Come funziona il recupero segatura in Lombardia? Guida a pellet, biomassa e valorizzazione 2026

Il recupero segatura rappresenta una delle opportunità più concrete di economia circolare per le imprese del settore legno-arredo, le segherie, le falegnamerie e le aziende di lavorazione del legname in Lombardia. Ogni anno la filiera lombarda della prima e della seconda lavorazione del legno produce centinaia di migliaia di tonnellate di scarti fini — segatura, trucioli, polveri di levigatura e sfridi di piallatura — che, se correttamente gestiti, possono essere trasformati in prodotti ad elevato valore economico e ambientale: pellet e bricchetti per il riscaldamento domestico e industriale, materia prima per pannelli truciolari e MDF, lettiere per allevamenti zootecnici, ammendante compostato e materiale assorbente per usi industriali.

Mageco S.r.l., con sede a Milano in Via Medardo Rosso 4, offre un servizio integrato di recupero segatura e trucioli di legno destinato a imprese produttrici, artigiani, cantieri e impianti industriali in tutte le dodici province della Lombardia. Dalla classificazione CER alla raccolta con mezzi dedicati, dal trasporto alla consegna presso impianti di valorizzazione autorizzati, Mageco garantisce la piena conformità al D.Lgs. 152/2006 e alla normativa regionale in materia di sottoprodotti e end of waste. Questa guida approfondisce le filiere di recupero della segatura, i riferimenti normativi, i codici CER applicabili, il processo operativo e i vantaggi ambientali ed economici della valorizzazione degli scarti fini del legno in Lombardia.

Che cos’è la segatura: classificazione, tipologie e codici CER

La segatura è lo scarto fine prodotto durante le operazioni di taglio, piallatura, fresatura e levigatura del legno; si classifica come rifiuto speciale non pericoloso quando proviene da legno vergine non trattato, oppure può assumere la qualifica di sottoprodotto ai sensi dell’art. 184-bis del D.Lgs. 152/2006 se rispetta le quattro condizioni previste dalla norma.

Dal punto di vista merceologico, la segatura comprende diverse tipologie di scarti fini della lavorazione del legno, ciascuna con caratteristiche fisiche e granulometriche differenti: la segatura propriamente detta (particelle di 1-5 mm prodotte dal taglio con sega), i trucioli di piallatura (riccioli più grossolani di 5-20 mm), la polvere di levigatura (particelle finissime inferiori a 1 mm) e gli sfridi di fresatura. La composizione chimica varia in funzione dell’essenza legnosa di origine — le conifere (abete, pino, larice) presentano un contenuto resinoso superiore rispetto alle latifoglie (faggio, rovere, pioppo) — con conseguenze sulla destinazione di recupero ottimale.

La classificazione CER dipende dall’origine del processo produttivo e dalla presenza o meno di sostanze pericolose. Per il recupero segatura in Lombardia, è fondamentale attribuire il codice corretto perché da esso dipendono le autorizzazioni dell’impianto di destino e le modalità di trasporto.

Codici CER applicabili alla segatura e ai trucioli di legno
Codice CER Descrizione Origine / Note
03 01 05Segatura, trucioli, residui di taglio, legno, pannelli di truciolare e piallacci diversi da quelli di cui alla voce 03 01 04*Prima lavorazione del legno (segherie, falegnamerie, mobilifici) — non pericoloso
03 01 04*Segatura, trucioli, residui di taglio, legno, pannelli di truciolare e piallacci contenenti sostanze pericoloseLegno trattato con CCA, creosoto, fungicidi o altre sostanze pericolose — pericoloso (asterisco)
03 03 01Scarti di corteccia e legnoIndustria della carta e cartone, scortecciatura
19 12 07Legno diverso da quello di cui alla voce 19 12 06*Segatura proveniente da impianti di trattamento rifiuti
20 01 38Legno diverso da quello di cui alla voce 20 01 37*Scarti di legno da raccolta differenziata urbana (meno frequente per segatura industriale)
15 01 03Imballaggi in legnoSegatura derivante dalla triturazione di imballaggi lignei

Il codice CER più frequente per la segatura da recuperare è il 03 01 05, che identifica gli scarti di prima lavorazione del legno privi di sostanze pericolose. La corretta classificazione è responsabilità del produttore del rifiuto ai sensi dell’art. 188 del D.Lgs. 152/2006 e, in caso di dubbio sulla presenza di contaminanti, è obbligatorio procedere con l’analisi chimica di caratterizzazione presso un laboratorio accreditato.

