Come smaltire correttamente l’olio vegetale esausto in Lombardia? Normativa, obblighi CONOE e procedure aggiornate al 2026
Lo smaltimento olio vegetale esausto rappresenta un obbligo di legge per ristoranti, mense aziendali, attività di catering, industrie alimentari e qualsiasi soggetto che produca oli e grassi di cottura esausti nel proprio ciclo produttivo. In Lombardia, regione che conta oltre 45.000 attività di ristorazione e migliaia di aziende del comparto agroalimentare, la corretta gestione di questo rifiuto assume una rilevanza ambientale di primo piano: un solo litro di olio vegetale disperso nell’ambiente può contaminare fino a un milione di litri d’acqua, rendendo indispensabile una filiera di raccolta e conferimento tracciata e conforme alla legge.
Mageco S.r.l., con sede in Via Medardo Rosso 4 a Milano e un’esperienza consolidata nella gestione ambientale in tutte le dodici province lombarde, offre un servizio completo di ritiro, trasporto e avvio a smaltimento dell’olio vegetale esausto, garantendo la piena conformità al D.Lgs. 152/2006 e alle disposizioni del consorzio CONOE. In questa guida aggiornata al 2026 analizzeremo classificazione CER, normativa vigente, iter operativo e costi per le imprese lombarde.
Cos’è l’olio vegetale esausto? Definizione, origini e codici CER
L’olio vegetale esausto è un rifiuto speciale non pericoloso derivante dall’impiego di oli e grassi vegetali nelle operazioni di cottura, frittura e trasformazione alimentare, classificato con il codice CER 20 01 25 secondo il Catalogo Europeo dei Rifiuti. Quando l’olio viene utilizzato ripetutamente ad alte temperature, subisce processi di ossidazione, polimerizzazione e idrolisi che ne alterano irrimediabilmente le proprietà chimico-fisiche, trasformandolo in un rifiuto che deve essere gestito secondo le disposizioni della Parte Quarta del D.Lgs. 152/2006.
Le principali tipologie di olio vegetale esausto comprendono gli oli di semi (girasole, arachide, mais, soia), l’olio extravergine d’oliva utilizzato in frittura, i grassi vegetali solidi come il burro di cocco e l’olio di palma impiegati nell’industria dolciaria, e le miscele di oli vegetali derivanti dalla ristorazione collettiva. In ambito industriale, rientrano in questa categoria anche gli scarti oleosi provenienti dalla raffinazione e dalla produzione di conserve sott’olio.
I soggetti obbligati alla corretta gestione dell’olio vegetale esausto in Lombardia sono numerosi: ristoranti, pizzerie, friggitorie, mense scolastiche e aziendali, hotel, stabilimenti di produzione alimentare, laboratori di pasticceria e panetteria, catering, gastronomie e rosticcerie. Anche le utenze domestiche, pur non soggette agli stessi obblighi documentali, devono conferire l’olio esausto presso le piattaforme ecologiche comunali o i punti di raccolta dedicati, e non scaricarlo mai nel lavandino o nel sistema fognario.
| Codice CER | Descrizione | Origine principale | Pericolosità |
|---|---|---|---|
| 20 01 25 | Oli e grassi commestibili | Raccolta differenziata urbana, utenze domestiche | Non pericoloso |
| 20 01 26* | Oli e grassi diversi da quelli di cui alla voce 20 01 25 | Oli non alimentari contaminati | Pericoloso |
| 02 03 04 | Scarti inutilizzabili per il consumo o la trasformazione | Industria alimentare e conserviera | Non pericoloso |
| 19 02 10 | Rifiuti combustibili, diversi da quelli di cui alle voci 19 02 08 e 19 02 09 | Trattamento chimico-fisico di oli esausti | Non pericoloso |
| 02 03 01 | Fanghi da operazioni di lavaggio, pulizia, sbucciatura, centrifugazione e separazione | Residui di lavorazione olearia | Non pericoloso |
La distinzione tra il codice CER 20 01 25 e il 20 01 26* è fondamentale: il primo identifica gli oli e grassi commestibili esausti di uso alimentare, classificati come non pericolosi, mentre il secondo si riferisce ad oli non alimentari o contaminati da sostanze pericolose, che richiedono una filiera di smaltimento differente e più onerosa. Mageco S.r.l. gestisce entrambe le tipologie, provvedendo alla corretta caratterizzazione analitica prima del conferimento.

