Recupero pitture in Lombardia: come riciclare residui di verniciatura e avviare la filiera circolare nel 2026

Il recupero pitture costituisce una delle sfide più rilevanti nella gestione dei rifiuti speciali in Lombardia, regione che concentra oltre il 28% della produzione industriale italiana nel settore dei rivestimenti e delle finiture superficiali. Ogni anno, secondo le stime ISPRA, il comparto produttivo lombardo genera migliaia di tonnellate di residui di verniciatura, fondi di latta, pitture scadute e morchie di cabina che, se correttamente trattati, possono essere trasformati da rifiuto a risorsa. Attraverso tecnologie di recupero dei solventi, rigenerazione dei pigmenti e valorizzazione energetica, è possibile restituire al ciclo produttivo una quota significativa dei componenti contenuti nei residui di pittura, riducendo al contempo il consumo di materie prime vergini e l’impatto ambientale associato allo smaltimento in discarica o all’incenerimento.

Mageco S.r.l., con sede a Milano in Via Medardo Rosso 4 e attiva nella gestione ambientale su tutto il territorio lombardo, offre un servizio completo di recupero pitture destinato a industrie, imprese edili, carrozzerie e laboratori artigianali. Iscritta all’Albo Nazionale Gestori Ambientali e certificata ISO 14001 per il sistema di gestione ambientale, l’azienda gestisce l’intero ciclo — dalla raccolta e caratterizzazione dei residui di verniciatura fino al conferimento presso impianti autorizzati al recupero — garantendo la piena conformità al D.Lgs. 152/2006 e al Regolamento CE 1013/2006. In questa guida completa troverà tutte le informazioni necessarie: dalla classificazione dei rifiuti di pittura ai processi di riciclo disponibili, dalla documentazione obbligatoria ai vantaggi ambientali ed economici dell’economia circolare applicata al settore dei rivestimenti.

Cosa sono i rifiuti di pittura: classificazione, codici CER e tipologie recuperabili

I rifiuti di pittura destinabili a recupero comprendono tutti i residui derivanti dalla produzione, dall’utilizzo e dalla manutenzione di prodotti vernicianti — inclusi fondi di latta, pitture scadute, morchie di cabina di verniciatura, acque di lavaggio pigmentate e fanghi di trattamento — che possono essere avviati a processi di rigenerazione del solvente, recupero del pigmento o valorizzazione energetica anziché essere destinati allo smaltimento definitivo. La corretta classificazione di questi rifiuti secondo il Catalogo Europeo dei Rifiuti (CER) è il presupposto indispensabile per individuare la filiera di recupero più efficiente e conforme alla normativa vigente.

Le pitture sono formulazioni complesse composte da leganti (resine), pigmenti, solventi (organici o acqua), additivi e cariche. Quando diventano rifiuto, la loro pericolosità dipende principalmente dalla natura del solvente e dalla presenza di metalli pesanti nei pigmenti. Le pitture a base solvente contengono composti organici volatili (COV) come toluene, xilene, acetone e metiletilchetone, e sono classificate come rifiuti pericolosi. Le pitture all’acqua, pur contenendo polimeri e additivi, risultano generalmente non pericolose, salvo la presenza di biocidi o pigmenti a base di piombo, cromo o cadmio.

Dal punto di vista normativo, il D.Lgs. 152/2006, Parte IV, Allegato D, individua i rifiuti di pittura all’interno di diverse classi CER a seconda dell’origine e della composizione. La distinzione tra codici con asterisco (pericolosi) e senza asterisco (non pericolosi) determina gli obblighi documentali, le modalità di stoccaggio e la tipologia di impianto autorizzato al recupero.

