Come smaltire correttamente i prodotti di laboratorio? Normative, codici CER e procedura completa

Lo smaltimento prodotti di laboratorio rappresenta una delle attività più delicate e regolamentate nell’ambito della gestione dei rifiuti speciali pericolosi. Ogni anno, laboratori universitari, strutture ospedaliere, aziende farmaceutiche e centri di controllo qualità industriale in Lombardia producono migliaia di tonnellate di sostanze chimiche esauste, reagenti scaduti, soluzioni contaminate e materiali di consumo che necessitano di un trattamento conforme alle normative ambientali vigenti. Mageco S.r.l. opera da anni nel settore della gestione ambientale e offre un servizio completo di smaltimento prodotti di laboratorio su tutto il territorio lombardo, garantendo piena conformità al D.Lgs. 152/2006 e alla normativa ADR per il trasporto di merci pericolose.

In questa guida approfondita, troverà tutte le informazioni necessarie per gestire in modo sicuro e conforme il ciclo di vita dei rifiuti prodotti dal Suo laboratorio: dalla classificazione con i corretti codici CER alla documentazione obbligatoria, dalle modalità di segregazione e stoccaggio temporaneo fino al trasporto autorizzato e al trattamento finale. Che Lei operi in un laboratorio chimico, biologico, farmaceutico o di ricerca, questa guida Le fornirà gli strumenti operativi per un processo di smaltimento efficace, sicuro e pienamente tracciabile.

Cosa sono i prodotti di laboratorio da smaltire e come si classificano

I prodotti di laboratorio da smaltire sono tutte le sostanze chimiche, i reagenti, le soluzioni, i campioni e i materiali di consumo generati o utilizzati in ambito analitico, di ricerca o diagnostico che hanno esaurito la propria funzione o sono scaduti e devono essere eliminati come rifiuti speciali, nella maggior parte dei casi classificati come pericolosi.

La definizione di rifiuto di laboratorio abbraccia un ventaglio estremamente ampio di materiali. Si tratta di sostanze che, per le loro caratteristiche chimico-fisiche, presentano una o più proprietà di pericolo secondo il Regolamento CLP (CE n. 1272/2008): tossicità acuta, infiammabilità, corrosività, reattività, cancerogenicità, mutagenicià o tossicità per la riproduzione. La classificazione di questi rifiuti avviene secondo il Catalogo Europeo dei Rifiuti (CER), con particolare riferimento al capitolo 16 05 dedicato ai prodotti chimici di scarto.

Le principali categorie di prodotti di laboratorio soggetti a smaltimento comprendono: reagenti chimici puri scaduti o contaminati, soluzioni analitiche esauste, standard di riferimento non più utilizzabili, campioni biologici trattati chimicamente, solventi organici di scarto, acidi e basi concentrati residui, sali metallici e composti inorganici, coloranti e indicatori chimici, terreni di coltura esausti e materiale monouso contaminato (guanti, pipette, vetreria rotta). Ciascuna di queste tipologie richiede un codice CER specifico e modalità di gestione differenziate.

Il Catalogo Europeo dei Rifiuti individua per i prodotti di laboratorio una serie di codici specifici, contrassegnati con asterisco (*) quando il rifiuto è classificato come pericoloso. La corretta attribuzione del codice CER è il primo passo fondamentale per uno smaltimento a norma di legge e per evitare sanzioni amministrative e penali.

Principali codici CER per i prodotti di laboratorio da smaltire
Codice CER Descrizione Caratteristiche di pericolo
16 05 06*Sostanze chimiche di laboratorio contenenti o costituite da sostanze pericolose, comprese le misceleHP 1-HP 15 (variabile in base alla composizione)
16 05 07*Prodotti chimici inorganici di scarto contenenti o costituiti da sostanze pericoloseHP 4, HP 5, HP 6, HP 8, HP 14 (tossico, nocivo, corrosivo, ecotossico)
16 05 08*Prodotti chimici organici di scarto contenenti o costituiti da sostanze pericoloseHP 3, HP 6, HP 7, HP 10, HP 11 (infiammabile, tossico, cancerogeno, mutageno)
16 05 09Sostanze chimiche di scarto diverse da quelle di cui alle voci 16 05 06*, 16 05 07* e 16 05 08*Non pericoloso (assenza di HP)
18 01 06*Sostanze chimiche pericolose o contenenti sostanze pericolose (origine sanitaria)HP 1-HP 15 (variabile, origine ospedaliera)
14 06 02*Altri solventi e miscele di solventi alogenatiHP 3, HP 6, HP 7 (infiammabile, tossico, cancerogeno)
14 06 03*Altri solventi e miscele di solventi non alogenatiHP 3, HP 6 (infiammabile, tossico)