Normativa italiana ed europea sullo smaltimento dell’olio vegetale esausto
Lo smaltimento dell’olio vegetale esausto in Italia è disciplinato dal D.Lgs. 152/2006 (Codice dell’Ambiente), integrato dal D.Lgs. 116/2020 che ha recepito le direttive europee 2018/851/UE e 2018/852/UE in materia di economia circolare, e prevede l’obbligo di raccolta differenziata e conferimento a impianti autorizzati per tutti i produttori di rifiuti oleosi alimentari.
Il quadro normativo di riferimento si articola su più livelli. A livello europeo, la Direttiva 2008/98/CE (Direttiva Quadro sui Rifiuti), come modificata dalla Direttiva 2018/851/UE, stabilisce la gerarchia di gestione dei rifiuti che privilegia la prevenzione, il riutilizzo e il recupero di materia rispetto allo smaltimento in discarica. L’olio vegetale esausto rientra pienamente in questa logica, in quanto è una materia prima secondaria preziosa per la produzione di biodiesel, saponi industriali, lubrificanti bio-based e biogas.
A livello nazionale, l’art. 233 del D.Lgs. 152/2006 istituisce il CONOE (Consorzio Obbligatorio Nazionale di raccolta e trattamento degli Oli e dei grassi vegetali e animali Esausti), cui devono aderire tutti i soggetti che producono, raccolgono, trasportano o riciclano oli e grassi vegetali e animali esausti. L’adesione al CONOE è obbligatoria per le imprese della ristorazione, dell’industria alimentare e per i raccoglitori autorizzati. Le imprese inadempienti sono soggette a sanzioni amministrative che, ai sensi dell’art. 258 del D.Lgs. 152/2006, possono variare da 2.600 a 26.000 euro per la mancata tenuta della documentazione obbligatoria.
La Regione Lombardia, con la L.R. 26/2003 e successive modifiche, ha inoltre disciplinato le modalità di raccolta differenziata dell’olio vegetale esausto nelle utenze domestiche, prevedendo l’installazione di appositi contenitori presso le piattaforme ecologiche comunali. Il Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti (PRGR) della Lombardia fissa obiettivi di intercettazione crescenti per questa frazione merceologica.
Documentazione obbligatoria per lo smaltimento dell’olio vegetale
- Formulario di Identificazione Rifiuti (FIR) — obbligatorio per ogni trasporto, da compilare in quattro copie ai sensi dell’art. 193 del D.Lgs. 152/2006
- Registro di carico e scarico — annotazione cronologica di tutte le operazioni di produzione, stoccaggio e conferimento, da conservare per cinque anni
- RENTRI (Registro Elettronico Nazionale per la Tracciabilità dei Rifiuti) — sistema telematico che dal 2025 ha sostituito progressivamente il MUD cartaceo per le comunicazioni annuali, ai sensi del D.M. 4 aprile 2023 n. 59
- Dichiarazione di adesione al CONOE — attestazione dell’iscrizione al consorzio obbligatorio per produttori e raccoglitori
- Contratto con trasportatore autorizzato — l’azienda che produce olio vegetale esausto deve affidare il ritiro a un soggetto iscritto all’Albo Nazionale Gestori Ambientali nella categoria appropriata
Come funziona lo smaltimento dell’olio vegetale esausto in Lombardia
Il processo di smaltimento dell’olio vegetale esausto prevede cinque fasi operative: raccolta e stoccaggio presso il produttore, ritiro da parte di un trasportatore autorizzato, conferimento all’impianto di trattamento, lavorazione per il recupero o la trasformazione in biodiesel, e rilascio della certificazione di avvenuto smaltimento conforme alla normativa vigente.
