L’economia circolare applicata ai rifiuti rappresenta la trasformazione più profonda che il settore ambientale abbia conosciuto negli ultimi decenni. Contrariamente al modello lineare “estrai, produci, usa, getta”, l’economia circolare ridisegna il ciclo di vita dei materiali in modo che ogni rifiuto diventi una risorsa, ogni scarto un input per un nuovo processo produttivo. Per le aziende italiane, questo cambio di paradigma non è soltanto un’opportunità strategica: è sempre più spesso un obbligo normativo, sancito dal quadro legislativo europeo e nazionale. economia circolare rifiuti
L’Unione Europea ha accelerato questa transizione attraverso il Piano d’Azione per l’Economia Circolare (2020), il Green Deal Europeo e le Direttive 2018/851/UE e 2018/852/UE, recepite in Italia con il D.Lgs. 116/2020. Il risultato è un sistema normativo che impone obiettivi ambiziosi di riciclo, riduce progressivamente il conferimento in discarica e incentiva il recupero di materia rispetto allo smaltimento definitivo.
MAGECO Srl, con sede a Lainate (MI) e oltre 50 anni di esperienza nella gestione ambientale, opera al centro di questa trasformazione. Le nostre certificazioni ISO 14001:2015 e la nostra iscrizione all’Albo Nazionale Gestori Ambientali non sono soltanto requisiti formali: sono la dimostrazione concreta di un approccio fondato sui principi dell’economia circolare, in cui il recupero e il riciclo precedono sempre lo smaltimento. In questa guida illustriamo come funziona l’economia circolare nel settore dei rifiuti e come le aziende lombarde possono trarne vantaggio concreto.
Che Cos’è l’Economia Circolare: Definizione e Principi
L’economia circolare è un modello economico e produttivo fondato sul riutilizzo continuo delle risorse, nel quale i rifiuti vengono reimmessi nel ciclo produttivo come materie prime seconde, eliminando o riducendo al minimo il conferimento in discarica. Il concetto si contrappone all’economia lineare tradizionale, che prevede l’estrazione di risorse vergini, la loro trasformazione in prodotti, l’uso da parte del consumatore e lo smaltimento finale. economia circolare rifiuti.
Il termine è stato formalizzato a livello europeo dalla Comunicazione della Commissione COM(2015) 614 e poi integrato nel Piano d’Azione per l’Economia Circolare del 2020 (COM(2020) 98). I tre principi fondamentali del modello circolare, elaborati dalla Ellen MacArthur Foundation e adottati dalla normativa europea, sono:
- Eliminare i rifiuti e l’inquinamento alla fonte: progettare prodotti e processi in modo che non generino rifiuti non gestibili, evitando l’uso di sostanze tossiche difficili da recuperare.
- Mantenere in circolazione prodotti e materiali: prolungare la vita utile dei prodotti attraverso riparazione, ricondizionamento e riutilizzo; quando ciò non è possibile, riciclare i materiali per recuperarne il valore.
- Rigenerare i sistemi naturali: restituire all’ambiente i nutrienti organici in forma utile, sostenendo la biodiversità e i cicli biogeochimici naturali.
Nel contesto specifico della gestione dei rifiuti, l’economia circolare si traduce in una priorità netta: prima si tenta di prevenire la produzione del rifiuto; poi di riutilizzare il prodotto tal quale; poi di riciclare il materiale; poi di recuperare energia; soltanto come ultima opzione si ricorre allo smaltimento definitivo in discarica. Questa scala di priorità è giuridicamente vincolante in tutta l’Unione Europea dal D.Lgs. 116/2020 in poi. economia circolare rifiuti. economia circolare rifiuti.