Normative e regolamenti per il recupero segatura in Italia

Il recupero della segatura in Italia è disciplinato dal D.Lgs. 152/2006 (Codice dell’Ambiente), dal D.M. 5 febbraio 1998 sulle procedure semplificate di recupero e, quando la segatura possiede i requisiti di sottoprodotto, dall’art. 184-bis del medesimo Codice, che consente di escluderla dal regime dei rifiuti.

La distinzione tra rifiuto e sottoprodotto è cruciale per l’operatività delle imprese del legno. La segatura può essere qualificata come sottoprodotto — e quindi sottratta agli obblighi documentali tipici dei rifiuti (FIR, registro di carico e scarico, MUD) — se ricorrono simultaneamente quattro condizioni: 1) la sostanza origina da un processo di produzione il cui scopo primario non è la produzione di tale sostanza; 2) è certo che la segatura verrà utilizzata nel corso dello stesso o di un successivo processo di produzione o di utilizzazione; 3) può essere utilizzata direttamente senza alcun ulteriore trattamento diverso dalla normale pratica industriale; 4) l’ulteriore utilizzo è legale. Numerose pronunce della Corte di Cassazione hanno confermato che la segatura di legno vergine, ceduta stabilmente a produttori di pellet o pannellifici, soddisfa tali requisiti.

Quando la segatura non possiede i requisiti di sottoprodotto — ad esempio perché mista a legno trattato, contaminata o priva di un contratto di cessione stabile — rientra nel regime dei rifiuti e il suo recupero avviene secondo le procedure semplificate del D.M. 5 febbraio 1998 (Allegato 1, suballegato 1, punto 9 — rifiuti di legno e sughero) oppure in regime ordinario con autorizzazione provinciale o regionale ai sensi degli artt. 208-213 del D.Lgs. 152/2006.

Il D.Lgs. 116/2020, che ha recepito le direttive UE 2018/851 e 2018/852, ha rafforzato gli obiettivi di riciclo per i rifiuti di legno e imballaggi, incentivando ulteriormente il recupero della segatura. La Regione Lombardia ha adottato il Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti che include obiettivi specifici di riduzione del conferimento in discarica di rifiuti biodegradabili, categoria in cui rientra la segatura di legno vergine.

Documentazione obbligatoria per il recupero segatura come rifiuto

  • Formulario di Identificazione Rifiuti (FIR): obbligatorio per ogni trasporto di segatura classificata come rifiuto, in quattro copie conformi
  • Registro di carico e scarico: tenuta obbligatoria per il produttore con annotazione entro 10 giorni lavorativi dalla produzione e 10 giorni dalla consegna al trasportatore
  • Modello Unico di Dichiarazione ambientale (MUD): dichiarazione annuale da presentare entro il 30 giugno tramite il sistema MUDSIC, con i dati di produzione e gestione dell’anno precedente
  • Contratto di conferimento: accordo scritto tra produttore e impianto di recupero autorizzato che specifica codici CER, quantitativi stimati e condizioni economiche
  • Analisi di caratterizzazione: analisi chimica del rifiuto presso laboratorio accreditato, richiesta all’avvio del conferimento e da aggiornare in caso di variazione del processo produttivo
  • Visura camerale dell’Albo Gestori Ambientali: verifica che il trasportatore e l’impianto di destino siano regolarmente iscritti all’Albo Nazionale Gestori Ambientali

Nel caso in cui la segatura sia qualificata come sottoprodotto, il produttore è esonerato dagli obblighi di FIR, registro e MUD, ma deve conservare la documentazione attestante la sussistenza delle quattro condizioni dell’art. 184-bis e il contratto di cessione al destinatario.

Come funziona il recupero segatura: dal truciolo alla materia prima seconda

Il recupero della segatura si articola in cinque fasi operative — classificazione, stoccaggio, raccolta e trasporto, trattamento negli impianti autorizzati e certificazione del materiale recuperato — che trasformano lo scarto di lavorazione del legno in una materia prima seconda pronta per la reindustrializzazione.

