Smaltimento 191212: come gestire i rifiuti da trattamento meccanico in Lombardia nel 2026
Lo smaltimento 191212 riguarda una delle tipologie di rifiuti più rilevanti nel panorama della gestione ambientale lombarda: gli scarti prodotti dagli impianti di trattamento meccanico e meccanico-biologico (MBT). Il codice CER 19 12 12 identifica specificamente i “rifiuti (compresi i materiali misti) prodotti dal trattamento meccanico dei rifiuti, diversi da quelli di cui alla voce 19 12 11”, ovvero la frazione residuale non recuperabile che emerge dalla selezione meccanizzata di rifiuti urbani e speciali. In Lombardia, regione che ospita oltre 40 impianti di trattamento meccanico autorizzati, la corretta gestione del CER 19 12 12 rappresenta un obbligo normativo stringente e una sfida logistica significativa per gli operatori della filiera.
Mageco S.r.l., con sede a Lainate (MI) e una consolidata esperienza nella gestione dei rifiuti derivanti da processi di selezione e trattamento, affianca impianti MBT, piattaforme ecologiche, centri di raccolta e aziende produttrici nella corretta classificazione, nel trasporto autorizzato e nel conferimento presso impianti di destino idonei. In questa guida troverà una trattazione esaustiva del codice CER 19 12 12: definizione tecnica, quadro normativo aggiornato al 2026 con i criteri End of Waste, procedura operativa di smaltimento e le soluzioni che Mageco mette a disposizione sull’intero territorio lombardo.
Cosa sono i rifiuti CER 19 12 12? Definizione, composizione e classificazione nel Catalogo Europeo dei Rifiuti
Il codice CER 19 12 12 identifica i rifiuti prodotti dal trattamento meccanico dei rifiuti, costituiti da materiali misti non ulteriormente separabili mediante le tecnologie di selezione adottate dall’impianto di origine. Si tratta della frazione residuale che rimane dopo le operazioni di vagliatura, triturazione, separazione magnetica, separazione a correnti indotte e selezione ottica effettuate negli impianti di trattamento meccanico (TM) o meccanico-biologico (TMB/MBT).
Il capitolo 19 del Catalogo Europeo dei Rifiuti raccoglie tutti i rifiuti derivanti da impianti di trattamento rifiuti, impianti di trattamento acque reflue e industria delle acque. La sottocategoria 19 12 comprende nello specifico i rifiuti prodotti dal trattamento meccanico dei rifiuti non specificati altrimenti. Il CER 19 12 12 si distingue dalla voce speculare 19 12 11*, che identifica la medesima tipologia ma con caratteristiche di pericolosità: qualora la frazione mista contenga sostanze pericolose in concentrazioni superiori alle soglie stabilite dall’allegato III alla parte quarta del D.Lgs. 152/2006, il rifiuto deve essere classificato con l’asterisco e gestito come rifiuto pericoloso.
La composizione tipica del CER 19 12 12 è eterogenea e dipende dalla natura dei rifiuti in ingresso all’impianto di trattamento e dall’efficienza delle tecnologie di selezione adottate. Di seguito una caratterizzazione merceologica tipica basata sui dati degli impianti lombardi:
| Componente | Percentuale indicativa | Origine prevalente | Note tecniche |
|---|---|---|---|
| Plastiche miste non riciclabili | 25-40% | Imballaggi multistrato, film sporchi | Polimeri non separabili (PVC+PE+PP misti) |
| Frazioni cellulosiche contaminate | 10-20% | Carta e cartone imbrattati | Non avviabili a recupero in cartiera |
| Tessili e fibre sintetiche | 8-15% | Indumenti non recuperabili, stracci | Frammenti sotto soglia dimensionale |
| Residui organici stabilizzati | 5-12% | Frazione organica residuale | Già sottoposta a trattamento biologico (in MBT) |
| Inerti e materiali minerali | 5-10% | Frammenti ceramici, vetro fine | Granulometria inferiore alla soglia di recupero |
| Legno trattato e compositi | 3-8% | Pannelli, truciolato, laminati | Contaminazione da colle e vernici |
| Gomma e materiali elastomerici | 2-5% | Guarnizioni, suole, elastici | Frammenti non separabili meccanicamente |
| Altro (metalli residui, fini sotto vaglio) | 5-10% | Fini di vagliatura misti | Frazione passante al vaglio primario (<20 mm) |
Il CER 19 12 12 è classificato come rifiuto speciale non pericoloso, a condizione che l’analisi di caratterizzazione escluda la presenza di sostanze pericolose oltre le soglie normative. La verifica della non pericolosità è particolarmente importante per questo codice, poiché la natura eterogenea della matrice può determinare la presenza accidentale di contaminanti. L’analisi deve essere effettuata da un laboratorio accreditato secondo le metodiche UNI EN e ripetuta con cadenza almeno annuale o in caso di variazione significativa dei rifiuti in ingresso all’impianto.
Per le aziende lombarde che producono rifiuti classificabili come CER 19 12 12, la corretta attribuzione del codice rappresenta il primo passaggio fondamentale. Un errore di classificazione — ad esempio l’attribuzione del codice 19 12 12 a un rifiuto che dovrebbe essere classificato 19 12 11* — espone il produttore a sanzioni amministrative e penali previste dagli articoli 256 e 258 del D.Lgs. 152/2006.

Normativa per lo smaltimento 191212: D.Lgs. 152/2006, criteri End of Waste e regolamentazione regionale
Lo smaltimento dei rifiuti CER 19 12 12 è disciplinato dal D.Lgs. 152/2006 (Codice dell’Ambiente), integrato dal D.Lgs. 116/2020 e dai criteri End of Waste definiti a livello europeo e nazionale per i rifiuti derivanti da operazioni di trattamento. Il quadro normativo per questa specifica tipologia di rifiuto si articola su tre livelli: la disciplina generale della gestione rifiuti, la regolamentazione degli impianti di trattamento e i criteri per la cessazione della qualifica di rifiuto.
Il CER 19 12 12 occupa una posizione peculiare nella gerarchia dei rifiuti definita dall’art. 179 del D.Lgs. 152/2006. Essendo un rifiuto derivante da un’operazione di trattamento già effettuata, si colloca nella fase terminale della catena di gestione: la materia potenzialmente recuperabile è già stata estratta dall’impianto di selezione a monte, e la frazione residuale classificata come 19 12 12 è destinata prevalentemente a operazioni di smaltimento finale (codici D) o, in misura minore, a recupero energetico (codice R1).
Disciplina generale: obblighi del produttore
Il produttore del rifiuto CER 19 12 12 — tipicamente il gestore dell’impianto di trattamento meccanico — è soggetto a tutti gli obblighi previsti dal Titolo I della parte quarta del D.Lgs. 152/2006:
- Classificazione e caratterizzazione analitica (art. 184 e allegato D): obbligo di verificare la non pericolosità mediante analisi su campione rappresentativo, con particolare attenzione ai parametri HP 4 (irritante), HP 7 (cancerogeno), HP 14 (ecotossico) data la natura eterogenea della matrice.
- Registro di carico e scarico (art. 190): annotazione obbligatoria entro 10 giorni lavorativi. Per gli impianti di trattamento che producono CER 19 12 12 in modo continuativo, la registrazione deve riflettere i quantitativi effettivi prodotti da ciascun ciclo di lavorazione.
- Formulario di Identificazione Rifiuti (FIR) (art. 193): compilazione in quattro copie per ogni trasporto dal sito di produzione all’impianto di destino finale.
- Dichiarazione MUD (art. 189): comunicazione annuale entro il 30 giugno dei quantitativi prodotti e delle destinazioni.
- RENTRI (D.M. 4 aprile 2023, n. 59): dal 2025 obbligo di trasmissione digitale per gli impianti di trattamento rifiuti iscritti al sistema.
Regolamentazione degli impianti di destino
Gli impianti che ricevono il CER 19 12 12 devono possedere un’autorizzazione specifica rilasciata dalla Provincia o dalla Città Metropolitana competente ai sensi degli articoli 208 o 214-216 del D.Lgs. 152/2006. In Lombardia, le principali destinazioni autorizzate per questo codice sono:
- Discariche per rifiuti non pericolosi (operazione D1): il conferimento è subordinato al rispetto dei criteri di ammissibilità del D.M. 27 settembre 2010 e delle prescrizioni contenute nell’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) della discarica.
- Impianti di termovalorizzazione (operazione R1 o D10): il CER 19 12 12 con adeguato potere calorifico (tipicamente PCI > 13.000 kJ/kg) può essere avviato a recupero energetico.
- Impianti di produzione di CSS (Combustibile Solido Secondario): parte della frazione 19 12 12 può essere ulteriormente lavorata per la produzione di CSS conforme alla norma UNI EN 15359, cessando la qualifica di rifiuto secondo i criteri del D.M. 14 febbraio 2013, n. 22.
Criteri End of Waste e disciplina regionale
Il tema dell’End of Waste (cessazione della qualifica di rifiuto) è particolarmente rilevante per il CER 19 12 12. L’art. 184-ter del D.Lgs. 152/2006, come modificato dal D.L. 101/2019 convertito dalla L. 128/2019, stabilisce i criteri generali: un rifiuto cessa di essere tale quando è sottoposto a un’operazione di recupero e soddisfa condizioni specifiche relative alla domanda di mercato, ai requisiti tecnici, alle norme applicabili e all’assenza di impatti negativi per l’ambiente e la salute. Per il CER 19 12 12, la principale via di uscita dalla qualifica di rifiuto è rappresentata dalla trasformazione in CSS-Combustibile, disciplinata dal D.M. 22/2013 e dalla norma UNI EN 15359.
A livello regionale, la Regione Lombardia ha adottato linee guida specifiche per la gestione dei flussi di rifiuti da trattamento meccanico, contenute nel Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti (PRGR). Le prescrizioni regionali prevedono standard qualitativi minimi per i rifiuti in ingresso agli impianti e limiti alle quantità di CER 19 12 12 conferibili in discarica, in coerenza con gli obiettivi europei di riduzione progressiva del collocamento in discarica al 10% entro il 2035 (Direttiva 2018/850/UE). Per verifiche e approfondimenti normativi, è possibile consultare il portale di ARPA Lombardia e il Catasto Nazionale dei Rifiuti di ISPRA.
Come funziona lo smaltimento dei rifiuti CER 19 12 12 in Lombardia: procedura operativa
Lo smaltimento dei rifiuti CER 19 12 12 in Lombardia segue un percorso in sei fasi: caratterizzazione analitica, omologa presso l’impianto di destino, documentazione, confezionamento, trasporto autorizzato e conferimento finale. Ogni passaggio richiede competenze tecniche specifiche e il rispetto di requisiti normativi puntuali, data la natura particolare di questa tipologia di rifiuto derivante da un processo di trattamento già avvenuto.
A differenza di un rifiuto prodotto direttamente da un’attività industriale o commerciale, il CER 19 12 12 presenta una complessità aggiuntiva: essendo il risultato di un trattamento precedente, la sua composizione è intrinsecamente variabile e dipende dai flussi in ingresso all’impianto di selezione, dalla stagionalità, dalle tecnologie adottate e dall’efficienza di separazione. Questa variabilità impone procedure di caratterizzazione più rigorose e aggiornamenti periodici delle analisi.
Le sei fasi operative per lo smaltimento del CER 19 12 12
- Caratterizzazione analitica del rifiuto: La prima fase consiste nel campionamento rappresentativo del CER 19 12 12 secondo le norme UNI 10802 e nell’esecuzione delle analisi chimico-fisiche presso un laboratorio accreditato. I parametri chiave includono: contenuto di umidità, potere calorifico inferiore (PCI), contenuto di ceneri, analisi dei metalli pesanti (Cd, Hg, Pb, Cr, Ni, As), contenuto di cloro, zolfo e fluoro, e test di eluizione secondo UNI EN 12457 per l’ammissibilità in discarica. I risultati determinano la destinazione ottimale: recupero energetico, produzione CSS o smaltimento in discarica.
