Come smaltire le emulsioni oleose esauste in Lombardia? Normativa, procedure e costi aggiornati al 2026
Lo smaltimento emulsioni oleose costituisce un obbligo normativo imprescindibile per tutte le aziende manifatturiere, metalmeccaniche e industriali che impiegano fluidi lubrorefrigeranti, oli da taglio emulsionabili e miscele olio-acqua nei propri processi produttivi. In Lombardia, dove il comparto metalmeccanico rappresenta oltre il 30% del tessuto industriale regionale con migliaia di officine, tornerie e centri di lavorazione CNC concentrati nelle province di Milano, Brescia, Bergamo e Varese, la corretta gestione di questi rifiuti liquidi pericolosi assume un rilievo tanto ambientale quanto economico.
Mageco S.r.l., con sede operativa a Lainate (MI) e oltre vent’anni di esperienza nella gestione ambientale, offre un servizio completo di ritiro, trasporto e conferimento delle emulsioni oleose esauste presso impianti di trattamento chimico-fisico autorizzati. Grazie alle certificazioni ISO 9001, ISO 14001 e ISO 45001 e all’iscrizione all’Albo Nazionale Gestori Ambientali, Mageco garantisce la piena conformità di ogni operazione alla normativa vigente. In questa guida aggiornata al 2026, illustreremo nel dettaglio la classificazione CER, gli obblighi di legge, il processo di smaltimento e i fattori che determinano i costi per le imprese lombarde.
Cosa sono le emulsioni oleose? Definizione, tipologie e codici CER
Le emulsioni oleose sono miscele stabili di olio e acqua, tipicamente impiegate come fluidi lubrorefrigeranti nelle lavorazioni meccaniche (tornitura, fresatura, rettifica, foratura) e come fluidi idraulici in macchinari industriali; una volta esauste, sono classificate come rifiuti pericolosi ai sensi del Catalogo Europeo dei Rifiuti. La loro pericolosità deriva dalla presenza di oli minerali, additivi biocidi, metalli pesanti in sospensione e composti organici derivati dalla degradazione termica durante l’utilizzo.
Le emulsioni oleose si distinguono in diverse tipologie in base alla composizione e all’impiego di origine. Le emulsioni propriamente dette sono miscele in cui gocce di olio minerale o sintetico sono disperse in acqua mediante tensioattivi, con una concentrazione di olio generalmente compresa tra il 3% e il 10%. Le microemulsioni presentano gocce di dimensioni inferiori e maggiore stabilità, mentre i fluidi semi-sintetici e sintetici contengono quantità variabili di olio minerale sostituite da polimeri e glicoli. Tutte queste tipologie, una volta degradate o contaminate, devono essere gestite come rifiuti pericolosi.
La classificazione nel Catalogo Europeo dei Rifiuti (CER) dipende dal processo di origine e dalla composizione. Il codice CER principale per le emulsioni oleose esauste da lavorazioni meccaniche è il 12 01 09* (emulsioni e soluzioni per macchinari, non contenenti alogeni), contrassegnato dall’asterisco che ne indica la pericolosità. Tuttavia, a seconda dell’origine specifica, le emulsioni oleose possono ricadere anche in altre famiglie di codici CER.
