I rifiuti più tipici della Grande Distribuzione Organizzata

Supermercati e ipermercati sono realtà complesse che generano flussi eterogenei di rifiuti, provenienti sia dalle attività logistiche che dal consumo quotidiano. Tra i più tipici troviamo:

  • Rifiuti organici da alimenti deteriorati o invenduti: CER 20 01 08 (rifiuti biodegradabili di cucine e mense) o 02 03 04 (scarti alimentari e rifiuti vegetali).

  • Imballaggi in plastica, carta, cartone e legno: rispettivamente CER 15 01 02, 15 01 01 e 15 01 03.

  • Imballaggi in vetro: CER 15 01 07, spesso derivanti da rotture accidentali.

  • Rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE), come frigoriferi e neon: CER 20 01 36 e 20 01 21.

  • Rifiuti pericolosi in piccola quantità, ad esempio detergenti scaduti o oli lubrificanti: CER 20 01 29* e 20 01 27*.

Questa varietà rende necessaria una gestione attenta e conforme al D.Lgs. 152/2006, che distingue tra rifiuti urbani e rifiuti speciali derivanti da attività commerciali.


La gestione degli imballaggi: un flusso prioritario

Gli imballaggi secondari e terziari rappresentano il rifiuto più abbondante nella GDO. Pallet in legno, film plastici estensibili, cartoni delle forniture: tutto deve essere raccolto in modo differenziato.

La normativa impone che tali rifiuti vengano separati per tipologia e conferiti a circuiti di recupero, spesso tramite il sistema CONAI (Consorzio Nazionale Imballaggi). In questo modo si ottiene una doppia utilità: riduzione dei costi di smaltimento e possibilità di generare materie prime seconde da reinserire nei cicli produttivi.


Ritiro e raccolta interna nei punti vendita

La gestione efficace inizia già all’interno del supermercato. È fondamentale predisporre aree dedicate allo stoccaggio temporaneo, facilmente accessibili ma conformi agli standard di sicurezza.

Le buone pratiche prevedono:

  • contenitori dedicati per frazioni secche riciclabili, separati dai rifiuti organici;

  • sistemi di pressatura per ridurre il volume di cartone e plastica;

  • frigoriferi o celle per il temporaneo contenimento degli scarti organici, al fine di evitare cattivi odori e percolati.

Questa organizzazione riduce i rischi igienici e semplifica le successive fasi di raccolta e trasporto.


Trasporto e tracciabilità dei rifiuti

I rifiuti prodotti dai supermercati sono classificati come rifiuti speciali. Per il loro trasferimento agli impianti di recupero o smaltimento è necessario rivolgersi a trasportatori iscritti all’Albo Nazionale Gestori Ambientali.

Ogni movimento deve essere tracciato mediante il Formulario di Identificazione Rifiuto (FIR), che accompagna il carico dal punto di origine fino all’impianto di destinazione. Inoltre, dal 2024 entrerà a regime il RENTRi (Registro Elettronico Nazionale per la Tracciabilità dei Rifiuti), che renderà digitale e centralizzata tutta la gestione documentale.


Avvio a recupero o smaltimento finale – gestione dei rifiuti di supermercati e ipermercati

La fase conclusiva varia a seconda della tipologia di rifiuto:

  • Organico e alimenti deteriorati: destinati al recupero energetico (digestione anaerobica per biogas) o al compostaggio.

  • Carta, plastica, vetro e legno: avviati a impianti di riciclo convenzionati con CONAI.

  • RAEE e neon: smaltiti in impianti autorizzati al trattamento di rifiuti elettronici e contenenti mercurio.

  • Rifiuti pericolosi: sottoposti a trattamento specifico, spesso con neutralizzazione chimica o termodistruzione.

Secondo l’ISPRA – Rapporto Rifiuti Urbani 2023, oltre il 65% degli imballaggi raccolti dalla GDO viene effettivamente recuperato, contribuendo al raggiungimento degli obiettivi europei di economia circolare.


La responsabilità ambientale della GDO – gestione dei rifiuti di supermercati e ipermercati

Supermercati e ipermercati non sono solo obbligati per legge, ma hanno un ruolo strategico nel promuovere una gestione sostenibile dei rifiuti. La riduzione degli sprechi alimentari, l’adozione di sistemi di reverse logistics e la collaborazione con enti benefici per il recupero degli invenduti sono pratiche che migliorano non solo l’impatto ambientale, ma anche la reputazione aziendale.

Molti operatori si affidano a partner specializzati come Mageco, che offrono servizi integrati di raccolta, trasporto e avvio a recupero, garantendo conformità normativa e ottimizzazione dei costi.


Conclusione gestione dei rifiuti di supermercati e ipermercati: trasformare l’obbligo in opportunità

La gestione dei rifiuti nei supermercati e negli ipermercati non è soltanto un adempimento normativo, ma può diventare una leva di efficienza e sostenibilità. Dalla corretta attribuzione dei codici CER alla tracciabilità del trasporto, passando per il recupero di imballaggi e scarti alimentari, ogni fase è un tassello fondamentale di un modello di economia circolare.

Investire in organizzazione interna, formazione del personale e partnership con operatori ambientali qualificati significa ridurre i rischi, contenere i costi e migliorare l’immagine del punto vendita. In definitiva, la gestione dei rifiuti nella GDO non è solo un obbligo, ma una responsabilità condivisa verso l’ambiente e la collettività.

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Focus gestione dei rifiuti di supermercati e ipermercati.