 30 aprile, l’iscrizione al RENTRI dal 2025-2026 e, per i rifiuti pericolosi, la scheda di caratterizzazione da laboratorio accreditato. Mageco gestisce l’intero ciclo documentale per conto dei propri clienti, garantendo la conformità a tutti gli adempimenti previsti dal D.Lgs. 152/2006.
Mageco ritira i rifiuti tessili in tutte le province della Lombardia?
Sì, Mageco effettua il ritiro e lo smaltimento di rifiuti tessili in tutte le 12 province della Lombardia: Milano, Brescia, Bergamo, Monza e Brianza, Como, Varese, Pavia, Cremona, Mantova, Lecco, Lodi e Sondrio. Il servizio prevede il ritiro presso la sede del cliente con mezzi autorizzati, la gestione della documentazione obbligatoria e il conferimento presso impianti di trattamento certificati. Per richiedere un preventivo gratuito, contatti Mageco al +39 02 668 6568 o tramite il modulo online.
Servizi correlati e approfondimenti
Lo smaltimento dei rifiuti tessili si inserisce in un quadro più ampio di gestione ambientale che coinvolge numerose tipologie di rifiuto collegate. Di seguito troverà i principali approfondimenti correlati alla gestione dei rifiuti tessili, con guide specifiche per ogni provincia lombarda e per le tipologie di rifiuto affini.
- Recupero rifiuti tessili: riciclaggio fibre e riutilizzo
- Smaltimento abiti usati in Lombardia
- Smaltimento rifiuti speciali: guida completa
- Smaltimento rifiuti non pericolosi
- Smaltimento rifiuti in Lombardia: la guida definitiva
- Smaltimento rifiuti tessili a Milano
- Smaltimento rifiuti tessili a Brescia
- Smaltimento rifiuti tessili a Bergamo
- Smaltimento rifiuti tessili a Monza
- Smaltimento rifiuti tessili a Como
- Smaltimento rifiuti tessili a Varese
- Smaltimento rifiuti tessili a Pavia
- Smaltimento rifiuti tessili a Cremona
- Smaltimento rifiuti tessili a Mantova
- Smaltimento rifiuti tessili a Lecco
- Smaltimento rifiuti tessili a Lodi
- Smaltimento rifiuti tessili a Sondrio