Principali codici CER per rifiuti di pittura destinabili a recupero
Codice CER Descrizione Pericolosità Filiera di recupero prevalente
08 01 11*Pitture e vernici di scarto contenenti solventi organici o altre sostanze pericolosePericolosoRecupero solventi (R2), valorizzazione energetica (R1)
08 01 12Pitture e vernici di scarto diverse da quelle di cui al codice 08 01 11Non pericolosoRecupero materia (R5), recupero energetico (R1)
08 01 13*Fanghi prodotti da pitture e vernici contenenti solventi organici o altre sostanze pericolosePericolosoRecupero solventi (R2), rigenerazione (R7)
08 01 14Fanghi prodotti da pitture e vernici diversi da quelli di cui al codice 08 01 13Non pericolosoRecupero materia (R5)
08 01 15*Fanghi acquosi contenenti pitture e vernici con solventi organici o altre sostanze pericolosePericolosoRecupero solventi (R2), trattamento acque (R3)
08 01 16Fanghi acquosi contenenti pitture e vernici diversi da quelli di cui al codice 08 01 15Non pericolosoRecupero materia (R5), compostaggio fanghi (R3)
08 01 17*Residui della rimozione di pitture e vernici contenenti solventi organici o altre sostanze pericolosePericolosoRecupero solventi (R2), valorizzazione energetica (R1)
08 01 18Residui della rimozione di pitture e vernici diversi da quelli di cui al codice 08 01 17Non pericolosoRecupero materia (R5)

Le tipologie di pittura maggiormente conferite per il recupero in Lombardia includono: smalti alchidici e sintetici provenienti da cantieri edili, fondi e primer epossidici di origine industriale, pitture poliuretaniche bicomponenti da carrozzerie e verniciature industriali, idropitture e pitture a tempera da ristrutturazioni civili, pitture intumescenti e ignifughe da demolizioni di strutture protette, nonché inchiostri e tinte per uso grafico e tipografico. Per ciascuna di queste tipologie, la caratterizzazione analitica preliminare — eseguita tramite analisi chimica del rifiuto secondo la norma UNI 10802 — consente di stabilire il percorso di recupero ottimale.

Normativa sul recupero pitture: D.Lgs. 152/2006, autorizzazioni e obblighi in Lombardia

Il recupero dei rifiuti di pittura in Italia è disciplinato dal D.Lgs. 152/2006 (Testo Unico Ambientale), che stabilisce le condizioni, le procedure autorizzative e gli obblighi documentali per l’avvio dei residui di verniciatura a operazioni di recupero di materia (R2-R5) o di energia (R1), nel rispetto della gerarchia europea dei rifiuti introdotta dalla Direttiva 2008/98/CE e recepita con il D.Lgs. 116/2020. La normativa italiana pone il recupero in posizione prioritaria rispetto allo smaltimento, imponendo ai produttori di rifiuti di pittura di valutare sempre la fattibilità del riciclo prima di optare per la discarica o l’incenerimento senza recupero energetico.

In particolare, il D.Lgs. 152/2006, art. 208, disciplina le autorizzazioni per gli impianti di recupero rifiuti, mentre gli articoli 214 e 216 regolano le procedure semplificate per il recupero dei rifiuti non pericolosi. Per i rifiuti di pittura classificati come pericolosi (CER con asterisco), l’impianto di destinazione deve essere in possesso di autorizzazione ordinaria rilasciata dalla Provincia o dalla Città Metropolitana competente, in conformità con le prescrizioni dell’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) ove prevista.

A livello regionale, la Regione Lombardia ha emanato specifiche disposizioni attraverso le deliberazioni della Giunta Regionale (DGR) che integrano la disciplina statale. In particolare, la normativa lombarda prevede requisiti aggiuntivi per lo stoccaggio temporaneo dei rifiuti di pittura pericolosi nei cantieri e negli stabilimenti produttivi, con limiti temporali ridotti a 3 mesi (anziché 12) per i depositi temporanei superiori a determinati volumi. ARPA Lombardia svolge la funzione di controllo sugli impianti autorizzati al recupero, verificando il rispetto dei limiti emissivi e delle condizioni operative previste dall’autorizzazione.

