Come smaltire il cartone industriale in Lombardia? Tipologie, normativa e procedura operativa 2026
Lo smaltimento cartone prodotto da attività industriali, logistiche e commerciali costituisce una delle operazioni più frequenti nella gestione dei rifiuti speciali non pericolosi delle imprese lombarde. A differenza della generica categoria “carta e cartone”, il cartone — nelle sue varianti ondulato, teso e accoppiato — presenta caratteristiche fisiche, classificazioni CER e circuiti di recupero specifici che richiedono una gestione dedicata. Il cartone ondulato da imballaggio, classificato con codice CER 15 01 01, rappresenta da solo oltre il 60% dei rifiuti cellulosici industriali trattati ogni anno in Lombardia, secondo i dati pubblicati da ISPRA nel Rapporto Rifiuti Speciali 2025. Gestire correttamente lo smaltimento del cartone non è soltanto un obbligo ai sensi del D.Lgs. 152/2006, ma anche un’opportunità economica concreta: i gradi di cartone pulito hanno spesso un valore commerciale positivo sul mercato della carta da macero.
Mageco S.r.l., operativa dal 2003 con sede a Lainate (MI), è specializzata nello smaltimento di cartone per aziende di ogni dimensione sull’intero territorio lombardo. In questa guida analizzeremo in modo approfondito le diverse tipologie di cartone, il quadro normativo aggiornato al 2026, il processo operativo dalla raccolta al conferimento in cartiera e i fattori che determinano i costi del servizio. Il nostro obiettivo è fornirLe tutte le informazioni necessarie per gestire i rifiuti di cartone della Sua azienda in piena conformità normativa e con la massima efficienza economica.
Tipologie di cartone: ondulato, teso e accoppiato — classificazione e codici CER
Il cartone industriale si suddivide in tre macro-categorie — cartone ondulato, cartone teso (o compatto) e cartone accoppiato — ciascuna con caratteristiche strutturali, impieghi e percorsi di recupero distinti. Comprendere queste differenze è il primo passo per classificare correttamente il rifiuto, attribuire il codice CER appropriato e individuare la destinazione impiantistica più vantaggiosa.
Il cartone ondulato è il materiale da imballaggio più diffuso nell’industria e nella logistica. La sua struttura è composta da almeno tre strati: una o più onde (fogli di carta cannettata) comprese tra copertine piane (liner). Si distinguono il cartone a onda singola (single wall), a doppia onda (double wall) e a tripla onda (triple wall), con resistenze crescenti alla compressione verticale e allo scoppio. Le scatole americane, i vassoi, i contenitori fustellati e gli espositori da punto vendita sono le applicazioni più comuni. Ai fini della classificazione UNI EN 643, il cartone ondulato usato rientra nel grado 1.04 (cartone ondulato usato) e nel grado 1.05 (cartone ondulato e carta kraft usati), entrambi appartenenti al Gruppo 1 — Gradi ordinari. Sul mercato della carta da macero, questi gradi sono comunemente indicati con la sigla commerciale OCC (Old Corrugated Containers).
Il cartone teso (o compatto, o grigio) è un supporto rigido a più strati, privo di ondulazione, ottenuto per accoppiamento e pressatura di fogli di carta riciclata. Trova impiego nella produzione di scatole per calzature, confezioni farmaceutiche, packaging cosmetico, copertine di libri e raccoglitori. Il cartone teso usato, quando non plastificato né accoppiato con materiali non cellulosici, rientra nel grado 1.04 o, se di qualità superiore, nel grado 2.01 (giornali e riviste non selezionate) della norma UNI EN 643. Il suo valore commerciale è generalmente inferiore a quello del cartone ondulato pulito.
