Smaltimento ferro in Lombardia: come gestire i rottami ferrosi a norma di legge nel 2026?
Lo smaltimento ferro è un obbligo normativo e un’opportunità economica per tutte le imprese lombarde che producono scarti ferrosi nell’ambito delle proprie attività industriali, artigianali o edili. Ogni anno la Lombardia genera oltre 4 milioni di tonnellate di rifiuti metallici, di cui la componente ferrosa rappresenta la quota più rilevante: scarti di lavorazione meccanica, demolizioni di strutture in acciaio, macchinari dismessi, trucioli di torneria e sfridi di produzione costituiscono un flusso costante che richiede una gestione conforme al D.Lgs. 152/2006 e al Regolamento UE 333/2011 sulla cessazione della qualifica di rifiuto (end of waste) per i rottami di ferro e acciaio.
Mageco S.r.l., operativa dal 2003 con sede a Lainate (MI), è specializzata nella gestione completa dello smaltimento e del recupero di ferro e rottami ferrosi su tutto il territorio lombardo. Grazie alle certificazioni ISO 9001, ISO 14001 e ISO 45001, e all’iscrizione all’Albo Nazionale Gestori Ambientali nelle categorie 5F e 8C, Mageco garantisce la piena tracciabilità del rifiuto dalla presa in carico fino alla destinazione finale in impianti autorizzati. In questa guida troverà tutte le informazioni necessarie per classificare, documentare e smaltire correttamente i rifiuti ferrosi, rispettando ogni prescrizione normativa vigente nel 2026.
Tipologie di rifiuti ferrosi: classificazione e codici CER applicabili
I rifiuti ferrosi comprendono tutti gli scarti contenenti ferro e acciaio generati da processi produttivi, demolizioni, manutenzioni e dismissioni di impianti, e sono classificati nel Catalogo Europeo dei Rifiuti (CER) principalmente sotto i capitoli 12, 16, 17 e 19. La corretta attribuzione del codice CER è il primo passo obbligatorio per avviare qualsiasi operazione di smaltimento ferro a norma di legge.
Il ferro è il metallo più riciclato al mondo e, nell’ambito della gestione rifiuti, la distinzione fondamentale riguarda l’origine dello scarto. I rifiuti ferrosi da lavorazione industriale (trucioli, bave, sfridi, limatura) sono classificati sotto il capitolo CER 12 e derivano da operazioni di tornitura, fresatura, stampaggio e taglio. I rottami ferrosi da demolizione edile rientrano nel capitolo CER 17 e includono travi, profilati, armature di cemento armato, lamiere e strutture portanti in acciaio. I macchinari e attrezzature dismesse contenenti prevalentemente ferro sono classificati al capitolo CER 16, mentre le scorie e i residui di trattamento termico afferiscono al capitolo 10.
Il Consorzio RICREA (Consorzio Nazionale Riciclo e Recupero Imballaggi Acciaio), istituito dal D.Lgs. 22/1997 e confermato dal D.Lgs. 152/2006, coordina la filiera del riciclo degli imballaggi in acciaio a livello nazionale e rappresenta un riferimento istituzionale per le imprese che generano scarti di imballaggio ferrosi come fusti, latte, barattoli e reggette.
È fondamentale distinguere tra rifiuti ferrosi pericolosi e non pericolosi. La maggior parte dei rottami ferrosi è classificata come non pericolosa, ma quando il ferro è contaminato da oli minerali, solventi, vernici al piombo, amianto o sostanze chimiche, il codice CER assume il suffisso asterisco (*) e il rifiuto richiede procedure di gestione specifiche per i rifiuti pericolosi, con costi e obblighi documentali differenti.
| Codice CER | Descrizione | Origine tipica | Pericolosità |
|---|---|---|---|
| 12 01 01 | Limatura e trucioli di materiali ferrosi | Officine meccaniche, tornerie, fresatrici | Non pericoloso |
| 12 01 02 | Polveri e particolato di materiali ferrosi | Molatura, smerigliatura, sabbiatura | Non pericoloso |
| 17 04 05 | Ferro e acciaio | Demolizioni edili, ristrutturazioni, cantieri | Non pericoloso |
| 16 01 17 | Metalli ferrosi da veicoli fuori uso | Autodemolizione, rottamazione veicoli | Non pericoloso |
| 19 10 01 | Rifiuti di ferro e acciaio da trattamento | Impianti di trattamento rifiuti metallici | Non pericoloso |
| 15 01 04 | Imballaggi metallici | Fusti, latte, barattoli, reggette in acciaio | Non pericoloso |
| 12 01 01* | Trucioli ferrosi contaminati da oli minerali | Lavorazioni meccaniche con lubrificanti | Pericoloso |
| 17 04 09* | Rifiuti metallici contaminati da sostanze pericolose | Demolizioni con presenza di amianto o vernici al piombo | Pericoloso |
L’identificazione precisa del codice CER determina l’intero percorso di smaltimento ferro: impianto di destinazione, documentazione richiesta, mezzi di trasporto autorizzati e costi del servizio. Mageco effettua un sopralluogo preliminare gratuito per classificare correttamente ogni tipologia di scarto ferroso presente nel sito del cliente e definire il percorso ottimale di smaltimento ferro.