Tabella dei principali codici CER per emulsioni oleose
| Codice CER | Descrizione | Origine tipica | Pericolosità |
|---|---|---|---|
| 12 01 09* | Emulsioni e soluzioni per macchinari, non contenenti alogeni | Torni, frese, rettificatrici, centri di lavoro CNC | Pericoloso (HP4, HP14) |
| 12 01 10* | Emulsioni e soluzioni per macchinari, contenenti alogeni | Lavorazioni con fluidi clorurati o fluorurati | Pericoloso (HP4, HP6, HP14) |
| 13 01 05* | Emulsioni non clorurate | Impianti idraulici industriali | Pericoloso (HP14) |
| 13 01 10* | Oli minerali per circuiti idraulici, non clorurati | Presse idrauliche, macchinari di stampaggio | Pericoloso (HP14) |
| 13 02 05* | Scarti di olio minerale per motori, trasmissioni e ingranaggi, non clorurato | Oli emulsionati da sistemi di trasmissione | Pericoloso (HP14) |
| 13 08 02* | Altre emulsioni | Emulsioni oleose miste di diversa provenienza industriale | Pericoloso (HP14) |
| 16 10 01* | Soluzioni acquose di scarto contenenti sostanze pericolose | Acque di lavaggio contaminate da emulsioni | Pericoloso (HP4, HP14) |
Le caratteristiche di pericolo HP prevalenti nelle emulsioni oleose esauste sono la HP4 (irritante per cute e occhi a causa dei tensioattivi e degli additivi biocidi) e la HP14 (ecotossico per gli ambienti acquatici, dato che anche basse concentrazioni di oli minerali provocano danni gravi agli ecosistemi idrici). In presenza di metalli pesanti concentrati (cromo, nichel, piombo) derivanti dalla lavorazione, possono manifestarsi anche le caratteristiche HP5 e HP6.

Normativa per lo smaltimento delle emulsioni oleose in Italia
Lo smaltimento delle emulsioni oleose in Italia è regolato dal D.Lgs. 152/2006 (Codice dell’Ambiente), dal D.Lgs. 95/1992 sulla gestione degli oli usati, dal D.Lgs. 116/2020 e dal Regolamento (UE) n. 1357/2014, con obblighi specifici di raccolta differenziata, tracciabilità e conferimento esclusivo a soggetti autorizzati. La normativa impone al produttore del rifiuto una responsabilità che si estende fino alla destinazione finale.
L’art. 187 del D.Lgs. 152/2006 vieta la miscelazione delle emulsioni oleose pericolose con rifiuti aventi diversa caratteristica HP o con altre categorie di rifiuti, salvo specifica autorizzazione dell’autorità competente. Questo significa che le emulsioni oleose esauste non possono essere mescolate con oli minerali puri, solventi, acque di lavaggio non contaminate o altri reflui industriali. La violazione del divieto di miscelazione comporta le sanzioni previste dall’art. 256, comma 5, del D.Lgs. 152/2006.
Il D.Lgs. 95/1992, specifico per la gestione degli oli minerali usati, si applica anche alle emulsioni oleose in quanto contengono frazioni oleose minerali. L’art. 3 di tale decreto impone il divieto di scarico delle emulsioni oleose nel suolo, nelle acque di superficie e nelle fognature, mentre l’art. 5 prevede l’obbligo di conferimento al Consorzio Obbligatorio degli Oli Usati (COOU, oggi CONOU – Consorzio Nazionale per la Gestione, Raccolta e Trattamento degli Oli Minerali Usati) o a soggetti da esso autorizzati. Tuttavia, per le emulsioni con concentrazioni di olio inferiori a determinate soglie, il conferimento avviene tramite impianti di trattamento chimico-fisico autorizzati ai sensi dell’art. 208 del D.Lgs. 152/2006.
Documentazione obbligatoria per le emulsioni oleose
- Formulario di Identificazione Rifiuti (FIR): in quattro copie conformi, accompagna ogni trasporto di emulsioni oleose esauste. Deve indicare il codice CER esatto, la caratteristica HP, il produttore, il trasportatore e l’impianto di destinazione (art. 193 D.Lgs. 152/2006).
- Registro di carico e scarico: vidimato dalla Camera di Commercio, con annotazioni entro 10 giorni dalla produzione del rifiuto e 10 giorni dal conferimento al trasportatore (art. 190 D.Lgs. 152/2006).
- Modello Unico di Dichiarazione ambientale (MUD): dichiarazione annuale entro il 30 aprile con dati quantitativi e qualitativi delle emulsioni oleose prodotte e conferite nell’anno precedente (art. 189 D.Lgs. 152/2006).
- RENTRI: dal 2025 i produttori di rifiuti pericolosi con oltre 50 dipendenti, e dal 2026 tutti i produttori di rifiuti pericolosi, sono tenuti alla trasmissione telematica dei dati al Registro Elettronico Nazionale per la Tracciabilità dei Rifiuti (D.M. 4 aprile 2023, n. 59).
