Recupero apparecchiature elettroniche: come estrarre valore da computer, server e dispositivi IT dismessi in Lombardia

Il recupero apparecchiature elettroniche rappresenta una delle frontiere strategiche dell’economia circolare applicata alla gestione dei rifiuti tecnologici. In un computer portatile di ultima generazione si trovano oltre 30 elementi chimici differenti, tra cui oro, argento, palladio, rame, cobalto e terre rare come neodimio e indio. Secondo i dati dell’ISPRA, nel 2024 in Italia sono state avviate a recupero circa 250.000 tonnellate di apparecchiature elettroniche ed elettriche, con un tasso medio di recupero del materiale pari all’87,4%, ben al di sopra del target minimo dell’80% fissato dalla Direttiva 2012/19/UE. La Lombardia, con oltre 65.000 tonnellate di RAEE trattate annualmente, genera un flusso di materie prime seconde dal valore stimato in oltre 180 milioni di euro.

Mageco S.r.l., attiva dal 2003 nella gestione ambientale con sede operativa a Lainate (MI), gestisce il recupero apparecchiature elettroniche per aziende, enti pubblici e professionisti in tutte le 12 province lombarde. A differenza del semplice smaltimento, che si limita alla gestione conforme del rifiuto, il recupero punta a massimizzare il valore economico e ambientale delle apparecchiature dismesse attraverso il riuso dei componenti, l’estrazione dei metalli preziosi e il riciclo delle materie plastiche. In questa guida completa troverà informazioni dettagliate sulle categorie di apparecchiature recuperabili, sul quadro normativo di riferimento, sulle tecnologie impiegate e sui tassi di recupero raggiungibili per ciascun materiale.

Quali apparecchiature elettroniche sono recuperabili? Categorie RAEE e materiali contenuti

Le apparecchiature elettroniche recuperabili comprendono tutti i dispositivi basati su circuiti elettronici che, una volta giunti a fine vita, possono essere sottoposti a operazioni di trattamento finalizzate al riuso dei componenti funzionanti o al riciclo delle materie prime in essi contenute. Il recupero apparecchiature elettroniche si distingue dallo smaltimento (operazioni D del D.Lgs. 152/2006) in quanto persegue le operazioni R (da R1 a R13) elencate nell’Allegato C alla Parte IV dello stesso decreto, con l’obiettivo di reinserire materiali e componenti nel ciclo produttivo, riducendo il consumo di risorse naturali vergini e l’impatto ambientale della produzione manifatturiera.

Il concetto di urban mining (miniera urbana) si applica in modo particolarmente efficace alle apparecchiature elettroniche. Una tonnellata di schede elettroniche da computer contiene mediamente 250 grammi di oro, 1.000 grammi di argento e 100 grammi di palladio, concentrazioni notevolmente superiori a quelle dei giacimenti minerari tradizionali. Per confronto, una tonnellata di minerale aurifero estratto in miniera contiene mediamente tra 1 e 5 grammi di oro. Questo rapporto di concentrazione rende il recupero apparecchiature elettroniche economicamente vantaggioso e ambientalmente preferibile rispetto all’estrazione mineraria primaria.

I codici CER applicabili alle operazioni di recupero delle apparecchiature elettroniche sono i medesimi dello smaltimento, ma le operazioni autorizzate sugli impianti di destinazione differiscono. La seguente tabella sintetizza i materiali recuperabili per ciascuna tipologia di apparecchiatura:

Materiali recuperabili per tipologia di apparecchiatura elettronica
Tipologia apparecchiatura Codice CER prevalente Materiali recuperabili Tasso di recupero medio
Computer desktop / tower 16 02 14 / 20 01 36 Acciaio, rame, alluminio, oro (scheda madre), plastica ABS 88-92%
Computer portatili / laptop 20 01 35* / 16 02 13* Alluminio, rame, cobalto e litio (batteria), oro, palladio, plastica PC 82-87%
Server e rack 16 02 14 / 16 02 13* Acciaio inox, rame (alta percentuale), oro, argento, palladio, alluminio 90-95%
Apparecchiature di rete (router, switch, firewall) 16 02 14 Rame, alluminio, oro (connettori placcati), plastica ABS, stagno 85-90%
Monitor LCD / LED 16 02 13* / 20 01 35* Vetro (pannello), indio (ITO), acciaio, rame, plastica, film polarizzanti 80-85%
Smartphone e tablet 20 01 35* / 16 02 13* Oro, argento, palladio, rame, cobalto, litio, tantalio, terre rare 78-85%
Stampanti e multifunzione 16 02 14 / 16 02 16 Acciaio, plastica, rame, alluminio, vetro (scanner), gomma (rulli) 85-88%
UPS e gruppi di continuità 16 02 13* / 16 06 01* Piombo (batterie), rame (trasformatori), acciaio, plastica 92-96%

Il costo dipende da tipologia e quantità del rifiuto, codice CER, modalità di ritiro e accessibilità del sito, e viene definito caso per caso: per una valutazione precisa e senza impegno contatti Mageco per un preventivo gratuito.

La composizione materiale delle apparecchiature elettroniche varia significativamente in funzione dell’anno di produzione e della tipologia. Le apparecchiature prodotte prima del 2006 possono contenere saldature a base di piombo (Pb-Sn), condensatori con bifenili policlorurati (PCB), ritardanti di fiamma bromurati (BFR) e, nei monitor CRT, significative quantità di piombo nel vetro del cono posteriore. Le apparecchiature di nuova generazione, conformi alla Direttiva RoHS 2011/65/UE (recepita in Italia dal D.Lgs. 27 gennaio 2014, n. 27), utilizzano saldature lead-free e materiali meno impattanti, ma contengono concentrazioni crescenti di terre rare e metalli critici la cui disponibilità a livello globale è limitata a pochi giacimenti concentrati in Cina, Repubblica Democratica del Congo e Australia.

Normativa sul recupero di apparecchiature elettroniche: obiettivi europei e obblighi nazionali

Il recupero apparecchiature elettroniche in Italia è regolato da un complesso normativo multilivello che comprende la Direttiva 2012/19/UE sui RAEE, recepita dal D.Lgs. 14 marzo 2014, n. 49, il D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152 (Testo Unico Ambientale) per le operazioni di recupero, e il Regolamento UE 2023/1542 sulle batterie per i componenti di accumulo contenuti nelle apparecchiature. Il principio cardine della normativa europea in materia di rifiuti, sancito dall’art. 179 del D.Lgs. 152/2006, stabilisce la cosiddetta gerarchia dei rifiuti: prevenzione, preparazione per il riutilizzo, riciclo, recupero di altro tipo (incluso il recupero energetico) e, solo come ultima ratio, smaltimento in discarica.

La Direttiva 2012/19/UE, all’art. 11, fissa obiettivi vincolanti di recupero e riciclo differenziati per categoria di RAEE. Per le apparecchiature elettroniche, che ricadono nelle categorie 3 (apparecchiature informatiche e per telecomunicazioni), 4 (apparecchiature di consumo) e 6 (piccole apparecchiature IT), gli obiettivi dal 15 agosto 2018 sono i seguenti:

Obiettivi di recupero e riciclo per le apparecchiature elettroniche (Direttiva 2012/19/UE, art. 11)
Categoria RAEE Tipologie incluse Target recupero Target riciclo/preparazione riutilizzo Performance Italia 2024
Cat. 3 — Apparecchiature informatiche e TLC PC, server, stampanti, telefoni, router, switch ≥ 80% ≥ 70% 87% recupero / 78% riciclo
Cat. 4 — Apparecchiature di consumo Monitor, videoproiettori, decoder, impianti audio ≥ 80% ≥ 70% 85% recupero / 75% riciclo
Cat. 6 — Piccole apparecchiature IT Smartphone, tablet, navigatori, wearable ≥ 75% ≥ 55% 82% recupero / 68% riciclo

Il quadro normativo italiano attribuisce la responsabilità estesa del produttore (Extended Producer Responsibility, EPR) alle aziende che immettono apparecchiature elettroniche sul mercato italiano. L’art. 8 del D.Lgs. 49/2014 obbliga i produttori ad aderire a un Sistema Collettivo autorizzato dal Ministero dell’Ambiente (oggi Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, MASE) per finanziare e organizzare le operazioni di raccolta, trasporto, trattamento e recupero dei RAEE. I principali Sistemi Collettivi operanti in Italia per le apparecchiature elettroniche includono Ecodom, ERP Italia, ECOLIGHT e Remedia.