Il trasporto dei rifiuti di pittura pericolosi deve essere effettuato esclusivamente da imprese iscritte all’Albo Nazionale Gestori Ambientali nella categoria 5 (raccolta e trasporto di rifiuti pericolosi) e con mezzi dotati di equipaggiamento ADR (Accordo europeo per il trasporto su strada delle merci pericolose), poiché molti residui di pittura rientrano nelle classi ADR 3 (liquidi infiammabili) o 9 (sostanze pericolose diverse).

Documentazione obbligatoria per il recupero pitture

  • Formulario di Identificazione Rifiuti (FIR) — accompagna ogni trasporto dal produttore all’impianto di recupero, in quadruplice copia
  • Registro di carico e scarico — vidimato dalla Camera di Commercio, aggiornato entro 10 giorni lavorativi da ogni operazione
  • Modello Unico di Dichiarazione ambientale (MUD) — dichiarazione annuale da presentare entro il 30 giugno dell’anno successivo
  • Scheda di caratterizzazione analitica del rifiuto — analisi chimica conforme alla norma UNI 10802, obbligatoria per i rifiuti pericolosi
  • Scheda di sicurezza (SDS) del rifiuto — per i rifiuti classificati pericolosi ai sensi del Regolamento CLP (CE 1272/2008)
  • Documento di trasporto ADR — per i residui di pittura infiammabili, tossici o corrosivi secondo l’ADR 2025
  • Attestazione di avvenuto recupero — rilasciata dall’impianto di destinazione a conclusione del trattamento

Per le imprese lombarde che producono rifiuti di pittura pericolosi in quantità superiore a 10 kg/anno, è inoltre obbligatoria l’iscrizione al sistema di tracciabilità dei rifiuti RENTRI (Registro Elettronico Nazionale per la Tracciabilità dei Rifiuti), operativo dal 2025 ai sensi del D.M. 4 aprile 2023, n. 59. Per approfondire la normativa relativa allo smaltimento, La invitiamo a consultare la nostra guida dedicata allo smaltimento pitture in Lombardia.

Il processo di recupero pitture: tecnologie, fasi operative e filiere di riciclo

Il recupero delle pitture avviene attraverso una sequenza di operazioni — analisi, separazione, trattamento e valorizzazione — che consentono di estrarre e riutilizzare i componenti pregiati (solventi, pigmenti, resine) contenuti nei residui di verniciatura, restituendoli al ciclo produttivo come materie prime secondarie o impiegandoli come combustibili alternativi in impianti di recupero energetico autorizzati. La scelta della tecnologia dipende dalla composizione chimica del rifiuto, dalla sua pericolosità e dalla fattibilità economica del processo di rigenerazione.

Le filiere di recupero attualmente operative in Lombardia e nel Nord Italia per i rifiuti di pittura si articolano in quattro percorsi principali, ciascuno corrispondente a una specifica operazione di recupero secondo l’Allegato C alla Parte IV del D.Lgs. 152/2006.

Le quattro filiere di recupero pitture

1. Recupero solventi per distillazione (operazione R2). Questa filiera si applica alle pitture a base solvente e ai residui liquidi di verniciatura. Il processo prevede la distillazione frazionata sotto vuoto o a pressione atmosferica, che consente di separare i solventi organici (toluene, xilene, acetone, metiletilchetone, acetato di etile) dal residuo solido costituito da pigmenti e resine. I solventi rigenerati raggiungono gradi di purezza del 95-99% e possono essere reimmessi nel mercato dei solventi tecnici o riutilizzati nel medesimo ciclo produttivo di origine. Il residuo solido può essere ulteriormente trattato per il recupero del pigmento o avviato a valorizzazione energetica.

2. Recupero di materia e rigenerazione (operazioni R3-R5). I fanghi di verniciatura e le morchie di cabina, una volta disidratati tramite filtropressatura o centrifugazione, possono essere lavorati per ottenere pigmenti riutilizzabili, cariche inerti per malte e cementi, oppure granulati per l’industria dei materiali compositi. Le pitture all’acqua esauste, dopo trattamento chimico-fisico di flocculazione e sedimentazione, restituiscono una fase acquosa depurata e un fango che, se non contaminato da metalli pesanti, può essere impiegato come additivo in prodotti cementizi.

