Recupero vetro: dalla raccolta al rottame pronto al forno in Lombardia

Il recupero vetro costituisce uno dei pilastri dell’economia circolare italiana. Il vetro, a differenza della maggior parte dei materiali, possiede una caratteristica unica: la riciclabilità infinita. Ogni bottiglia, ogni barattolo, ogni lastra di vetro dismessa può essere fusa e trasformata in un nuovo prodotto senza alcuna perdita di qualità o trasparenza, un ciclo chiuso che si ripete potenzialmente all’infinito. Secondo i dati CoReVe (Consorzio Recupero Vetro), l’Italia ha raggiunto nel 2024 un tasso di riciclo del vetro da imballaggio pari all’80,8%, posizionandosi tra i Paesi europei più virtuosi. Tuttavia, la filiera richiede una gestione rigorosa per garantire che il rottame di vetro raccolto soddisfi gli standard qualitativi necessari alla rifusione in vetreria.

In Lombardia, prima regione italiana per produzione di rifiuti speciali con oltre 25 milioni di tonnellate annue (dati ISPRA), il recupero vetro riveste un ruolo centrale nella strategia regionale di gestione dei rifiuti. Mageco S.r.l., con sede a Milano in Via Medardo Rosso 4, gestisce il recupero vetro per imprese, enti pubblici e operatori privati su tutte le 12 province lombarde, coordinando la raccolta, la selezione e l’avvio a impianti di trattamento autorizzati dove il materiale viene trasformato in rottame di vetro pronto al forno (PaF), materia prima seconda destinata alle vetrerie. Questa guida completa illustra la classificazione del vetro recuperabile, il quadro normativo vigente, il processo industriale di riciclo, il ruolo del consorzio CoReVe e i vantaggi ambientali ed economici del ciclo vetro-vetro.

Tipologie di vetro recuperabile e codici CER

Il vetro recuperabile comprende tutte le frazioni di rifiuto vetroso che possono essere avviate a operazioni di riciclo (codici R5 o R13 ai sensi dell’Allegato C alla Parte IV del D.Lgs. 152/2006), trasformandole in rottame di vetro pronto al forno (PaF) o in materie prime seconde per applicazioni industriali alternative come la produzione di lana di vetro, aggregati per edilizia e materiali abrasivi.

Il Catalogo Europeo dei Rifiuti (CER), recepito in Italia dall’Allegato D alla Parte IV del D.Lgs. 152/2006, classifica i rifiuti di vetro in diverse famiglie a seconda dell’origine e della composizione. La classificazione CER è essenziale per determinare le operazioni di recupero consentite, la documentazione obbligatoria e gli impianti autorizzati a ricevere ciascuna tipologia. Il vetro da imballaggio (bottiglie, vasi, flaconi) rappresenta la frazione quantitativamente più rilevante, ma il recupero interessa anche il vetro piano (lastre da serramenti ed edilizia), il vetro tecnico (schermi, tubi catodici), il vetro da laboratorio e le fibre di vetro.

La distinzione fondamentale ai fini del recupero riguarda la composizione chimica: il vetro sodico-calcico (vetro cavo da imballaggio e vetro piano) è il più facilmente riciclabile in circuito chiuso; il vetro borosilicato (pyrex, vetreria da laboratorio) ha un punto di fusione diverso e deve essere trattato separatamente; il vetro al piombo (cristallo) richiede processi dedicati per la gestione della componente di piombo. La contaminazione con ceramica, porcellana, vetroceramica (ad esempio Pyroflam) o specchi rappresenta la principale criticità qualitativa, poiché questi materiali, pur avendo un aspetto simile al vetro, possiedono caratteristiche di fusione incompatibili e, se presenti nel rottame, generano difetti nel prodotto finito.

