Smaltimento lampade esauste: normativa RAEE R5, tipologie, codici CER e obblighi per le aziende in Lombardia
Lo smaltimento lampade esauste costituisce un obbligo ambientale e normativo che ogni azienda in Lombardia deve affrontare con attenzione e competenza. Le lampade giunte a fine vita, dai tubi fluorescenti alle lampade a risparmio energetico, dalle sorgenti a vapori di mercurio ai moderni dispositivi LED, rientrano nel raggruppamento R5 dei RAEE (Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche) e sono regolamentate dal D.Lgs. 49/2014. In Italia si stima che ogni anno vengano immesse sul mercato oltre 250 milioni di sorgenti luminose, di cui circa il 40% viene raccolto e trattato attraverso i canali ufficiali secondo i dati ISPRA 2025.
Il problema ambientale principale legato alle lampade esauste riguarda il mercurio: i tubi fluorescenti, le lampade a scarica e le lampade fluorescenti compatte (CFL) contengono quantitativi variabili di questo metallo pesante, classificato come sostanza pericolosa ai sensi del Regolamento CE 1272/2008. La dispersione di mercurio nell’ambiente, anche in quantitativi minimi, provoca contaminazione persistente di suoli e acque. Mageco S.r.l., con sede operativa a Lainate (MI) e attiva dal 2003, offre alle aziende lombarde un servizio professionale di smaltimento lampade conforme a tutte le normative vigenti. In questa guida troverà le informazioni necessarie per classificare, gestire e conferire correttamente le Sue sorgenti luminose esauste, evitando sanzioni e tutelando l’ambiente.
Tipologie di lampade e classificazione CER: quali sorgenti luminose richiedono lo smaltimento speciale
Le lampade esauste sono sorgenti luminose giunte a fine vita che, in ragione della presenza di mercurio, polveri fluorescenti o componenti elettronici, sono classificate come rifiuti speciali pericolosi con codice CER 20 01 21* (tubi fluorescenti ed altri rifiuti contenenti mercurio) o come rifiuti speciali non pericolosi in assenza di sostanze tossiche. La corretta identificazione della tipologia di lampada determina il codice CER applicabile, le modalità di deposito temporaneo e l’intero percorso di smaltimento autorizzato.
Il panorama delle sorgenti luminose soggette alla disciplina RAEE R5 comprende un’ampia varietà di tecnologie, ciascuna con caratteristiche costruttive, contenuto di sostanze pericolose e procedure di trattamento differenti. Le lampade fluorescenti lineari (i classici tubi neon) rappresentano la quota più significativa per volume: ogni tubo da 120 cm contiene mediamente tra 3 e 15 milligrammi di mercurio, quantitativo sufficiente a contaminare fino a 30.000 litri d’acqua. Le lampade fluorescenti compatte (CFL), diffuse come sostitute delle lampade a incandescenza, contengono generalmente tra 1 e 5 milligrammi di mercurio. Le lampade a scarica ad alta pressione, utilizzate nell’illuminazione stradale e industriale, presentano concentrazioni di mercurio più elevate, comprese tra 20 e 100 milligrammi per unità.
Le lampade LED, pur prive di mercurio, sono comunque classificate come RAEE del raggruppamento R5 e devono seguire il percorso di raccolta e trattamento dedicato alle sorgenti luminose. I loro componenti elettronici contengono metalli recuperabili (alluminio, rame, terre rare nei fosfori) e potenzialmente piccole quantità di sostanze soggette a restrizione ai sensi della Direttiva RoHS 2011/65/UE.
