Recupero macerie: dall’economia lineare a quella circolare per i rifiuti da costruzione e demolizione

Il recupero macerie rappresenta oggi una delle sfide strategiche dell’economia circolare nel settore edilizio italiano. Con l’entrata in vigore del Decreto Ministeriale 27 settembre 2022, n. 152 — che disciplina i criteri End of Waste per i rifiuti inerti da costruzione e demolizione — le macerie derivanti da cantieri edili non sono più semplici scarti da conferire in discarica, bensì risorse preziose da trasformare in aggregati riciclati e materie prime seconde destinate a nuove applicazioni costruttive. La Lombardia, prima regione italiana per volumi di rifiuti da costruzione e demolizione (C&D) prodotti, ha sviluppato una rete impiantistica avanzata per la lavorazione e la valorizzazione delle macerie edili.

Mageco S.r.l., attiva dal 2003 nella gestione ambientale con sede a Lainate (MI), accompagna imprese edili, demolitori, committenti pubblici e privati nell’intero percorso di recupero delle macerie: dalla caratterizzazione iniziale presso il cantiere, attraverso la raccolta e il trasporto con mezzi autorizzati, fino al conferimento presso impianti di frantumazione e vagliatura che producono aggregati riciclati conformi alle norme tecniche UNI EN 13242 e UNI EN 12620. In questa guida analizzeremo la classificazione delle macerie recuperabili, il quadro normativo aggiornato al 2026 con particolare riferimento al regime End of Waste, il processo industriale di recupero, i vantaggi economici e ambientali e le risposte alle domande più frequenti degli operatori del settore.

Cosa sono le macerie e quali tipologie si possono recuperare

Le macerie sono i rifiuti inerti prodotti dalle attività di costruzione, ristrutturazione, demolizione e scavo nell’ambito dell’edilizia civile e industriale, classificati nel Catalogo Europeo dei Rifiuti (CER) al capitolo 17 e recuperabili mediante operazioni di frantumazione, vagliatura e selezione per ottenere aggregati riciclati riutilizzabili in nuove opere edili e infrastrutturali. La corretta identificazione della tipologia di maceria è il primo passo per determinare il percorso di recupero più appropriato e il valore del materiale secondario ottenibile.

I rifiuti da costruzione e demolizione (C&D) costituiscono, per volume, la categoria di rifiuti speciali più rilevante in Italia. Secondo i dati pubblicati da ISPRA nel Rapporto Rifiuti Speciali, la produzione nazionale di rifiuti C&D supera i 70 milioni di tonnellate annue, con la Lombardia che contribuisce per circa il 15-18% del totale nazionale. Di questa massa, una quota compresa tra il 75% e il 90% risulta tecnicamente recuperabile, a condizione che le macerie vengano gestite correttamente fin dalla fase di demolizione attraverso la demolizione selettiva, ovvero la separazione a monte dei diversi flussi di materiale.

La recuperabilità delle macerie dipende dalla loro composizione e dal grado di contaminazione. Le macerie costituite prevalentemente da calcestruzzo, laterizi, piastrelle e ceramiche presentano il potenziale di recupero più elevato, poiché possono essere trasformate in aggregati riciclati con caratteristiche meccaniche e granulometriche conformi agli standard tecnici per l’impiego in edilizia e nelle opere stradali. Le macerie miste, contenenti frazioni diverse di materiali inerti, richiedono invece processi di selezione più complessi ma restano comunque largamente recuperabili.

Principali tipologie di macerie recuperabili con codici CER e destinazione
Codice CER Tipologia di maceria Destinazione di recupero Prodotto ottenuto
17 01 01 Cemento e calcestruzzo Frantumazione e vagliatura (R5) Aggregato riciclato per sottofondi, rilevati e calcestruzzi non strutturali
17 01 02 Mattoni e laterizi Frantumazione e selezione (R5) Aggregato riciclato misto per riempimenti e drenaggi
17 01 03 Mattonelle e ceramiche Frantumazione e vagliatura (R5) Aggregato riciclato per sottofondi stradali e piste ciclabili
17 01 07 Miscugli di cemento, mattoni, mattonelle e ceramiche (non contaminati) Frantumazione, vagliatura e selezione (R5/R12) Aggregato riciclato misto conforme UNI EN 13242
17 05 04 Terre e rocce da scavo (non contaminate) Vagliatura e riutilizzo (R5/R10) Materiale per riempimenti, rimodellamenti e rilevati
17 09 04 Rifiuti misti dell’attività di costruzione e demolizione Selezione, frantumazione e recupero (R5/R12/R13) Aggregati riciclati post-selezione delle frazioni estranee
17 08 02 Materiali da costruzione a base di gesso (non contaminati) Selezione e riciclo specifico (R5) Gesso riciclato per nuove lastre o leganti

