Gestione del cemento come rifiuto
La gestione del cemento come rifiuto è un tema centrale per imprese edili, produttori di prefabbricati, demolitori e responsabili ambientali. Sebbene si tratti di un rifiuto inerte e generalmente non pericoloso, la normativa italiana impone obblighi precisi in materia di classificazione, trasporto, recupero e smaltimento. Una gestione non conforme può comportare responsabilità amministrative e penali ai sensi del D.Lgs. 152/2006, oltre a inefficienze economiche e operative.
Negli ultimi anni, inoltre, il settore delle costruzioni ha visto crescere l’attenzione verso il recupero dei materiali inerti, con l’obiettivo – enfatizzato anche nei Rapporti annuali di ISPRA sui rifiuti speciali – di aumentare il tasso di riciclo di scarti minerali e calcinacci. Il cemento rientra pienamente in questo scenario: se correttamente gestito, può diventare una risorsa riutilizzabile in molteplici filiere.
Codici CER per la gestione del cemento
La classificazione corretta del rifiuto è il primo passaggio obbligatorio. Per il cemento si utilizzano principalmente alcuni codici CER appartenenti al capitolo 17 – Rifiuti delle operazioni di costruzione e demolizione.
I casi più frequenti includono:
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CER 17 01 01 – Calcestruzzo: è il codice di riferimento per il cemento in blocchi, pezzi di getto, residui di demolizione o lavorazioni.
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CER 17 01 02 – Mattoni e CER 17 01 07 – Miscugli di cemento, mattoni, mattonelle e ceramiche: si applicano quando il materiale è mescolato con altre frazioni minerali e non è possibile separarlo alla fonte.
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CER 10 13 11 – Rifiuti di calcestruzzo: utilizzato più raramente, associato a scarti provenienti da impianti industriali di produzione del cemento o prefabbricati.
Per determinare se il rifiuto è non pericoloso o pericoloso, occorre valutare la presenza di sostanze contaminate (vernici, colle, fibre, oli o additivi particolari). Quando il cemento proviene da bonifiche, demolizioni industriali o aree potenzialmente contaminate, il produttore deve effettuare una caratterizzazione analitica per verificare l’eventuale applicazione di codici a specchio del capitolo 17.

Gestione operativa e documentale del rifiuto cemento
La filiera di gestione segue le quattro fasi principali: raccolta, trasporto, recupero o smaltimento finale.
Durante la fase di raccolta e cantiere, le imprese devono:
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separare il cemento dalle altre frazioni edili (ferro, legno, plastiche), così da mantenere la classificazione sotto il CER 17 01 01 e favorire il recupero;
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utilizzare contenitori o cassoni idonei e segnalati, evitando dispersioni di polveri o materiale fine;
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predisporre un deposito temporaneo conforme ai requisiti dell’art. 183 del D.Lgs. 152/2006.
Il trasporto deve essere affidato esclusivamente a trasportatori iscritti all’Albo Nazionale Gestori Ambientali, categoria 4 (non pericolosi) o 5 (pericolosi, se applicabile). Ogni movimento deve essere accompagnato dal Formulario di Identificazione del Rifiuto (FIR), compilato in tutte le sue parti.
A livello gestionale, molte aziende si appoggiano a operatori strutturati che garantiscono la tracciabilità completa della filiera. In questo contesto, realtà come Mageco rappresentano un esempio di gestione integrata, grazie alla disponibilità di soluzioni per raccolta, trasporto, selezione e conferimento presso impianti di recupero autorizzati.
Recupero del cemento e processi autorizzati
Il trattamento più comune per il cemento è il recupero di tipo R5 (riciclo/recupero di altre sostanze inorganiche). Questa operazione permette di trasformare il cemento frantumato in materiale idoneo per:
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sottofondi stradali,
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rilevati,
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riempimenti,
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aggregati riciclati.
Il materiale viene solitamente sottoposto a: frantumazione, vagliatura, rimozione dei metalli mediante separatori magnetici e produzione di frazioni granulometriche riutilizzabili. Gli impianti possono operare secondo procedure semplificate ai sensi del DM 5 febbraio 1998 (per alcune tipologie di scarti non pericolosi) oppure in regime ordinario tramite Autorizzazione Unica Ambientale (AUA) o AIA, a seconda della capacità produttiva e delle tecnologie installate.
Recentemente, l’introduzione dei criteri End of Waste per gli aggregati riciclati – richiamati da varie linee guida regionali ARPA – ha definito requisiti più stringenti di qualità e tracciabilità. Quando i parametri vengono rispettati, il rifiuto cessa di essere tale e diventa un prodotto riutilizzabile nel comparto delle costruzioni.

Smaltimento del cemento in discarica
Quando il recupero non è possibile (ad esempio in presenza di contaminanti non trattabili o in caso di miscugli non idonei), il cemento deve essere destinato a discariche per rifiuti inerti o, in caso di contaminazione, per rifiuti non pericolosi. L’accesso in discarica richiede il rispetto dei limiti del DM 27 settembre 2010, che definisce i criteri di ammissibilità dei rifiuti in discarica.
Tuttavia, lo smaltimento dovrebbe rappresentare l’ultima opzione, sia per ragioni ambientali sia per i costi crescenti di conferimento.
Quali impianti sono autorizzati a ritirare il cemento?
Le tipologie di impianti che possono gestire il cemento come rifiuto comprendono:
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impianti di recupero inerti, dotati di linee di frantumazione e selezione;
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piattaforme di messa in riserva (R13) che svolgono stoccaggio preliminare;
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impianti di produzione di calcestruzzo che, se autorizzati, possono ricevere materiale riciclato per attività interne di recupero;
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discariche per inerti, quando non è possibile avviare il rifiuto a riciclo.
Per le aziende è consigliabile affidarsi a gestori con autorizzazioni aggiornate e consultabili, e con un sistema di tracciabilità documentale solido. In questo senso, partner come Mageco possono facilitare la pianificazione e la gestione logistica, garantendo la conformità normativa lungo tutta la filiera.
Gestione del cemento – conclusioni
Il cemento, se correttamente classificato con i giusti codici CER e gestito lungo una filiera tracciata e conforme al D.Lgs. 152/2006, può diventare un materiale riciclabile di elevato valore. La collaborazione con impianti autorizzati e partner esperti consente alle imprese di ridurre costi, limitare impatti ambientali e operare nel rispetto della normativa. Per approfondire ulteriori aspetti legati ai rifiuti da costruzione e demolizione, è possibile consultare gli articoli correlati disponibili nel blog Mageco.
Per approfondire le soluzioni di Mageco visita la sezione dedicata Mageco.it.
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