| Tipologia lampada | Codice CER | Pericolosità | Contenuto mercurio (mg) | Impieghi principali |
|---|---|---|---|---|
| Tubo fluorescente lineare (neon) | 20 01 21* | Pericoloso | 3 – 15 | Uffici, capannoni, scuole, ospedali |
| Lampada fluorescente compatta (CFL) | 20 01 21* | Pericoloso | 1 – 5 | Illuminazione residenziale e commerciale |
| Lampada a vapori di mercurio | 20 01 21* | Pericoloso | 20 – 100 | Illuminazione stradale, industriale |
| Lampada a vapori di sodio (alta/bassa pressione) | 20 01 21* | Pericoloso | 10 – 40 (amalgama con Na) | Illuminazione stradale, gallerie, porti |
| Lampada ad alogenuri metallici | 20 01 21* | Pericoloso | 15 – 50 | Impianti sportivi, centri commerciali |
| Lampada LED (tubo, pannello, bulbo) | 20 01 36 / 16 02 14 | Non pericoloso | 0 (assente) | Tutti gli ambienti (sostituzione progressiva) |
| Lampada a induzione | 20 01 21* | Pericoloso | 5 – 15 | Illuminazione industriale, magazzini |
| Apparecchiature contenenti mercurio (proiettori HID, lampade speciali) | 16 02 13* | Pericoloso | Variabile | Proiezione, usi scientifici, medicali |
Il codice CER 16 02 13* si applica alle apparecchiature fuori uso contenenti componenti pericolosi, ed è utilizzato quando la lampada è parte integrante di un’apparecchiatura più complessa (ad esempio, un proiettore con lampada al mercurio non separabile). La distinzione tra codice 20 01 21* e 16 02 13* è rilevante ai fini della documentazione FIR e della scelta dell’impianto di destinazione. Mageco S.r.l. assiste il cliente nella corretta attribuzione del codice CER fin dalla fase di censimento, evitando errori classificatori che potrebbero comportare il respingimento del carico da parte dell’impianto di trattamento.

Normativa sullo smaltimento lampade: D.Lgs. 49/2014, RAEE R5 e obblighi documentali
Lo smaltimento delle lampade esauste è disciplinato dal D.Lgs. 14 marzo 2014, n. 49, che recepisce la Direttiva 2012/19/UE sui RAEE e classifica tutte le sorgenti luminose nel raggruppamento R5 con un obiettivo di recupero minimo dell’80% del peso. Le lampade contenenti mercurio sono inoltre soggette alla disciplina dei rifiuti pericolosi prevista dalla Parte IV del D.Lgs. 152/2006 (Testo Unico Ambientale), con obblighi specifici di etichettatura, deposito temporaneo e trasporto.
Il quadro normativo che governa lo smaltimento delle lampade coinvolge diverse fonti legislative, ciascuna con prescrizioni specifiche:
- D.Lgs. 49/2014 (artt. 4, 8, 11, 24, 38): disciplina speciale RAEE, responsabilità estesa del produttore, meccanismi di ritiro, sanzioni. Le sorgenti luminose sono comprese nell’Allegato III, categoria 5.
- D.Lgs. 152/2006 (artt. 183-266): Testo Unico Ambientale, disciplina generale sui rifiuti. Definisce deposito temporaneo (art. 185-bis), obblighi di registro (art. 190), formulario FIR (art. 193), sanzioni (artt. 255-261).
- D.Lgs. 116/2020: modifica il D.Lgs. 152/2006 recependo le direttive UE 2018/851 e 2018/852 su rifiuti e imballaggi, introducendo il deposito temporaneo prima della raccolta.
- Regolamento CE 1013/2006: disciplina il trasferimento transfrontaliero dei rifiuti, rilevante per le lampade destinate a impianti di trattamento esteri.
- Regolamento UE 2017/852 (Convenzione di Minamata): restrizioni sull’uso del mercurio, obiettivi di riduzione delle lampade contenenti mercurio.
- D.M. 4 aprile 2023, n. 59: istituisce il RENTRI (Registro Elettronico Nazionale per la Tracciabilità dei Rifiuti), operativo dal 2025 per le imprese con oltre 50 dipendenti.
Per le aziende che producono lampade esauste (uffici, stabilimenti industriali, centri commerciali, enti pubblici, strutture sanitarie), gli obblighi documentali comprendono:
Documentazione obbligatoria per lo smaltimento lampade
- Formulario di Identificazione Rifiuti (FIR): compilato in quattro copie per ogni trasporto, indicando il codice CER (20 01 21* o 16 02 13*), il peso stimato, il produttore, il trasportatore e l’impianto di destinazione. La quarta copia, controfirmata dall’impianto, deve essere restituita entro 3 mesi e conservata per almeno 5 anni.
