In Italia la presenza di ordigni bellici inesplosi è un’eredità ancora viva dei due conflitti mondiali. Si stima che ogni anno vengano rinvenuti centinaia di residuati, spesso durante lavori di scavo in cantieri edili, infrastrutturali o agricoli. La gestione di tali materiali non può essere improvvisata: richiede un iter preciso, definito dalle normative nazionali e affidato a soggetti specializzati.

Questo articolo esplora cosa significa effettuare una bonifica bellica, quali obblighi ricadono sul committente dei lavori, come si classificano e trattano i rifiuti bellici e perché la corretta gestione rappresenta una garanzia di sicurezza e conformità normativa.


Cosa si intende per bonifica bellica

La bonifica bellica sistematica è l’attività di ricerca, individuazione e rimozione di ordigni esplosivi residuati bellici (OERB). Viene effettuata in aree destinate a lavori che comportano scavi o movimentazione del terreno: cantieri per edilizia, infrastrutture stradali e ferroviarie, condotte idriche, impianti energetici.

La bonifica può essere:

  • sistematica preventiva: obbligatoria quando si interviene in aree classificate a rischio, prima dell’avvio dei lavori;

  • occasionale: in caso di rinvenimento fortuito durante l’esecuzione delle opere.


Quadro normativo di riferimento

La disciplina italiana in materia si basa su:

  • il D.Lgs. 81/2008 (Testo Unico sulla Sicurezza), che impone al datore di lavoro di garantire la sicurezza dei lavoratori anche rispetto al rischio residuati bellici;

  • il D.M. 82/2015, che definisce le modalità operative della bonifica preventiva e individua l’obbligo di rivolgersi a imprese autorizzate dal Ministero della Difesa;

  • circolari e linee guida ministeriali che regolano la classificazione e lo smaltimento dei rifiuti derivanti da operazioni di bonifica.


Come si svolge una bonifica bellica preventiva

L’iter tipico prevede diverse fasi:

  1. Analisi preliminare del rischio bellico – studio storico-documentale per verificare se l’area è stata teatro di bombardamenti o operazioni militari. In caso di rischio accertato, si procede alla bonifica.

  2. Piano di bonifica – redatto dall’impresa specializzata e approvato dagli organi militari competenti (Comando Forze Operative).

  3. Intervento operativo – utilizzo di strumentazioni geofisiche (metal detector, georadar) per individuare eventuali ordigni nel sottosuolo.

  4. Messa in sicurezza e rimozione – gli ordigni vengono disinnescati o rimossi in sicurezza da artificieri dell’Esercito.

  5. Gestione dei materiali rinvenuti – tutto ciò che resta, sia ordigni sia eventuali frammenti, viene trattato come rifiuto bellico e gestito secondo la normativa ambientale.


Cosa sono i rifiuti bellici e come vengono classificati

Con il termine rifiuti bellici si intendono i materiali derivanti da operazioni di bonifica: ordigni disinnescati, frammenti metallici, residui esplosivi, terreni contaminati.

La classificazione avviene tramite codici CER (Catalogo Europeo dei Rifiuti). Alcuni esempi:

  • CER 16 04 01: rifiuti di munizioni;

  • CER 16 04 02: esplosivi;

  • CER 17 05 03*: terre e rocce contenenti sostanze pericolose, se contaminate da residuati.

In presenza di esplosivi, i rifiuti sono quasi sempre considerati pericolosi e necessitano di gestione dedicata.


Chi è responsabile della gestione dei rifiuti bellici

Anche in questo ambito vale il principio cardine del diritto ambientale: la responsabilità ricade sul produttore del rifiuto, ovvero il soggetto che commissiona i lavori e che ne determina la produzione.

Il committente deve dunque:

  • assicurarsi che la bonifica venga effettuata da un’impresa iscritta all’Albo nazionale gestori ambientali nella categoria specifica;

  • garantire la corretta attribuzione del codice CER;

  • affidare il trasporto a operatori autorizzati;

  • avviare i rifiuti a impianti idonei al trattamento o smaltimento.


Analisi e caratterizzazione dei rifiuti bellici

In molti casi, soprattutto per frammenti metallici o terreni contaminati, è necessaria una caratterizzazione analitica presso laboratori accreditati.

Queste analisi servono a:

  • determinare la pericolosità del materiale;

  • valutare la presenza di esplosivi residui, metalli pesanti o contaminanti chimici;

  • indirizzare il rifiuto verso il trattamento più adeguato.


Perché la corretta gestione è cruciale

Gestire in modo scorretto i rifiuti bellici non è solo un rischio legale, ma rappresenta un pericolo concreto per l’ambiente e la sicurezza. Gli errori più frequenti riguardano:

  • attribuzione errata del codice CER;

  • stoccaggio non conforme, con rischi di reazioni chimiche o incidenti;

  • smaltimento in impianti non autorizzati, con possibili conseguenze penali.

Il D.Lgs. 152/2006 prevede sanzioni molto pesanti per la gestione illecita di rifiuti pericolosi, che possono arrivare anche a fattispecie penali di “attività organizzata per il traffico illecito”.


Buone pratiche per le aziende

Per ridurre i rischi, le aziende possono adottare alcune linee guida operative:

  • richiedere sempre una valutazione preventiva del rischio bellico in caso di lavori di scavo in aree sensibili;

  • affidarsi a imprese certificate per la bonifica;

  • conservare la documentazione relativa alla classificazione e alle analisi dei rifiuti;

  • garantire formazione al personale in tema di sicurezza e gestione emergenze;

  • integrare la gestione dei rifiuti bellici nei sistemi aziendali di sicurezza e ambiente (ISO 14001, ISO 45001).

Un approccio strutturato permette non solo di tutelare i lavoratori e l’ambiente, ma anche di evitare ritardi nei cantieri e sanzioni onerose.


Conclusione

La bonifica bellica è un’attività delicata, che unisce sicurezza sul lavoro, gestione ambientale e responsabilità legale. Ogni residuato bellico, una volta neutralizzato, diventa a tutti gli effetti un rifiuto speciale pericoloso e come tale deve essere classificato, tracciato e avviato a corretto smaltimento.

Per le imprese, affrontare il tema con competenza e affidarsi a professionisti qualificati non è solo un obbligo di legge, ma un investimento in sicurezza, sostenibilità e reputazione.

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Focus bonifica bellica e gestione dei rifiuti bellici