Documentazione per le operazioni di recupero

  • Formulario di Identificazione Rifiuti (FIR): obbligatorio ai sensi dell’art. 193 del D.Lgs. 152/2006, deve indicare il codice CER, la quantità, il produttore, il trasportatore e l’impianto di destinazione autorizzato per operazioni di recupero (codici R).
  • Registro di carico e scarico: annotazione entro 10 giorni lavorativi, ai sensi dell’art. 190 del D.Lgs. 152/2006, con indicazione dell’operazione di recupero prevista (R3, R4, R5, R12, R13).
  • Dichiarazione MUD / RENTRI: comunicazione annuale dei rifiuti prodotti e conferiti a recupero, con specifica delle quantità avviate alle diverse operazioni R.
  • Certificato di avvenuto recupero: rilasciato dall’impianto di destinazione, attesta la tipologia di trattamento effettuato, i materiali recuperati e le percentuali di recupero raggiunte. Questo documento consente all’azienda produttrice del rifiuto di dimostrare la corretta gestione ambientale delle apparecchiature dismesse.
  • Documentazione End of Waste: ai sensi dell’art. 184-ter del D.Lgs. 152/2006, i materiali ottenuti dal recupero cessano di essere rifiuti quando soddisfano criteri specifici di qualità, destinazione d’uso e conformità a standard tecnici. L’impianto di recupero deve dimostrare il rispetto dei criteri End of Waste per le frazioni in uscita (rame, alluminio, acciaio, plastiche, metalli preziosi).

Il Piano d’Azione per l’Economia Circolare della Commissione Europea (COM/2020/98), adottato nel marzo 2020 nell’ambito del Green Deal Europeo, individua le apparecchiature elettroniche come una delle filiere prioritarie per l’incremento dei tassi di recupero e il rafforzamento dell’approvvigionamento di materie prime critiche. Il Regolamento UE 2024/1252 sulle materie prime critiche (Critical Raw Materials Act), entrato in vigore il 23 maggio 2024, stabilisce che entro il 2030 almeno il 25% del fabbisogno europeo di materie prime critiche (tra cui cobalto, litio, terre rare, tantalio, indio, gallio) dovrà provenire dal riciclo dei rifiuti, con le apparecchiature elettroniche identificate come una delle fonti principali.

Il processo di recupero: dal disassemblaggio all’estrazione dei metalli preziosi

Il recupero delle apparecchiature elettroniche si articola in cinque fasi operative sequenziali: messa in sicurezza, disassemblaggio manuale, trattamento meccanico, affinazione dei metalli preziosi e gestione delle frazioni residue. Ciascuna fase richiede impianti autorizzati dalla Regione Lombardia ai sensi dell’art. 208 del D.Lgs. 152/2006 e personale specializzato nella manipolazione di componenti contenenti sostanze pericolose.

Fase 1: Messa in sicurezza e depurazione

La prima fase del recupero apparecchiature elettroniche consiste nella rimozione dei componenti pericolosi che devono essere gestiti separatamente prima di qualsiasi operazione meccanica. Le batterie al litio vengono estratte e avviate a impianti specializzati nel recupero di cobalto, litio e nichel. I condensatori elettrolitici sospetti di contenere bifenili policlorurati (PCB), presenti nelle apparecchiature prodotte prima del 2000, vengono isolati per il trattamento dedicato. Le lampade a retroilluminazione a mercurio dei monitor LCD di vecchia generazione vengono rimosse con procedure controllate. I toner residui nelle stampanti vengono aspirati e recuperati. I gas refrigeranti eventualmente presenti nei sistemi di raffreddamento dei server vengono estratti e avviati a rigenerazione o distruzione termica.