- Registro di carico e scarico: annotazione di ogni movimento di lampade esauste entro 10 giorni lavorativi dalla produzione (trattandosi di rifiuti pericolosi). Obbligo previsto dall’art. 190 del D.Lgs. 152/2006 per tutti i produttori di rifiuti pericolosi.
- MUD annuale: Dichiarazione Ambientale da presentare entro il 30 giugno, contenente i dati relativi ai rifiuti prodotti nell’anno precedente, compresi codici CER e quantitativi di lampade smaltite.
- RENTRI: iscrizione al Registro Elettronico Nazionale secondo le scadenze progressive del D.M. 59/2023. La digitalizzazione dei registri di carico e scarico sostituirà gradualmente la tenuta cartacea.
- Etichettatura e imballaggio ADR: le lampade contenenti mercurio sono classificate come merce pericolosa per il trasporto (classe 6.1 ADR, UN 3506 per lampade al mercurio in quantitativi superiori alle esenzioni). Il trasporto deve avvenire con veicoli autorizzati e conducenti abilitati.
Le sanzioni per la gestione non conforme delle lampade esauste sono significative. L’art. 256 del D.Lgs. 152/2006 punisce la gestione non autorizzata di rifiuti pericolosi con l’arresto da sei mesi a due anni e l’ammenda da 2.600 a 26.000 euro. L’abbandono di lampade al mercurio nell’ambiente configura un reato ambientale ai sensi della L. 68/2015, con possibili pene detentive. Per le violazioni degli obblighi documentali (mancata tenuta del registro, omissione del FIR), l’art. 258 del D.Lgs. 152/2006 prevede sanzioni amministrative da 2.600 a 15.500 euro per i rifiuti pericolosi.
Come funziona lo smaltimento lampade in Lombardia: il consorzio Ecolamp, i centri di raccolta e il servizio professionale
Lo smaltimento delle lampade in Lombardia si articola attraverso tre canali principali: i Centri di Raccolta comunali per i cittadini e le piccole utenze, il consorzio Ecolamp quale Sistema Collettivo di riferimento per le sorgenti luminose, e gli operatori autorizzati come Mageco S.r.l. per il servizio completo di ritiro aziendale, trasporto ADR e conferimento agli impianti di trattamento. La scelta del canale dipende dalla provenienza delle lampade (domestica o professionale), dal quantitativo e dalla classificazione di pericolosità.
Ecolamp è il principale consorzio italiano per la raccolta e il trattamento delle sorgenti luminose esauste. Costituito nel 2004, opera in convenzione con il Centro di Coordinamento RAEE e gestisce oltre 4.000 punti di raccolta su tutto il territorio nazionale, di cui circa 700 in Lombardia. Il consorzio garantisce il ritiro gratuito delle lampade esauste dai Centri di Raccolta comunali e, per le aziende aderenti ai Sistemi Collettivi, organizza il ritiro diretto presso le sedi produttive. Tuttavia, per le imprese con volumi significativi o con esigenze di tempistiche rapide, il canale più efficiente resta il servizio fornito da un operatore iscritto all’Albo Nazionale Gestori Ambientali.
La procedura operativa per lo smaltimento lampade aziendale si sviluppa nelle seguenti fasi:
- Censimento e classificazione: conteggio delle lampade esauste, identificazione della tipologia (fluorescente, CFL, a scarica, LED), attribuzione del codice CER corretto (20 01 21* per le sorgenti contenenti mercurio, 20 01 36 o 16 02 14 per le lampade LED non pericolose). Per le apparecchiature che integrano lampade al mercurio non separabili, si applica il codice 16 02 13*.
- Stoccaggio in sicurezza: le lampade esauste devono essere conservate integre, in posizione verticale, all’interno di contenitori dedicati che prevengano la rottura e la dispersione di mercurio. I tubi fluorescenti richiedono appositi contenitori telescopici omologati per il trasporto ADR. La rottura accidentale di una lampada al mercurio impone la bonifica immediata dell’area secondo le procedure previste dal piano di emergenza aziendale.