3. Valorizzazione energetica (operazione R1). I residui di pittura ad alto potere calorifico — in particolare le pitture a base solvente con PCI superiore a 13.000 kJ/kg — possono essere impiegati come CSS (Combustibile Solido Secondario) o come co-combustibile in cementifici e impianti di termovalorizzazione autorizzati. In questo percorso, l’energia termica contenuta nel rifiuto viene recuperata sostituendo combustibili fossili tradizionali.

4. Rigenerazione delle acque di processo (operazione R3/R7). Le acque di lavaggio delle cabine di verniciatura a velo d’acqua e le acque di pulizia degli impianti vengono trattate mediante processi di ultrafiltrazione, osmosi inversa e trattamento chimico-fisico per separare la componente acquosa depurata — riutilizzabile nel ciclo produttivo — dai fanghi pigmentati, che vengono avviati a recupero o smaltimento a seconda della loro composizione.

Fasi operative del servizio di recupero pitture Mageco

  1. Sopralluogo e analisi preliminare: un tecnico Mageco verifica la tipologia e la quantità dei residui di pittura presenti, preleva campioni rappresentativi e propone la soluzione di recupero più idonea sotto il profilo normativo, ambientale ed economico.
  2. Caratterizzazione analitica: i campioni vengono sottoposti ad analisi chimica presso laboratori accreditati secondo la norma UNI 10802, per determinare la composizione, la pericolosità e il codice CER corretto.
  3. Predisposizione documentale: Mageco prepara il FIR, aggiorna il registro di carico e scarico del cliente e predispone la documentazione ADR per il trasporto dei rifiuti pericolosi.
  4. Raccolta e trasporto: i residui di pittura vengono raccolti con contenitori omologati (fusti, cisternette IBC, cassonetti a tenuta) e trasportati con mezzi autorizzati e dotati di equipaggiamento ADR verso l’impianto di recupero selezionato.
  5. Conferimento e recupero: il rifiuto viene conferito all’impianto di destinazione, dove viene sottoposto al trattamento di recupero autorizzato (R1, R2, R3, R5 o R7 a seconda della tipologia).
  6. Attestazione e reportistica: al completamento del trattamento, Mageco trasmette al cliente l’attestazione di avvenuto recupero, la quarta copia del FIR e un report ambientale con i dati quantitativi del materiale effettivamente recuperato.

Riferimenti per il recupero pitture in Lombardia

Principali impianti e strutture per il recupero pitture nelle province lombarde
Provincia Tipologia impianto Operazioni autorizzate Rifiuti accettati
Milano / Città MetropolitanaImpianti di distillazione solventi e piattaforme di stoccaggioR2, R13CER 08 01 11*, 08 01 13*, 08 01 17*
BresciaCementifici con co-incenerimento e impianti di recupero energeticoR1CER 08 01 11*, 08 01 12, 08 01 13*
BergamoImpianti di trattamento chimico-fisico e recupero materiaR3, R5CER 08 01 14, 08 01 16, 08 01 18
Varese / ComoPiattaforme di stoccaggio e pretrattamentoR12, R13Tutti i CER famiglia 08 01
Pavia / LodiImpianti di rigenerazione solventiR2, R7CER 08 01 11*, 08 01 15*
Cremona / MantovaPiattaforme ecologiche e centri di raccolta autorizzatiR13CER 08 01 12, 08 01 14, 08 01 16

Per informazioni specifiche sul recupero pitture nella Sua provincia, può consultare le nostre guide locali: recupero pitture a Milano, recupero pitture a Brescia e recupero pitture a Bergamo.