Fase 2: Disassemblaggio manuale e selezione componenti

Il disassemblaggio manuale delle apparecchiature elettroniche è una fase critica per massimizzare il recupero dei materiali di maggior valore. Operatori specializzati separano le apparecchiature nelle seguenti frazioni:

  • Schede elettroniche (PCB): sono la frazione di maggior valore, contenente oro, argento, palladio, rame e stagno. Vengono classificate in tre gradi di qualità (high-grade, medium-grade, low-grade) in base alla concentrazione di metalli preziosi e avviate separatamente ai processi di affinazione.
  • Cavi e avvolgimenti in rame: separati per tipologia (cavi di alimentazione, cavi dati, avvolgimenti di trasformatori) e avviati a triturazione e separazione del rame dalla guaina isolante.
  • Chassis e strutture metalliche: acciaio e alluminio vengono separati magneticamente e avviati a fonderia per la produzione di materie prime seconde.
  • Hard disk e supporti di memoria: dopo la cancellazione dati certificata, i dischi vengono separati in alluminio (piatti), terre rare (magneti al neodimio), acciaio e circuiti elettronici.
  • Plastiche tecniche: ABS, policarbonato, PET e altre plastiche vengono separate per tipo polimerico mediante spettroscopia NIR (Near Infrared) e avviate a riciclo meccanico o chimico.
  • Alimentatori e trasformatori: contengono rame, acciaio al silicio e componenti elettronici di valore recuperabile.

Fase 3: Trattamento meccanico

Le frazioni ottenute dal disassemblaggio che non possono essere separate manualmente vengono sottoposte a trattamento meccanico. La linea di trattamento comprende: triturazione in shredder a lame rotanti, separazione granulometrica mediante vagli vibranti, separazione magnetica dei metalli ferrosi tramite nastri magnetici, separazione dei metalli non ferrosi (rame, alluminio, zinco, ottone) mediante correnti di Foucault (eddy current separator) e separazione delle plastiche per densità o per riconoscimento spettroscopico.

Le apparecchiature elettroniche trattate presso gli impianti partner di Mageco in Lombardia raggiungono le seguenti rese di recupero per il trattamento meccanico:

Rese di recupero per frazione materiale nel trattamento meccanico delle apparecchiature elettroniche
Frazione materiale Percentuale in peso (media) Operazione di recupero Destinazione materia prima seconda
Metalli ferrosi (acciaio, ferro) 32-38% R4 (riciclo metalli) Acciaierie e fonderie lombarde
Rame e leghe di rame 10-18% R4 (riciclo metalli) Fonderie specializzate rame
Alluminio e leghe leggere 5-12% R4 (riciclo metalli) Rifusori alluminio secondario
Schede elettroniche (PCB) per affinazione 3-8% R4 (recupero metalli preziosi) Raffinerie metalli preziosi (UE)
Plastiche riciclabili (ABS, PC, PET) 15-22% R3 (riciclo materiale organico) Compoundatori di plastiche riciclate
Vetro (da monitor e scanner) 4-8% R5 (riciclo materiale inorganico) Vetrerie e produttori di isolanti
Residuo non recuperabile 8-15% R1 (recupero energetico) / D10 (incenerimento) Termovalorizzatori autorizzati

Fase 4: Affinazione dei metalli preziosi

Le schede elettroniche separate durante il disassemblaggio e il trattamento meccanico vengono avviate a impianti di affinazione specializzati, che operano mediante processi pirometallurgici (fusione in forno ad alta temperatura), idrometallurgici (dissoluzione in soluzioni acide o basiche) o una combinazione dei due. Le principali raffinerie europee per il recupero di metalli preziosi da schede elettroniche si trovano in Belgio (Umicore), Germania (Aurubis) e Svezia (Boliden). In Italia operano impianti autorizzati per il pretrattamento e la concentrazione delle frazioni metalliche prima dell’invio alla raffinazione finale.

Da una tonnellata di schede elettroniche di alta qualità (provenienti da server e apparecchiature di telecomunicazione) si recuperano mediamente: 200-350 g di oro, 800-1.500 g di argento, 80-150 g di palladio, 20-50 g di platino, 150-250 kg di rame e 30-60 kg di stagno.

Fase 5: Preparazione per il riutilizzo

Prima dell’avvio al trattamento distruttivo, le apparecchiature elettroniche in buono stato funzionale possono essere destinate alla preparazione per il riutilizzo, ai sensi dell’art. 183, comma 1, lettera q) del D.Lgs. 152/2006 e dell’art. 18-bis del D.Lgs. 49/2014. L’operazione, classificata come R3 (riciclaggio/recupero delle sostanze organiche) o come preparazione per il riutilizzo, prevede il controllo funzionale, la pulizia, la sostituzione di componenti difettosi, l’aggiornamento del software e la cancellazione sicura dei dati precedenti. Le apparecchiature ricondizionate vengono immesse sul mercato secondario con garanzia di funzionamento, contribuendo all’allungamento del ciclo di vita del prodotto e alla riduzione della domanda di risorse naturali vergini.

