Smaltimento pneumatici fuori uso: normativa PFU, obblighi EPR e procedure per aziende in Lombardia

Lo smaltimento pneumatici rappresenta un aspetto cruciale della gestione ambientale italiana, con implicazioni normative, logistiche e sanitarie che coinvolgono migliaia di operatori economici in tutta la Lombardia. Ogni anno, in Italia vengono generate circa 350.000 tonnellate di Pneumatici Fuori Uso (PFU), di cui una quota rilevante si concentra nel tessuto produttivo lombardo, regione che ospita oltre 5.000 officine meccaniche, autorimesse e gommisti. Lo smaltimento scorretto di questi rifiuti, classificati con codice CER 16 01 03, espone le imprese a sanzioni amministrative e penali previste dal D.Lgs. 152/2006 (Codice dell’Ambiente) e dal D.M. 182/2019.

Mageco S.r.l., con sede a Milano e operativa su tutto il territorio lombardo, offre un servizio professionale di smaltimento pneumatici per officine, aziende di autotrasporto, cantieri e attività industriali. In questa guida completa troverà tutte le informazioni necessarie per gestire correttamente i Suoi PFU: dalla classificazione normativa ai codici CER, dagli obblighi di Responsabilità Estesa del Produttore (EPR) alle procedure di raccolta, trasporto e trattamento autorizzato. Ogni aspetto è aggiornato alla normativa vigente al 2026, compresi i più recenti adempimenti previsti dal sistema consortile.

Cosa sono i PFU? Classificazione, codici CER e tipologie di pneumatici

I Pneumatici Fuori Uso (PFU) sono rifiuti speciali non pericolosi derivanti dalla rimozione di pneumatici da veicoli giunti a fine vita utile, classificati nel Catalogo Europeo dei Rifiuti con il codice CER 16 01 03 e soggetti a uno specifico regime di gestione disciplinato dal D.M. 182/2019. La definizione comprende tutti i pneumatici che non possono più essere riutilizzati nella loro funzione originaria, inclusi quelli danneggiati, usurati oltre i limiti di legge o strutturalmente compromessi.

È fondamentale distinguere tra le diverse categorie di pneumatici a fine vita, poiché ciascuna segue un percorso normativo e gestionale differente. I pneumatici ricostruibili possono essere sottoposti a rigenerazione secondo la norma UNI 10393 e reimmessi sul mercato come pneumatici ricostruiti. I pneumatici riutilizzabili come usati conservano caratteristiche tecniche sufficienti per un nuovo impiego, previo superamento dei controlli di conformità stabiliti dal Codice della Strada. Infine, i PFU propriamente detti non possono essere né ricostruiti né riutilizzati e devono essere avviati alle operazioni di recupero energetico o di materia, oppure allo smaltimento in discarica per rifiuti non pericolosi (soluzione residuale secondo la gerarchia dei rifiuti).

Il quadro normativo europeo, recepito dall’Italia, privilegia nettamente il recupero rispetto allo smaltimento in discarica. In particolare, l’art. 7 della Direttiva 1999/31/CE vieta espressamente il conferimento in discarica di pneumatici interi (dal 2003) e frantumati (dal 2006), rendendo obbligatorio il ricorso a filiere di trattamento autorizzate. In Lombardia, il sistema di raccolta e trattamento PFU coinvolge circa 120 impianti autorizzati tra centri di raccolta, piattaforme di stoccaggio e impianti di granulazione o termovalorizzazione.