La filiera del recupero segatura in Lombardia si avvale di una rete di impianti specializzati che ricevono gli scarti fini del legno dalle segherie della Valtellina, dai mobilifici della Brianza, dalle falegnamerie artigianali dell’area milanese e dalle aziende di seconda lavorazione distribuite in tutte le province. Il processo è regolato dalle operazioni di recupero R3 (riciclo di sostanze organiche) e R1 (utilizzazione come combustibile) secondo la codifica dell’Allegato C alla Parte IV del D.Lgs. 152/2006.

Le cinque fasi del recupero segatura

  1. Classificazione e caratterizzazione: Il produttore, con il supporto tecnico di Mageco, attribuisce il codice CER corretto alla segatura (generalmente 03 01 05) e, ove necessario, commissiona l’analisi chimica di caratterizzazione per escludere la presenza di sostanze pericolose (formaldeide, metalli pesanti, composti organoalogenati). In alternativa, si valuta la qualificazione come sottoprodotto ai sensi dell’art. 184-bis.
  2. Stoccaggio in deposito temporaneo: La segatura viene accumulata presso il sito di produzione in silos, cassoni scarrabili chiusi o big bag, protetta dall’umidità atmosferica e dal contatto con sostanze estranee. Il deposito temporaneo è regolato dall’art. 185-bis del D.Lgs. 152/2006: il conferimento deve avvenire entro 12 mesi dalla data di produzione oppure al raggiungimento del limite volumetrico di 30 m³.
  3. Raccolta e trasporto: Mageco effettua il ritiro con automezzi idonei — autocompattatori, cisterne per polveri, bilici con piano mobile, furgoni con aspiratore industriale — muniti dell’iscrizione all’Albo Gestori Ambientali (Categoria 4 per rifiuti speciali non pericolosi). Il FIR accompagna il trasporto dalla sede del produttore all’impianto di destino.
  4. Trattamento e valorizzazione: Presso l’impianto di recupero autorizzato la segatura viene sottoposta a vagliatura per la rimozione di eventuali corpi estranei (chiodi, frammenti metallici, plastica), essiccazione fino al raggiungimento dell’umidità ottimale (8-12% per la pellettizzazione, 10-15% per la pannellistica) e successiva trasformazione nella filiera prescelta: pellettizzazione, bricchettatura, miscelazione per pannelli truciolari o compostaggio.
  5. Certificazione e chiusura documentale: L’impianto rilascia la quarta copia del FIR controfirmata, attestante l’avvenuto recupero. Per i materiali che raggiungono la qualifica di end of waste (cessazione della qualifica di rifiuto) ai sensi dell’art. 184-ter del D.Lgs. 152/2006, viene emessa la dichiarazione di conformità che consente la commercializzazione come prodotto.

Panoramica degli impianti di recupero segatura in Lombardia

Principali filiere e destinazioni del recupero segatura nelle province lombarde
Provincia Filiera prevalente Tipologia impianto Operazione di recupero
Milano / MonzaPellettizzazione, pannellisticaImpianti R3 autorizzati AIAR3 — Riciclo sostanze organiche
Brescia / BergamoBiomassa energetica, pannelliCentrali a biomassa, pannellificiR1 — Recupero energetico / R3
Como / Lecco / VaresePellet, lettiere zootecnichePellettifici, aziende zootecnicheR3 — Riciclo sostanze organiche
SondrioBiomassa per teleriscaldamentoCentrali teleriscaldamento valtellinesiR1 — Recupero energetico
Pavia / Lodi / CremonaCompostaggio, lettiereImpianti di compostaggio, allevamentiR3 — Compostaggio
MantovaPannellistica, biomassaPannellifici del distretto del mobileR3 — Riciclo sostanze organiche

Filiere di valorizzazione: pellet, pannelli, lettiere e biochar

La segatura di legno vergine può essere valorizzata attraverso almeno sei filiere distinte — produzione di pellet e bricchetti, fabbricazione di pannelli truciolari, impiego come lettiera zootecnica, compostaggio e pacciamatura, utilizzo come materiale assorbente industriale e produzione di biochar — ciascuna con requisiti specifici di qualità e umidità.