Il corretto smaltimento dell’olio vegetale esausto inizia all’interno dell’azienda produttrice. Ristoranti, mense e stabilimenti alimentari devono dotarsi di contenitori idonei — generalmente fusti in polietilene ad alta densità (HDPE) da 20, 60 o 200 litri, dotati di tappo a vite e guarnizione ermetica — per lo stoccaggio temporaneo dell’olio esausto. I contenitori devono essere collocati in area coperta, su superficie impermeabilizzata con bacino di contenimento, lontano da fonti di calore e da scarichi fognari. La temperatura di stoccaggio ideale non deve superare i 40 °C per evitare fenomeni di fermentazione e sviluppo di cattivi odori.
Le cinque fasi dello smaltimento dell’olio vegetale esausto
- Raccolta e stoccaggio in azienda: l’olio di frittura o di cottura esausto viene raccolto dopo il raffreddamento in contenitori dedicati, evitando la miscelazione con altri rifiuti liquidi (acqua di lavaggio, olio minerale, solventi). Il deposito temporaneo non deve superare i 30 metri cubi o i tre mesi dalla data di produzione, ai sensi dell’art. 183, comma 1, lettera bb) del D.Lgs. 152/2006.
- Prenotazione e documentazione: il produttore contatta Mageco per programmare il ritiro. Prima dello svuotamento, viene compilato il Formulario di Identificazione Rifiuti (FIR) con i dati del produttore, del trasportatore e dell’impianto di destinazione. Il registro di carico e scarico viene aggiornato contestualmente.
- Ritiro e trasporto autorizzato: il personale Mageco esegue l’aspirazione dell’olio esausto mediante autocisterna o il ritiro dei fusti con mezzo attrezzato. Il trasporto avviene in conformità all’iscrizione all’Albo Gestori Ambientali e secondo le prescrizioni ADR applicabili, sebbene l’olio vegetale esausto sia generalmente esente da classificazione ADR in quanto non pericoloso.
- Conferimento e trattamento: l’olio vegetale esausto viene conferito presso impianti di rigenerazione autorizzati dalla Regione Lombardia, dove viene sottoposto a processi di filtrazione, decantazione e disidratazione per separare le impurità solide e l’acqua residua. Il prodotto purificato viene quindi avviato alla transesterificazione per la produzione di biodiesel o destinato all’industria oleochemica.
- Certificazione e tracciabilità: al termine del ciclo, Mageco rilascia al cliente la quarta copia del FIR, il certificato di avvenuto smaltimento e la documentazione necessaria per le comunicazioni RENTRI annuali. L’intera filiera è tracciata e verificabile in ogni passaggio.
Riferimenti per la raccolta dell’olio vegetale esausto in Lombardia
| Provincia | Canale di raccolta | Soggetti coinvolti | Note operative |
|---|---|---|---|
| Milano | Piattaforme ecologiche AMSA/A2A + raccoglitori CONOE | Utenze domestiche e attività commerciali | Oltre 60 punti di raccolta sul territorio metropolitano |
| Brescia | Centri di raccolta comunali + operatori privati autorizzati | Utenze domestiche e ristorazione | Conferimento gratuito presso isole ecologiche Aprica |
| Bergamo | Piattaforme ecologiche comunali + CONOE | Utenze domestiche e commerciali | Raccolta dedicata presso i centri A2A Ambiente |
| Monza e Brianza | Isole ecologiche CEM Ambiente + raccoglitori privati | Utenze domestiche e attività produttive | Servizio di ritiro a domicilio per grandi produttori |
| Como | Centri di raccolta comunali + raccolta porta a porta dedicata | Utenze domestiche e HORECA | Contenitori gialli da 10 L distribuiti ai cittadini |
| Varese | Piattaforme ecologiche + raccoglitori autorizzati | Utenze domestiche e industria alimentare | Conferimento presso centri gestiti da AGESP e altri |
| Pavia | Isole ecologiche ASM Pavia + operatori CONOE | Utenze domestiche e ristorazione | Raccolta differenziata con appositi contenitori verdi |
| Cremona | Centri di raccolta comunali + raccoglitori privati | Utenze domestiche e aziende agroalimentari | Servizio coordinato con AEM Gestioni |
| Mantova | Piattaforme ecologiche + rete CONOE | Utenze domestiche e industria conserviera | Comparto agroalimentare particolarmente attivo |
| Lecco | Centri di raccolta Silea + raccoglitori autorizzati | Utenze domestiche e HORECA | Contenitori dedicati presso le piattaforme ecologiche |
| Lodi | Isole ecologiche comunali + servizio a chiamata | Utenze domestiche e attività agricole | Raccolta coordinata con SAL Servizi |
| Sondrio | Centri di raccolta comunali + operatori privati | Utenze domestiche e ristorazione turistica | Servizio stagionale potenziato nei mesi estivi |

Impatto ambientale dell’olio vegetale esausto e vantaggi del corretto smaltimento
Lo smaltimento scorretto dell’olio vegetale esausto — ossia lo sversamento in fognature, corsi d’acqua o nel terreno — provoca danni ambientali gravi e quantificabili: un litro di olio può formare una pellicola impermeabile su una superficie acquea di circa 1.000 metri quadrati, impedendo gli scambi gassosi e compromettendo la vita acquatica, oltre a rendere necessari costosi trattamenti di depurazione.