Recupero vs smaltimento pitture: analisi ambientale ed economica a confronto

Il recupero dei rifiuti di pittura offre vantaggi ambientali ed economici significativamente superiori rispetto allo smaltimento tradizionale: riduce fino al 70% le emissioni di CO2 associate alla gestione del rifiuto, consente di risparmiare materie prime vergini e, in molti casi, comporta costi inferiori per il produttore grazie al valore di mercato dei materiali recuperati. La scelta tra recupero e smaltimento non è solo una decisione gestionale, ma un obbligo normativo sancito dalla gerarchia dei rifiuti di cui all’art. 179 del D.Lgs. 152/2006.

La gerarchia europea dei rifiuti, recepita in Italia con il D.Lgs. 116/2020, impone di privilegiare nell’ordine: prevenzione, preparazione per il riutilizzo, riciclaggio, altro recupero (incluso il recupero energetico) e, solo come ultima opzione, lo smaltimento. Per i rifiuti di pittura, ciò significa che il produttore deve dimostrare di aver valutato la fattibilità del recupero prima di optare per lo smaltimento delle pitture.

Dal punto di vista ambientale, il recupero dei solventi tramite distillazione consente di evitare la produzione di solventi vergini da fonti petrolifere, con un risparmio energetico stimato nell’ordine del 60-80% rispetto alla sintesi ex novo. Il recupero dei pigmenti inorganici (ossidi di ferro, biossido di titanio) evita l’estrazione mineraria e la lavorazione ad alta intensità energetica delle materie prime. La valorizzazione energetica, pur collocandosi in posizione subordinata nella gerarchia, consente comunque di sostituire combustibili fossili e di ridurre il conferimento in discarica, con i relativi problemi di percolazione e contaminazione del suolo.

Sul piano economico, il costo del recupero pitture varia in funzione della tipologia e della pericolosità del rifiuto, ma in molti casi risulta competitivo rispetto allo smaltimento in impianti di incenerimento o discarica per rifiuti pericolosi. I solventi rigenerati hanno un valore di mercato che può coprire parzialmente il costo del trattamento, mentre lo smaltimento dei medesimi rifiuti in discarica per pericolosi comporta oneri crescenti a causa della progressiva riduzione della capacità ricettiva delle discariche autorizzate e dell’aumento dell’ecotassa regionale. Per un’analisi completa delle opzioni di recupero di rifiuti analoghi, Le suggeriamo di consultare anche la nostra guida sul recupero solventi e sul recupero vernici.

Perché scegliere Mageco per il recupero pitture in Lombardia

Mageco S.r.l. è il partner di riferimento per il recupero pitture in Lombardia perché gestisce l’intero ciclo del rifiuto di verniciatura — dalla caratterizzazione analitica al conferimento presso impianti autorizzati — garantendo la massima percentuale di recupero effettivo, la piena conformità normativa e un servizio reattivo con tempi di intervento entro 48 ore dalla richiesta. L’azienda opera dal proprio centro operativo di Milano al servizio di tutte le province lombarde, con una rete consolidata di impianti di recupero convenzionati.

Ogni anno, Mageco gestisce centinaia di tonnellate di rifiuti di pittura per conto di industrie manifatturiere, imprese di costruzione e ristrutturazione, carrozzerie, tipografie e laboratori artigianali. La profonda conoscenza della normativa ambientale, unita alla collaborazione con impianti di recupero specializzati nella distillazione solventi, nella rigenerazione dei pigmenti e nella valorizzazione energetica, consente di individuare per ogni cliente la soluzione di recupero più vantaggiosa sotto il profilo economico e ambientale.

L’approccio di Mageco al recupero pitture si distingue per la cura della fase di caratterizzazione analitica, che permette di classificare correttamente il rifiuto e di indirizzarlo verso la filiera di recupero ottimale. Troppo spesso, una caratterizzazione approssimativa porta a classificare come pericolosi rifiuti di pittura che potrebbero accedere a filiere di recupero meno onerose, oppure, al contrario, a conferire rifiuti pericolosi in impianti non adeguati, con il rischio di sanzioni amministrative e penali per il produttore. L’ampia esperienza nel settore della gestione e recupero dei rifiuti pericolosi consente a Mageco di garantire la massima sicurezza in ogni fase.

