Recupero cemento in Lombardia: come trasformare i rifiuti cementizi in aggregati riciclati conformi alla normativa End of Waste
Il recupero cemento rappresenta una delle operazioni cardine dell’economia circolare applicata al settore delle costruzioni e demolizioni in Italia. Il calcestruzzo e i materiali cementizi costituiscono la frazione più abbondante dei rifiuti inerti prodotti dai cantieri edili: secondo i dati pubblicati da ISPRA nel Rapporto Rifiuti Speciali 2025, oltre il 45 % dei rifiuti da costruzione e demolizione (C&D) in Italia è composto da cemento, calcestruzzo e relative miscele. In Lombardia, dove l’attività edilizia genera ogni anno milioni di tonnellate di scarti inerti, la possibilità di recuperare il cemento anziché conferirlo in discarica non è soltanto un obbligo morale verso l’ambiente, ma un’opportunità economica concreta e sempre più incentivata dalla normativa.
Mageco S.r.l., operativa dal 2003 con sede a Lainate (MI), è specializzata nel recupero cemento e nella gestione integrata dei rifiuti inerti da cantiere su tutte le dodici province lombarde. Grazie all’iscrizione all’Albo Nazionale Gestori Ambientali e alle certificazioni ISO 9001, ISO 14001 e ISO 45001, Mageco accompagna imprese edili, demolitori e committenti lungo l’intero percorso di valorizzazione del calcestruzzo: dalla caratterizzazione del rifiuto in cantiere alla produzione di aggregati riciclati certificati conformi al D.M. 27 settembre 2022 e alla norma UNI EN 13242. Questa guida tecnica illustra l’intero processo, il quadro normativo aggiornato al 2026 e i vantaggi del recupero cemento rispetto allo smaltimento cemento in discarica.
Cosa si intende per recupero cemento: definizione, codici CER e materiali recuperabili
Il recupero cemento è l’insieme delle operazioni industriali — frantumazione, vagliatura, deferrizzazione e controllo qualità — mediante le quali i rifiuti di calcestruzzo e miscele cementizie vengono trasformati in aggregati riciclati conformi alla norma UNI EN 13242, idonei a sostituire gli aggregati naturali estratti da cava in numerose applicazioni edili e infrastrutturali. Questa trasformazione, disciplinata dal D.M. 27 settembre 2022, n. 152, determina la cessazione della qualifica di rifiuto (End of Waste) e consente l’immissione del materiale sul mercato come prodotto.
Dal punto di vista del Catalogo Europeo dei Rifiuti (CER), i materiali cementizi avviabili al recupero sono classificati nel Capitolo 17 — Rifiuti delle operazioni di costruzione e demolizione. Il codice primario è il CER 17 01 01 (cemento), al quale si affiancano codici correlati a seconda della composizione della miscela. La possibilità di avviare il rifiuto al recupero anziché allo smaltimento dipende dall’assenza di contaminanti pericolosi, accertata mediante analisi di caratterizzazione chimica eseguita da laboratorio accreditato ACCREDIA.
Il recupero cemento non è tuttavia un’operazione indifferenziata: non tutti i rifiuti contenenti cemento sono recuperabili con le medesime modalità. Il calcestruzzo puro proveniente da demolizione selettiva offre il più alto potenziale di valorizzazione: una volta frantumato, produce aggregati riciclati di tipo A (conformi alla UNI EN 13242) con prestazioni meccaniche paragonabili al materiale naturale. Le miscele che contengono laterizi, ceramiche e altri inerti producono invece aggregati riciclati di tipo B o misto, comunque idonei per sottofondi, riempimenti e opere a minor impegno strutturale.
