Recupero rifiuti ingombranti: dall’arredo dismesso alla materia prima seconda in Lombardia

Il recupero rifiuti ingombranti rappresenta una delle frontiere operative dell’economia circolare in Lombardia. Mobili, materassi, elettrodomestici fuori uso, sanitari e complementi d’arredo contengono materiali — legno, metalli, polimeri, tessuti, vetro — che possono essere reimmessi nella catena produttiva anziché finire in discarica. La normativa europea e il D.Lgs. 152/2006 impongono di privilegiare la preparazione per il riutilizzo e il riciclaggio rispetto allo smaltimento, trasformando ogni rifiuto ingombrante in una concreta opportunità di valorizzazione. In Lombardia, dove ogni anno si producono centinaia di migliaia di tonnellate di ingombranti da utenze domestiche e non domestiche, la capacità di intercettare e recuperare questi flussi è un indicatore diretto della maturità del sistema ambientale regionale.

Mageco S.r.l., con sede a Lainate (MI) e oltre vent’anni di esperienza nella gestione ambientale, supporta imprese, enti pubblici e privati nel recupero rifiuti ingombranti su tutto il territorio lombardo. Dalla raccolta al disassemblaggio, dalla cernita dei materiali al conferimento presso impianti autorizzati di riciclaggio, il nostro approccio mira a massimizzare la quota di materia effettivamente recuperata, riducendo l’impatto ambientale e i costi di gestione per il committente. Questa guida analizza nel dettaglio la definizione normativa, il processo operativo, i vantaggi ambientali ed economici e le risposte alle domande più frequenti sul recupero dei rifiuti ingombranti in Lombardia.

Cosa si intende per recupero rifiuti ingombranti?

Il recupero rifiuti ingombranti consiste nell’insieme delle operazioni di preparazione per il riutilizzo, disassemblaggio, cernita e riciclaggio applicate a beni di grandi dimensioni dismessi — mobili, elettrodomestici, materassi, sanitari, arredi da ufficio — al fine di reintrodurre i materiali componenti nel ciclo produttivo come materie prime seconde. A differenza dello smaltimento, che destina il rifiuto ingombrante alla discarica o all’incenerimento, il recupero valorizza ogni singola frazione materica contenuta nell’oggetto, contribuendo direttamente all’economia circolare.

I rifiuti ingombranti sono classificati dal Catalogo Europeo dei Rifiuti con il codice CER 20 03 07 (rifiuti ingombranti) e, a seconda della loro natura specifica, possono rientrare in ulteriori codici CER dedicati alla frazione materica prevalente. Un armadio in legno truciolare, ad esempio, contiene pannelli lignei (recuperabili come legno), ferramenta metallica (recuperabile come rottame ferroso), specchi (recuperabili come vetro piano) e, talvolta, componenti plastiche. Un divano contiene struttura metallica o lignea, imbottitura in poliuretano espanso, tessuto di rivestimento e eventuali parti meccaniche. La chiave del recupero risiede nella capacità di separare queste frazioni in modo efficiente e di avviarle ciascuna al corretto canale di riciclo.

Il D.Lgs. 152/2006 distingue chiaramente tra la preparazione per il riutilizzo — ossia le operazioni di controllo, pulizia e riparazione che consentono al bene di essere riutilizzato senza ulteriore trattamento (art. 183, comma 1, lettera q) — e il riciclaggio vero e proprio, che trasforma il materiale in nuovi prodotti. Per i rifiuti ingombranti, entrambe le vie sono praticabili e vengono valutate caso per caso in funzione dello stato di conservazione del bene e del valore residuo dei materiali.