Va evidenziato che i codici CER contrassegnati con asterisco (ad esempio 17 01 06*, 17 05 03*, 17 09 03*) identificano macerie contenenti sostanze pericolose — come amianto, catrame o contaminanti chimici — che non possono essere avviate al recupero ordinario e devono seguire percorsi di smaltimento macerie dedicati. La distinzione tra macerie pericolose e non pericolose deve essere accertata mediante analisi di caratterizzazione prima dell’avvio a qualsiasi operazione di recupero.

Il concetto chiave che orienta l’intero settore è quello della demolizione selettiva: separare già in cantiere le diverse frazioni (calcestruzzo puro, laterizio, legno, metalli, plastiche, cartongesso) consente di ottenere flussi di macerie omogenei che, una volta trattati, producono aggregati riciclati di qualità superiore e con maggior valore commerciale. Questa pratica, incentivata dai Criteri Ambientali Minimi (CAM) per l’edilizia di cui al D.M. 23 giugno 2022, è destinata a diventare la norma nei cantieri lombardi.

Normativa End of Waste per le macerie: D.M. 27/09/2022 e quadro regolatorio

Il quadro normativo per il recupero macerie in Italia ha subito una trasformazione radicale con l’entrata in vigore del Decreto Ministeriale 27 settembre 2022, n. 152, che definisce per la prima volta a livello nazionale i criteri End of Waste per i rifiuti inerti da costruzione e demolizione, stabilendo le condizioni in base alle quali le macerie trattate cessano di essere classificate come rifiuti e diventano aggregati riciclati commercializzabili come prodotti. Questo decreto rappresenta il punto di svolta per l’intero settore del recupero C&D in Italia.

Il D.M. 27/09/2022 attua le disposizioni dell’art. 184-ter del D.Lgs. 152/2006 (Codice dell’Ambiente) relativamente ai rifiuti inerti, colmando un vuoto normativo che per anni ha rallentato lo sviluppo del mercato degli aggregati riciclati in Italia. Prima di questo decreto, gli impianti di recupero operavano sulla base delle procedure semplificate di cui al D.M. 5 febbraio 1998, che non prevedevano una vera e propria cessazione della qualifica di rifiuto ma soltanto un’autorizzazione al trattamento. Con il nuovo regime End of Waste, il materiale prodotto dagli impianti è a tutti gli effetti un prodotto, libero dai vincoli della normativa sui rifiuti e commercializzabile secondo le regole ordinarie del mercato.

Requisiti del D.M. 27/09/2022 per la cessazione della qualifica di rifiuto

Il decreto stabilisce quattro condizioni cumulative che devono essere simultaneamente soddisfatte affinché le macerie trattate possano cessare di essere rifiuti:

  • Rifiuti in ingresso ammissibili: solo i rifiuti inerti identificati dai codici CER elencati nell’Allegato 1 al decreto (tra cui 17 01 01, 17 01 02, 17 01 03, 17 01 07, 17 05 04, 17 08 02 e altri) possono essere sottoposti al trattamento End of Waste
  • Operazioni di recupero autorizzate: il decreto specifica le operazioni di trattamento ammesse (frantumazione, vagliatura, selezione, lavaggio) e i requisiti tecnici degli impianti, che devono operare con autorizzazione ai sensi dell’art. 208 del D.Lgs. 152/2006 o con AIA
  • Criteri di qualità del prodotto: gli aggregati riciclati devono rispettare parametri chimici (test di cessione conforme al D.M. 5 febbraio 1998, Allegato 3) e prestazionali (conformità alla norma UNI EN 13242 per aggregati non legati e legati idraulicamente, oppure UNI EN 12620 per aggregati per calcestruzzo) definiti nell’Allegato 2
  • Sistema di gestione della qualità: l’impianto di recupero deve implementare un sistema di controllo della produzione in fabbrica (FPC) conforme alla marcatura CE e rilasciare una Dichiarazione di Conformità (DoC) per ogni lotto di aggregato riciclato prodotto

L’entrata in vigore del D.M. 27/09/2022, avvenuta il 4 novembre 2022 con un periodo transitorio di 180 giorni per l’adeguamento degli impianti, ha generato un’accelerazione significativa negli investimenti in impianti di recupero C&D in Lombardia. Per approfondire il quadro normativo regionale, si consulti il portale di Regione Lombardia — Sezione Rifiuti.

