Recupero olio minerale esausto in Lombardia: dalla raccolta alla rigenerazione delle basi lubrificanti
Il recupero olio minerale esausto costituisce uno dei pilastri dell’economia circolare nel settore dei lubrificanti e dei prodotti petroliferi. Ogni anno in Italia vengono raccolte oltre 180.000 tonnellate di oli minerali usati, di cui circa il 98% viene avviato a rigenerazione per produrre nuove basi lubrificanti, secondo i dati ufficiali del CONOU (Consorzio Nazionale per la Gestione, Raccolta e Trattamento degli Oli Minerali Usati). L’Italia rappresenta un’eccellenza europea in questo campo: il tasso di rigenerazione nazionale supera il 90%, posizionando il Paese al primo posto nell’Unione Europea per percentuale di olio recuperato e trasformato in nuova materia prima. La Lombardia, con il suo tessuto industriale denso e diversificato, contribuisce per circa il 22% alla produzione nazionale di oli esausti.
Mageco S.r.l., con sede in Via Medardo Rosso 4 a Milano e operativa su tutte le dodici province lombarde, offre alle imprese un servizio integrato di raccolta, stoccaggio provvisorio e avvio a rigenerazione dell’olio minerale esausto. Che si tratti di oli lubrificanti per motori, fluidi idraulici, oli da taglio interi, oli diatermici o grassi minerali, Mageco gestisce l’intera filiera documentale e logistica nel pieno rispetto del D.Lgs. 152/2006 e delle disposizioni del CONOU. Questa guida approfondisce la classificazione degli oli minerali esausti, il quadro normativo vigente, il processo industriale di rigenerazione, i vantaggi ambientali ed economici e i servizi che Mageco mette a disposizione delle aziende lombarde per il recupero olio minerale.
Cosa sono gli oli minerali esausti: definizione, tipologie e codici CER
Gli oli minerali esausti sono oli lubrificanti, idraulici, diatermici, isolanti e da taglio di origine petrolifera che, dopo l’utilizzo nelle applicazioni industriali o motoristiche, hanno perso le proprietà chimico-fisiche originarie e non possono essere riutilizzati senza un processo di rigenerazione. Si tratta di rifiuti classificati come pericolosi ai sensi dell’Allegato D alla Parte Quarta del D.Lgs. 152/2006, in quanto contengono idrocarburi policiclici aromatici (IPA), metalli pesanti (piombo, cadmio, cromo), additivi degradati e contaminanti derivanti dai processi di combustione o usura meccanica.
L’olio minerale usato non deve essere confuso con l’olio vegetale esausto, che ha origine alimentare e segue un circuito di raccolta differente. L’olio minerale deriva dalla raffinazione del petrolio grezzo e viene impiegato in molteplici settori: automobilistico, metalmeccanico, energetico, siderurgico, navale e delle costruzioni. La sua composizione chimica, alterata dall’uso, richiede processi specifici di re-refining per separare i contaminanti e restituire un olio base di qualita analoga a quello vergine.
La classificazione degli oli minerali esausti secondo il Catalogo Europeo dei Rifiuti (CER) si articola in diverse voci, a seconda dell’origine e del grado di contaminazione. Di seguito le principali categorie con i relativi codici CER.
| Codice CER | Descrizione | Origine tipica |
|---|---|---|
| 13 01 10* | Oli minerali per circuiti idraulici non clorurati | Impianti idraulici industriali, presse |
| 13 01 11* | Oli sintetici per circuiti idraulici | Sistemi idraulici ad alte prestazioni |
| 13 02 05* | Oli minerali per motori, ingranaggi e lubrificazione non clorurati | Officine, autorimesse, flotte aziendali |
| 13 02 06* | Oli sintetici per motori, ingranaggi e lubrificazione | Motori ad alte prestazioni, turbine |
| 13 02 08* | Altri oli per motori, ingranaggi e lubrificazione | Applicazioni miste industriali |
| 13 03 07* | Oli minerali isolanti e termoconduttori non clorurati | Trasformatori elettrici, impianti diatermici |
| 13 03 10* | Altri oli isolanti e termoconduttori | Apparecchiature elettriche di potenza |
| 13 05 06* | Oli prodotti dalla separazione olio/acqua | Impianti di trattamento acque reflue industriali |
L’asterisco (*) accanto al codice CER indica che il rifiuto e classificato come pericoloso. Tutti gli oli minerali esausti rientrano in questa categoria e devono essere gestiti da operatori autorizzati iscritti all’Albo Nazionale Gestori Ambientali nelle categorie appropriate. La corretta identificazione del codice CER e il primo passo fondamentale per garantire un recupero conforme alla normativa e massimizzare la percentuale di olio base rigenerato.