- Analisi di caratterizzazione: le emulsioni oleose rientranti nelle voci CER a specchio richiedono analisi chimiche presso laboratori accreditati UNI CEI EN ISO/IEC 17025 per la determinazione delle caratteristiche HP.
- Scheda descrittiva del rifiuto: completa il quadro documentale con le informazioni sul processo di origine, la composizione presunta e le condizioni di stoccaggio.
In Lombardia, ARPA Lombardia esercita funzioni di controllo e vigilanza sugli impianti di trattamento e sulle operazioni di trasporto, mentre la Regione Lombardia rilascia le autorizzazioni integrate ambientali (AIA) e le autorizzazioni ordinarie agli impianti di smaltimento e recupero.
Come avviene lo smaltimento delle emulsioni oleose in Lombardia: fasi operative e impianti
Lo smaltimento delle emulsioni oleose in Lombardia si articola in cinque fasi: raccolta e stoccaggio presso il produttore, caratterizzazione analitica, trasporto con mezzi autorizzati, trattamento chimico-fisico (rottura dell’emulsione con flocculanti e separazione olio-acqua) e smaltimento delle frazioni risultanti. Ogni fase è soggetta a obblighi documentali e gestionali specifici.
Le cinque fasi dello smaltimento emulsioni oleose
- Raccolta e deposito temporaneo: le emulsioni oleose esauste devono essere raccolte in contenitori dedicati, tipicamente fusti metallici da 200 litri o cisternette IBC da 1.000 litri, dotati di chiusura ermetica e posizionati su pavimentazione impermeabile con bacino di contenimento pari ad almeno il 110% del volume del contenitore più grande. Il deposito temporaneo presso il luogo di produzione è consentito dall’art. 185-bis del D.Lgs. 152/2006 entro il limite di 10 metri cubi di rifiuti pericolosi e per una durata massima di 3 mesi (o 12 mesi se non si supera il limite volumetrico). I contenitori devono riportare l’etichettatura con il codice CER, la caratteristica HP, la data di inizio deposito e la dicitura “rifiuto pericoloso”.
- Caratterizzazione analitica: prima del conferimento, è necessaria un’analisi chimica di caratterizzazione che determini il contenuto di oli minerali, metalli pesanti, pH, COD, cloruri, solfati e tensioattivi. L’analisi consente di classificare correttamente il rifiuto e di individuare l’impianto di destinazione idoneo. Per le voci CER a specchio, l’analisi è obbligatoria ai fini della corretta attribuzione della caratteristica HP. Il laboratorio deve essere accreditato secondo la norma UNI CEI EN ISO/IEC 17025.
- Trasporto autorizzato: il trasportatore deve essere iscritto all’Albo Nazionale Gestori Ambientali nella categoria 5 (raccolta e trasporto di rifiuti speciali pericolosi). Le emulsioni oleose vengono trasportate mediante autocisterne o veicoli dotati di pianale attrezzato per il carico di fusti e IBC. Ogni spedizione è accompagnata dal FIR in quattro copie. Per i codici CER che ricadono nelle classi ADR (tipicamente classe 9 – materie pericolose diverse), sono richiesti anche pannelli arancioni e documentazione ADR.
- Trattamento chimico-fisico: presso l’impianto autorizzato, le emulsioni oleose vengono sottoposte al processo di “rottura dell’emulsione” (demulsificazione) mediante aggiunta di agenti chimici flocculanti (sali di alluminio, cloruro ferrico) e/o processi elettrochimici che destabilizzano la dispersione olio-acqua. La fase oleosa separata viene avviata alla rigenerazione presso il CONOU o all’incenerimento in impianti D10/R1, mentre la fase acquosa subisce ulteriori trattamenti di depurazione (neutralizzazione, sedimentazione, filtrazione, trattamento biologico) prima dello scarico autorizzato nel corpo idrico recettore. I fanghi prodotti dalla separazione vengono a loro volta classificati e smaltiti come rifiuti.