Materiali recuperabili dai principali rifiuti ingombranti
Tipologia di ingombrante Materiali recuperabili Operazione di recupero (codice R) Destinazione finale
Mobili in legno (armadi, tavoli, librerie) Legno massello, pannelli truciolari, MDF, ferramenta R3 (legno), R4 (metalli), R12 (cernita) Pannelli truciolari riciclati, biomassa, rottame ferroso
Divani e poltrone Struttura metallica/lignea, poliuretano, tessuto, molle R3 (organici), R4 (metalli), R12 (selezione) Rottame metallico, combustibile CSS, imbottiture rigenerate
Materassi Molle in acciaio, poliuretano, lattice, tessuto, feltro R4 (acciaio), R3 (schiume), R12 (separazione) Acciaio riciclato, combustibile CSS, materiali isolanti
Elettrodomestici bianchi (lavatrici, frigoriferi) Acciaio, rame, alluminio, plastica, vetro, gas refrigeranti R4 (metalli), R3 (plastiche), R12 (disassemblaggio) Metalli secondari, granuli plastici, componenti riutilizzabili
Sanitari in ceramica Ceramica, rubinetteria metallica, guarnizioni R5 (inorganici), R4 (metalli) Inerti per sottofondi, rottame di ottone/acciaio
Serramenti e infissi Alluminio, PVC, vetro, legno, gomma R4 (alluminio), R3 (PVC, legno), R5 (vetro) Alluminio secondario, granulo PVC, vetro piano riciclato
Arredi da ufficio (scrivanie, sedie, scaffali) Acciaio, alluminio, laminato, tessuti tecnici, plastica R4 (metalli), R3 (plastiche), R12 (cernita) Rottami metallici, granuli plastici, pannelli riciclati

Secondo i dati pubblicati da ISPRA nel Rapporto Rifiuti Urbani, i rifiuti ingombranti rappresentano una quota significativa della produzione nazionale di rifiuti urbani. Il potenziale di recupero materico da questa frazione si attesta mediamente attorno al 65-75% in peso del rifiuto conferito, a condizione che venga effettuato un corretto disassemblaggio e una cernita accurata delle frazioni componenti.

Normativa sul recupero dei rifiuti ingombranti

Il recupero dei rifiuti ingombranti in Italia è disciplinato dal D.Lgs. 152/2006, dalla normativa europea sull’economia circolare recepita dal D.Lgs. 116/2020 e, per gli elettrodomestici, dal D.Lgs. 49/2014 sui RAEE, con un quadro che privilegia esplicitamente la preparazione per il riutilizzo e il riciclaggio rispetto allo smaltimento. L’art. 179 del Codice dell’Ambiente stabilisce la gerarchia dei rifiuti, nella quale il recupero di materia precede il recupero energetico e, a maggior ragione, lo smaltimento in discarica.

La direttiva quadro sui rifiuti (Direttiva UE 2018/851), recepita in Italia con il D.Lgs. 116/2020, ha introdotto obiettivi vincolanti di preparazione per il riutilizzo e riciclaggio dei rifiuti urbani: il 55% entro il 2025, il 60% entro il 2030 e il 65% entro il 2035. I rifiuti ingombranti, classificati come rifiuti urbani ai sensi della nuova definizione dell’art. 183, comma 1, lettera b-ter) del D.Lgs. 152/2006, concorrono direttamente al raggiungimento di questi obiettivi. Il mancato recupero degli ingombranti rappresenta dunque non solo una perdita economica, ma un ostacolo al rispetto degli obblighi comunitari da parte dell’Italia.

Un profilo normativo rilevante riguarda i centri di preparazione per il riutilizzo, disciplinati dal D.M. 8 giugno 2022, n. 119 (Regolamento End of Waste per la preparazione per il riutilizzo). Questo decreto stabilisce i criteri in base ai quali un rifiuto ingombrante, previo controllo, pulizia e riparazione presso un centro autorizzato, cessa di essere rifiuto e torna ad essere un prodotto riutilizzabile. Si tratta di una novità normativa di grande rilievo per il settore, poiché riconosce formalmente la filiera del riuso come alternativa legittima e prioritaria rispetto al riciclaggio e allo smaltimento.

Per gli elettrodomestici e le apparecchiature elettriche ed elettroniche dismesse, classificabili anche come RAEE ai sensi del D.Lgs. 49/2014, il quadro normativo si sovrappone parzialmente alla disciplina dei rifiuti ingombranti. In questi casi, la responsabilità estesa del produttore (EPR) impone ai fabbricanti di finanziare la raccolta e il trattamento dei prodotti giunti a fine vita, attraverso i Sistemi Collettivi (consorzi RAEE) coordinati dal Centro di Coordinamento RAEE. Per un quadro aggiornato delle norme regionali sulla gestione degli ingombranti, si consulti il portale di Regione Lombardia — Sezione Rifiuti.

Documentazione per il recupero di rifiuti ingombranti

  • Formulario di Identificazione Rifiuti (FIR) ai sensi dell’art. 193 del D.Lgs. 152/2006: obbligatorio per il trasporto dal luogo di produzione all’impianto di recupero, con indicazione del codice CER 20 03 07 o del codice specifico della frazione prevalente
  • Registro di carico e scarico ai sensi dell’art. 190 del D.Lgs. 152/2006: documentazione della movimentazione degli ingombranti prodotti o gestiti dall’impresa
  • Modello Unico di Dichiarazione ambientale (MUD): comunicazione annuale alle Camere di Commercio sulle quantità di ingombranti avviati a recupero
  • RENTRI (Registro Elettronico Nazionale per la Tracciabilità dei Rifiuti, D.M. 4 aprile 2023, n. 59): sistema telematico operativo dal 2025 che digitalizza la tracciabilità, obbligatorio per i gestori di rifiuti e progressivamente esteso ai produttori
  • Scheda di omologa: per i conferimenti presso impianti di recupero che trattano rifiuti ingombranti in regime di autorizzazione ordinaria (art. 208 D.Lgs. 152/2006)
  • Documentazione RAEE: per gli elettrodomestici, il formulario specifico previsto dal D.Lgs. 49/2014 e le procedure di conferimento ai Sistemi Collettivi

In Lombardia, l’Albo Nazionale Gestori Ambientali (Sezione regionale presso la Camera di Commercio di Milano Monza Brianza Lodi) verifica l’iscrizione delle imprese abilitate alla raccolta e al trasporto dei rifiuti ingombranti. Mageco S.r.l. risulta regolarmente iscritta nelle categorie 5F e 8C dell’Albo, a garanzia della piena legittimità delle operazioni di raccolta, trasporto e intermediazione.

Il processo di recupero rifiuti ingombranti: dalla raccolta al riciclo

Il processo di recupero rifiuti ingombranti si articola in cinque fasi principali — raccolta, trasporto, disassemblaggio, cernita dei materiali e conferimento alle filiere di riciclo — e richiede competenze tecniche specifiche per massimizzare la quota di materia effettivamente valorizzata. A differenza della semplice raccolta indifferenziata degli ingombranti, un servizio di recupero professionale prevede la separazione sistematica delle frazioni materiche già in fase di smontaggio, ottimizzando i rendimenti delle successive operazioni di riciclaggio.

Le fasi del recupero dei rifiuti ingombranti

  1. Sopralluogo e valutazione: un tecnico Mageco esamina i beni ingombranti da dismettere presso la sede del committente. In questa fase viene valutata la possibilità di preparazione per il riutilizzo (se il bene è ancora funzionale o riparabile con interventi limitati) oppure viene pianificato il disassemblaggio per il recupero materico. Il sopralluogo consente inoltre di dimensionare correttamente i mezzi di raccolta e i contenitori necessari.
  2. Raccolta e trasporto dedicato: i rifiuti ingombranti vengono caricati su automezzi idonei — furgoni con sponda idraulica, cassoni scarrabili, piattaforme — e trasportati all’impianto di trattamento. Per le utenze non domestiche (aziende, enti, strutture ricettive), Mageco organizza il servizio su appuntamento con ritiro presso il punto di produzione. Il trasporto avviene con mezzi iscritti all’Albo Nazionale Gestori Ambientali e con FIR regolarmente compilato.
  3. Disassemblaggio e smontaggio: presso l’impianto autorizzato, i beni ingombranti vengono sottoposti a operazioni manuali e meccaniche di smontaggio. Un armadio viene separato nelle sue componenti: pannelli lignei, ferramenta, specchi, guide in plastica. Un materasso viene aperto per estrarre le molle in acciaio, la schiuma poliuretanica, il tessuto di rivestimento e il feltro intermedio. Questa fase, classificata come operazione R12 (scambio/pretrattamento preliminare al recupero), risulta determinante per la qualità e la purezza delle frazioni ottenute.
  4. Cernita e separazione dei materiali: le frazioni ottenute dal disassemblaggio vengono sottoposte a ulteriore selezione, manuale o meccanica (nastri trasportatori, separatori magnetici per i metalli ferrosi, separatori a correnti indotte per i metalli non ferrosi, vagli per la granulometria). L’obiettivo è ottenere flussi mono-materiale con un grado di purezza sufficiente per l’accettazione da parte degli impianti di riciclaggio a valle. In questa fase vengono inoltre intercettati e separati eventuali materiali pericolosi (vernici, colle, componenti contenenti amianto nei vecchi pannelli isolanti) che richiedono un trattamento specifico.
  5. Conferimento alle filiere di riciclo e documentazione: ciascuna frazione materica viene avviata all’impianto di recupero finale autorizzato per la specifica tipologia. Il legno viene conferito ai consorzi del sistema CONAI (Rilegno) per la produzione di pannelli truciolari riciclati. I metalli vengono avviati a fonderie e acciaierie. Le plastiche vengono inviate a impianti di rigranulazione. Il vetro piano viene conferito alla filiera del riciclo vetrario. Al termine del processo, Mageco restituisce al cliente la documentazione completa: quarta copia del FIR con attestazione di avvenuto recupero, report delle quantità recuperate per ciascuna frazione e il tasso complessivo di recupero raggiunto.