La distinzione fra codici CER con asterisco e senza asterisco riveste un’importanza cruciale: i rifiuti contrassegnati con asterisco sono classificati come pericolosi in modo assoluto, mentre il codice 16 05 09 si applica esclusivamente a sostanze chimiche di scarto che non presentano alcuna caratteristica di pericolo. In un laboratorio tipico, la stragrande maggioranza dei prodotti da smaltire ricade nelle categorie pericolose.

Normative e regolamenti per lo smaltimento dei rifiuti di laboratorio

Lo smaltimento dei prodotti di laboratorio è disciplinato dal D.Lgs. 152/2006 (Codice dell’Ambiente), dalla normativa ADR per il trasporto su strada e dal Regolamento CLP per la classificazione delle sostanze chimiche pericolose, con obblighi specifici di tracciabilità documentale per produttori e trasportatori.

Il quadro normativo italiano in materia di gestione dei rifiuti di laboratorio è particolarmente articolato e si fonda su diversi livelli di legislazione. Il D.Lgs. 152/2006, Parte IV, stabilisce i principi generali della gestione dei rifiuti, le definizioni, i criteri di classificazione e le responsabilità dei soggetti coinvolti nella filiera. L’art. 183 del decreto definisce il concetto di rifiuto e di produttore, mentre l’art. 184 disciplina la classificazione dei rifiuti speciali, categoria nella quale rientrano a pieno titolo i prodotti di laboratorio esausti.

Il D.Lgs. 116/2020, che recepisce le direttive europee 2018/851/UE e 2018/852/UE in materia di rifiuti e imballaggi, ha introdotto aggiornamenti significativi riguardo alla classificazione dei rifiuti e alle responsabilità del produttore. In particolare, ha rafforzato gli obblighi di corretta attribuzione del codice CER e di caratterizzazione analitica del rifiuto, aspetto fondamentale per i prodotti di laboratorio che possono presentare composizioni chimiche complesse e variabili.

Per quanto riguarda il trasporto, i prodotti di laboratorio classificati come merci pericolose devono essere movimentati in conformità all’Accordo europeo relativo al trasporto internazionale di merci pericolose su strada (ADR 2025). Questo implica l’impiego di veicoli autorizzati, conducenti muniti di patentino ADR (certificato di formazione professionale CFP), imballaggi omologati ONU e documentazione di trasporto specifica. La classe ADR di appartenenza varia in funzione della natura chimica del prodotto: classe 3 (liquidi infiammabili), classe 5.1 (comburenti), classe 6.1 (sostanze tossiche), classe 8 (corrosivi) e classe 9 (materie pericolose diverse).

A livello regionale, ARPA Lombardia (www.arpalombardia.it) esercita funzioni di controllo e vigilanza sulle attività di gestione dei rifiuti, inclusi i rifiuti di laboratorio. La Regione Lombardia, inoltre, ha emanato specifiche linee guida per la gestione dei rifiuti sanitari e di laboratorio nelle strutture del Servizio Sanitario Regionale, applicabili anche ai laboratori universitari e di ricerca convenzionati.

Documentazione obbligatoria

  • Formulario di Identificazione Rifiuti (FIR) — Documento di accompagnamento obbligatorio per ogni trasporto di rifiuti, redatto in quattro copie conformemente all’art. 193 del D.Lgs. 152/2006
  • Registro di carico e scarico — Registro cronologico vidimato dalla Camera di Commercio, in cui annotare ogni operazione di produzione e conferimento entro 10 giorni lavorativi (art. 190 D.Lgs. 152/2006)
  • Modello Unico di Dichiarazione ambientale (MUD) — Dichiarazione annuale da presentare entro il 30 giugno, relativa ai rifiuti prodotti, trasportati, recuperati o smaltiti nell’anno precedente
  • Schede di Sicurezza (SDS) — Documentazione tecnica allegata ad ogni sostanza chimica, necessaria per la corretta classificazione CER e per le procedure di emergenza
  • Analisi di caratterizzazione — Certificati analitici che determinano la composizione e le caratteristiche di pericolo del rifiuto, obbligatori per miscele complesse o rifiuti di composizione incerta
  • Documentazione ADR — Documento di trasporto ADR, istruzioni scritte per il conducente, certificato di omologazione degli imballaggi

Le sanzioni per la gestione non conforme dei rifiuti di laboratorio sono particolarmente severe. L’art. 256 del D.Lgs. 152/2006 prevede sanzioni amministrative fino a 26.000 euro e l’arresto fino a due anni per lo smaltimento illecito di rifiuti pericolosi. Il deposito temporaneo non conforme, la mancata o errata compilazione del FIR e l’omessa tenuta dei registri configurano ulteriori illeciti sanzionabili.

Come funziona lo smaltimento dei prodotti di laboratorio in Lombardia

Il processo di smaltimento dei prodotti di laboratorio in Lombardia prevede cinque fasi operative obbligatorie: caratterizzazione e classificazione del rifiuto, segregazione per incompatibilità chimica, confezionamento in contenitori omologati, trasporto ADR autorizzato e trattamento finale presso impianti autorizzati.

La corretta gestione del ciclo di smaltimento dei prodotti di laboratorio richiede competenze tecniche specifiche e una conoscenza approfondita delle normative applicabili. In Lombardia, regione che ospita il maggior numero di laboratori di ricerca, strutture universitarie, centri ospedalieri e stabilimenti farmaceutici d’Italia, la domanda di servizi professionali di smaltimento è particolarmente elevata. Il processo si articola in fasi ben definite, ciascuna delle quali deve essere documentata e tracciabile.

Le cinque fasi operative dello smaltimento

  1. Caratterizzazione e classificazione: Ogni prodotto di laboratorio da smaltire deve essere identificato con precisione. Si verifica la Scheda di Sicurezza (SDS), si analizza la composizione chimica e si attribuisce il codice CER corretto. Per le miscele complesse o i reagenti privi di etichetta, è necessaria un’analisi di caratterizzazione presso un laboratorio accreditato. Questa fase determina anche la classe ADR per il trasporto e le condizioni di stoccaggio temporaneo.
  2. Segregazione e confezionamento: I prodotti classificati devono essere separati in base alle incompatibilità chimiche (acidi da basi, ossidanti da riducenti, sostanze infiammabili da comburenti) e confezionati in contenitori omologati ONU adeguati allo stato fisico e alle caratteristiche di pericolo. I contenitori devono riportare l’etichettatura conforme al Regolamento CLP e al codice ADR.
  3. Deposito temporaneo: Il produttore del rifiuto può detenere i prodotti di laboratorio in deposito temporaneo presso il luogo di produzione nel rispetto dei limiti quantitativi (30 metri cubi di rifiuti pericolosi) e temporali (massimo 12 mesi dalla data di produzione, oppure 3 mesi se si supera il limite di 10 mc) previsti dall’art. 183, comma 1, lettera bb) del D.Lgs. 152/2006.
  4. Trasporto autorizzato: Il ritiro e il trasporto devono essere effettuati da soggetti iscritti all’Albo Nazionale Gestori Ambientali (www.albonazionalegestoriambientali.it), categoria 5 (raccolta e trasporto di rifiuti speciali pericolosi). I veicoli devono essere dotati di equipaggiamento ADR e i conducenti devono possedere il CFP ADR in corso di validità.
  5. Trattamento finale e certificazione: I prodotti di laboratorio vengono conferiti a impianti di trattamento chimico-fisico, termodistruzione (incenerimento) o inertizzazione autorizzati ai sensi degli artt. 208-213 del D.Lgs. 152/2006. Al termine del trattamento, il produttore riceve la quarta copia del FIR controfirmata dall’impianto di destino, che certifica l’avvenuto smaltimento.

