Recupero bancali in Lombardia: dalla riparazione dei pallet alla produzione di biomassa nel 2026
Il recupero bancali rappresenta una delle filiere più efficienti dell’economia circolare nel settore degli imballaggi in legno. Ogni anno in Italia circolano oltre 200 milioni di pallet, e la Lombardia, prima regione per volumi logistici e movimentazione merci, genera un flusso costante di bancali a fine ciclo che necessitano di percorsi strutturati di riuso, riparazione o riciclo. Secondo i dati Rilegno (Consorzio nazionale per la raccolta, il recupero e il riciclaggio degli imballaggi in legno), nel 2024 il tasso di recupero complessivo degli imballaggi in legno in Italia ha raggiunto il 71,4%, superando ampiamente l’obiettivo del 30% fissato dalla normativa europea.
Mageco S.r.l., operativa dal 2003 con sede a Lainate (MI), gestisce il recupero bancali per imprese industriali, centri logistici, aziende della grande distribuzione organizzata e attività artigianali su tutto il territorio lombardo. Il servizio comprende il ritiro programmato dei pallet usati, la selezione tra bancali riparabili e bancali destinati a riciclo, e l’avvio alle filiere di valorizzazione più appropriate: dalla riparazione e ricondizionamento per il reimmesso in commercio, alla cippatura per la produzione di pannelli truciolari, fino alla conversione in biomassa per la produzione di energia termica. Grazie all’iscrizione all’Albo Nazionale Gestori Ambientali e alle certificazioni ISO 9001, ISO 14001 e ISO 45001, Mageco garantisce la piena conformità al D.Lgs. 152/2006 e agli standard del sistema consortile CONAI-Rilegno.
Bancali e pallet: tipologie, codici CER e classificazione per il recupero
I bancali (o pallet) sono imballaggi terziari in legno utilizzati come piattaforme di carico per la movimentazione, lo stoccaggio e il trasporto di merci. Quando raggiungono il fine vita operativo, i bancali usati si qualificano come rifiuti di imballaggio in legno e devono essere avviati a percorsi di recupero conformi al D.Lgs. 152/2006 e al sistema consortile Rilegno/CONAI. La corretta classificazione del bancale a fine vita è il primo passo per individuare il percorso di valorizzazione più efficiente sotto il profilo economico e ambientale.
Il Catalogo Europeo dei Rifiuti (CER) classifica i bancali usati in base alla loro provenienza e composizione. Il codice CER principale per i pallet dismessi è il 15 01 03 (imballaggi in legno), che si applica alla stragrande maggioranza dei bancali provenienti dalla logistica industriale e commerciale. Quando i bancali derivano da attività di costruzione o demolizione — ad esempio, utilizzati in cantiere come casseforme, piani di lavoro o supporti temporanei — il codice CER applicabile è il 17 02 01 (legno da costruzione e demolizione). In ambito comunale, i pallet conferiti da privati o piccole attività possono essere classificati con il codice 20 01 38 (legno, diverso da quello di cui alla voce 20 01 37*, cioè non contenente sostanze pericolose).
Dal punto di vista costruttivo, i bancali si distinguono in diverse tipologie, ciascuna con caratteristiche specifiche che influenzano il percorso di recupero. I pallet EUR/EPAL (800 × 1200 mm) rappresentano lo standard europeo per la logistica intermodale: sono costruiti secondo specifiche tecniche rigorose (UNI EN 13698-1), marchiati con il logo EPAL e soggetti a un circuito di interscambio che ne favorisce il riuso diretto. Quando un pallet EPAL presenta danni strutturali, la rete autorizzata di riparatori EPAL provvede al ricondizionamento secondo standard qualitativi certificati, prolungandone la vita utile di ulteriori 3-5 cicli.