Ulteriori riferimenti normativi per il recupero macerie

  • D.Lgs. 152/2006, Parte IV: disciplina generale della gestione dei rifiuti, incluse le operazioni di recupero (Allegato C) e le procedure autorizzative (artt. 208, 214-216)
  • D.Lgs. 116/2020: recepimento delle direttive UE del pacchetto economia circolare (Direttive 2018/851 e 2018/852), con obiettivi di riciclo del 70% per i rifiuti C&D entro il 2020 (già raggiunto dall’Italia)
  • D.M. 23 giugno 2022 (Criteri Ambientali Minimi per l’edilizia): impone l’utilizzo di aggregati riciclati nelle opere pubbliche, creando una domanda istituzionale per i prodotti del recupero macerie
  • Regolamento CE 305/2011 (CPR): disciplina la commercializzazione dei prodotti da costruzione, inclusi gli aggregati riciclati, attraverso la marcatura CE
  • D.P.R. 120/2017: gestione delle terre e rocce da scavo, che interagisce con la normativa sul recupero macerie per i rifiuti CER 17 05 04

Documentazione obbligatoria per il recupero macerie

  • Formulario di Identificazione Rifiuti (FIR) ai sensi dell’art. 193 del D.Lgs. 152/2006: accompagna le macerie dal cantiere all’impianto di recupero
  • Registro di carico e scarico ai sensi dell’art. 190 del D.Lgs. 152/2006: registra la movimentazione delle macerie prodotte
  • Modello Unico di Dichiarazione ambientale (MUD): comunicazione annuale alle Camere di Commercio
  • RENTRI: il Registro Elettronico Nazionale per la Tracciabilità dei Rifiuti (D.M. 4 aprile 2023, n. 59) digitalizza l’intera filiera documentale dal 2025
  • Analisi di caratterizzazione: rapporto analitico che classifica le macerie, ne verifica l’assenza di contaminanti e determina l’idoneità al recupero
  • Dichiarazione di Conformità (DoC): documento rilasciato dall’impianto di recupero per ogni lotto di aggregato riciclato End of Waste, attestante la conformità ai criteri del D.M. 27/09/2022

L’Albo Nazionale Gestori Ambientali, consultabile presso il portale dell’Albo Nazionale Gestori Ambientali, verifica le iscrizioni delle imprese autorizzate alla raccolta e al trasporto di rifiuti inerti da C&D in Lombardia. Mageco S.r.l. risulta regolarmente iscritta nelle categorie 5F e 8C.

Il processo di recupero macerie: dalla frantumazione agli aggregati riciclati

Il processo di recupero macerie si articola in una sequenza di operazioni industriali — demolizione selettiva, pretrattamento in cantiere, trasporto, frantumazione primaria e secondaria, vagliatura multistadio, deferrizzazione e controllo qualità — che trasformano i rifiuti inerti da costruzione e demolizione in aggregati riciclati con caratteristiche prestazionali certificate e conformi ai criteri End of Waste. La qualità del prodotto finale dipende in modo determinante dalla corretta esecuzione di ciascuna fase.