- Certificazione e chiusura documentale: l’impianto di destinazione rilascia il certificato di avvenuto smaltimento e restituisce la quarta copia del FIR controfirmata al produttore entro tre mesi dal conferimento, estinguendo la corresponsabilità prevista dall’art. 188 del D.Lgs. 152/2006. Tutta la documentazione deve essere conservata per almeno cinque anni.
Tipologie di impianti autorizzati per emulsioni oleose in Lombardia
| Tipologia impianto | Operazione | Province di riferimento | Tecnologia prevalente |
|---|---|---|---|
| Impianti chimico-fisici per emulsioni | D9 | Milano, Brescia, Bergamo, Varese | Rottura emulsione con flocculanti, separazione gravitazionale e centrifuga |
| Impianti di evaporazione sottovuoto | D9 | Brescia, Bergamo | Distillazione sottovuoto con recupero concentrato oleoso |
| Piattaforme di stoccaggio e raggruppamento | D15 / R13 | Tutte le province | Stoccaggio in cisterne prima del conferimento a impianti finali |
| Impianti di rigenerazione oli (CONOU) | R9 | Milano, Pavia | Rigenerazione della frazione oleosa separata in oli base |
| Termovalorizzatori industriali | D10 / R1 | Milano, Brescia | Incenerimento con recupero energetico per frazioni non rigenerabili |
La Lombardia dispone di una rete impiantistica tra le più sviluppate in Italia per il trattamento delle emulsioni oleose, grazie alla forte concentrazione di attività metalmeccaniche che genera una domanda costante di servizi di smaltimento. Le province di Brescia, Milano e Bergamo ospitano il maggior numero di impianti chimico-fisici autorizzati ai sensi dell’art. 208 del D.Lgs. 152/2006.

Perché scegliere Mageco per lo smaltimento di emulsioni oleose in Lombardia
Mageco S.r.l. gestisce lo smaltimento delle emulsioni oleose esauste con un servizio completo che comprende la consulenza sulla classificazione CER, la fornitura di contenitori idonei, il ritiro programmato o su chiamata con mezzi autorizzati e il conferimento presso impianti di trattamento chimico-fisico selezionati per affidabilità e conformità normativa. La sede di Via Juan Manuel Fangio 11 a Lainate (MI) consente interventi tempestivi in tutte le dodici province lombarde.
La gestione delle emulsioni oleose esauste richiede competenze specifiche che vanno oltre la semplice logistica dei rifiuti. Il fluido lubrorefrigerante che esce dalla macchina utensile contiene non solo olio minerale e acqua, ma anche trucioli metallici, polveri abrasive, batteri e funghi che ne alterano la composizione e possono modificare la classificazione CER. Mageco dispone di un team tecnico con competenze chimiche e normative in grado di assistere il cliente nella corretta caratterizzazione del rifiuto, evitando errori di classificazione che potrebbero esporre l’azienda a sanzioni amministrative e penali.
L’iscrizione all’Albo Nazionale Gestori Ambientali nelle categorie 5F (raccolta e trasporto di rifiuti pericolosi) e 8C (intermediazione di rifiuti) consente a Mageco di operare sia come trasportatore diretto sia come intermediario, garantendo al cliente la massima flessibilità nella scelta della soluzione logistica ed economica più vantaggiosa. La nostra rete di impianti convenzionati copre tutte le principali tecnologie di trattamento: dalla rottura chimico-fisica dell’emulsione alla distillazione sottovuoto, dal conferimento al circuito CONOU per la rigenerazione all’incenerimento con recupero energetico per le frazioni non recuperabili.
I vantaggi del servizio Mageco per le emulsioni oleose
- Certificazione integrata ISO 9001, ISO 14001 e ISO 45001: ogni fase del servizio, dalla presa in carico alla chiusura documentale, è gestita secondo procedure certificate che garantiscono qualità, tutela ambientale e sicurezza degli operatori.
- Fornitura di contenitori a norma: Mageco mette a disposizione fusti metallici da 200 litri e cisternette IBC da 1.000 litri conformi alla normativa sul trasporto di rifiuti pericolosi, eliminando per il cliente l’onere di approvvigionamento e gestione dei contenitori.
