Come smaltire i metalli ferrosi e non ferrosi in Lombardia nel 2026? Guida completa alla gestione dei rifiuti metallici

Lo smaltimento metalli rappresenta una delle operazioni più rilevanti nella gestione dei rifiuti speciali prodotti dal tessuto industriale lombardo. Ogni anno in Lombardia vengono generati oltre 5,8 milioni di tonnellate di scarti metallici provenienti da lavorazioni meccaniche, demolizioni edili, manutenzione impiantistica e dismissione di macchinari: un flusso eterogeneo che comprende sia i metalli ferrosi — acciaio al carbonio, ghisa, acciaio inossidabile — sia i metalli non ferrosi quali alluminio, rame, ottone, zinco, piombo, stagno e leghe speciali. Ogni tipologia richiede una classificazione CER specifica, una documentazione dedicata e un percorso di trattamento differenziato, secondo quanto stabilito dal D.Lgs. 152/2006 (Codice dell’Ambiente) e dai regolamenti europei sulla cessazione della qualifica di rifiuto.

Mageco S.r.l., attiva dal 2003 con sede operativa a Lainate (MI), gestisce l’intero ciclo di smaltimento metalli sul territorio lombardo: dalla caratterizzazione iniziale del rifiuto metallico alla raccolta con mezzi autorizzati, dal trasporto tracciato fino al conferimento presso impianti di trattamento e recupero metalli in possesso delle necessarie autorizzazioni regionali. Le certificazioni ISO 9001, ISO 14001 e ISO 45001, unite all’iscrizione all’Albo Nazionale Gestori Ambientali nelle categorie 5F e 8C, garantiscono un servizio conforme a ogni prescrizione normativa. In questa guida troverà la classificazione completa dei rifiuti metallici, i riferimenti normativi aggiornati al 2026, la procedura operativa per lo smaltimento e le risposte alle domande più frequenti.

Tipologie di metalli: classificazione ferrosi e non ferrosi con codici CER

I rifiuti metallici si suddividono in due macrocategorie — metalli ferrosi e metalli non ferrosi — ciascuna con codici CER specifici che determinano le modalità obbligatorie di raccolta, trasporto e smaltimento. La corretta classificazione è il presupposto inderogabile per qualsiasi operazione di smaltimento metalli conforme alla legge: un’attribuzione errata del codice CER può comportare sanzioni amministrative da 2.600 a 26.000 euro ai sensi dell’art. 258 del D.Lgs. 152/2006.

I metalli ferrosi comprendono tutti i materiali a base di ferro e sue leghe: acciaio al carbonio, ghisa, acciaio inossidabile (inox), acciaio da costruzione, lamiere e profilati. Questi materiali sono magnetici (ad eccezione di alcuni acciai austenitici) e costituiscono la quota volumetricamente più significativa dei rifiuti metallici industriali. I metalli non ferrosi, invece, includono alluminio, rame, ottone (lega rame-zinco), bronzo (lega rame-stagno), zinco, piombo, stagno, nichel e leghe speciali. Sebbene prodotti in quantità inferiori, i metalli non ferrosi presentano generalmente un valore di mercato per chilogrammo superiore a quello dei ferrosi, rendendo il loro corretto smaltimento e recupero particolarmente vantaggioso sotto il profilo economico.