Le fasi del processo di recupero macerie

  1. Sopralluogo e pianificazione: un tecnico Mageco effettua un sopralluogo presso il cantiere per valutare la tipologia, il volume stimato e la composizione delle macerie. Vengono identificati i codici CER applicabili, pianificate le modalità di raccolta (cassoni scarrabili, container, carico diretto su automezzo) e verificata l’accessibilità del sito per i mezzi di trasporto. Nei cantieri di demolizione di grandi dimensioni, viene concordato un piano di demolizione selettiva per separare a monte le diverse frazioni.
  2. Demolizione selettiva e pretrattamento in cantiere: le macerie vengono separate per tipologia direttamente in cantiere: calcestruzzo armato e non armato, laterizi, ceramiche, cartongesso, legno, metalli. Le frazioni pericolose (amianto, materiali contaminati) vengono isolate e gestite separatamente. Quando tecnicamente ed economicamente conveniente, si procede al pretrattamento in loco mediante frantoio mobile autorizzato (operazione R5) per ridurre il volume e i costi di trasporto.
  3. Caratterizzazione analitica: campioni rappresentativi delle macerie vengono prelevati e sottoposti ad analisi presso laboratori accreditati per determinare la composizione chimica, la presenza di contaminanti e l’idoneità al recupero. Vengono eseguiti il test di cessione (eluato secondo UNI EN 12457-2) e le analisi sul tal quale per verificare il rispetto dei limiti fissati dal D.M. 27/09/2022.
  4. Raccolta e trasporto: le macerie vengono caricate su automezzi autorizzati iscritti all’Albo Nazionale Gestori Ambientali e trasportate all’impianto di recupero. Il trasporto avviene con FIR compilato e in conformità alle prescrizioni dell’Albo. Mageco utilizza cassoni scarrabili da 15-30 mc, autocarri con gru per il carico diretto e bilici per grandi volumi, coprendo l’intero territorio lombardo.
  5. Frantumazione primaria: presso l’impianto di recupero, le macerie vengono immesse nel frantoio a mascelle o a urto, che riduce la pezzatura del materiale a dimensioni comprese tra 0 e 200 mm. In questa fase, il separatore magnetico (deferrizzatore) estrae automaticamente i metalli ferrosi presenti (armature del calcestruzzo armato, chiodi, staffe), che vengono avviati a recupero separato come rottame ferroso (CER 17 04 05).
  6. Vagliatura e selezione: il materiale frantumato viene sottoposto a vagliatura multistadio mediante vagli vibranti a più piani, che separano il prodotto nelle classi granulometriche richieste dal mercato: 0-4 mm (sabbione), 4-20 mm (ghiaietto), 20-40 mm (ghiaione), 40-70 mm (pietrame). Selezionatori ad aria o a infrarosso rimuovono le frazioni leggere ed estranee (legno, plastica, carta, polistirolo), garantendo la purezza dell’aggregato riciclato.
  7. Controllo qualità e certificazione End of Waste: ogni lotto di aggregato riciclato viene sottoposto a prove di laboratorio per verificare la conformità ai requisiti prestazionali della norma UNI EN 13242 (o UNI EN 12620) e ai limiti chimici del D.M. 27/09/2022. Superati i controlli, l’impianto rilascia la Dichiarazione di Conformità (DoC) e il materiale cessa la qualifica di rifiuto, diventando un prodotto marcato CE.

Tipologie di aggregati riciclati e impieghi

Aggregati riciclati da recupero macerie: classificazione e impieghi conformi ai CAM edilizia
Tipologia di aggregato Classe granulometrica Norma di riferimento Impieghi principali
Aggregato riciclato di calcestruzzo (Rc ≥ 90%) 0/31,5 mm – 0/63 mm UNI EN 13242, UNI EN 12620 Sottofondi stradali, rilevati, calcestruzzi non strutturali fino a classe C 20/25
Aggregato riciclato misto (Rc + Ru ≥ 70%) 0/63 mm UNI EN 13242 Riempimenti, strati di fondazione stradale, piste ciclabili, piazzali
Aggregato riciclato di laterizio 0/31,5 mm UNI EN 13242 Drenaggi, copertura discariche, riempimenti per sottoservizi
Sabbia riciclata 0/4 mm UNI EN 13242 Letti di posa per tubazioni, riempimenti di scavi, malte non strutturali
Tout-venant riciclato 0/90 mm UNI EN 13242 Riempimenti di grandi volumi, rilevati ferroviari, arginature
Aggregato riciclato per calcestruzzo 4/16 mm – 8/31,5 mm UNI EN 12620 Calcestruzzi strutturali (con percentuali di sostituzione secondo NTC 2018)

Le Norme Tecniche per le Costruzioni (D.M. 17 gennaio 2018) e la relativa Circolare applicativa n. 7/2019 ammettono l’utilizzo di aggregati riciclati nei calcestruzzi strutturali fino a determinate percentuali di sostituzione dell’aggregato naturale, in funzione della classe di resistenza e della destinazione d’uso dell’opera. Il rispetto dei requisiti prestazionali è garantito dalla marcatura CE e dal sistema FPC dell’impianto di produzione. Per informazioni aggiornate sul monitoraggio della qualità degli aggregati riciclati prodotti in Lombardia, si può consultare il portale di ARPA Lombardia.