- Richiesta di intervento: contattare un operatore autorizzato come Mageco (tel. 02 8716 8731 oppure info@mageco.it) per un preventivo gratuito. Il sopralluogo, quando necessario, permette di valutare volumi, accessibilità e modalità di carico.
- Ritiro e trasporto: personale specializzato provvede al carico delle lampade in contenitori omologati, compilando il FIR con indicazione del codice CER, peso, provenienza e destino. Per le lampade pericolose (CER 20 01 21*), il trasporto avviene con mezzo autorizzato ADR e conducente abilitato, nel rispetto delle prescrizioni della sezione 3.3 dell’ADR (disposizione speciale 366 per lampade contenenti mercurio).
- Trattamento presso impianti autorizzati: le lampade vengono conferite a impianti specializzati autorizzati dalla Regione Lombardia ai sensi dell’art. 208 del D.Lgs. 152/2006. Il processo di trattamento prevede: triturazione in atmosfera controllata, aspirazione e condensazione del mercurio, separazione del vetro, recupero dei metalli (alluminio, rame) e delle polveri fluorescenti contenenti terre rare.
- Chiusura documentale: ricezione della quarta copia del FIR controfirmata dall’impianto, certificato di avvenuto trattamento, aggiornamento del registro di carico e scarico aziendale.
Rete di raccolta lampade esauste in Lombardia: principali canali per provincia
| Provincia | N. Centri di Raccolta comunali con punto R5 | Canale professionale consigliato | Tempi di ritiro Mageco |
|---|---|---|---|
| Milano | 92 | Ritiro diretto c/o sede aziendale | 48-72 ore |
| Monza e Brianza | 38 | Ritiro diretto c/o sede aziendale | 48-72 ore |
| Brescia | 85 | Ritiro diretto o punto di consolidamento | 5 giorni lavorativi |
| Bergamo | 78 | Ritiro diretto o punto di consolidamento | 5 giorni lavorativi |
| Como | 45 | Ritiro diretto c/o sede aziendale | 48-72 ore |
| Varese | 52 | Ritiro diretto c/o sede aziendale | 48-72 ore |
| Lecco | 30 | Ritiro diretto c/o sede aziendale | 48-72 ore |
| Pavia | 42 | Ritiro diretto o punto di consolidamento | 5 giorni lavorativi |
| Cremona | 28 | Ritiro diretto o punto di consolidamento | 5 giorni lavorativi |
| Mantova | 32 | Ritiro diretto o punto di consolidamento | 5 giorni lavorativi |
| Lodi | 18 | Ritiro diretto o punto di consolidamento | 5 giorni lavorativi |
| Sondrio | 22 | Ritiro su programmazione dedicata | 7 giorni lavorativi |
Per le aziende che gestiscono progetti di relamping, ovvero la sostituzione massiva dell’illuminazione tradizionale con tecnologia LED, Mageco offre un servizio coordinato di ritiro delle vecchie sorgenti luminose contestualmente all’installazione dei nuovi apparecchi. Questa modalità consente di ottimizzare la logistica, ridurre i tempi di fermo degli impianti e garantire la tracciabilità documentale dell’intero lotto di lampade dismesse. Il servizio è particolarmente richiesto da stabilimenti industriali, centri commerciali, ospedali e istituti scolastici che affrontano la transizione energetica verso l’illuminazione LED prevista dai Piani Energetici regionali.

Mageco: smaltimento lampade professionale per aziende in tutta la Lombardia
Mageco S.r.l. gestisce lo smaltimento di lampade esauste per aziende, enti pubblici e professionisti in tutta la Lombardia, offrendo un servizio integrato che comprende fornitura di contenitori dedicati, ritiro presso la sede del cliente, trasporto ADR autorizzato e conferimento a impianti di trattamento certificati. L’esperienza ultraventennale nella gestione dei rifiuti speciali pericolosi garantisce piena conformità normativa e tracciabilità completa del processo, dalla presa in carico alla certificazione di avvenuto smaltimento.