Tabella codici CER per rifiuti metallici

Categoria Materiale Codice CER Descrizione CER Pericoloso
Ferroso Ferro e acciaio 17 04 05 Ferro e acciaio da costruzione e demolizione No
Ferroso Limatura e trucioli ferrosi 12 01 01 Limatura e trucioli di materiali ferrosi No
Ferroso Polveri e particolato ferroso 12 01 02 Polveri e particolato di materiali ferrosi No
Non ferroso Alluminio 17 04 02 Alluminio da costruzione e demolizione No
Non ferroso Rame 17 04 01 Rame, bronzo, ottone da costruzione e demolizione No
Non ferroso Zinco 17 04 04 Zinco da costruzione e demolizione No
Non ferroso Piombo 17 04 03 Piombo da costruzione e demolizione No
Non ferroso Stagno 17 04 06 Stagno da costruzione e demolizione No
Non ferroso Metalli misti 17 04 07 Metalli misti da costruzione e demolizione No
Non ferroso Limatura e trucioli non ferrosi 12 01 03 Limatura e trucioli di materiali non ferrosi No
Non ferroso Polveri e particolato non ferroso 12 01 04 Polveri e particolato di materiali non ferrosi No
Misto/Pericoloso Cavi metallici con isolamento 17 04 10* Cavi contenenti olio, catrame di carbone o altre sostanze pericolose
Misto/Pericoloso Emulsioni di lavorazione metalli 12 01 09* Emulsioni e soluzioni per macchinari, prive di alogeni
Misto Cavi non pericolosi 17 04 11 Cavi diversi da quelli di cui alla voce 17 04 10 No

Il capitolo 17 04 del Catalogo Europeo dei Rifiuti raccoglie i metalli provenienti da attività di costruzione e demolizione, mentre il capitolo 12 01 classifica gli scarti delle lavorazioni meccaniche (tornitura, fresatura, foratura, rettifica, tranciatura). È fondamentale distinguere i rifiuti metallici non pericolosi — che costituiscono la maggior parte dei flussi — dai rifiuti metallici pericolosi contrassegnati con asterisco (*), come i cavi contaminati da oli minerali (CER 17 04 10*) o le emulsioni oleose di lavorazione (CER 12 01 09*), che richiedono procedure di smaltimento rifiuti speciali con ADR e documentazione aggiuntiva.

Nella pratica industriale lombarda, è comune che un singolo lotto di scarti metallici contenga materiali di diverse tipologie: una demolizione di un capannone, ad esempio, può produrre simultaneamente profilati in acciaio (17 04 05), grondaie in rame (17 04 01), infissi in alluminio (17 04 02) e cavi elettrici (17 04 11). In questi casi, la separazione preventiva per tipologia consente di attribuire codici CER specifici a ciascun flusso, ottimizzando sia la conformità normativa sia il valore economico del materiale destinato al recupero.

Normativa sullo smaltimento metalli: D.Lgs. 152/2006, regolamenti End of Waste e obblighi documentali

Lo smaltimento metalli in Italia è disciplinato dal D.Lgs. 152/2006 (Testo Unico Ambientale) integrato dai regolamenti europei sulla cessazione della qualifica di rifiuto, con obblighi specifici di classificazione, tracciabilità e conferimento presso impianti autorizzati. Il quadro normativo, aggiornato dal D.Lgs. 116/2020 in recepimento delle direttive UE 2018/851 e 2018/852 del pacchetto economia circolare, impone un sistema di adempimenti documentali che ogni produttore di rifiuti metallici deve conoscere e rispettare.

Riferimenti normativi principali

  • D.Lgs. 152/2006, Parte IV (artt. 177-266): disciplina generale sulla gestione dei rifiuti, classificazione, obblighi del produttore, tracciabilità e sanzioni.
  • D.Lgs. 116/2020: recepimento delle direttive UE 2018/851 e 2018/852, con aggiornamento della definizione di rifiuto urbano e sottoprodotto.
  • Regolamento UE 333/2011: stabilisce i criteri per la cessazione della qualifica di rifiuto (end of waste) per i rottami di ferro, acciaio e alluminio. Definisce quando il rottame metallico, dopo adeguato trattamento, cessa di essere rifiuto e diventa materia prima secondaria.
  • Regolamento UE 715/2013: criteri end of waste specifici per i rottami di rame.
  • Regolamento CE 1013/2006: disciplina delle spedizioni transfrontaliere di rifiuti metallici all’interno e all’esterno dell’Unione Europea.
  • D.M. 5 febbraio 1998 e D.M. 161/2002: individuazione dei rifiuti non pericolosi e pericolosi sottoposti a procedure semplificate di recupero.
  • D.Lgs. 81/2008: Testo Unico sulla sicurezza sul lavoro, applicabile alla movimentazione e manipolazione di rifiuti metallici (rischi da taglio, schiacciamento, esposizione a polveri).