Normativa sul recupero olio minerale: D.Lgs. 152/2006, CONOU e direttive UE
Il recupero dell’olio minerale esausto in Italia e disciplinato dal D.Lgs. 152/2006 (Codice dell’Ambiente), Parte Quarta, Titolo I, che stabilisce la gerarchia di gestione dei rifiuti con priorita assoluta alla rigenerazione rispetto alla combustione o allo smaltimento in discarica. L’art. 216-bis del D.Lgs. 152/2006 impone esplicitamente che gli oli usati siano avviati in via prioritaria alla rigenerazione, ossia al trattamento che consente di ottenere nuove basi lubrificanti, e solo in subordine all’utilizzo come combustibile o ad altri trattamenti di recupero energetico.
Il CONOU (Consorzio Nazionale per la Gestione, Raccolta e Trattamento degli Oli Minerali Usati), istituito dall’art. 236 del D.Lgs. 152/2006, e l’ente pubblico che coordina a livello nazionale la raccolta degli oli usati presso le imprese produttrici. Il CONOU opera attraverso una rete di circa 60 aziende raccoglitrici concessionarie distribuite su tutto il territorio nazionale e garantisce la raccolta gratuita dell’olio minerale esausto per quantitativi superiori ai 300 litri. In Lombardia, il consorzio dispone di numerosi punti di raccolta e concessionari autorizzati che servono capillarmente tutte le province, da Milano a Sondrio.
A livello europeo, la Direttiva 2008/98/CE sui rifiuti, recepita in Italia dal D.Lgs. 116/2020, rafforza il principio della gerarchia dei rifiuti e introduce obiettivi specifici per il recupero di materia. Il Regolamento REACH (CE 1907/2006) disciplina inoltre la gestione delle sostanze chimiche contenute negli oli usati, imponendo obblighi di registrazione e valutazione per le basi rigenerate immesse sul mercato. La normativa tecnica UNI EN ISO 14001 e il Regolamento EMAS (CE 1221/2009) forniscono infine i quadri di riferimento per i sistemi di gestione ambientale delle imprese che trattano oli esausti.
Documentazione obbligatoria per il recupero olio minerale
- Formulario di Identificazione Rifiuti (FIR): documento che accompagna ogni trasporto di olio minerale esausto dal produttore all’impianto di trattamento, redatto ai sensi dell’art. 193 del D.Lgs. 152/2006
- Registro di carico e scarico: registro cronologico delle operazioni di produzione, stoccaggio e conferimento degli oli usati, obbligatorio ai sensi dell’art. 190 del D.Lgs. 152/2006
- Modello Unico di Dichiarazione ambientale (MUD): dichiarazione annuale dei quantitativi di oli minerali esausti prodotti e conferiti, da presentare entro il 30 aprile di ogni anno alla Camera di Commercio competente
- Analisi chimiche dell’olio esausto: caratterizzazione del rifiuto mediante analisi di laboratorio per determinare il contenuto di PCB/PCT, cloro, metalli pesanti e il potere calorifico, necessaria per l’attribuzione del corretto codice CER
- Contratto con raccoglitore autorizzato CONOU: accordo con una delle aziende concessionarie del CONOU per la raccolta periodica, che garantisce la tracciabilita dell’intero percorso fino all’impianto di rigenerazione
- Certificato di avvenuto recupero: attestazione rilasciata dall’impianto di rigenerazione che documenta l’effettivo trattamento e le quantita di basi lubrificanti rigenerate ottenute
Le sanzioni per la gestione non conforme degli oli minerali esausti sono particolarmente severe. L’art. 256 del D.Lgs. 152/2006 prevede l’arresto da tre mesi a un anno o l’ammenda da 2.600 a 26.000 euro per lo smaltimento illecito di rifiuti pericolosi. Lo sversamento doloso o colposo di olio minerale nel suolo, nel sottosuolo o nelle acque superficiali configura il reato di inquinamento ambientale ai sensi dell’art. 452-bis del Codice Penale, con pene fino a sei anni di reclusione. Per approfondimenti normativi, si consulti il portale di ARPA Lombardia.