L’adozione dei Criteri Ambientali Minimi (CAM) per l’edilizia, resi obbligatori per gli appalti pubblici dall’art. 57 del D.Lgs. 36/2023 (Codice dei Contratti Pubblici), impone l’utilizzo di aggregati riciclati in percentuale minima nelle opere pubbliche, creando una domanda strutturale che rende il recupero macerie non solo ambientalmente virtuoso ma anche economicamente sostenibile per l’intera filiera.

Perché scegliere Mageco per il recupero macerie in Lombardia

Mageco S.r.l. gestisce dal 2003 il recupero macerie per imprese edili, demolitori e committenti pubblici e privati in tutta la Lombardia, coordinando l’intero ciclo dalla pianificazione della demolizione selettiva alla consegna della documentazione di avvenuto recupero End of Waste, con l’obiettivo di massimizzare la quota di materiale recuperato e ridurre al minimo il conferimento in discarica. La nostra sede di Via Juan Manuel Fangio 11 a Lainate (MI), posizionata strategicamente lungo il corridoio autostradale A4/A8/A9, consente tempi di intervento rapidi su tutto il territorio regionale.

Il settore del recupero macerie richiede competenze trasversali che spaziano dalla conoscenza delle tecniche di demolizione alla padronanza del quadro normativo sui rifiuti inerti, dalla logistica dei trasporti eccezionali alla capacità di selezionare l’impianto di recupero ottimale in funzione della tipologia di maceria e della destinazione d’uso dell’aggregato riciclato richiesta. Un errore nella classificazione CER, nella gestione delle frazioni pericolose o nella compilazione della documentazione espone il committente e l’impresa esecutrice a sanzioni amministrative rilevanti ai sensi degli artt. 255-258 del D.Lgs. 152/2006 e, nei casi più gravi, a responsabilità penali ai sensi dell’art. 452-quaterdecies del Codice Penale (traffico illecito di rifiuti). Mageco assume la piena responsabilità della corretta gestione del processo, garantendo la conformità normativa di ogni operazione.

Il nostro approccio integrato al recupero macerie si fonda su tre pilastri: la certificazione di sistema, con le ISO 9001:2015, ISO 14001:2015 e ISO 45001:2018 che garantiscono qualità, rispetto ambientale e sicurezza in ogni fase operativa; la rete impiantistica consolidata, che ci consente di indirizzare ciascun flusso di macerie verso l’impianto di recupero più idoneo in termini di qualità del prodotto finale, prossimità geografica e condizioni economiche di conferimento; e la trasparenza documentale totale, con reportistica che permette al cliente di tracciare ogni tonnellata di macerie dal cantiere al prodotto End of Waste.

I vantaggi del servizio di recupero macerie Mageco

  • Massimizzazione del tasso di recupero: grazie alla pianificazione della demolizione selettiva e alla selezione accurata degli impianti di destinazione, Mageco raggiunge tassi di recupero effettivo delle macerie superiori all’85%, ben oltre la soglia del 70% fissata dalla Direttiva 2008/98/CE
  • Conformità End of Waste certificata: la collaborazione con impianti dotati di sistema FPC e marcatura CE garantisce che gli aggregati riciclati prodotti dalle macerie dei nostri clienti rispettino integralmente i criteri del D.M. 27/09/2022
  • Copertura di tutte le province lombarde: il servizio di recupero macerie copre Milano, Brescia, Bergamo, Monza, Como, Varese, Pavia, Cremona, Mantova, Lecco, Lodi e Sondrio con logistica ottimizzata per minimizzare i costi di trasporto
  • Gestione integrata delle frazioni pericolose: quando il cantiere produce anche macerie contenenti amianto, catrame o altri contaminanti (codici CER con asterisco), Mageco gestisce parallelamente il percorso di smaltimento in sicurezza, evitando al cliente la complessità di coordinare più operatori
  • Supporto per appalti pubblici e CAM: Mageco fornisce la documentazione necessaria a dimostrare il rispetto dei Criteri Ambientali Minimi nelle gare d’appalto, inclusi i certificati di recupero e le dichiarazioni di conformità degli aggregati riciclati utilizzati