Obblighi documentali per il produttore di rifiuti metallici

Ai sensi dell’art. 188 del D.Lgs. 152/2006, il produttore di rifiuti metallici è responsabile della corretta gestione dal momento della produzione fino allo smaltimento o recupero finale. Gli adempimenti obbligatori comprendono:

  • Classificazione CER: attribuzione del codice CER corretto a ciascun lotto di rifiuto metallico, secondo la Decisione 2014/955/UE e il Regolamento UE 1357/2014 per la determinazione delle caratteristiche di pericolo (HP).
  • Registro di carico e scarico (art. 190, D.Lgs. 152/2006): annotazione di ogni operazione di produzione e conferimento entro 10 giorni lavorativi, con conservazione per 5 anni.
  • Formulario di identificazione del rifiuto (FIR) (art. 193): documento che accompagna il trasporto dal luogo di produzione all’impianto di destinazione. Deve essere compilato in quattro copie con numerazione progressiva vidimata dalla CCIAA.
  • Dichiarazione MUD (Modello Unico di Dichiarazione ambientale): comunicazione annuale da presentare entro il 30 giugno, obbligatoria per i produttori di rifiuti speciali non pericolosi con più di 10 dipendenti e per tutti i produttori di rifiuti speciali pericolosi.
  • RENTRI (Registro Elettronico Nazionale per la Tracciabilità dei Rifiuti): il nuovo sistema di tracciabilità digitale, pienamente operativo dal 2025, che sostituisce progressivamente il sistema cartaceo SISTRI.

Per i rifiuti metallici classificati come pericolosi (contrassegnati con asterisco nel CER), si aggiungono: l’obbligo di analisi chimiche di caratterizzazione, l’etichettatura ADR per il trasporto su strada, la compilazione del documento di trasporto ADR e l’affidamento esclusivo a trasportatori iscritti all’Albo Gestori Ambientali con autorizzazione specifica per rifiuti pericolosi. La Regione Lombardia, attraverso ARPA Lombardia, esercita funzioni di controllo e vigilanza sull’intero ciclo di gestione, con ispezioni programmate e verifiche documentali presso i produttori e gli impianti di trattamento.

Come funziona lo smaltimento metalli in Lombardia: procedura operativa completa

Lo smaltimento metalli in Lombardia si articola in sei fasi operative — sopralluogo, classificazione, raccolta, trasporto, trattamento e certificazione — ciascuna regolata da adempimenti normativi specifici che garantiscono la tracciabilità completa del rifiuto dal produttore all’impianto finale. Di seguito la descrizione dettagliata dell’intero processo, così come viene gestito da operatori professionali del settore.

Fase 1: Sopralluogo e valutazione iniziale

Il processo di smaltimento metalli inizia con un sopralluogo tecnico presso il sito del produttore. Il tecnico ambientale valuta la tipologia e la quantità dei rifiuti metallici presenti, le condizioni di stoccaggio, l’accessibilità logistica per i mezzi di raccolta e l’eventuale presenza di contaminanti (oli, vernici, rivestimenti, isolamenti) che possano modificare la classificazione del rifiuto. Per lotti misti — frequenti nelle demolizioni edili e nelle dismissioni di impianti industriali — viene effettuata una stima delle percentuali di ciascuna tipologia metallica (ferrosi, alluminio, rame, ottone, zinco) al fine di predisporre la corretta separazione.