Il processo di rigenerazione dell’olio minerale: dalla raccolta alle basi rigenerate
La rigenerazione dell’olio minerale esausto, detta anche re-refining, e un processo industriale che consente di ottenere nuove basi lubrificanti con un rendimento superiore al 90% in peso, rimuovendo contaminanti, additivi degradati e prodotti di ossidazione attraverso fasi successive di disidratazione, distillazione sotto vuoto e trattamento finale. Le basi lubrificanti rigenerate possiedono caratteristiche chimico-fisiche equivalenti a quelle ottenute dalla raffinazione primaria del petrolio grezzo e possono essere additivate per produrre lubrificanti finiti conformi alle specifiche dei principali costruttori di motori (API, ACEA).
Il processo di recupero dell’olio minerale esausto si articola in fasi distinte, ciascuna con una funzione specifica nella rimozione dei contaminanti e nella purificazione dell’olio base. Gli impianti di rigenerazione italiani, tra cui quelli gestiti dai principali operatori del settore come Viscolube (oggi Itelyum Regeneration), rappresentano un’eccellenza tecnologica riconosciuta a livello internazionale.
Le fasi del processo di rigenerazione dell’olio minerale
- Raccolta e stoccaggio provvisorio: l’olio minerale esausto viene raccolto presso le sedi dei produttori (officine, stabilimenti industriali, autorimesse, centrali elettriche) da raccoglitori autorizzati CONOU mediante autobotti o fusti. Presso il deposito intermedio, i lotti vengono analizzati per verificare l’assenza di PCB/PCT e di contaminanti incompatibili con il processo di rigenerazione.
- Pre-trattamento e disidratazione termica: l’olio usato viene riscaldato a 120-160 gradi centigradi in colonne di disidratazione per rimuovere l’acqua libera ed emulsionata, i solventi leggeri e i gas disciolti. Questa fase riduce il contenuto di acqua al di sotto dello 0,5% in peso, condizione necessaria per le fasi successive.
- Distillazione sotto vuoto (Thin Film Evaporation): l’olio disidratato viene sottoposto a distillazione frazionata sotto vuoto spinto (pressione residua 2-10 mbar) a temperature comprese tra 300 e 380 gradi centigradi. In questa fase si separano le diverse frazioni di olio base (leggere, medie e pesanti) dai residui bituminosi e dai metalli pesanti concentrati nel fondo colonna. Il rendimento in basi lubrificanti raggiunge tipicamente il 55-65% del peso dell’olio alimentato.
- Trattamento di finitura (hydrofinishing o clay treatment): le basi distillate vengono sottoposte a idrogenazione catalitica (hydrofinishing) o a trattamento con terre decoloranti per rimuovere gli ultimi residui di IPA, composti solforati e impurita cromatiche. L’hydrofinishing, operato a pressioni di 30-80 bar e temperature di 300-350 gradi centigradi in presenza di catalizzatori a base di nichel-molibdeno, produce basi di elevata purezza con contenuto di IPA inferiore a 1 ppm.
- Controllo qualita e miscelazione: le basi lubrificanti rigenerate vengono sottoposte a rigorosi controlli analitici (viscosita cinematica, indice di viscosita, punto di infiammabilita, residuo carbonioso, contenuto di zolfo, colore) e confrontate con le specifiche delle basi vergini di Gruppo I e Gruppo II. Le basi conformi vengono stoccate e avviate alla miscelazione con pacchetti additivi per la produzione di lubrificanti finiti.