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Costi e domande frequenti sul recupero macerie

Il costo del recupero macerie varia sensibilmente in funzione di diversi parametri tecnici, logistici e di mercato. In linea generale, il recupero risulta economicamente più conveniente rispetto allo smaltimento in discarica per rifiuti inerti, soprattutto alla luce dell’ecotassa regionale e dei crescenti costi di conferimento in discarica. In Lombardia, dove la disponibilità residua delle discariche per rifiuti inerti è in costante diminuzione, la differenza di costo tra recupero e smaltimento si amplia progressivamente a favore del primo. Mageco elabora preventivi personalizzati e gratuiti sulla base della valutazione specifica del cantiere.

Fattori che influenzano i costi del recupero macerie

  • Composizione e purezza delle macerie: macerie omogenee di solo calcestruzzo o solo laterizio hanno costi di recupero inferiori rispetto a macerie miste con elevata presenza di frazioni estranee (legno, plastica, cartongesso, metalli) che richiedono processi di selezione aggiuntivi
  • Volume complessivo e durata del cantiere: volumi significativi e cantieri di lunga durata permettono di organizzare trasporti ottimizzati con carichi completi, riducendo il costo unitario per tonnellata
  • Distanza dall’impianto di recupero: la prossimità tra il cantiere e l’impianto incide direttamente sui costi di trasporto. La rete impiantistica lombarda garantisce distanze contenute nella maggior parte dei casi
  • Presenza di materiali pericolosi: se le macerie contengono frazioni pericolose (amianto, catrame, sostanze chimiche), la loro separazione e gestione separata incrementa il costo complessivo dell’operazione
  • Necessità di pretrattamento in loco: l’eventuale utilizzo di un frantoio mobile in cantiere per ridurre la pezzatura prima del trasporto comporta costi aggiuntivi di noleggio e gestione, ma può risultare vantaggioso per cantieri di grandi dimensioni grazie al risparmio sui costi di trasporto

Domande frequenti

Che cosa si intende per recupero macerie e come funziona?

Il recupero macerie consiste nel trattamento dei rifiuti inerti derivanti da attività di costruzione e demolizione (codici CER capitolo 17) mediante operazioni di frantumazione, vagliatura e selezione (operazione R5 ai sensi del D.Lgs. 152/2006), con l’obiettivo di ottenere aggregati riciclati riutilizzabili in edilizia e nelle infrastrutture. Il processo prevede la raccolta delle macerie in cantiere, il trasporto presso un impianto autorizzato, la frantumazione meccanica, la separazione dei metalli e delle frazioni estranee, la vagliatura nelle classi granulometriche desiderate e il controllo qualità finale per la certificazione End of Waste.

Quali macerie possono essere recuperate e quali devono essere smaltite?

Possono essere recuperate le macerie costituite da materiali inerti non pericolosi: calcestruzzo (CER 17 01 01), mattoni e laterizi (CER 17 01 02), mattonelle e ceramiche (CER 17 01 03), miscugli inerti (CER 17 01 07), terre e rocce non contaminate (CER 17 05 04) e rifiuti misti da C&D senza sostanze pericolose (CER 17 09 04). Devono essere invece smaltite le macerie contenenti amianto (CER 17 06 01* e 17 06 05*), catrame o materiali bituminosi contaminati (CER 17 03 01*), e tutti i codici CER contrassegnati con asterisco che indicano la pericolosità. La distinzione è accertata tramite analisi di caratterizzazione del rifiuto.

Cosa prevede il D.M. 27/09/2022 sul recupero macerie End of Waste?

Il Decreto Ministeriale 27 settembre 2022, n. 152, stabilisce i criteri in base ai quali i rifiuti inerti da costruzione e demolizione, dopo essere stati trattati in un impianto autorizzato, cessano di essere classificati come rifiuti e diventano aggregati riciclati commercializzabili come prodotti. Il decreto definisce i codici CER in ingresso ammissibili, le operazioni di trattamento autorizzate, i parametri chimici e prestazionali che il prodotto deve rispettare (conformità UNI EN 13242 o UNI EN 12620 e test di cessione) e l’obbligo per l’impianto di dotarsi di un sistema di controllo della produzione in fabbrica (FPC) con rilascio della Dichiarazione di Conformità per ogni lotto.

Quanto costa il recupero macerie rispetto allo smaltimento in discarica?

In Lombardia, il costo di recupero delle macerie inerti non pericolose è generalmente inferiore del 20-40% rispetto allo smaltimento in discarica per rifiuti inerti, tenendo conto dell’ecotassa regionale applicata al conferimento in discarica. Il costo effettivo varia in base alla composizione delle macerie, ai volumi, alla distanza dall’impianto e alla presenza di frazioni estranee o pericolose. Per macerie omogenee di calcestruzzo in grandi volumi, le condizioni economiche sono particolarmente favorevoli. Mageco elabora preventivi personalizzati gratuiti dopo un sopralluogo in cantiere, consentendo al committente di confrontare le opzioni in modo trasparente.

Cosa sono gli aggregati riciclati e dove possono essere utilizzati?

Gli aggregati riciclati sono materiali granulari ottenuti dal trattamento delle macerie da costruzione e demolizione, con caratteristiche prestazionali certificate dalla marcatura CE ai sensi del Regolamento UE 305/2011. Possono essere utilizzati in sottofondi e fondazioni stradali, rilevati e terrapieni, riempimenti e colmate, letti di posa per tubazioni, calcestruzzi non strutturali e, con determinate percentuali di sostituzione, anche in calcestruzzi strutturali secondo le Norme Tecniche per le Costruzioni (D.M. 17/01/2018). I Criteri Ambientali Minimi (D.M. 23/06/2022) ne impongono l’utilizzo negli appalti pubblici.

La demolizione selettiva è obbligatoria per il recupero macerie?

La demolizione selettiva non è un obbligo normativo generalizzato per tutti i cantieri, ma è fortemente incentivata dalla normativa vigente. I Criteri Ambientali Minimi per l’edilizia (D.M. 23 giugno 2022) la rendono obbligatoria nei cantieri soggetti ad appalti pubblici, prescrivendo la separazione a monte delle frazioni recuperabili per raggiungere l’obiettivo minimo del 70% di recupero dei rifiuti C&D. Anche nei cantieri privati, la demolizione selettiva è altamente raccomandata in quanto consente di ottenere flussi di macerie omogenei che producono aggregati riciclati di qualità superiore, riducendo i costi complessivi di gestione dei rifiuti del cantiere.

Quali documenti servono per avviare le macerie a recupero?

Per avviare le macerie a recupero sono necessari: il Formulario di Identificazione Rifiuti (FIR) che accompagna il trasporto dal cantiere all’impianto; il registro di carico e scarico aggiornato; l’analisi di caratterizzazione del rifiuto con attribuzione del codice CER corretto; il contratto con il trasportatore iscritto all’Albo Nazionale Gestori Ambientali; e la verifica che l’impianto di destinazione sia autorizzato per il codice CER e l’operazione R5. Dal 2025, la registrazione sul RENTRI (Registro Elettronico Nazionale per la Tracciabilità dei Rifiuti) è obbligatoria per le imprese soggette. Mageco si occupa della predisposizione e gestione di tutta la documentazione necessaria.

Mageco può gestire il recupero macerie con frantoio mobile in cantiere?

Sì, Mageco coordina anche il recupero macerie mediante frantoio mobile direttamente in cantiere, una soluzione particolarmente vantaggiosa per cantieri di grandi dimensioni (demolizioni industriali, riqualificazioni urbanistiche) dove i volumi di macerie giustificano l’installazione temporanea dell’impianto. Il frantoio mobile opera con autorizzazione ai sensi dell’art. 208 del D.Lgs. 152/2006 e produce aggregati riciclati che possono essere riutilizzati nello stesso cantiere come materia prima seconda. Questa soluzione riduce drasticamente i costi e l’impatto ambientale del trasporto, eliminando migliaia di viaggi di camion.

Servizi correlati e approfondimenti

Il recupero macerie si inserisce in un contesto più ampio di gestione dei rifiuti da costruzione e demolizione che comprende diverse tipologie di materiali edili, ciascuna con specifiche modalità di trattamento e normative applicabili. Per approfondire le tematiche connesse al recupero delle singole frazioni e alle alternative di smaltimento, Le consigliamo le seguenti risorse del nostro blog.

Per informazioni dettagliate sui nostri servizi di recupero macerie e per richiedere un preventivo personalizzato, La invitiamo a visitare la pagina contatti o a chiamare il numero 02 83623259.