| Codice CER | Descrizione del rifiuto | Operazione di recupero | Aggregato riciclato ottenuto |
|---|---|---|---|
| 17 01 01 | Cemento (calcestruzzo puro, massetti, getti, cordoli) | R5 — Frantumazione e vagliatura | Aggregato riciclato tipo A: sottofondi, misti cementati, calcestruzzi non strutturali |
| 17 01 07 | Miscele di cemento, mattoni, mattonelle e ceramiche (non pericolose) | R5 — Frantumazione, vagliatura e selezione | Aggregato riciclato tipo B / misto: riempimenti, sottofondi stradali, rilevati |
| 17 01 02 | Mattoni e laterizi con residui cementizi | R5 — Frantumazione e selezione | Aggregato riciclato misto per drenaggi e opere a verde |
| 17 01 03 | Mattonelle e ceramiche con supporto cementizio | R5 — Frantumazione e vagliatura | Aggregato riciclato per sottofondi e piste ciclabili |
| 17 05 04 | Terra e rocce con frammenti di calcestruzzo (< 20 %) | R5/R10 — Vagliatura e riutilizzo | Materiale da riempimento e rimodellamento del terreno |
| 10 13 14 | Rifiuti di calcestruzzo e fanghi cementizi da processi industriali | R5 — Frantumazione e trattamento | Aggregato riciclato per impieghi non strutturali |
I rifiuti cementizi contrassegnati da asterisco nel Catalogo CER — come il 17 01 06* (miscele contenenti sostanze pericolose) — non possono essere avviati al recupero ordinario. Calcestruzzo contaminato da amianto, idrocarburi policiclici aromatici (IPA), metalli pesanti o PCB richiede percorsi di smaltimento cemento specifici presso impianti autorizzati per rifiuti pericolosi. Prima di avviare qualsiasi operazione di recupero, è pertanto indispensabile escludere la presenza di contaminanti attraverso l’analisi di caratterizzazione, obbligatoria per legge.
Il recupero del cemento si inserisce nel più ampio quadro della valorizzazione dei rifiuti da costruzione e demolizione. Chi opera nel settore delle demolizioni edili e si avvicina al tema del recupero cemento deve considerare il calcestruzzo non come un costo da sostenere, ma come una materia prima secondaria il cui valore economico cresce progressivamente grazie alla domanda generata dai Criteri Ambientali Minimi (CAM) per l’edilizia pubblica e dalla crescente sensibilità del mercato verso i materiali a basso impatto ambientale.

Normativa sul recupero cemento: End of Waste, CAM edilizia e regolamenti europei
Il recupero cemento in Italia è regolato dal D.Lgs. 152/2006 (Codice dell’Ambiente), dal D.M. 27 settembre 2022, n. 152, che ha introdotto i criteri End of Waste per i rifiuti inerti da costruzione e demolizione, e dal D.M. 23 giugno 2022 sui Criteri Ambientali Minimi (CAM) per l’edilizia, che impone l’utilizzo di aggregati riciclati negli appalti pubblici. Questo impianto normativo trasforma il rifiuto di cemento da problema ambientale a risorsa economica, stabilendo le condizioni per la cessazione della qualifica di rifiuto.
Il D.M. 27 settembre 2022: la norma End of Waste per gli inerti
Il Decreto Ministeriale n. 152/2022, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 17 ottobre 2022 e pienamente operativo dal 4 novembre 2022, definisce i criteri in base ai quali i rifiuti inerti da C&D — incluso il cemento classificato con codice CER 17 01 01 — cessano di essere rifiuti e diventano aggregati riciclati liberamente commercializzabili. Il decreto attua l’art. 184-ter del D.Lgs. 152/2006 e si applica esclusivamente alle operazioni di recupero R5 (riciclo di sostanze inorganiche) e R13 (messa in riserva propedeutica all’R5).
Per chi opera nel recupero cemento, le condizioni per il raggiungimento dello status di End of Waste comprendono:
- Conformità tecnica: gli aggregati riciclati devono rispettare i requisiti della norma armonizzata UNI EN 13242 (aggregati per opere di ingegneria civile e costruzioni stradali) e della marcatura CE, con dichiarazione di prestazione (DoP) rilasciata dal produttore.