Resa del processo di rigenerazione e bilancio di massa
| Prodotto/Sottoprodotto | Quantita (kg) | Percentuale | Destinazione |
|---|---|---|---|
| Basi lubrificanti rigenerate | 58-65 | 58-65% | Produzione lubrificanti, ri-immissione sul mercato |
| Gasolio e frazioni leggere | 8-12 | 8-12% | Utilizzo come combustibile in impianti autorizzati |
| Acqua e solventi leggeri | 10-15 | 10-15% | Depurazione in impianto di trattamento acque |
| Bitume e residui pesanti | 10-18 | 10-18% | Produzione asfalti, impermeabilizzanti |
| Perdite di processo (gas, vapori) | 2-5 | 2-5% | Recupero energetico, abbattimento emissioni |
Considerando l’intero bilancio di massa, la rigenerazione consente il recupero di oltre il 90% dell’olio minerale esausto sotto forma di prodotti e sottoprodotti riutilizzabili, con un conferimento in discarica praticamente nullo. Questo dato colloca la filiera italiana della rigenerazione tra le piu efficienti al mondo, come riconosciuto dall’ISPRA nel Rapporto Rifiuti Speciali pubblicato annualmente.

Vantaggi ambientali ed economici del recupero olio minerale rispetto allo smaltimento
Il recupero dell’olio minerale esausto tramite rigenerazione produce un risparmio energetico pari a circa il 50% rispetto alla raffinazione primaria del petrolio grezzo, evitando al contempo l’emissione in atmosfera di circa 3 tonnellate di CO2 equivalente per ogni tonnellata di basi rigenerate prodotte. Questi dati, certificati dal CONOU e confermati dall’Agenzia Europea dell’Ambiente, rendono la rigenerazione la scelta ambientalmente ottimale nella gerarchia di gestione degli oli usati.
Dal punto di vista dell’economia circolare, la rigenerazione degli oli minerali esausti rappresenta un caso esemplare di chiusura del ciclo produttivo. A differenza della termodistruzione (combustione in cementifici o centrali termiche), che distrugge irreversibilmente la materia prima, la rigenerazione consente di reimmettere sul mercato un prodotto di qualita equivalente all’olio vergine, riducendo la dipendenza dalle importazioni di petrolio grezzo. L’Italia importa annualmente circa il 90% del petrolio che consuma; ogni tonnellata di basi lubrificanti rigenerate corrisponde a un risparmio di circa 1,4 tonnellate di petrolio grezzo non estratto.
I vantaggi economici per le aziende produttrici di olio esausto sono altrettanto significativi. Il conferimento al circuito CONOU e gratuito per quantitativi superiori a 300 litri, eliminando i costi di smaltimento. Per le imprese che generano grandi volumi, come officine con flotte numerose o stabilimenti metalmeccanici, la corretta gestione degli oli usati consente inoltre di valorizzare il rifiuto come materia prima seconda, con possibilita di ottenere un corrispettivo economico per lotti di olio particolarmente pulito e privo di contaminanti.
- Risparmio energetico: la rigenerazione consuma circa la meta dell’energia necessaria per produrre basi lubrificanti dalla raffinazione primaria del petrolio grezzo
- Riduzione delle emissioni di CO2: si evita l’emissione di circa 3 tonnellate di CO2 equivalente per ogni tonnellata di basi rigenerate prodotte
- Conservazione delle risorse naturali: una tonnellata di basi rigenerate sostituisce circa 1,4 tonnellate di petrolio grezzo importato
- Raccolta gratuita tramite CONOU: nessun costo di smaltimento per le imprese con volumi superiori a 300 litri
- Conformita ai criteri ESG: l’adesione al circuito di rigenerazione contribuisce al rating ambientale aziendale e alla reportistica di sostenibilita
- Riduzione del rischio di contaminazione: un litro di olio minerale non correttamente gestito puo rendere non potabile fino a un milione di litri di acqua
Mageco: il Suo partner per il recupero olio minerale in Lombardia
Mageco S.r.l. offre un servizio completo di raccolta, analisi, stoccaggio provvisorio e avvio a rigenerazione dell’olio minerale esausto per aziende, officine, autorimesse e stabilimenti industriali in tutte le dodici province della Lombardia. Con sede operativa a Milano, in Via Medardo Rosso 4, Mageco dispone di mezzi autorizzati per il trasporto di rifiuti pericolosi in regime ADR e opera nel pieno rispetto delle prescrizioni del D.Lgs. 152/2006, dell’Albo Nazionale Gestori Ambientali e delle procedure CONOU.