- Procedura di omologa presso l’impianto di destino: Sulla base dei risultati analitici, si procede alla richiesta di omologa presso l’impianto di destino individuato. L’impianto verifica la compatibilità del rifiuto con la propria autorizzazione (AIA o autorizzazione ex art. 208/214) e con i criteri di accettazione specifici. Per le discariche, il D.M. 27 settembre 2010 stabilisce i limiti di ammissibilità attraverso il test di eluizione e l’analisi di base della caratterizzazione. L’omologa ha validità annuale e deve essere rinnovata in caso di variazione delle caratteristiche del rifiuto.
- Predisposizione documentale: Completata l’omologa, si procede alla compilazione del FIR in quattro copie, alla registrazione nel registro di carico e scarico e all’eventuale trasmissione al RENTRI. Per ogni spedizione devono essere indicati: il codice CER 19 12 12, la descrizione del rifiuto, il riferimento all’analisi di caratterizzazione, il numero di omologa dell’impianto ricevente e i dati del trasportatore autorizzato.
- Confezionamento e preparazione al trasporto: Il CER 19 12 12 viene tipicamente movimentato alla rinfusa in cassoni scarrabili o container da 20-30 mc. Nel caso di frazioni con granulometria fine o elevata umidità, possono essere necessari cassoni chiusi o telonati per prevenire la dispersione di polveri durante il trasporto. L’area di deposito temporaneo presso il sito di produzione deve essere impermeabilizzata e dotata di rete di raccolta del percolato.
- Trasporto autorizzato: Il trasporto del CER 19 12 12 è riservato a imprese iscritte all’Albo Nazionale Gestori Ambientali nella categoria 5 (raccolta e trasporto rifiuti speciali non pericolosi). I veicoli devono essere dotati di cassone a tenuta stagna e idonea copertura. Mageco utilizza autocarri con cassone scarrabile da 20 e 30 mc, consentendo il posizionamento del cassone presso il sito del produttore e il ritiro a pieno carico, ottimizzando i costi logistici.
- Conferimento e trattamento finale: Presso l’impianto di destino, il rifiuto viene pesato, campionato (se previsto dall’AIA) e avviato all’operazione autorizzata. Le principali destinazioni per il CER 19 12 12 in Lombardia sono riassunte nella tabella seguente.
Principali destinazioni per il CER 19 12 12 in Lombardia
| Tipo di impianto | Operazione | Requisiti di accettazione | Aree principali in Lombardia |
|---|---|---|---|
| Discarica per rifiuti non pericolosi | D1 — Deposito in discarica | Test eluizione D.M. 27/09/2010, TOC < 5%, DOC eluato conforme | Province di Brescia, Bergamo, Pavia, Mantova |
| Termovalorizzatore | R1 — Recupero energetico | PCI > 13.000 kJ/kg, Cl < 1%, Hg < 1 mg/kg | Milano (Silla 2), Brescia (A2A), Como, Bergamo |
| Impianto produzione CSS | R3/R12 — Produzione CSS-Combustibile | Conformità UNI EN 15359, classificazione Cl-Hg-PCI | Province di Milano, Brescia, Bergamo |
| Piattaforma di ulteriore selezione | R12 — Scambio rifiuti per trattamento | Autorizzazione specifica per CER 19 12 12 | Area metropolitana Milano, Monza, Varese |
| Cementificio (co-incenerimento) | R1 — Uso come combustibile | PCI elevato, basso contenuto Cl e metalli | Province di Brescia, Bergamo, Lecco |
La scelta della destinazione ottimale dipende dalle caratteristiche analitiche del rifiuto e dal rapporto costo-beneficio per il produttore. Mageco effettua una valutazione tecnico-economica preliminare per ogni cliente, individuando la soluzione che combini conformità normativa, sostenibilità ambientale e competitività economica. In Lombardia, la disponibilità impiantistica per il CER 19 12 12 è tra le più sviluppate d’Italia, con oltre 30 impianti autorizzati a ricevere questo codice distribuiti su tutto il territorio regionale.