Normativa sullo smaltimento del ferro: D.Lgs. 152/2006, Reg. UE 333/2011 e obblighi documentali
Lo smaltimento ferro è disciplinato dal D.Lgs. 152/2006 (Codice dell’Ambiente), Parte IV, che stabilisce gli obblighi per produttori, trasportatori e gestori di rifiuti, e dal Regolamento UE 333/2011 che definisce i criteri di cessazione della qualifica di rifiuto (end of waste) specificamente per i rottami di ferro, acciaio e alluminio. Queste due norme costituiscono il quadro giuridico fondamentale per qualsiasi operazione di smaltimento ferro e rottami ferrosi in Italia.
L’art. 188 del D.Lgs. 152/2006 sancisce il principio di responsabilità del produttore: chi genera rifiuti ferrosi è responsabile della loro corretta gestione fino alla destinazione finale, e questa responsabilità non si estingue con la consegna al trasportatore. Il produttore deve verificare che ogni soggetto coinvolto nella filiera — trasportatore, intermediario, impianto di destino — sia regolarmente autorizzato e iscritto all’Albo Nazionale Gestori Ambientali nelle categorie pertinenti.
Il Regolamento UE 333/2011 riveste un’importanza particolare per i rottami ferrosi perché definisce quando il ferro cessa di essere classificato come rifiuto e diventa materia prima secondaria (MPS). I criteri end of waste prevedono che i rottami ferrosi debbano provenire esclusivamente da operazioni di recupero, rispettare limiti dimensionali e di composizione chimica, essere privi di contaminanti pericolosi e accompagnati da una dichiarazione di conformità rilasciata dal produttore qualificato. Quando tali criteri sono soddisfatti, il materiale può essere commercializzato liberamente senza gli obblighi documentali previsti per i rifiuti.
Il D.Lgs. 116/2020, che ha recepito le direttive europee del pacchetto economia circolare (Direttiva UE 2018/851 e Direttiva UE 2018/852), ha ulteriormente rafforzato la gerarchia dei rifiuti, ponendo la prevenzione e il recupero di materia al vertice della piramide gestionale, con lo smaltimento in discarica come ultima opzione residuale. Per i rifiuti ferrosi, questa impostazione favorisce concretamente il riciclo in acciaieria rispetto a qualsiasi altra forma di trattamento.
Documentazione obbligatoria per lo smaltimento ferro
- Formulario di Identificazione Rifiuti (FIR): documento di trasporto obbligatorio per ogni movimentazione, redatto in quattro copie conformi, con indicazione del produttore, del trasportatore, del destinatario, del codice CER, del peso e delle caratteristiche di pericolo. Deve essere conservato per cinque anni (art. 193, D.Lgs. 152/2006).
- Registro di carico e scarico: registro cronologico vidimato dalla Camera di Commercio in cui il produttore annota ogni operazione di produzione, deposito temporaneo e conferimento del rifiuto ferroso. Le annotazioni devono essere effettuate entro 10 giorni lavorativi dalla movimentazione (art. 190, D.Lgs. 152/2006).
- Modello Unico di Dichiarazione ambientale (MUD): dichiarazione annuale da presentare entro il 30 giugno di ogni anno alla Camera di Commercio competente, riepilogativa di tutti i rifiuti prodotti, trasportati o gestiti nell’anno solare precedente.
- SISTRI/RENTRI: dal 2025, il Registro Elettronico Nazionale per la Tracciabilità dei Rifiuti (RENTRI) istituito con D.M. 4 aprile 2023, n. 59, è operativo per i produttori di rifiuti pericolosi e per gli impianti di trattamento. I produttori di rifiuti speciali non pericolosi con più di 10 dipendenti saranno soggetti all’obbligo di iscrizione nelle fasi successive di attuazione.
