Smaltimento cavi elettrici in Lombardia: come funziona il recupero del rame e la granulazione delle guaine?
Lo smaltimento cavi elettrici costituisce un’operazione strategica nella gestione dei rifiuti speciali in Lombardia, regione che da sola genera oltre il 22 % dei rifiuti industriali italiani. Ogni anno il comparto edile, manifatturiero e impiantistico lombardo dismette migliaia di tonnellate di cavi elettrici composti da conduttori in rame o alluminio e guaine isolanti in PVC, PE (polietilene), XLPE (polietilene reticolato) o gomma HEPR. Il valore intrinseco del rame — quotato al London Metal Exchange (LME) intorno a 8.800–9.200 USD/tonnellata nel primo trimestre 2026 — rende il corretto smaltimento cavi elettrici non soltanto un obbligo ambientale, ma anche un’opportunità economica concreta per le imprese che scelgono la filiera del recupero in luogo del semplice conferimento in discarica.
Mageco S.r.l., operativa dal 2003 con sede a Lainate (MI), gestisce l’intero ciclo di smaltimento cavi elettrici in tutte e dodici le province lombarde: dalla classificazione CER alla raccolta con mezzi autorizzati, dal trasporto tracciato fino al conferimento presso impianti di granulazione e recupero cavi elettrici autorizzati da Regione Lombardia. Le certificazioni ISO 9001, ISO 14001 e ISO 45001, insieme all’iscrizione all’Albo Nazionale Gestori Ambientali nelle categorie 5F e 8C, garantiscono la piena conformità a ogni prescrizione del D.Lgs. 152/2006. In questa guida troverà la classificazione delle tipologie di cavi con i relativi codici CER, il quadro normativo aggiornato, la descrizione del processo di granulazione per il recupero del rame e le risposte alle domande più frequenti sul tema.
Tipologie di cavi elettrici e codici CER: classificazione completa
I cavi elettrici dismessi rientrano nel Catalogo Europeo dei Rifiuti (CER) con codici diversi a seconda dell’origine: CER 17 04 11 per i cavi provenienti da demolizioni edili e CER 16 02 16 per quelli rimossi da apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE). La corretta attribuzione del codice CER è il presupposto fondamentale per qualsiasi operazione lecita di smaltimento cavi elettrici: un errore di classificazione può comportare sanzioni da 2.600 a 26.000 euro ai sensi dell’art. 258 del D.Lgs. 152/2006.
Un cavo elettrico è un manufatto composito costituito da almeno due componenti principali: il conduttore metallico — che trasporta la corrente elettrica — e l’isolante polimerico che lo avvolge e lo protegge. Nei cavi di potenza e distribuzione si aggiungono ulteriori strati: schermatura metallica (nastro di rame o alluminio), armatura in fili d’acciaio e guaina esterna. La composizione media di un cavo elettrico industriale si attesta su 55–70 % di rame (o 30–45 % di alluminio, nei cavi di distribuzione aerea) e 30–45 % di materiale isolante polimerico.
Dal punto di vista della classificazione dei rifiuti, i cavi elettrici possono essere pericolosi o non pericolosi. La pericolosità dipende dalla presenza di sostanze nocive nell’isolante: i cavi prodotti prima del 2006 possono contenere plastificanti a base di ftalati, ritardanti di fiamma bromurati (PBDE) o, nei modelli più datati, isolamento in amianto. In tali casi il codice CER diventa 17 06 05* (materiali da costruzione contenenti amianto) oppure 16 02 15* (componenti pericolose da RAEE), con obblighi di gestione significativamente più stringenti.
La tabella seguente riassume le principali tipologie di cavi elettrici oggetto di smaltimento e i rispettivi codici CER applicabili.
