Come smaltire le macerie da demolizione in Lombardia? Normative, classificazione CER 17 e procedure operative
Lo smaltimento macerie rappresenta una delle operazioni di gestione ambientale più rilevanti nel settore edile e delle costruzioni. Ogni anno, in Italia, il comparto delle costruzioni e demolizioni (C&D) produce oltre 70 milioni di tonnellate di rifiuti inerti, secondo le stime pubblicate da ISPRA nel Rapporto Rifiuti Speciali 2025. La Lombardia, con il suo tessuto edilizio denso e una costante attività di ristrutturazione e rigenerazione urbana, contribuisce in modo significativo a questa cifra: le province di Milano, Brescia e Bergamo risultano tra le prime in Italia per volumi di macerie prodotti annualmente.
Mageco S.r.l., con sede operativa a Lainate (MI) e oltre vent’anni di esperienza nella gestione ambientale, è specializzata nello smaltimento macerie e rifiuti da costruzione e demolizione su tutto il territorio lombardo. Grazie all’iscrizione all’Albo Nazionale Gestori Ambientali (Categorie 5F e 8C) e alle certificazioni ISO 9001, ISO 14001 e ISO 45001, l’azienda garantisce un processo conforme, tracciabile e documentato. In questa guida completa troverà tutte le informazioni necessarie per gestire correttamente le macerie prodotte dal Suo cantiere: dalla classificazione CER alla nuova disciplina end-of-waste introdotta dal D.M. 27 settembre 2022.
Tipologie di macerie e classificazione CER 17: definizione, codici e categorie
Le macerie sono rifiuti derivanti da attività di costruzione, demolizione, ristrutturazione e scavo, classificati nel Capitolo 17 del Catalogo Europeo dei Rifiuti (CER) con la denominazione “rifiuti delle operazioni di costruzione e demolizione”. Questa categoria comprende materiali inerti come calcestruzzo, laterizi, mattonelle, ceramiche, nonché frazioni miste contenenti eventualmente sostanze pericolose.
La corretta classificazione delle macerie è il primo passaggio obbligatorio per il loro smaltimento legale. Il produttore del rifiuto — ovvero l’impresa edile o il committente dei lavori — ha l’obbligo di attribuire il codice CER corretto prima di qualsiasi operazione di trasporto o conferimento. L’errata classificazione può comportare sanzioni amministrative da 2.600 a 26.000 euro ai sensi dell’art. 258 del D.Lgs. 152/2006, nonché responsabilità penali in caso di gestione illecita di rifiuti pericolosi.
Le macerie da cantiere si distinguono in due macro-categorie: rifiuti inerti non pericolosi e rifiuti contenenti sostanze pericolose. La distinzione è fondamentale perché determina gli impianti di destinazione, i costi di smaltimento e la documentazione necessaria. I rifiuti inerti non pericolosi, che rappresentano circa l’85-90% del totale delle macerie prodotte, possono essere avviati a operazioni di recupero come la produzione di aggregati riciclati. Le macerie contenenti amianto, catrame, o altri contaminanti richiedono invece percorsi dedicati in impianti autorizzati per rifiuti pericolosi.
Occorre prestare particolare attenzione alle macerie provenienti da demolizioni di edifici costruiti prima degli anni ’90, che possono contenere materiali oggi classificati come pericolosi (lastre in cemento-amianto, guaine bituminose con catrame di carbone, vernici al piombo). In tali casi, è obbligatorio effettuare un’indagine preliminare prima della demolizione, come previsto dall’art. 248 del D.Lgs. 152/2006.