I pallet a perdere (o one-way) sono costruiti con legno di qualità inferiore, non rispondono a standard dimensionali uniformi e sono progettati per un numero limitato di utilizzi. Rappresentano la quota più consistente dei bancali avviati a riciclo tramite cippatura. I pallet su misura o pallet speciali sono realizzati per carichi specifici (bobine, macchinari pesanti, merci fuori sagoma) e possono raggiungere dimensioni di 2000 × 3000 mm con portate fino a 5.000 kg. I pallet trattati ISPM-15 hanno subito trattamento fitosanitario (termico HT o con bromuro di metile MB, quest’ultimo ora vietato nell’UE) per l’esportazione internazionale e sono contrassegnati dal marchio IPPC.
| Tipologia di bancale | Codice CER | Dimensioni tipiche | Percorso di recupero prioritario | Tasso di recupero |
|---|---|---|---|---|
| Pallet EUR/EPAL standard | 15 01 03 | 800 × 1200 mm | Riparazione e reimmissione in circuito | > 95% |
| Pallet a perdere (one-way) | 15 01 03 | Variabili (600×800, 1000×1200, altre) | Cippatura per pannelli truciolari o biomassa | > 90% |
| Pallet speciali/su misura | 15 01 03 | Fino a 2000 × 3000 mm | Riparazione se economicamente conveniente, altrimenti cippatura | > 85% |
| Bancali da cantiere | 17 02 01 | Variabili | Cippatura previa rimozione chiodi/ferramenta | > 80% |
| Pallet trattati ISPM-15 (HT) | 15 01 03 | Standard o su misura | Riparazione o cippatura secondo condizioni | > 90% |
| Bancali contaminati (oli, chimici) | 15 01 10* | Variabili | Trattamento specifico, recupero energetico R1 | 60-70% |
È fondamentale distinguere i bancali in legno non trattato o trattato termicamente — che accedono ai normali percorsi di recupero — dai bancali contaminati da sostanze pericolose. I pallet che hanno contenuto prodotti chimici, oli minerali, pesticidi o altre sostanze tossiche possono essere classificati con il codice CER 15 01 10* (imballaggi contenenti residui di sostanze pericolose o contaminati da tali sostanze) e richiedono percorsi di gestione dedicati con costi significativamente superiori.

Normativa sul recupero bancali: Rilegno, CONAI e obblighi di legge
Il recupero dei bancali in legno è disciplinato dal D.Lgs. 152/2006 (Codice dell’Ambiente), dal sistema consortile CONAI/Rilegno e dalla Direttiva (UE) 2018/852 sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio, recepita in Italia con il D.Lgs. 116/2020. L’inquadramento normativo stabilisce una precisa gerarchia di gestione che privilegia, nell’ordine: prevenzione, riutilizzo, riciclo, recupero energetico e, solo in ultima istanza, lo smaltimento in discarica.
Il Consorzio Rilegno, fondato nel 1997 e operativo dal 1998, è il consorzio di filiera del sistema CONAI dedicato alla raccolta, al recupero e al riciclaggio degli imballaggi in legno. Rilegno coordina una rete nazionale di oltre 400 piattaforme convenzionate che raccolgono pallet, cassette ortofrutticole, casse e altri imballaggi in legno post-consumo. In Lombardia, la rete Rilegno conta oltre 50 piattaforme autorizzate, con una concentrazione significativa nelle province di Milano, Brescia e Bergamo, dove i volumi logistici sono più elevati.
Il Contributo Ambientale CONAI (CAC) per gli imballaggi in legno è a carico dei produttori e importatori di imballaggi e finanzia le attività di raccolta e recupero gestite da Rilegno. Per il 2026, il CAC per gli imballaggi in legno è fissato a 8,00 €/tonnellata, tra i più bassi del sistema CONAI, a riflesso dell’elevata efficienza della filiera di recupero del legno. Le imprese che utilizzano bancali per la propria attività logistica non sono direttamente soggette al pagamento del CAC (che grava sul primo utilizzatore/importatore), ma hanno l’obbligo di avviare a recupero i pallet a fine vita tramite operatori autorizzati.
L’art. 184-ter del D.Lgs. 152/2006 disciplina la cessazione della qualifica di rifiuto (end of waste) per i materiali sottoposti a operazioni di recupero. Per il legno, il D.M. 5 febbraio 1998 (aggiornato dal D.M. 186/2006) stabilisce le condizioni alle quali i rifiuti di legno cessano di essere rifiuti e diventano materie prime seconde (MPS). In particolare, il cippato di legno ottenuto dalla macinazione di bancali non contaminati può acquisire lo status di MPS quando rispetta i parametri dimensionali e qualitativi previsti dalla norma UNI EN 14961 (ora UNI EN ISO 17225) per i biocombustibili solidi, oppure dalla norma UNI EN 309/310/312 per i pannelli a base di legno.
