Nel 2025 l’Italia ha raggiunto un tasso di riciclo degli imballaggi in plastica del 54,3%, un dato che segna un miglioramento significativo rispetto al 47% registrato appena tre anni prima. Un trend che conferma come il sistema italiano di raccolta imballaggi plastica stia progressivamente allineandosi agli obiettivi europei, pur permanendo un divario con i leader del settore come Germania e Olanda. Il 19 maggio 2026, nell’assemblea annuale di Corepla tenutasi a Milano, il consorzio nazionale ha certificato questa crescita, evidenziando come la Lombardia continui a guidare la classifica delle regioni più virtuose. Per le aziende produttrici e utilizzatrici di imballaggi, ma anche per i cittadini, questoscenario apre scenari concreti: opportunità economiche legate all’economia circolare, ma anche nuovi obblighi normativi da rispettare.

Fonti ufficiali e approfondimenti normativi: ARPA Lombardia, ISPRA, Regione Lombardia Ambiente, Normattiva.

L’Italia corre verso l’economia circolare: la raccolta imballaggi plastica accelera

Chi opera quotidianamente negli impianti di trattamento lo percepisce con chiarezza: il volume di materiale plastico in ingresso è cresciuto in modo costante. I dati ISPRA confermano che nel 2024 sono state avviate a riciclo circa 1,8 milioni di tonnellate di imballaggi plastici su base nazionale, con un incremento del 7,2% rispetto all’anno precedente. La raccolta differenziata degli imballaggi in plastica ha raggiunto una percentuale complessiva del 68%, un balzo in avanti importante se si considera che nel 2018 non si superava il 52%.

La Lombardia, con i suoi 10 milioni di abitanti e una densità industriale tra le più alte d’Europa, rappresenta un caso studio particolarmente interessante. Qui la raccolta imballaggi plastica pro capite supera la media nazionale di quasi 4 chilogrammi annui, grazie a un sistema logistico collaudato e alla sensibilità crescente di cittadini e imprese. ARPA Lombardia monitora costantemente la qualità del materiale conferito, segnalando che la percentuale di impurità è scesa al 12%, un livello che rende economicamente sostenibile il riciclo meccanico.

«Il miglioramento qualitativo della raccolta è il vero moltiplicatore per il sistema. Non basta raccogliere di più: bisogna raccogliere meglio.» — Assemblea Corepla 2026, Milano

Come funziona il sistema Corepla: dal conferimento al riciclo

Corepla, acronimo di Consorzio nazionale per la Raccolta, il Riciclo e il Recupero degli Imballaggi in Plastica, rappresenta il perno del sistema italiano di gestione di questa filiera. Fondato nel 1997, il consorzio riunisce oltre 1.600 aziende produttrici e utilizzatrici di imballaggi plastici, garantendo l’attuazione dei principi di economia circolare sanciti dal D.Lgs. 152/2006 (Testo Unico Ambientale) e dal D.Lgs. 116/2020.

Il meccanismo è relativamente semplice nella sua architettura, più complesso nella sua operatività quotidiana. I produttori di imballaggi iscritti a Corepla versano un eco-contributo (il cosiddetto “contributo ambientale Conai-Corepla”) calcolato in base al peso e alla tipologia di materiale immesso sul mercato. Questo contributo finanzia l’intero sistema di raccolta, trasporto e riciclo plastica sul territorio nazionale. Le aziende utilizzatrici di imballaggi (cioè quelle che acquistano imballaggi già confezionati) possono accedere al consorzio in modo indiretto, tramite i fornitori consorziati, beneficiando comunque delle agevolazioni previste.

Chi deve iscriversi a Corepla

Obbligo di iscrizione per le aziende che producono, importano o vendono imballaggi plastici vuoti, oppure prodotti imballati con materiale plastico. L’omissione comporta sanzioni amministrative che possono arrivare a 30.000 euro, oltre alla responsabilità per il mancato raggiungimento degli obiettivi di riciclo.