Le credenziali operative di Mageco nello smaltimento delle sorgenti luminose comprendono:
- Iscrizione all’Albo Nazionale Gestori Ambientali nelle categorie che autorizzano la raccolta e il trasporto di rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi, incluso il raggruppamento RAEE R5 (sorgenti luminose).
- Certificazione ISO 9001:2015 per il sistema di gestione della qualità, che assicura procedure standardizzate per ogni fase del servizio: dalla classificazione CER al rilascio della documentazione di chiusura.
- Certificazione ISO 14001:2015 per il sistema di gestione ambientale, attestante la riduzione dell’impatto ecologico delle attività di raccolta, trasporto e avvio a trattamento.
- Certificazione ISO 45001:2018 per la salute e sicurezza sul lavoro, fondamentale nella movimentazione di lampade contenenti mercurio, dove il rischio di rottura accidentale e inalazione di vapori richiede protocolli operativi rigorosi.
Il processo di smaltimento lampade con Mageco è progettato per sollevare il cliente da ogni onere operativo. Il servizio inizia con la fornitura gratuita di contenitori specifici per sorgenti luminose: box telescopici per tubi fluorescenti di diversa lunghezza (60 cm, 120 cm, 150 cm), contenitori ermetici per lampade a scarica e CFL, e contenitori multipurpose per lampade LED. Questi contenitori sono omologati per il trasporto ADR e dotati di materiale ammortizzante interno che previene la rottura durante la movimentazione.
Al raggiungimento del quantitativo concordato, o a cadenza programmata per le aziende con produzione continua di lampade esauste (strutture ospedaliere, grandi complessi commerciali, stabilimenti con illuminazione industriale), Mageco provvede al ritiro con mezzi autorizzati. Il personale Mageco compila il FIR, effettua la pesatura, verifica l’integrità dei contenitori e procede al carico in conformità alle norme ADR. Le lampade vengono poi conferite a impianti di trattamento selezionati per i tassi di recupero, che per le sorgenti luminose devono raggiungere almeno l’80% del peso ai sensi dell’art. 11 della Direttiva 2012/19/UE (obiettivo di recupero specifico per il raggruppamento R5 RAEE). Gli impianti partner di Mageco superano stabilmente il 90% di recupero grazie a tecnologie avanzate di separazione a circuito chiuso che consentono il recupero integrale del mercurio, del vetro (riutilizzato nella produzione di nuovi tubi) e dei metalli contenuti nei terminali e nei componenti elettronici.
Per i progetti di relamping su larga scala, Mageco propone un servizio di project management ambientale dedicato: programmazione del ritiro sincronizzata con l’installazione dei nuovi impianti LED, fornitura di container in comodato d’uso per lo stoccaggio temporaneo in cantiere, report intermedi sui quantitativi conferiti e certificazione finale dell’intero progetto. Questa modalità è stata adottata con successo da numerose realtà industriali e del terziario in Lombardia che hanno realizzato la transizione verso l’illuminazione a LED.
Costi dello smaltimento lampade esauste e domande frequenti
Il costo dello smaltimento lampade per le aziende dipende da quattro variabili principali: la tipologia di lampada (fluorescenti con mercurio, a scarica, LED), il quantitativo, le condizioni di stoccaggio e la distanza logistica tra la sede di ritiro e l’impianto di trattamento. Le lampade contenenti mercurio comportano costi superiori rispetto alle lampade LED non pericolose, a causa degli obblighi ADR per il trasporto e dei processi di bonifica specializzati richiesti dagli impianti.
I principali fattori che influenzano il preventivo di smaltimento lampade sono:
- Classificazione di pericolosità: le lampade con codice CER 20 01 21* (contenenti mercurio) richiedono trasporto ADR, contenitori omologati e trattamento in impianti dedicati alla bonifica del mercurio. Le lampade LED (CER 20 01 36) possono essere trasportate come rifiuti non pericolosi, con costi logistici inferiori.
- Quantitativo e frequenza: il costo unitario per lampada diminuisce significativamente all’aumentare dei volumi. Contratti di ritiro programmato con cadenza mensile o trimestrale consentono tariffe più competitive rispetto ai ritiri spot.