| Tipologia di cavo | Codice CER | Conduttore | Isolante | Pericolosità |
|---|---|---|---|---|
| Cavi di potenza (cantiere/demolizione) | 17 04 11 | Rame | PVC / XLPE | Non pericoloso |
| Cavi di distribuzione aerea | 17 04 11 | Alluminio | PE / XLPE | Non pericoloso |
| Cavi da apparecchiature RAEE | 16 02 16 | Rame | PVC / gomma HEPR | Non pericoloso |
| Cavi schermati (dati/telecomunicazioni) | 17 04 11 | Rame + alluminio | PVC / LSZH | Non pericoloso |
| Cavi con isolamento in amianto (pre-1990) | 17 06 05* | Rame | Amianto crisotilo | Pericoloso |
| Cavi RAEE con componenti pericolose | 16 02 15* | Rame | PVC + ritardanti bromurati | Pericoloso |
| Cavi navali / industriali pesanti | 17 04 11 | Rame stagnato | EPR / CSP | Non pericoloso |
La distinzione tra le famiglie CER 17 (rifiuti da costruzione e demolizione) e CER 16 (rifiuti da apparecchiature fuori uso) è determinante per individuare l’impianto di destino. I cavi classificati CER 17 04 11 seguono la filiera dei rifiuti da cantiere, mentre quelli CER 16 02 16 rientrano nel sistema di gestione dei RAEE disciplinato dal D.Lgs. 49/2014.

Normativa sullo smaltimento cavi elettrici: D.Lgs. 152/2006 e obblighi documentali
Lo smaltimento cavi elettrici è regolato in Italia dal D.Lgs. 152/2006 (Testo Unico Ambientale), integrato dal D.Lgs. 116/2020 e, per i cavi provenienti da RAEE, dal D.Lgs. 49/2014 di recepimento della Direttiva 2012/19/UE. Il produttore del rifiuto — ovvero l’impresa che smantella l’impianto elettrico, demolisce l’edificio o dismette l’apparecchiatura — è responsabile della corretta classificazione, del deposito temporaneo e dell’affidamento a trasportatori e impianti iscritti all’Albo Nazionale Gestori Ambientali.
L’art. 183 del D.Lgs. 152/2006 definisce il deposito temporaneo del rifiuto nel luogo di produzione. Per i cavi elettrici non pericolosi (CER 17 04 11 e 16 02 16), il deposito temporaneo è consentito fino a un massimo di 30 metri cubi o 12 mesi dalla data di produzione del rifiuto, a condizione che i cavi siano stoccati in aree coperte e impermeabilizzate, separati per codice CER. I cavi pericolosi (CER 17 06 05* o 16 02 15*) sottostanno a limiti più restrittivi: 10 metri cubi o ritiro entro 2 mesi.
Il trasporto dei cavi dismessi deve essere effettuato da operatori iscritti all’Albo Gestori Ambientali (categoria 4 o 5) con mezzi autorizzati. Il Formulario di Identificazione Rifiuti (FIR), previsto dall’art. 193 del D.Lgs. 152/2006, deve accompagnare ogni carico e riportare: codice CER, quantità in chilogrammi, dati del produttore, del trasportatore e dell’impianto di destinazione. Dal 2025, con l’entrata in vigore del sistema RENTRI (Registro Elettronico Nazionale Tracciabilità Rifiuti) di cui al D.M. 4 aprile 2023 n. 59, la gestione dei FIR avviene progressivamente in formato digitale per le imprese con obbligo di iscrizione.
Documentazione obbligatoria per lo smaltimento cavi elettrici
- Formulario di Identificazione Rifiuti (FIR) — art. 193 D.Lgs. 152/2006, in quattro copie (o formato digitale RENTRI)
- Registro cronologico di carico e scarico — art. 190 D.Lgs. 152/2006, con annotazione entro 10 giorni lavorativi dall’operazione
- Modello Unico di Dichiarazione Ambientale (MUD) — dichiarazione annuale entro il 30 giugno, prevista dall’art. 189 del D.Lgs. 152/2006
- Analisi di caratterizzazione — obbligatoria per i cavi sospetti di contenere sostanze pericolose (amianto, PBDE, ftalati vietati), secondo il D.M. 27 settembre 2010
- Scheda di omologa rifiuto — richiesta dall’impianto di destino per accettare il conferimento, con dettaglio composizione del rifiuto
- Certificato di avvenuto smaltimento/recupero — rilasciato dall’impianto a operazione conclusa, da conservare per almeno 5 anni
Per quanto riguarda la cessazione della qualifica di rifiuto (End of Waste), il Regolamento UE 333/2011 stabilisce i criteri per i rottami di ferro, acciaio e alluminio, mentre per il rame recuperato dai cavi non esiste ancora un regolamento europeo specifico. In Italia, la cessazione della qualifica di rifiuto per il rame da granulazione avviene caso per caso, sulla base delle autorizzazioni regionali rilasciate ai sensi dell’art. 184-ter del D.Lgs. 152/2006. La Regione Lombardia, attraverso le Determinazioni Dirigenziali della DG Ambiente, autorizza diversi impianti alla produzione di granulato di rame e granulato plastico derivanti da cavi elettrici dismessi.
