Recupero cavi elettrici: dall’urban mining alla granulazione del rame in Lombardia
Il recupero cavi elettrici rappresenta una delle frontiere più avanzate dell’economia circolare applicata ai metalli non ferrosi. Ogni anno in Italia migliaia di tonnellate di cavi in rame e alluminio dismessi — provenienti da cantieri edili, demolizioni industriali, ammodernamento di impianti elettrici e dismissione di reti di telecomunicazione — vengono avviati a impianti di trattamento specializzati per l’estrazione delle frazioni metalliche e il riciclo dell’isolamento in PVC o polietilene. Si tratta di un processo industriale che la comunità scientifica e il settore del waste management definiscono urban mining: l’estrazione di materie prime seconde non dalle miniere tradizionali, ma dal patrimonio di materiali già presenti nel tessuto urbano e industriale.
Mageco S.r.l., con sede operativa a Lainate (MI) e attiva dal 2003 nella gestione ambientale su tutto il territorio lombardo, gestisce l’intero ciclo di recupero cavi elettrici per conto di imprese edili, elettricisti, aziende di telecomunicazione, enti pubblici e industrie manifatturiere. Dalla classificazione iniziale del cavo dismesso alla consegna del granulato di rame certificato End of Waste ai sensi del Regolamento (UE) n. 715/2013, il nostro servizio garantisce la massima valorizzazione economica del materiale e la piena conformità alla normativa ambientale vigente. In questa guida approfondiremo la tipologia dei cavi recuperabili, il quadro normativo con particolare attenzione ai criteri di cessazione della qualifica di rifiuto per il rame, le fasi tecnologiche del processo di granulazione e i vantaggi concreti di affidarsi a un operatore specializzato e certificato.
Cavi elettrici recuperabili: tipologie, materiali e codici CER
I cavi elettrici recuperabili sono tutti quei conduttori elettrici dismessi — costituiti da un’anima metallica in rame o alluminio rivestita da un isolamento polimerico (PVC, XLPE, PE, gomma) — che al termine del loro ciclo di vita utile possono essere sottoposti a operazioni di recupero (codice R4 ai sensi dell’Allegato C del D.Lgs. 152/2006) per estrarre le frazioni metalliche e reintrodurle nel ciclo produttivo come materie prime seconde. Il rame e l’alluminio contenuti nei cavi rappresentano risorse strategiche ad elevato valore economico, la cui estrazione secondaria da rifiuti consente di ridurre la dipendenza dall’importazione di minerali vergini e di abbattere l’impatto ambientale associato all’attività estrattiva primaria.
La composizione di un cavo elettrico varia significativamente in funzione della sua destinazione d’uso. Un cavo di energia per bassa tensione di uso civile presenta tipicamente un’anima in rame elettrolitico (purezza minima 99,9%) con isolamento in PVC e guaina esterna; un cavo per media tensione impiega conduttori in rame o alluminio con isolamento in polietilene reticolato (XLPE) e schermo semiconduttivo; i cavi per telecomunicazioni utilizzano conduttori in rame di sezione ridotta con isolamento in polietilene ad alta densità. La percentuale di metallo sul peso totale del cavo oscilla generalmente tra il 30% e il 70%, in funzione della sezione del conduttore e dello spessore dell’isolamento.
La corretta classificazione dei cavi elettrici dismessi nel sistema del Catalogo Europeo dei Rifiuti (CER) è il primo passaggio obbligatorio per l’avvio al recupero. Il codice CER attribuito determina le procedure autorizzative applicabili, le modalità di trasporto e i criteri di accettazione presso gli impianti di trattamento. La distinzione fondamentale riguarda la natura dell’isolamento: i cavi con guaina in PVC privo di piombo o cadmio rientrano nella categoria dei rifiuti non pericolosi, mentre i cavi con rivestimenti contenenti sostanze pericolose (ad esempio, piombo come stabilizzante nel PVC di vecchia generazione, o isolamenti in olio minerale per i cavi in carta impregnata) sono classificati come rifiuti pericolosi e richiedono procedure di gestione più rigorose.
| Tipologia di cavo | Codice CER | Metallo contenuto | % metallo (peso) | Isolamento |
|---|---|---|---|---|
| Cavi BT in rame (civile/industriale) | 17 04 11 | Rame elettrolitico (Cu ≥ 99,9%) | 40–65% | PVC, LSZH |
| Cavi MT/AT in rame | 17 04 11 | Rame elettrolitico | 35–55% | XLPE, EPR, carta impregnata |
| Cavi in alluminio (energia) | 17 04 11 | Alluminio (Al ≥ 99,5%) | 25–45% | PVC, XLPE, PE |
| Cavi per telecomunicazioni | 17 04 11 | Rame ricotto | 30–50% | PE, PP, guaina in alluminio |
| Cavi dati (LAN, coassiali) | 17 04 11, 16 02 14 | Rame stagnato | 35–55% | PVC, LSZH, schermo Al/Cu |
| Cavi da cantiere e demolizioni | 17 04 11 | Rame, alluminio misti | 30–60% | PVC, gomma, XLPE |
| Cavi con isolamento pericoloso* | 17 04 10* | Rame | 30–50% | Carta impregnata in olio, PVC con Pb |
| Cavi da RAEE (apparecchiature) | 16 02 14, 20 01 36 | Rame, rame stagnato | 20–45% | PVC, silicone, gomma |
Dal punto di vista dell’urban mining, i cavi elettrici in rame rappresentano una delle fonti secondarie più preziose. Il rame è il terzo metallo più utilizzato al mondo dopo ferro e alluminio, con una domanda in costante crescita trainata dall’elettrificazione dei trasporti, dallo sviluppo delle energie rinnovabili e dall’espansione delle reti di telecomunicazione. A differenza dei minerali estratti dalle miniere — dove il tenore di rame nel giacimento si attesta mediamente intorno allo 0,5-1% — un cavo elettrico dismesso contiene dal 30% al 65% di rame puro, rendendo il recupero secondario enormemente più efficiente sotto il profilo energetico e ambientale rispetto alla produzione primaria.

Normativa sul recupero cavi elettrici: End of Waste e Reg. UE 715/2013
Il recupero dei cavi elettrici in Italia è disciplinato dal D.Lgs. 152/2006 (Testo Unico Ambientale) e, per quanto riguarda la cessazione della qualifica di rifiuto del rame recuperato, dal Regolamento (UE) n. 715/2013 della Commissione del 25 luglio 2013, che stabilisce i criteri End of Waste specifici per i rottami di rame. Questo quadro normativo multilivello garantisce che il processo di recupero dei cavi avvenga secondo standard ambientali e qualitativi rigorosi, tutelando la salute pubblica e assicurando che il materiale in uscita possa essere immesso sul mercato come materia prima seconda di qualità certificata.
L’art. 184-ter del D.Lgs. 152/2006 definisce le condizioni generali affinché un rifiuto cessi di essere tale: il materiale deve essere stato sottoposto a un’operazione di recupero, deve essere comunemente utilizzato per scopi specifici, deve esistere un mercato o una domanda per esso, deve soddisfare i requisiti tecnici applicabili ai prodotti e il suo utilizzo non deve comportare impatti negativi sull’ambiente o sulla salute. Per i cavi elettrici, ciò significa che il rame e l’alluminio estratti attraverso le operazioni di granulazione e separazione possono cessare la qualifica di rifiuto soltanto se rispettano i criteri tecnici stabiliti dalla normativa specifica.
Regolamento (UE) n. 715/2013: End of Waste per il rame da cavi
Il Regolamento (UE) n. 715/2013 rappresenta il riferimento normativo fondamentale per il recupero del rame contenuto nei cavi elettrici dismessi. Il regolamento stabilisce che i rottami di rame cessano di essere rifiuti quando sono soddisfatti simultaneamente i seguenti requisiti: il materiale in ingresso deve provenire esclusivamente da determinate categorie di rifiuti contenenti rame; il processo di recupero deve comprendere almeno operazioni di selezione, separazione meccanica e pulitura; il rame in uscita deve essere conforme alla specifica ISRI (Institute of Scrap Recycling Industries) applicabile o ad altra specifica industriale riconosciuta; il produttore di materia prima seconda deve implementare un sistema di gestione della qualità certificato da un ente accreditato.
Per il rame granulato proveniente dalla lavorazione dei cavi elettrici, il Regolamento richiede che il materiale in uscita presenti un contenuto di rame non inferiore al 94% in peso (per la categoria “Berry/Birch Cliff” della classificazione ISRI) e che le impurità residue (frammenti di PVC, fibre, polveri) non superino i limiti definiti nelle specifiche commerciali. Il produttore deve rilasciare una dichiarazione di conformità per ogni partita di granulato che cessa di essere rifiuto, conservare la documentazione per almeno un anno e renderla disponibile alle autorità competenti su richiesta.