Perché scegliere Mageco per il recupero di apparecchiature elettroniche

Mageco S.r.l. offre alle aziende lombarde un servizio integrato di recupero apparecchiature elettroniche che massimizza la percentuale di materiale avviato a riciclo, garantisce la tracciabilità completa di ogni dispositivo dal ritiro alla certificazione di recupero e assicura la piena conformità agli obblighi normativi previsti dal D.Lgs. 49/2014 e dal D.Lgs. 152/2006. L’approccio di Mageco al recupero si distingue per la selezione accurata degli impianti di destinazione: anziché conferire le apparecchiature a un unico centro di trattamento generico, Mageco indirizza ciascuna frazione materiale all’impianto specializzato che garantisce il massimo tasso di recupero.

La collaborazione consolidata con raffinerie europee certificate per l’affinazione dei metalli preziosi e con compoundatori specializzati nel riciclo delle plastiche tecniche consente a Mageco di raggiungere tassi di recupero complessivi superiori al 90% del peso delle apparecchiature trattate, ben oltre i target minimi fissati dalla normativa europea. Per le aziende, questo si traduce in una gestione ambientalmente responsabile documentata da certificati di recupero dettagliati, utilizzabili nei report di sostenibilità (bilancio ESG, dichiarazione non finanziaria ai sensi del D.Lgs. 254/2016) e nelle procedure di certificazione ambientale ISO 14001.

I vantaggi del servizio di recupero Mageco

  • Massimizzazione del tasso di recupero: selezione degli impianti di destinazione per tipologia di materiale, con tassi di recupero documentati superiori al 90%. Le schede elettroniche ad alto contenuto di metalli preziosi vengono avviate a raffinerie europee certificate, garantendo la massima estrazione di valore.
  • Certificazione completa del recupero: ogni intervento produce documentazione dettagliata che include il FIR, il certificato di avvenuto trattamento con indicazione delle operazioni R eseguite, il report delle frazioni recuperate e le percentuali di riciclo raggiunte. Documentazione immediatamente utilizzabile per audit, verifiche di ARPA Lombardia e reportistica ESG.
  • Valutazione preliminare del valore recuperabile: prima del ritiro, Mageco fornisce una stima del valore dei materiali contenuti nelle apparecchiature da dismettere. Per quantitativi significativi di apparecchiature ad alto contenuto di metalli preziosi (server, apparecchiature di telecomunicazione), il valore dei materiali recuperabili può compensare parzialmente o totalmente il costo del servizio.
  • Servizio di preparazione per il riutilizzo: per le apparecchiature ancora funzionanti o ricondizionabili, Mageco propone il percorso di riuso che estende il ciclo di vita del dispositivo, riduce l’impatto ambientale della dismissione e può generare un ritorno economico per l’azienda attraverso la vendita sul mercato secondario.

Le certificazioni di Mageco S.r.l. comprendono il sistema di gestione della qualità ISO 9001:2015, il sistema di gestione ambientale ISO 14001:2015 e il sistema di gestione per la salute e sicurezza sul lavoro ISO 45001:2018. L’iscrizione all’Albo Nazionale Gestori Ambientali nelle categorie per la raccolta, il trasporto e l’intermediazione di rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi completa il quadro autorizzativo necessario per gestire l’intero ciclo del recupero apparecchiature elettroniche.

Per le aziende con politiche di approvvigionamento sostenibile e per gli enti pubblici soggetti ai Criteri Ambientali Minimi (CAM) previsti dal D.M. 11 ottobre 2017 per gli acquisti della pubblica amministrazione, il servizio di recupero apparecchiature elettroniche di Mageco fornisce la documentazione necessaria a dimostrare il rispetto dei requisiti di economia circolare e gestione responsabile dei rifiuti.

Costi del recupero apparecchiature elettroniche e domande frequenti

Il costo del servizio di recupero apparecchiature elettroniche per le aziende dipende dalla tipologia e dalla composizione delle apparecchiature, dalla quantità conferita, dalla necessità di servizi accessori e dal valore dei materiali recuperabili, che in alcuni casi può compensare parzialmente il costo del trattamento. A differenza dello smaltimento, dove il rifiuto rappresenta esclusivamente un costo, il recupero presenta un bilancio economico più favorevole per le apparecchiature ad alto contenuto di metalli preziosi.