Il cartone accoppiato (o poliaccoppiato) è un materiale composito in cui il cartone è unito ad altri strati funzionali: film in polietilene (PE), fogli di alluminio, rivestimenti in cera o paraffina, laminazioni in PET o PP. Il caso più noto è il cartone per bevande tipo Tetra Pak (cartone + PE + alluminio). Questi materiali, proprio per la natura composita, presentano difficoltà di riciclo significativamente maggiori rispetto al cartone puro e richiedono impianti specializzati dotati di pulper dedicati e sistemi di separazione a umido. Il cartone accoppiato rientra nel CER 15 01 05 (imballaggi in materiali compositi) oppure, se avviato nel circuito cellulosico, nel CER 15 01 01 con specifica annotazione sulla composizione.
La seguente tabella riassume le principali tipologie di cartone industriale, con i rispettivi codici CER, gradi UNI EN 643 e destinazioni di trattamento:
| Tipologia | Struttura | Codice CER | Grado UNI EN 643 | Settori di provenienza | Destinazione prevalente |
|---|---|---|---|---|---|
| Cartone ondulato a onda singola | 2 liner + 1 onda | 15 01 01 | 1.04 (OCC) | Logistica, e-commerce, GDO | Cartiera — produzione carta da onda e testliner |
| Cartone ondulato a doppia onda | 3 liner + 2 onde | 15 01 01 | 1.04 (OCC) | Industria meccanica, alimentare, elettronica | Cartiera — produzione carta da onda e testliner |
| Cartone ondulato a tripla onda | 4 liner + 3 onde | 15 01 01 | 1.04 (OCC) | Industria pesante, export, pallet sostitutivi | Cartiera — produzione carta da onda ad alta resistenza |
| Ritagli di cartone ondulato (nuovi) | Sfridi di produzione | 03 03 08 | 4.04 | Ondulatori, scatolifici, fustellifici | Cartiera — materia prima secondaria di alta qualità |
| Cartone teso (compatto/grigio) | Multi-strato pressato | 15 01 01 / 20 01 01 | 1.04 o 2.01 | Calzaturiero, farmaceutico, cosmetico | Cartiera — produzione cartone riciclato |
| Cartone accoppiato con PE | Cartone + film polietilene | 15 01 05 | 5.01 (speciale) | Alimentare, beverage, packaging primario | Impianto specializzato con pulper dedicato |
| Cartone accoppiato con alluminio (Tetra Pak) | Cartone + PE + alluminio | 15 01 05 | 5.01 (speciale) | Beverage, latte, succhi di frutta | Impianto poliaccoppiati (separazione a umido) |
| Cartone cerato o paraffinato | Cartone + cera/paraffina | 15 01 01 / 15 01 05 | 5.01 (speciale) | Ortofrutticolo, ittico, carni | Recupero energetico (CSS) o impianto dedicato |
È fondamentale distinguere lo smaltimento cartone dallo smaltimento generico di “carta e cartone”. Quest’ultima categoria comprende l’intero spettro dei materiali cellulosici — carta da stampa, carta d’ufficio, giornali, riviste, carte speciali — e richiede una selezione per gradi UNI EN 643 più articolata. Il cartone, pur essendo un sottoinsieme, ha circuiti di raccolta e valorizzazione propri: il cartone ondulato OCC è uno dei materiali più richiesti dalle cartiere europee e gode di quotazioni di mercato stabilmente positive per i gradi puliti in volumi industriali.

Normativa sullo smaltimento del cartone: D.Lgs. 152/2006, COMIECO e obblighi EPR per le imprese
Lo smaltimento del cartone industriale in Italia è disciplinato dal D.Lgs. 152/2006 (Testo Unico Ambientale), integrato dal D.Lgs. 116/2020 di recepimento della Direttiva UE 2018/851, e si inserisce nel sistema di Responsabilità Estesa del Produttore (EPR) gestito dal consorzio COMIECO nell’ambito del sistema CONAI. Ogni impresa che produce scarti di cartone ha obblighi precisi di classificazione, documentazione e conferimento a soggetti autorizzati.