| Codice CER | Descrizione | Pericolosità | Destinazione tipica |
|---|---|---|---|
| 17 01 01 | Cemento | Non pericoloso | Recupero come aggregato riciclato (R5) |
| 17 01 02 | Mattoni | Non pericoloso | Recupero come aggregato riciclato (R5) |
| 17 01 03 | Mattonelle e ceramiche | Non pericoloso | Recupero o discarica per inerti |
| 17 01 07 | Miscugli di cemento, mattoni, mattonelle e ceramiche (non contenenti sostanze pericolose) | Non pericoloso | Recupero previo trattamento (R5/R13) |
| 17 01 06* | Miscugli o scorie di cemento, mattoni, mattonelle e ceramiche contenenti sostanze pericolose | Pericoloso | Discarica per rifiuti pericolosi (D1) |
| 17 05 04 | Terra e rocce (non contenenti sostanze pericolose) | Non pericoloso | Recupero ambientale o discarica inerti |
| 17 05 03* | Terra e rocce contenenti sostanze pericolose | Pericoloso | Impianto trattamento rifiuti pericolosi |
| 17 09 04 | Rifiuti misti dell’attività di costruzione e demolizione (non contenenti mercurio, PCB, sostanze pericolose) | Non pericoloso | Selezione e recupero (R13/R5) |
| 17 06 01* | Materiali isolanti contenenti amianto | Pericoloso | Discarica per rifiuti contenenti amianto |
| 17 06 05* | Materiali da costruzione contenenti amianto | Pericoloso | Discarica per rifiuti contenenti amianto |
L’asterisco (*) dopo il codice CER indica la natura pericolosa del rifiuto. La corretta distinzione tra codici “a specchio” (ad esempio 17 01 07 e 17 01 06*) richiede spesso analisi chimiche di caratterizzazione, che devono essere effettuate da laboratori accreditati secondo la norma UNI EN ISO/IEC 17025.

Normativa sullo smaltimento macerie: dal D.Lgs. 152/2006 al D.M. 27 settembre 2022 (end-of-waste)
Lo smaltimento macerie in Italia è regolato dal D.Lgs. 152/2006 (Testo Unico Ambientale) e, dal 2023, dal D.M. 27 settembre 2022, n. 152, che ha introdotto per la prima volta una disciplina organica di cessazione della qualifica di rifiuto (end-of-waste) per i rifiuti inerti da costruzione e demolizione. Questo decreto rappresenta una svolta epocale per il settore, poiché consente la trasformazione delle macerie in “aggregati recuperati” utilizzabili come materie prime seconde.
Il quadro normativo di riferimento per chi deve smaltire macerie edili si compone di diversi livelli legislativi. A livello europeo, la Direttiva 2008/98/CE (Direttiva Quadro Rifiuti) e il Regolamento CE 1013/2006 sul trasferimento transfrontaliero. A livello nazionale, il D.Lgs. 152/2006 nella Parte IV (norme in materia di gestione dei rifiuti), integrato dal D.Lgs. 116/2020 che ha recepito le direttive UE del pacchetto “Economia Circolare”. A livello regionale, la Regione Lombardia ha emanato proprie disposizioni attuative, tra cui il Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti (P.R.G.R.) aggiornato nel 2024.
Il D.M. 27 settembre 2022, n. 152: la disciplina end-of-waste per i rifiuti C&D
Il D.M. 27 settembre 2022, entrato in vigore il 4 novembre 2023, stabilisce i criteri specifici affinché i rifiuti inerti da costruzione e demolizione cessino di essere classificati come rifiuti e possano essere utilizzati come aggregati recuperati. Le macerie, una volta sottoposte a operazioni di recupero (frantumazione, vagliatura, selezione) presso impianti autorizzati, possono ottenere la qualifica di “End of Waste” se rispettano precisi parametri tecnici e ambientali.
In particolare, il decreto disciplina:
- Rifiuti in ingresso ammessi: codici CER del Capitolo 17 (17 01 01, 17 01 02, 17 01 03, 17 01 07, 17 05 04, 17 09 04 e altri), escludendo i rifiuti pericolosi contrassegnati dall’asterisco
- Operazioni di recupero: frantumazione, macinazione, vagliatura, deferrizzazione e selezione manuale, classificate come R5 ai sensi dell’Allegato C alla Parte IV del D.Lgs. 152/2006
- Criteri di conformità: limiti di concentrazione per contaminanti (idrocarburi, metalli pesanti, amianto) e requisiti prestazionali (granulometria, resistenza, assorbimento d’acqua) definiti negli Allegati al decreto
- Dichiarazione di conformità (DDC): il produttore dell’aggregato recuperato deve rilasciare una dichiarazione attestante il rispetto dei criteri, con analisi di laboratorio a supporto
- Sistema di gestione della qualità: gli impianti di recupero devono dotarsi di un sistema conforme alla norma UNI EN ISO 9001 o equivalente
Questa normativa è particolarmente rilevante per le imprese lombarde. La Lombardia dispone di una rete capillare di impianti di trattamento inerti autorizzati: secondo i dati di ARPA Lombardia, nella regione operano oltre 180 impianti di recupero rifiuti C&D con autorizzazione in procedura ordinaria o semplificata.