- Analisi chimiche: necessarie quando il rifiuto ferroso potrebbe contenere contaminanti. Devono essere eseguite da laboratori accreditati e allegate al FIR.
Le sanzioni per violazioni nelle procedure di smaltimento ferro sono definite dall’art. 256 del D.Lgs. 152/2006: il trasporto non autorizzato è punito con l’arresto da tre mesi a un anno o con l’ammenda da 2.600 a 26.000 euro per i rifiuti non pericolosi, e con pene sensibilmente più gravi per i rifiuti pericolosi. Per approfondimenti sulla normativa ambientale regionale, si consulti il portale di ARPA Lombardia.
Come smaltire il ferro in Lombardia: procedura operativa completa
Lo smaltimento del ferro in Lombardia segue un percorso codificato che inizia con la classificazione dello scarto e termina con il conferimento presso impianti autorizzati al recupero o allo smaltimento, passando attraverso fasi obbligatorie di documentazione, deposito temporaneo e trasporto con mezzi iscritti all’Albo Gestori Ambientali. Conoscere ogni passaggio dello smaltimento ferro permette al produttore di rispettare la normativa e ottimizzare i costi.
La Lombardia dispone della rete impiantistica più sviluppata d’Italia per il trattamento dei rifiuti metallici. Secondo i dati ISPRA, nella regione operano oltre 300 impianti autorizzati alle operazioni di recupero R4 (riciclaggio/recupero dei metalli e dei composti metallici) e R13 (messa in riserva), distribuiti capillarmente nelle province a maggiore vocazione industriale: Milano, Brescia, Bergamo e Monza-Brianza. La provincia di Brescia, in particolare, ospita il distretto siderurgico più importante d’Europa con numerose acciaierie elettriche che rappresentano il destino finale dei rottami ferrosi recuperati.
Fasi operative dello smaltimento ferro
- Sopralluogo e classificazione: Un tecnico qualificato esamina i rifiuti ferrosi presenti nel sito, ne identifica la tipologia (trucioli, rottami pesanti, lamiere, strutture, macchinari), verifica la presenza di contaminanti e attribuisce il codice CER corretto. Per i materiali sospetti si procede al campionamento e all’analisi di laboratorio secondo la norma UNI 10802.
- Predisposizione documentale: Compilazione del FIR con tutti i dati obbligatori, verifica delle autorizzazioni del trasportatore e dell’impianto di destinazione, aggiornamento del registro di carico e scarico. Per quantitativi superiori a 30 kg di rifiuti pericolosi o superiori a 300 kg di rifiuti non pericolosi, la movimentazione deve avvenire esclusivamente tramite soggetti iscritti all’Albo Gestori Ambientali.
- Deposito temporaneo: I rifiuti ferrosi possono essere accumulati nel sito di produzione in regime di deposito temporaneo (art. 185-bis, D.Lgs. 152/2006) per un massimo di 12 mesi senza limite quantitativo, oppure per quantitativi non superiori a 30 mc (di cui al massimo 10 mc di rifiuti pericolosi) con obbligo di conferimento trimestrale. Il deposito deve avvenire su superficie impermeabilizzata, in area delimitata e segnalata.
- Raccolta e trasporto: I rottami ferrosi vengono caricati con mezzi idonei (camion con cassone scarrabile, autocarri con gru, container) forniti dal trasportatore autorizzato. Il peso è determinato tramite pesa certificata. Il FIR accompagna il carico per tutta la durata del trasporto. Per i rottami ferrosi non pericolosi, i veicoli devono essere iscritti all’Albo Gestori Ambientali in categoria 4 o 5.
- Conferimento e trattamento: L’impianto di destinazione verifica la corrispondenza tra FIR e materiale conferito, procede alla pesatura in ingresso, effettua eventuali controlli di radioattività (obbligatori ai sensi del D.Lgs. 230/1995 per gli impianti metallurgici) e avvia le operazioni di trattamento: cesoiatura, pressatura, deferrizzazione, frantumazione e selezione. Il ferro recuperato viene poi inviato alla fusione in acciaieria.
- Certificazione e chiusura del ciclo: L’impianto restituisce al produttore la quarta copia del FIR controfirmata entro 90 giorni dal conferimento. Il produttore deve verificare la ricezione e, in caso di mancato ricevimento, darne comunicazione alla Provincia competente. La conservazione documentale è obbligatoria per 5 anni.
