Smaltimento del Pet Food: Come Farlo in Modo Corretto

 

 

Chi vive con un animale domestico lo sa: il cibo è una delle voci più importanti nella gestione quotidiana. Ma ciò che spesso passa in secondo piano è come smaltire correttamente il pet food avanzato, le confezioni vuote e gli eventuali scarti. Non è solo una questione di ordine in casa, ma anche di rispetto per l’ambiente e di igiene.

Perché è importante lo smaltimento corretto

Il pet food, soprattutto quello umido, può deteriorarsi rapidamente e attirare insetti o altri animali indesiderati. Inoltre, le confezioni sono spesso composte da materiali misti (plastica, alluminio, carta) che richiedono un’attenzione particolare per il riciclo.
Un corretto smaltimento contribuisce a ridurre i rifiuti in discarica e favorisce il recupero di materiali utili, limitando l’impatto ambientale della nostra routine con gli animali.

Come smaltire il pet food avanzato

  • Cibo secco: se il croccantini sono scaduti o avariati, non vanno buttati nel lavandino (potrebbero causare intasamenti). È preferibile gettarli nell’organico, se il regolamento comunale lo consente. In alternativa, vanno destinati all’indifferenziato.

  • Cibo umido: il contenuto non consumato può essere conferito nell’organico, facendo attenzione a rimuovere eventuali ossi grandi o lische.

  • Cibo ancora buono ma non utilizzato: invece di gettarlo, si può donare a canili, gattili o associazioni di volontariato. È un gesto che aiuta e riduce lo spreco.

Smaltimento delle confezioni

Le confezioni di pet food sono una delle parti più complesse da riciclare perché spesso combinano più materiali:

  • Scatolette di alluminio: vanno pulite dai residui di cibo (anche con un rapido risciacquo) e conferite nella raccolta dei metalli.

  • Bustine monodose: molte sono composte da plastica e alluminio accoppiati, quindi vanno nell’indifferenziato, a meno che il produttore non indichi diversamente.

  • Sacchi di croccantini: alcuni sono in plastica riciclabile (HDPE o PP), altri sono multistrato e quindi non riciclabili. Controllare sempre il simbolo del materiale e seguire le indicazioni comunali.

Attenzione agli imballaggi compostabili

Negli ultimi anni, alcuni brand di pet food hanno introdotto confezioni compostabili. In questo caso, possono essere gettate nell’organico, ma solo se riportano chiaramente la certificazione “OK compost” o simili.
Non bisogna confonderle con le semplici buste “biodegradabili” senza certificazione, che potrebbero non degradarsi correttamente negli impianti di compostaggio.

Buone pratiche per ridurre gli sprechi

  1. Acquistare confezioni adatte al consumo del proprio animale: evitare pacchi troppo grandi se si hanno pochi animali o se il consumo è lento.

  2. Conservare correttamente: il cibo secco va tenuto in contenitori ermetici, in luoghi freschi e asciutti. Quello umido va chiuso e refrigerato se non consumato subito.

  3. Verificare le date di scadenza: sembra banale, ma aiuta a evitare di ritrovarsi con grandi quantità di cibo inutilizzabile.

  4. Informarsi sulle regole locali di raccolta differenziata: ogni Comune può avere indicazioni leggermente diverse.

Smaltimento di grandi quantità di pet food – quadro normativo

Quando la quantità di pet food da smaltire supera la normale soglia di uso domestico — ad esempio per:

  • negozi di animali

  • grossisti

  • magazzini di distribuzione

  • produttori o importatori

… non si può semplicemente “buttarlo” nei cassonetti.
Serve un trasporto e smaltimento autorizzato, tracciato attraverso FIR (Formulario di Identificazione Rifiuto) e classificato con il corretto codice CER.

Codici CER applicabili al pet food

Il codice CER dipende dal tipo di prodotto, dal suo stato e dall’origine del rifiuto.
Per il pet food scaduto o avariato in grandi quantità, generalmente si rientra in:

  • CER 02 03 04 – scarti inutilizzabili per il consumo o la trasformazione (origine vegetale o animale, settore lavorazione alimenti)

  • CER 20 01 08 – rifiuti biodegradabili di cucine e mense (se assimilabile a rifiuto organico destinato a compostaggio o biodigestione)

  • CER 20 03 02 – rifiuti di mercati (se provengono da attività commerciali)

Se il prodotto è contaminato o deve essere trattato come rifiuto di sottoprodotti di origine animale (SOA) soggetto a Reg. (CE) 1069/2009, occorre seguire le regole per lo smaltimento dei sottoprodotti animali non destinati al consumo umano (categoria 3).

Procedura di smaltimento

  1. Classificazione
    Un tecnico o il produttore del rifiuto identifica il codice CER corretto e valuta se rientra nei sottoprodotti di origine animale (SOA).

  2. Stoccaggio temporaneo
    Il pet food deve essere conservato in contenitori o pallet chiusi, in area idonea, evitando deterioramento e dispersione di odori.

  3. Trasporto autorizzato
    Solo ditte iscritte all’Albo Nazionale Gestori Ambientali possono trasportare il rifiuto. Durante il trasporto, deve accompagnarlo il Formulario di Identificazione Rifiuto.

  4. Conferimento a impianto autorizzato
    Può essere un impianto di compostaggio, digestione anaerobica, incenerimento o smaltimento dedicato, a seconda del tipo di rifiuto e del codice CER assegnato.

  5. Registrazioni
    Per aziende e operatori economici è obbligatoria la registrazione sul registro di carico e scarico rifiuti (o tramite RENTRi quando attivo a regime).

Aspetti economici

Lo smaltimento di grandi quantità di pet food ha un costo che dipende da:

  • Quantità (kg o tonnellate)

  • Tipo di rifiuto e trattamento richiesto

  • Distanza dal centro di smaltimento

  • Eventuali necessità di distruzione certificata (utile per scorte commerciali fuori mercato)

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