1. Produzione di pellet e bricchetti. La segatura di conifere e latifoglie con umidità inferiore al 12% rappresenta la materia prima ideale per la pellettizzazione. Attraverso presse a matrice forata, la segatura viene compressa in cilindri di 6-8 mm di diametro senza aggiunta di collanti (la lignina naturale del legno funge da legante). Il pellet certificato ENplus A1 — prodotto esclusivamente da legno vergine non trattato — raggiunge un potere calorifico di circa 4,7 kWh/kg e rappresenta il combustibile rinnovabile più diffuso per stufe e caldaie domestiche in Lombardia. I bricchetti, di forma cilindrica o esagonale e diametro 50-90 mm, sono un’alternativa al pellet per caldaie di maggiori dimensioni e forni industriali.

2. Pannelli truciolari e MDF. Circa il 55% della segatura recuperata in Italia viene destinata all’industria dei pannelli. La segatura, miscelata con trucioli di granulometria maggiore, viene essiccata, additivata con resine (urea-formaldeide o pMDI a bassa emissione) e pressata a caldo per produrre pannelli truciolari, MDF (Medium Density Fibreboard) e HDF (High Density Fibreboard). Il distretto del mobile della Brianza e i pannellifici del Veneto orientale sono i principali destinatari della segatura lombarda.

3. Lettiere per allevamenti zootecnici. La segatura di legno vergine di conifera, depolverata e con umidità controllata, è ampiamente utilizzata come materiale da lettiera per bovini, equini, suini e avicoli. Le province di Cremona, Mantova, Brescia e Lodi, a forte vocazione zootecnica, assorbono volumi significativi di segatura come sottoprodotto per le stalle, contribuendo al benessere animale e alla gestione delle deiezioni.

4. Compostaggio e pacciamatura. La segatura di legno vergine non trattato può essere utilizzata come agente strutturante nel compostaggio industriale di rifiuti organici. Il suo elevato rapporto carbonio/azoto (C:N circa 400:1) bilancia la componente umida e azotata dei rifiuti alimentari e dei fanghi di depurazione. In alternativa, la segatura grossolana serve come pacciamatura naturale per aiuole, giardini e colture orticole.

5. Materiale assorbente industriale. La segatura possiede un’elevata capacità di assorbimento dei liquidi (fino a 3-4 volte il proprio peso) che la rende un materiale idoneo per il contenimento di sversamenti accidentali di oli, carburanti e liquidi chimici su pavimentazioni industriali. Numerose aziende manifatturiere lombarde utilizzano la segatura come assorbente di primo intervento nelle procedure di emergenza ambientale.

6. Biochar. La pirolisi lenta della segatura a temperature di 350-700 °C in assenza di ossigeno produce biochar, un ammendante carbonioso stabile che migliora la struttura e la capacità di ritenzione idrica dei suoli, sequestra carbonio per secoli e può essere impiegato come substrato filtrante. La produzione di biochar da scarti lignei è una filiera emergente sostenuta dalla Strategia Europea per il Suolo e dagli obiettivi di carbon farming della PAC 2023-2027.

Perché scegliere Mageco per il recupero segatura in Lombardia

Mageco S.r.l. offre un servizio completo di recupero segatura su tutto il territorio lombardo, dalla classificazione CER alla consegna presso l’impianto di valorizzazione più idoneo, garantendo conformità normativa, tracciabilità documentale e ottimizzazione dei costi di gestione.

Per le imprese del legno — segherie, falegnamerie, mobilifici, aziende di imballaggio, cantieri edili — la gestione della segatura rappresenta un costo operativo ricorrente che, se affidato a un partner specializzato, può trasformarsi in un vantaggio economico. Quando la segatura possiede le caratteristiche qualitative richieste dalle filiere del pellet e della pannellistica, il suo valore di mercato può compensare integralmente o parzialmente i costi di trasporto, generando un ritorno economico per il produttore.

Mageco gestisce ogni fase del processo con un approccio integrato: i tecnici dell’azienda effettuano il sopralluogo presso il sito di produzione per valutare le tipologie di segatura, i volumi generati, le condizioni di stoccaggio e le opzioni logistiche più efficienti. Sulla base dell’analisi, viene proposta la soluzione ottimale tra la qualificazione come sottoprodotto (quando sussistono le condizioni dell’art. 184-bis) e la gestione come rifiuto con recupero in procedura semplificata o ordinaria.