- Ritiro programmato o su chiamata: servizio di raccolta con cadenza settimanale, quindicinale o mensile in base ai volumi produttivi del cliente, oppure interventi spot su richiesta con tempi di risposta entro 48 ore in tutta la Lombardia.
- Gestione documentale completa: compilazione del FIR, aggiornamento del registro di carico e scarico, trasmissione dei dati al RENTRI, predisposizione del MUD annuale e archiviazione digitale di tutta la documentazione per il periodo legale di conservazione.
- Ottimizzazione dei costi: la selezione dell’impianto di trattamento avviene sulla base di criteri tecnici ed economici, privilegiando le soluzioni di recupero (rigenerazione, valorizzazione energetica) che riducono i costi di smaltimento rispetto alla mera eliminazione.
Scopra tutti i nostri servizi di gestione ambientale e le nostre soluzioni personalizzate per la gestione dei rifiuti liquidi industriali.
Costi dello smaltimento emulsioni oleose e domande frequenti
Il costo dello smaltimento delle emulsioni oleose varia in funzione della concentrazione di olio, della presenza di contaminanti, del volume e della frequenza di ritiro; in Lombardia le tariffe riflettono la buona disponibilità di impianti chimico-fisici autorizzati, ma possono aumentare per emulsioni particolarmente contaminate da metalli pesanti o alogeni. Mageco fornisce preventivi personalizzati e gratuiti, calcolati dopo una valutazione tecnica del rifiuto.
Fattori che influenzano i costi di smaltimento
- Concentrazione di olio nell’emulsione: emulsioni con una percentuale di olio superiore al 5-10% richiedono processi di separazione più complessi e costosi. Le emulsioni molto concentrate possono essere avviate al circuito CONOU, con tariffe differenti rispetto al trattamento chimico-fisico standard.
- Presenza di contaminanti: metalli pesanti (cromo, nichel, piombo, zinco) da trucioli di lavorazione, additivi biocidi degradati, composti alogeni e solventi possono rendere necessarie fasi di trattamento aggiuntive, incrementando il costo per metro cubo.
- Volume e frequenza di conferimento: ritiri programmati con volumi stabili consentono economie di scala significative. Un’officina meccanica che conferisce 2-3 metri cubi al mese ottiene tariffe unitarie inferiori rispetto a ritiri occasionali di piccoli quantitativi.
- Tipologia di contenitori: il ritiro di fusti da 200 litri comporta costi logistici superiori rispetto al prelievo con autocisterna da vasche di raccolta, a parità di volume complessivo. La fornitura di IBC e fusti incide come costo accessorio.
- Distanza dall’impianto di destinazione: la localizzazione del produttore rispetto alla rete di impianti autorizzati influisce sul costo di trasporto. Le aziende situate nelle province di Milano, Brescia e Bergamo beneficiano della prossimità di numerosi impianti chimico-fisici.
Domande frequenti
Cosa sono le emulsioni oleose e perché sono classificate come rifiuti pericolosi?
Le emulsioni oleose sono miscele stabili di olio minerale (o sintetico) e acqua, utilizzate come fluidi lubrorefrigeranti nelle lavorazioni meccaniche e come fluidi idraulici in ambito industriale. Una volta esauste, sono classificate come rifiuti pericolosi perché contengono oli minerali, tensioattivi, biocidi degradati e metalli pesanti in sospensione, conferendo al rifiuto le caratteristiche di pericolo HP4 (irritante) e HP14 (ecotossico). Il codice CER principale è il 12 01 09* per le emulsioni da lavorazione meccanica.
Le emulsioni oleose possono essere scaricate in fognatura?
No, lo scarico delle emulsioni oleose in fognatura, nel suolo o nelle acque superficiali è vietato dal D.Lgs. 95/1992 (art. 3) e dal D.Lgs. 152/2006. Anche piccoli quantitativi di emulsioni oleose possono contaminare gravemente le risorse idriche: un litro di olio minerale emulsionato rende non potabili fino a un milione di litri d’acqua. La violazione comporta sanzioni penali ai sensi dell’art. 256 del D.Lgs. 152/2006, con arresto fino a due anni e ammenda fino a 26.000 euro.