- Parametri chimici: l’Allegato 2 del D.M. 152/2022 stabilisce i limiti di concentrazione per 22 parametri analitici, tra cui arsenico, cadmio, cromo totale, piombo, nichel, mercurio, IPA, amianto e pH. Ogni lotto di aggregato riciclato deve essere sottoposto a test di eluizione (test di cessione) e analisi sul totale.
- Campionamento per lotti: il decreto impone un piano di monitoraggio con frequenza di campionamento correlata ai volumi prodotti. Il lotto massimo è fissato in 3.000 tonnellate. I risultati analitici devono essere conservati per cinque anni.
- Dichiarazione di Conformità (DDC): per ogni lotto che supera positivamente i controlli, l’impianto rilascia una DDC che attesta la cessazione della qualifica di rifiuto e che accompagna il materiale nella sua commercializzazione.
- Sistema di gestione della qualità: l’impianto di recupero deve operare secondo un sistema di controllo della produzione in fabbrica (FPC) certificato da organismo notificato, conformemente al Regolamento UE 305/2011 sui prodotti da costruzione.
I Criteri Ambientali Minimi (CAM) per l’edilizia: la domanda di aggregati riciclati
Il D.M. 23 giugno 2022, in vigore dal 4 dicembre 2022, rappresenta il motore economico che sta trasformando il recupero cemento da pratica virtuosa a necessità di mercato. I CAM edilizia obbligano le stazioni appaltanti pubbliche a prevedere, nei capitolati d’appalto, l’utilizzo di una quota minima di materiali riciclati. Per le opere stradali, i sottofondi e le pavimentazioni, almeno il 15 % degli aggregati impiegati deve provenire dal recupero di rifiuti inerti da C&D. Nelle opere di urbanizzazione e nelle nuove costruzioni, i CAM incentivano ulteriormente l’impiego di calcestruzzi confezionati con aggregati riciclati, a condizione che rispettino le specifiche tecniche di progetto.
A livello europeo, la Direttiva 2008/98/CE (Direttiva quadro sui rifiuti), recepita in Italia con il D.Lgs. 116/2020, fissa l’obiettivo di recuperare almeno il 70 % in peso dei rifiuti da costruzione e demolizione non pericolosi entro il 2025. Il Regolamento CE 1013/2006 disciplina inoltre il trasferimento transfrontaliero di rifiuti, aspetto rilevante per le province lombarde confinanti con la Svizzera (Como, Varese, Sondrio).
Il ruolo di ARPA Lombardia e della Regione
ARPA Lombardia esercita funzioni di vigilanza e controllo sugli impianti di recupero inerti, verificando la conformità delle analisi e il rispetto delle condizioni autorizzative. La Regione Lombardia ha integrato il quadro nazionale con linee guida operative per l’applicazione del D.M. 152/2022 sul territorio regionale, facilitando il rilascio delle autorizzazioni e promuovendo l’ampliamento della capacità impiantistica per il recupero inerti.
Documentazione per il recupero cemento
- Formulario di Identificazione Rifiuti (FIR): obbligatorio per ogni trasporto dal cantiere all’impianto di recupero, compilato in quattro copie con indicazione del codice CER, del quantitativo stimato, del trasportatore e della destinazione R5/R13.
- Registro di carico e scarico: tenuto dal produttore del rifiuto ai sensi dell’art. 190 del D.Lgs. 152/2006, con annotazione delle operazioni entro 10 giorni lavorativi.
- Modello Unico di Dichiarazione ambientale (MUD): dichiarazione annuale da presentare entro il 30 aprile alla Camera di Commercio competente.
- Analisi di caratterizzazione del rifiuto: rapporto analitico che attesta composizione, assenza di contaminanti e conformità al codice CER attribuito, eseguita da laboratorio accreditato ACCREDIA.