Il quadro normativo che governa lo smaltimento del cartone si articola su tre livelli distinti. A livello europeo, la Direttiva 2008/98/CE (modificata dalla Direttiva 2018/851) sancisce la gerarchia dei rifiuti: prevenzione, preparazione per il riutilizzo, riciclaggio, recupero di altro tipo (incluso quello energetico) e, solo in ultima istanza, smaltimento. Per gli imballaggi in cartone, la Direttiva 94/62/CE — aggiornata dal Regolamento UE 2025/40 (PPWR, Packaging and Packaging Waste Regulation) — introduce target di riciclaggio specifici e nuovi requisiti di progettazione per la riciclabilità degli imballaggi cellulosici, con implicazioni dirette per i produttori e gli utilizzatori di scatole e contenitori in cartone.
A livello nazionale, il D.Lgs. 152/2006, Parte Quarta, stabilisce il quadro organico per la gestione dei rifiuti di cartone:
- Art. 183, comma 1, lettera a): definisce il concetto di rifiuto. Il cartone diventa rifiuto nel momento in cui il detentore se ne disfi o abbia l’obbligo di disfarsene. I ritagli di cartone ondulato generati dal processo produttivo di uno scatolificio possono, in determinate condizioni, qualificarsi come sottoprodotto (art. 184-bis) e non come rifiuto, evitando gli oneri della normativa rifiuti.
- Art. 184, comma 3, lettera c): classifica i rifiuti di cartone da attività industriali e commerciali come rifiuti speciali non pericolosi, distinguendoli dai rifiuti urbani di cartone gestiti dal servizio pubblico.
- Art. 184-ter: disciplina la cessazione della qualifica di rifiuto (End of Waste). Il cartone da macero, dopo il trattamento in cartiera mediante spappolamento, pulizia e formazione del nuovo foglio, cessa di essere rifiuto e diventa materia prima secondaria, conformemente ai criteri stabiliti dal D.M. 5 febbraio 1998 e successivi aggiornamenti.
- Art. 188: stabilisce la responsabilità del produttore del rifiuto, che permane fino al completamento delle operazioni di recupero o smaltimento, documentato dalla quarta copia del FIR controfirmata dall’impianto di destinazione.
- Art. 216-217: disciplinano le procedure semplificate di recupero, applicabili anche al cartone quando conferito a impianti che operano in regime semplificato ai sensi del D.M. 5 febbraio 1998, Allegato 1, punto 1.1 (carta e cartone).
Il sistema COMIECO (Consorzio Nazionale Recupero e Riciclo degli Imballaggi a base Cellulosica) rappresenta il pilastro della filiera italiana del cartone da recupero. Operando nell’ambito del sistema CONAI (Consorzio Nazionale Imballaggi), COMIECO gestisce il Contributo Ambientale CONAI (CAC) per la filiera cellulosica, differenziato per fasce: gli imballaggi in cartone con elevata riciclabilità e basso contenuto di componenti non cellulosiche beneficiano della fascia contributiva A1 (la più agevolata), mentre gli imballaggi in cartone accoppiato con materiali non cellulosici oltre determinate soglie ricadono in fasce contributive superiori. Nel 2024, COMIECO ha garantito l’avvio a riciclo di oltre 4 milioni di tonnellate di carta e cartone, con un tasso di riciclo degli imballaggi cellulosici superiore al 90%, il più alto tra tutti i materiali di imballaggio.
Documentazione obbligatoria per lo smaltimento del cartone
Ogni operazione di smaltimento o recupero di rifiuti di cartone industriale richiede una documentazione specifica, la cui assenza o incompletezza espone l’impresa a sanzioni amministrative e penali ai sensi degli artt. 256 e 258 del D.Lgs. 152/2006:
- Formulario di Identificazione Rifiuti (FIR): documento di trasporto emesso in quattro copie numerate e vidimate dalla Camera di Commercio, contenente i dati identificativi del produttore, del trasportatore e del destinatario, il codice CER, il peso del carico, lo stato fisico del rifiuto e l’operazione di destinazione (R3, R13, D1, ecc.).