Il servizio di recupero olio minerale di Mageco si distingue per la rapidita di intervento, la tracciabilita documentale completa e la capacita di gestire sia piccoli quantitativi (fusti da 200 litri) sia grandi volumi (autobotti fino a 30.000 litri). Il nostro team tecnico effettua un sopralluogo preliminare gratuito per valutare le condizioni di stoccaggio dell’olio esausto presso la Sua sede, verificare la conformita dei contenitori e pianificare la frequenza ottimale di ritiro in funzione dei Suoi volumi produttivi.
Mageco coordina l’intera filiera logistica e documentale: dalla compilazione del FIR alla registrazione nel registro di carico e scarico, dall’analisi chimico-fisica dell’olio alla consegna all’impianto di rigenerazione autorizzato, fino al rilascio del certificato di avvenuto recupero. Il cliente riceve una rendicontazione periodica dei quantitativi conferiti e delle destinazioni finali, completa di tutta la documentazione necessaria per il MUD annuale e per eventuali verifiche ispettive da parte di ARPA Lombardia o dell’autorita giudiziaria.
I vantaggi del nostro servizio di recupero olio minerale
- Conformita normativa garantita: gestione completa della documentazione ambientale (FIR, registro, MUD, analisi, certificati di recupero) nel rispetto del D.Lgs. 152/2006 e delle procedure CONOU
- Intervento rapido su tutta la Lombardia: ritiro programmato o su chiamata entro 48-72 ore in tutte le province, da Milano a Sondrio, con mezzi ADR autorizzati al trasporto di rifiuti pericolosi
- Tracciabilita completa della filiera: ogni lotto di olio esausto e tracciato dal ritiro fino all’impianto di rigenerazione, con documentazione digitale consultabile dal cliente in qualsiasi momento
- Consulenza ambientale personalizzata: supporto tecnico per l’organizzazione dello stoccaggio, la scelta dei contenitori idonei, la formazione del personale addetto e la preparazione alle visite ispettive
Scopra tutti i nostri servizi di gestione ambientale e le nostre certificazioni.
Costi del recupero olio minerale e domande frequenti
Il costo del recupero dell’olio minerale esausto dipende da diversi fattori, tra cui il quantitativo conferito, la frequenza di ritiro, le condizioni di stoccaggio, il grado di contaminazione dell’olio e la distanza dall’impianto di rigenerazione. Per lotti superiori a 300 litri conferiti al circuito CONOU, la raccolta e generalmente gratuita. Per quantitativi inferiori o per oli con contaminanti particolari (PCB, cloro elevato, emulsioni miste), possono essere previsti costi aggiuntivi per le analisi di caratterizzazione e per le operazioni di trattamento preliminare.
Fattori che influenzano i costi del recupero olio minerale
- Quantitativo e frequenza di ritiro: volumi superiori a 500 litri e ritiri programmati consentono di ottimizzare la logistica e ridurre i costi per litro
- Grado di contaminazione: oli con tenori elevati di acqua, solventi, PCB o metalli pesanti richiedono analisi supplementari e trattamenti preliminari prima della rigenerazione
- Condizioni di stoccaggio: oli stoccati in contenitori idonei, separati per tipologia e protetti dagli agenti atmosferici, hanno costi di gestione inferiori rispetto a situazioni di stoccaggio promiscuo o non conforme
- Distanza e accessibilita del sito: la localizzazione del punto di ritiro rispetto ai principali assi stradali lombardi e l’accessibilita per i mezzi di raccolta influiscono sui costi di trasporto
Domande frequenti sul recupero olio minerale
Che differenza c’e tra rigenerazione e combustione dell’olio minerale esausto?
La rigenerazione (re-refining) e un processo che trasforma l’olio minerale esausto in nuove basi lubrificanti riutilizzabili, con un rendimento del 58-65% in basi e un recupero complessivo di materia superiore al 90%. La combustione (recupero energetico), invece, distrugge irreversibilmente l’olio per produrre energia termica, senza possibilita di recuperare la materia prima. L’art. 216-bis del D.Lgs. 152/2006 impone la priorita della rigenerazione sulla combustione nella gerarchia di gestione degli oli usati.
La raccolta dell’olio minerale esausto e gratuita per le aziende?