Qual è la differenza tra smaltimento e recupero delle emulsioni oleose?
Lo smaltimento (operazioni D) prevede l’eliminazione definitiva del rifiuto mediante trattamento chimico-fisico (D9) o incenerimento (D10). Il recupero (operazioni R) mira a valorizzare le componenti utili: la frazione oleosa separata può essere rigenerata in oli base tramite il circuito CONOU (operazione R9) e la fase acquosa depurata può essere riutilizzata. La normativa europea e il D.Lgs. 152/2006 privilegiano il recupero rispetto allo smaltimento secondo la gerarchia dei rifiuti stabilita dall’art. 179.
Come si conservano le emulsioni oleose esauste in azienda prima del ritiro?
Le emulsioni oleose esauste devono essere stoccate in contenitori chiusi (fusti da 200 litri o cisternette IBC da 1.000 litri) posizionati su pavimentazione impermeabile con bacino di contenimento. I contenitori devono riportare l’etichettatura con codice CER, caratteristica HP e data di inizio deposito. Il deposito temporaneo è consentito per un massimo di 10 metri cubi di rifiuti pericolosi, per una durata di 3 mesi senza limiti di quantità o 12 mesi entro il limite volumetrico (art. 185-bis D.Lgs. 152/2006). Le emulsioni non devono essere mescolate con altri rifiuti.
Ogni quanto tempo va sostituita l’emulsione oleosa nei macchinari?
Non esiste un intervallo fisso di legge: la sostituzione dipende dal tipo di lavorazione, dal volume del serbatoio, dall’intensità di utilizzo e dalle condizioni ambientali. In genere le emulsioni oleose durano da 3 a 12 mesi. Indicatori di degradazione sono il cattivo odore (proliferazione batterica), il cambiamento di colore, l’aumento della concentrazione di metalli, il calo delle prestazioni di lubrificazione e il pH fuori dal range ottimale (solitamente 8,5-9,5). Il monitoraggio periodico con analisi di controllo consente di ottimizzare la durata e ridurre la frequenza di smaltimento.
Quali sanzioni si rischiano per lo smaltimento irregolare di emulsioni oleose?
Lo smaltimento irregolare di emulsioni oleose, in quanto rifiuti pericolosi, è sanzionato dall’art. 256 del D.Lgs. 152/2006 con l’arresto da sei mesi a due anni e un’ammenda da 2.600 a 26.000 euro. Per lo sversamento in acque superficiali o fognature si configurano anche i reati previsti dall’art. 137 (violazione delle norme sugli scarichi) con pene fino a tre anni di arresto. Il D.Lgs. 95/1992 prevede inoltre sanzioni specifiche per la violazione degli obblighi di conferimento degli oli usati al circuito CONOU.
Mageco gestisce anche piccoli quantitativi di emulsioni oleose?
Mageco gestisce quantitativi di emulsioni oleose a partire da un singolo fusto da 200 litri, offrendo soluzioni flessibili sia per la grande industria sia per le piccole officine e i laboratori artigianali. Per i clienti con volumi ridotti è possibile organizzare ritiri in giornate programmate con ottimizzazione del percorso su più clienti nella stessa area, contenendo i costi di trasporto. Per richiedere un preventivo personalizzato è sufficiente contattare Mageco al numero 02 8716 8731 o all’indirizzo email info@mageco.it.
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Lo smaltimento delle emulsioni oleose si colloca all’interno di una gamma completa di servizi per la gestione dei rifiuti liquidi industriali e dei rifiuti pericolosi che Mageco offre alle imprese di tutta la Lombardia. Per approfondire aspetti complementari o esplorare soluzioni di recupero e gestione per tipologie di rifiuti affini, Le consigliamo di consultare le seguenti guide del nostro blog, ciascuna dedicata a una tematica specifica che potrebbe risultare rilevante per la Sua attività produttiva.
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