Principali codici CER per rifiuti di vetro recuperabili
Codice CER Descrizione Origine tipica Operazione di recupero
15 01 07 Imballaggi in vetro Bottiglie, vasi, flaconi da attività commerciali e industriali R5 — rifusione in vetreria
17 02 02 Vetro da costruzione e demolizione Lastre, vetrate, serramenti dismessi R5 — produzione lana di vetro, aggregati
19 12 05 Vetro da trattamento meccanico dei rifiuti Impianti di selezione rifiuti urbani e speciali R5 — rifusione previa selezione
20 01 02 Vetro da raccolta differenziata urbana Campane stradali, porta a porta R5 — ciclo vetro-vetro
16 01 20 Vetro da veicoli fuori uso Parabrezza, lunotti, finestrini auto R5 — previo trattamento PVB
10 11 12 Rifiuti di vetro diversi da 10 11 11 Scarti di produzione vetraria R5 — reimmissione diretta in forno

Oltre alla classificazione CER, il vetro recuperabile si distingue per colore: il vetro bianco (flint) ha il maggior valore commerciale perché consente la produzione di contenitori trasparenti; il vetro mezzo-bianco, il verde e l’ambra possono essere riciclati con minor vincolo cromatico. La selezione ottica per colore rappresenta una fase chiave del processo di trattamento, poiché la vetreria ricevente richiede lotti cromaticamente omogenei per garantire la qualità del prodotto finito.

Normativa sul recupero vetro: D.Lgs. 152/2006, CoReVe e direttive UE

Il recupero vetro in Italia è disciplinato dal D.Lgs. 152/2006 (Codice dell’Ambiente), integrato dal D.Lgs. 116/2020 che ha recepito le Direttive europee 2018/851 e 2018/852, fissando l’obiettivo di riciclo del 75% del vetro da imballaggio entro il 2030, soglia che l’Italia ha già raggiunto e superato.

Il quadro normativo nazionale individua nel D.M. 5 febbraio 1998 (e successive modifiche) le norme tecniche per il recupero agevolato dei rifiuti non pericolosi, incluso il vetro. L’Allegato 1, Suballegato 1, punto 2.1 del decreto definisce le tipologie di rifiuti di vetro ammesse al recupero in procedura semplificata (comunicazione in Provincia ai sensi dell’art. 216 del D.Lgs. 152/2006), le caratteristiche del rottame di vetro ottenuto e le condizioni per la cessazione della qualifica di rifiuto (end-of-waste). Il rottame di vetro che soddisfa la norma UNI EN 13055 (per utilizzi come aggregato leggero) o la specifica tecnica UNI/TS 11528 (per rottame pronto al forno) cessa di essere rifiuto e diviene materia prima seconda liberamente commercializzabile.

A livello europeo, il Regolamento (UE) 2025/40 relativo agli imballaggi e ai rifiuti di imballaggio (PPWR) ha confermato gli obiettivi di riciclo per il vetro da imballaggio: 70% entro il 2025 e 75% entro il 2030. Per il vetro, diversamente da altri materiali, non è previsto un obbligo di contenuto minimo riciclato, in quanto il tasso di utilizzo di rottame nella produzione vetraria italiana è già strutturalmente elevato (mediamente il 70-85% della carica del forno fusorio è costituita da rottame). La Direttiva 2008/98/CE, come modificata dalla Direttiva (UE) 2018/851, stabilisce inoltre la gerarchia dei rifiuti che privilegia il riutilizzo (ad esempio, il sistema di vuoto a rendere) rispetto al riciclo.

Il consorzio CoReVe (Consorzio Recupero Vetro), costituito nell’ambito del sistema CONAI, è il soggetto responsabile del raggiungimento degli obiettivi di riciclo del vetro da imballaggio in Italia. CoReVe stipula convenzioni con i Comuni e i gestori della raccolta differenziata per garantire il ritiro e l’avvio a riciclo del vetro raccolto, riconoscendo un corrispettivo economico proporzionale alla qualità del materiale conferito. Per le aziende produttrici di rifiuti di vetro speciale (non da raccolta urbana), il conferimento avviene al di fuori del circuito CoReVe, attraverso operatori autorizzati come Mageco S.r.l.