Documentazione obbligatoria per lo smaltimento macerie
- Formulario di Identificazione Rifiuti (FIR): documento che accompagna il trasporto delle macerie dal luogo di produzione all’impianto di destinazione, ai sensi dell’art. 193 del D.Lgs. 152/2006
- Registro di carico e scarico: registro cronologico di tutti i rifiuti prodotti, detenuti, conferiti e ricevuti, obbligatorio per produttori di rifiuti pericolosi e per imprese con più di 10 dipendenti (art. 190 D.Lgs. 152/2006)
- Modello Unico di Dichiarazione ambientale (MUD): dichiarazione annuale da presentare entro il 30 giugno di ogni anno alla Camera di Commercio competente
- Analisi di caratterizzazione: certificato di analisi chimico-fisiche rilasciato da laboratorio accreditato, necessario per i rifiuti “a specchio” e per il conferimento in discarica (D.M. 27 settembre 2010)
- Piano di demolizione: per interventi di demolizione significativi, è necessario predisporre un piano operativo che preveda la separazione selettiva dei materiali alla fonte
- DUVRI e POS: documentazione relativa alla sicurezza sul lavoro nel cantiere di demolizione, ai sensi del D.Lgs. 81/2008
Come funziona il processo di smaltimento macerie: dalla demolizione all’impianto autorizzato
Il processo di smaltimento macerie segue un percorso operativo strutturato in cinque fasi principali: indagine preliminare, demolizione selettiva, classificazione e caratterizzazione, trasporto autorizzato e conferimento presso impianto di destinazione finale. Ogni fase deve essere documentata e rispettare specifici requisiti normativi per garantire la tracciabilità completa del rifiuto.
La gestione corretta delle macerie inizia ben prima dell’inizio dei lavori di demolizione. Una pianificazione accurata consente di massimizzare la quota di materiale avviabile a recupero (riducendo i costi di smaltimento), garantire la conformità normativa e minimizzare l’impatto ambientale dell’intervento. La demolizione selettiva — ovvero lo smontaggio sistematico dell’edificio con separazione dei materiali alla fonte — è oggi considerata la migliore pratica operativa, in linea con i principi dell’economia circolare sanciti dal D.Lgs. 116/2020.
Le cinque fasi operative dello smaltimento macerie
- Indagine preliminare e audit del sito: prima della demolizione, un tecnico qualificato effettua un sopralluogo per identificare la presenza di materiali pericolosi (amianto, PCB, idrocarburi, vernici al piombo). Nei casi sospetti, vengono prelevati campioni per analisi di laboratorio. Questa fase è obbligatoria per edifici costruiti prima del 1994, anno del bando dell’amianto in Italia (Legge 257/1992). Il risultato dell’indagine determina il piano di demolizione e le misure di sicurezza necessarie.
- Demolizione selettiva e separazione alla fonte: l’edificio viene smontato seguendo un ordine specifico — prima le componenti impiantistiche (elettriche, idrauliche), poi gli elementi non strutturali (infissi, tramezze in cartongesso, pavimenti), infine le strutture portanti. Ogni materiale viene separato e classificato: legno, metalli, plastica, cartongesso, laterizi, calcestruzzo. Questa separazione è essenziale per ottenere frazioni omogenee che possano essere conferite agli impianti di recupero specifici.
- Classificazione CER e caratterizzazione analitica: a ciascuna frazione di macerie viene attribuito il codice CER corretto sulla base della composizione e della provenienza. Per i rifiuti “a specchio”, come il CER 17 01 06*/17 01 07, è necessaria un’analisi chimica da parte di un laboratorio accreditato UNI EN ISO/IEC 17025. Il produttore del rifiuto compila il registro di carico e scarico e predispone i FIR per il trasporto.