- Tipologia di contenitore: i tubi fluorescenti lunghi (150 cm) richiedono contenitori telescopici dedicati con costo di noleggio o acquisto; le lampade CFL e LED possono essere raccolte in box standard con minore incidenza logistica.
- Accessibilità del sito: la presenza di montacarichi, la distanza dal punto di carico al magazzino lampade, la necessità di smontaggio dai corpi illuminanti incidono sul tempo di intervento e quindi sul costo del servizio.
Per ottenere un preventivo personalizzato e senza impegno per lo smaltimento delle lampade della Sua azienda, contatti Mageco S.r.l. al numero 02 8716 8731 oppure scriva a info@mageco.it. La pagina contatti del sito Mageco offre anche un modulo per descrivere le tipologie e i quantitativi di lampade da smaltire.
Domande frequenti sullo smaltimento lampade
Le lampade a LED devono essere smaltite come RAEE?
Le lampade a LED, pur non contenendo mercurio, sono classificate come RAEE del raggruppamento R5 (sorgenti luminose) ai sensi del D.Lgs. 49/2014. Devono quindi seguire il percorso di raccolta differenziata dei RAEE e non possono essere conferite nel rifiuto indifferenziato o nella raccolta del vetro. La ragione risiede nella presenza di componenti elettronici (driver, circuiti stampati), metalli recuperabili e, in alcuni modelli, piccole quantità di sostanze soggette a restrizione dalla Direttiva RoHS 2011/65/UE. Il codice CER applicabile è generalmente 20 01 36 (apparecchiature non pericolose) o 16 02 14 per le sorgenti di provenienza professionale.
Cosa succede se una lampada al mercurio si rompe in azienda?
La rottura accidentale di una lampada contenente mercurio richiede l’attivazione immediata del protocollo di emergenza aziendale: evacuare l’area circostante per almeno 15 minuti per consentire la ventilazione, indossare guanti protettivi e mascherina con filtro per vapori di mercurio, raccogliere i frammenti senza utilizzare aspirapolvere (che disperderebbe i vapori), utilizzare nastro adesivo o carta bagnata per raccogliere le polveri fluorescenti e i residui di vetro, riporre tutto in un contenitore ermetico etichettato con il codice CER 20 01 21*. I frammenti di lampade rotte mantengono la classificazione di rifiuto pericoloso e devono essere smaltiti attraverso lo stesso canale delle lampade integre, con l’avvertenza al trasportatore della condizione di rottura.
Quante lampade può accumulare un’azienda prima di dover effettuare lo smaltimento?
Ai sensi dell’art. 185-bis del D.Lgs. 152/2006, come modificato dal D.Lgs. 116/2020, il deposito temporaneo di lampade esauste presso il luogo di produzione è consentito fino a un massimo di 10 metri cubi per i rifiuti pericolosi (lampade con mercurio, CER 20 01 21*) e 30 metri cubi complessivi. In ogni caso, la rimozione deve avvenire con cadenza almeno trimestrale, indipendentemente dal quantitativo raggiunto, e il deposito non può eccedere un anno dalla data di produzione del rifiuto. Per le aziende con elevata produzione di lampade esauste, Mageco consiglia un contratto di ritiro programmato a cadenza mensile o bimestrale per evitare il rischio di superamento dei limiti di legge.
Qual è la differenza tra smaltimento e recupero delle lampade esauste?
Lo smaltimento (operazioni D, Allegato B del D.Lgs. 152/2006) consiste nell’eliminazione definitiva del rifiuto, tipicamente in discarica per rifiuti pericolosi per la frazione non recuperabile. Il recupero (operazioni R, Allegato C) è il processo attraverso cui i materiali contenuti nelle lampade vengono separati e reimmessi nel ciclo produttivo: il vetro viene rifuso per produrre nuovi tubi, il mercurio viene distillato e riutilizzato in applicazioni consentite, l’alluminio e il rame dei terminali vengono avviati alle fonderie. La normativa RAEE impone che almeno l’80% del peso delle sorgenti luminose sia avviato a recupero. Per approfondire le operazioni di recupero, consulti la guida al recupero lampade.