Il nuovo Regolamento (UE) 2025/40 sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio (Packaging and Packaging Waste Regulation — PPWR), entrato in vigore nel febbraio 2025, introduce obiettivi più ambiziosi per il riutilizzo degli imballaggi da trasporto. Per i pallet, il Regolamento prevede che entro il 2030 almeno il 30% dei pallet immessi sul mercato dell’Unione debba essere costituito da pallet riutilizzabili, con un incremento al 40% entro il 2035. Questa disposizione favorisce strutturalmente i sistemi di pooling e interscambio (come il circuito EPAL) rispetto ai pallet a perdere.
| Norma / Riferimento | Ambito | Disposizione chiave per i bancali |
|---|---|---|
| D.Lgs. 152/2006, Parte IV | Gestione rifiuti nazionale | Gerarchia dei rifiuti, obblighi documentali (FIR, MUD, registri c/s) |
| D.Lgs. 116/2020 | Recepimento Dir. UE 2018/851-852 | Obiettivi riciclo imballaggi legno: 25% entro 2025, 30% entro 2030 |
| D.M. 5 febbraio 1998 | Recupero rifiuti non pericolosi | Procedure semplificate di recupero (R3, R1) per rifiuti di legno |
| Reg. (UE) 2025/40 (PPWR) | Imballaggi e rifiuti di imballaggio | Obiettivi di riutilizzo pallet: 30% entro 2030, 40% entro 2035 |
| UNI EN 13698-1 | Specifiche pallet EUR/EPAL | Requisiti costruttivi e di riparazione per pallet interscambiabili |
| UNI EN ISO 17225 | Biocombustibili solidi | Classificazione e specifiche del cippato di legno per uso energetico |
| ISPM-15 (FAO) | Trattamento fitosanitario | Obbligo di trattamento HT per pallet destinati a esportazione extra-UE |
Sul piano documentale, il produttore di rifiuti di bancali è tenuto a compilare il Formulario di Identificazione del Rifiuto (FIR) per ogni trasporto, a registrare i movimenti nel registro di carico e scarico (art. 190, D.Lgs. 152/2006) e, se soggetto, a presentare la dichiarazione annuale MUD (Modello Unico di Dichiarazione ambientale) entro il 30 giugno di ogni anno. Dal 2025, per le imprese con più di 10 dipendenti nella produzione industriale o con sede in Lombardia che producono rifiuti pericolosi, è operativo il sistema di tracciabilità digitale RENTRI (Registro Elettronico Nazionale per la Tracciabilità dei Rifiuti), che sostituisce progressivamente il MUD cartaceo.
Il processo di recupero bancali: dalla raccolta alla valorizzazione del legno
Il recupero dei bancali usati segue un percorso articolato che inizia con la raccolta e la selezione qualitativa, prosegue con la riparazione dei pallet riutilizzabili o la cippatura di quelli non riparabili, e si conclude con la produzione di materia prima secondaria per l’industria del pannello truciolare o di biomassa per la generazione di energia termica. La scelta del percorso dipende dalle condizioni strutturali del bancale, dalla tipologia di legno e dalla presenza di contaminanti.
Fase 1: Raccolta e conferimento
Il ciclo di recupero bancali ha inizio con la raccolta presso il sito del produttore. Mageco organizza il ritiro programmato dei pallet usati mediante automezzi dotati di sponda idraulica o gru, con cassoni scarrabili da 20 o 30 mc oppure direttamente su pianale con carico a catasta. Per i centri logistici e le aziende della GDO che producono grandi volumi, è possibile predisporre un servizio di ritiro giornaliero o plurisettimanale con contenitori dedicati. Il trasporto avviene sempre con Formulario di Identificazione del Rifiuto (FIR) compilato in quattro copie, come previsto dall’art. 193 del D.Lgs. 152/2006.
Fase 2: Selezione e cernita qualitativa
All’arrivo presso l’impianto di trattamento, i bancali vengono sottoposti a selezione manuale e visiva per determinare il percorso di valorizzazione ottimale. Gli operatori valutano l’integrità strutturale delle tavole superiori e inferiori, dei blocchetti o delle traverse, e dei chiodi di fissaggio. I pallet che presentano danni limitati (una o due tavole rotte, chiodi sollevati, blocchetti lesionati ma struttura portante integra) vengono destinati alla linea di riparazione. I bancali con danni estesi, legno deteriorato, deformazioni permanenti o contaminazione vengono avviati alla linea di triturazione e cippatura.
I criteri di selezione seguono le specifiche tecniche del circuito EPAL per i pallet EUR e parametri interni di qualità per i pallet a perdere. Un bancale EUR/EPAL è riparabile quando conserva almeno il 60% delle componenti originali in buone condizioni e quando il costo di riparazione non supera il 40-50% del valore di un pallet nuovo equivalente. La percentuale media di bancali avviati a riparazione sul totale raccolto in Lombardia si attesta intorno al 35-45%, con punte del 60% per i flussi provenienti dalla grande distribuzione organizzata.
Fase 3a: Riparazione e ricondizionamento
La riparazione dei pallet costituisce il percorso di recupero a più alto valore aggiunto, in quanto consente di reimmettere il bancale nel circuito logistico senza dover produrre nuovo materiale. Le operazioni di ricondizionamento comprendono: sostituzione delle tavole danneggiate con tavole di dimensioni e spessore conformi, raddrizzatura o sostituzione dei chiodi a spirale, sostituzione dei blocchetti fratturati, levigatura delle superfici scheggiate e, se necessario, ritrattamento fitosanitario HT per i pallet destinati all’export. Un centro di riparazione EPAL autorizzato può processare fino a 2.000-3.000 pallet al giorno, con un consumo di legno nuovo pari al 15-25% del peso del pallet riparato.
Il pallet riparato viene sottoposto a controllo qualità statico e dinamico: verifica della portata nominale (fino a 1.500 kg in stoccaggio, 1.000 kg in movimento per il pallet EPAL), planarietà della superficie, assenza di chiodi sporgenti e conformità dimensionale. Il bancale conforme viene marchiato con il timbro del riparatore autorizzato e reimmesso in commercio a un prezzo generalmente compreso tra il 40% e il 70% di quello di un pallet nuovo.
Fase 3b: Cippatura e macinazione
I bancali non riparabili vengono avviati alla linea di cippatura, che costituisce il percorso di riciclo materico principale. Il processo prevede: rimozione degli elementi metallici (chiodi, viti, staffe) mediante deferrizzatore a nastro magnetico o separatore a correnti indotte; frantumazione primaria in un trituratore a lenta rotazione che riduce il pallet in frammenti da 50-150 mm; raffinazione secondaria in un cippatrice a martelli o a coltelli che produce cippato calibrato nelle pezzature commerciali (P16, P31, P45, P63 secondo UNI EN ISO 17225-4). Il cippato viene vagliato, deferrizzato nuovamente e sottoposto a controllo qualitativo prima della destinazione finale.
| Destinazione del cippato | Operazione CER | Prodotto ottenuto | Requisiti qualitativi principali | Quota sul totale |
|---|---|---|---|---|
| Industria del pannello truciolare | R3 — riciclo sostanze organiche | Pannelli truciolari, MDF, OSB | Umidità < 15%, assenza metalli, pezzatura P16-P31 | 55-60% |
| Produzione di blocchi pallet | R3 — riciclo sostanze organiche | Blocchetti in legno pressato per nuovi pallet | Cippato fine, umidità controllata, resine UF | 10-15% |
| Biomassa per energia termica | R1 — recupero energetico | Calore per teleriscaldamento o processi industriali | UNI EN ISO 17225, PCI > 3.200 kcal/kg, umidità < 35% | 20-25% |
| Compostaggio e pacciamatura | R3 — riciclo sostanze organiche | Ammendante compostato, pacciame | Legno non trattato, assenza contaminanti, pezzatura fine | 5-10% |
Fase 3c: Recupero energetico (biomassa)
Il cippato di legno da bancali che non soddisfa i requisiti qualitativi per il riciclo materico (ad esempio, per eccesso di umidità, presenza residua di vernici o trattamenti superficiali) viene destinato al recupero energetico (operazione R1) in centrali a biomassa o impianti di cogenerazione. Il potere calorifico inferiore (PCI) del cippato di pallet si attesta mediamente tra 3.200 e 4.000 kcal/kg a seconda del contenuto di umidità. La combustione del cippato di legno è considerata carbon neutral ai fini del bilancio delle emissioni di CO2, poiché la quantità di anidride carbonica rilasciata corrisponde a quella assorbita dall’albero durante la crescita.