- Trasporto con mezzi autorizzati: le macerie vengono caricate su automezzi idonei (camion con cassone ribaltabile, autoarticolati con pianale) gestiti da trasportatori iscritti all’Albo Nazionale Gestori Ambientali nella categoria appropriata. Il FIR, compilato in quattro copie, accompagna il carico durante tutto il trasporto. Il percorso deve essere il più diretto possibile verso l’impianto di destinazione, senza soste intermedie non autorizzate.
- Conferimento e trattamento presso impianto autorizzato: le macerie vengono conferite all’impianto di destinazione, che può essere un impianto di recupero (operazione R5 per la produzione di aggregati riciclati, R13 per lo stoccaggio preliminare) o una discarica per rifiuti inerti (operazione D1). L’impianto ricevente verifica la conformità del rifiuto, controfirma il FIR e restituisce la quarta copia al produttore come prova dell’avvenuto conferimento.
Panorama degli impianti di trattamento macerie in Lombardia
| Provincia | Impianti recupero inerti (R5) | Discariche inerti (D1) | Capacità annua stimata (t) |
|---|---|---|---|
| Milano | 28 | 3 | 4.200.000 |
| Brescia | 32 | 5 | 5.100.000 |
| Bergamo | 22 | 4 | 3.400.000 |
| Monza e Brianza | 12 | 1 | 1.800.000 |
| Como | 9 | 2 | 1.200.000 |
| Varese | 14 | 2 | 1.900.000 |
| Pavia | 11 | 3 | 1.500.000 |
| Cremona | 8 | 2 | 1.100.000 |
| Mantova | 10 | 3 | 1.300.000 |
| Lecco | 6 | 1 | 800.000 |
| Lodi | 5 | 1 | 650.000 |
| Sondrio | 4 | 1 | 450.000 |
La scelta dell’impianto di destinazione dipende dalla tipologia di macerie, dalla presenza di contaminanti e dall’obiettivo di gestione (recupero o smaltimento definitivo). Mageco S.r.l., grazie alla propria rete di impianti partner convenzionati su tutto il territorio regionale, individua sempre la soluzione più efficiente sotto il profilo logistico, economico e ambientale.

Perché scegliere Mageco per lo smaltimento macerie in Lombardia
Mageco S.r.l. è un operatore specializzato nella gestione di macerie e rifiuti da costruzione e demolizione, con oltre vent’anni di esperienza operativa e una copertura capillare su tutte le 12 province della Lombardia. L’azienda, fondata nel 2003 e con sede a Lainate (MI), ha sviluppato competenze specifiche nel settore C&D che le consentono di offrire un servizio integrato dalla consulenza normativa alla certificazione finale dello smaltimento.
La gestione delle macerie edili richiede competenze trasversali che spaziano dalla conoscenza normativa alla logistica operativa, dalla sicurezza sul lavoro alla tracciabilità documentale. Mageco riunisce tutte queste competenze in un unico interlocutore, semplificando la gestione per imprese edili, studi di progettazione, committenti pubblici e privati. Ogni intervento è pianificato con un sopralluogo tecnico gratuito che consente di valutare volumi, tipologie di macerie e criticità specifiche del cantiere.
L’approccio di Mageco privilegia il recupero rispetto allo smaltimento in discarica, in coerenza con la gerarchia dei rifiuti stabilita dall’art. 179 del D.Lgs. 152/2006. Grazie alla collaborazione con impianti di trattamento certificati, l’azienda riesce ad avviare a recupero oltre l’80% delle macerie gestite, riducendo sia i costi per il cliente sia l’impatto ambientale dell’intervento.
I vantaggi del servizio Mageco per le macerie
- Conformità normativa garantita: ogni fase dello smaltimento è gestita nel pieno rispetto del D.Lgs. 152/2006, del D.M. 27 settembre 2022 e delle disposizioni regionali lombarde. Le certificazioni ISO 9001 (qualità), ISO 14001 (ambiente) e ISO 45001 (sicurezza) attestano il rigore dei processi aziendali.
- Intervento rapido su tutto il territorio: Mageco opera con mezzi propri e di trasportatori partner in tutte le province lombarde — Milano, Brescia, Bergamo, Monza, Como, Varese, Pavia, Cremona, Mantova, Lecco, Lodi e Sondrio. I tempi di intervento standard sono di 24-48 ore dalla richiesta.