Classificazione CER dei pneumatici e rifiuti correlati
Codice CER Descrizione Categoria Note operative
16 01 03 Pneumatici fuori uso Rifiuto speciale non pericoloso Codice principale per PFU da veicoli; soggetto a D.M. 182/2019
16 01 03* Pneumatici contaminati Rifiuto speciale pericoloso Se contaminati da sostanze pericolose (es. oli, solventi); richiede analisi preliminare
19 12 04 Gomma e caucciu da trattamento meccanico Rifiuto da impianto di trattamento Granulato o polverino derivante dalla frantumazione di PFU
07 02 99 Rifiuti non specificati (produzione gomma) Rifiuto industriale Scarti di produzione di articoli in gomma, diversi dai PFU
16 01 99 Rifiuti non specificati da veicoli Rifiuto da demolizione veicoli Utilizzabile per componenti in gomma diversi dai pneumatici
19 12 12 Altri rifiuti dal trattamento meccanico (incl. miscugli) Rifiuto da trattamento Residui misti post-triturazione contenenti frazioni di gomma

Normativa sullo smaltimento pneumatici: D.M. 182/2019, D.Lgs. 152/2006 e obblighi EPR

Lo smaltimento dei pneumatici fuori uso in Italia è disciplinato da un sistema normativo stratificato che comprende il D.Lgs. 152/2006 come quadro generale, il D.M. 182/2019 come normativa specifica sui PFU e il principio di Responsabilità Estesa del Produttore (EPR) introdotto dalla Direttiva UE 2018/851. Questo impianto giuridico attribuisce ai produttori e agli importatori di pneumatici l’obbligo di gestire il fine vita dei propri prodotti, finanziando la raccolta e il trattamento tramite consorzi autorizzati.

Il D.M. 182/2019 (entrato in vigore il 7 febbraio 2020) ha sostituito il precedente D.M. 82/2011 e rappresenta la norma cardine del sistema PFU italiano. L’articolo 3 stabilisce che i produttori e gli importatori di pneumatici devono garantire, singolarmente o in forma associata, la raccolta e il recupero di una quantità di PFU almeno pari a quella dei pneumatici immessi sul mercato nell’anno precedente, secondo il principio “uno contro uno”. L’articolo 5 fissa gli obiettivi di raccolta: almeno il 95% dell’immesso al consumo deve essere raccolto, e almeno il 70% dei PFU raccolti deve essere avviato a recupero di materia.

Il D.Lgs. 152/2006, Parte IV, disciplina le modalità generali di gestione dei rifiuti applicabili anche ai PFU. L’art. 188 regola la responsabilità del detentore, che permane fino al completamento delle operazioni di recupero o smaltimento. L’art. 193 impone l’obbligo del Formulario di Identificazione Rifiuti (FIR) per ogni trasporto. L’art. 190 obbliga i produttori di rifiuti speciali alla tenuta del registro di carico e scarico. Le sanzioni per violazioni nella gestione dei PFU sono particolarmente severe: l’abbandono di pneumatici è punito con sanzioni da 300 a 3.000 euro per privati (art. 255) e da 2.600 a 26.000 euro per imprese (art. 256, comma 2), con possibile arresto da tre mesi a un anno nei casi più gravi.

Documentazione obbligatoria per lo smaltimento pneumatici

  • Formulario di Identificazione Rifiuti (FIR) — obbligatorio per ogni singolo trasporto di PFU, da compilare in quattro copie secondo le indicazioni dell’art. 193 del D.Lgs. 152/2006
  • Registro di carico e scarico — vidimato dalla Camera di Commercio competente, con annotazione entro 10 giorni lavorativi dalla produzione o dallo scarico del rifiuto
  • Modello Unico di Dichiarazione ambientale (MUD) — dichiarazione annuale da presentare entro il 30 aprile di ogni anno, obbligatoria per i produttori di rifiuti speciali
  • RENTRI (Registro Elettronico Nazionale per la Tracciabilità dei Rifiuti) — obbligatorio dal 2025 per le imprese sopra determinate soglie dimensionali, in sostituzione progressiva del sistema cartaceo
  • Autorizzazione Albo Gestori Ambientali — necessaria per il trasportatore, con iscrizione alla categoria specifica (categoria 4 per rifiuti speciali non pericolosi)
  • Scheda SISTRI/RENTRI — tracciabilità digitale del movimento dei rifiuti dalla produzione al destino finale

Come funziona lo smaltimento pneumatici in Lombardia: procedure e filiera autorizzata

Lo smaltimento dei pneumatici in Lombardia segue una filiera articolata in cinque fasi principali: raccolta presso il detentore, trasporto con mezzo autorizzato, conferimento a centro di stoccaggio o piattaforma consortile, trattamento meccanico (triturazione e granulazione) e destino finale come recupero di materia, recupero energetico o, in via residuale, smaltimento. Ogni fase è tracciata mediante documentazione obbligatoria e soggetta ai controlli di ARPA Lombardia e della Provincia competente.