Le lampade alogene rientrano nella disciplina RAEE R5?
Le lampade alogene (sia lineari R7s sia con attacco E27/GU10) non contengono mercurio e, secondo l’interpretazione prevalente del Centro di Coordinamento RAEE, possono essere conferite nel rifiuto indifferenziato in ambito domestico. Tuttavia, per le aziende che producono quantitativi significativi di lampade alogene esauste, la classificazione CER applicabile è 16 02 14 (apparecchiature fuori uso non pericolose) e il conferimento deve avvenire attraverso il circuito dei rifiuti speciali non pericolosi, con compilazione del FIR e annotazione nel registro di carico e scarico. In caso di dubbi sulla classificazione, Mageco offre consulenza gratuita per determinare il corretto percorso di smaltimento.
Cos’è il consorzio Ecolamp e quale ruolo ha nello smaltimento lampade?
Ecolamp è il principale Sistema Collettivo italiano specializzato nella raccolta e nel trattamento delle sorgenti luminose esauste (raggruppamento RAEE R5). Fondato nel 2004, è un consorzio senza scopo di lucro finanziato dai produttori di lampade nell’ambito del principio di Responsabilità Estesa del Produttore sancito dall’art. 8 del D.Lgs. 49/2014. Ecolamp gestisce la raccolta gratuita delle lampade esauste dai Centri di Raccolta comunali e, tramite accordi dedicati, anche dai grandi distributori. Per le aziende che necessitano di un servizio completo di ritiro presso la propria sede, un operatore autorizzato come Mageco rappresenta il canale più efficiente, in quanto integra la raccolta con il trasporto ADR e la gestione documentale completa.
Quali sanzioni rischia un’azienda che getta le lampade fluorescenti nel rifiuto generico?
Il conferimento di lampade fluorescenti contenenti mercurio (CER 20 01 21*) nel rifiuto generico configura il reato di gestione non autorizzata di rifiuti pericolosi ai sensi dell’art. 256, comma 1, lettera b) del D.Lgs. 152/2006, punito con l’arresto da sei mesi a due anni e l’ammenda da 2.600 a 26.000 euro. Se il fatto determina un pericolo concreto per la salute o l’ambiente, si applicano le disposizioni sui delitti ambientali della L. 68/2015, con pene detentive fino a sei anni. Anche lo stoccaggio improprio (lampade rotte abbandonate in contenitori non idonei con dispersione di mercurio) può configurare la fattispecie di inquinamento ambientale di cui all’art. 452-bis del Codice Penale.
Servizi correlati e approfondimenti
Lo smaltimento delle lampade si inserisce nel più ampio ambito della gestione dei RAEE e dei rifiuti pericolosi contenenti sostanze tossiche. Mageco S.r.l. offre servizi specializzati anche per le altre categorie di rifiuti elettronici e per le sostanze pericolose presenti nelle sorgenti luminose. Per approfondire, consulti le guide specifiche:
- Recupero lampade esauste — Operazioni di recupero del vetro, del mercurio e dei metalli contenuti nelle sorgenti luminose a fine vita, con tassi di riciclo superiori all’80%.
- Smaltimento neon e tubi fluorescenti — Guida specifica per la gestione dei tubi fluorescenti lineari, la tipologia di lampada più diffusa negli ambienti industriali e commerciali.
- Smaltimento RAEE — Panoramica completa sulla gestione dei Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche, raggruppamenti R1-R5, normativa e procedure.
- Smaltimento rifiuti pericolosi — Disciplina generale dei rifiuti speciali pericolosi, obblighi documentali ADR, deposito temporaneo e sanzioni.
- Smaltimento apparecchiature elettroniche — Gestione di computer, server, apparecchiature IT e dispositivi elettronici professionali a fine vita.
Per una panoramica completa dei servizi di gestione ambientale offerti da Mageco, visiti la pagina servizi oppure contatti il nostro team al 02 8716 8731 per una consulenza personalizzata sulla gestione delle Sue sorgenti luminose esauste.