In Lombardia operano numerosi impianti a biomassa convenzionati con la rete Rilegno, con una capacità complessiva superiore a 500.000 tonnellate/anno di legno da recupero. La conversione di una tonnellata di cippato di bancali in energia termica genera circa 3.500-4.000 kWh termici, equivalenti al consumo di riscaldamento di un’abitazione media per circa un mese. L’operazione R1 rappresenta comunque l’opzione residuale nella gerarchia di recupero: la normativa e il sistema Rilegno privilegiano sempre il riciclo materico (R3) rispetto al recupero energetico.

Perché scegliere Mageco per il recupero bancali in Lombardia
Mageco S.r.l. offre un servizio di recupero bancali completo e certificato, dalla raccolta presso il Suo stabilimento alla rendicontazione ambientale, con copertura capillare su tutte le 12 province lombarde. L’azienda, attiva dal 2003 nel settore della gestione ambientale e dei rifiuti speciali, ha sviluppato una competenza specifica nella filiera degli imballaggi in legno che Le consente di massimizzare il valore recuperabile dai Suoi bancali a fine vita, riducendo al contempo i costi di gestione e gli adempimenti burocratici.
Le ragioni per affidarsi a Mageco per il recupero bancali sono molteplici e si articolano su diversi livelli di valore:
- Servizio integrato dalla raccolta alla certificazione — Mageco gestisce l’intero ciclo: fornitura di cassoni o contenitori dedicati, ritiro programmato con frequenza concordata (giornaliera, settimanale, quindicinale), trasporto con FIR, selezione, avvio a riparazione o cippatura, e rilascio della documentazione attestante il corretto recupero. Il produttore riceve un unico interlocutore per tutta la filiera.
- Certificazioni ISO 9001, ISO 14001 e ISO 45001 — Il sistema di gestione integrato qualità-ambiente-sicurezza garantisce processi controllati, tracciabilità completa dei flussi e miglioramento continuo delle prestazioni ambientali. L’iscrizione all’Albo Nazionale Gestori Ambientali nelle categorie pertinenti assicura la piena legittimità delle operazioni.
- Massimizzazione del recupero materico — Grazie alla collaborazione con centri di riparazione EPAL autorizzati e impianti di cippatura di ultima generazione, Mageco raggiunge un tasso di avvio a recupero superiore al 95% sui bancali raccolti, con una quota di riparazione e riuso pari al 40-50% del totale, ben superiore alla media regionale.
- Copertura territoriale lombarda completa — Il servizio è disponibile in tutte le province: Milano, Brescia, Bergamo, Monza e Brianza, Como, Varese, Pavia, Cremona, Mantova, Lecco, Lodi e Sondrio. I tempi di intervento per il primo ritiro sono generalmente compresi tra 24 e 72 ore dalla richiesta.
- Supporto alla compliance normativa — Mageco fornisce assistenza nella corretta classificazione CER dei bancali, nella compilazione del FIR, nella tenuta del registro di carico e scarico e nell’adempimento degli obblighi RENTRI per le imprese soggette. Il servizio include la reportistica periodica sui quantitativi recuperati, utile per il bilancio di sostenibilità aziendale e la rendicontazione ESG.
- Eventuale riconoscimento economico — Per lotti significativi di pallet EPAL in buone condizioni (indicativamente superiori a 200 unità), è possibile concordare un riconoscimento economico a favore del conferitore, trasformando un costo di gestione rifiuti in un’entrata. Le condizioni vengono definite caso per caso in base alla qualità, alla quantità e alla logistica di ritiro.