La raccolta dei PFU avviene prevalentemente presso tre tipologie di soggetti detentori: le officine e autorimesse che sostituiscono pneumatici nell’ambito della manutenzione veicoli, le aziende di demolizione veicoli autorizzate ai sensi del D.Lgs. 209/2003 e le imprese industriali che utilizzano veicoli o macchinari dotati di pneumatici (muletti, pale gommate, mezzi di cantiere). Per le officine aderenti al sistema consortile, la raccolta è organizzata direttamente dai consorzi come Ecopneus o EcoTyre, senza costi aggiuntivi per il gommista, poiché il contributo ambientale è già incluso nel prezzo del pneumatico nuovo.

Per le imprese che producono PFU al di fuori del circuito dei gommisti (flotte di autotrasporto, cantieri, industrie), la gestione richiede l’affidamento a operatori autorizzati come Mageco. Il processo operativo prevede le seguenti fasi:

Fasi operative dello smaltimento pneumatici

  1. Sopralluogo e analisi: Mageco effettua un sopralluogo presso la Sua sede per verificare quantità, tipologia e condizioni dei PFU, determinare il codice CER applicabile (16 01 03 per PFU standard; codice con asterisco se contaminati) e predisporre il piano di raccolta.
  2. Predisposizione documentale: viene compilato il FIR con tutti i dati del produttore, del trasportatore e del destinatario, unitamente alla verifica delle autorizzazioni degli impianti di destino e all’aggiornamento del registro di carico e scarico.
  3. Raccolta e carico: i PFU vengono raccolti con mezzi idonei (autocarri con cassone o container scarrabili) dotati di autorizzazione al trasporto rifiuti speciali non pericolosi, iscritti all’Albo Nazionale Gestori Ambientali in categoria 4.
  4. Trasporto a impianto autorizzato: i pneumatici vengono conferiti presso centri di stoccaggio o direttamente agli impianti di trattamento autorizzati dalla Provincia o dalla Città Metropolitana competente, nel rispetto dei tempi massimi di deposito temporaneo (12 mesi dalla produzione o al raggiungimento di 30 mc).
  5. Trattamento e destino finale: i PFU vengono sottoposti a triturazione meccanica per ottenere granulato di gomma (impiegato in superfici sportive, asfalti modificati, isolanti acustici), acciaio (recuperato tramite separazione magnetica) e fibra tessile, oppure avviati a co-incenerimento in cementifici come Combustibile Solido Secondario (CSS).

Principali centri di raccolta e trattamento PFU in Lombardia

Panoramica dei punti di raccolta PFU autorizzati nelle province lombarde
Provincia Tipologia impianto Operazioni autorizzate Consorzio di riferimento
Milano / Città Metropolitana Piattaforme di stoccaggio e selezione R13 (stoccaggio), D15 (deposito preliminare) Ecopneus, EcoTyre
Brescia Impianti di triturazione e granulazione R3 (recupero materia), R12 (trattamento preliminare) Ecopneus, Greentire
Bergamo Centri di raccolta e stoccaggio R13 (stoccaggio), R12 (trattamento) Ecopneus, EcoTyre
Varese Piattaforme ecologiche autorizzate R13 (stoccaggio), D15 (deposito) EcoTyre
Pavia Centri di stoccaggio e pretrattamento R13 (stoccaggio), R12 (selezione) Ecopneus
Mantova Impianti di recupero energetico (cementifici) R1 (recupero energetico) Ecopneus

Le piattaforme ecologiche comunali accettano PFU conferiti da privati cittadini (massimo 4 pneumatici per conferimento nella maggior parte dei Comuni lombardi), ma non da imprese o professionisti, per i quali è necessario rivolgersi a operatori autorizzati o ai consorzi dedicati.

Il sistema consortile: Ecopneus, EcoTyre e gli altri operatori della filiera PFU

Il sistema consortile italiano per la gestione dei PFU si articola in diversi soggetti collettivi autorizzati dal Ministero dell’Ambiente, tra cui Ecopneus (che gestisce circa il 70% del mercato), EcoTyre, Greentire e il consorzio RiGenerazione Futuri PFU, ciascuno dei quali organizza la raccolta gratuita presso i punti di generazione aderenti. Il contributo ambientale PFU, incluso nel prezzo di vendita del pneumatico nuovo, finanzia l’intero ciclo di raccolta, trasporto e trattamento.

Ecopneus, costituito nel 2009, è il principale consorzio italiano per la gestione dei PFU. Opera con una rete di oltre 100 aziende di raccolta e circa 30 impianti di trattamento su tutto il territorio nazionale. In Lombardia, Ecopneus garantisce la copertura capillare del servizio di raccolta presso gommisti, autofficine e centri di demolizione veicoli. Il consorzio ha raccolto oltre 200.000 tonnellate di PFU nel 2024, con un tasso di raccolta pari al 102% dell’immesso al consumo dei propri associati, superando l’obiettivo minimo del 95% fissato dal D.M. 182/2019.

EcoTyre, secondo operatore per dimensioni, si distingue per il programma “Da gomma a gomma” che promuove l’utilizzo del granulato di PFU nella produzione di nuovi pneumatici e prodotti in gomma, in un’ottica di economia circolare. Greentire completa il panorama consortile con un focus sulla raccolta in ambito agricolo e industriale. Le aziende che producono PFU possono verificare il proprio consorzio di riferimento sul sito del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica.

È importante sottolineare che il sistema consortile copre esclusivamente i PFU derivanti dal cambio gomme presso gommisti e officine aderenti. Per i PFU generati da demolizione veicoli, da attività industriali o da imprese con flotte proprie, la gestione ricade interamente sulla responsabilità del detentore, che deve affidarsi a operatori autorizzati come Mageco per garantire la corretta tracciabilità e il conferimento a impianti di destino conformi.

Perché scegliere Mageco per lo smaltimento pneumatici

Mageco S.r.l. è un operatore autorizzato per la gestione dei rifiuti speciali in Lombardia, iscritto all’Albo Nazionale Gestori Ambientali, che offre un servizio completo di raccolta, trasporto e conferimento a impianti autorizzati per lo smaltimento dei pneumatici fuori uso. La sede operativa, situata in Via Medardo Rosso 4 a Milano, consente una copertura rapida dell’intera regione, con tempi di intervento contenuti anche nelle province più distanti dal capoluogo.

Il servizio di smaltimento pneumatici di Mageco si rivolge in particolare alle imprese che generano PFU al di fuori del circuito consortile standard: aziende di autotrasporto con flotte proprie, cantieri edili e stradali che utilizzano mezzi gommati, industrie con carrelli elevatori e pale meccaniche, società di autonoleggio e concessionari con giacenze di pneumatici ritirati. Per ciascun cliente, Mageco predispone un piano di gestione personalizzato che include la valutazione delle quantità, la scelta del contenitore più adeguato (cassoni scarrabili, big bag, container), la frequenza di ritiro e la documentazione completa.

Ogni operazione è supportata da un sistema di tracciabilità completo: dal momento del ritiro presso la Sua sede fino al conferimento all’impianto di destino finale, ogni passaggio è documentato tramite FIR, registri di carico e scarico e, ove applicabile, registrazioni RENTRI. Al termine di ogni servizio, il cliente riceve il quarto esemplare del FIR controfirmato dall’impianto di destino, a conferma dell’avvenuto trattamento conforme.

I vantaggi del servizio Mageco per lo smaltimento pneumatici

  • Conformità normativa garantita: ogni ritiro è accompagnato dalla documentazione prescritta dal D.Lgs. 152/2006 e dal D.M. 182/2019, con verifica preventiva delle autorizzazioni degli impianti di destino e aggiornamento costante rispetto alle evoluzioni normative.
  • Intervento rapido su tutta la Lombardia: dalla richiesta al ritiro in 48-72 ore lavorative per le province di Milano, Monza, Como, Varese e Lecco; entro 5 giorni lavorativi per Brescia, Bergamo, Pavia, Cremona, Mantova, Lodi e Sondrio.
  • Tracciabilità completa del rifiuto: ogni PFU ritirato viene registrato e monitorato fino al destino finale, con rilascio di certificazione di avvenuto smaltimento o recupero, indispensabile per le verifiche ispettive di ARPA Lombardia.
  • Prezzi trasparenti e competitivi: preventivi personalizzati in base a quantità, tipologia di PFU (auto, autocarro, OTR, agricolo) e localizzazione, senza costi nascosti né sovraprezzi per ritiri urgenti su grandi quantitativi.

Scopra tutti i nostri servizi di gestione ambientale e le nostre certificazioni.

Costi dello smaltimento pneumatici e domande frequenti

Il costo dello smaltimento pneumatici varia significativamente in funzione di diversi parametri tecnici e logistici. Per i PFU provenienti dal circuito dei gommisti aderenti ai consorzi, il costo di raccolta e trattamento è interamente coperto dal contributo ambientale PFU (mediamente 2,50-3,50 euro per pneumatico auto e 10-25 euro per pneumatico autocarro, già incluso nel prezzo del pneumatico nuovo). Per le imprese che generano PFU al di fuori del sistema consortile, il costo del servizio viene determinato sulla base di un preventivo specifico.

Fattori che influenzano i costi di smaltimento PFU

  • Quantità e dimensione dei pneumatici: PFU da autovettura, autocarro, mezzi agricoli (OTR) e mezzi da cantiere hanno pesi e volumi molto diversi, con tariffe proporzionali.
  • Localizzazione e accessibilità del punto di ritiro: la distanza dall’impianto di destino e le condizioni logistiche del sito (accesso mezzi pesanti, disponibilità di carico meccanizzato) incidono sul costo del trasporto.
  • Frequenza e continuità del servizio: contratti con ritiri periodici programmati consentono tariffe più vantaggiose rispetto ai ritiri spot occasionali.
  • Stato dei pneumatici e contaminazione: PFU integri e non contaminati hanno costi di gestione inferiori rispetto a pneumatici frammentati, contenenti cerchioni o contaminati da sostanze pericolose (olio, solventi).

Domande frequenti sullo smaltimento pneumatici

Dove posso smaltire i pneumatici fuori uso in Lombardia?

I privati cittadini possono conferire fino a 4 pneumatici presso le piattaforme ecologiche comunali (riciclerie). Le imprese, le officine e i gommisti devono rivolgersi ai consorzi autorizzati (Ecopneus, EcoTyre, Greentire) oppure a operatori iscritti all’Albo Gestori Ambientali come Mageco S.r.l. per la raccolta, il trasporto e il conferimento a impianti di recupero o smaltimento autorizzati dalla Provincia o dalla Città Metropolitana competente.

Quanto costa smaltire i pneumatici usati?

Per il cambio gomme presso gommisti aderenti ai consorzi, il costo è incluso nel contributo ambientale PFU già compreso nel prezzo del pneumatico nuovo (circa 2,50-3,50 euro per pneumatico auto). Per le aziende con PFU non coperti dal sistema consortile, il costo dipende da quantità, tipologia (auto, autocarro, OTR), stato del pneumatico e localizzazione. Mageco fornisce preventivi gratuiti e personalizzati entro 24 ore dalla richiesta.

Quali sanzioni sono previste per lo smaltimento irregolare di pneumatici?

L’abbandono di pneumatici è sanzionato dall’art. 255 del D.Lgs. 152/2006 con multe da 300 a 3.000 euro per i privati. Per le imprese, l’art. 256 prevede sanzioni da 2.600 a 26.000 euro e l’arresto da tre mesi a un anno per gestione non autorizzata di rifiuti. La combustione illegale di pneumatici configura il reato di incenerimento illecito (art. 256-bis) con pene da uno a cinque anni di reclusione. Le violazioni documentali (FIR, registro, MUD) comportano sanzioni da 2.600 a 15.500 euro.

Che differenza c’è tra smaltimento e recupero dei pneumatici?

Il recupero prevede il riutilizzo della materia o dell’energia contenuta nel PFU: la triturazione produce granulato di gomma (per pavimentazioni, asfalti modificati, isolanti) e acciaio riciclabile, mentre il recupero energetico impiega i PFU come combustibile in cementifici. Lo smaltimento, invece, consiste nella eliminazione definitiva del rifiuto, tipicamente in discarica per rifiuti non pericolosi. La normativa UE e il D.Lgs. 152/2006 privilegiano il recupero e vietano il conferimento in discarica di pneumatici interi o triturati.

Quali documenti servono per trasportare pneumatici fuori uso?

Il trasporto di PFU richiede obbligatoriamente il Formulario di Identificazione Rifiuti (FIR) compilato in quattro copie, l’iscrizione del trasportatore all’Albo Nazionale Gestori Ambientali (categoria 4 per rifiuti speciali non pericolosi) e l’autorizzazione dell’impianto di destino. Il produttore deve annotare l’operazione nel registro di carico e scarico entro 10 giorni e conservare il FIR per almeno cinque anni. Dal 2025, le imprese sopra le soglie dimensionali devono effettuare le registrazioni anche nel RENTRI.

Come funziona il contributo ambientale PFU?

Il contributo ambientale PFU è un importo obbligatorio applicato alla vendita di ogni pneumatico nuovo, che finanzia la raccolta e il trattamento del corrispondente pneumatico a fine vita. L’importo varia in base alla tipologia: circa 2,50-3,50 euro per pneumatici auto, 10-25 euro per autocarro, fino a 50-100 euro per pneumatici di mezzi agricoli e OTR. Il contributo è stabilito annualmente dai consorzi e approvato dal Ministero dell’Ambiente ai sensi dell’art. 8 del D.M. 182/2019.

È possibile smaltire pneumatici con i cerchioni ancora montati?

Sì, Mageco ritira anche pneumatici con cerchioni ancora montati. Tuttavia, la presenza del cerchione comporta una classificazione diversa (il cerchione rientra nei rifiuti metallici, CER 16 01 17 per metalli ferrosi o 16 01 18 per non ferrosi) e costi aggiuntivi per la separazione meccanica. Per ottimizzare i costi, è consigliabile separare i cerchioni prima del conferimento, ove tecnicamente possibile.

Servizi correlati e approfondimenti

Lo smaltimento dei pneumatici fuori uso rientra nel più ampio sistema di gestione dei rifiuti speciali che Mageco offre su tutto il territorio lombardo. Approfondisca i servizi correlati e le nostre guide per le singole province della Lombardia:

Deve smaltire pneumatici fuori uso? Richieda un preventivo gratuito

Mageco S.r.l. ritira e smaltisce PFU di ogni tipologia su tutto il territorio lombardo: pneumatici auto, autocarro, mezzi agricoli, OTR e carrelli elevatori. Riceverà un preventivo personalizzato entro 24 ore, con ritiro programmato entro 48-72 ore dalla conferma.

📞 Telefono: +39 02 668 6568
Email: info@mageco.it
🌐 Preventivo online: Richiedi un preventivo gratuito