Perché scegliere Mageco per lo smaltimento 191212 in Lombardia
Mageco S.r.l. offre un servizio integrato di gestione e smaltimento dei rifiuti CER 19 12 12, dalla fase di caratterizzazione analitica al conferimento presso l’impianto di destino più idoneo, con copertura operativa su tutte le dodici province lombarde. L’azienda, con sede a Lainate (MI), dispone delle competenze tecniche e delle autorizzazioni necessarie per movimentare e gestire i flussi di rifiuti derivanti da impianti di trattamento meccanico, garantendo la piena conformità al D.Lgs. 152/2006 e alle prescrizioni regionali della Lombardia.
La gestione del CER 19 12 12 richiede una conoscenza approfondita della filiera del trattamento rifiuti e una rete consolidata di rapporti con gli impianti di destino finale. Non tutti gli operatori dispongono delle omologhe necessarie e della flessibilità logistica per gestire i volumi tipicamente elevati che caratterizzano questa tipologia di rifiuto. Mageco ha costruito nel tempo relazioni dirette con discariche, termovalorizzatori e impianti CSS su tutto il territorio lombardo, potendo così garantire continuità di servizio anche nei periodi di maggiore saturazione impiantistica.
I punti di forza di Mageco per il CER 19 12 12
- Rete impiantistica consolidata: Omologhe attive presso le principali discariche, termovalorizzatori e impianti CSS della Lombardia. Quando un impianto raggiunge la capacità massima autorizzata, Mageco è in grado di reindirizzare i flussi verso destinazioni alternative già omologate, senza interruzioni di servizio per il cliente.
- Supporto analitico completo: Mageco coordina il campionamento e le analisi di caratterizzazione con laboratori accreditati, consegnando al cliente il rapporto di prova e la proposta di classificazione CER. Per il 19 12 12, vengono verificati tutti i parametri critici: metalli pesanti, alogeni, PCI, umidità, test di eluizione, consentendo di individuare la destinazione ottimale (discarica, R1, CSS).
- Logistica flessibile con cassoni scarrabili: Il parco veicolare include autocarri con cassone scarrabile da 20 e 30 mc, ideali per i volumi tipici del CER 19 12 12. Il cassone può essere posizionato presso il sito del cliente e ritirato a pieno carico, riducendo i tempi di fermo impianto e ottimizzando il rapporto costo/tonnellata trasportata.
- Tracciabilità documentale integrale: Ogni spedizione è accompagnata dal FIR compilato in ogni sua parte, dalla copia dell’omologa e dal riferimento all’analisi di caratterizzazione. Al termine dell’operazione, il cliente riceve la quarta copia firmata dall’impianto di destino e un report riepilogativo periodico utile per la compilazione del MUD e gli adempimenti RENTRI.
- Consulenza sull’ottimizzazione dei costi: Dove le caratteristiche analitiche lo consentono, Mageco privilegia il recupero energetico (R1) o la produzione di CSS rispetto allo smaltimento in discarica (D1), riducendo i costi per il cliente e contribuendo agli obiettivi di economia circolare regionali e nazionali.
Il servizio Mageco per lo smaltimento 191212 è rivolto in particolare a gestori di impianti di trattamento meccanico e meccanico-biologico, piattaforme di selezione rifiuti, centri di raccolta comunali e aziende che effettuano operazioni di cernita e recupero materiali. Per un sopralluogo tecnico gratuito o un preventivo personalizzato, è possibile contattare l’ufficio tecnico al numero 02 8716 8731 oppure scrivere a info@mageco.it.
Costi dello smaltimento CER 19 12 12 e domande frequenti
Il costo dello smaltimento 191212 varia significativamente in funzione della destinazione finale, delle caratteristiche analitiche del rifiuto, dei volumi e della distanza logistica dall’impianto di destino. In Lombardia, le tariffe per il CER 19 12 12 hanno subito variazioni rilevanti negli ultimi anni, influenzate dalla progressiva riduzione della capacità di discarica disponibile e dall’aumento della domanda di recupero energetico.