Documentazione obbligatoria per il recupero vetro

  • Formulario di Identificazione Rifiuti (FIR): obbligatorio per ogni trasporto di rifiuti di vetro, compilato in quattro copie ai sensi dell’art. 193 del D.Lgs. 152/2006; la quarta copia, controfirmata dal destinatario, deve pervenire al produttore entro 3 mesi
  • Registro di carico e scarico: annotazione dei movimenti in entrata e in uscita entro 10 giorni lavorativi dall’operazione, ai sensi dell’art. 190 del D.Lgs. 152/2006
  • Modello Unico di Dichiarazione ambientale (MUD): dichiarazione annuale alla Camera di Commercio entro il 30 giugno, riepilogativa di tutti i rifiuti prodotti, trasportati, recuperati o smaltiti nell’anno precedente
  • RENTRI (Registro Elettronico Nazionale Tracciabilità Rifiuti): dal 2025, il sistema telematico sostituisce progressivamente i registri cartacei per le imprese con più di 50 dipendenti; l’iscrizione è obbligatoria per tutti i soggetti della filiera
  • Analisi di caratterizzazione: per il vetro da imballaggio è generalmente sufficiente l’analisi visiva e la dichiarazione del codice CER; per il vetro piano, il vetro tecnico o il vetro contaminato possono essere richieste analisi chimiche specifiche

Il processo di recupero vetro: dalla raccolta al rottame pronto al forno

Il processo industriale di recupero vetro trasforma il rifiuto vetroso grezzo in rottame di vetro pronto al forno (PaF), un materiale selezionato, depurato dai contaminanti e calibrato granulometricamente, idoneo alla rifusione diretta in forno vetrario a temperature comprese tra 1.400 e 1.600 °C.

Il ciclo di recupero del vetro si articola in fasi sequenziali, ciascuna finalizzata a eliminare una specifica categoria di contaminanti e a portare il rottame alla qualità richiesta dalle vetrerie. La qualità del rottame PaF è definita dalla specifica tecnica CoReVe, che stabilisce limiti stringenti per la presenza di materiali infusibili (ceramica, porcellana, pietre), metalli (tappi, capsule), materiali organici e altri contaminanti. Un rottame di elevata qualità consente alle vetrerie di aumentare la percentuale di vetro riciclato nella carica del forno, con benefici diretti in termini di risparmio energetico e riduzione delle emissioni di CO2.

Le fasi del processo di recupero vetro

  1. Raccolta e conferimento: Il vetro viene raccolto presso il produttore del rifiuto (azienda, cantiere, attività commerciale) mediante contenitori dedicati: cassoni scarrabili, campane, big bag o container a seconda dei volumi e della tipologia. Per il vetro da imballaggio industriale, Mageco organizza ritiri programmati con frequenza settimanale o mensile; per il vetro piano da cantiere, il ritiro avviene su chiamata con mezzi dotati di sponde idrauliche o gru.
  2. Cernita manuale preliminare: All’arrivo in impianto, il materiale viene sottoposto a una prima selezione manuale per rimuovere i contaminanti grossolani: ceramica, porcellana, pietre, sacchetti di plastica, metalli di grandi dimensioni. Questa fase è fondamentale per proteggere i macchinari delle fasi successive.
  3. Frantumazione e vagliatura: Il vetro viene frantumato mediante mulini a martelli o frantoi a mascelle e vagliato su vibrovagli a più stadi per separare le frazioni granulometriche. La pezzatura target per il rottame PaF è generalmente compresa tra 5 e 50 mm.
  4. Separazione dei metalli: Magneti permanenti (separatori magnetici a nastro o a tamburo) rimuovono i metalli ferrosi (tappi corona, capsule in banda stagnata), mentre separatori a correnti indotte (eddy current) estraggono i metalli non ferrosi (alluminio, tappi a vite).
  5. Selezione ottica: Selezionatrici ottiche ad alta velocità, dotate di telecamere NIR (near-infrared) e sensori cromatici, identificano e separano i frammenti di ceramica, porcellana, vetroceramica e pietre dai frammenti di vetro. Sistemi di soffiaggio ad aria compressa espellono i contaminanti rilevati. Le macchine di ultima generazione raggiungono efficienze di selezione superiori al 99%.
  6. Selezione per colore: Una seconda stazione di selezione ottica separa il rottame per colore (bianco, mezzo-bianco, verde, ambra), consentendo di fornire alle vetrerie lotti cromaticamente omogenei. Il vetro bianco (flint) ha le specifiche più stringenti e il valore di mercato più elevato.
  7. Controllo qualità e certificazione: Il rottame PaF viene campionato e analizzato secondo la specifica tecnica CoReVe per verificare il rispetto dei limiti di contaminazione. Superato il controllo, il materiale cessa la qualifica di rifiuto e diviene materia prima seconda, pronta per essere conferita alla vetreria.