Normativa per l’alluminio da cavi e il PVC recuperato
Per l’alluminio estratto dai cavi elettrici, la cessazione della qualifica di rifiuto è disciplinata dal Regolamento (UE) n. 333/2011, che stabilisce i criteri End of Waste per i rottami di alluminio con requisiti analoghi a quelli previsti per il rame. Per la frazione di PVC recuperata dall’isolamento dei cavi, non esistono ad oggi regolamenti europei End of Waste specifici; il materiale può tuttavia essere avviato a recupero come materia prima seconda ai sensi dell’art. 184-ter del D.Lgs. 152/2006 e del D.M. 5 febbraio 1998, previo rispetto dei limiti di contaminazione previsti per il riciclo delle materie plastiche.
Documentazione obbligatoria per il recupero cavi elettrici
- Formulario di Identificazione Rifiuti (FIR) — accompagna ogni trasporto di cavi dismessi dal produttore all’impianto di recupero, con indicazione del codice CER (17 04 11 o 17 04 10*), della quantità e della destinazione
- Registro di carico e scarico — documentazione cronologica di tutte le operazioni di produzione, stoccaggio, trasporto e recupero dei cavi elettrici dismessi
- Modello Unico di Dichiarazione ambientale (MUD) — dichiarazione annuale obbligatoria delle quantità e tipologie di rifiuti gestiti
- RENTRI — Registro Elettronico Nazionale per la Tracciabilità dei Rifiuti (D.M. 4 aprile 2023, n. 59), operativo dal 2025, per la digitalizzazione della tracciabilità
- Dichiarazione di conformità End of Waste — rilasciata dall’impianto per le partite di rame granulato conformi al Reg. UE 715/2013
- Certificato di analisi chimica — attestazione del titolo di rame e dei livelli di impurità nel granulato, necessaria per la certificazione End of Waste
Le sanzioni per violazioni degli obblighi in materia di gestione dei cavi elettrici dismessi sono disciplinate dagli artt. 256 e seguenti del D.Lgs. 152/2006. Il conferimento di cavi a soggetti non autorizzati, l’omessa compilazione del FIR o la falsificazione della documentazione ambientale configurano illeciti che possono comportare ammende fino a 26.000 euro e, nei casi più gravi, la reclusione fino a due anni. Per approfondimenti sulla normativa ambientale applicabile al recupero dei cavi elettrici, si rimanda al portale dell’ISPRA e alla sezione dedicata di ARPA Lombardia.
Il processo di recupero cavi elettrici: wire stripping, granulazione e separazione densimetrica
Il recupero dei cavi elettrici si basa su un processo industriale articolato in fasi sequenziali — raccolta, pre-selezione, triturazione o spelatura (wire stripping), granulazione fine e separazione densimetrica o aeraulica — che consente di separare con elevata efficienza la frazione metallica (rame o alluminio) dall’isolamento polimerico (PVC, PE, XLPE), ottenendo materie prime seconde pronte per la rifusione o la rigranulazione. L’intera filiera è progettata per massimizzare il tasso di recupero del metallo, minimizzare gli scarti e garantire che il granulato in uscita rispetti i criteri di qualità previsti dal Regolamento (UE) n. 715/2013.
Le tecnologie impiegate nel recupero dei cavi elettrici hanno conosciuto un’evoluzione significativa nell’ultimo decennio. I vecchi sistemi di combustione dell’isolamento — pratica vietata dalla normativa ambientale per le emissioni tossiche di diossine, furani e acido cloridrico generate dalla combustione del PVC — sono stati completamente sostituiti da impianti di trattamento meccanico a secco che operano senza alcuna emissione inquinante e permettono il recupero simultaneo della frazione metallica e di quella plastica.
Le fasi del processo di recupero cavi elettrici
- Raccolta e conferimento: i cavi elettrici dismessi vengono raccolti presso il sito del produttore (cantiere edile, stabilimento industriale, impianto elettrico in dismissione) mediante cassoni, big bag o container dedicati. Per i grandi quantitativi derivanti da demolizioni o ammodernamenti di impianti, Mageco organizza interventi di taglio e avvolgimento in loco con personale qualificato e attrezzature specifiche (tronchesi idrauliche, bobinatori portatili).