Fattori determinanti per il costo di smaltimento
| Fattore | Impatto sul costo | Dettaglio |
|---|---|---|
| Destinazione (D1 vs R1 vs CSS) | Elevato | Lo smaltimento in discarica (D1) ha costi generalmente superiori al recupero energetico (R1). La produzione di CSS può presentare costi intermedi ma richiede specifici requisiti qualitativi. |
| Potere calorifico inferiore (PCI) | Elevato | Rifiuti con PCI elevato (> 15.000 kJ/kg) sono più appetibili per i termovalorizzatori e beneficiano di tariffe più vantaggiose. |
| Contenuto di umidità | Medio-alto | Umidità elevata (> 25%) riduce il PCI e aumenta il costo di trasporto per tonnellata utile. Può determinare il rifiuto del carico da parte dell’impianto. |
| Contenuto di cloro e metalli pesanti | Medio-alto | Valori fuori norma per cloro (> 1%) o metalli pesanti limitano le opzioni di destino, orientando verso discarica con costi maggiori. |
| Volume annuo e continuità dei conferimenti | Medio | Volumi elevati e conferimenti regolari consentono di negoziare tariffe più competitive con gli impianti di destino. |
| Distanza logistica | Medio | Il costo di trasporto incide in misura proporzionale alla distanza. La capillarità impiantistica lombarda consente di contenere questa voce. |
| Costo delle analisi di caratterizzazione | Basso (una tantum) | Indicativamente 300-800 euro per campione, a seconda dei parametri richiesti dall’impianto di destino. |
Mageco fornisce preventivi dettagliati e personalizzati, basati sulle caratteristiche analitiche del rifiuto e sui volumi effettivi prodotti dal cliente. La valutazione tecnico-economica gratuita consente di confrontare le diverse opzioni di destino e individuare la soluzione più vantaggiosa.
Domande frequenti sullo smaltimento CER 19 12 12
Cosa identifica esattamente il codice CER 19 12 12?
Il codice CER 19 12 12 identifica i rifiuti prodotti dal trattamento meccanico dei rifiuti, costituiti da materiali misti non ulteriormente recuperabili. Si tratta della frazione residuale che emerge dopo le operazioni di vagliatura, triturazione e selezione effettuate negli impianti di trattamento meccanico (TM) o meccanico-biologico (TMB/MBT). La voce completa nel Catalogo Europeo dei Rifiuti recita: “altri rifiuti (compresi materiali misti) prodotti dal trattamento meccanico dei rifiuti, diversi da quelli di cui alla voce 19 12 11”. La distinzione rispetto al 19 12 11* risiede nell’assenza di caratteristiche di pericolosità.
Qual è la differenza tra CER 19 12 12 e CER 19 12 11*?
Il CER 19 12 12 e il CER 19 12 11* costituiscono una coppia di codici “a specchio” nel Catalogo Europeo dei Rifiuti. Entrambi identificano rifiuti misti prodotti dal trattamento meccanico, ma il 19 12 11* (con asterisco) si applica quando la caratterizzazione analitica rivela la presenza di sostanze pericolose in concentrazioni superiori alle soglie dell’allegato III del D.Lgs. 152/2006. Il 19 12 12 (senza asterisco) si applica quando l’analisi esclude la pericolosità. La classificazione corretta richiede obbligatoriamente un’analisi chimica di caratterizzazione.
Dove si può conferire il CER 19 12 12 in Lombardia?
In Lombardia, il CER 19 12 12 può essere conferito presso: discariche per rifiuti non pericolosi (operazione D1), previo superamento dei test di ammissibilità del D.M. 27/09/2010; termovalorizzatori (operazione R1), se il rifiuto possiede un potere calorifico sufficiente; impianti di produzione CSS-Combustibile (operazione R3/R12), per la trasformazione in combustibile conforme alla UNI EN 15359; cementifici autorizzati al co-incenerimento. La regione ospita oltre 30 impianti autorizzati per questo codice CER, distribuiti principalmente nelle province di Milano, Brescia, Bergamo e Pavia.
Quali analisi sono obbligatorie per il CER 19 12 12?
