Rentri e FIR Digitali – la proroga

Il sistema di tracciabilità dei rifiuti in Italia ha compiuto negli ultimi anni un salto significativo verso la digitalizzazione con l’introduzione del Registro Elettronico Nazionale per la Tracciabilità dei Rifiuti (RENTRI) e del Formulario di Identificazione dei Rifiuti (FIR) in formato digitale.

Queste innovazioni, introdotte inizialmente dal Decreto Ministeriale 4 aprile 2023, n. 59 e poi sviluppate nel corso del 2025, mirano a modernizzare e rendere più efficiente il controllo lungo tutta la filiera del rifiuto, dalla produzione alla destinazione finale.

Il nuovo framework impone agli operatori obbligati (produttori, trasportatori, impianti di trattamento, ecc.) di operare in modalità digitale con vidimazione elettronica dei FIR e gestione elettronica del registro cronologico di carico e scarico.


La nuova proroga ufficiale al 15 settembre 2026

Con la Legge n. 26 del 27 febbraio 2026, di conversione del cosiddetto decreto Milleproroghe (D.L. 31 dicembre 2025, n. 200), è stata disposta una proroga significativa dell’obbligo di trasmissione digitale dei dati dei FIR al RENTRI.

Cosa prevede esattamente la proroga?

In base alla disposizione, le sanzioni per mancata o incompleta trasmissione dei dati dei Formulari di Identificazione dei Rifiuti in modalità digitale si applicheranno dal 15 settembre 2026 e non più dal 13 febbraio 2026, come originariamente stabilito.

In altre parole:

  • fino al 15 settembre 2026, le imprese e gli operatori possono continuare a utilizzare anche il FIR cartaceo o le modalità digitali non ancora pienamente operative senza incorrere nelle sanzioni;
  • dal 15 settembre 2026 scatterà l’obbligo pieno e generalizzato del FIR digitale con applicazione delle sanzioni previste dall’art. 188-bis del D.Lgs. 152/2006 per chi non rispetta l’obbligo di trasmissione dei dati.

Questa proroga è stata introdotta per consentire alle imprese di adeguarsi concretamente ai sistemi informatici, superare eventuali criticità tecniche del portale RENTRI e accogliere le esigenze operative delle filiere, soprattutto di quelle più piccole o meno digitalizzate.


Rentri e FIR Digitali – Perché questa proroga è importante?

1. Complessità dell’adeguamento digitale

Il passaggio dal FIR cartaceo a quello digitale rappresenta un cambiamento organizzativo non banale. Le imprese devono:

  • iscriversi correttamente al RENTRI attraverso SPID/CIE/CNS;
  • integrare i propri sistemi gestionali con le API del portale;
  • formare il personale sulla nuova procedura di generazione, vidimazione e trasmissione digitale dei FIR.

La proroga al 15 settembre 2026 consente quindi ulteriore tempo tecnico per l’adeguamento e per le correzioni di potenziali malfunzionamenti del sistema.


Rentri e FIR Digitali – Novità introdotte formalmente dalla Legge 27 febbraio 2026

Oltre alla proroga dell’obbligo digitale, il testo pubblicato in Gazzetta Ufficiale include diverse altre modifiche normative correlate all’ambito ambientale e gestionale, tra cui:

Sanzioni differite

Le sanzioni previste per la mancata o incompleta trasmissione dei dati dei FIR, oltre che per altre irregolarità nella tracciabilità dei rifiuti, saranno applicabili solo a partire dal 15 settembre 2026, come indicato all’interno della disposizione di conversione del decreto-legge.

Differimento di altri termini di legge

La legge di conversione contiene un allegato dettagliato con ulteriori proroghe e differimenti di termini legislativi e amministrativi, tra i quali anche scadenze connesse ad adempimenti ambientali e di transizione ecologica.


Impatto per imprese, trasportatori e operatori della filiera

Per le imprese coinvolte nella gestione dei rifiuti (produttori, trasportatori, intermediari, impianti), la proroga ha implicazioni operative e organizzative reali:

Continuità operativa per Rentri e FIR Digitali

Gli operatori avranno più tempo per:

  • completare l’integrazione digitale;
  • testare i propri sistemi software;
  • formare il personale interno.

Riduzione del rischio di sanzioni

Fino al 15 settembre 2026, l’uso temporaneo di moduli non ancora completamente digitalizzati non darà luogo a sanzioni.

Incentivo alla digitalizzazione

L’allungamento dei tempi non cambia la direzione normativa: la digitalizzazione completa della tracciabilità dei rifiuti rimane l’obiettivo primario del legislatore.


Conclusione: un passo avanti graduale ma deciso

La Legge n. 26 del 27 febbraio 2026, pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 28 febbraio 2026, rappresenta un intervento normativo importante per il settore ambientale e della gestione dei rifiuti. La proroga dell’obbligo del FIR digitale fino al 15 settembre 2026 non significa un dietrofront, ma una gestione più graduale dell’adeguamento digitale, nel rispetto delle esigenze tecniche e operative delle imprese.

L’obiettivo resta comunque chiaro: realizzare un sistema integrato, trasparente e efficiente di tracciabilità dei rifiuti che sostituisca progressivamente gli strumenti cartacei con soluzioni digitali moderne e interoperabili.

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