- Trasporto autorizzato: i cavi dismessi vengono trasportati all’impianto di trattamento con automezzi iscritti all’Albo Nazionale Gestori Ambientali. Ogni trasporto è accompagnato dal FIR compilato nelle quattro copie regolamentari, indicante il codice CER (17 04 11 per i cavi non pericolosi, 17 04 10* per quelli con isolamento contenente sostanze pericolose), la quantità, il produttore, il trasportatore e l’impianto di destinazione.
- Pre-selezione e cernita: presso l’impianto di recupero, i cavi vengono sottoposti a un’operazione di selezione preliminare finalizzata alla separazione per tipologia (cavi in rame vs. alluminio, BT vs. MT, cavi con guaina semplice vs. armati). Si rimuovono le componenti estranee (connettori, scatole di derivazione, reggette metalliche) e si separano i cavi con isolamento pericoloso, destinati a linee di trattamento dedicate.
- Wire stripping (spelatura meccanica): i cavi di grande sezione (tipicamente superiore a 10 mm²) vengono processati mediante macchine spelatrici (wire stripping machines) che incidono longitudinalmente l’isolamento e separano il conduttore metallico dalla guaina in un’unica operazione. Questa tecnologia consente di ottenere rame in pezzi di elevata purezza, idoneo alla vendita diretta alle fonderie senza ulteriori trattamenti. Il wire stripping è la tecnologia preferita per i cavi di sezione maggiore, poiché preserva la dimensione del conduttore e ne facilita la classificazione commerciale secondo le specifiche ISRI.
- Triturazione e granulazione: i cavi di sezione minore, i cavi misti e i cavi già tagliati in pezzi corti vengono alimentati in un granulatore industriale (cable granulator), un impianto che opera in due stadi successivi. Nel primo stadio, un trituratore a coltelli o a martelli riduce il cavo in frammenti di dimensione compresa tra 5 e 20 mm. Nel secondo stadio, un granulatore fine riduce i frammenti a una granulometria di 1-5 mm, liberando completamente le particelle metalliche dall’involucro polimerico. Il rame granulato che ne risulta è denominato commercialmente “granulato di rame” o “rame berry”.
- Separazione densimetrica e aeraulica: il materiale granulato — una miscela di particelle di rame (o alluminio) e frammenti di PVC/PE — viene separato mediante tavole densimetriche vibranti (shaking tables) o separatori ad aria (air gravity separators). Queste tecnologie sfruttano la differenza di densità tra il rame (8,96 g/cm³) e il PVC (1,3-1,4 g/cm³) per separare le due frazioni con una purezza superiore al 99%. La separazione aeraulica impiega un flusso d’aria calibrato che trascina le particelle leggere di plastica, lasciando cadere per gravità le particelle metalliche più pesanti.
- Controllo qualità e certificazione End of Waste: il granulato di rame viene sottoposto ad analisi chimiche (spettrometria XRF o ICP-OES) per verificare il titolo di rame e il livello di impurità. Se il materiale soddisfa i criteri del Regolamento (UE) n. 715/2013, l’impianto rilascia la dichiarazione di conformità e il granulato cessa di essere rifiuto, acquisendo lo status di materia prima seconda commerciabile. Il rame granulato certificato End of Waste viene destinato alle fonderie di rame per la produzione di catodi, vergella o semilavorati.
- Recupero della frazione plastica: la frazione di PVC o polietilene separata dalla componente metallica non viene smaltita in discarica, ma avviata a sua volta a recupero. Il PVC proveniente dai cavi elettrici può essere rigranulato e riutilizzato nella produzione di profili, tubi, membrane impermeabilizzanti e altri manufatti a basso requisito estetico. Il polietilene viene riciclato come materia prima seconda per l’industria delle materie plastiche. Il tasso complessivo di recupero di un cavo elettrico trattato con le tecnologie descritte raggiunge il 95-99% del peso originario.