L’esperienza ventennale nella gestione dei rifiuti speciali in Lombardia consente a Mageco di affrontare anche le situazioni più complesse: bancali contaminati da sostanze chimiche, lotti misti legno-plastica-metallo, pallet provenienti da siti in bonifica, grandi volumi da sgomberi di magazzino. Per ogni situazione, l’azienda individua il percorso di recupero più efficiente in termini di costi, tempi e conformità normativa.
Costi del recupero bancali e domande frequenti
Il costo del recupero bancali dipende da molteplici fattori: la tipologia e le condizioni dei pallet, il quantitativo conferito, la frequenza di ritiro, la distanza dal sito di raccolta all’impianto di trattamento e la presenza di contaminanti. In alcuni casi — specialmente per lotti omogenei di pallet EPAL in condizioni riparabili — il recupero può avvenire a costo zero o con un riconoscimento economico a favore del produttore del rifiuto.
A titolo orientativo, i principali fattori che influenzano il costo del servizio di recupero bancali sono:
- Tipologia di pallet: i bancali EPAL in buone condizioni hanno un valore di mercato intrinseco che riduce o azzera il costo di gestione; i pallet a perdere danneggiati comportano un costo di smaltimento/recupero
- Quantitativo e frequenza: lotti superiori a 100 unità o ritiri programmati con cadenza regolare consentono economie di scala sul trasporto
- Accessibilità del sito: la necessità di automezzi speciali, orari di carico vincolati o limitazioni di accesso incidono sui costi logistici
- Presenza di contaminanti: bancali contaminati da sostanze pericolose richiedono percorsi di trattamento dedicati con costi significativamente maggiori
- Distanza dall’impianto: il trasporto incide proporzionalmente alla distanza; le aziende nelle aree di Milano, Monza e Brianza beneficiano della prossimità alla sede operativa di Mageco a Lainate
Per ottenere un preventivo personalizzato e senza impegno, è sufficiente contattare Mageco al numero 02 8716 8731 o scrivere a info@mageco.it, indicando la tipologia di bancali, il quantitativo stimato e la localizzazione del sito di ritiro.
Domande frequenti sul recupero bancali
Qual è la differenza tra recupero e smaltimento dei bancali?
Il recupero bancali (operazioni R ai sensi del D.Lgs. 152/2006) comprende tutte le attività che restituiscono valore al pallet usato: la riparazione e il riuso (preparazione per il riutilizzo), il riciclo materico tramite cippatura per la produzione di pannelli truciolari o blocchetti (R3) e il recupero energetico tramite combustione in centrali a biomassa (R1). Lo smaltimento (operazioni D) è la destinazione residuale riservata ai bancali non recuperabili, tipicamente il conferimento in discarica per inerti (D1). La normativa impone di privilegiare il recupero: in Italia, il sistema Rilegno avvia a recupero oltre il 71% degli imballaggi in legno raccolti.
I pallet EPAL usati hanno un valore economico?
Sì, i pallet EPAL usati in buone condizioni strutturali conservano un significativo valore di mercato. Il prezzo di un pallet EPAL usato di classe A (senza danni, immediatamente riutilizzabile) oscilla indicativamente tra 4,00 e 7,00 € per unità, mentre un pallet di classe B (con danni minori riparabili) vale tra 2,00 e 4,00 €. Per lotti consistenti (oltre 200 unità) di pallet EPAL in buone condizioni, Mageco può riconoscere un compenso al conferitore, trasformando la gestione del rifiuto in un’opportunità economica.
Quanti bancali usati è necessario accumulare prima di richiedere un ritiro?
Non esiste un quantitativo minimo rigido. Mageco effettua ritiri a partire da un carico pari a circa 30-50 pallet (equivalente a un cassone scarrabile da 20 mc) per garantire l’efficienza logistica del trasporto. Per produzioni inferiori o saltuarie, è possibile concordare un ritiro cumulativo con frequenza mensile o bimestrale. Il deposito temporaneo dei bancali usati presso il Suo stabilimento è consentito dal D.Lgs. 152/2006, art. 185-bis, per un massimo di 12 mesi dalla data di produzione del rifiuto oppure fino al raggiungimento di 30 mc (entro 3 mesi successivi).
I bancali trattati con sostanze chimiche possono essere recuperati?