Raccolta differenziata della plastica: regole e accorgimenti per aziende e condomìni

Separare correttamente i rifiuti plastici non è un gesto banale: richiede conoscenza dei materiali e attenzione costante. Nel contenitore giallo della raccolta imballaggi plastica è possibile conferire le seguenti categorie, secondo le indicazioni di Corepla e del Sistema Nazionale di Monitoraggio ISPRA:

Materiale ammessoMateriale NON ammesso
Flaconi di detersivi, shampoo, bagnoschiumaBustine in plastica flessibile (multistrato)
Bottiglie di acqua e bevandeFilm estensibile agricolo
Contenitori per alimenti (yogurt, budini)Imballaggi con residui alimentari abbondanti
Buste e shopper riutilizzabili in PEGiocattoli, tubi, oggetti rigidi
Vaschette per frutta e verdura (pulite)Cosmetics monouso con pompa

Per le aziende la questione si complica. I rifiuti plastici industriali, generati da processi produttivi, non seguono le stesse regole della raccolta domestica. Si parla in questo caso di rifiuti speciali, la cui gestione rifiuti richiede adempimenti specifici: registri di carico e scarico, formulari di identificazione del rifiuto, e in alcuni casi l’iscrizione al SISTRI (Sistema di Controllo della Tracciabilità dei Rifiuti). Chi opera nel settore sa che la distinzione tra codici CER (Catalogo Europeo dei Rifiuti) può fare la differenza tra un conferimento corretto e una sanzione.

Obblighi normativi 2026: cosa rischiano le aziende non conformi

Il quadro normativo italiano si è fatto sempre più stringente. Il D.Lgs. 116/2020, che ha recepito le direttive europee sull’economia circolare, introduce l’obbligo di utilizzo di materiale riciclato negli imballaggi. L’articolo 11 stabilisce percentuali minime crescenti: dal 2025 almeno il 10% del materiale utilizzato negli imballaggi plastici deve provenire da riciclo, percentuale che salirà al 25% entro il 2030. Il nuovo Regolamento UE 2022/1616, in vigore dal gennaio 2025, rafforza ulteriormente questi target, introducendo obblighi di progettazione ecologica per favorire il riciclo a fine vita.

Le sanzioni per mancata conformità sono significative. Le aziende che non raggiungono le percentuali di materiale riciclato prescritto rischiano multe da 5.000 a 50.000 euro, oltre alla possibilità di incorrere in provvedimenti cautelari da parte delle autorità competenti. In Lombardia, ARPA effettua controlli periodici sugli impianti di gestione rifiuti e sulle attività produttive, verificando la corretta separazione dei flussi e la tracciabilità dei materiali.

Target europei per il riciclo degli imballaggi plastici: 65% entro il 2025, 70% entro il 2030. L’Italia, al 54,3% nel 2025, deve accelerare.

Scadenze normative da non perdere

Entro il 31 dicembre 2026 le aziende dovranno comunicare a Corepla i dati relativi all’utilizzo di materiale riciclato negli imballaggi immessi sul mercato. La mancata comunicazione comporta l’applicazione di sanzioni e la perdita delle agevolazioni consortili.

Gestione rifiuti plastici industriali: soluzioni per le imprese

La raccolta imballaggi plastica nel contesto industriale presenta sfide specifiche. I volumi sono superiori, le tipologie di materiale più eterogenee, gli obblighi burocratici più complessi. Un’azienda che produce imballaggi plastici, ad esempio, genera scarti di produzione (帧rate, sfridi, prodotti non conformi) che devono essere gestiti separatamente dai rifiuti da imballaggio post-consumo.

La corretta gestione richiede innanzitutto una classificazione accurata dei rifiuti secondo il Catalogo Europeo dei Rifiuti. Il codice CER 15.01.02, ad esempio, identifica gli imballaggi in plastica destinati al riciclo; il CER 07.02.01 indica invece i rifiuti plastici da processi produttivi. La differenza è sostanziale: i primi possono essere conferiti direttamente al circuito Corepla, i secondi richiedono accordi con impianti di trattamento autorizzati.

Chi cerca un partner qualificato per la gestione integrata di questi flussi trova in Mageco un riferimento consolidato. Con oltre 50 anni di esperienza nella gestione ambientale in Lombardia, l’azienda offre servizi di raccolta, trasporto e smaltimento per rifiuti plastici di ogni tipologia, supportando le imprese negli adempimenti burocratici dal MUD (Modello Unico di Dichiarazione ambientale) ai formulari di identificazione.

Economia circolare e sostenibilità ambientale: benefici concreti del riciclo plastica

I numeri parlano chiaro. Il riciclo plastica consente di risparmiare circa 1,5 tonnellate di CO2 equivalente per ogni tonnellata di polimero vergine sostituito. Tradotto in termini pratici: se l’Italia raggiungesse il target del 70% di riciclo per gli imballaggi plastici entro il 2030, si eviterebbe l’emissione di circa 2 milioni di tonnellate di CO2eq annue, pari all’impronta carbonica di una città di 400.000 abitanti.

Ma il beneficio non è solo ambientale. Per le aziende che investono nella sostenibilità ambientale e nella circular economy, i vantaggi competitivi sono tangibili. Il mercato premia chi dimostra un impegno verificabile nella riduzione dell’impronta plastica: contratti pubblici con criteri ambientali (GPP – Green Public Procurement), accesso a finanziamenti europei (Fondo per la Transizione Equa, Programma LIFE), e un posizionamento reputazionale che influenza le scelte dei consumatori finali.

La crescita della raccolta imballaggi plastica genera anche un indotto economico significativo. In Italia operano oltre 120 impianti di riciclo meccanico della plastica, impiegando circa 8.000 addetti diretti e sostenendo un fatturato complessivo che nel 2024 ha superato i 2,3 miliardi di euro. Un settore che, nonostante le difficoltà degli ultimi anni legate al calo dei prezzi del petrolio (che rende meno competitivo il granulo riciclato rispetto alla plastica vergine), continua a crescere grazie alla spinta normativa e alla domanda di mercato.

IndicatoreValore 2024Target 2030 UE
Tasso riciclo imballaggi plastica54,3%70%
Raccolta differenziata pro capite22,8 kg/abitante30 kg/abitante
Materiale riciclato negli imballaggi8,5%25%

Domande frequenti

Quali imballaggi plastici posso conferire nella raccolta differenziata?

È possibile conferire flaconi, bottiglie, vaschette e contenitori per alimenti, purché vuoti e privi di residui abbondanti. Non vanno inseriti film plastici, oggetti rigidi non imballaggio, né imballaggi multi-materiale.

Cosa rischia un’azienda che non raggiunge gli obiettivi di riciclo?

Le aziende che non rispettano le percentuali obbligatorie di materiale riciclato negli imballaggi rischiano sanzioni amministrative da 5.000 a 50.000 euro, oltre a potenziali esclusioni da appalti pubblici.

Come funziona l’eco-contributo Corepla per le aziende?

L’eco-contributo (contributo ambientale Conai-Corepla) è calcolato in base al peso e alla tipologia di imballaggi plastici immessi sul mercato. Viene versato al consorzio e finanzia l’intero sistema di raccolta e riciclo nazionale.

Qual è la differenza tra rifiuti plastici urbani e industriali?

I rifiuti plastici urbani provengono da utenze domestiche e seguono il circuito della raccolta comunale. I rifiuti industriali, generati da processi produttivi, sono classificati come rifiuti speciali e richiedono gestione separata con adempimenti burocratici specifici.

Come può un’azienda migliorare la propria gestione degli imballaggi plastici?

È possibile rivolgersi a un partner qualificato come Mageco per audit ambientali, implementazione di sistemi di raccolta differenziata interna, consulenza normativa e supporto nella compilazione delle dichiarazioni ambientali.

Il percorso verso un’economia circolare funzionale nel settore degli imballaggi plastici richiede un cambiamento culturale profondo, che coinvolge produttori, distributori, consumatori e operatori della gestione rifiuti. I dati dell’assemblea Corepla 2026 mostrano che la direzione è quella giusta, ma il margine di miglioramento resta considerevole. Per le aziende, affidarsi a professionisti del settore significa non solo rispettare gli obblighi normativi, ma trasformare una necessità operativa in un vantaggio competitivo misurabile.