Rese di recupero per tipologia di cavo: panoramica tecnica
| Tipologia di cavo | Tecnologia di trattamento | Resa metallo (%) | Purezza metallo uscita | Destino frazione plastica |
|---|---|---|---|---|
| Cavi BT rame, sezione > 10 mm² | Wire stripping | > 99% | Cu ≥ 99,9% (Birch/Cliff ISRI) | Rigranulazione PVC |
| Cavi BT rame, sezione < 10 mm² | Granulazione + separazione densimetrica | 97–99% | Cu ≥ 94% (Berry ISRI) | Rigranulazione PVC/PE |
| Cavi MT/AT in rame con XLPE | Taglio + granulazione | 95–98% | Cu ≥ 97% | Recupero energetico XLPE |
| Cavi telecomunicazioni in rame | Granulazione fine | 95–97% | Cu ≥ 94% (granulato Berry) | Rigranulazione PE |
| Cavi in alluminio | Granulazione + correnti Foucault | 93–97% | Al ≥ 95% | Rigranulazione PVC |
| Cavi armati (acciaio + rame) | Separazione magnetica + granulazione | 90–95% | Cu ≥ 94%; Fe separato | Rigranulazione plastica mista |
L’efficienza complessiva del processo di recupero dei cavi elettrici dipende criticamente dalla qualità della fase di pre-selezione e dalla calibrazione degli impianti di granulazione e separazione. Gli impianti di ultima generazione impiegano sistemi di visione artificiale e sensori NIR (Near-Infrared) per ottimizzare la separazione delle frazioni e ridurre al minimo le perdite di metallo nel flusso plastico. L’intera filiera del recupero cavi in Lombardia è monitorata da ARPA Lombardia attraverso ispezioni periodiche e verifiche analitiche sui materiali in ingresso e in uscita dagli impianti autorizzati.

Perché scegliere Mageco per il recupero cavi elettrici in Lombardia
Mageco S.r.l. opera dal 2003 nel settore della gestione ambientale e offre un servizio integrato di recupero cavi elettrici che comprende la classificazione, la raccolta, il trasporto autorizzato, il conferimento a impianti di granulazione specializzati e il rilascio della documentazione di avvenuto recupero, inclusa la certificazione End of Waste per il rame ai sensi del Regolamento (UE) n. 715/2013. Con sede strategica a Lainate, nell’hinterland di Milano, raggiungiamo rapidamente tutte e dodici le province lombarde, garantendo tempi di intervento rapidi anche per ritiri urgenti o straordinari.
La gestione impropria dei cavi elettrici dismessi comporta rischi significativi sotto molteplici profili. Dal punto di vista normativo, il conferimento a soggetti non autorizzati o l’omessa compilazione della documentazione obbligatoria espone l’impresa produttrice a sanzioni amministrative e penali ai sensi del D.Lgs. 152/2006. Dal punto di vista economico, l’errata classificazione del cavo o il conferimento indifferenziato di cavi in rame e in alluminio può ridurre drasticamente il valore di recupero del materiale. Infine, dal punto di vista ambientale, la combustione abusiva dei cavi per estrarre il rame — pratica ancora diffusa nel mercato informale — genera emissioni altamente tossiche di diossine, furani e acido cloridrico. Affidarsi a un operatore qualificato e iscritto all’Albo Nazionale Gestori Ambientali elimina alla radice ciascuno di questi rischi.
I vantaggi del servizio Mageco per il recupero cavi elettrici
- Certificazioni di sistema integrate: Mageco è certificata ISO 9001:2015 (gestione per la qualità), ISO 14001:2015 (gestione ambientale) e ISO 45001:2018 (salute e sicurezza sul lavoro), oltre a essere iscritta all’Albo Nazionale Gestori Ambientali nelle categorie 5F e 8C. Queste credenziali attestano la conformità dei processi ai più elevati standard internazionali.
- Massimizzazione del valore di recupero: grazie alla conoscenza approfondita del mercato del rame e alla collaborazione con una rete selezionata di impianti di granulazione e fonderie lombarde, Mageco garantisce il conferimento ottimale di ciascuna tipologia di cavo alla destinazione che ne massimizza il valore. Per i cavi in rame di elevata sezione e purezza, il recupero genera un ricavo netto per il produttore.
- Tracciabilità completa del processo: ogni fase del recupero è documentata e tracciabile, dalla raccolta presso il cliente alla consegna del certificato End of Waste. Il cliente riceve copia di ogni documento (FIR, registro, dichiarazione di conformità) e un report periodico riepilogativo delle quantità e delle tipologie di cavi avviati a recupero.