Fase 2: Classificazione e caratterizzazione analitica

Sulla base del sopralluogo, vengono attribuiti i codici CER a ciascun flusso di rifiuto metallico. Per i metalli non pericolosi, la classificazione avviene su base merceologica, verificando la composizione del materiale. Per i rifiuti metallici potenzialmente pericolosi — ad esempio scarti di lavorazione contaminati da emulsioni oleose (12 01 09*), trucioli con residui di solventi, o cavi con isolamento contenente amianto — è obbligatoria l’analisi chimica di caratterizzazione eseguita da laboratorio accreditato, con determinazione delle caratteristiche di pericolo HP secondo il Regolamento UE 1357/2014.

Fase 3: Raccolta e stoccaggio temporaneo

I rifiuti metallici devono essere stoccati in modo differenziato per codice CER. Lo stoccaggio temporaneo presso il produttore è consentito per un massimo di un anno (art. 183, comma 1, lett. bb, D.Lgs. 152/2006), purché in condizioni idonee a prevenire dispersioni nell’ambiente. I contenitori utilizzati variano in funzione della tipologia del rifiuto:

  • Cassoni scarrabili (20-30 mc): per rottami ferrosi voluminosi, profilati, lamiere da demolizione
  • Container marittimi: per grandi quantitativi di metalli non ferrosi di elevato valore (rame, ottone)
  • Cassoni chiusi: per trucioli e sfridi di lavorazione meccanica, con tenuta per emulsioni residue
  • Big bag e fusti: per polveri metalliche, limatura fine, particolato
  • Ceste metalliche: per cavi elettrici e piccoli componenti metallici misti

Fase 4: Trasporto autorizzato

Il trasporto dei rifiuti metallici deve essere effettuato esclusivamente da soggetti iscritti all’Albo Nazionale Gestori Ambientali nella categoria appropriata. Ogni trasporto è accompagnato dal Formulario di Identificazione del Rifiuto (FIR), compilato in quattro copie. Per i rifiuti metallici pericolosi, si applicano inoltre le disposizioni ADR per il trasporto di merci pericolose su strada, con obbligo di conducente munito di patentino ADR, veicolo equipaggiato secondo le specifiche normative e documentazione di trasporto ADR. Il percorso dal produttore all’impianto di destinazione deve essere il più diretto possibile, senza soste intermedie non autorizzate.

Fase 5: Trattamento e destinazione finale

Presso l’impianto di destinazione, i rifiuti metallici vengono sottoposti a operazioni di trattamento che possono includere:

  • Cernita e separazione: suddivisione manuale o meccanica per tipologia metallica (magneti, correnti parassite, sensori ottici)
  • Cesoiatura e pressatura: riduzione volumetrica per rottami ingombranti
  • Macinazione e triturazione: per cavi elettrici (separazione metallo/isolante), RAEE metallici e rottami misti
  • Decontaminazione: rimozione di oli, vernici, rivestimenti e contaminanti prima del recupero
  • Fusione e rifusione: per metalli non ferrosi destinati alla produzione di lingotti e billette di materia prima secondaria

La Lombardia dispone di una rete capillare di impianti autorizzati per il trattamento dei rifiuti metallici. Le principali piattaforme di conferimento sono concentrate nelle province di Milano, Brescia e Bergamo, con una capacità complessiva di trattamento che supera i 6 milioni di tonnellate annue. Il conferimento deve avvenire esclusivamente presso impianti in possesso di autorizzazione regionale ai sensi dell’art. 208 del D.Lgs. 152/2006 o iscritti nelle procedure semplificate ex artt. 214-216.

Fase 6: Documentazione e certificazione finale

Al completamento dell’operazione, l’impianto di destinazione restituisce al produttore la quarta copia del FIR, controfirmata e datata, che certifica l’avvenuto conferimento. Questo documento deve essere conservato per cinque anni presso la sede del produttore. Per i metalli che raggiungono i criteri end of waste (Reg. UE 333/2011 per ferro, acciaio e alluminio; Reg. UE 715/2013 per il rame), l’impianto di trattamento emette una Dichiarazione di Conformità (DoC) che attesta la cessazione della qualifica di rifiuto e la trasformazione in materia prima secondaria, reimmessa nel ciclo produttivo.