Principali centri di raccolta e impianti autorizzati in Lombardia
| Provincia | Tipologia impianti presenti | Operazioni autorizzate | Codici CER accettati |
|---|---|---|---|
| Milano | Centri di raccolta, piattaforme di selezione, rottamai autorizzati | R4, R13, D15 | 12 01 01, 17 04 05, 15 01 04, 16 01 17 |
| Brescia | Acciaierie elettriche, impianti di frantumazione, centri di recupero | R4, R3, R13 | 17 04 05, 12 01 01, 19 10 01 |
| Bergamo | Impianti di cesoiatura e pressatura, rottamai autorizzati | R4, R13 | 12 01 01, 17 04 05, 16 01 17 |
| Monza e Brianza | Piattaforme ecologiche, centri di selezione metalli | R4, R13, D15 | 17 04 05, 15 01 04, 12 01 01 |
| Varese | Centri di raccolta, impianti di trattamento RAEE contenenti ferro | R4, R13 | 17 04 05, 12 01 01, 16 02 14 |
| Pavia / Lodi / Cremona | Rottamai autorizzati, impianti di messa in riserva | R13, R4 | 17 04 05, 12 01 01 |
Per la verifica delle autorizzazioni degli impianti di trattamento nella propria provincia, è possibile consultare il registro pubblico dell’Albo Nazionale Gestori Ambientali o il catasto regionale dei rifiuti gestito da ARPA Lombardia.
Per lo smaltimento ferro, Mageco organizza l’intero ciclo logistico per conto del cliente: dal posizionamento del cassone alla raccolta programmata o su chiamata, dal trasporto con mezzi propri autorizzati alla consegna presso l’impianto più idoneo in funzione della tipologia di ferro, della quantità e della localizzazione geografica. Il servizio copre tutte le dodici province lombarde con tempi di intervento compresi tra 24 e 48 ore dalla richiesta.

Mageco: servizio professionale di smaltimento ferro in tutta la Lombardia
Mageco S.r.l. gestisce lo smaltimento ferro per conto di aziende industriali, imprese edili, officine meccaniche e artigiani in tutta la Lombardia, garantendo la conformità normativa integrale, la tracciabilità documentale completa e l’ottimizzazione dei costi di conferimento grazie a convenzioni dirette con i principali impianti di recupero regionali.
Con oltre vent’anni di attività nel settore della gestione ambientale, Mageco ha sviluppato una competenza specifica nel trattamento dei rifiuti metallici e ferrosi che deriva dalla conoscenza approfondita del mercato lombardo dei rottami. La sede operativa di Via Juan Manuel Fangio 11, a Lainate (MI), è strategicamente posizionata nell’area metropolitana milanese, consentendo un servizio rapido nelle province a più alta densità industriale.
L’azienda è titolare di un sistema di gestione integrato certificato secondo tre standard internazionali: ISO 9001:2015 per la qualità dei processi, ISO 14001:2015 per la gestione ambientale e ISO 45001:2018 per la salute e sicurezza sul lavoro. L’iscrizione all’Albo Nazionale Gestori Ambientali nelle categorie 5F (raccolta e trasporto di rifiuti speciali non pericolosi) e 8C (intermediazione e commercio di rifiuti senza detenzione) completa il quadro autorizzativo necessario per operare lungo tutta la filiera.
I vantaggi del servizio Mageco per lo smaltimento ferro
- Conformità normativa garantita: Ogni operazione di smaltimento è eseguita nel pieno rispetto del D.Lgs. 152/2006, del Reg. UE 333/2011 e delle disposizioni regionali lombarde. Il cliente riceve tutta la documentazione necessaria (FIR, quarte copie, certificati di avvenuto smaltimento) in formato digitale e cartaceo.
- Intervento rapido su tutto il territorio: Tempi di risposta di 24-48 ore dalla richiesta, con possibilità di servizio programmato settimanale o mensile per i produttori con flussi continuativi di scarti ferrosi. Copertura integrale delle province di Milano, Brescia, Bergamo, Monza, Como, Varese, Pavia, Cremona, Mantova, Lecco, Lodi e Sondrio.
- Tracciabilità completa del rifiuto: Ogni carico di rottami ferrosi è tracciato dalla presa in carico fino alla destinazione finale presso impianti autorizzati. Il cliente accede a un archivio documentale digitale con FIR, pesate, certificati e reportistica annuale per la compilazione del MUD.
- Ottimizzazione economica: Grazie alle convenzioni con acciaierie e impianti di recupero del distretto bresciano e milanese, Mageco ottiene condizioni di conferimento vantaggiose che si traducono in costi competitivi per il cliente. Per quantitativi significativi di rottame ferroso pulito, è possibile concordare un riconoscimento economico al produttore.