Riferimenti territoriali per lo smaltimento in Lombardia

Principali riferimenti istituzionali per la gestione dei rifiuti di laboratorio nelle province lombarde
Provincia Dipartimento ARPA competente ATS di riferimento Tipologie di laboratorio prevalenti
MilanoARPA Lombardia — Dip. di MilanoATS Città Metropolitana di MilanoUniversitari, ospedalieri, farmaceutici, industriali
BresciaARPA Lombardia — Dip. di BresciaATS di BresciaIndustriali, siderurgici, chimici
BergamoARPA Lombardia — Dip. di BergamoATS di BergamoChimici, farmaceutici, tessili
Monza e BrianzaARPA Lombardia — Dip. di MonzaATS BrianzaFarmaceutici, cosmetici, industriali
ComoARPA Lombardia — Dip. di ComoATS InsubriaTessili, chimici, universitari
VareseARPA Lombardia — Dip. di VareseATS InsubriaFarmaceutici, chimici, aeronautici
PaviaARPA Lombardia — Dip. di PaviaATS di PaviaUniversitari, ospedalieri, agroalimentari
CremonaARPA Lombardia — Dip. di CremonaATS Val PadanaAgroalimentari, zootecnici, chimici
MantovaARPA Lombardia — Dip. di MantovaATS Val PadanaPetrolchimici, agroalimentari, industriali
LeccoARPA Lombardia — Dip. di LeccoATS BrianzaMetallurgici, chimici, ambientali
LodiARPA Lombardia — Dip. di LodiATS di PaviaAgroalimentari, veterinari, zootecnici
SondrioARPA Lombardia — Dip. di SondrioATS della MontagnaAmbientali, agroalimentari, idrogeologici

Segregazione e stoccaggio: incompatibilità chimiche e sicurezza

La segregazione dei prodotti di laboratorio prima dello smaltimento è un obbligo normativo e una misura di sicurezza fondamentale: sostanze chimicamente incompatibili devono essere separate fisicamente per prevenire reazioni violente, sviluppo di gas tossici, incendi o esplosioni durante lo stoccaggio e il trasporto.

Uno degli aspetti più critici nella gestione dei rifiuti di laboratorio è la corretta segregazione delle sostanze incompatibili. In un laboratorio attivo, si accumula nel tempo una varietà di prodotti chimici appartenenti a classi di pericolo diverse e potenzialmente reattive tra loro. Lo stoccaggio promiscuo di queste sostanze rappresenta non solo una violazione normativa, ma un rischio concreto per la sicurezza degli operatori e dell’ambiente circostante.

Le principali incompatibilità chimiche da rispettare nella fase di segregazione riguardano le seguenti coppie di categorie:

  • Acidi forti e basi forti: Il contatto tra acidi minerali concentrati (HCl, H2SO4, HNO3) e basi forti (NaOH, KOH) genera reazioni fortemente esotermiche con rischio di spruzzi e sviluppo di vapori corrosivi
  • Ossidanti e riducenti: Sostanze comburenti (permanganati, perclorati, perossidi) a contatto con agenti riducenti (metalli in polvere, aldeidi, sostanze organiche) possono innescare incendi o esplosioni
  • Solventi infiammabili e comburenti: I solventi organici (acetone, etanolo, esano, toluene) devono essere stoccati lontano da qualsiasi fonte di innesco e da sostanze ossidanti
  • Cianuri e acidi: Il contatto tra cianuri (KCN, NaCN) e acidi, anche deboli, provoca lo sviluppo di acido cianidrico (HCN), gas estremamente tossico e potenzialmente letale
  • Ipocloriti e acidi: La miscelazione di candeggina o ipocloriti con acidi genera cloro gassoso (Cl2), altamente tossico per inalazione
  • Sostanze reattive con l’acqua: Metalli alcalini (sodio, potassio, litio), idruri e alcuni reagenti organometallici reagiscono violentemente con l’acqua, sviluppando idrogeno infiammabile e calore

Per una gestione sicura del deposito temporaneo, è indispensabile predisporre aree di stoccaggio separate e chiaramente identificate, dotate di bacini di contenimento dimensionati per accogliere almeno il 110% del volume del contenitore più grande. I contenitori devono essere ermeticamente chiusi, etichettati con il codice CER, la descrizione del rifiuto e i pittogrammi di pericolo CLP. Le aree di stoccaggio devono essere ventilate, protette dagli agenti atmosferici e dotate di kit di emergenza per sversamenti (materiale assorbente, neutralizzanti, DPI).

Le Norme Tecniche di Prevenzione Incendi (D.M. 3 agosto 2015 e successive modifiche) e il D.Lgs. 81/2008 sulla sicurezza nei luoghi di lavoro integrano gli obblighi relativi allo stoccaggio dei rifiuti chimici di laboratorio, imponendo al datore di lavoro la valutazione del rischio chimico e l’adozione di misure di prevenzione e protezione proporzionate al livello di rischio.

Perché scegliere Mageco per lo smaltimento dei prodotti di laboratorio

Mageco S.r.l. è un operatore autorizzato e specializzato nella gestione dei rifiuti chimici di laboratorio in tutta la Lombardia, con esperienza consolidata nel servizio a università, ospedali, aziende farmaceutiche e centri di ricerca.