- Tracciabilità documentale completa: dalla compilazione dei FIR alla gestione dei registri di carico e scarico, fino alla restituzione della quarta copia del formulario, ogni passaggio è tracciato e archiviato. Il cliente riceve un report di fine servizio con tutta la documentazione probatoria.
- Massimizzazione del recupero: la rete di impianti convenzionati consente di avviare a operazioni R5 la quota massima di macerie, trasformandole in aggregati riciclati conformi al D.M. 27 settembre 2022, con risparmio sui costi di conferimento in discarica.
- Consulenza tecnica e preventivazione trasparente: il sopralluogo iniziale è gratuito. Il preventivo dettaglia ogni voce di costo (nolo container, trasporto, conferimento, analisi) senza sorprese. Mageco fornisce inoltre supporto nella predisposizione della documentazione MUD annuale.
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Costi dello smaltimento macerie e domande frequenti
Il costo dello smaltimento macerie varia in funzione di diversi parametri tecnici e logistici. Non esiste un tariffario fisso valido per tutte le situazioni: ogni cantiere presenta caratteristiche specifiche che influenzano il preventivo finale. Tuttavia, è possibile identificare i principali fattori che determinano il costo complessivo dell’operazione, per consentire al committente una stima orientativa.
Fattori che influenzano i costi di smaltimento macerie
- Tipologia e classificazione CER delle macerie: le macerie inerti non pericolose (CER 17 01 07) hanno costi di conferimento significativamente inferiori rispetto alle macerie contenenti sostanze pericolose (CER 17 01 06*). La presenza di amianto, catrame o contaminanti chimici può moltiplicare il costo di smaltimento di 3-5 volte.
- Volume e quantità: la quantità di macerie da smaltire determina il numero di trasporti necessari e la dimensione dei contenitori. Volumi superiori consentono generalmente di ottenere tariffe unitarie più vantaggiose grazie alle economie di scala.
- Distanza dal cantiere all’impianto: il costo di trasporto incide in modo significativo, soprattutto per cantieri situati in aree montane o periferiche della Lombardia (province di Sondrio, Lecco, zone alpine di Como e Bergamo).
- Necessità di analisi di caratterizzazione: per i rifiuti “a specchio” e per il conferimento in discarica, sono obbligatorie analisi chimiche il cui costo varia da 150 a 500 euro per campione, in funzione del pannello analitico richiesto.
- Grado di separazione alla fonte: macerie già selezionate in cantiere (calcestruzzo separato da laterizi, metalli rimossi) ottengono tariffe di conferimento più basse rispetto a miscugli eterogenei che richiedono trattamento preliminare in impianto.
- Accessibilità del cantiere: la possibilità di posizionare cassoni scarrabili, la presenza di rampe di accesso e la viabilità di cantiere influenzano i tempi operativi e, di conseguenza, i costi.
Domande frequenti
Che cosa si intende per macerie edili ai fini dello smaltimento?
Per macerie edili si intendono i rifiuti derivanti da operazioni di costruzione, ristrutturazione e demolizione di edifici e infrastrutture. Rientrano in questa definizione cemento, laterizi, mattoni, mattonelle, ceramiche, miscugli di inerti e terra da scavo. Sono classificati nel Capitolo 17 del Catalogo Europeo dei Rifiuti (CER) e il loro smaltimento è regolato dal D.Lgs. 152/2006. Il produttore del rifiuto (impresa edile o committente) è responsabile della corretta classificazione e del conferimento a impianti autorizzati.
Quali codici CER si applicano alle macerie da demolizione?
I principali codici CER per le macerie da demolizione appartengono al Capitolo 17: il CER 17 01 01 per il cemento, il CER 17 01 02 per i mattoni, il CER 17 01 03 per mattonelle e ceramiche, il CER 17 01 07 per i miscugli di inerti non pericolosi e il CER 17 09 04 per i rifiuti misti C&D. I codici con asterisco (ad esempio 17 01 06* e 17 05 03*) identificano le frazioni contenenti sostanze pericolose, che richiedono percorsi di smaltimento dedicati.