- Dichiarazione di Conformità (DDC): rilasciata dall’impianto di recupero per ogni lotto di aggregato riciclato prodotto, ai sensi dell’art. 3 del D.M. 152/2022.
Come funziona il recupero del cemento in Lombardia: dal cantiere agli aggregati riciclati
Il processo di recupero cemento si articola in sei fasi operative: demolizione selettiva e separazione in cantiere, caratterizzazione analitica, raccolta e trasporto con mezzi autorizzati, frantumazione primaria e secondaria in impianto, vagliatura e deferrizzazione, e infine controllo qualità con rilascio della Dichiarazione di Conformità End of Waste. L’intero ciclo, dalla produzione del rifiuto alla commercializzazione dell’aggregato riciclato, richiede tipicamente da 5 a 15 giorni lavorativi.
Le sei fasi del ciclo di recupero
- Demolizione selettiva e separazione in cantiere: il primo passo per un recupero di qualità è la separazione del cemento dagli altri materiali direttamente nel cantiere di demolizione. Il calcestruzzo viene isolato da laterizi, legno, metalli, cartongesso, guaine bituminose e altri contaminanti. Questa operazione, nota come demolizione selettiva, consente di ottenere un rifiuto omogeneo classificabile con il codice CER 17 01 01, che produce aggregati riciclati di tipo A con il più alto valore commerciale. Per cantieri dove la demolizione selettiva non è praticabile, la miscela di inerti ricade nel codice CER 17 01 07 e richiede operazioni di selezione più complesse in impianto.
- Caratterizzazione analitica: prima dell’avvio al recupero, il produttore del rifiuto commissiona l’analisi di caratterizzazione a un laboratorio accreditato ACCREDIA. L’analisi verifica l’assenza di sostanze pericolose (amianto, IPA, metalli pesanti, PCB) e conferma l’idoneità del materiale al trattamento R5. Per il cemento proveniente da edifici costruiti prima del 1994, è obbligatoria l’analisi specifica per la ricerca di fibre di amianto (microscopia ottica in contrasto di fase o SEM-EDS).
- Raccolta e trasporto autorizzato: il cemento separato viene caricato su cassoni scarrabili da 15-30 mc, container a tenuta o automezzi ribaltabili con copertura antipolvere. Il trasportatore deve essere iscritto all’Albo Nazionale Gestori Ambientali nella categoria appropriata. Il peso specifico elevato del calcestruzzo (2,3-2,5 t/mc) richiede attenzione nella scelta dei mezzi per rispettare i limiti di portata. Ogni trasporto è accompagnato dal FIR compilato in quattro copie.
- Frantumazione primaria e secondaria: presso l’impianto di recupero autorizzato, il calcestruzzo viene sottoposto a frantumazione in due stadi. Il frantoio a mascelle (primario) riduce i blocchi a pezzature di 80-150 mm; il frantoio a impatto o a cono (secondario) porta la granulometria a valori inferiori a 63 mm, oppure a frazioni più fini (0-31,5 mm, 0-63 mm) in funzione dell’impiego finale previsto. Il calcestruzzo armato viene trattato con frantoi dotati di magneti che separano le barre di ferro, avviate a loro volta al recupero ferro.
- Vagliatura, deferrizzazione e selezione: il materiale frantumato passa attraverso vagli vibranti a più piani che separano le frazioni granulometriche secondo le classi richieste dal mercato (0-10 mm, 10-31,5 mm, 31,5-63 mm). Nastri magnetici eliminano i residui ferrosi; soffiatori d’aria e selezionatori balistici rimuovono eventuali frazioni leggere (legno, plastica, carta) rimaste nel flusso. Il risultato è un aggregato riciclato pulito, omogeneo e con granulometria controllata.