La raccolta e gratuita per quantitativi superiori a 300 litri di olio minerale esausto conforme ai requisiti del CONOU (assenza di PCB/PCT, contaminanti cloro inferiori allo 0,5%, assenza di miscele con solventi o oli vegetali). Per quantitativi inferiori o per oli con contaminazioni particolari, possono essere previsti costi di ritiro e analisi. Mageco S.r.l. effettua un sopralluogo gratuito per valutare le condizioni del Suo olio esausto e indicarLe la soluzione piu conveniente.
Quali tipologie di olio minerale possono essere avviate a rigenerazione?
Possono essere rigenerati gli oli lubrificanti per motori (auto, moto, mezzi pesanti, natanti), gli oli per ingranaggi e riduttori, gli oli idraulici, gli oli da taglio interi (non emulsionabili), gli oli diatermici, gli oli isolanti per trasformatori (previo accertamento dell’assenza di PCB) e i grassi minerali. Non sono avviabili alla rigenerazione le emulsioni oleose acquose, gli oli contaminati da solventi clorurati e gli oli misti a rifiuti non oleosi. Per le emulsioni oleose, Mageco offre un servizio dedicato di recupero emulsioni oleose.
Quali documenti servono per conferire olio minerale esausto?
Per il conferimento dell’olio minerale esausto e necessario disporre del Formulario di Identificazione Rifiuti (FIR) compilato in quattro copie, del registro di carico e scarico aggiornato con le movimentazioni dell’olio, dell’analisi chimico-fisica del rifiuto (per la prima consegna o in caso di variazione della tipologia), del contratto con il raccoglitore autorizzato e dell’iscrizione al CONOU del produttore, se applicabile. Mageco S.r.l. assiste i propri clienti nella compilazione di tutti i documenti obbligatori.
Come deve essere stoccato l’olio minerale esausto in azienda?
L’olio minerale esausto deve essere stoccato in contenitori a tenuta stagna (fusti metallici da 200 litri, cisternette IBC da 1.000 litri o serbatoi fissi a doppia parete) posizionati su bacini di contenimento di capacita pari ad almeno il 110% del volume del contenitore piu grande. L’area di stoccaggio deve essere coperta, dotata di pavimentazione impermeabile, segnalata con apposita cartellonistica e accessibile ai mezzi di raccolta. E vietato miscelare l’olio minerale con oli vegetali, solventi, emulsioni acquose o altri rifiuti liquidi.
Quanto tempo puo essere stoccato l’olio minerale esausto in azienda?
Ai sensi dell’art. 183, comma 1, lettera bb) del D.Lgs. 152/2006, il deposito temporaneo di rifiuti pericolosi, incluso l’olio minerale esausto, e consentito per un massimo di 12 mesi dalla data di produzione, a condizione che il quantitativo stoccato non superi i 10 metri cubi. In alternativa, il produttore puo optare per il conferimento ogni tre mesi indipendentemente dal quantitativo, oppure quando il volume raggiunge i 10 metri cubi. Mageco consiglia un ritiro programmato trimestrale per garantire la piena conformita normativa.
L’olio minerale rigenerato ha la stessa qualita dell’olio vergine?
Le basi lubrificanti ottenute dalla rigenerazione dell’olio minerale esausto possiedono caratteristiche chimico-fisiche (viscosita, indice di viscosita, punto di infiammabilita, residuo carbonioso) conformi alle specifiche delle basi vergini di Gruppo I e Gruppo II secondo la classificazione API. I lubrificanti finiti prodotti con basi rigenerate soddisfano le stesse norme di prestazione (API SN, ACEA C3, ecc.) dei prodotti formulati con basi vergini. L’Unione Europea, attraverso il Regolamento End-of-Waste, riconosce che le basi rigenerate cessano di essere rifiuto quando rispettano determinati criteri qualitativi.
Servizi correlati e approfondimenti
Il recupero dell’olio minerale esausto si inserisce in un sistema piu ampio di gestione dei rifiuti oleosi e dei rifiuti pericolosi di origine industriale. Mageco S.r.l. offre soluzioni integrate per tutte le tipologie di rifiuti liquidi e solidi prodotti da officine, stabilimenti e aziende lombarde. Approfondisca i nostri servizi correlati al recupero olio minerale.
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Mageco opera anche nelle singole province lombarde per il recupero olio minerale:
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