Piattaforme ecologiche e impianti di riferimento in Lombardia

Provincia Tipologia impianto Metalli trattati Operazione prevalente
Milano Piattaforma di selezione e trattamento Ferrosi, alluminio, rame, misti R4 (riciclo metalli), R13 (stoccaggio)
Brescia Fonderia e impianto di rifusione Alluminio, ottone, bronzo, zinco R4 (riciclo), R3 (rigenerazione)
Bergamo Centro di raccolta e cernita Ferrosi, acciaio inox, alluminio R13 (stoccaggio), R4 (riciclo)
Monza-Brianza Piattaforma di conferimento Misti da demolizione, cavi R13 (stoccaggio), D15 (deposito)
Varese Impianto di macinazione Cavi elettrici, RAEE metallici R4 (riciclo), R5 (riciclo inorganici)
Pavia Centro di stoccaggio e avvio a recupero Ferrosi, piombo, zinco R13 (stoccaggio), R4 (riciclo)

Perché scegliere Mageco per lo smaltimento metalli in Lombardia

Mageco S.r.l. offre un servizio integrato di smaltimento metalli che copre l’intero territorio lombardo, dalla caratterizzazione iniziale del rifiuto fino alla certificazione di avvenuto smaltimento o recupero, con tracciabilità documentale completa e tempi di intervento rapidi. Operativa dal 2003 con sede a Lainate (MI), Via Juan Manuel Fangio 11, l’azienda ha maturato oltre vent’anni di esperienza nella gestione di rifiuti metallici per conto di industrie manifatturiere, imprese edili, officine meccaniche, aziende di demolizione e studi di ingegneria ambientale in tutta la Lombardia.

Credenziali e autorizzazioni

  • ISO 9001:2015 — Sistema di gestione della qualità: garantisce processi standardizzati e ripetibili per ogni fase dello smaltimento
  • ISO 14001:2015 — Sistema di gestione ambientale: attesta l’impegno per la riduzione dell’impatto ambientale nelle operazioni di raccolta, trasporto e conferimento
  • ISO 45001:2018 — Sistema di gestione della salute e sicurezza sul lavoro: tutela gli operatori nelle attività di movimentazione rifiuti metallici (rischi da taglio, schiacciamento, polveri)
  • Albo Nazionale Gestori Ambientali, Categoria 5F — Raccolta e trasporto di rifiuti speciali non pericolosi
  • Albo Nazionale Gestori Ambientali, Categoria 8C — Intermediazione e commercio di rifiuti senza detenzione

Servizio operativo

Il servizio di smaltimento metalli di Mageco si articola in una sequenza di attività coordinate che assicurano al cliente il massimo della conformità normativa e dell’efficienza logistica:

  • Sopralluogo gratuito entro 48 ore dalla richiesta, con stima dei quantitativi e classificazione preliminare dei rifiuti metallici
  • Preventivo dettagliato entro 24 ore dal sopralluogo, con indicazione dei costi per ogni codice CER, inclusi trasporto e conferimento
  • Fornitura di contenitori idonei (cassoni, big bag, fusti) posizionati presso il sito del cliente
  • Raccolta programmata o a chiamata con mezzi autorizzati dotati di gru, polipo e sponda idraulica
  • Gestione documentale completa: compilazione FIR, aggiornamento registri di carico e scarico, predisposizione MUD annuale, iscrizione e comunicazioni RENTRI
  • Certificazione finale: restituzione della quarta copia FIR e attestazione di avvenuto smaltimento o recupero entro 90 giorni dal conferimento

L’area operativa di Mageco comprende tutte le 12 province lombarde — Milano, Brescia, Bergamo, Monza e Brianza, Como, Varese, Pavia, Cremona, Mantova, Lecco, Lodi e Sondrio — con una rete consolidata di impianti di destinazione autorizzati che consente di individuare sempre la soluzione logisticamente ed economicamente ottimale per ogni tipologia di rifiuto metallico.

