In Lombardia, una regione dove l’industria pesa per oltre il 30% del PIL nazionale, la natura resiste. Nonostante le pressioni antropiche, il territorio lombardo ospita popolazioni di fauna selvatica che richiedono attenzione costante. Recentemente, i piloti di Arpa Lombardia hanno sorvolato di notte il Monte Chiusarella, nel cuore del Parco Regionale del Campo dei Fiori, per contare cervi, caprioli, lepri e cinghiali. Strumenti della ricognizione: droni equipaggiati con termocamere. Questo monitoraggio biodiversità rappresenta un cambio di passo metodologico che merita attenzione, perché dimostra come tecnologia e tutela ambientale possano dialogare in modo concreto.

Monitoraggio Biodiversità in Lombardia: Il Nuovo Frontiere della Tutela della Fauna Selvatica

L’Italia sta perdendo biodiversità a ritmi preoccupanti. Secondo i dati diffusi da ISPRA, oltre il 50% delle specie animali monitorate sul territorio nazionale mostra trend negativi. La Lombardia non fa eccezione, anzi: la pressione urbana e industriale della pianura padana si estende progressivamente verso le aree prealpine e alpine, frammentando gli habitat.

In questo contesto, il monitoraggio biodiversità non è più un esercizio accademico. Diventa strumento operativo per chi deve pianificare interventi di conservazione, gestire i contingenti faunistici, prevenire i danni alle colture agricole. Arpa Lombardia, con le sue competenze tecniche, si posiziona come snodo cruciale di questa attività, affiancando gli enti gestori dei parchi regionali nella raccolta sistematica di dati.

Dato chiave

Il Parco Regionale del Campo dei Fiori, nel Varesotto, rappresenta uno dei polmoni verdi della Lombardia orientale. Le sue Prealpi ospitano specie che richiedono monitoraggio continuo per garantire l’equilibrio ecosistemico.

Droni e Termocamere: La Tecnologia al Servizio del Censimento della Fauna

Come funziona esattamente un’operazione di monitoraggio biodiversità con tecnologia drone? Il principio è semplice: le termocamere rilevano il calore emesso dagli animali, trasformandolo in immagini visibili anche nell’oscurità totale. Un drone equipaggiato con questo sensore può coprire in poche ore un’area che richiederebbe giorni di osservazione da hide o a piedi.

I vantaggi operativi sono evidenti. Le termocamere montate su APR (Aeromobili a Pilotaggio Remoto) permettono di:

  • Rilevare la fauna in condizioni di visibilità zero
  • Minimizzare il disturbo agli animali durante le operazioni notturne
  • Coprire porzioni di territorio altrimenti inaccessibili
  • Raccogliere dati georeferenziati in tempo reale
Il monitoraggio notturno consente di osservare i pattern comportamentali naturali della fauna, senza le alterazioni causate dalla presenza umana durante il giorno.

Nel caso specifico del Campo dei Fiori, i piloti di Arpa Lombardia hanno concentrato l’attenzione su quattro specie target: cervi, caprioli, lepri e cinghiali. Ciascuna risponde in modo diverso al rilevamento termico, e l’esperienza sul campo permette di affinare progressivamente i protocolli di censimento.

Parco Regionale del Campo dei Fiori: Un Caso di Studio per il Monitoraggio Ambientale

Il Parco Regionale del Campo dei Fiori si estende su un’area di circa 6.300 ettari nella provincia di Varese. Il suo simbolo, il Monte Chiusarella, raggiunge i 1.227 metri di quota e offre ambienti diversificati: boschi di faggio e abete rosso, prati aridi, pareti rocciose. Questa varietà altitudinale si traduce in una biodiversità che deve essere conosciuta per essere tutelata.

La scelta di concentrare le attività di monitoraggio biodiversità su questo territorio non è casuale. Il Parco del Campo dei Fiori si trova in una posizione strategica: prossimo alla città di Varese, lambito da centri urbani di media dimensione, attraversato da una rete di sentieri che seespongo i visitatori alla fauna locale. Gestire questo equilibrio richiede dati aggiornati e reliable.

Specie monitorata Ruolo ecologico Tecnologia di rilevamento
Cervo Specie indicatrice, erbivoro selvatico Termocamera drone
Capriolo Regolatore vegetazione, preda Termocamera drone
Lepre Preda base per rapaci Termocamera drone
Cinghiale Ingombro territoriale, impatto agricolo Termocamera drone

Il coordinamento tra Arpa Lombardia e l’ente gestore del Parco rappresenta un modello replicabile. Le competenze tecniche dell’agenzia ambientale si integrano con la conoscenza diretta del territorio da parte del personale del Parco, creando sinergie che producono risultati altrimenti difficili da ottenere.

Perché il Monitoraggio Non Invasivo È la Strategia Migliore per la Conservazione

Chi opera quotidianamente nel settore sa che i metodi tradizionali di censimento hanno limiti oggettivi. I conteggi da hide richiedono personale esperto e condizioni meteorologiche favorevoli. Le fototrappole coprono aree circoscritte e necessitano di manutenzione costante. I transetti a piedi disturbano la fauna e producono dati parziali.

Il monitoraggio biodiversità con droni e termocamere supera questi limiti. L’approccio non invasivo consente di:

Ottenere dati più accurati, perché gli animali mantengono comportamenti naturali in assenza di osservatori umani. Ridurre il costo operativo delle attività di censimento su larga scala. Integrare le rilevazioni faunistiche con analisi ambientali più ampie, che includono la qualità del suolo, delle acque superficiali e dell’aria.

Questo ultimo punto merita attenzione. La tutela della fauna selvatica non può prescindere dalla salute degli ecosistemi che la ospitano. Un poppamento di cervi in equilibrio richiede habitat idonei, risorse idriche pulite, vegetazione non contaminata. Il monitoraggio biodiversità sensu stricto deve quindi integrarsi con attività più ampie di caratterizzazione ambientale.

Il Ruolo delle Aziende Ambientali nei Progetti di Monitoraggio della Biodiversità

La collaborazione tra enti pubblici e aziende private nel settore ambientale lombardo sta assumendo contorni sempre più definiti. Non si tratta di esternalizzare competenze che dovrebbero risiedere nella pubblica amministrazione, ma di costruire sinergie che moltiplicano le capacità operative sul territorio.

Mageco S.r.l., con oltre 50 anni di esperienza nella gestione dei rifiuti e nei servizi ambientali, si posiziona come partner tecnico-specialistico per i parchi regionali lombardi e le agenzie ambientali. Le competenze accumulate in decenni di attività sul campo permettono di affiancare gli enti pubblici in modo concreto.

Il valore aggiunto Mageco

Dall’analisi chimica dei suoli alla caratterizzazione delle acque, dalla gestione dei rifiuti generati dalle attività di monitoraggio alla consulenza normativa, Mageco offre un ventaglio di servizi che integra le attività di monitoraggio biodiversità con una visione ambientale completa.

La Lombardia rappresenta un terreno fertile per questo modello di collaborazione. Il tessuto industriale regionale ha sviluppato competenze tecniche di alto livello, mentre la pressione normativa impone standard qualitativi elevati. Le aziende che operano in questo contesto devono essere in grado di dialogare con gli enti di controllo, di produrre dati certificabili, di garantire la tracciabilità delle attività.

Per i parchi regionali lombardi, disporre di partner tecnici affidabili significa poter contare su risorse aggiuntive quando le capacità interne non bastano. Che si tratti di analisi di laboratorio, di supporto nelle attività di manutenzione del verde, o di consulenza sull’applicazione del D.Lgs. 152/2006 (Testo Unico Ambientale), le aziende private possono giocare un ruolo complementare essenziale.

La tutela della biodiversità non si costruisce in silos settoriali, ma attraverso l’integrazione di competenze diverse: ecologiche, chimiche, geologiche, normative.

Il monitoraggio biodiversità condotto con tecnologie innovative come i droni termici produce una mole di dati che deve essere elaborata, interpretata, archiviata. In questa fase, la collaborazione con aziende specializzate in analisi ambientale diventa cruciale. Mageco, grazie alla propria radicata presenza in Lombardia e alla conoscenza del tessuto industriale locale, può contribuire a trasformare i dati grezzi in informazioni utili per la pianificazione ambientale.

Domande Frequenti

Come funziona esattamente il rilevamento con termocamera montata su drone?

Le termocamere rilevano la radiazione infrarossa emessa dagli animali, convertendola in immagini termiche. I droni volano a quote prestabilite durante le ore notturne, coprendo transetti definiti. I dati raccolti vengono poi elaborati per stimare abbondanza e distribuzione delle specie target.

Perché il monitoraggio notturno è più efficace di quello diurno?

Di notte molti ungulati sono più attivi e si muovono in modo prevedibile verso aree di alimentazione o abbeveraggio. L’assenza di disturbo umano permette di osservare comportamenti naturali, mentre le termocamere rilevano il calore corporeo senza bisogno di illuminazione artificiale.

Quali specie vengono monitorate nel Parco del Campo dei Fiori?

Le quattro specie principali sono cervi, caprioli, lepri e cinghiali. Questa selezione copre diverse nicchie ecologiche: erbivori di grande taglia, piccoli mammiferi, specie con popolazioni in espansione che richiedono gestione attiva.

Le aziende private possono partecipare ai progetti di monitoraggio della biodiversità?

Sì, attraverso collaborazioni con enti pubblici come Arpa Lombardia e i consorzi dei parchi regionali. Le aziende possono fornire competenze tecniche specialistiche, attrezzature, capacità analitiche che integrano le risorse interne degli enti.

In che modo la qualità ambientale è collegata al monitoraggio della fauna?

La salute delle popolazioni animali riflette lo stato degli ecosistemi. Integrare i dati faunistici con analisi di suolo, acque e aria permette di identificare correlazioni tra inquinamento e declino delle specie, orientando gli interventi di conservazione.

Il monitoraggio biodiversità non è un’attività isolata, ma un tassello di un mosaico più ampio che include analisi ambientali, gestione del territorio, applicazione normativa. La tecnologia, dai droni alle termocamere, offre strumenti potentissimi, ma la loro efficacia dipende dalla capacità di integrarli in approcci olistici. In Lombardia, dove la pressione antropica è elevata e le risorse naturali sono preziose, costruire queste sinergie non è un’opzione: è una necessità. Per chi, come Mageco, opera da decenni nel settore ambientale lombardo, questo rappresenta non solo un’opportunità di mercato, ma una responsabilità verso il territorio che ha visto crescere l’azienda e le sue competenze.