Il quadro sanzionatorio è severo: l’abbandono o lo smaltimento illecito di cavi elettrici è punito dall’art. 255 del D.Lgs. 152/2006 con sanzioni da 300 a 3.000 euro per privati e da 2.600 a 26.000 euro per imprese. In caso di traffico illecito di rifiuti (art. 452-quaterdecies del Codice Penale), le pene arrivano alla reclusione da uno a sei anni.
Processo di smaltimento e recupero cavi elettrici: dalla raccolta alla granulazione del rame
Il processo di smaltimento cavi elettrici si articola in cinque fasi operative — raccolta, pre-trattamento, granulazione, separazione e valorizzazione — e consente di recuperare oltre il 99 % del rame contenuto e di avviare al riciclo anche le guaine plastiche in PVC e PE. Questo approccio integrato trasforma un rifiuto in materia prima seconda, riducendo la necessità di estrazione mineraria e abbattendo le emissioni di CO₂ associate alla produzione di rame primario.
Il smaltimento cavi elettrici in Lombardia segue un percorso industriale consolidato. Il processo inizia con la raccolta presso il produttore del rifiuto — cantiere edile, stabilimento industriale, centro di manutenzione — e si conclude con l’ottenimento di granulato di rame ad alta purezza (99,5–99,9 %) e granulato plastico riutilizzabile. Di seguito, la procedura operativa adottata da Mageco e dai propri impianti partner.
Le cinque fasi operative dello smaltimento cavi elettrici
- Analisi e classificazione: il tecnico Mageco effettua un sopralluogo presso il sito del cliente per valutare la tipologia di cavi da smaltire, la quantità stimata e lo stato di conservazione. Vengono attribuiti i codici CER corretti (17 04 11, 16 02 16 o, se pericolosi, 17 06 05* / 16 02 15*) e compilata la scheda di omologa. Per cavi sospetti (datati ante 2006), si predispone il campionamento per analisi di laboratorio.
- Documentazione e pianificazione logistica: viene predisposto il FIR con tutti i dati identificativi del rifiuto, del produttore, del trasportatore e dell’impianto di destino. Il registro di carico e scarico viene aggiornato. Per quantitativi superiori a 2 tonnellate, si organizza il ritiro con cassone scarrabile da 15–30 m³ o con mezzo con gru per cavi pesanti.
- Raccolta e trasporto: Mageco impiega mezzi autorizzati (categorie Albo Gestori 4 e 5) dotati di sistema GPS per la tracciabilità in tempo reale. I cavi vengono caricati su cassoni o su pianale, assicurati con cinghie e trasportati all’impianto di trattamento autorizzato. Il tempo medio di ritiro in Lombardia è di 48–72 ore dalla richiesta.
- Trattamento — il processo di granulazione: presso l’impianto, i cavi vengono prima sottoposti a triturazione primaria in un mulino a coltelli che li riduce in frammenti di 20–40 mm. Segue la granulazione secondaria, che porta la pezzatura a 2–5 mm. A questo punto il materiale è un mix di granuli di rame e particelle di plastica. La separazione avviene mediante tavola densimetrica (a gravità) o separatore elettrostatico, che sfrutta la differenza di densità tra rame (8,96 g/cm³) e PVC (1,30–1,45 g/cm³) per ottenere due flussi distinti con purezza superiore al 99 %.
- Valorizzazione e certificazione: il granulato di rame viene conferito alle fonderie per la rifusione e la produzione di vergella o barre di rame. Il granulato plastico (PVC, PE) viene avviato al riciclo meccanico per la produzione di compound rigenerato, utilizzabile in nuovi manufatti. Il certificato di avvenuto recupero (R4 per il rame, R3 per la plastica) viene trasmesso al produttore del rifiuto a chiusura del ciclo documentale.
Resa del processo di granulazione per tipologia di cavo
| Tipologia di cavo | Contenuto rame (%) | Contenuto plastica (%) | Resa recupero rame (%) | Destinazione plastica |
|---|---|---|---|---|
| Cavo di potenza BT (3×2,5–3×6 mm²) | 55–60 | 40–45 | ≥ 99,0 | Riciclo meccanico (compound PVC) |
| Cavo di potenza MT (3×50–3×240 mm²) | 60–70 | 30–40 | ≥ 99,5 | Riciclo meccanico (compound XLPE) |
| Cavo dati / telecomunicazioni | 35–45 | 55–65 | ≥ 98,5 | Recupero energetico o riciclo |
| Cavo distribuzione aerea (alluminio) | 0 (alluminio: 30–40) | 60–70 | ≥ 98,0 (alluminio) | Riciclo meccanico (compound PE) |
| Cavo navale / industriale pesante | 50–65 | 35–50 | ≥ 99,0 | Riciclo meccanico (compound EPR) |
Il processo di granulazione a freddo, rispetto alla tradizionale termovalorizzazione della guaina, offre vantaggi ambientali significativi: elimina le emissioni di diossine e furani associate alla combustione del PVC, riduce il consumo energetico del 70 % rispetto alla produzione di rame da miniera e consente il recupero integrale della componente plastica. Per questo motivo, le autorizzazioni regionali in Lombardia privilegiano gli impianti di granulazione rispetto agli inceneritori per lo smaltimento cavi elettrici.
Riferimenti impianti autorizzati in Lombardia
| Provincia | Tipologia impianto | Operazioni autorizzate | Codici CER accettati |
|---|---|---|---|
| Milano / Hinterland | Impianto di granulazione cavi | R4 (recupero metalli), R3 (riciclo plastica) | 17 04 11, 16 02 16 |
| Brescia | Piattaforma recupero metalli non ferrosi | R4, R13 (messa in riserva) | 17 04 11, 17 04 01–07 |
| Bergamo | Centro trattamento RAEE + cavi | R4, R3, R13 | 16 02 16, 17 04 11 |
| Pavia | Impianto triturazione e separazione | R4, D15 (deposito preliminare) | 17 04 11 |

Perché scegliere Mageco per lo smaltimento cavi elettrici in Lombardia
Mageco S.r.l. gestisce il servizio di smaltimento cavi elettrici in tutta la Lombardia dal 2003, con un approccio orientato al massimo recupero di materia prima e alla totale conformità normativa. Con sede operativa a Lainate (MI), in Via Juan Manuel Fangio 11, l’azienda è il punto di riferimento per imprese edili, installatori elettrici, aziende manifatturiere ed enti pubblici che necessitano di dismettere cavi elettrici in modo sicuro, tracciabile e vantaggioso.
Il sistema di gestione integrato di Mageco è certificato secondo tre standard internazionali: ISO 9001:2015 (qualità), ISO 14001:2015 (ambiente) e ISO 45001:2018 (sicurezza sul lavoro). Queste certificazioni, sottoposte a verifica annuale da parte di enti accreditati Accredia, attestano il rispetto di procedure rigorose in ogni fase del servizio. L’iscrizione all’Albo Nazionale Gestori Ambientali nelle categorie 5F (raccolta e trasporto di rifiuti speciali non pericolosi) e 8C (intermediazione e commercio di rifiuti senza detenzione) completa il quadro autorizzativo.
Mageco non si limita a ritirare i cavi elettrici: analizza la composizione del rifiuto, individua la filiera di recupero più vantaggiosa e, nei casi in cui il valore del rame contenuto lo consenta, propone formule di ritiro a costo zero o con riconoscimento economico per il cliente. Questo modello — denominato internamente “smaltimento a valore” — si applica tipicamente a lotti di cavi in rame di sezione medio-grande (da 10 mm² in su) in quantitativi superiori a 500 kg.
I vantaggi del servizio Mageco per lo smaltimento cavi elettrici
- Conformità normativa garantita: gestione completa della documentazione (FIR, registro carico/scarico, MUD, iscrizione RENTRI) con verifica incrociata di ogni passaggio. Zero non conformità riscontrate nelle ultime cinque ispezioni ARPA Lombardia.
- Ritiro rapido su tutto il territorio lombardo: tempi di intervento di 48–72 ore dalla richiesta per le 12 province servite. Disponibilità di cassoni scarrabili da 15, 20 e 30 m³, mezzi con gru e furgoni per piccoli quantitativi.
- Tracciabilità completa del rifiuto: ogni carico è monitorato via GPS dal punto di raccolta all’impianto di destino. Il cliente riceve copia del FIR e certificato di avvenuto recupero/smaltimento entro 90 giorni dal conferimento.
- Massimo recupero di materia: grazie alla rete di impianti partner dotati di tecnologia di granulazione di ultima generazione, il tasso di recupero del rame supera il 99 %. La componente plastica viene avviata al riciclo meccanico, riducendo al minimo il ricorso alla discarica.
- Consulenza personalizzata: sopralluogo gratuito, analisi costi-benefici del recupero vs. smaltimento, supporto nella compilazione della documentazione ambientale e nell’adempimento degli obblighi RENTRI.
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Costi dello smaltimento cavi elettrici e domande frequenti
Il costo dello smaltimento cavi elettrici varia sensibilmente in funzione di diversi fattori tecnici e logistici. Non esiste un tariffario unico: ogni preventivo deve essere calibrato sulla base delle caratteristiche specifiche del rifiuto e delle condizioni operative del ritiro. Tuttavia, è possibile individuare le principali variabili che incidono sul prezzo finale del servizio.
Fattori che influenzano i costi dello smaltimento cavi elettrici
- Tipologia e composizione del cavo: i cavi ad alto contenuto di rame (sezione ≥ 10 mm²) hanno un valore di recupero che può compensare parzialmente o totalmente il costo di smaltimento. I cavi a basso contenuto metallico (dati, telefonia) hanno costi di trattamento più elevati a causa della maggiore incidenza della componente plastica.
- Quantitativo da smaltire: lotti superiori a 1.000 kg beneficiano di economie di scala nel trasporto e nel trattamento. Per quantitativi inferiori a 200 kg, il costo di ritiro incide proporzionalmente di più.
- Pericolosità del rifiuto: i cavi contenenti amianto o sostanze pericolose (CER con asterisco) richiedono impianti specializzati e hanno costi di trattamento da 3 a 5 volte superiori rispetto ai cavi non pericolosi.
- Distanza dal sito di ritiro all’impianto: la logistica incide significativamente. Siti nell’hinterland milanese beneficiano della vicinanza agli impianti di granulazione; le province periferiche (Sondrio, Mantova) possono avere costi di trasporto maggiori.
- Accessibilità del sito e modalità di carico: la necessità di mezzi speciali (gru, muletto) o di intervento in spazi confinati (cavedi, cunicoli) può incidere sul costo del servizio.
Domande frequenti sullo smaltimento cavi elettrici
Quali codici CER si applicano ai cavi elettrici dismessi?
I cavi elettrici provenienti da demolizioni edili o rifacimento impianti sono classificati con il codice CER 17 04 11 (cavi, diversi da quelli di cui alla voce 17 04 10). I cavi rimossi da apparecchiature elettriche ed elettroniche rientrano nel codice CER 16 02 16 (componenti rimossi da apparecchiature fuori uso, diversi da quelli delle voci 16 02 15). In presenza di sostanze pericolose (amianto, ritardanti di fiamma bromurati), si applicano i codici CER 17 06 05* o 16 02 15* con obbligo di gestione come rifiuto pericoloso.
Come funziona il processo di granulazione per il recupero del rame dai cavi?
La granulazione è un processo meccanico a freddo che separa il rame dalla guaina plastica senza combustione. I cavi vengono triturati in frammenti di 20–40 mm, quindi ridotti a granuli di 2–5 mm. La separazione avviene per differenza di densità tramite tavola densimetrica o separatore elettrostatico: il rame (densità 8,96 g/cm³) viene separato dalla plastica (densità 1,3–1,45 g/cm³) con una purezza superiore al 99%. Il granulato di rame viene avviato alla rifusione in fonderia, mentre il granulato plastico è destinato al riciclo meccanico.
Quanto costa smaltire i cavi elettrici in Lombardia?
Il costo dipende dalla tipologia di cavo, dal quantitativo e dalla distanza di trasporto. I cavi ad alto contenuto di rame (sezione da 10 mm² in su) possono essere ritirati a costo zero o con riconoscimento economico, poiché il valore del rame recuperato compensa i costi di trattamento. I cavi a bassa concentrazione metallica o contenenti sostanze pericolose hanno invece costi di smaltimento variabili. Per ottenere un preventivo preciso, è necessario comunicare tipologia, quantità stimata e ubicazione del materiale. Mageco offre sopralluogo gratuito e preventivo personalizzato entro 24 ore.
È possibile smaltire cavi elettrici contenenti amianto?
Sì, ma i cavi con isolamento in amianto (tipici degli impianti antecedenti al 1990) sono classificati come rifiuto pericoloso con codice CER 17 06 05* e richiedono procedure specifiche: piano di lavoro notificato alla ATS competente, operatori abilitati alla rimozione amianto (D.M. 6 settembre 1994), trasporto con mezzi dedicati e conferimento in discarica per rifiuti pericolosi. Mageco coordina l’intero processo, inclusa la fase di bonifica, attraverso la propria rete di imprese specializzate autorizzate ai sensi dell’art. 256 del D.Lgs. 81/2008.
Quali documenti servono per lo smaltimento dei cavi elettrici?
La documentazione obbligatoria comprende: il Formulario di Identificazione Rifiuti (FIR) in quattro copie o formato digitale RENTRI, il registro cronologico di carico e scarico (aggiornato entro 10 giorni lavorativi), la dichiarazione annuale MUD (entro il 30 giugno di ogni anno) e la scheda di omologa rifiuto per l’impianto di destino. Per i cavi sospetti di contenere sostanze pericolose, è richiesta anche l’analisi di caratterizzazione effettuata da laboratorio accreditato. Mageco fornisce supporto completo nella compilazione e archiviazione di tutta la documentazione.
Che differenza c’è tra smaltimento e recupero dei cavi elettrici?
Lo smaltimento (operazioni D, es. D1 discarica, D10 incenerimento) è la destinazione finale del rifiuto senza recupero di materia o energia. Il recupero (operazioni R, es. R4 riciclo metalli, R3 riciclo plastica) mira a reimmettere i materiali nel ciclo produttivo. Per i cavi elettrici, il recupero tramite granulazione è la soluzione preferita sia dal punto di vista ambientale sia economico: consente di ottenere granulato di rame ad alta purezza e compound plastico riciclato, riducendo il ricorso a materie prime vergini. La normativa italiana, in linea con la gerarchia europea dei rifiuti (art. 179 D.Lgs. 152/2006), privilegia il recupero rispetto allo smaltimento.
Mageco ritira anche piccoli quantitativi di cavi elettrici?
Sì, Mageco effettua il ritiro di cavi elettrici anche per piccoli quantitativi, a partire da circa 50 kg, utilizzando furgoni autorizzati per le piccole raccolte. Per lotti inferiori a 200 kg il costo del servizio è proporzionalmente maggiore rispetto ai grandi quantitativi, ma resta comunque competitivo. Per quantitativi minimi, una soluzione alternativa è il conferimento diretto presso una delle piattaforme ecologiche comunali che accettano rifiuti da impresa (verificando preventivamente l’accettazione del codice CER specifico). Per un preventivo dettagliato, è sufficiente contattare Mageco al numero 02 83623259 o scrivere a info@mageco.it.
Servizi correlati e approfondimenti
Lo smaltimento dei cavi elettrici si inserisce in un contesto più ampio di gestione dei rifiuti metallici, elettronici e da cantiere. Per approfondire le tematiche collegate e scoprire i servizi Mageco dedicati a ciascuna tipologia di rifiuto, consulti le seguenti guide:
- Recupero cavi elettrici: valorizzazione del rame e riciclo delle guaine
- Smaltimento metalli ferrosi e non ferrosi in Lombardia
- Smaltimento ferro e acciaio: codici CER e procedura operativa
- Smaltimento RAEE: rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche
- Smaltimento rifiuti da cantiere e demolizione in Lombardia
Per ciascuna delle dodici province lombarde servite da Mageco sono disponibili guide locali dedicate allo smaltimento cavi elettrici, con informazioni specifiche su piattaforme ecologiche, impianti autorizzati e riferimenti ARPA provinciali.