- Logistica flessibile e flotta dedicata: disponiamo di automezzi autorizzati e di un parco contenitori (cassoni scarrabili, big bag, container) che ci consente di organizzare ritiri programmati o straordinari in tempi rapidi su tutto il territorio lombardo, anche per piccoli quantitativi provenienti da cantieri o attività artigianali.
- Consulenza tecnica specializzata: il nostro team supporta il cliente nella corretta identificazione e classificazione dei cavi dismessi, nell’attribuzione dei codici CER e nella definizione delle modalità di stoccaggio temporaneo conformi all’art. 183, comma 1, lettera bb) del D.Lgs. 152/2006.
Scopra tutti i nostri servizi di gestione ambientale e le nostre soluzioni personalizzate per il recupero di ogni tipologia di cavo elettrico e materiale metallico.
Costi del recupero cavi elettrici e domande frequenti
Il costo del recupero dei cavi elettrici dipende da variabili che rendono impossibile indicare un tariffario universale. Tuttavia, è fondamentale sottolineare che i cavi in rame e in alluminio possiedono un valore intrinseco di mercato che, nella maggior parte dei casi, riduce significativamente i costi di gestione o genera un vero e proprio ricavo per il produttore del rifiuto. Il prezzo del rame, quotidianamente negoziato al London Metal Exchange (LME), influenza direttamente l’economia dell’intera filiera di recupero dei cavi.
Fattori che influenzano i costi del recupero cavi elettrici
- Tipologia e sezione del cavo: i cavi in rame di grande sezione con guaina semplice in PVC hanno il valore di recupero più elevato; i cavi di piccola sezione, i cavi misti rame/alluminio e i cavi armati presentano costi di trattamento superiori e un valore unitario inferiore
- Percentuale di rame sul peso totale: il rapporto tra il peso del conduttore metallico e il peso complessivo del cavo (comprensivo di isolamento e armatura) determina direttamente il rendimento economico del recupero
- Quotazione del rame al LME: il prezzo corrente del rame al London Metal Exchange, espresso in USD/tonnellata, influenza proporzionalmente il valore di cessione del granulato e, di conseguenza, il costo netto (o il ricavo) per il produttore
- Quantità e regolarità dei conferimenti: volumi elevati e ritiri programmati con cadenza regolare consentono economie di scala nella logistica e nell’accesso agli impianti di granulazione
- Presenza di contaminanti o isolamenti pericolosi: i cavi con isolamento in carta impregnata in olio o con PVC contenente stabilizzanti a base di piombo richiedono trattamenti aggiuntivi che incrementano i costi di gestione
Domande frequenti
Quali tipologie di cavi elettrici possono essere recuperate?
Possono essere recuperati praticamente tutti i cavi elettrici dismessi: cavi di energia in rame e alluminio per bassa, media e alta tensione, cavi per telecomunicazioni, cavi dati (LAN, coassiali, fibra ottica con componenti metalliche), cavi armati con guaina in acciaio, cavi da cantiere e cavi estratti da apparecchiature elettroniche (RAEE). La tecnologia di trattamento (wire stripping o granulazione) viene scelta in funzione della sezione del conduttore e della composizione del cavo. Mageco gestisce il recupero di tutte le tipologie, inclusi i cavi con isolamento pericoloso (CER 17 04 10*), che vengono avviati a linee di trattamento dedicate presso impianti autorizzati per rifiuti pericolosi.
Che cos’è la granulazione dei cavi e come funziona?
La granulazione è un processo meccanico a secco che separa il metallo dall’isolamento plastico dei cavi elettrici senza ricorrere alla combustione. Il cavo viene prima triturato in frammenti di 5-20 mm da un mulino a coltelli o a martelli, quindi ridotto a granulometria di 1-5 mm da un granulatore fine. La miscela di particelle metalliche e plastiche viene poi separata mediante tavole densimetriche vibranti o separatori ad aria, che sfruttano la differenza di peso specifico tra rame (8,96 g/cm³) e PVC (1,3 g/cm³). Il risultato è un granulato di rame con purezza superiore al 94%, conforme ai criteri End of Waste del Regolamento UE 715/2013.
Che differenza c’è tra wire stripping e granulazione dei cavi?