Cosa prevede il D.M. 27 settembre 2022 per le macerie?
Il D.M. 27 settembre 2022, n. 152, entrato in vigore il 4 novembre 2023, stabilisce i criteri di cessazione della qualifica di rifiuto (end-of-waste) per i rifiuti inerti da costruzione e demolizione. Il decreto consente agli impianti di recupero autorizzati di trasformare le macerie non pericolose in aggregati recuperati, utilizzabili come materie prime seconde in opere edili, stradali e di riempimento, a condizione che rispettino specifici parametri chimici, fisici e prestazionali definiti negli Allegati al decreto.
Quanto costa smaltire le macerie in Lombardia?
Il costo dello smaltimento macerie in Lombardia dipende da diversi fattori: tipologia di rifiuto (inerti non pericolosi o contenenti sostanze pericolose), volume complessivo, distanza dall’impianto di destinazione, necessità di analisi chimiche e grado di separazione alla fonte. Per macerie inerti non pericolose, i costi orientativi includono il nolo del cassone scarrabile, il trasporto e la tariffa di conferimento in impianto. Per un preventivo accurato, Mageco effettua sopralluoghi gratuiti su tutto il territorio lombardo.
È possibile smaltire le macerie in autonomia come privato?
I privati che producono macerie da piccoli interventi di ristrutturazione domestica possono, in alcuni Comuni lombardi, conferire quantitativi limitati di inerti presso le piattaforme ecologiche comunali (riciclerie). Per quantità superiori o per macerie derivanti da interventi con impresa edile, è obbligatorio rivolgersi a operatori iscritti all’Albo Nazionale Gestori Ambientali. L’abbandono o lo smaltimento abusivo di macerie è un reato ambientale punito con sanzioni da 2.600 a 26.000 euro e, nei casi più gravi, con la reclusione fino a due anni (art. 256 D.Lgs. 152/2006).
Quali documenti servono per trasportare le macerie dal cantiere?
Per il trasporto delle macerie dal cantiere all’impianto di destinazione sono obbligatori: il Formulario di Identificazione Rifiuti (FIR) compilato in quattro copie, l’iscrizione del trasportatore all’Albo Nazionale Gestori Ambientali, l’autorizzazione dell’impianto ricevente e, per i rifiuti pericolosi o a specchio, il certificato di analisi chimica di caratterizzazione. Il produttore deve inoltre tenere aggiornato il registro di carico e scarico e presentare annualmente la dichiarazione MUD.
Le macerie contenenti amianto come devono essere smaltite?
Le macerie contenenti amianto (codici CER 17 06 01* e 17 06 05*) devono seguire un percorso di smaltimento specifico e rigorosamente regolamentato. La rimozione può essere effettuata esclusivamente da imprese iscritte all’Albo Gestori Ambientali nella Categoria 10. È obbligatoria la notifica alla ATS competente almeno 30 giorni prima dell’inizio dei lavori, la predisposizione di un piano di lavoro ai sensi dell’art. 256 del D.Lgs. 81/2008 e il conferimento in discariche autorizzate per rifiuti contenenti amianto. Mageco coordina l’intero processo con imprese specializzate certificate.
Che differenza c’è tra smaltimento e recupero delle macerie?
Lo smaltimento delle macerie (operazioni D, principalmente D1 — discarica) rappresenta la soluzione residuale quando il materiale non può essere riutilizzato. Il recupero (operazioni R, principalmente R5 — riciclo di sostanze inorganiche) prevede invece la trasformazione delle macerie in aggregati riciclati utilizzabili come materia prima seconda. Il D.Lgs. 152/2006 stabilisce che il recupero deve essere sempre preferito allo smaltimento. Il D.M. 27 settembre 2022 ha ulteriormente incentivato il recupero introducendo criteri end-of-waste specifici per i rifiuti C&D.
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Lo smaltimento macerie si inserisce in un ecosistema più ampio di servizi per la gestione dei rifiuti da cantiere e da costruzione. Mageco offre soluzioni integrate per tutte le tipologie di rifiuti edili, garantendo la stessa qualità operativa, conformità normativa e tracciabilità documentale. Approfondisca le tematiche correlate attraverso le nostre guide specializzate:
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