Filiera del recupero vetro in Lombardia: struttura impiantistica

Principali tipologie di impianti per il recupero vetro in Lombardia
Tipologia di impianto Funzione Province con maggior concentrazione Capacità indicativa
Piattaforme di selezione e trattamento Trasformazione del vetro grezzo in rottame PaF Milano, Brescia, Bergamo 50.000 – 200.000 t/anno per impianto
Vetrerie (forni fusori) Rifusione del rottame PaF per produzione nuovi contenitori Brescia, Bergamo, Mantova 100.000 – 400.000 t/anno per forno
Impianti di produzione lana di vetro Produzione di isolanti termoacustici da vetro riciclato Milano, Varese 20.000 – 80.000 t/anno
Impianti di produzione aggregati Produzione di aggregati leggeri e sabbia di vetro per edilizia Brescia, Pavia 10.000 – 40.000 t/anno
Centri di raccolta comunali Conferimento vetro da raccolta differenziata Tutte le province Variabile per dimensione del Comune

Vantaggi ambientali ed economici del riciclo del vetro

Il riciclo del vetro genera benefici ambientali misurabili: ogni tonnellata di rottame di vetro utilizzata in sostituzione delle materie prime vergini (sabbia silicea, carbonato di sodio, carbonato di calcio) consente un risparmio energetico del 25-30% e una riduzione delle emissioni di CO2 di circa 300 kg.

Il risparmio energetico deriva dal fatto che il rottame di vetro fonde a temperature inferiori rispetto alla miscela di materie prime vergini (batch): la temperatura di fusione del rottame si colloca intorno ai 1.050-1.100 °C, contro i 1.500-1.600 °C necessari per fondere il batch da materie prime. Questo differenziale si traduce in un minor consumo di gas naturale per i forni fusori, con un risparmio medio stimato in 130 kg di combustibile fossile per ogni tonnellata di rottame utilizzata in sostituzione del batch vergine. A livello nazionale, il riciclo del vetro ha consentito nel 2024 un risparmio energetico equivalente a circa 400.000 tonnellate equivalenti di petrolio (TEP).

Oltre al risparmio energetico diretto, il recupero vetro riduce il consumo di risorse naturali non rinnovabili. La sabbia silicea, materia prima principale per la produzione del vetro, è una risorsa il cui approvvigionamento incontra crescenti difficoltà logistiche e ambientali. Il carbonato di sodio (soda Solvay) è un prodotto chimico ad alta intensità energetica. Il rottame di vetro, sostituendosi a queste materie prime, abbatte sia l’impronta ambientale dell’estrazione mineraria sia quella della chimica di base.

Il vetro non avviato a riciclo, se smaltito in discarica, occupa volume senza degradarsi: la stabilità chimica del vetro implica tempi di decomposizione stimati nell’ordine delle migliaia di anni. Il conferimento in discarica del vetro rappresenta pertanto una perdita netta di materia prima riciclabile e un’occupazione di spazio di discarica che potrebbe essere destinato a rifiuti non recuperabili. La normativa italiana, in coerenza con la gerarchia europea dei rifiuti, disincentiva lo smaltimento del vetro in discarica attraverso l’ecotassa regionale, che in Lombardia è pari a 18 euro/tonnellata per i rifiuti non pericolosi conferiti in discarica.