- Registro di carico e scarico: registro cronologico vidimato dalla CCIAA, in cui annotare ogni produzione e ogni conferimento di rifiuti di cartone entro 10 giorni lavorativi dall’evento. Obbligatorio per i produttori di rifiuti speciali non pericolosi con più di 10 dipendenti (art. 190, D.Lgs. 152/2006).
- Modello Unico di Dichiarazione Ambientale (MUD): dichiarazione annuale da presentare entro il 30 giugno alla CCIAA territorialmente competente, riepilogativa dei quantitativi di rifiuti prodotti e conferiti nell’anno precedente.
- Iscrizione al RENTRI: il Registro Elettronico Nazionale per la Tracciabilità dei Rifiuti, istituito dal D.M. 4 aprile 2023, n. 59, sta progressivamente sostituendo i registri cartacei. Le imprese produttrici di rifiuti speciali non pericolosi con più di 10 dipendenti devono adeguarsi alle scadenze di iscrizione e digitalizzazione previste per il biennio 2025-2026.
- Verifica Albo Gestori Ambientali: prima di affidare il ritiro del cartone a un operatore, è obbligo del produttore verificare l’iscrizione del trasportatore alle categorie pertinenti dell’Albo Nazionale Gestori Ambientali (Categoria 4 per rifiuti non pericolosi, Categoria 1 per rifiuti urbani e assimilati).
Come funziona lo smaltimento del cartone industriale in Lombardia: il processo dalla raccolta alla cartiera
Il processo di smaltimento del cartone industriale si sviluppa in cinque fasi sequenziali — sopralluogo e classificazione, organizzazione della raccolta interna, ritiro e trasporto autorizzato, trattamento presso piattaforma o cartiera, certificazione documentale — che garantiscono la conformità normativa e l’ottimizzazione del valore del materiale recuperato. In Lombardia, la vicinanza tra i principali poli industriali generatori di cartone e la rete di piattaforme di selezione consente una filiera particolarmente efficiente.
La regione Lombardia, secondo i dati di ARPA Lombardia, è il primo territorio italiano per produzione di rifiuti di cartone da imballaggio, con volumi annui stimati in oltre 500.000 tonnellate di solo cartone ondulato di origine industriale e commerciale. Il tessuto economico lombardo — con i grandi poli logistici della Città Metropolitana di Milano, i distretti manifatturieri di Brescia e Bergamo, le aree commerciali di Monza-Brianza e i centri produttivi del Comasco e del Varesotto — genera flussi costanti di cartone usato che alimentano una filiera di recupero tra le più sviluppate d’Europa.
Le cinque fasi dello smaltimento professionale del cartone
- Sopralluogo tecnico e classificazione: il processo inizia con un audit presso la sede del cliente per identificare le tipologie di cartone prodotte (ondulato, teso, accoppiato), quantificarne i volumi medi settimanali o mensili, valutare il grado di pulizia e l’eventuale presenza di contaminanti (nastro adesivo, reggette in PP, residui alimentari, umidità). In base all’analisi, Mageco attribuisce i codici CER corretti — 15 01 01 per gli imballaggi, 20 01 01 per il cartone assimilabile, 03 03 08 per gli sfridi di produzione — e definisce il grado UNI EN 643 prevalente per determinare il valore commerciale del materiale.
- Organizzazione della raccolta interna: sulla base dei volumi e degli spazi disponibili, viene progettato il sistema di raccolta con contenitori dedicati. Per le aziende con grandi quantità di cartone ondulato (magazzini logistici, centri di distribuzione, stabilimenti produttivi), la soluzione ottimale è la pressa compattatrice (verticale o orizzontale) che riduce il volume del cartone in rapporto 5:1 o superiore, producendo balle compatte di 300-500 kg pronte per il trasporto. Per volumi medi, si utilizzano cassoni scarrabili da 20 o 30 m³ a cielo aperto. Per volumi ridotti o per il cartone teso da ufficio, sono adatti i container da 1.100 litri. La separazione del cartone puro da altri materiali cellulosici (carta da stampa, riviste, carta patinata) è essenziale per mantenere alto il grado qualitativo e il valore del materiale.