I vantaggi del servizio Mageco per il recupero pitture

  • Conformità normativa garantita: gestione documentale completa (FIR, registro, MUD, RENTRI) e verifica delle autorizzazioni di tutti gli impianti di destinazione, per azzerare il rischio di sanzioni a carico del produttore del rifiuto.
  • Massimizzazione del tasso di recupero: grazie alla rete di impianti convenzionati specializzati, Mageco indirizza ogni tipologia di pittura verso la filiera di recupero più efficiente, riducendo al minimo la quota destinata allo smaltimento.
  • Servizio rapido su tutta la Lombardia: intervento entro 48 ore dalla richiesta, con fornitura di contenitori omologati (fusti da 200 litri, cisternette IBC da 1.000 litri, cassonetti a tenuta) e ritiro programmato o su chiamata.
  • Tracciabilità completa e reportistica ambientale: ogni conferimento è documentato con FIR, attestazione di avvenuto recupero e report quantitativo, utilizzabili per la rendicontazione ambientale aziendale e per le certificazioni di sostenibilità.
  • Consulenza tecnica dedicata: supporto nella classificazione dei rifiuti, nell’ottimizzazione delle procedure di stoccaggio temporaneo in azienda e nell’adempimento degli obblighi RENTRI.

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Costi del recupero pitture e domande frequenti

Il costo del servizio di recupero pitture dipende da molteplici variabili che influenzano la complessità operativa e il valore del trattamento. Mageco fornisce preventivi personalizzati gratuiti dopo un’analisi preliminare del rifiuto, consentendo al cliente di conoscere in anticipo l’investimento necessario e di confrontarlo con le alternative disponibili.

Fattori che influenzano i costi del recupero pitture

  • Classificazione del rifiuto (pericoloso/non pericoloso): i rifiuti di pittura pericolosi (CER con asterisco) richiedono trasporto ADR, contenitori omologati ONU e impianti con autorizzazioni specifiche, con costi mediamente superiori del 40-60% rispetto ai non pericolosi.
  • Quantità e frequenza di conferimento: volumi maggiori e contratti con ritiri programmati consentono economie di scala significative, con riduzioni del costo unitario fino al 25%.
  • Stato fisico e composizione del rifiuto: le pitture liquide a base solvente, più facilmente distillabili, hanno generalmente costi di recupero inferiori rispetto ai fanghi e alle morchie di cabina, che richiedono pretrattamenti aggiuntivi.
  • Distanza dall’impianto di recupero: i costi di trasporto incidono proporzionalmente alla distanza tra il luogo di produzione del rifiuto e l’impianto di destinazione. La rete di impianti convenzionati Mageco nelle province lombarde minimizza questa componente.
  • Necessità di analisi chimiche: la caratterizzazione analitica del rifiuto, obbligatoria per i pericolosi, rappresenta un costo aggiuntivo che varia in funzione dei parametri da determinare.

Domande frequenti sul recupero pitture

Quali tipi di pitture possono essere avviati a recupero?

Possono essere avviati a recupero praticamente tutti i residui di pittura: smalti alchidici e sintetici, pitture poliuretaniche, epossidiche, acriliche, idropitture, tempere, pitture intumescenti, primer, fondi e finiture, sia in forma liquida sia sotto forma di fanghi, morchie di cabina o residui essiccati. La fattibilità del recupero e la filiera specifica dipendono dalla composizione chimica, dalla presenza di solventi organici e dalla eventuale contaminazione da metalli pesanti, che vengono accertate tramite analisi chimica preliminare.

Le pitture all’acqua scadute possono essere recuperate?

Sì, le pitture all’acqua (idropitture) scadute o inutilizzabili possono essere avviate a recupero. Essendo classificate generalmente come rifiuti non pericolosi (CER 08 01 12), le idropitture possono essere trattate tramite processi di separazione chimico-fisica per recuperare la componente acquosa e i pigmenti. In alternativa, una volta disidratate, possono essere impiegate come cariche inerti nell’industria dei materiali da costruzione. Il costo di recupero delle pitture all’acqua è generalmente inferiore rispetto a quello delle pitture a base solvente.