Tassi di recupero per tipologia di ingombrante in Lombardia

Percentuali medie di recupero materico da rifiuti ingombranti
Tipologia di ingombrante Tasso di recupero materico (%) Frazione principale recuperata Frazione residua a smaltimento (%)
Mobili in legno 80-90% Legno (truciolato e massello) 10-20%
Elettrodomestici bianchi 85-95% Metalli ferrosi e non ferrosi 5-15%
Materassi 60-75% Acciaio (molle), poliuretano 25-40%
Divani e imbottiti 50-65% Metalli, legno strutturale 35-50%
Serramenti in alluminio/PVC 85-95% Alluminio, PVC, vetro 5-15%
Sanitari in ceramica 90-95% Ceramica (inerte), rubinetteria 5-10%

L’efficienza del processo dipende in misura significativa dalla qualità del disassemblaggio iniziale. Un impianto dotato di linee di smontaggio dedicate per ingombranti raggiunge tassi di recupero matericamente superiori rispetto alla triturazione indifferenziata, che genera frazioni miste più difficili da riciclare. Mageco seleziona esclusivamente impianti che adottano il disassemblaggio selettivo come metodologia primaria, garantendo ai propri clienti le migliori performance di recupero disponibili nel panorama impiantistico lombardo.

L’intero processo di recupero degli ingombranti contribuisce a ridurre il conferimento in discarica e le emissioni di gas serra associate. Secondo le stime del sistema CONAI, ogni tonnellata di legno avviata a riciclo da ingombranti evita l’emissione di circa 0,9 tonnellate di CO2 equivalente, mentre il recupero di una tonnellata di acciaio da materassi e strutture metalliche consente un risparmio energetico superiore al 70% rispetto alla produzione da materia prima vergine.

Mageco: recupero professionale di rifiuti ingombranti in Lombardia

Mageco S.r.l. offre dal 2003 un servizio integrato di recupero rifiuti ingombranti su tutto il territorio lombardo, combinando la raccolta presso il committente, il conferimento ad impianti di disassemblaggio selettivo e la rendicontazione delle frazioni effettivamente recuperate, con l’obiettivo di superare sistematicamente il 70% di recupero materico complessivo. La nostra sede di Via Juan Manuel Fangio 11, 20045 Lainate (MI), ci posiziona strategicamente al centro della rete infrastrutturale lombarda.

Il servizio di recupero ingombranti di Mageco si rivolge a un ampio spettro di committenti: imprese che rinnovano gli arredi dei propri uffici, magazzini o stabilimenti; strutture ricettive (alberghi, residence) che effettuano ristrutturazioni; enti pubblici che gestiscono patrimoni immobiliari; amministratori condominiali che coordinano sgomberi; e professionisti dell’edilizia che devono smaltire arredi durante interventi di ristrutturazione. Per ciascuna di queste situazioni, Mageco progetta una soluzione logistica e operativa su misura, dimensionata sulle quantità, sulle tempistiche e sulle caratteristiche specifiche degli ingombranti da gestire.

Il nostro sistema di gestione integrato, certificato ISO 9001:2015 (qualità), ISO 14001:2015 (ambiente) e ISO 45001:2018 (sicurezza), garantisce che ogni fase del processo — dalla raccolta al conferimento finale — venga eseguita secondo procedure standardizzate, verificate e continuamente migliorate. L’iscrizione all’Albo Nazionale Gestori Ambientali nelle categorie 5F e 8C attesta la nostra abilitazione alla raccolta e al trasporto di rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi, inclusi i rifiuti ingombranti.

I vantaggi del recupero ingombranti con Mageco

  • Massimizzazione del tasso di recupero: la rete di impianti partner selezionati da Mageco adotta il disassemblaggio selettivo, che consente di separare e valorizzare ogni singola frazione materica contenuta nei beni ingombranti, raggiungendo tassi di recupero superiori alla media regionale
  • Riduzione dei costi rispetto allo smaltimento: il valore delle materie prime seconde ottenute dal recupero (legno, metalli, plastiche) contribuisce ad abbattere il costo complessivo del servizio rispetto al conferimento indifferenziato in discarica o in impianti di incenerimento
  • Conformità normativa documentata: ogni operazione viene tracciata mediante FIR, registri di carico e scarico e iscrizione al RENTRI, con reportistica periodica che attesta le quantità recuperate e le destinazioni finali di ciascuna frazione
  • Copertura regionale completa: il servizio di recupero ingombranti di Mageco copre tutte le dodici province della Lombardia — da Milano a Sondrio, da Brescia a Mantova — con tempi di intervento rapidi e logistica ottimizzata
  • Rendicontazione ambientale: Mageco fornisce a ogni cliente un report di sostenibilità che quantifica i benefici ambientali del recupero effettuato: tonnellate di CO2 evitate, materie prime vergini risparmiate, percentuale di materiale sottratto alla discarica. Questo dato risulta particolarmente utile per le imprese impegnate nella rendicontazione ESG e nella redazione dei bilanci di sostenibilità

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Costi e domande frequenti sul recupero rifiuti ingombranti

Il costo del recupero rifiuti ingombranti varia in funzione di molteplici parametri e, nella maggior parte dei casi, risulta competitivo rispetto allo smaltimento tradizionale in discarica. La componente economica del servizio dipende dalla natura dei beni da dismettere, dalla quantità, dalla localizzazione del committente e dalla complessità logistica del ritiro. Mageco elabora preventivi personalizzati e gratuiti, basati su un sopralluogo o su una descrizione dettagliata dei materiali da gestire.

Fattori che influenzano i costi del recupero ingombranti

  • Tipologia dei beni: gli ingombranti con alta componente metallica (elettrodomestici, scaffalature) hanno costi di recupero generalmente inferiori rispetto a quelli con prevalenza di frazioni miste (divani, materassi), poiché i metalli hanno un valore di mercato positivo
  • Volume e quantità: grandi volumi consentono di ottimizzare il trasporto e il trattamento, riducendo il costo unitario per pezzo o per tonnellata
  • Accessibilità del sito: la facilità di accesso con mezzi pesanti e la disponibilità di area di carico influiscono sui tempi e dunque sui costi della raccolta
  • Distanza dall’impianto: la prossimità tra il luogo di ritiro e l’impianto di trattamento incide sulla componente di trasporto, che per i rifiuti ingombranti — voluminosi ma spesso leggeri — può rappresentare una quota rilevante del costo complessivo
  • Presenza di frazioni pericolose: beni contenenti componenti pericolosi (gas refrigeranti negli elettrodomestici, pannelli isolanti con fibre minerali, vernici al piombo su vecchi mobili) richiedono procedure di trattamento specifiche con costi aggiuntivi

Domande frequenti

Qual è la differenza tra recupero e smaltimento dei rifiuti ingombranti?

Il recupero dei rifiuti ingombranti prevede il disassemblaggio dei beni, la separazione delle frazioni materiche (legno, metalli, plastica, tessuti) e il loro avvio a impianti di riciclaggio per trasformarli in materie prime seconde. Lo smaltimento, al contrario, destina l’ingombrante alla discarica o all’incenerimento senza valorizzazione dei materiali. Il D.Lgs. 152/2006, all’art. 179, stabilisce che il recupero deve essere privilegiato rispetto allo smaltimento nella gerarchia di gestione dei rifiuti.

Quali rifiuti ingombranti possono essere recuperati?

La quasi totalità dei rifiuti ingombranti contiene frazioni recuperabili: mobili in legno (armadi, tavoli, librerie, letti), imbottiti (divani, poltrone, materassi), elettrodomestici fuori uso (lavatrici, frigoriferi, lavastoviglie), sanitari, serramenti, arredi da ufficio e attrezzature commerciali. Anche i beni apparentemente non riciclabili contengono metalli, legno o plastiche separabili mediante disassemblaggio. Il tasso di recupero complessivo varia dal 50% per gli imbottiti fino al 95% per gli elettrodomestici e i serramenti in alluminio.

È obbligatorio recuperare i rifiuti ingombranti anziché smaltirli?

La normativa italiana (D.Lgs. 152/2006, art. 179) stabilisce che la prevenzione, la preparazione per il riutilizzo e il riciclaggio devono essere privilegiati rispetto allo smaltimento. Sebbene non esista un obbligo assoluto di recuperare ogni singolo ingombrante, il produttore ha l’obbligo di verificare la possibilità di avviare il rifiuto a recupero prima di optare per lo smaltimento. Inoltre, gli obiettivi europei di riciclaggio dei rifiuti urbani (55% entro il 2025, 60% entro il 2030) rendono il recupero degli ingombranti una necessità operativa per il raggiungimento dei target da parte degli enti locali e delle imprese.

Cosa sono i centri di preparazione per il riutilizzo degli ingombranti?

I centri di preparazione per il riutilizzo, regolamentati dal D.M. 8 giugno 2022, n. 119, sono strutture autorizzate che ricevono beni ingombranti (mobili, elettrodomestici, arredi) ancora potenzialmente funzionali, li sottopongono a operazioni di controllo, pulizia, riparazione e, se necessario, ricondizionamento, restituendoli al mercato come prodotti riutilizzabili. Questi centri operano in regime di End of Waste: il bene in uscita non è più un rifiuto ma un prodotto utilizzabile. Si tratta della forma di recupero più virtuosa dal punto di vista ambientale, poiché evita completamente la distruzione del bene e la necessità di riciclare i singoli materiali.

Quanto costa il recupero di rifiuti ingombranti per un’azienda?

Il costo del recupero ingombranti per un’azienda in Lombardia dipende dalla tipologia di beni (mobili, elettrodomestici, materassi), dal volume complessivo, dall’accessibilità del sito di ritiro e dalla distanza dall’impianto di trattamento. Per gli ingombranti ad alta componente metallica, il recupero risulta spesso meno costoso dello smaltimento. Mageco S.r.l. elabora preventivi personalizzati e gratuiti basati sull’analisi dei flussi specifici del cliente. Per un preventivo, è possibile contattare il nostro ufficio al numero 02 83623259 o scrivere a info@mageco.it.

Gli elettrodomestici fuori uso sono rifiuti ingombranti o RAEE?

Gli elettrodomestici fuori uso rientrano in entrambe le classificazioni: sono rifiuti ingombranti per dimensioni (codice CER 20 03 07) e RAEE per natura (codici CER 16 02 xx e 20 01 3x, ai sensi del D.Lgs. 49/2014). Nella prassi, gli elettrodomestici domestici vengono gestiti prevalentemente attraverso la filiera RAEE (ritiro tramite distribuzione o conferimento ai centri di raccolta comunali), mentre per le utenze non domestiche il trasporto avviene attraverso gestori iscritti all’Albo come Mageco. In entrambi i casi, il recupero materico prevale nettamente: dagli elettrodomestici si recuperano acciaio, rame, alluminio, plastica e vetro con tassi complessivi dell’85-95%.

Quali vantaggi ambientali offre il recupero degli ingombranti rispetto alla discarica?

Il recupero dei rifiuti ingombranti offre vantaggi ambientali significativi e quantificabili rispetto allo smaltimento in discarica. Per ogni tonnellata di ingombranti avviati a recupero si evita l’occupazione di circa 1,5-2 metri cubi di volume di discarica, si riducono le emissioni di gas serra (circa 0,9 t CO2eq per tonnellata di legno riciclato), si risparmiano materie prime vergini (minerali ferrosi, cellulosa, petrolio per le plastiche) e si abbatte il consumo energetico della produzione industriale. Inoltre, il recupero previene la formazione di percolato e di biogas da decomposizione in discarica, tutela il suolo e le falde acquifere e contribuisce al raggiungimento degli obiettivi europei di economia circolare.

Servizi correlati e approfondimenti

Il recupero dei rifiuti ingombranti si inserisce nel più ampio sistema di gestione ambientale offerto da Mageco S.r.l. per le imprese e gli enti lombardi. Per approfondire le procedure specifiche relative a singole frazioni materiche o alle modalità di smaltimento quando il recupero non risulti praticabile, Le consigliamo di consultare le seguenti risorse del nostro blog.

Per informazioni dettagliate sui nostri servizi di recupero rifiuti ingombranti e per richiedere un preventivo personalizzato, La invitiamo a visitare la pagina contatti di Mageco o a chiamare il numero 02 83623259.