Dipende dal tipo e dal grado di contaminazione. I bancali con trattamento fitosanitario termico (HT) secondo lo standard ISPM-15 sono perfettamente recuperabili con i percorsi standard. I pallet contaminati da oli minerali, solventi, pesticidi o altre sostanze pericolose sono classificati con codice CER 15 01 10* e richiedono percorsi di gestione specifici per rifiuti pericolosi, generalmente con recupero energetico in impianti autorizzati. I bancali trattati con bromuro di metile (MB), ormai vietato nell’UE, devono essere gestiti come rifiuti pericolosi. Mageco è in grado di gestire tutte queste casistiche grazie alle autorizzazioni per il trasporto di rifiuti pericolosi e non pericolosi.
Che cosa succede al legno dei bancali dopo la cippatura?
Il cippato ottenuto dalla macinazione dei bancali viene destinato a tre filiere principali. La quota maggioritaria (55-60%) viene conferita all’industria del pannello truciolare per la produzione di pannelli truciolari, MDF e OSB utilizzati nel settore dell’arredamento e dell’edilizia. Una quota del 10-15% viene utilizzata per produrre blocchetti in legno pressato per nuovi pallet. Il restante 20-25% viene impiegato come biomassa in centrali termiche o di cogenerazione per la produzione di energia rinnovabile. Una piccola quota (5-10%) può essere destinata al compostaggio industriale come strutturante.
Quali documenti sono necessari per il conferimento di bancali a recupero?
Per ogni conferimento di bancali a recupero sono necessari: il Formulario di Identificazione del Rifiuto (FIR) compilato in quattro copie ai sensi dell’art. 193 del D.Lgs. 152/2006; la registrazione nel registro di carico e scarico (art. 190) entro 10 giorni lavorativi dalla produzione del rifiuto; l’eventuale iscrizione al sistema RENTRI per le imprese soggette. Mageco supporta il cliente nella corretta compilazione di tutti i documenti, nella classificazione CER e nella predisposizione della dichiarazione MUD annuale, assicurando la piena conformità normativa.
Il recupero bancali contribuisce agli obiettivi ESG aziendali?
Assolutamente sì. Il recupero dei bancali usati genera benefici ambientali quantificabili che possono essere inclusi nel bilancio di sostenibilità aziendale: ogni tonnellata di legno avviata a riciclo evita l’emissione di circa 0,9 tonnellate di CO2 equivalente e preserva circa 0,5 mc di legno vergine. Mageco rilascia una reportistica annuale con i quantitativi conferiti, le percentuali di recupero e i risparmi ambientali calcolati, utilizzabile per la rendicontazione ESG secondo gli standard GRI e CSRD.
Servizi correlati e approfondimenti
Il recupero bancali si inserisce in una gestione ambientale integrata che valorizza tutti i flussi di rifiuti in legno e imballaggi generati dalle imprese lombarde. Mageco offre servizi complementari per ogni tipologia di scarto ligneo e per le principali categorie di imballaggi, con la medesima attenzione alla conformità normativa e alla massimizzazione del valore recuperabile. Per approfondire le tematiche correlate al recupero bancali, consulti le risorse seguenti:
- Smaltimento bancali in Lombardia — la guida alla gestione dei pallet non avviabili a recupero diretto, con codici CER e obblighi documentali per lo smaltimento
- Recupero legno e scarti di lavorazione — servizi di recupero per tutti i rifiuti in legno: cassette, casse, assi, travi, mobili, scarti di falegnameria e segheria
- Recupero imballaggi in Lombardia — panoramica completa sui percorsi di recupero per le sei frazioni del sistema CONAI: acciaio, alluminio, carta, legno, plastica e vetro
- Recupero segatura e trucioli di legno — valorizzazione degli scarti fini di lavorazione del legno per pellet, lettiere e substrati industriali
- Recupero rifiuti speciali in Lombardia — panoramica completa sui percorsi di recupero per tutte le categorie di rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi
Per la consultazione della normativa ambientale nazionale e dei dati aggiornati sulla produzione e il recupero degli imballaggi in legno, si faccia riferimento al portale di Rilegno, al sito dell’ISPRA e alla sezione rifiuti del portale della Regione Lombardia.