I vantaggi del servizio Mageco per il recupero segatura

  • Conformità normativa garantita: Gestione completa della documentazione ambientale — FIR, registri, MUD, contratti di conferimento e analisi — con supporto nell’eventuale qualificazione della segatura come sottoprodotto per ridurre gli oneri burocratici.
  • Rete logistica capillare: Flotta di automezzi dedicati alla raccolta di materiali sfusi e polverulenti, con copertura su tutte e dodici le province lombarde e tempi di attivazione di 24-48 ore nelle aree di Milano, Monza, Bergamo e Brescia.
  • Ottimizzazione economica: Individuazione della filiera di recupero più remunerativa in funzione della qualità della segatura — pellet, pannellistica, lettiere, compost — per minimizzare il costo netto di gestione o trasformarlo in un ricavo.
  • Tracciabilità completa: Sistema di tracciamento digitale del rifiuto dal sito di produzione all’impianto di destino, con archiviazione elettronica di FIR, certificati di avvenuto recupero e reportistica ambientale per bilanci di sostenibilità.
  • Consulenza ambientale dedicata: Supporto nella classificazione CER, nell’adempimento degli obblighi del deposito temporaneo e nella predisposizione della dichiarazione MUD annuale.

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Costi del recupero segatura e domande frequenti

Il costo del recupero segatura varia in funzione di molteplici parametri tecnici ed economici. A differenza di molte altre tipologie di rifiuto, la segatura di legno vergine di buona qualità può avere un valore di mercato positivo: in tal caso, il produttore riceve un corrispettivo per la cessione del materiale, al netto dei costi di trasporto. Nei casi in cui la segatura presenti contaminazioni, umidità elevata o miscele con legno trattato, i costi di smaltimento come rifiuto si attestano su livelli contenuti rispetto ad altre categorie di rifiuti speciali.

Fattori che influenzano i costi del recupero segatura

  • Qualità della segatura: La segatura di legno vergine non trattato, con umidità inferiore al 15% e assenza di contaminanti, ha il valore di mercato più elevato. La presenza di vernici, collanti, metalli o plastiche riduce il valore e può trasformare il materiale da risorsa a costo.
  • Volume e regolarità del conferimento: Quantitativi elevati e costanti nel tempo consentono di negoziare condizioni economiche più vantaggiose con gli impianti di destino e di ottimizzare i costi logistici per il trasporto.
  • Distanza dall’impianto di recupero: La logistica incide significativamente sul costo complessivo. La capillare rete di impianti di pannellistica, pellettificazione e compostaggio in Lombardia consente di contenere le distanze di trasporto nella maggior parte delle province.
  • Modalità di stoccaggio e carico: Lo stoccaggio in silos con carico pneumatico o in cassoni scarrabili chiusi riduce i tempi di ritiro e i costi rispetto alla raccolta di segatura sfusa a terra o in sacchi non standardizzati.
  • Quotazioni di mercato di pellet e cippato: Il valore della segatura come materia prima per pellet e pannelli fluttua in funzione delle quotazioni energetiche e della domanda industriale. Periodi di elevata domanda di pellet si traducono in condizioni più vantaggiose per il produttore di segatura.

Domande frequenti sul recupero segatura

La segatura è un rifiuto o un sottoprodotto?

La segatura di legno vergine non trattato può essere qualificata come sottoprodotto ai sensi dell’art. 184-bis del D.Lgs. 152/2006 se ricorrono quattro condizioni: origina da un processo il cui scopo primario non è produrla, è certo il suo riutilizzo, può essere impiegata senza trattamenti diversi dalla normale pratica industriale ed è legale il suo utilizzo. In assenza di tali requisiti — ad esempio segatura mista a legno trattato o priva di un contratto di cessione stabile — si classifica come rifiuto speciale non pericoloso con codice CER 03 01 05. Mageco supporta il produttore nella corretta qualificazione.

Quali tipi di segatura possono essere avviati a recupero per la produzione di pellet?

Per la produzione di pellet certificato ENplus A1, la norma ISO 17225-2 richiede segatura proveniente esclusivamente da legno vergine di tronchi e fusti interi, senza corteccia, resine artificiali, collanti o trattamenti chimici. L’umidità deve essere inferiore al 12% e il contenuto di ceneri inferiore allo 0,7%. Per il pellet di classe A2 o B, i requisiti sono meno stringenti e ammettono anche segatura da legno cimale, corteccia e residui forestali. In ogni caso, la segatura da legno trattato con vernici, impregnanti o formaldeide non è idonea alla pellettizzazione.

Quanto vale la segatura sul mercato del recupero?