| Dimensione | Economia Lineare | Economia Circolare |
|---|---|---|
| Modello di base | Estrai → Produci → Usa → Getta | Progetta → Usa → Recupera → Reinserisci |
| Valore del rifiuto | Costo da minimizzare (smaltimento) | Risorsa da massimizzare (recupero) |
| Risorse utilizzate | Prevalentemente vergini | Mix di vergini e seconde |
| Fine vita del prodotto | Discarica o incenerimento | Riciclo, riuso, compostaggio, recupero energetico |
| Impatto ambientale | Degrado progressivo delle risorse | Rigenerazione dei sistemi naturali |
| Approccio normativo UE | Modello in dismissione progressiva | Modello obbligatorio (Green Deal, Dir. 2018/851) |
| Costo medio per l’azienda | Crescente (scarsità risorse, tasse discarica) | Decrescente nel lungo periodo (recupero materia) |
Il Quadro Normativo Europeo e Italiano
La transizione verso l’economia circolare è guidata in Europa da un quadro normativo cogente che fissa obiettivi misurabili di riciclo e riduzione dello smaltimento, vincolanti per tutti gli Stati membri. Per le aziende italiane, il rispetto di questi obblighi non è facoltativo: le violazioni espongono a sanzioni amministrative e penali previste dal D.Lgs. 152/2006 (Codice dell’Ambiente). economia circolare rifiuti.
Le Direttive Europee Chiave
- Direttiva 2018/851/UE (modifica della Direttiva Quadro Rifiuti 2008/98/CE): introduce la definizione giuridica di “economia circolare” nel diritto europeo, rafforza la gerarchia dei rifiuti come principio vincolante, fissa obiettivi di preparazione per il riutilizzo e riciclo dei rifiuti urbani: 55% entro il 2025, 60% entro il 2030, 65% entro il 2035. Recepita in Italia con D.Lgs. 116/2020.
- Direttiva 2018/852/UE (modifica della Direttiva 94/62/CE sugli imballaggi): fissa obiettivi specifici di riciclo per gli imballaggi: 65% in peso entro il 2025 e 70% entro il 2030, con target distinti per materiale (plastica, vetro, metalli, carta, legno). Recepita in Italia tramite modifica del D.Lgs. 152/2006 e attraverso il sistema CONAI.
- Green Deal Europeo (COM(2019) 640): il piano strategico dell’UE per la neutralità climatica entro il 2050, che integra l’economia circolare come leva fondamentale per la riduzione delle emissioni di CO2. Include il Piano d’Azione per l’Economia Circolare (CEAP 2020) con oltre 35 misure legislative settoriali.
- Regolamento UE 2022/2557 (resilienza delle entità critiche): include la gestione sostenibile delle risorse come requisito di resilienza per le infrastrutture critiche, rendendo l’economia circolare un tema di sicurezza sistemica oltre che ambientale.
Il Recepimento Italiano: D.Lgs. 116/2020
Il D.Lgs. 116/2020 ha recepito le Direttive 2018/851/UE e 2018/852/UE modificando in modo sostanziale il D.Lgs. 152/2006 (Codice dell’Ambiente). Le principali novità per le aziende sono: economia circolare rifiuti.
- Ridefinizione di rifiuto urbano e speciale: il D.Lgs. 116/2020 ha ridisegnato i confini tra rifiuto urbano (art. 183, comma 1, lett. b-ter) e speciale, con impatto diretto sulla responsabilità di gestione delle aziende.
- Obbligo di raccolta differenziata spinta: i Comuni sono tenuti a garantire la raccolta differenziata almeno per carta, plastica, metalli, vetro, frazioni organiche e rifiuti tessili, con obiettivi di qualità progressivamente più stringenti.
- Registri e tracciabilità digitale: il decreto ha accelerato il passaggio al RENTRI (Registro Elettronico Nazionale per la Tracciabilità dei Rifiuti), operativo dal 2024, che sostituisce progressivamente il Sistri e i registri cartacei di carico e scarico.
- Estesa responsabilità del produttore (EPR): rafforzamento dei meccanismi EPR per imballaggi, RAEE, pile e accumulatori, pneumatici e oli esausti.
La Gerarchia dei Rifiuti: Dalla Prevenzione allo Smaltimento
La gerarchia dei rifiuti è il principio cardine dell’economia circolare applicata alla gestione ambientale: stabilisce un ordine di priorità giuridicamente vincolante che colloca la prevenzione al vertice e lo smaltimento definitivo come ultima alternativa. L’art. 179 del D.Lgs. 152/2006, modificato dal D.Lgs. 116/2020, rende questa gerarchia obbligatoria per tutti i soggetti che producono o gestiscono rifiuti in Italia. economia circolare rifiuti. economia circolare rifiuti.
I cinque livelli della gerarchia, in ordine di priorità decrescente, sono:
- Prevenzione: ridurre la quantità e la pericolosità dei rifiuti prodotti, attraverso eco-progettazione, ottimizzazione dei processi produttivi, prolungamento della vita dei prodotti e riduzione degli imballaggi. È la scelta preferenziale per legge e la più vantaggiosa economicamente nel lungo periodo.
- Preparazione per il riutilizzo: operazioni di controllo, pulizia e riparazione che consentono di reimpiegare prodotti o componenti senza trasformazione, evitando che diventino rifiuti. Si applica, ad esempio, ai bancali in legno, ai macchinari industriali dismessi e agli imballaggi a rendere.
- Riciclo: trattamento dei rifiuti che recupera i materiali per reimmetterli nel ciclo produttivo con la stessa funzione originale o funzioni diverse. Include il riciclo di carta, plastica, metalli, vetro, legno e frazioni organiche compostabili.
- Recupero di altro tipo (incluso il recupero energetico): utilizzo dei rifiuti non riciclabili come combustibile o altra fonte di energia (termovalorizzazione). È preferibile allo smaltimento, ma inferiore al riciclo secondo la gerarchia UE.
- Smaltimento: conferimento in discarica o incenerimento senza recupero energetico. È l’opzione di ultima istanza, da utilizzare esclusivamente quando tutte le opzioni superiori della gerarchia non sono tecnicamente o economicamente praticabili.
| Livello della Gerarchia | Priorità | Materiali / Applicazioni Tipiche | Obiettivo UE 2030 | Riferimento Normativo |
|---|---|---|---|---|
| Prevenzione | 1 (massima) | Eco-progettazione, riduzione imballaggi, manutenzione preventiva | Riduzione pro-capite rifiuti urbani del 10% vs 2015 | D.Lgs. 152/2006, art. 180; Dir. 2018/851/UE |
| Preparazione al riutilizzo | 2 | Bancali, macchinari, imballaggi a rendere, apparecchiature RAEE riparabili | Target specifici per frazione tessile e RAEE | D.Lgs. 152/2006, art. 180-bis; Dir. 2018/851/UE |
| Riciclo | 3 | Carta, plastica, vetro, metalli, legno, organico (compost) | 65% rifiuti urbani entro 2035; 70% imballaggi entro 2030 | D.Lgs. 152/2006, art. 181; D.Lgs. 116/2020 |
| Recupero energetico | 4 | Rifiuti non riciclabili con potere calorifico, CSS (Combustibile Solido Secondario) | Solo come complemento al riciclo | D.Lgs. 152/2006, art. 182-ter; Dir. 2018/851/UE |
| Smaltimento | 5 (minima) | Rifiuti non altrimenti gestibili, sovvalli, rifiuti pericolosi non recuperabili | Max 10% rifiuti urbani in discarica entro 2035 | D.Lgs. 152/2006, artt. 182, 182-bis; Dir. 2018/851/UE |
La corretta applicazione della gerarchia non è lasciata alla discrezionalità del produttore del rifiuto: il D.Lgs. 152/2006, art. 179, comma 2, prevede che le Autorità competenti (ARPA Lombardia, Regione Lombardia) possano imporre motivatamente lo scostamento dalla gerarchia soltanto in presenza di giustificazioni tecniche documentate. In pratica, conferire in discarica ciò che potrebbe essere riciclato espone l’azienda a contestazioni in sede di controllo ambientale. economia circolare rifiuti. economia circolare rifiuti. economia circolare rifiuti.
Economia Circolare in Pratica: Come Cambia la Gestione Aziendale dei Rifiuti
Per un’azienda lombarda, l’adozione dei principi dell’economia circolare nella gestione dei propri rifiuti si traduce in scelte operative concrete: scelta dei codici CER corretti, separazione alla fonte, contratti con recuperatori certificati e documentazione tracciabile. Di seguito i passaggi chiave per impostare una gestione aziendale dei rifiuti coerente con la gerarchia dell’economia circolare.
1. Mappatura e Classificazione dei Rifiuti Aziendali
Il primo passo è la classificazione precisa di tutti i flussi di rifiuto prodotti dall’azienda secondo il Catalogo Europeo dei Rifiuti (CER), recepito in Italia dall’Allegato D al D.Lgs. 152/2006. Ogni codice CER è associato a caratteristiche di pericolo (asterisco) e a specifiche opzioni di recupero o smaltimento. Una corretta classificazione è il presupposto per:
- Identificare quali frazioni sono recuperabili e quali devono essere smaltite
- Compilare correttamente il Formulario di Identificazione Rifiuti (FIR) e il registro di carico e scarico
- Rispettare gli obblighi di dichiarazione MUD (Modello Unico di Dichiarazione Ambientale)
- Selezionare trasportatori e recuperatori autorizzati per le specifiche categorie CER
2. Separazione alla Fonte e Raccolta Differenziata Aziendale
La separazione dei rifiuti direttamente nel punto di produzione è la condizione necessaria per il riciclo di qualità: flussi misti abbassano drasticamente le rese di riciclo e possono rendere non recuperabile materiale che, separato, avrebbe potuto essere reimmesso nel ciclo produttivo. Le frazioni da separare obbligatoriamente includono: economia circolare rifiuti.
- Imballaggi (carta/cartone, plastica, vetro, legno, metallo) in conformità al D.Lgs. 152/2006 e al sistema CONAI
- RAEE (Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche) ai sensi del D.Lgs. 49/2014
- Rifiuti pericolosi (solventi, oli esausti, batterie, rifiuti contenenti amianto) che richiedono contenitori dedicati e tracciabilità obbligatoria
- Frazioni organiche recuperabili via compostaggio o digestione anaerobica
- Metalli ferrosi e non ferrosi, carta e cartone, legno non trattato
3. Scelta del Gestore: Recupero Preferito allo Smaltimento
Il D.Lgs. 152/2006 stabilisce che il produttore del rifiuto deve verificare, prima di scegliere lo smaltimento definitivo, che non esistano opzioni di recupero tecnicamente praticabili e disponibili sul mercato. In pratica, l’azienda deve:
- Preferire contratti con operatori che prevedono il recupero di materia (non solo smaltimento)
- Richiedere al gestore documentazione dell’impianto di destinazione finale (recupero vs discarica)
- Conservare i FIR per cinque anni come prova della tracciabilità del rifiuto
- Verificare l’iscrizione del gestore all’Albo Nazionale Gestori Ambientali nelle categorie pertinenti
Il Ruolo di MAGECO nell’Economia Circolare
MAGECO Srl è un operatore integrato di gestione rifiuti che incorpora i principi dell’economia circolare nella propria catena del valore: dalla raccolta differenziata alla caratterizzazione dei materiali, dall’avvio al riciclo alla gestione dei rifiuti pericolosi non recuperabili, ogni fase del servizio è orientata a massimizzare il recupero e minimizzare lo smaltimento definitivo.
Certificazioni a Garanzia del Modello Circolare
La conformità di MAGECO ai principi dell’economia circolare è documentata da un sistema di certificazioni indipendenti:
- ISO 14001:2015: Sistema di Gestione Ambientale certificato da ente terzo accreditato. Lo standard richiede esplicitamente l’analisi del ciclo di vita dei materiali, la riduzione degli impatti ambientali e il miglioramento continuo. Per MAGECO, significa che ogni servizio di raccolta e trasporto rifiuti è documentato per il suo impatto ambientale complessivo.