Scopra tutti i nostri servizi di gestione ambientale e richieda un sopralluogo gratuito per valutare la soluzione più efficiente per le Sue esigenze di smaltimento ferro in Lombardia. Mageco gestisce anche lo smaltimento di cavi elettrici e di altri rifiuti speciali con le medesime garanzie di conformità e professionalità.
Costi dello smaltimento ferro e domande frequenti
Il costo dello smaltimento ferro dipende da molteplici variabili: tipologia e purezza del rottame, quantitativo da conferire, presenza di contaminanti, distanza dall’impianto di destinazione e condizioni del mercato siderurgico. A differenza di molte altre categorie di rifiuti, i rottami ferrosi possiedono un valore intrinseco di mercato che può, in determinate condizioni, ridurre significativamente o azzerare il costo di smaltimento.
Il mercato dei rottami ferrosi è influenzato dalle quotazioni internazionali dell’acciaio e dalle dinamiche della domanda da parte delle acciaierie. Le quotazioni di riferimento per il mercato italiano sono pubblicate dalla Camera di Commercio di Brescia, principale piazza di scambio per i rottami metallici in Italia. Le oscillazioni di prezzo possono essere significative: il rottame ferroso HMS 1/2 ha registrato variazioni comprese tra 200 e 400 euro per tonnellata negli ultimi tre anni. Questo rende il costo effettivo dello smaltimento ferro estremamente variabile nel tempo.
Fattori che influenzano il costo dello smaltimento ferro
- Purezza e tipologia del rottame: Il ferro pulito, privo di contaminanti e di materiali estranei (plastica, legno, calcestruzzo), ha un valore di mercato superiore e costi di smaltimento inferiori. I trucioli di torneria (CER 12 01 01) puliti e asciutti hanno condizioni diverse rispetto al rottame misto da demolizione (CER 17 04 05).
- Quantitativo conferito: Lotti superiori a 5 tonnellate permettono di ottimizzare i costi di trasporto e beneficiano di condizioni di conferimento più favorevoli presso gli impianti di destinazione.
- Presenza di contaminanti: Rottami ferrosi contaminati da oli, vernici, amianto o altre sostanze pericolose richiedono analisi chimiche preliminari e procedure di trattamento specifiche, con costi sensibilmente superiori rispetto al rottame pulito.
- Logistica e accessibilità del sito: La distanza tra il luogo di produzione del rifiuto e l’impianto di destinazione, la facilità di accesso per i mezzi pesanti e la necessità di attrezzature speciali per il carico (gru, cesoie, magneti) influiscono sul costo complessivo del servizio.
Domande frequenti sullo smaltimento ferro
Quali codici CER si applicano ai rifiuti ferrosi?
I principali codici CER per i rifiuti ferrosi sono: 12 01 01 (limatura e trucioli di materiali ferrosi da lavorazione meccanica), 17 04 05 (ferro e acciaio da demolizioni edili), 16 01 17 (metalli ferrosi da veicoli fuori uso), 15 01 04 (imballaggi metallici) e 19 10 01 (rifiuti di ferro e acciaio da impianti di trattamento). Per i rifiuti ferrosi contaminati si utilizzano i codici con asterisco, come il 12 01 01* per trucioli con oli minerali e il 17 04 09* per metalli contaminati da sostanze pericolose.
Che cos’è il Regolamento UE 333/2011 e come si applica ai rottami ferrosi?
Il Regolamento UE 333/2011 stabilisce i criteri end of waste (cessazione della qualifica di rifiuto) per i rottami di ferro, acciaio e alluminio. Quando i rottami ferrosi soddisfano requisiti specifici di provenienza (solo da operazioni di recupero), composizione chimica, assenza di contaminanti e dimensioni, cessano di essere classificati come rifiuti e diventano materia prima secondaria, liberamente commercializzabile senza obblighi FIR e registro di carico e scarico. Il produttore qualificato deve rilasciare una dichiarazione di conformità per ogni partita.
Quanto costa smaltire il ferro in Lombardia?