Costi dello smaltimento metalli e domande frequenti

Il costo dello smaltimento metalli dipende da quattro fattori principali: la tipologia del metallo (ferroso o non ferroso), il codice CER attribuito, la quantità del lotto e la distanza dal più vicino impianto di trattamento autorizzato. A differenza di molte altre categorie di rifiuti speciali, i metalli — in particolare quelli non ferrosi come rame, ottone e alluminio — possono generare un ricavo per il produttore anziché un costo, quando le quotazioni di mercato delle materie prime secondarie superano i costi logistici di raccolta e trasporto.

Fattori che influenzano il prezzo

  • Valore intrinseco del metallo: il rame ha quotazioni LME (London Metal Exchange) significativamente superiori all’acciaio; l’alluminio e l’ottone si collocano in posizione intermedia
  • Grado di pulizia e separazione: metalli già separati per tipologia e privi di contaminanti hanno un valore superiore rispetto ai lotti misti
  • Quantitativo: lotti superiori a 5 tonnellate consentono economie di scala sul trasporto e una migliore negoziazione con l’impianto di destinazione
  • Classificazione di pericolosità: i rifiuti metallici pericolosi (es. CER 17 04 10*, 12 01 09*) comportano costi di trattamento e trasporto ADR significativamente superiori
  • Accessibilità logistica: cantieri in centri storici o siti con limitazioni per mezzi pesanti possono richiedere mezzi speciali e comportare maggiorazioni

Per i metalli ferrosi, la tendenza di mercato nel 2026 vede quotazioni stabili con una possibile valorizzazione del rottame in caso di conferimento di lotti consistenti e ben separati. Per i metalli non ferrosi, le oscillazioni dei mercati internazionali delle materie prime possono incidere significativamente sul bilancio economico dell’operazione.

Domande frequenti sullo smaltimento metalli

Quali codici CER si applicano allo smaltimento di metalli misti?

Per i metalli misti provenienti da costruzione e demolizione si applica il codice CER 17 04 07 (metalli misti). Per gli scarti misti da lavorazioni meccaniche si utilizza il CER 12 01 03 (non ferrosi) o 12 01 01 (ferrosi) previa separazione, oppure il CER 17 04 07 se derivanti da demolizione. In caso di dubbio sulla composizione, è necessaria un’analisi merceologica per determinare il codice CER corretto.

Lo smaltimento metalli non ferrosi come rame e alluminio ha un costo o genera un ricavo?

Dipende dalla quotazione di mercato, dalla quantità e dal grado di pulizia del materiale. Per il rame, l’ottone e l’alluminio in lotti significativi (superiori a 500 kg) e sufficientemente puri, il produttore può ottenere un corrispettivo economico. Per lotti piccoli, misti o contaminati, il costo logistico di raccolta e trasporto può superare il valore del materiale, generando un costo netto. Mageco valuta caso per caso e fornisce un preventivo trasparente.

Quali documenti servono per smaltire rifiuti metallici in Lombardia?

I documenti obbligatori sono: il Formulario di Identificazione del Rifiuto (FIR) per ogni trasporto, il registro di carico e scarico aggiornato entro 10 giorni lavorativi da ogni operazione, e la dichiarazione MUD annuale (entro il 30 giugno) per i soggetti obbligati. Dal 2025 è operativo il RENTRI per la tracciabilità digitale. Per rifiuti metallici pericolosi, si aggiungono l’analisi di caratterizzazione e la documentazione ADR per il trasporto.

Che differenza c’è tra smaltimento e recupero dei metalli?

Lo smaltimento (operazioni D, Allegato B al D.Lgs. 152/2006) è la destinazione finale del rifiuto metallico quando non è possibile il recupero, ad esempio per metalli fortemente contaminati destinati a discarica o incenerimento. Il recupero (operazioni R, Allegato C) prevede il riutilizzo del materiale metallico come materia prima secondaria, attraverso operazioni di cernita, trattamento e rifusione. Per i metalli, il recupero è la destinazione largamente prevalente: oltre il 90% dei rifiuti metallici in Lombardia viene avviato a operazioni R4 (riciclo metalli).

Cosa significa end of waste per i rottami metallici?

L’end of waste (cessazione della qualifica di rifiuto) è il momento in cui un rottame metallico, dopo adeguato trattamento presso un impianto autorizzato, soddisfa i criteri stabiliti dai regolamenti europei — Reg. UE 333/2011 per ferro, acciaio e alluminio, Reg. UE 715/2013 per il rame — e cessa di essere classificato come rifiuto, diventando materia prima secondaria. I criteri includono requisiti di composizione, forma, contaminazione massima e sistema di gestione della qualità dell’impianto di trattamento.

È possibile smaltire metalli misti senza separarli preventivamente?

Sì, è possibile conferire metalli misti sotto il codice CER 17 04 07 (metalli misti da C&D) senza separazione preventiva. Tuttavia, la separazione per tipologia prima del conferimento presenta due vantaggi significativi: consente l’attribuzione di codici CER specifici più precisi e, soprattutto, aumenta il valore economico dei singoli lotti, poiché gli impianti di recupero riconoscono prezzi migliori per materiali già selezionati. Mageco può effettuare la separazione in loco o presso i propri impianti di riferimento.

Quali sanzioni si rischiano per lo smaltimento non conforme di rifiuti metallici?

Le sanzioni per la gestione illecita di rifiuti metallici variano in base alla gravità dell’infrazione. L’errata classificazione CER comporta una sanzione amministrativa da 2.600 a 26.000 euro (art. 258, D.Lgs. 152/2006). Il trasporto senza FIR o con FIR incompleto prevede sanzioni da 1.600 a 9.300 euro. L’abbandono o il deposito incontrollato di rifiuti metallici è punito con sanzione amministrativa da 300 a 3.000 euro per i rifiuti non pericolosi (art. 255) e con sanzione penale (arresto o ammenda) per i rifiuti pericolosi (art. 256). La gestione di rifiuti in assenza di autorizzazione configura il reato di cui all’art. 256 con pene detentive fino a 2 anni.

Servizi correlati e approfondimenti

Lo smaltimento metalli si inserisce in un ecosistema più ampio di servizi di gestione ambientale offerti da Mageco su tutto il territorio lombardo. Per approfondire tematiche specifiche collegate alla gestione dei rifiuti metallici, Le consigliamo di consultare le seguenti guide:

  • Recupero metalli in Lombardia — Il processo di valorizzazione dei rifiuti metallici come materia prima secondaria, con focus sulle operazioni R4 e sui criteri end of waste.
  • Smaltimento ferro e rottami ferrosi — Guida specifica per la gestione degli scarti ferrosi: acciaio, ghisa, lamiere e profilati, con codici CER del capitolo 17 04 05 e 12 01 01.
  • Smaltimento cavi elettrici — Le procedure per lo smaltimento di cavi in rame e alluminio con isolamento, inclusi i cavi pericolosi classificati CER 17 04 10*.
  • Smaltimento rifiuti da cantiere — La gestione integrata dei rifiuti prodotti nelle attività di costruzione e demolizione, compresi i metalli da demolizione.
  • Smaltimento rifiuti speciali — Panoramica completa sulla gestione dei rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi in Lombardia.

Per le guide specifiche sullo smaltimento metalli nelle singole città lombarde — Milano, Brescia, Bergamo, Monza, Como, Varese, Pavia, Cremona, Mantova, Lecco, Lodi, Sondrio — consulti le pagine dedicate con informazioni sui centri di raccolta e sugli impianti locali.