- Ritiro, pesatura e trasporto autorizzato: il cartone viene ritirato con automezzi iscritti all’Albo Nazionale Gestori Ambientali. Ogni carico viene pesato tramite pesa a ponte certificata e accompagnato dal Formulario di Identificazione Rifiuti (FIR) in quattro copie. Per le aziende con volumi elevati, Mageco organizza ritiri programmati a frequenza settimanale o bisettimanale; per quantità minori, sono disponibili ritiri a chiamata con preavviso di 48 ore. Il trasporto avviene con autocarri con cassone scarrabile per le balle pressate o con centinati per il materiale sfuso.
- Trattamento presso piattaforma autorizzata o cartiera: il cartone conferito viene sottoposto a ulteriore cernita meccanica e manuale per rimuovere i contaminanti residui (plastica, metalli, materiali estranei), pressato in balle conformi alle specifiche delle cartiere e avviato a riciclo (operazione R3). In cartiera, le balle di cartone vengono introdotte nel pulper (spappolatore), un grande recipiente in cui acqua e agitazione meccanica separano le fibre cellulosiche dai contaminanti. Le fibre vengono quindi pulite, raffinate, formate in foglio e asciugate per produrre nuova carta da onda (fluting) o testliner, chiudendo il ciclo di economia circolare. Il cartone accoppiato e quello cerato, non riciclabili nel circuito convenzionale, vengono destinati a impianti specializzati o a recupero energetico come CSS (Combustibile Solido Secondario).
- Certificazione e chiusura documentale: al termine dell’operazione di recupero o smaltimento, l’impianto di destinazione restituisce al produttore la quarta copia del FIR controfirmata. Mageco rilascia inoltre un report ambientale periodico che documenta: quantitativi conferiti per codice CER, percentuali di recupero effettivo, certificati degli impianti di destinazione e dati utili per il bilancio di sostenibilità aziendale e per le verifiche da parte di ARPA Lombardia, NOE o Polizia Provinciale.
Rete impiantistica per il cartone in Lombardia
Il territorio lombardo dispone di una rete capillare di piattaforme di selezione, centri di pressatura e cartiere autorizzate al trattamento dei rifiuti di cartone. La seguente tabella offre una panoramica per area territoriale:
| Area territoriale | Tipologia impianti | Operazioni autorizzate | Principali settori serviti |
|---|---|---|---|
| Milano e hinterland | Piattaforme di selezione, centri di pressatura ad alta capacità | R13, R3 | Logistica, GDO, e-commerce, industria |
| Brescia e provincia | Piattaforme polivalenti, cartiere | R13, R3, R1 | Siderurgia, meccanica, alimentare |
| Bergamo e provincia | Centri di pressatura, piattaforme di cernita | R13, R3 | Tessile, meccanica, edilizia |
| Monza-Brianza | Piattaforme di selezione dedicate | R13 | Arredamento, packaging, terziario |
| Como – Varese – Lecco | Centri di raccolta, piattaforme multimateriale | R13, R3 | Tessile, chimico, turismo |
| Pavia – Lodi – Cremona | Piattaforme di stoccaggio e pressatura | R13 | Agroalimentare, farmaceutico, chimico |
| Mantova – Sondrio | Centri di raccolta, isole ecologiche aziendali | R13 | Agroalimentare, manifatturiero |

Perché scegliere Mageco per lo smaltimento del cartone industriale
Mageco S.r.l. è un operatore ambientale certificato ISO 9001, ISO 14001 e ISO 45001, iscritto all’Albo Nazionale Gestori Ambientali nelle Categorie 5F e 8C, con oltre vent’anni di esperienza nella gestione di rifiuti di cartone per aziende industriali, logistiche e commerciali dell’intera Lombardia. L’approccio di Mageco si distingue per l’orientamento alla massima valorizzazione del materiale, trasformando un costo di gestione in un’opportunità economica per il cliente.