Il costo dello smaltimento ferro in Lombardia varia in funzione della tipologia e purezza del rottame, del quantitativo, della presenza di contaminanti e della distanza dall’impianto di destinazione. Per i rottami ferrosi puliti e in quantitativi significativi (oltre 5 tonnellate), il valore di mercato del materiale può compensare o superare i costi di trasporto, riducendo a zero il costo netto per il produttore o generando un riconoscimento economico. Per rottami contaminati o in piccole quantità, i costi possono variare da 80 a 250 euro per tonnellata comprensivi di trasporto e trattamento. Si richieda un preventivo personalizzato a Mageco per una valutazione precisa.
Quali documenti servono per lo smaltimento ferro aziendale?
Per lo smaltimento di rifiuti ferrosi aziendali sono obbligatori: il Formulario di Identificazione Rifiuti (FIR), compilato in quattro copie conformi e conservato per cinque anni; il registro di carico e scarico, vidimato dalla Camera di Commercio, con annotazioni entro 10 giorni lavorativi dalla movimentazione; e il Modello Unico di Dichiarazione ambientale (MUD), da presentare annualmente entro il 30 giugno. Dal 2025, i produttori di rifiuti pericolosi devono inoltre iscriversi al RENTRI (Registro Elettronico Nazionale per la Tracciabilità dei Rifiuti).
Il ferro contaminato da olio o vernice è un rifiuto pericoloso?
Il ferro contaminato da oli minerali, solventi, vernici al piombo o altre sostanze nocive è classificato come rifiuto pericoloso e identificato con un codice CER seguito dall’asterisco (*), ad esempio 12 01 01* per trucioli ferrosi con residui di olio da taglio o 17 04 09* per rottami contaminati da sostanze pericolose. La gestione dei rifiuti ferrosi pericolosi richiede analisi chimiche preliminari, trasporto con mezzi iscritti all’Albo Gestori Ambientali in categoria 5 e conferimento presso impianti specificamente autorizzati, con costi superiori rispetto ai rottami non pericolosi.
Per quanto tempo posso accumulare rottami ferrosi prima di smaltirli?
Il deposito temporaneo di rottami ferrosi nel sito di produzione è disciplinato dall’art. 185-bis del D.Lgs. 152/2006 e ammette due modalità alternative: deposito a cadenza temporale, con conferimento obbligatorio almeno ogni 12 mesi indipendentemente dal quantitativo accumulato; oppure deposito a cadenza quantitativa, con conferimento obbligatorio al raggiungimento di 30 mc complessivi (di cui massimo 10 mc di rifiuti pericolosi), da effettuarsi entro il trimestre successivo. In entrambi i casi, il deposito deve avvenire su superficie impermeabilizzata e in area delimitata e identificata.
Qual è la differenza tra smaltimento e recupero del ferro?
Lo smaltimento del ferro (operazioni D, come D1 discarica o D15 deposito preliminare) è la destinazione residuale quando il materiale non può essere avviato a recupero, ad esempio perché pesantemente contaminato. Il recupero del ferro (operazioni R, principalmente R4 riciclaggio dei metalli e R13 messa in riserva) consiste nel reintrodurre il rottame nel ciclo produttivo tramite fusione in acciaieria, con vantaggi ambientali ed economici significativi. La normativa italiana impone di privilegiare il recupero rispetto allo smaltimento. Oltre il 90% dei rifiuti ferrosi in Lombardia viene effettivamente avviato a recupero.
Servizi correlati e approfondimenti
Lo smaltimento ferro si inserisce in un contesto più ampio di gestione dei rifiuti metallici e speciali. Mageco offre servizi integrati per tutte le tipologie di scarti derivanti da attività industriali, edili e artigianali in Lombardia. Per approfondire le tematiche connesse allo smaltimento ferro e ai rottami ferrosi, consulti le seguenti risorse:
- Recupero ferro e rottami ferrosi in Lombardia — il percorso di valorizzazione dei rottami ferrosi attraverso il riciclo in acciaieria e i criteri end of waste del Reg. UE 333/2011
- Smaltimento metalli non ferrosi — gestione di alluminio, rame, ottone, zinco e leghe metalliche con codici CER specifici del capitolo 17 04
- Smaltimento cavi elettrici — trattamento di cavi in rame e alluminio con guaina isolante, separazione delle componenti metalliche e recupero dei conduttori
- Smaltimento rifiuti da cantiere — gestione integrata di tutti i rifiuti prodotti in cantieri edili, inclusi metalli, macerie, legno e materiali isolanti
- Smaltimento rifiuti speciali in Lombardia — guida completa alla classificazione, documentazione e gestione di tutti i rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi
Per informazioni sulla normativa ambientale nazionale, consulti il portale dell’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) e la sezione dedicata ai rifiuti del sito della Regione Lombardia.