Qual è la differenza tra recupero e smaltimento delle pitture?

Il recupero delle pitture prevede il trattamento del rifiuto per estrarre e riutilizzare i componenti pregiati (solventi, pigmenti, resine) come materie prime secondarie o per produrre energia, restituendo valore al rifiuto. Lo smaltimento, invece, comporta la distruzione definitiva del rifiuto tramite incenerimento senza recupero energetico o il conferimento in discarica. La normativa italiana (D.Lgs. 152/2006, art. 179) impone di privilegiare il recupero rispetto allo smaltimento, seguendo la gerarchia europea dei rifiuti.

Come devono essere stoccati i rifiuti di pittura in attesa del recupero?

I rifiuti di pittura devono essere stoccati in contenitori a tenuta, omologati ONU per i rifiuti pericolosi (fusti metallici o in HDPE da 200 litri, cisternette IBC da 1.000 litri), su superficie impermeabilizzata dotata di bacino di contenimento con capacità pari almeno al 30% del volume totale e comunque non inferiore al volume del contenitore più grande. I contenitori devono riportare l’etichettatura CER e ADR. Il deposito temporaneo non deve superare i limiti quantitativi e temporali previsti dall’art. 183, comma 1, lettera bb) del D.Lgs. 152/2006: 30 metri cubi di cui 10 di pericolosi, oppure un anno dalla data di produzione.

In quanto tempo Mageco interviene per il ritiro dei rifiuti di pittura?

Mageco garantisce un intervento entro 48 ore dalla richiesta per il ritiro dei rifiuti di pittura su tutto il territorio della Lombardia. Il servizio comprende la fornitura di contenitori omologati, la compilazione del FIR, il trasporto con mezzi autorizzati e dotati di equipaggiamento ADR (per i rifiuti pericolosi) e il conferimento presso l’impianto di recupero più idoneo. Per le aziende con produzione regolare, è possibile attivare un servizio di ritiro programmato a cadenza settimanale, quindicinale o mensile.

Cosa si ottiene dal recupero dei solventi contenuti nelle pitture?

Dal recupero dei solventi contenuti nelle pitture mediante distillazione si ottengono solventi rigenerati (toluene, xilene, acetone, metiletilchetone, acetato di etile) con gradi di purezza del 95-99%, riutilizzabili come solventi tecnici o per la produzione di nuove pitture. Il residuo solido della distillazione, costituito da pigmenti e resine, può essere avviato a ulteriore recupero di materia o a valorizzazione energetica. Il processo di distillazione consente un risparmio energetico del 60-80% rispetto alla produzione di solventi vergini da fonti petrolifere.

Il recupero pitture è obbligatorio per legge?

La normativa italiana non impone un obbligo assoluto di recupero, ma la gerarchia dei rifiuti sancita dall’art. 179 del D.Lgs. 152/2006 (come modificato dal D.Lgs. 116/2020) prevede che il recupero sia privilegiato rispetto allo smaltimento. Il produttore del rifiuto deve pertanto dimostrare di aver valutato la fattibilità del recupero prima di optare per lo smaltimento. In sede di controllo, ARPA Lombardia può richiedere evidenza documentale di questa valutazione. Per le aziende certificate ISO 14001 o EMAS, la massimizzazione del tasso di recupero è inoltre un requisito del sistema di gestione ambientale.

Servizi correlati e approfondimenti

Il recupero delle pitture si inserisce in un quadro più ampio di servizi di gestione ambientale che Mageco S.r.l. offre su tutto il territorio lombardo. Per approfondire le tematiche correlate alla gestione dei residui di verniciatura e dei rifiuti chimici, La invitiamo a consultare le seguenti guide:

Per il recupero pitture nelle singole province lombarde, consulti le nostre guide locali: