Come smaltire il cartongesso correttamente? Guida completa alla gestione dei rifiuti in gesso

Lo smaltimento cartongesso rappresenta uno degli aspetti più delicati nella gestione dei rifiuti derivanti da attività edilizie e di ristrutturazione. A differenza di quanto molti operatori credano, le lastre in gesso rivestito non possono essere conferite nelle ordinarie discariche per rifiuti da costruzione e demolizione (C&D): la normativa italiana ed europea impone la raccolta differenziata obbligatoria del cartongesso, separandolo dagli altri inerti di cantiere. La ragione è tanto ambientale quanto sanitaria: il gesso, una volta depositato in discarica insieme ad altri rifiuti, può generare acido solfidrico (H2S), un gas tossico e potenzialmente letale.

Mageco S.r.l., con oltre vent’anni di esperienza nella gestione ambientale in Lombardia, offre un servizio specializzato per lo smaltimento e il recupero del cartongesso conforme a tutte le disposizioni vigenti. In questa guida approfondita analizzeremo la classificazione dei rifiuti in gesso secondo il Catalogo Europeo dei Rifiuti (CER), gli obblighi normativi previsti dal D.Lgs. 152/2006 e successive modifiche, il processo operativo dalla raccolta al trattamento finale, e i fattori che influenzano i costi del servizio. L’obiettivo è fornire a imprese edili, artigiani, progettisti e committenti privati tutte le informazioni necessarie per una gestione corretta di questo rifiuto speciale.

Classificazione del cartongesso: codici CER e tipologie di rifiuto

Il cartongesso è classificato come rifiuto speciale non pericoloso con codice CER 17 08 02 quando è privo di contaminanti; diventa rifiuto pericoloso con codice CER 17 08 01* qualora contenga tracce di amianto o altre sostanze nocive. Questa distinzione è fondamentale perché determina l’intero percorso di gestione, dai documenti di trasporto agli impianti autorizzati al trattamento.

Il cartongesso, noto anche come gesso rivestito, lastra di gesso laminato o drywall, è un materiale composito costituito da un nucleo di solfato di calcio biidrato (CaSO4·2H2O) racchiuso tra due fogli di cartone. Utilizzato diffusamente nell’edilizia moderna per la realizzazione di pareti divisorie, controsoffitti, contropareti e sistemi di isolamento, il cartongesso genera quantitativi significativi di rifiuti sia nelle fasi di costruzione (sfridi e scarti di lavorazione) sia nelle operazioni di demolizione e ristrutturazione.

La corretta classificazione del rifiuto in cartongesso richiede l’identificazione della composizione specifica della lastra. Nel mercato si trovano infatti numerose varianti: lastre standard, lastre ignifughe (con fibre di vetro o vermiculite), lastre idrorepellenti (con additivi siliconici), lastre fonoisolanti (con strati di materiale fonoassorbente) e, negli edifici più datati, lastre che possono contenere fibre di amianto. Quest’ultimo caso, pur raro nelle costruzioni successive al 1992 (anno del divieto di utilizzo dell’amianto in Italia ai sensi della Legge 257/1992), richiede particolare attenzione nelle operazioni di demolizione di edifici costruiti prima di tale data.

Il problema principale del cartongesso in discarica è la reazione chimica tra il solfato di calcio e i batteri anaerobici presenti nei rifiuti organici, che produce acido solfidrico (H2S). Questo gas, riconoscibile per il caratteristico odore di uova marce a basse concentrazioni, diventa inodore e letale a concentrazioni elevate. Per tale ragione la normativa europea, recepita in Italia, vieta espressamente il conferimento del cartongesso in discariche per rifiuti inerti non attrezzate per la gestione di questo tipo di rifiuto.

Classificazione dei rifiuti in cartongesso secondo il Catalogo Europeo dei Rifiuti (CER)
Codice CER Descrizione Pericolosità Note operative
17 08 02 Materiali da costruzione a base di gesso diversi da quelli di cui alla voce 17 08 01* Non pericoloso Lastre standard, ignifughe, idrorepellenti prive di contaminanti. Raccolta differenziata obbligatoria, separazione dagli altri inerti C&D.
17 08 01* Materiali da costruzione a base di gesso contaminati da sostanze pericolose Pericoloso Lastre con amianto, piombo o altre sostanze nocive. Richiede analisi preventiva, piano di rimozione e smaltimento in impianti autorizzati per rifiuti pericolosi.
17 09 04 Rifiuti misti da costruzione e demolizione Non pericoloso Codice utilizzabile solo se il cartongesso non è separabile. La normativa privilegia la separazione alla fonte.
17 06 04 Materiali isolanti diversi da quelli contenenti amianto e sostanze pericolose Non pericoloso Applicabile a pannelli isolanti in gesso con componenti isolanti integrati.
10 13 01 Rifiuti della fabbricazione di gesso Non pericoloso Scarti derivanti dalla produzione industriale di lastre in cartongesso (non da demolizione).

Oltre alla classificazione CER, il produttore del rifiuto deve considerare anche la caratterizzazione analitica prevista dal D.M. 13 marzo 2003. Per il cartongesso proveniente da demolizioni di edifici anteriori al 1992, è necessario effettuare un’analisi per la ricerca di fibre di amianto prima di qualsiasi operazione di rimozione e trasporto. In caso di esito positivo, il rifiuto viene riclassificato come CER 17 08 01* e deve seguire il percorso dei rifiuti pericolosi contenenti amianto, con tutti gli obblighi previsti dal D.M. 6 settembre 1994 e dal D.Lgs. 81/2008.

Normativa sullo smaltimento del cartongesso: obblighi di legge e raccolta differenziata

Il D.Lgs. 152/2006, integrato dal D.Lgs. 116/2020, stabilisce l’obbligo di raccolta differenziata dei rifiuti a base di gesso nei cantieri edili, vietandone il conferimento in discariche per rifiuti inerti non specificamente autorizzate. Questa prescrizione, rafforzata dalla Decisione del Consiglio 2003/33/CE recepita con D.M. 27 settembre 2010, discende dalla necessità di prevenire la formazione di H2S in discarica.

Il quadro normativo che disciplina lo smaltimento del cartongesso in Italia si articola su più livelli: europeo, nazionale e regionale. La Direttiva quadro sui rifiuti 2008/98/CE, aggiornata dalla Direttiva 2018/851/UE, fissa l’obiettivo di recupero dei rifiuti da costruzione e demolizione al 70% in peso entro il 2020, obiettivo confermato e rafforzato per il periodo successivo. Il cartongesso, essendo un materiale riciclabile al 100% (il gesso può essere recuperato e reintrodotto nel ciclo produttivo), rientra pienamente in questa strategia di economia circolare.

Il quadro normativo nazionale

Il D.Lgs. 152/2006 (Codice dell’Ambiente), all’art. 184, classifica i rifiuti da costruzione e demolizione come rifiuti speciali. L’art. 183, comma 1, lettera bb), definisce il concetto di raccolta differenziata applicabile anche al contesto dei cantieri. Il successivo D.Lgs. 116/2020, in attuazione delle Direttive UE 2018/851 e 2018/852, ha rafforzato gli obblighi di separazione alla fonte, introducendo criteri più stringenti per la gestione dei rifiuti da C&D.

Per quanto riguarda specificatamente il gesso, la Decisione del Consiglio 2003/33/CE, recepita in Italia dal D.M. 27 settembre 2010 (criteri di ammissibilità dei rifiuti in discarica), stabilisce limiti rigorosi per il contenuto di solfato nelle discariche per rifiuti inerti. In pratica, ciò significa che il cartongesso:

  • Non può essere conferito nelle discariche per inerti ordinarie senza pretrattamento
  • Deve essere raccolto separatamente dagli altri rifiuti C&D in cantiere
  • Può essere avviato solo a discariche specificamente autorizzate con celle dedicate al gesso o a impianti di recupero
  • In caso di contaminazione da amianto (CER 17 08 01*), deve seguire il percorso dei rifiuti pericolosi ai sensi del D.M. 6 settembre 1994

Documentazione obbligatoria

  • Formulario di Identificazione Rifiuti (FIR) — documento di trasporto che accompagna il rifiuto dal produttore all’impianto di destinazione (art. 193, D.Lgs. 152/2006)
  • Registro di carico e scarico — registro cronologico delle operazioni di produzione, trasporto, recupero e smaltimento (art. 190, D.Lgs. 152/2006)
  • Modello Unico di Dichiarazione ambientale (MUD) — dichiarazione annuale alla Camera di Commercio entro il 30 giugno di ogni anno
  • Scheda di caratterizzazione del rifiuto — analisi chimico-fisica obbligatoria per determinare la pericolosità e il corretto codice CER
  • Visura camerale dell’impianto di destinazione — per verificare che il trasportatore e l’impianto siano iscritti all’Albo Nazionale Gestori Ambientali

Normativa regionale lombarda

La Regione Lombardia, con la L.R. 26/2003 e successive delibere di Giunta Regionale, ha disciplinato ulteriormente la gestione dei rifiuti speciali sul proprio territorio. In particolare, la D.G.R. XI/3596 del 2020 ha aggiornato le procedure autorizzative per gli impianti di trattamento rifiuti inerti, includendo specifiche prescrizioni per le frazioni gessose. ARPA Lombardia svolge attività di controllo e monitoraggio sulla corretta gestione dei rifiuti edili, con particolare attenzione alla verifica della separazione alla fonte del cartongesso nei cantieri.

Le sanzioni per il mancato rispetto degli obblighi di raccolta differenziata del cartongesso sono significative. L’art. 256 del D.Lgs. 152/2006 prevede sanzioni penali per lo smaltimento illecito di rifiuti speciali, con pene che vanno dalla reclusione da tre mesi a un anno o ammende da 2.600 a 26.000 euro. Nel caso di rifiuti pericolosi (CER 17 08 01*), le sanzioni sono ulteriormente aggravate.

Come funziona lo smaltimento del cartongesso in Lombardia: il processo completo

Lo smaltimento del cartongesso segue un processo in cinque fasi: analisi e classificazione del rifiuto, predisposizione della documentazione, raccolta differenziata in cantiere con contenitori dedicati, trasporto autorizzato all’impianto e trattamento finale (recupero o smaltimento in discarica autorizzata). Ciascuna fase è soggetta a specifici requisiti normativi e operativi.

La corretta gestione del rifiuto cartongesso richiede una pianificazione attenta già nella fase progettuale dell’intervento edilizio. Mageco affianca i propri clienti sin dalla fase preliminare, offrendo consulenza sulla stima dei quantitativi, sulla logistica di cantiere e sulla scelta della soluzione di smaltimento o recupero più adatta alle esigenze specifiche dell’opera.

Le cinque fasi operative dello smaltimento cartongesso

  1. Analisi e classificazione: il primo passo consiste nella corretta identificazione del tipo di cartongesso presente. Per le demolizioni di edifici costruiti prima del 1992, è necessaria un’analisi di laboratorio per escludere la presenza di amianto. Il campionamento deve essere eseguito secondo le metodiche previste dal D.M. 6 settembre 1994. In assenza di contaminanti, il rifiuto viene classificato con codice CER 17 08 02; in caso contrario, si applica il CER 17 08 01* con il conseguente percorso per rifiuti pericolosi.
  2. Predisposizione della documentazione: una volta classificato il rifiuto, si procede alla compilazione del FIR (Formulario di Identificazione Rifiuti) in quattro copie conformi, alla registrazione sul registro di carico e scarico e alla verifica delle autorizzazioni del trasportatore e dell’impianto di destinazione. Tutti i soggetti coinvolti nella filiera devono essere iscritti all’Albo Nazionale Gestori Ambientali nelle categorie pertinenti.
  3. Raccolta differenziata in cantiere: il cartongesso deve essere separato alla fonte dagli altri rifiuti da costruzione e demolizione. Mageco fornisce contenitori dedicati (cassoni scarrabili da 15-30 m³ o big bag da 1 m³) posizionati strategicamente nell’area di cantiere. Le lastre intere devono essere impilate separatamente; gli sfridi e i frammenti possono essere raccolti in sacchi o contenitori più piccoli. È fondamentale evitare la contaminazione con altri materiali, in particolare vernici, isolanti o residui di demolizione mista.
  4. Trasporto autorizzato: il trasporto del cartongesso dal cantiere all’impianto di destinazione deve essere effettuato da soggetti iscritti all’Albo Nazionale Gestori Ambientali (Categoria 4 o 5, a seconda della pericolosità). I veicoli devono essere idonei al trasporto di rifiuti speciali e dotati di copertura per prevenire la dispersione di polveri durante il tragitto. Mageco dispone di una flotta propria di automezzi autorizzati, dai furgoni cassonati per piccoli quantitativi agli autocarri con cassone scarrabile per carichi più consistenti.
  5. Trattamento finale: il cartongesso raccolto viene avviato a impianti di recupero o a discariche autorizzate. Negli impianti di recupero, il processo prevede la separazione meccanica del cartone dal nucleo in gesso, la macinazione e la vagliatura del gesso recuperato, che può essere reimpiegato nella produzione di nuove lastre o come ammendante agricolo. In alternativa, il rifiuto è conferito in discariche per rifiuti non pericolosi dotate di celle dedicate ai materiali a base di gesso, come prescritto dalla normativa vigente.

Principali impianti e piattaforme ecologiche in Lombardia per il cartongesso

Strutture autorizzate per il conferimento di rifiuti in cartongesso in Lombardia (elenco indicativo)
Provincia Tipologia impianto Operazioni autorizzate Codici CER accettati
Milano Impianto di recupero inerti R5 — Riciclaggio/recupero sostanze inorganiche 17 08 02
Brescia Discarica per rifiuti non pericolosi con cella dedicata D1 — Deposito sul o nel suolo 17 08 02, 17 09 04
Bergamo Piattaforma di selezione e trattamento C&D R13, R5 — Messa in riserva e recupero 17 08 02
Varese Impianto di recupero materiali edili R5 — Recupero sostanze inorganiche 17 08 02
Pavia Discarica per rifiuti non pericolosi D1 — Deposito sul o nel suolo 17 08 02, 17 06 04
Mantova Centro di raccolta e preselezione R13 — Messa in riserva 17 08 02

La scelta tra recupero e smaltimento in discarica dipende da diversi fattori: lo stato del materiale (lastre intere vs. frammenti misti), il grado di contaminazione (presenza di vernici, colle, viti metalliche), la disponibilità di impianti nel raggio di trasporto economicamente sostenibile e i costi relativi. Mageco valuta ogni situazione singolarmente, privilegiando sempre la soluzione che massimizza il recupero di materia in un’ottica di economia circolare, come richiesto dalla Regione Lombardia nel proprio Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti.

Perché scegliere Mageco per lo smaltimento del cartongesso

Mageco S.r.l. gestisce l’intero ciclo di smaltimento del cartongesso in Lombardia, dalla consulenza iniziale alla certificazione finale, con autorizzazioni specifiche per il trasporto e il trattamento di rifiuti speciali non pericolosi e pericolosi. L’azienda, operativa dal 2003 con sede a Lainate (MI), garantisce un servizio conforme, tracciabile e orientato al massimo recupero di materia.

La gestione del cartongesso come rifiuto speciale richiede competenze tecniche specifiche e un’organizzazione logistica adeguata. Non si tratta semplicemente di raccogliere e trasportare un materiale: è necessario conoscere le differenze tra le varie tipologie di lastre, saper individuare i rischi potenziali (come la presenza di amianto in edifici datati), disporre della documentazione corretta e operare con mezzi e personale autorizzati. Mageco ha sviluppato nel corso degli anni un know-how consolidato in questo ambito, diventando un punto di riferimento per imprese edili e committenti in tutta la Lombardia.

L’azienda opera su tutto il territorio regionale, coprendo le province di Milano, Brescia, Bergamo, Monza e Brianza, Como, Varese, Pavia, Cremona, Mantova, Lecco, Lodi e Sondrio. Il servizio è pensato per rispondere alle esigenze tanto di grandi cantieri con volumi elevati di cartongesso quanto di piccoli interventi di ristrutturazione con quantitativi ridotti.

I vantaggi del servizio Mageco per lo smaltimento cartongesso

  • Conformità normativa garantita: ogni operazione è tracciata con FIR, registri di carico/scarico e certificazioni di avvenuto smaltimento o recupero. Le certificazioni ISO 9001, ISO 14001 e ISO 45001 attestano la qualità del sistema di gestione ambientale, della sicurezza e dei processi aziendali. L’iscrizione all’Albo Nazionale Gestori Ambientali nelle Categorie 5F e 8C autorizza Mageco al trasporto di rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi.
  • Tempi di intervento rapidi: dalla richiesta del cliente all’arrivo del cassone in cantiere, Mageco garantisce tempi medi di 24-48 ore lavorative in tutta la Lombardia. Per le urgenze, è disponibile un servizio prioritario con intervento in giornata nelle province di Milano, Monza e Brianza.
  • Tracciabilità completa del rifiuto: il cliente riceve copia di tutta la documentazione relativa al conferimento, dal FIR alla certificazione di avvenuto smaltimento/recupero rilasciata dall’impianto di destinazione. Questo garantisce la piena tutela legale del produttore del rifiuto, che rimane responsabile fino alla destinazione finale ai sensi dell’art. 188 del D.Lgs. 152/2006.
  • Consulenza tecnica specializzata: i tecnici Mageco affiancano il cliente nella classificazione del rifiuto, nella scelta dei contenitori più adatti, nella pianificazione logistica del cantiere e nell’ottimizzazione dei costi di smaltimento. Per cantieri con volumi significativi, viene elaborato un piano di gestione rifiuti personalizzato.
  • Orientamento al recupero: in linea con i principi dell’economia circolare promossi dalla normativa europea e regionale, Mageco privilegia il conferimento del cartongesso a impianti di recupero piuttosto che in discarica, contribuendo al raggiungimento degli obiettivi di riciclaggio fissati per i rifiuti C&D.

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Costi dello smaltimento cartongesso e domande frequenti

Il costo dello smaltimento del cartongesso varia in funzione di numerosi parametri e non è possibile indicare un prezzo fisso universale. Tuttavia, è utile comprendere quali fattori incidano sulla spesa complessiva per poter richiedere preventivi consapevoli e confrontare le offerte dei diversi operatori. In generale, lo smaltimento del cartongesso ha un costo superiore rispetto agli inerti misti da C&D, proprio per la necessità di raccolta differenziata e di conferimento a impianti specializzati.

Fattori che influenzano i costi dello smaltimento cartongesso

  • Quantitativo del rifiuto: i costi unitari (per tonnellata) diminuiscono al crescere dei volumi. Per piccoli quantitativi (sotto i 500 kg) possono essere previste tariffe minime di servizio; per grandi cantieri con volumi superiori alle 10 tonnellate si applicano tariffe più vantaggiose.
  • Stato del materiale: le lastre intere e pulite hanno un costo di smaltimento inferiore rispetto ai frammenti misti o al cartongesso contaminato da vernici, colle, viti o altri materiali. La separazione accurata in cantiere consente di ridurre sensibilmente la spesa.
  • Distanza dall’impianto di destinazione: i costi di trasporto incidono significativamente sul preventivo finale. La localizzazione del cantiere rispetto agli impianti di recupero o alle discariche autorizzate determina i costi logistici.
  • Pericolosità del rifiuto: il cartongesso contenente amianto (CER 17 08 01*) ha costi di smaltimento notevolmente superiori rispetto al non pericoloso (CER 17 08 02), per la necessità di procedure speciali di rimozione, confezionamento, trasporto e smaltimento in discariche per rifiuti pericolosi.
  • Tipologia di contenitore: cassoni scarrabili, big bag, sacchi, carico sfuso: la modalità di raccolta influenza i costi di noleggio e di movimentazione.
  • Destinazione finale: l’avvio a recupero (operazione R5) ha generalmente un costo inferiore rispetto allo smaltimento in discarica (operazione D1), incentivando la scelta più sostenibile.

Domande frequenti sullo smaltimento del cartongesso

Il cartongesso può essere smaltito insieme agli altri rifiuti da cantiere?

No. La normativa italiana, in recepimento della Decisione del Consiglio 2003/33/CE, vieta il conferimento del cartongesso nelle discariche per rifiuti inerti ordinarie. Il cartongesso deve essere raccolto separatamente dagli altri rifiuti da costruzione e demolizione e conferito a impianti di recupero autorizzati o a discariche per rifiuti non pericolosi dotate di celle dedicate ai materiali a base di gesso. Il mancato rispetto di questo obbligo comporta sanzioni penali ai sensi dell’art. 256 del D.Lgs. 152/2006.

Perché il cartongesso non può andare in discarica per inerti?

Il cartongesso contiene solfato di calcio che, in condizioni anaerobiche tipiche delle discariche, viene trasformato da batteri solfato-riduttori in acido solfidrico (H2S). L’H2S è un gas altamente tossico, infiammabile e corrosivo, pericoloso per la salute dei lavoratori della discarica e per l’ambiente circostante. Per questa ragione, i limiti di accettabilità del solfato nelle discariche per inerti sono molto restrittivi e rendono di fatto impossibile il conferimento del cartongesso senza pretrattamento o separazione.

Qual è il codice CER del cartongesso?

Il cartongesso privo di contaminanti è classificato con il codice CER 17 08 02 (materiali da costruzione a base di gesso non pericolosi). Se il cartongesso contiene sostanze pericolose, in particolare amianto, viene classificato con il codice CER 17 08 01* (materiali da costruzione a base di gesso contaminati da sostanze pericolose). La corretta attribuzione del codice CER richiede una caratterizzazione analitica del rifiuto, specialmente per materiale proveniente da edifici costruiti prima del 1992.

Il cartongesso è riciclabile?

Sì, il cartongesso è un materiale riciclabile al 100%. Il processo di recupero prevede la separazione meccanica del cartone esterno dal nucleo in gesso, seguita dalla macinazione e vagliatura del gesso. Il gesso recuperato può essere reimmesso nel ciclo produttivo per la fabbricazione di nuove lastre, oppure utilizzato come ammendante in agricoltura o come componente nella produzione di cemento. Il cartone, a sua volta, può essere avviato al recupero nella filiera della carta. Mageco privilegia sempre il conferimento a impianti di recupero per massimizzare il riciclaggio.

Quanto costa smaltire il cartongesso?

Il costo dello smaltimento del cartongesso dipende da diversi fattori: quantitativo, stato del materiale (lastre intere o frammenti), grado di pulizia, distanza dall’impianto di destinazione e pericolosità (CER 17 08 02 non pericoloso vs CER 17 08 01* pericoloso). I costi per il cartongesso non pericoloso sono generalmente superiori rispetto agli inerti misti da C&D ma inferiori rispetto ai rifiuti pericolosi. Per ottenere un preventivo accurato è consigliabile contattare Mageco fornendo il quantitativo stimato, la localizzazione del cantiere e la tipologia di cartongesso da smaltire.

Come devo separare il cartongesso in cantiere?

Il cartongesso deve essere raccolto in contenitori dedicati (cassoni, big bag o sacchi), separato dagli altri rifiuti da costruzione e demolizione come laterizi, calcestruzzo, legno e metalli. Le lastre intere vanno impilate ordinatamente; gli sfridi e i frammenti possono essere raccolti sfusi nei contenitori. È importante rimuovere, per quanto possibile, viti, tasselli metallici e nastri adesivi dalle lastre. Evitare tassativamente la contaminazione con rifiuti pericolosi, vernici, solventi o materiali isolanti. Una buona separazione alla fonte riduce i costi di smaltimento e favorisce il recupero del materiale.

Serve un’analisi per smaltire il cartongesso?

La necessità di analisi dipende dalla provenienza del cartongesso. Per materiale proveniente da nuove costruzioni o ristrutturazioni di edifici recenti (post 1992), in cui è nota la composizione delle lastre utilizzate, la caratterizzazione può basarsi sulla documentazione tecnica del produttore. Per demolizioni di edifici costruiti prima del 1992, è obbligatorio effettuare un’analisi per la ricerca di fibre di amianto ai sensi del D.M. 6 settembre 1994. In ogni caso, l’impianto di destinazione può richiedere un’analisi chimica del rifiuto come condizione per l’accettazione, ai sensi del D.M. 13 marzo 2003.

Il privato può portare il cartongesso alla piattaforma ecologica comunale?

Dipende dal regolamento del Comune di appartenenza. Alcune piattaforme ecologiche comunali accettano piccoli quantitativi di rifiuti da costruzione e demolizione da utenze domestiche, incluso il cartongesso, entro limiti di peso prestabiliti (tipicamente 30-50 kg per conferimento). Tuttavia, molte piattaforme non accettano il cartongesso perché non dispongono di contenitori dedicati per i rifiuti a base di gesso. Per quantitativi superiori o per rifiuti prodotti da attività professionali, è necessario rivolgersi a un operatore autorizzato come Mageco.

Servizi correlati e approfondimenti

Lo smaltimento del cartongesso si inserisce nel più ampio contesto della gestione dei rifiuti da costruzione e demolizione. Mageco offre servizi completi per tutte le tipologie di rifiuti edili, dalla raccolta differenziata in cantiere al conferimento presso impianti autorizzati. Per approfondire le tematiche correlate al cartongesso e ai materiali da costruzione, Le consigliamo di consultare le seguenti guide:

Mageco opera in tutte le province della Lombardia. Consulti anche le nostre guide specifiche per lo smaltimento del cartongesso a Milano, Brescia, Bergamo, Monza, Como, Varese, Pavia, Cremona, Mantova, Lecco, Lodi e Sondrio.