Applicazioni del vetro riciclato

  • Ciclo vetro-vetro (bottle-to-bottle): il rottame PaF viene rifuso in vetreria per produrre nuovi contenitori (bottiglie, vasi, flaconi) con qualità identica al prodotto vergine. Questo è il circuito principale, che assorbe circa l’85% del rottame trattato in Italia.
  • Produzione di lana di vetro: il vetro riciclato, anche di qualità inferiore al PaF, può essere utilizzato come materia prima per la produzione di pannelli isolanti in lana di vetro, impiegati nell’edilizia per l’isolamento termico e acustico. La percentuale di vetro riciclato nella lana di vetro può raggiungere l’80% della carica.
  • Aggregati per edilizia (foam glass): il vetro finemente macinato, miscelato con agenti espandenti e trattato termicamente, produce aggregati leggeri (vetro cellulare espanso) utilizzati come materiale di riempimento, drenaggio e isolamento nelle costruzioni stradali e nell’edilizia.
  • Sabbia di vetro e abrasivi: la macinazione fine del rottame produce sabbia di vetro impiegata come abrasivo per sabbiatura, come componente di miscele cementizie e come materiale filtrante per la depurazione delle acque.
  • Vetrificazione di rifiuti pericolosi: il vetro fuso può essere utilizzato come matrice per l’inertizzazione di rifiuti contenenti metalli pesanti, un’applicazione di nicchia ma tecnologicamente significativa.

Mageco: il Suo partner per il recupero vetro in Lombardia

Mageco S.r.l. gestisce il recupero vetro per aziende, cantieri e operatori pubblici in tutte le 12 province lombarde, garantendo la tracciabilità completa del rifiuto dalla raccolta presso il cliente fino alla certificazione dell’avvenuto riciclo presso impianti autorizzati, con intervento entro 48 ore e documentazione conforme al D.Lgs. 152/2006.

Con sede operativa a Milano in Via Medardo Rosso 4 (20159), Mageco S.r.l. opera nel settore della gestione ambientale offrendo un servizio integrato che copre l’intero ciclo di recupero del vetro: sopralluogo e analisi dei flussi di rifiuto presso il produttore, fornitura di contenitori idonei (cassoni scarrabili, container, big bag), raccolta e trasporto con mezzi autorizzati, e avvio a impianti di trattamento e riciclo convenzionati su tutto il territorio lombardo. L’azienda gestisce sia il vetro da imballaggio industriale (bottiglie, vasi, flaconi generati da attività di ristorazione, GDO, industria alimentare) sia il vetro piano da cantiere (lastre, serramenti, vetrate) e il vetro tecnico da dismissione impianti.

Il sistema di gestione di Mageco è conforme alle norme ISO 9001 (qualità) e ISO 14001 (ambiente), a garanzia di processi operativi controllati e misurabili. L’iscrizione all’Albo Nazionale Gestori Ambientali consente a Mageco di operare in piena autonomia nella raccolta e nel trasporto dei rifiuti di vetro su scala regionale, offrendo al cliente un unico interlocutore per l’intera filiera del recupero.

I vantaggi del servizio Mageco per il recupero vetro

  • Conformità normativa garantita: Ogni operazione di recupero è documentata con FIR, registro di carico e scarico e attestazione di avvenuto riciclo, assicurando la piena conformità al D.Lgs. 152/2006 e la tracciabilità richiesta dal sistema RENTRI in fase di attivazione.
  • Intervento rapido su tutta la Lombardia: Ritiro entro 48 ore dalla richiesta nelle province di Milano, Monza, Brescia, Bergamo, Como, Varese, Pavia, Cremona, Mantova, Lecco, Lodi e Sondrio, con fornitura di contenitori dimensionati sulle esigenze specifiche del cliente.
  • Tracciabilità completa del ciclo: Il cliente riceve documentazione attestante il destino finale del rifiuto e la percentuale di vetro effettivamente avviata a riciclo, un requisito sempre più richiesto nell’ambito della rendicontazione ESG e delle certificazioni ambientali aziendali.
  • Consulenza e ottimizzazione: Analisi gratuita dei flussi di vetro prodotti, identificazione delle frazioni a maggior valore di recupero, proposta di soluzioni logistiche che minimizzano i costi di gestione. Per il vetro da imballaggio di buona qualità, è possibile concordare condizioni economiche vantaggiose o a costo zero.