Quando l’olio vegetale esausto raggiunge il sistema fognario, causa l’ostruzione delle tubature per effetto della solidificazione a basse temperature e dell’accumulo progressivo di grassi sulle pareti interne delle condotte. Le aziende di gestione del servizio idrico integrato in Lombardia stimano che circa il 20% degli interventi di spurgo sia riconducibile allo sversamento improprio di oli alimentari. Nei depuratori, la presenza di oli e grassi riduce l’efficienza dei processi biologici di trattamento delle acque reflue, aumentando i costi operativi e il consumo energetico degli impianti.
Se disperso nel suolo, l’olio vegetale esausto altera la struttura del terreno, creando una barriera idrofoba che impedisce l’assorbimento dell’acqua piovana e compromette la crescita della vegetazione. In falda acquifera, anche piccole quantità di olio rendono l’acqua non potabile e possono contaminare pozzi utilizzati per l’irrigazione agricola, con ripercussioni sulla filiera alimentare. L’ARPA Lombardia classifica lo sversamento di oli esausti tra le fonti diffuse di inquinamento delle acque sotterranee più rilevanti nella pianura padana.
Al contrario, il corretto avvio a smaltimento e recupero dell’olio vegetale esausto produce benefici ambientali ed economici rilevanti. Secondo i dati del CONOE, nel 2024 sono state raccolte in Italia oltre 90.000 tonnellate di oli vegetali esausti, di cui circa l’85% è stato trasformato in biodiesel certificato. La produzione di biodiesel da olio esausto riduce le emissioni di CO2 dell’80% rispetto al gasolio di origine fossile e contribuisce agli obiettivi nazionali di decarbonizzazione fissati dal Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima (PNIEC) 2030. Inoltre, la filiera di recupero genera occupazione qualificata e alimenta un comparto industriale in costante crescita, con oltre 50 impianti di trattamento attivi sul territorio nazionale.
Per le aziende lombarde, il corretto smaltimento dell’olio vegetale rappresenta dunque non soltanto un obbligo normativo, ma una scelta di sostenibilità concreta e misurabile, pienamente coerente con i principi dell’economia circolare promossi dalla normativa europea e dalla strategia nazionale ISPRA per la prevenzione dei rifiuti.
Perché scegliere Mageco per lo smaltimento dell’olio vegetale esausto
Mageco S.r.l. è un operatore autorizzato per la raccolta e il trasporto di oli vegetali esausti in tutta la Lombardia, iscritto all’Albo Nazionale Gestori Ambientali e convenzionato con la rete CONOE, in grado di gestire l’intera filiera dal ritiro presso il produttore al conferimento finale con documentazione completa e tracciabilità certificata.
La scelta del partner per lo smaltimento dell’olio vegetale esausto è una decisione strategica per qualsiasi attività di ristorazione o impresa alimentare. Un servizio inadeguato espone l’azienda a rischi sanzionatori elevati, problemi ambientali e responsabilità civile e penale in caso di gestione illecita del rifiuto. Mageco offre un servizio strutturato, progettato per eliminare ogni incertezza operativa e garantire la piena conformità normativa.
L’esperienza maturata in oltre vent’anni di attività nella gestione ambientale consente a Mageco di servire con puntualità e competenza clienti di ogni dimensione: dal singolo ristorante con un fusto da 20 litri alla grande mensa industriale che produce centinaia di litri di olio esausto ogni settimana. Il servizio è attivo in tutte le dodici province lombarde — Milano, Brescia, Bergamo, Monza, Como, Varese, Pavia, Cremona, Mantova, Lecco, Lodi e Sondrio — con tempi di intervento rapidi e programmabili.
I vantaggi del servizio Mageco per l’olio vegetale esausto
- Conformità normativa garantita: ogni ritiro è accompagnato da FIR, aggiornamento del registro di carico e scarico e documentazione RENTRI. Mageco gestisce anche la comunicazione annuale al CONOE per conto del cliente, sollevandolo da ogni onere burocratico.
- Ritiro programmato o su chiamata: in base ai volumi prodotti, Mageco propone piani di ritiro periodici (settimanali, quindicinali, mensili) o interventi a chiamata entro 48 ore dalla richiesta, con fascia oraria concordata per non interferire con l’attività del cliente.
- Fornitura di contenitori idonei: Mageco mette a disposizione fusti e contenitori certificati per lo stoccaggio temporaneo dell’olio vegetale esausto, completi di etichettatura conforme e bacino di contenimento, in comodato d’uso gratuito per i clienti con contratto continuativo.
- Tracciabilità digitale completa: attraverso il portale clienti Mageco, ogni operazione di ritiro è documentata e consultabile in tempo reale, con copie digitali dei FIR, report periodici sui quantitativi conferiti e promemoria sulle scadenze documentali.
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Costi dello smaltimento dell’olio vegetale esausto e domande frequenti
Il costo dello smaltimento dell’olio vegetale esausto varia in funzione di diversi parametri, ma si colloca generalmente tra le tipologie di rifiuto più accessibili dal punto di vista economico, grazie al valore intrinseco dell’olio esausto come materia prima per la produzione di biodiesel. In molti casi, per quantitativi significativi, il servizio di ritiro può risultare a costo zero o addirittura generare un piccolo ricavo per il produttore.
Fattori che influenzano i costi
- Quantitativo prodotto: maggiore è il volume di olio esausto raccolto per singolo ritiro, minore è il costo unitario per litro. Per quantitativi superiori a 200 litri per ritiro, Mageco offre condizioni particolarmente vantaggiose.
- Frequenza di ritiro: i contratti con ritiro programmato a cadenza regolare beneficiano di tariffe agevolate rispetto ai ritiri occasionali, grazie all’ottimizzazione logistica dei percorsi di raccolta.
- Localizzazione dell’azienda: la distanza dall’impianto di trattamento incide sui costi di trasporto. Le aziende situate nell’area metropolitana di Milano e nelle zone industriali di Brescia e Bergamo beneficiano delle tariffe più competitive.
- Qualità dell’olio esausto: un olio raccolto correttamente, senza contaminazione con acqua, detersivi o altri rifiuti, ha un valore di mercato più elevato e può determinare una riduzione del costo del servizio o un corrispettivo positivo per il produttore.
- Servizi accessori richiesti: fornitura di contenitori, supporto documentale, consulenza normativa e formazione del personale rappresentano servizi aggiuntivi che Mageco offre sia in forma inclusa nel contratto, sia con tariffazione separata.
Domande frequenti
Dove si butta l’olio vegetale esausto?
L’olio vegetale esausto non deve mai essere versato nel lavandino, nel WC o nella raccolta indifferenziata. Per le utenze domestiche, deve essere conferito presso le piattaforme ecologiche comunali in contenitori chiusi. Per ristoranti, mense e attività commerciali, è obbligatorio affidarsi a un raccoglitore autorizzato iscritto all’Albo Gestori Ambientali e convenzionato CONOE, come Mageco S.r.l., che provvede al ritiro con tutta la documentazione di legge.