Il valore di mercato della segatura varia significativamente in funzione della qualità, dell’essenza legnosa, dell’umidità e della domanda. La segatura secca di conifera per pellettizzazione può avere un valore positivo per il produttore, che riceve un corrispettivo alla cessione. La segatura umida o mista a legno trattato, invece, comporta un costo di gestione a carico del produttore, generalmente inferiore rispetto ad altre tipologie di rifiuti speciali. Le quotazioni sono influenzate dal prezzo del pellet sfuso, dalla domanda dei pannellifici e dalla stagionalità.

Come deve essere stoccata la segatura prima del ritiro?

La segatura deve essere conservata in luogo coperto e asciutto per mantenere bassa l’umidità e prevenire lo sviluppo di muffe che ne comprometterebbero la qualità. I sistemi di stoccaggio più idonei sono silos verticali con estrazione a coclea, cassoni scarrabili con coperchio o big bag da 1.000 litri. È fondamentale evitare il contatto con acqua piovana, sostanze chimiche e materiali estranei. Il deposito temporaneo come rifiuto è regolato dall’art. 185-bis del D.Lgs. 152/2006: massimo 12 mesi dalla produzione o 30 m³ di accumulo. La segatura sfusa in grandi quantità può presentare rischio di autocombustione: verifichi le norme antincendio applicabili al Suo sito.

Quali sono i vantaggi ambientali del recupero segatura rispetto allo smaltimento?

Il recupero della segatura genera benefici ambientali su più fronti. La trasformazione in pellet produce combustibile rinnovabile che sostituisce fonti fossili, con un bilancio di CO2 neutro (il carbonio è biogenico). L’impiego nella pannellistica riduce la domanda di legno vergine e l’abbattimento di foreste. Il compostaggio restituisce al suolo sostanza organica stabile. Il recupero evita il conferimento in discarica, dove la decomposizione anaerobica della segatura genererebbe metano, gas serra 28 volte più potente della CO2. Il principio della gerarchia dei rifiuti (art. 179 D.Lgs. 152/2006) impone di privilegiare sempre il recupero rispetto allo smaltimento.

Mageco ritira la segatura anche in piccole quantità?

Mageco gestisce il recupero segatura per qualsiasi volume, dalla piccola falegnameria artigianale che produce pochi quintali al mese al grande mobilificio o segheria con produzioni di centinaia di tonnellate. Per i piccoli produttori, il servizio può essere organizzato con ritiri periodici programmati (settimanali, quindicinali o mensili) utilizzando cassoni da 10-20 m³ o big bag. Per i grandi produttori, Mageco attiva servizi con bilico e piano mobile o aspirazione pneumatica con cadenza anche giornaliera. Contatti il nostro ufficio tecnico per un sopralluogo gratuito e un preventivo personalizzato.

Qual è la differenza tra recupero segatura e smaltimento segatura?

Il recupero segatura (operazioni R3 e R1 ai sensi del D.Lgs. 152/2006) trasforma lo scarto in nuovi prodotti — pellet, pannelli, lettiere, compost, biochar — o in energia termica/elettrica. Lo smaltimento segatura (operazioni D, come la discarica D1 o l’incenerimento senza recupero energetico D10) è la destinazione residuale per la segatura non avviabile a valorizzazione. Il recupero è sempre preferibile: riduce l’impatto ambientale, genera valore economico e risponde alla gerarchia dei rifiuti imposta dalla normativa. Mageco privilegia sistematicamente le filiere di recupero.

Servizi correlati e approfondimenti

Il recupero segatura si inserisce nella più ampia strategia di economia circolare per la filiera del legno che Mageco offre alle imprese lombarde. Per approfondire le tematiche connesse alla gestione degli scarti di legno e alle filiere di valorizzazione correlate, consulti le risorse seguenti:

Il recupero segatura nelle province della Lombardia

Mageco opera su tutto il territorio regionale con servizi di raccolta e avvio a recupero della segatura. Consulti la guida dedicata alla Sua provincia per informazioni su impianti locali, piattaforme di conferimento e normative comunali:

Per la consultazione della normativa ambientale nazionale e dei dati sulla produzione e il recupero dei rifiuti di legno, si faccia riferimento al portale dell’ISPRA, alla sezione ambiente del sito della Regione Lombardia e al portale dell’ARPA Lombardia per i dati sul monitoraggio ambientale regionale.