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Costi del recupero vetro e domande frequenti

I costi del recupero vetro dipendono da variabili tecniche e logistiche che influenzano il bilancio economico complessivo dell’operazione. A differenza di molti altri flussi di rifiuto, il vetro da imballaggio di buona qualità può essere conferito a condizioni economiche favorevoli al produttore, soprattutto quando si tratta di flussi omogenei e privi di contaminanti significativi. Il vetro piano e il vetro tecnico, che richiedono trattamenti specifici, comportano generalmente un costo di gestione a carico del produttore.

Fattori che influenzano i costi del recupero vetro

  • Tipologia di vetro e grado di purezza: il vetro da imballaggio monomateriale (CER 15 01 07) ha costi di trattamento contenuti e, per flussi puri, il corrispettivo CoReVe può azzerare il costo per il produttore; il vetro piano (CER 17 02 02) richiede la rimozione di guarnizioni, sigillanti e film PVB, con costi di pretrattamento più elevati
  • Livello di contaminazione: la presenza di ceramica, porcellana, metalli, materiali organici o vetroceramica incrementa i costi di selezione e riduce la resa del trattamento; vetro fortemente contaminato può essere declassato ad aggregato anziché avviato a rifusione
  • Quantitativi conferiti e frequenza: volumi consistenti e ritiri programmati permettono di ottimizzare i costi logistici; conferimenti sporadici di piccoli quantitativi risultano proporzionalmente più onerosi per l’incidenza del trasporto
  • Distanza tra il sito di produzione e l’impianto di trattamento: i costi di trasporto incidono proporzionalmente alla distanza; la buona dotazione impiantistica della Lombardia consente generalmente di contenere questa voce di spesa
  • Andamento del mercato del rottame di vetro: le quotazioni del rottame PaF sono influenzate dalla domanda delle vetrerie, dai costi energetici (che incidono sul differenziale di convenienza tra rottame e batch vergine) e dalla disponibilità stagionale di materiale

Domande frequenti sul recupero vetro

Il vetro è davvero riciclabile all’infinito?

Il vetro sodico-calcico (quello utilizzato per bottiglie, vasi e lastre) è riciclabile infinite volte senza perdita di qualità, trasparenza o proprietà meccaniche. A differenza della plastica, che subisce un degrado polimerico a ogni ciclo di riciclo (downcycling), il vetro mantiene intatte le proprie caratteristiche chimico-fisiche dopo ogni rifusione. L’unico requisito è che il rottame sia adeguatamente depurato dai contaminanti (ceramica, metalli, materiali organici) prima della rifusione in vetreria.

Quali tipi di vetro non possono essere riciclati nel ciclo vetro-vetro?

Non possono essere riciclati nel circuito bottle-to-bottle: il vetro borosilicato (pyrex, vetreria da laboratorio) per il diverso punto di fusione; la vetroceramica (piani cottura, pentole tipo Pyroflam) per la struttura cristallina incompatibile; gli specchi per la presenza del rivestimento riflettente in alluminio o argento; il vetro al piombo (cristallo con oltre il 24% di PbO) per la contaminazione da metallo pesante; le ceramiche e le porcellane, che generano inclusioni infusibili. Questi materiali possono essere avviati a recupero in filiere dedicate (aggregati, lana di vetro) o, nei casi più critici, a smaltimento controllato.

Cos’è il rottame di vetro pronto al forno (PaF)?

Il rottame di vetro pronto al forno (PaF) è il prodotto finale del trattamento dei rifiuti di vetro: un materiale selezionato, depurato dai contaminanti e calibrato granulometricamente (tipicamente 5-50 mm), idoneo alla rifusione diretta nei forni delle vetrerie. Il PaF deve rispettare specifiche tecniche stringenti definite dal consorzio CoReVe, con limiti massimi di contaminazione per ceramica e porcellana (inferiori a 25 g/t), metalli, materiali organici e altri infusibili. Quando soddisfa tali requisiti, il PaF cessa la qualifica di rifiuto ai sensi dell’art. 184-ter del D.Lgs. 152/2006 e diviene materia prima seconda.