La gestione del cartone rappresenta una delle competenze storiche di Mageco. Sin dalla fondazione nel 2003, l’azienda ha costruito una rete di relazioni consolidate con piattaforme di selezione e cartiere su tutto il territorio nazionale, che consente di indirizzare ogni tipologia di cartone — dall’ondulato OCC ai sfridi di cartotecnica, dal cartone teso al poliaccoppiato — verso la destinazione impiantistica più efficiente e vantaggiosa. Per il cartone ondulato pulito in grandi volumi, Mageco negozia i migliori corrispettivi di mercato, riconoscendo al produttore del rifiuto un valore per il materiale conferito anziché un costo.
La sede operativa di Via Juan Manuel Fangio 11, 20045 Lainate (MI), posizionata strategicamente lungo l’asse autostradale A4/A8, consente tempi di intervento rapidi su tutta la Lombardia: dalla Città Metropolitana di Milano ai centri produttivi di Brescia e Bergamo, dall’hinterland monzese ai distretti del Comasco, del Varesotto e della Bassa Padana.
I vantaggi del servizio Mageco per lo smaltimento cartone
- Sopralluogo e audit ambientale gratuito: analisi tecnica presso la Sua azienda per censire i flussi di cartone, classificare i materiali per grado UNI EN 643, dimensionare i contenitori idonei e definire le frequenze di ritiro ottimali in funzione dei volumi prodotti.
- Valorizzazione economica del materiale: per i gradi di cartone ondulato pulito (OCC 1.04, 1.05) in volumi superiori a 2-3 tonnellate per ritiro, Mageco riconosce un corrispettivo economico al produttore, variabile in base alle quotazioni di mercato della carta da macero aggiornate mensilmente.
- Fornitura di contenitori e presse: cassoni scarrabili da 20 e 30 m³, presse verticali e orizzontali (rapporto di compattazione fino a 5:1 o superiore), container da 1.100 litri e big bag, forniti a noleggio o in comodato d’uso gratuito per i clienti con contratti continuativi.
- Conformità normativa integrale: gestione completa della documentazione ambientale — FIR, registri di carico e scarico, MUD, adeguamento al RENTRI — con archiviazione digitale e assistenza nelle verifiche ispettive degli organi di controllo.
- Tracciabilità e reportistica: ogni conferimento è documentato con pesatura certificata, FIR numerato e report ambientale periodico con quantitativi, codici CER, destinazioni, percentuali di recupero e certificati degli impianti. Documentazione essenziale per certificazioni aziendali (ISO 14001, EMAS), bilanci di sostenibilità e obblighi ESG.
Scopra tutti i nostri servizi di gestione ambientale disponibili per le imprese lombarde.
Costi dello smaltimento cartone e domande frequenti
Il costo dello smaltimento del cartone industriale è influenzato da numerosi fattori e, nei casi migliori, può trasformarsi in un ricavo per l’azienda produttrice. Il mercato della carta da macero è caratterizzato da quotazioni variabili, pubblicate mensilmente dalla Camera di Commercio di Milano e dal listino CCIAA, che riflettono la domanda delle cartiere, il costo della cellulosa vergine e le dinamiche del commercio internazionale di materie prime secondarie.
Fattori che determinano il costo dello smaltimento cartone
- Tipologia e grado qualitativo: il cartone ondulato pulito (OCC, grado 1.04) ha quotazioni di mercato positive e può generare un ricavo per il produttore. Il cartone teso misto, il cartone umido o contaminato e il cartone accoppiato hanno valori inferiori o comportano costi netti di conferimento.
- Volume e regolarità dei conferimenti: grandi volumi con ritiri regolari (settimanali) consentono economie di scala significative su trasporto e logistica, riducendo il costo unitario per tonnellata e migliorando il potere negoziale con le piattaforme di destinazione.