Il wire stripping consiste nell’incisione longitudinale della guaina isolante per estrarre il conduttore metallico integro, ed è utilizzato prevalentemente per cavi di sezione superiore a 10 mm². Produce rame in pezzi di elevata purezza (Cu ≥ 99,9%), classificabile nelle categorie ISRI Birch o Cliff. La granulazione, invece, tritura l’intero cavo in particelle fini e separa metallo e plastica per differenza di densità; è la tecnologia d’elezione per i cavi di piccola sezione, i cavi misti e i cavi già tagliati in pezzi corti. Il granulato risultante presenta tipicamente una purezza di Cu ≥ 94% (categoria ISRI Berry).
Il recupero dei cavi in rame genera un costo o un ricavo per l’azienda?
Nella maggior parte dei casi, il recupero dei cavi in rame genera un ricavo netto per l’azienda produttrice del rifiuto, poiché il valore del rame contenuto supera i costi di raccolta, trasporto e trattamento. Il ricavo dipende dalla sezione del cavo (cavi di sezione maggiore hanno un rapporto rame/plastica più favorevole), dalla quotazione del rame al LME al momento del conferimento e dalla quantità conferita. Per i cavi in alluminio o per quelli con bassa percentuale di metallo, il recupero può comportare un costo, generalmente contenuto e comunque inferiore rispetto al costo dello smaltimento. Mageco elabora preventivi personalizzati basati sull’analisi specifica dei cavi del cliente.
Che cosa accade all’isolamento in PVC dei cavi dopo il recupero del rame?
La frazione di PVC separata dal metallo durante la granulazione non viene smaltita in discarica, ma avviata a sua volta a recupero. Il PVC proveniente dai cavi elettrici può essere rigranulato e riutilizzato nella produzione di tubi, profili, membrane impermeabilizzanti e altri manufatti plastici. Il polietilene (PE) e il polietilene reticolato (XLPE) vengono anch’essi riciclati o, in alternativa, destinati a recupero energetico in impianti autorizzati. Il tasso complessivo di recupero di un cavo elettrico trattato con le tecnologie attuali raggiunge il 95-99% del peso originario, rendendo questa filiera un esempio virtuoso di economia circolare.
È legale bruciare i cavi elettrici per recuperare il rame?
No, la combustione dei cavi elettrici per estrarre il rame è assolutamente vietata dalla normativa ambientale italiana e costituisce un reato penale ai sensi dell’art. 256 del D.Lgs. 152/2006 (gestione non autorizzata di rifiuti) e dell’art. 674 del Codice Penale (getto di cose pericolose). La combustione del PVC genera emissioni altamente tossiche di diossine, furani e acido cloridrico, con gravi conseguenze per la salute umana e l’ambiente. Il recupero del rame dai cavi deve avvenire esclusivamente mediante processi meccanici (wire stripping o granulazione) presso impianti autorizzati. Mageco garantisce un trattamento conforme alla normativa e privo di qualsiasi impatto ambientale negativo.
Quali codici CER si applicano ai cavi elettrici dismessi?
I codici CER principali per i cavi elettrici dismessi sono: 17 04 11 (cavi, diversi da quelli di cui alla voce 17 04 10, provenienti da attività di costruzione e demolizione), 17 04 10* (cavi impregnati di olio, catrame di carbone o altre sostanze pericolose), 16 02 14 (apparecchiature fuori uso contenenti cavi, da RAEE non pericolosi) e 20 01 36 (apparecchiature elettriche ed elettroniche fuori uso da raccolta differenziata urbana). L’attribuzione del codice CER corretto è responsabilità del produttore del rifiuto e determina le procedure di gestione, trasporto e trattamento applicabili. Il team tecnico di Mageco fornisce assistenza gratuita per la corretta classificazione.
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Il recupero dei cavi elettrici si inserisce nella più ampia gamma di servizi di gestione ambientale offerti da Mageco S.r.l. alle imprese lombarde. Per approfondire tematiche affini — dallo smaltimento dei cavi non recuperabili al recupero di altre tipologie metalliche e di rifiuti tecnologici — Le consigliamo di consultare le seguenti guide del nostro blog.
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Per un’analisi personalizzata delle opportunità di recupero dei cavi elettrici prodotti dalla Sua attività, La invitiamo a contattare il nostro ufficio tecnico. Il team Mageco è a disposizione per un sopralluogo gratuito e per l’elaborazione di un piano di gestione ottimizzato in termini economici e normativi.