Quanto vetro riciclato viene utilizzato nella produzione di nuove bottiglie?

In Italia, la percentuale media di rottame di vetro nella carica dei forni fusori si attesta tra il 70% e l’85%, con punte fino al 90% per la produzione di vetro verde. Le vetrerie lombarde, che rappresentano una quota significativa della capacità produttiva nazionale, utilizzano rottame PaF proveniente sia dalla raccolta differenziata urbana sia dai flussi di vetro industriale. L’elevato utilizzo di rottame è incentivato dal risparmio energetico (25-30% rispetto alla fusione da materie prime vergini) e dalla riduzione delle emissioni di CO2 (circa 300 kg per ogni tonnellata di rottame in sostituzione del batch).

Qual è il ruolo di CoReVe nel recupero vetro in Italia?

CoReVe (Consorzio Recupero Vetro) è il consorzio di filiera del sistema CONAI responsabile della raccolta, del recupero e del riciclo degli imballaggi in vetro in Italia. CoReVe stipula convenzioni con i Comuni e i gestori della raccolta differenziata, riconoscendo un corrispettivo economico per il vetro conferito in funzione della qualità. Il consorzio finanzia inoltre campagne di comunicazione per migliorare la qualità della raccolta differenziata del vetro e promuove ricerca e innovazione nella filiera del riciclo. Nel 2024, CoReVe ha gestito l’avvio a riciclo di oltre 2,2 milioni di tonnellate di vetro da imballaggio, raggiungendo un tasso di riciclo dell’80,8%.

Come viene recuperato il vetro piano proveniente da cantieri e demolizioni?

Il vetro piano da cantiere (lastre, serramenti, vetrate) classificato con codice CER 17 02 02 richiede un trattamento specifico prima del riciclo. Le lastre di vetro stratificato (parabrezza, vetri di sicurezza) contengono un film di polivinilbutirrale (PVB) che deve essere separato meccanicamente o termicamente. Le lastre con rivestimenti basso-emissivi o riflettenti necessitano di un pretrattamento per la rimozione dei coating metallici. Il vetro piano recuperato può essere avviato alla produzione di lana di vetro, aggregati leggeri per edilizia (foam glass) o, se di qualità sufficiente, alla rifusione per la produzione di nuovo vetro piano. La filiera del riciclo del vetro piano è meno sviluppata di quella del vetro cavo, ma in rapida crescita.

Mageco gestisce il recupero vetro su tutta la Lombardia?

Mageco S.r.l., con sede a Milano (MI) in Via Medardo Rosso 4, gestisce il recupero vetro su tutte le 12 province lombarde: Milano, Brescia, Bergamo, Monza e Brianza, Como, Varese, Pavia, Cremona, Mantova, Lecco, Lodi e Sondrio. Il servizio comprende raccolta con mezzi autorizzati (iscrizione Albo Nazionale Gestori Ambientali), fornitura di contenitori idonei, gestione documentale completa (FIR, registro, MUD) e avvio a impianti di trattamento e riciclo certificati. Per richiedere un sopralluogo gratuito o un preventivo è possibile contattare il numero +39 02 668 6568 o scrivere a info@mageco.it.

Servizi correlati e approfondimenti

Il recupero vetro si inserisce in un sistema più ampio di gestione ambientale che coinvolge materiali correlati per filiera o per processo di trattamento. Per approfondire le modalità di gestione del vetro non recuperabile, il recupero di altri materiali contenenti componenti in vetro e la gestione integrata dei rifiuti non pericolosi in Lombardia, Le suggeriamo di consultare le seguenti risorse. Come pagina hub, questa guida è collegata a tutte le pagine dedicate al recupero vetro nelle singole province lombarde.

Recupero vetro nelle province lombarde

Per ulteriori informazioni sulla normativa ambientale e sugli obiettivi di riciclo del vetro, è possibile consultare il portale di ISPRA, la sezione ambiente di Regione Lombardia e il sito ufficiale del consorzio CoReVe.