- Grado di pulizia e contaminazione: la presenza di nastro adesivo, reggette in polipropilene, residui alimentari, umidità o altri materiali estranei riduce il grado qualitativo del cartone e incrementa i costi di selezione. Un cartone ondulato pulito, asciutto e privo di contaminanti ha un valore di mercato significativamente superiore.
- Distanza logistica: i costi di trasporto incidono proporzionalmente alla distanza tra l’azienda produttrice e la piattaforma o cartiera di destinazione, con variazioni rilevanti tra le province centrali (Milano, Monza) e quelle periferiche (Sondrio, Mantova).
- Attrezzature necessarie: la fornitura di presse compattatrici, cassoni o container comporta un investimento iniziale o un canone di noleggio, ampiamente compensato dalla riduzione delle frequenze di ritiro e dall’incremento del valore del materiale pressato rispetto a quello sfuso.
- Andamento del mercato internazionale: le quotazioni del cartone OCC sono influenzate dalla domanda delle cartiere asiatiche (in particolare cinesi), dalle politiche di importazione/esportazione e dalla disponibilità di cellulosa vergine, con oscillazioni che possono raggiungere il 25-35% nell’arco dell’anno.
Domande frequenti sullo smaltimento del cartone
Qual è la differenza tra smaltimento cartone e smaltimento carta e cartone?
Lo smaltimento cartone riguarda specificamente i materiali in cartone: ondulato (scatole, scatoloni, vassoi), teso (confezioni rigide, scatole per calzature) e accoppiato (poliaccoppiati tipo Tetra Pak). Lo smaltimento carta e cartone comprende anche tutti i materiali cartacei (carta da stampa, carta d’ufficio, giornali, riviste, bobine) classificati sotto diversi gradi UNI EN 643. La distinzione è rilevante perché il cartone ondulato pulito (OCC) ha quotazioni di mercato e circuiti di recupero propri, generalmente più vantaggiosi rispetto alla carta mista, ed è classificato prevalentemente con codice CER 15 01 01 (imballaggi) anziché CER 20 01 01 (carta e cartone generici).
Quali codici CER si applicano ai rifiuti di cartone?
I codici CER principali per i rifiuti di cartone sono: CER 15 01 01 (imballaggi in carta e cartone) per scatole, scatoloni, vassoi e ogni cartone utilizzato come imballaggio; CER 20 01 01 (carta e cartone) per il cartone assimilabile ai rifiuti urbani; CER 03 03 08 (scarti della selezione di carta e cartone) per gli sfridi di produzione di scatolifici, ondulatori e fustellifici; CER 15 01 05 (imballaggi in materiali compositi) per il cartone accoppiato con plastica o alluminio. Se il cartone è contaminato da sostanze pericolose, si applica il CER 15 01 10* che richiede gestione come rifiuto pericoloso.
Il cartone ondulato usato ha un valore economico o comporta un costo di smaltimento?
Il cartone ondulato usato pulito (grado OCC 1.04 secondo la norma UNI EN 643) ha generalmente un valore commerciale positivo sul mercato della carta da macero. Ciò significa che, per volumi industriali significativi (indicativamente superiori a 2-3 tonnellate per ritiro) e materiale in buone condizioni (asciutto, privo di contaminanti, non cerato), il produttore del rifiuto può ricevere un corrispettivo economico dal gestore ambientale. Le quotazioni variano mensilmente in base alla domanda delle cartiere e all’andamento del mercato internazionale delle materie prime secondarie. Per quantità ridotte o cartone contaminato, il servizio di ritiro e smaltimento prevede invece un costo a carico del produttore.
Come si smaltisce il cartone accoppiato o poliaccoppiato (tipo Tetra Pak)?
Il cartone accoppiato (poliaccoppiato), come gli imballaggi tipo Tetra Pak composti da cartone, polietilene e alluminio, non può essere riciclato nel circuito convenzionale del cartone ondulato. Viene classificato con codice CER 15 01 05 (imballaggi compositi) e richiede impianti specializzati dotati di pulper dedicati che separano la componente cellulosica (circa il 75% del peso) dai film plastici e dall’alluminio. In Italia operano alcuni impianti specifici per i poliaccoppiati. In alternativa, il materiale può essere destinato a recupero energetico come CSS. Mageco gestisce il conferimento del cartone accoppiato indirizzandolo verso gli impianti autorizzati più idonei.
Che ruolo ha il consorzio COMIECO nello smaltimento del cartone industriale?
COMIECO (Consorzio Nazionale Recupero e Riciclo degli Imballaggi a base Cellulosica) opera nell’ambito del sistema CONAI e gestisce il Contributo Ambientale CONAI per la filiera cellulosica. Per i rifiuti industriali di cartone, COMIECO non interviene direttamente nella raccolta (affidata a operatori privati autorizzati come Mageco), ma definisce gli standard qualitativi del materiale da riciclo, monitora i flussi a livello nazionale, stipula convenzioni con i Comuni per il cartone urbano e promuove accordi con le cartiere per garantire sbocchi di mercato al macero raccolto. I produttori e gli utilizzatori di imballaggi in cartone versano il CAC differenziato per fasce di riciclabilità.
È necessario pressare o compattare il cartone prima del ritiro?
Non è obbligatorio, ma è fortemente consigliato per ragioni economiche e logistiche. Il cartone ondulato sfuso ha un peso specifico molto basso (circa 30-50 kg/m³), il che significa che un cassone da 30 m³ contiene solo 1-1,5 tonnellate di materiale, rendendo il trasporto inefficiente. Una pressa compattatrice può ridurre il volume con un rapporto di compressione 5:1 o superiore, producendo balle da 300-500 kg con un peso specifico di 250-400 kg/m³. Questo riduce drasticamente le frequenze di ritiro (e i relativi costi di trasporto) e incrementa il valore del materiale, poiché le cartiere preferiscono ricevere cartone in balle anziché sfuso. Mageco fornisce presse verticali e orizzontali a noleggio o in comodato d’uso.
Quali contaminanti rendono il cartone non riciclabile?
I principali contaminanti che compromettono la riciclabilità del cartone sono: la ceratura o paraffinatura (comune negli imballaggi ortofrutticoli), i trattamenti con resine idrorepellenti, i residui di sostanze chimiche pericolose (solventi, oli minerali, pesticidi), l’umidità eccessiva che provoca muffe e degrado delle fibre, e l’accoppiamento con film plastici o metallici che supera le tolleranze delle cartiere. Anche la presenza massiccia di nastro adesivo, graffette metalliche e reggette in polipropilene, pur non rendendo il cartone non riciclabile, incrementa i costi di selezione e riduce il grado qualitativo UNI EN 643 del lotto.
Quante volte può essere riciclato il cartone?
Le fibre di cellulosa che compongono il cartone possono essere riciclate un numero limitato di volte, generalmente tra 5 e 7 cicli, prima che la lunghezza e la resistenza delle fibre si degradino al punto da non consentire la produzione di nuovo cartone di qualità adeguata. Ad ogni ciclo di riciclo, le fibre si accorciano e perdono capacità di legame, motivo per cui le cartiere integrano le fibre riciclate con una percentuale di fibre vergini (cellulosa dal legno) per mantenere le proprietà meccaniche del prodotto finale. Le fibre troppo corte per il riciclo cartario possono comunque essere destinate a recupero energetico.
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Lo smaltimento del cartone si collega a un ecosistema più ampio di servizi per la gestione dei rifiuti cellulosici, degli imballaggi e dei materiali affini. Mageco offre soluzioni integrate per l’intera filiera. Approfondisca le tematiche correlate:
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Per le guide specifiche per città relative allo smaltimento del cartone in Lombardia, consulti:
- Smaltimento cartone a Milano
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- Smaltimento cartone a Como
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