La gestione dei rifiuti di laboratorio richiede competenze tecniche altamente specializzate che vanno oltre la semplice logistica del ritiro e trasporto. Mageco S.r.l., con sede operativa a Milano in Via Medardo Rosso 4, ha sviluppato nel corso degli anni un modello di servizio integrato che copre l’intero ciclo di gestione: dalla consulenza iniziale sulla classificazione CER alla fornitura di contenitori omologati, dalla raccolta con mezzi ADR dedicati fino alla consegna presso impianti di trattamento autorizzati con rilascio di certificazione di avvenuto smaltimento.

Il nostro team tecnico include chimici e consulenti ambientali in grado di supportare il personale di laboratorio nell’identificazione e nella classificazione dei rifiuti, nella compilazione della documentazione obbligatoria e nella progettazione di sistemi di raccolta differenziata interni al laboratorio che ottimizzino la segregazione e riducano i costi di smaltimento. Operiamo in conformità alle autorizzazioni rilasciate dall’Albo Nazionale Gestori Ambientali e disponiamo di una flotta di veicoli equipaggiati per il trasporto ADR di tutte le classi di pericolo.

I vantaggi del nostro servizio

  • Conformità normativa garantita: Ogni fase del processo è gestita nel pieno rispetto del D.Lgs. 152/2006, della normativa ADR e delle disposizioni regionali di ARPA Lombardia, con documentazione completa e tracciabile (FIR, registri, MUD)
  • Servizio rapido e programmabile: Ritiro entro 48-72 ore dalla richiesta su tutto il territorio lombardo, con possibilità di calendarizzare ritiri periodici per laboratori con produzione continuativa di rifiuti
  • Tracciabilità completa: Sistema di gestione documentale digitalizzato che consente al cliente di monitorare in tempo reale lo stato di ogni conferimento, dalla presa in carico fino al certificato di smaltimento finale
  • Consulenza tecnica specializzata: Supporto nella classificazione CER, nella caratterizzazione analitica, nella redazione delle procedure interne di gestione rifiuti e nella formazione del personale di laboratorio
  • Fornitura di contenitori omologati: Disponibilità di taniche, fusti, overpack e contenitori specifici per ogni tipologia di rifiuto chimico, forniti direttamente al laboratorio del cliente

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Costi e domande frequenti sullo smaltimento prodotti di laboratorio

Il costo dello smaltimento dei prodotti di laboratorio varia in funzione di diversi parametri tecnici e logistici. Trattandosi nella maggior parte dei casi di rifiuti pericolosi che richiedono trasporto ADR e trattamenti specifici (termodistruzione, trattamento chimico-fisico, inertizzazione), i costi unitari sono generalmente superiori a quelli dei rifiuti speciali non pericolosi. Mageco S.r.l. elabora preventivi personalizzati sulla base delle effettive esigenze del laboratorio, garantendo massima trasparenza e competitività.

Fattori che influenzano i costi

  • Tipologia e classificazione CER del rifiuto: I rifiuti con codice CER pericoloso (asterisco) hanno costi di trattamento superiori; le sostanze classificate come tossiche, cancerogene o reattive richiedono impianti specializzati con tariffe dedicate
  • Quantitativi e frequenza di conferimento: Volumi maggiori e ritiri programmati con cadenza regolare consentono economie di scala e ottimizzazione dei percorsi logistici
  • Stato fisico e confezionamento: Rifiuti già correttamente segregati, etichettati e confezionati in contenitori omologati dal laboratorio produttore riducono i costi di pre-trattamento e manipolazione
  • Distanza dall’impianto di destino e requisiti ADR: Il trasporto di merci pericolose comporta costi aggiuntivi legati all’equipaggiamento del veicolo, all’assicurazione specifica e alla documentazione ADR
  • Necessità di analisi di caratterizzazione: Per rifiuti di composizione incerta o miscele complesse, il costo delle analisi di laboratorio per la corretta classificazione CER si aggiunge al costo di smaltimento

Domande frequenti

Quali prodotti di laboratorio necessitano di smaltimento come rifiuti speciali pericolosi?

Tutti i reagenti chimici scaduti o esausti, i solventi organici di scarto, gli acidi e le basi concentrati, le soluzioni contenenti metalli pesanti, i composti cancerogeni o mutageni, i campioni chimici contaminati e le miscele di sostanze pericolose devono essere smaltiti come rifiuti speciali pericolosi con i codici CER del capitolo 16 05 (contrassegnati da asterisco). Anche i materiali monouso contaminati da sostanze chimiche pericolose (guanti, pipette, vetreria) rientrano in questa categoria.