- Controllo qualità e rilascio DDC End of Waste: l’ultimo passaggio è il test di conformità sui 22 parametri chimici dell’Allegato 2 del D.M. 152/2022, eseguito su campioni prelevati da ogni lotto (massimo 3.000 t). Verificata la conformità alla norma UNI EN 13242 e ai limiti analitici, l’impianto rilascia la Dichiarazione di Conformità (DDC) e il materiale cessa formalmente di essere rifiuto, diventando un prodotto commercializzabile con marcatura CE.
Impieghi degli aggregati riciclati da cemento
Gli aggregati riciclati ottenuti dal recupero del calcestruzzo trovano applicazione in un ventaglio di impieghi edili e infrastrutturali sempre più ampio. Il loro utilizzo è oggi disciplinato dalle Norme Tecniche per le Costruzioni (NTC 2018) e dal D.M. 17 gennaio 2018, oltre che dai CAM edilizia per gli appalti pubblici.
| Tipo di aggregato riciclato | Composizione prevalente | Norma di riferimento | Impieghi consentiti |
|---|---|---|---|
| Tipo A (≥ 95 % calcestruzzo) | Calcestruzzo puro frantumato da CER 17 01 01 | UNI EN 13242, UNI EN 12620 | Sottofondi stradali, misti cementati, calcestruzzi non strutturali (classe ≤ C25/30), rilevati |
| Tipo B (miscela calcestruzzo-laterizio) | Calcestruzzo + laterizi da CER 17 01 07 | UNI EN 13242 | Sottofondi, riempimenti, strati di fondazione stradali, piste ciclabili |
| Misto riciclato | Inerti misti C&D selezionati | UNI EN 13242 | Riempimenti, stabilizzazione terreni, opere a verde, drenaggi |
| Sabbia riciclata (0-4 mm) | Frazione fine da frantumazione calcestruzzo | UNI EN 13139 | Malte non strutturali, sottofondi, riempimento cavidotti |
| Tout-venant riciclato (0-63 mm) | Granulometria estesa da calcestruzzo frantumato | UNI EN 13285 | Fondi e sottofondi stradali, massicciate, piazzali industriali |
La rete impiantistica lombarda per il recupero cemento
La Lombardia dispone di una delle reti più capillari d’Italia per il trattamento dei rifiuti inerti da C&D. Gli impianti di recupero autorizzati per operazioni R5 sono distribuiti in tutte le dodici province, con una concentrazione maggiore nelle aree a più elevata attività edilizia. La tabella seguente offre una panoramica della disponibilità impiantistica regionale.
| Provincia | Impianti di recupero R5 (stima) | Prodotti principali | CER trattati |
|---|---|---|---|
| Milano | 25+ | Aggregati tipo A e B, tout-venant, sabbia riciclata | 17 01 01, 17 01 07, 17 01 02 |
| Brescia | 30+ | Aggregati tipo A e B, misto riciclato | 17 01 01, 17 01 07, 17 05 04 |
| Bergamo | 20+ | Aggregati tipo A, tout-venant riciclato | 17 01 01, 17 01 02, 17 01 07 |
| Monza e Brianza | 10+ | Aggregati tipo A e B | 17 01 01, 17 01 07 |
| Varese | 12+ | Aggregati tipo A e B, sabbia riciclata | 17 01 01, 17 01 02, 17 01 07 |
| Como / Lecco / Sondrio | 10+ | Aggregati tipo A, misto riciclato | 17 01 01, 17 01 07 |
| Pavia / Lodi / Cremona | 15+ | Aggregati tipo A e B, tout-venant | 17 01 01, 17 01 02, 17 01 03, 17 01 07 |
| Mantova | 8+ | Aggregati tipo A, misto riciclato | 17 01 01, 17 01 07 |
La scelta dell’impianto di destinazione per il recupero cemento dipende dalla distanza dal cantiere, dalla tipologia di aggregato riciclato richiesta e dalla disponibilità di capacità autorizzata. Un operatore esperto come Mageco è in grado di individuare la soluzione più efficiente sotto il profilo logistico ed economico, avvalendosi di una rete consolidata di impianti partner su tutto il territorio lombardo.

Perché scegliere Mageco per il recupero cemento in Lombardia
Mageco S.r.l. offre un servizio integrato per il recupero cemento che copre l’intera filiera: dalla consulenza iniziale alla caratterizzazione del rifiuto, dal trasporto autorizzato al conferimento presso impianti di recupero R5, fino alla consegna della documentazione End of Waste che certifica la corretta gestione del materiale. L’esperienza ultraventennale nella gestione dei rifiuti inerti da cantiere consente all’azienda di massimizzare la quota di cemento avviata al recupero, riducendo i costi per il committente rispetto allo smaltimento in discarica.
Con sede a Lainate (MI), in Via Juan Manuel Fangio 11, Mageco serve l’intero territorio della Lombardia: da Milano a Sondrio, da Como a Mantova. L’azienda gestisce ogni anno centinaia di interventi di raccolta e recupero di rifiuti cementizi per imprese edili, imprese di demolizione, studi tecnici, amministrazioni condominiali ed enti pubblici. La specializzazione nei rifiuti inerti da C&D — cemento, macerie, cartongesso, mattonelle — garantisce un livello di competenza tecnica e normativa che i generalisti del settore non possono offrire.
Certificazioni e autorizzazioni
- ISO 9001:2015 — Sistema di gestione per la qualità: processi standardizzati, tracciabili e sottoposti a miglioramento continuo per ogni fase del servizio.
- ISO 14001:2015 — Sistema di gestione ambientale: impegno documentato a privilegiare il recupero allo smaltimento, minimizzando l’impatto ambientale delle operazioni di trasporto e trattamento.
- ISO 45001:2018 — Sistema di gestione per la salute e la sicurezza sul lavoro: ogni operazione in cantiere e in impianto avviene nel rispetto delle norme di sicurezza, con personale formato e dotato dei DPI previsti dalla normativa.
- Albo Nazionale Gestori Ambientali: iscrizione nelle Categorie 5F (raccolta e trasporto rifiuti speciali non pericolosi) e 8C (intermediazione e commercio di rifiuti senza detenzione).
I vantaggi del servizio di recupero cemento Mageco
- Massimizzazione del tasso di recupero: Mageco analizza ogni flusso di rifiuti cementizi per individuare la destinazione R5 più appropriata, puntando a raggiungere tassi di recupero superiori al 90 % del materiale conferito e riducendo al minimo la quota destinata a discarica.
- Risparmio economico documentato: il conferimento a impianti di recupero R5 ha un costo generalmente inferiore del 30-50 % rispetto allo smaltimento in discarica per inerti, a parità di quantitativo. Mageco identifica sempre la soluzione più vantaggiosa per il committente.
- Tempi di intervento rapidi: la flotta di automezzi autorizzati e la rete capillare di impianti partner consentono di programmare il ritiro del cemento entro 24-72 ore dalla richiesta in tutte le dodici province lombarde.
- Tracciabilità completa e conformità documentale: il committente riceve copia del FIR, la quarta copia restituita dall’impianto di destinazione e, a ciclo completato, l’attestazione di avvenuto recupero. Questa documentazione è essenziale in caso di controlli da parte di ARPA Lombardia o delle autorità competenti.
- Consulenza normativa specializzata: il team di Mageco fornisce supporto nell’interpretazione del D.M. 152/2022, nella corretta classificazione CER e nella predisposizione della documentazione richiesta, inclusa l’assistenza per la presentazione del MUD annuale.
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Costi del recupero cemento e domande frequenti
Il costo del recupero cemento dipende da variabili tecniche e logistiche che rendono ogni preventivo unico. Comprendere i fattori che influenzano il prezzo del recupero cemento consente al committente di ottimizzare la gestione del cantiere e contenere la spesa complessiva. Rispetto allo smaltimento in discarica, il recupero del calcestruzzo mediante conferimento a impianti R5 offre generalmente un significativo vantaggio economico, in quanto l’impianto di recupero trae valore dalla trasformazione del rifiuto in aggregato riciclato commercializzabile. Di seguito vengono illustrati i principali fattori di costo, seguiti dalle domande più frequenti degli operatori del settore.
Fattori che influenzano i costi del recupero
- Purezza del materiale: il cemento puro (CER 17 01 01) separato in cantiere tramite demolizione selettiva ha costi di conferimento nettamente inferiori rispetto alle miscele (CER 17 01 07) che richiedono ulteriori operazioni di selezione in impianto. La presenza di frazioni estranee (legno, plastica, guaine, ferro non separato) incrementa i costi di trattamento.
- Quantitativo conferito: i costi unitari per tonnellata diminuiscono all’aumentare dei volumi grazie alle economie di scala. Interventi con quantitativi superiori a 100 tonnellate beneficiano tipicamente di tariffe agevolate sia per il trasporto sia per il conferimento.
- Distanza cantiere-impianto: il trasporto rappresenta una componente rilevante del costo complessivo. Il peso specifico elevato del calcestruzzo (2,3-2,5 t/mc) limita il volume caricabile su ogni mezzo, incrementando il costo per metro cubo rispetto a rifiuti più leggeri.
- Accessibilità del cantiere: cantieri in centri storici, zone a traffico limitato o aree con viabilità ridotta richiedono l’impiego di mezzi di dimensioni inferiori, con conseguente incremento dei costi operativi.
- Necessità di analisi preliminari: per il cemento proveniente da siti industriali dismessi o da edifici ante-1994, le analisi di caratterizzazione e amianto rappresentano un costo aggiuntivo necessario per verificare l’idoneità al recupero.
Domande frequenti
Che differenza c’è tra recupero e smaltimento del cemento?
Il recupero del cemento (operazione R5) consiste nella trasformazione del rifiuto in aggregato riciclato riutilizzabile in nuove costruzioni, attraverso processi di frantumazione, vagliatura e controllo qualità. Lo smaltimento (operazione D1) prevede invece il conferimento definitivo in discarica per inerti. Il recupero è preferibile sotto il profilo ambientale perché riduce il consumo di risorse naturali e l’occupazione di volume in discarica, ed è generalmente più economico grazie al valore commerciale dell’aggregato riciclato prodotto.
Cosa significa End of Waste per il cemento riciclato?
End of Waste (cessazione della qualifica di rifiuto) significa che il cemento, dopo essere stato trattato in un impianto R5 autorizzato e aver superato i controlli analitici previsti dal D.M. 27 settembre 2022, cessa di essere un rifiuto e diventa un prodotto: l’aggregato riciclato. Da quel momento, il materiale è libero dai vincoli della normativa sui rifiuti e può essere commercializzato con marcatura CE e Dichiarazione di Conformità (DDC), esattamente come un aggregato naturale estratto da cava.
Quali tipologie di cemento possono essere avviate al recupero?
Possono essere recuperati tutti i rifiuti cementizi non pericolosi: calcestruzzo armato e non armato (CER 17 01 01), miscele di cemento con mattoni e mattonelle (CER 17 01 07), residui di getti, massetti, cordoli, pali di fondazione, manufatti prefabbricati e scarti di produzione. Non è recuperabile il cemento contaminato da sostanze pericolose (amianto, IPA, PCB, metalli pesanti), classificato con il codice CER 17 01 06*, che deve essere conferito a impianti di smaltimento autorizzati per rifiuti pericolosi.
Quanto si risparmia scegliendo il recupero del cemento rispetto alla discarica?
Il risparmio varia in funzione della purezza del materiale e della distanza dall’impianto, ma in media il conferimento a un impianto di recupero R5 costa dal 30 al 50 per cento in meno rispetto allo smaltimento in discarica per inerti. Per il cemento puro (CER 17 01 01), i costi di conferimento in Lombardia sono indicativamente compresi tra 5 e 15 euro per tonnellata, contro i 15-30 euro per tonnellata della discarica, a cui si aggiungono in entrambi i casi i costi di trasporto. Mageco fornisce preventivi personalizzati gratuiti.
Cosa sono gli aggregati riciclati di tipo A e di tipo B?
La classificazione in tipo A e tipo B si basa sulla composizione del materiale di origine. L’aggregato riciclato di tipo A è prodotto da calcestruzzo puro con un contenuto di calcestruzzo e prodotti cementizi pari o superiore al 95 per cento in peso: è il più pregiato e può essere impiegato anche nella confezionatura di calcestruzzi non strutturali. L’aggregato di tipo B proviene da miscele di inerti (calcestruzzo + laterizio) e trova impiego in sottofondi, riempimenti e strati di fondazione stradali. Entrambi devono essere conformi alla norma UNI EN 13242 e alla marcatura CE.
La demolizione selettiva è obbligatoria per il recupero del cemento?
La demolizione selettiva non è formalmente obbligatoria in ogni situazione, ma è fortemente incentivata dalla normativa europea (Direttiva 2008/98/CE) e dai Criteri Ambientali Minimi (CAM) per l’edilizia pubblica. Negli appalti pubblici soggetti ai CAM (D.M. 23 giugno 2022), la demolizione selettiva è di fatto un requisito contrattuale. Anche nei cantieri privati, separare il cemento puro dagli altri materiali consente di ridurre i costi di conferimento e di ottenere aggregati riciclati di qualità superiore.
Mageco opera in tutte le province della Lombardia per il recupero cemento?
Sì. Mageco S.r.l., con sede operativa a Lainate (MI), offre il servizio di recupero cemento su tutte le dodici province della Lombardia: Milano, Brescia, Bergamo, Monza e Brianza, Como, Varese, Pavia, Cremona, Mantova, Lecco, Lodi e Sondrio. La rete di impianti di recupero R5 partner e la flotta di automezzi autorizzati garantiscono tempi di intervento generalmente compresi tra 24 e 72 ore dalla richiesta. Per richiedere un preventivo gratuito, contatti il numero 02 8716 8731 o scriva a info@mageco.it.
Gli aggregati riciclati da cemento possono essere usati nei lavori pubblici?
Sì, e anzi sono obbligatori in quota parte. Il D.M. 23 giugno 2022 (CAM edilizia) impone che almeno il 15 per cento degli aggregati utilizzati nei sottofondi e nelle pavimentazioni stradali degli appalti pubblici provenga dal recupero di rifiuti inerti C&D. Gli aggregati riciclati devono essere conformi alla norma UNI EN 13242, dotati di marcatura CE e accompagnati dalla Dichiarazione di Conformità End of Waste rilasciata ai sensi del D.M. 152/2022. Questo requisito sta creando un mercato strutturale per i prodotti del recupero cemento.
Servizi correlati e approfondimenti
Il recupero cemento si inserisce nell’ambito più ampio della gestione sostenibile dei rifiuti da costruzione e demolizione. Per un quadro completo delle opzioni disponibili, è utile considerare il recupero cemento in relazione alle attività di recupero e smaltimento di altri materiali inerti prodotti in cantiere. Mageco offre servizi dedicati per tutte le principali tipologie di rifiuti inerti e da cantiere, garantendo un approccio integrato orientato alla massima valorizzazione dei materiali. Di seguito, le guide di approfondimento relative ai servizi strettamente connessi al recupero del cemento.
- Smaltimento cemento: normative CER e procedure operative in Lombardia
- Recupero macerie edili: aggregati riciclati e normativa End of Waste
- Smaltimento macerie da demolizione: guida completa
- Recupero cartongesso: riciclo del gesso e sostenibilità in edilizia
- Smaltimento mattonelle e ceramiche: codici CER e procedure