Per il CER 19 12 12, trattandosi di un codice “a specchio”, è obbligatoria la caratterizzazione analitica per escludere la pericolosità. I parametri richiesti includono: analisi dei metalli pesanti (Cd, Cr, Cu, Hg, Ni, Pb, Zn, As), contenuto di alogeni (Cl, F), PCB, IPA, diossine e furani. Per il conferimento in discarica sono inoltre necessari il test di eluizione secondo UNI EN 12457 e la determinazione del TOC. Per il recupero energetico si aggiungono PCI, umidità e contenuto di ceneri. Le analisi devono essere ripetute annualmente o in caso di variazione dei rifiuti in ingresso all’impianto di trattamento.
Il CER 19 12 12 può cessare la qualifica di rifiuto (End of Waste)?
Il CER 19 12 12 può cessare la qualifica di rifiuto quando viene trasformato in CSS-Combustibile conforme alla norma UNI EN 15359 e al D.M. 14 febbraio 2013, n. 22. In tal caso, il materiale assume la denominazione di CSS-Combustibile e non è più soggetto alla normativa sui rifiuti, ma alla disciplina dei combustibili. I criteri End of Waste richiedono il rispetto di specifiche classi di qualità per potere calorifico, contenuto di cloro e contenuto di mercurio, verificati attraverso il sistema di gestione della qualità dell’impianto produttore.
Quali sanzioni si rischiano per il mancato smaltimento del CER 19 12 12?
L’abbandono o il deposito incontrollato di rifiuti classificati CER 19 12 12 (rifiuti speciali non pericolosi) è sanzionato dall’art. 256, comma 2, del D.Lgs. 152/2006 con una sanzione amministrativa pecuniaria da 2.600 a 26.000 euro. Lo stoccaggio abusivo (superamento dei limiti di deposito temporaneo previsti dall’art. 185-bis) integra il medesimo illecito. La gestione non autorizzata di rifiuti speciali non pericolosi è punita con l’arresto da 3 mesi a 1 anno o l’ammenda da 2.600 a 26.000 euro. Per il trasporto senza FIR, le sanzioni vanno da 1.600 a 9.300 euro.
Mageco gestisce lo smaltimento 191212 in tutta la Lombardia?
Mageco S.r.l. gestisce lo smaltimento del CER 19 12 12 in tutte le dodici province della Lombardia: Milano, Brescia, Bergamo, Monza e Brianza, Como, Varese, Pavia, Cremona, Mantova, Lecco, Lodi e Sondrio. L’azienda dispone di omologhe attive presso i principali impianti di destino regionali (discariche, termovalorizzatori, impianti CSS) e di un parco veicolare con cassoni scarrabili da 20 e 30 mc. Per informazioni: telefono 02 8716 8731, email info@mageco.it, sito web mageco.it.
Con quale frequenza vanno aggiornate le analisi del CER 19 12 12?
Le analisi di caratterizzazione del CER 19 12 12 devono essere aggiornate con cadenza almeno annuale, come richiesto dalla maggior parte delle AIA degli impianti di destino in Lombardia. Tuttavia, l’aggiornamento deve avvenire anche in caso di variazione significativa della composizione dei rifiuti in ingresso all’impianto di trattamento meccanico che produce il 19 12 12. L’omologa presso l’impianto di destino ha validità annuale e il suo rinnovo richiede la presentazione di analisi aggiornate. Mageco coordina i campionamenti periodici per garantire la continuità delle omologhe.
Servizi correlati e approfondimenti
Lo smaltimento dei rifiuti CER 19 12 12 si inserisce nel contesto più ampio della gestione dei rifiuti derivanti da processi di trattamento e selezione. Per completare il quadro informativo e individuare il servizio più adatto alle Sue esigenze, Le suggeriamo le seguenti risorse di approfondimento:
- Recupero CER 19 12 12: valorizzazione energetica e produzione CSS in Lombardia
- Smaltimento rifiuti speciali: guida completa alla gestione in Lombardia
- Smaltimento rifiuti non pericolosi: normativa, procedure e codici CER
- Smaltimento imballaggi misti: gestione dei rifiuti da imballaggio composito
- Smaltimento rifiuti: guida generale alla gestione dei rifiuti aziendali