Quanto tempo posso conservare i rifiuti di laboratorio prima dello smaltimento?

Il deposito temporaneo presso il luogo di produzione è consentito per un massimo di 12 mesi dalla data di produzione del rifiuto, a condizione di non superare i 30 metri cubi complessivi di rifiuti pericolosi. In alternativa, se si superano i 10 metri cubi di rifiuti pericolosi, il conferimento deve avvenire entro 3 mesi. Queste condizioni sono stabilite dall’art. 183, comma 1, lettera bb) del D.Lgs. 152/2006. Il deposito deve rispettare le norme di segregazione per incompatibilità chimica.

Come si classificano i prodotti chimici di laboratorio secondo il Catalogo Europeo dei Rifiuti?

I prodotti di laboratorio si classificano principalmente con i codici CER del capitolo 16 05: il codice 16 05 06* per le sostanze chimiche di laboratorio pericolose (comprese le miscele), il 16 05 07* per i prodotti chimici inorganici pericolosi, il 16 05 08* per i prodotti chimici organici pericolosi e il 16 05 09 per le sostanze chimiche non pericolose. La classificazione si basa sulla composizione chimica, sulle Schede di Sicurezza e, se necessario, su analisi di caratterizzazione specifiche.

Quali documenti servono per trasportare rifiuti chimici di laboratorio?

Per il trasporto di rifiuti chimici di laboratorio sono obbligatori: il Formulario di Identificazione Rifiuti (FIR) in quattro copie, il documento di trasporto ADR con indicazione della classe di pericolo e del numero ONU, le istruzioni scritte per il conducente secondo l’ADR, e la copia dell’iscrizione all’Albo Nazionale Gestori Ambientali del trasportatore. Il produttore deve inoltre tenere aggiornato il registro di carico e scarico e presentare annualmente il MUD.

È possibile smaltire insieme prodotti chimici diversi provenienti dallo stesso laboratorio?

No, non è possibile miscelare prodotti chimici diversi senza una preventiva valutazione delle compatibilità. La normativa vieta espressamente la miscelazione di rifiuti pericolosi con caratteristiche di pericolo diverse (art. 187 D.Lgs. 152/2006). I prodotti devono essere segregati per classe di pericolo: acidi separati da basi, ossidanti separati da riducenti, solventi infiammabili separati da comburenti, cianuri separati da acidi. Ogni gruppo omogeneo richiede un contenitore e un codice CER distinti.

Quali sono le sanzioni per lo smaltimento non conforme dei rifiuti di laboratorio?

Le sanzioni previste dal D.Lgs. 152/2006 per la gestione illecita di rifiuti pericolosi sono particolarmente severe: l’art. 256, comma 1, lettera b) prevede la pena dell’arresto da sei mesi a due anni e l’ammenda da 2.600 a 26.000 euro per chi effettua attività di raccolta, trasporto, recupero o smaltimento di rifiuti speciali pericolosi senza autorizzazione. La mancata o inesatta compilazione del FIR è punita con sanzioni da 1.600 a 9.300 euro, mentre l’omessa tenuta del registro di carico e scarico prevede sanzioni da 15.500 a 93.000 euro per i rifiuti pericolosi.

Mageco effettua il ritiro dei rifiuti di laboratorio in tutta la Lombardia?

Sì, Mageco S.r.l. effettua il servizio di ritiro e smaltimento dei prodotti di laboratorio in tutte le 12 province della Lombardia: Milano, Brescia, Bergamo, Monza e Brianza, Como, Varese, Pavia, Cremona, Mantova, Lecco, Lodi e Sondrio. Il servizio prevede il ritiro direttamente presso il laboratorio del cliente con mezzi autorizzati ADR e personale qualificato. Per richiedere un preventivo o programmare un ritiro, è possibile contattarci al numero +39 02 668 6568 oppure via email all’indirizzo info@mageco.it.

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Lo smaltimento dei prodotti di laboratorio si inserisce in un contesto più ampio di gestione dei rifiuti chimici e pericolosi. Per approfondire tematiche specifiche o scoprire i servizi Mageco dedicati alla Sua provincia, consulti le guide correlate che abbiamo predisposto. Ogni risorsa offre informazioni dettagliate sulle normative locali, i codici CER applicabili e le modalità operative per uno smaltimento conforme ed efficiente.

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