Quali sanzioni sono previste per lo smaltimento illegale dell’olio vegetale esausto?
Lo smaltimento illegale dell’olio vegetale esausto — ad esempio lo sversamento in fognatura o nel terreno — è punito dall’art. 256 del D.Lgs. 152/2006 con sanzioni amministrative da 2.600 a 26.000 euro per i rifiuti non pericolosi. In caso di abbandono reiterato o di inquinamento accertato di corpi idrici, si configura anche il reato ambientale di cui all’art. 452-bis del Codice Penale, con pene detentive da 2 a 6 anni. Per le attività di ristorazione, la mancata tenuta del registro di carico e scarico è sanzionata autonomamente.
Ogni quanto tempo deve essere ritirato l’olio vegetale esausto da un ristorante?
La frequenza di ritiro dipende dai volumi prodotti e dalla capienza dei contenitori di stoccaggio. Per legge, il deposito temporaneo non può superare i 30 metri cubi o i tre mesi dalla data di produzione del rifiuto (art. 183, comma 1, lett. bb), D.Lgs. 152/2006). Un ristorante medio con 80-100 coperti produce circa 20-40 litri di olio esausto a settimana, rendendo consigliabile un ritiro quindicinale o mensile. Mageco propone piani personalizzati in base alle esigenze specifiche di ogni attività.
L’olio vegetale esausto è classificato come rifiuto pericoloso?
No, l’olio vegetale esausto di origine alimentare è classificato come rifiuto speciale non pericoloso con codice CER 20 01 25. Tuttavia, se contaminato con sostanze estranee (olio minerale, solventi, prodotti chimici), può essere riclassificato con il codice CER 20 01 26* come rifiuto pericoloso, comportando obblighi documentali e costi di smaltimento significativamente maggiori. Per questo motivo è fondamentale evitare qualsiasi miscelazione durante lo stoccaggio.
Che cos’è il CONOE e quali obblighi comporta per le aziende?
Il CONOE (Consorzio Obbligatorio Nazionale di raccolta e trattamento degli Oli e dei grassi vegetali e animali Esausti) è il consorzio istituito dall’art. 233 del D.Lgs. 152/2006. Tutte le imprese che producono, raccolgono, trasportano o riciclano oli e grassi vegetali e animali esausti hanno l’obbligo di aderirvi. Per i ristoranti e le attività alimentari, l’adesione comporta il versamento di un contributo annuale e l’obbligo di conferire l’olio esausto esclusivamente a raccoglitori autorizzati e convenzionati con il consorzio.
Che fine fa l’olio vegetale esausto dopo il ritiro?
L’olio vegetale esausto raccolto viene conferito presso impianti di rigenerazione autorizzati dove, dopo processi di filtrazione, decantazione e disidratazione, viene trasformato prevalentemente in biodiesel tramite transesterificazione. Circa l’85% dell’olio raccolto in Italia segue questa destinazione. Il restante viene impiegato nella produzione di saponi industriali, lubrificanti bio-based, inchiostri e altri prodotti dell’industria oleochemica. Si tratta di un perfetto esempio di economia circolare.
Quanto costa lo smaltimento dell’olio vegetale esausto per un’attività di ristorazione?
Il costo dello smaltimento dell’olio vegetale esausto per le attività di ristorazione è generalmente molto contenuto e, per quantitativi consistenti, il servizio può essere addirittura gratuito grazie al valore economico dell’olio come materia prima per il biodiesel. Mageco S.r.l. offre preventivi personalizzati senza impegno: contatti il nostro ufficio commerciale al +39 02 668 6568 o via email a info@mageco.it per ricevere una proposta calibrata sui volumi e sulle esigenze specifiche della Sua attività.
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- Recupero dell’olio vegetale esausto: la filiera del biodiesel
- Smaltimento olio minerale esausto: procedure e normativa
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- Smaltimento detergenti e prodotti chimici
- Guida allo smaltimento dei rifiuti non pericolosi
Mageco gestisce lo smaltimento dell’olio vegetale esausto in ogni provincia della Lombardia. Scopra la guida specifica per la Sua zona:
- Smaltimento olio vegetale a Milano
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