Smaltimento dei rifiuti CER 19 12 12: cosa sapere
Il codice CER 19 12 12 identifica una delle tipologie di rifiuti non pericolosi più diffuse tra imprese del settore manifatturiero, logistica, costruzioni e servizi ambientali. Si tratta dei cosiddetti “altri rifiuti (compresi materiali misti) prodotti dal trattamento meccanico dei rifiuti”, come definiti nell’elenco europeo dei rifiuti allegato alla Decisione 2014/955/UE.
Questi materiali provengono spesso da impianti di selezione, triturazione o cernita, e il loro corretto smaltimento richiede particolare attenzione, soprattutto in merito alle caratteristiche chimico-fisiche, alle analisi obbligatorie e alla scelta dell’impianto autorizzato idoneo.
Per molte aziende affidarsi a un partner ambientale qualificato è determinante per garantire conformità normativa, ottimizzare i costi di smaltimento e ridurre i rischi di non conformità. In questo senso, realtà come Mageco supportano imprese e gestori nella classificazione, campionamento e gestione dei flussi derivanti da lavorazioni industriali e da impianti di trattamento.
Cosa sono i rifiuti CER 19 12 12
Il CER 19 12 12 appartiene al capitolo 19 (“rifiuti prodotti da impianti di trattamento dei rifiuti”) e identifica materiali eterogenei, ottenuti da operazioni di pre-trattamento come:
-
vagliatura;
-
cernita manuale o automatizzata;
-
triturazione e riduzione volumetrica;
-
separazione meccanica di frazioni leggere o pesanti.
Si tratta, in genere, di miscele composte da:
-
plastiche eterogenee;
-
tessili;
-
legno non pericoloso;
-
residui secchi da selezione;
-
piccole percentuali di metalli o inerti.
La loro eterogeneità fa sì che le caratteristiche varino sensibilmente da impianto a impianto, motivo per cui le analisi chimiche preliminari sono sempre indispensabili ai fini dell’attribuzione della destinazione finale.

Caratteristiche principali e criticità nel loro smaltimento
I rifiuti CER 19 12 12 presentano alcune peculiarità che influenzano la scelta dell’impianto finale:
-
Non pericolosità presunta, da confermare con analisi certificata;
-
Potere calorifico spesso elevato, che può renderli compatibili con impianti termici ma inadatti a specifiche discariche;
-
Composizione variabile, che richiede un controllo analitico costante;
-
Umidità generalmente bassa, tipica dei flussi “secchi” post-trattamento.
Secondo il D.Lgs. 152/2006, l’onere della corretta classificazione ricade sul produttore, che deve determinare la composizione e verificare l’assenza di sostanze pericolose sovrasoglia.
Quali impianti sono autorizzati a ritirare il CER 19 12 12
1. Discariche per rifiuti non pericolosi
Il destino più comune per il CER 19 12 12 è la discarica per rifiuti non pericolosi (ai sensi del D.Lgs. 36/2003).
L’accettabilità dipende da:
-
limiti di lisciviabilità conformi al DM 27/09/2010;
-
parametri chimico-fisici tipici dei rifiuti destinabili a discarica;
-
assenza di superamenti per TOC, DOC, metalli pesanti, composti organici volatili.
Molte discariche pongono limiti stringenti sul PCI (Potere Calorifico Inferiore) e sul TOC (Carbonio Organico Totale): valori troppo elevati comportano esclusione dal conferimento.
2. Impianti di recupero energetico / termovalorizzatori
Alcuni flussi di 19 12 12, caratterizzati da alto potere calorifico e basso contenuto di inerti, possono essere destinati a:
-
termovalorizzatori autorizzati R1;
-
impianti di coincenerimento.
La possibilità di recupero deve essere autorizzata caso per caso, in base all’analisi e ai criteri ambientali e tecnici del forno. È una scelta meno frequente ma in crescita nelle regioni in cui gli impianti sono progettati per trattare frazioni secche ad alto PCI.
3. Impianti di trattamento meccanico-biologico (TMB) o selezione
In alcuni casi il 19 12 12 può essere ulteriormente trattato per separare recuperabili o ridurre la parte destinata a discarica.
Il trattamento può includere:
-
raffinazione meccanica;
-
estrazione di metalli;
-
separazione di frazione combustibile.
Tuttavia, questa opzione è meno comune poiché si tratta di un rifiuto “di scarto” di trattamenti precedenti.

Analisi necessarie per lo smaltimento dei rifiuti CER 19 12 12
Per essere accettato in discarica o in altri impianti, il rifiuto deve essere accompagnato da un pacchetto analitico aggiornato, redatto secondo criteri normativi applicabili.
Le analisi più richieste includono:
-
Analisi chimica di base: umidità, pH, metalli pesanti (Cd, Hg, Pb, Cr VI, Ni, Cu), cloruri, solfati;
-
Test di lisciviabilità (UNI EN 12457): indispensabile per l’ammissione in discarica;
-
TOC e DOC: parametri chiave per DM 27/09/2010;
-
PCI (Potere Calorifico Inferiore): necessario per valutare idoneità energetica o limiti per discarica;
-
Analisi addizionali richieste dall’impianto: cloro totale, BTEX, IPA, solventi organici.
Secondo quanto previsto dal D.Lgs. 152/2006 e dalle procedure ISPRA/ARPA, le analisi devono essere effettuate su un campione rappresentativo, prelevato con metodologie ufficiali (UNI 10802).
Nel lavoro operativo, partner ambientali strutturati – come Mageco – supportano spesso le imprese nel campionamento e nel pre-screening dei parametri più critici, evitando conferimenti non conformi o respingimenti in impianto.
Documenti obbligatori per il conferimento
Per il corretto smaltimento del 19 12 12 servono:
-
Scheda analitica aggiornata (validità tipica: 12 mesi o variazione del processo);
-
Dichiarazione di caratterizzazione del produttore;
-
Formulario di identificazione rifiuto (FIR);
-
Documentazione ADR (solo se applicabile, evento raro per questa tipologia);
-
Scheda tecnica impianto di destinazione.
Buone pratiche per le aziende
Le imprese che producono CER 19 12 12 dovrebbero adottare alcune misure preventive:
-
mantenere traccia delle origini del rifiuto e delle variazioni di processo;
-
programmare analisi periodiche con laboratori accreditati;
-
verificare preventivamente l’accettabilità presso l’impianto prescelto;
-
ridurre le impurità attraverso corrette procedure di selezione a monte;
-
valutare opzioni di recupero energetico quando tecnicamente possibili e sostenibili.
Una gestione consapevole consente di ottimizzare i costi e ridurre la quantità di rifiuto avviata a discarica, in linea con la gerarchia europea dei rifiuti (Direttiva 2008/98/CE).
Conclusione
Il rifiuto CER 19 12 12 rappresenta una frazione eterogenea e tecnicamente complessa, la cui corretta gestione richiede conoscenza delle normative, analisi accurate e selezione di impianti idonei.
Conoscere i limiti chimici, le possibilità di conferimento e le caratteristiche operative degli impianti consente alle aziende di operare in piena conformità, prevenire respingimenti e costruire processi di gestione dei rifiuti più efficienti e sostenibili.
Per ulteriori approfondimenti su classificazione, normative e gestione dei rifiuti speciali, è possibile consultare anche gli articoli del blog di Mageco.it.
Per approfondire le soluzioni di Mageco visita la sezione dedicata Mageco.it.
Approfondimenti correlati: