Decreto Milleproroghe 2026 – RENTRI e FIR digitale

        Il Registro Elettronico Nazionale per la Tracciabilità dei Rifiuti (Rentri) è il sistema informatico istituito dal Ministero dell’Ambiente con il D.M. 4 aprile 2023, n. 59 per sostituire progressivamente i registri e formulari cartacei con modelli digitali, nell’ambito dell’attuazione dell’art. 188-bis del D.Lgs. 152/2006.

Secondo la disciplina originaria, il nuovo Formulario di Identificazione dei Rifiuti (FIR) doveva entrare in modalità esclusivamente digitale per tutti gli operatori iscritti al Rentri a partire dal 13 febbraio 2026.

L’obiettivo dichiarato del sistema – semplificazione, trasparenza e tracciabilità end-to-end dei rifiuti – comporta la trasmissione telematica dei dati e l’uso di servizi interoperabili, con conseguenze dirette sulle modalità operative quotidiane di imprese e gestori rifiuti.


Avvio problematico del FIR digitale

L’avvio dell’obbligo digitale del FIR il 13 febbraio 2026 non è stato privo di problemi. La stessa piattaforma Rentri ha registrato un “incidente di servizio” che ha causato l’indisponibilità di funzioni chiave – accesso all’iscrizione, vidimazione digitale dei FIR e dei registri, e trasmissione dei dati – nei giorni immediatamente successivi allo switch-day.

La temporanea indisponibilità ha costretto a ricorrere alle modalità operative di emergenza previste dall’Allegato 1 al Decreto Direttoriale n. 319/2025, con il risultato che in molte situazioni il FIR digitale non è stato effettivamente disponibile e si è dovuto fare ricorso a registri o formulari in formato cartaceo.

Queste difficoltà tecniche si sommano a criticità segnalate da operatori e associazioni anche nelle settimane precedenti allo switch-day, tra cui incertezze operative, cronoprogramma incompleto, timore di sanzioni per errori formali e richieste di chiarimenti rimaste in sospeso.

Nel complesso, l’avvio del FIR digitale è stato percepito da molti nel comparto come una “transizione epocale”, ma al tempo stesso frettolosa e poco assistita da adeguati strumenti di supporto e tempi tecnici ragionevoli.


Pressing e proposte di modifica al decreto Milleproroghe

In questo quadro, il Parlamento ha visto crescere un fronte bipartisan per mitigare le criticità del passaggio digitale attraverso emendamenti al Decreto Legge “Milleproroghe” (DL in via di conversione).

Le richieste principali provenienti da gruppi politici e associazioni di categoria sono state:

  • rinviare l’obbligo del FIR digitale, oppure

  • introdurre un periodo transitorio in cui il FIR cartaceo e quello digitale possano coesistere, così da garantire tempi adeguati di adeguamento alle imprese.

La proposta di emendamenti, sostenuta sia da forze di maggioranza sia da opposizione, è stata motivata dalla condizione critica in cui molte imprese – in particolare le micro e piccole realtà – si trovano, con sistemi gestionali non pienamente interoperabili e competenze interne non ancora consolidate.


Le novità in arrivo dal Milleproroghe

Le Commissioni Affari costituzionali e Bilancio della Camera hanno approvato un primo pacchetto di emendamenti che riguarda direttamente le tempistiche e la disciplina sanzionatoria del FIR nel contesto Rentri.

1. Proroga dell’uso del FIR cartaceo

Il principale correttivo prevede che fino al 15 settembre 2026 sia possibile continuare a utilizzare il Formulario di Identificazione dei Rifiuti in formato cartaceo. La coesistenza temporanea dei modelli cartacei e digitali è pensata come misura di transizione più graduale, offrendo alle imprese più tempo per adeguare processi e strumenti.

2. Sospensione delle sanzioni fino al 15 settembre 2026

Fino alla stessa data, gli operatori non saranno soggetti all’applicazione delle sanzioni (ad esempio per mancata o incompleta trasmissione dei dati FIR) connesse al nuovo regime digitale. Questo intervento è stato ritenuto necessario per tutelare le imprese in una fase di piena transizione e criticità operative.

Entrambe le novità, però, devono superare il voto definitivo dell’aula della Camera e del Senato e la successiva pubblicazione in Gazzetta Ufficiale per entrare ufficialmente in vigore. Il calendario dell’approvazione è serrato: la conversione in legge del Milleproroghe è prevista entro il 1° marzo 2026.


Impatti per imprese e gestione operativa

Se confermati, questi correttivi offrono un sollievo operativo alle imprese – soprattutto quelle di dimensioni minori con meno risorse tecniche dedicate – consentendo di distribuire la transizione verso il digitale su un arco temporale più lungo. L’adozione di pratiche digitali nel campo della tracciabilità dei rifiuti resta un obiettivo di sistema, ma è essenziale che avvenga in modo sostenibile dal punto di vista organizzativo.

Le implicazioni pratiche riguardano:

  • la coesistenza temporanea dei formulari cartacei con quelli digitali, facilitando le attività quotidiane di documentazione e invio dei dati;

  • la riduzione del rischio di sanzioni in una fase in cui la piena operatività tecnica potrebbe ancora non essere stabile;

  • la possibilità per gli operatori di adeguare software gestionali e procedure interne senza la pressione immediata delle scadenze iniziali.


Conclusioni

Il sistema Rentri rappresenta un passo importante per la digitalizzazione della tracciabilità dei rifiuti in Italia, ma il suo avvio – e in particolare l’introduzione obbligatoria del FIR digitale – ha evidenziato sfide operative significative. La reazione del Parlamento, con emendamenti al Decreto Milleproroghe 2026, punta a mitigare gli aspetti più critici, prorogando l’uso del FIR cartaceo e sospendendo le sanzioni fino al 15 settembre 2026.

Queste misure, se confermate dalla conversione in legge, possono offrire alle imprese un margine di tempo prezioso per adeguarsi in modo progressivo, senza compromettere la finalità di lungo periodo del sistema digitale.

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