- ISO 9001:2015: Sistema di Gestione per la Qualità. Garantisce processi standardizzati, tracciabilità completa e miglioramento continuo delle prestazioni operative.
- ISO 45001:2018: Sistema di Gestione per la Salute e Sicurezza sul Lavoro. Essenziale nelle operazioni di raccolta e trattamento di rifiuti pericolosi, dove il rischio per i lavoratori è elevato.
- Albo Nazionale Gestori Ambientali — Categoria 5F: raccolta e trasporto di rifiuti speciali pericolosi. Abilitazione necessaria per il trasporto sicuro di rifiuti verso impianti di recupero e smaltimento autorizzati.
- Albo Nazionale Gestori Ambientali — Categoria 8C: bonifica di beni contenenti amianto. Operazioni di rimozione sicura di materiali pericolosi che, altrimenti, non potrebbero essere avviati al corretto ciclo di gestione.
- CONAI: iscrizione al Consorzio Nazionale Imballaggi, che garantisce la corretta gestione degli imballaggi secondo gli obblighi di responsabilità estesa del produttore (EPR).
Servizi Orientati alla Circolarità
Con sede in Via Juan Manuel Fangio, 11 — 20045 Lainate (MI), MAGECO copre l’intera Lombardia con un portafoglio di servizi progettati attorno alla gerarchia dei rifiuti: economia circolare rifiuti.
- Raccolta differenziata aziendale: fornitura di contenitori e ritiro programmato per le principali frazioni recuperabili (imballaggi, carta, legno, metalli, RAEE, frazioni organiche), con destinazione documentata a impianti di recupero autorizzati.
- Gestione rifiuti speciali non pericolosi: raccolta, trasporto e avvio al riciclo di rifiuti speciali da processi produttivi, con emissione di FIR e documentazione dell’impianto di destinazione.
- Gestione rifiuti pericolosi: raccolta, trasporto ADR e avvio a smaltimento o recupero di rifiuti pericolosi (solventi, oli, vernici, batterie, RAEE pericolosi, amianto), con tracciabilità RENTRI.
- Consulenza per la classificazione CER: supporto tecnico per la corretta classificazione dei rifiuti prodotti dall’azienda, la redazione del registro di carico e scarico e la compilazione del MUD annuale.
Il nostro bacino operativo comprende le province di Milano, Brescia, Bergamo, Monza, Como, Varese, Pavia, Cremona, Mantova, Lecco, Lodi e Sondrio: 12 province lombarde per una copertura capillare del territorio.
Vantaggi dell’Economia Circolare per le Aziende
L’adozione di un modello di gestione dei rifiuti ispirato all’economia circolare non è soltanto un obbligo normativo: genera vantaggi economici, reputazionali e di conformità misurabili nel medio-lungo periodo. I principali benefici per le aziende lombarde che scelgono di allinearsi ai principi circolari sono:
Riduzione dei Costi di Smaltimento
Lo smaltimento definitivo in discarica comporta costi diretti (tariffa di conferimento) e indiretti (tributo speciale per il deposito in discarica previsto dalla Legge 549/1995, progressivamente aumentato). Avviare a riciclo le frazioni recuperabili riduce la quantità di rifiuto da smaltire e, di conseguenza, i costi di smaltimento. Per alcune frazioni (ferro, alluminio, carta di qualità), il rifiuto ha un valore commerciale positivo che può generare ricavi diretti.
Conformità Normativa Proattiva
Il quadro normativo europeo e italiano è in progressivo inasprimento: gli obiettivi di riciclo aumentano ogni cinque anni, il conferimento in discarica di rifiuti recuperabili è sempre più limitato, e il RENTRI (operativo dal 2024) ha reso la tracciabilità dei rifiuti verificabile in tempo reale dalle Autorità competenti. Le aziende che si allineano oggi alla gerarchia dell’economia circolare sono già conformi ai requisiti futuri, evitando costi di adeguamento e sanzioni.
Reputazione e Accesso ai Mercati
Le certificazioni ambientali (ISO 14001, EPD, dichiarazioni ambientali di prodotto) e la documentazione di una gestione circolare dei rifiuti sono sempre più spesso richieste nei bandi pubblici (CAM — Criteri Ambientali Minimi, D.M. 23/06/2022) e nelle catene di fornitura delle grandi aziende multinazionali. Una gestione documentata dei rifiuti è un requisito ESG che influenza l’accesso al credito bancario e agli investimenti.
Accesso agli Incentivi
Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) destina risorse significative alla transizione ecologica delle imprese, con misure specifiche per le PMI lombarde che investono in prevenzione dei rifiuti, riciclo e simbiosi industriale (utilizzo degli scarti di un’azienda come materie prime di un’altra). Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) pubblica periodicamente bandi per il finanziamento di progetti di economia circolare. economia circolare rifiuti.
| Vantaggio | Impatto Immediato | Impatto a Lungo Termine | Misurazione |
|---|---|---|---|
| Riduzione costi smaltimento | Minori tariffe di conferimento in discarica | Indipendenza dalla volatility dei prezzi di smaltimento | €/tonnellata di rifiuto deviato dalla discarica |
| Conformità normativa | Evitare sanzioni D.Lgs. 152/2006 | Allineamento preventivo agli obiettivi UE 2030-2035 | Tasso di riciclo vs obiettivi di legge |
| Reputazione / ESG | Accesso a bandi CAM, supply chain audit | Rating ESG migliorato; accesso a credito green | Score ESG, certificazioni ottenute |
| Ricavi da materiali secondari | Valorizzazione ferro, alluminio, carta | Dipendenza ridotta da materie prime vergini | €/tonnellata di materiale venduto come MPS |
| Accesso incentivi PNRR | Finanziamenti per investimenti in circolarità | Riduzione costi di investimento in green tech | Valore finanziamenti ottenuti |
Domande Frequenti sull’Economia Circolare e i Rifiuti
Che differenza c’è tra riciclo e recupero dei rifiuti?
Il riciclo è un processo di trattamento che trasforma i rifiuti in nuovi materiali o prodotti (es. carta riciclata, plastica rigenerata, vetro riciclato). Il recupero è un termine più ampio che include il riciclo ma anche il recupero energetico (combustione con produzione di energia). Secondo la gerarchia del D.Lgs. 152/2006, il riciclo ha priorità sul semplice recupero energetico, che a sua volta è preferibile allo smaltimento in discarica. L’obiettivo dell’economia circolare è massimizzare il riciclo (recupero di materia) rispetto al recupero energetico.
Le aziende sono obbligate a rispettare la gerarchia dei rifiuti?
Sì. L’art. 179 del D.Lgs. 152/2006, modificato dal D.Lgs. 116/2020 in recepimento della Direttiva 2018/851/UE, stabilisce che tutti i soggetti che producono o gestiscono rifiuti devono rispettare la gerarchia (prevenzione, riutilizzo, riciclo, recupero, smaltimento) come ordine di priorità vincolante. Lo smaltimento in discarica è ammesso soltanto quando le opzioni superiori della gerarchia non siano tecnicamente o economicamente praticabili, con documentazione a supporto. Le violazioni possono essere contestate in sede di controllo ambientale da ARPA Lombardia.
Cosa prevede la Direttiva 2018/851/UE per le aziende italiane?
La Direttiva 2018/851/UE, recepita in Italia con D.Lgs. 116/2020, ha introdotto obiettivi vincolanti di riciclo (55% dei rifiuti urbani entro il 2025, 60% entro il 2030, 65% entro il 2035), ha rafforzato la gerarchia dei rifiuti come principio obbligatorio, ha ampliato la raccolta differenziata obbligatoria a tessili e rifiuti alimentari dal 2025, e ha accelerato il passaggio alla tracciabilità digitale (RENTRI). Per le aziende, significa obblighi più stringenti di separazione alla fonte e documentazione del destino finale dei propri rifiuti.
Come può un’azienda ridurre i propri rifiuti in ottica circolare?
Le azioni prioritarie per un’azienda che voglia ridurre i rifiuti prodotti includono: revisione degli approvvigionamenti (riduzione imballaggi in ingresso), ottimizzazione dei processi produttivi per ridurre gli scarti, adozione di imballaggi riutilizzabili o a rendere, prolungamento della vita dei macchinari con manutenzione preventiva, raccolta differenziata spinta per massimizzare il riciclo delle frazioni inevitabili. Un consulente ambientale qualificato come MAGECO può supportare l’audit iniziale e la pianificazione delle azioni di miglioramento.
Qual è il ruolo del CONAI nell’economia circolare degli imballaggi?
Il CONAI (Consorzio Nazionale Imballaggi) gestisce il sistema di responsabilità estesa del produttore (EPR) per gli imballaggi in Italia, in conformità con la Direttiva 2018/852/UE. I produttori e importatori di imballaggi sono obbligati per legge a iscriversi al CONAI e a contribuire al finanziamento del recupero e riciclo degli imballaggi post-consumo. Il sistema, gestito attraverso i consorzi di filiera (Comieco per carta, Corepla per plastica, Coreve per vetro, CNA per alluminio, Rilegno per legno, Ricrea per acciaio), garantisce che gli imballaggi raccolti in modo differenziato vengano effettivamente avviati al riciclo.
Cosa si intende per “materia prima secondaria” nel contesto dell’economia circolare?
La materia prima secondaria (MPS) è un materiale ottenuto dal trattamento di rifiuti che ha cessato la qualifica di “rifiuto” ai sensi dell’art. 184-ter del D.Lgs. 152/2006 (End of Waste) ed è reimmesso nel ciclo produttivo in sostituzione di materie prime vergini. Per diventare MPS, il materiale deve soddisfare specifici criteri tecnici e qualitativi definiti da regolamenti UE (es. Regolamento UE per le MPS da rifiuti organici, in fase di adozione) o da decreti ministeriali nazionali. Esempi: carta riciclata, rottame ferroso, vetro culla-a-culla, compost da rifiuti organici.
Porta l’Economia Circolare nella Tua Azienda
MAGECO Srl supporta le aziende lombarde nella transizione verso una gestione dei rifiuti conforme ai principi dell’economia circolare: raccolta differenziata, recupero di materia, tracciabilità RENTRI e adempimenti MUD. Oltre 50 anni di esperienza, Albo Gestori Ambientali Cat. 5F e 8C, certificazioni ISO 14001 e ISO 9001. Richieda una valutazione della Sua situazione attuale: è gratuita e senza impegno.
Telefono: 02 83623259
Email: commerciale@mageco.it
Preventivo online: Richiedi una consulenza gratuita
Servizi Correlati e Approfondimenti
L’economia circolare si applica a tutti i flussi di rifiuto aziendale. Per approfondire la gestione specifica delle principali categorie trattate da MAGECO:
Per approfondimenti, consultare il portale ISPRA e la Regione Lombardia.
- Raccolta e Trasporto Rifiuti Aziendali — Servizio integrato di raccolta differenziata e trasporto per tutte le frazioni recuperabili
- Smaltimento Rifiuti Pericolosi — Gestione conforme di rifiuti speciali pericolosi: solventi, oli, batterie, vernici, RAEE
- Smaltimento RAEE Aziendali — Ritiro e avvio a recupero di apparecchiature elettriche ed elettroniche dismesse
- Consulenza Ambientale — Supporto per classificazione CER, registri, MUD e audit ambientali interni
- Guida allo Smaltimento dei Rifiuti Pericolosi — Normative, procedure e documentazione obbligatoria