Smalti contenenti TPO e DMTA: cosa cambia dal 1 settembre 2025

Dal 1° settembre 2025, l’Unione Europea ha imposto il divieto definitivo di TPO (Trimethylbenzoyl Diphenylphosphine Oxide) e DMTA (Dimethyltolylamine) nei cosmetici per unghie, a causa della loro classificazione come sostanze CMR categoria 1B (presunte tossiche per la riproduzione). Questo obbligo coinvolge direttamente estetiste, onicotecniche, distributori e consumatori, rendendo urgente la conoscenza delle modalità corrette per lo smaltimento responsabile.


H2 1 – Normativa aggiornata e obblighi di smaltimento

La nuova disciplina introduce, tramite il Regolamento (UE) 2025/877, modifiche all’allegato II del Regolamento (CE) 1223/2009 che vietano categoricamente TPO e DMTA nei prodotti cosmetici per unghie, senza alcuna deroga possibile Sky TG24.
Il divieto impone anche alle scorte già presenti nei magazzini o nei saloni di essere eliminate, poiché l’utilizzo o la commercializzazione successiva al 31 agosto 2025 è considerato illegale.
In Italia, le sanzioni possono arrivare fino a 15 000 € e reclusione da 6 mesi a 2 anni. Inoltre, è previsto il ritiro e smaltimento obbligatorio da parte di produttori, distributori e centri estetici.


H2 2 – Perché TPO e DMTA sono stati banditi

Il TPO, un fotoiniziatore fondamentale nei gel UV/LED per favorire la polimerizzazione, è stato classificato come CMR 1B a causa dei potenziali rischi per fertilità e sviluppo fetale.
Similmente, il DMTA, impiegato come condizionante per migliorare l’adesione di smalti e primer, è stato inserito nella stessa categoria di pericolosità.
Il principio di precauzione ha guidato questa scelta normativa, nonostante le evidenze dirette sugli effetti umani siano limitate, sottolineando l’importanza di tutelare la salute soprattutto di professionisti esposti quotidianamente.


H2 3 – Come attuare lo smaltimento sicuro e conforme

  • Ritiro delle scorte: i produttori e distributori devono organizzare il ritiro delle formulazioni contenenti TPO/DMTA. Anche i centri estetici dovrebbero conferire i prodotti non conformi tramite i canali ufficiali dei rifiuti pericolosi, possibilmente in accordo con i fornitori.

  • Verifica dell’etichetta INCI: è essenziale per estetiste e clienti controllare sempre l’elenco degli ingredienti e identificare eventuali presenze di Trimethylbenzoyl Diphenylphosphine Oxide o Dimethyltolylamine.

  • Alternative sicure: optare per prodotti “TPO-free” oppure contenenti fotoiniziatori alternativi riconosciuti come BAPO o TPO-L, considerati più sicuri e conformi alla normativa.


H2 4 – Implicazioni sul settore e consigli pratici

Con l’applicazione immediata del divieto, molte onicotecniche si trovano a dover affrontare spese significative per smaltire scorte non utilizzabili.
I consumatori acquisiscono un ruolo attivo nella tutela della propria salute: è consigliabile chiedere conferme sull’assenza di TPO e DMTA in trattamenti e prodotti utilizzati nei saloni.
Infine, i produttori devono accelerare le riformulazioni per adeguarsi e comunicare chiaramente via etichetta e materiale informativo le composizioni aggiornate, favorendo trasparenza e fiducia.


Conclusione smalti contenenti TPO e DMTA (call-to-action finale)

Il divieto UE dal 1° settembre 2025 su TPO e DMTA impone un cambio radicale nella gestione dei prodotti per manicure: lo smaltimento responsabile delle scorte non conformi è un obbligo legale, ma anche un atto di tutela della salute. Professionisti, produttori e consumatori sono chiamati ad agire in sinergia, privilegiando alternative sicure e garantendo al settore un futuro più trasparente e sostenibile.

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Focus smalti contenenti TPO e DMTA