Fattori che influenzano i costi del recupero

  • Composizione materiale delle apparecchiature: server e apparecchiature di rete ad alto contenuto di rame e metalli preziosi hanno un costo di recupero inferiore rispetto a monitor o stampanti, grazie al maggior valore delle materie prime seconde ottenibili.
  • Quantitativo e omogeneità del lotto: la dismissione simultanea di un parco apparecchiature omogeneo (es. 200 PC dello stesso modello) consente economie di scala nel trasporto, nel disassemblaggio e nel trattamento, riducendo il costo unitario.
  • Stato di conservazione e anno di produzione: le apparecchiature recenti, prodotte in conformità alla Direttiva RoHS, richiedono meno operazioni di messa in sicurezza e contengono materiali di qualità superiore per il riciclo. Le apparecchiature vetuste possono richiedere trattamenti aggiuntivi per le sostanze pericolose.
  • Servizi aggiuntivi: la cancellazione certificata dei dati, la de-installazione in loco e la fornitura di contenitori incidono sul preventivo complessivo. La preparazione per il riutilizzo, quando applicabile, genera invece un risparmio o un credito per l’azienda.

Per ricevere un preventivo personalizzato per il recupero apparecchiature elettroniche, contatti Mageco S.r.l. al numero 02 8716 8731 oppure scriva a info@mageco.it, specificando la tipologia, la quantità e l’anno approssimativo di produzione delle apparecchiature da conferire.

Domande frequenti sul recupero di apparecchiature elettroniche

Qual è la differenza tra smaltimento e recupero di apparecchiature elettroniche?

Lo smaltimento (operazioni D dell’Allegato B alla Parte IV del D.Lgs. 152/2006) si limita alla gestione conforme del rifiuto, che viene eliminato attraverso incenerimento (D10) o conferimento in discarica (D1). Il recupero (operazioni R dell’Allegato C) punta invece a estrarre valore dalle apparecchiature dismesse, attraverso il riciclo dei metalli (R4), il riciclo delle plastiche (R3), il recupero di materiali inorganici come il vetro (R5) o la preparazione per il riutilizzo. La normativa italiana impone di privilegiare il recupero rispetto allo smaltimento, secondo la gerarchia dei rifiuti stabilita dall’art. 179 del D.Lgs. 152/2006. Mageco avvia a recupero oltre il 90% del peso delle apparecchiature trattate.

Quali metalli preziosi si recuperano dalle apparecchiature elettroniche?

Le apparecchiature elettroniche contengono quattro metalli preziosi principali: oro (presente nei connettori, nei pin dei processori e nei circuiti stampati), argento (nelle saldature e nei contatti elettrici), palladio (nei condensatori ceramici multistrato e nei connettori) e platino (in minime quantità nei dischi rigidi e nei termocoppia). Da una tonnellata di schede elettroniche high-grade si recuperano mediamente 200-350 grammi di oro, 800-1.500 grammi di argento e 80-150 grammi di palladio. A questi si aggiungono quantità significative di rame (150-250 kg/t) e stagno (30-60 kg/t).

Quanto vale il materiale contenuto in un computer dismesso?

Il valore dei materiali recuperabili varia significativamente in funzione della tipologia di apparecchiatura.

Le apparecchiature elettroniche possono essere riparate e rivendute invece che riciclate?

La preparazione per il riutilizzo, disciplinata dall’art. 183, comma 1, lettera q) del D.Lgs. 152/2006 e promossa dall’art. 18-bis del D.Lgs. 49/2014, consente di ricondizionare le apparecchiature ancora funzionanti per reimmetterle sul mercato secondario. Le operazioni includono il controllo funzionale, la pulizia, la sostituzione dei componenti difettosi, l’aggiornamento software e la cancellazione sicura dei dati. Mageco valuta sistematicamente lo stato di ogni apparecchiatura conferita e, per i dispositivi idonei, propone il percorso di riuso. Le apparecchiature ricondizionate vengono cedute a operatori autorizzati del mercato secondario con garanzia di funzionamento minima di 12 mesi.

Qual è il tasso di recupero minimo previsto dalla legge per le apparecchiature elettroniche?

La Direttiva 2012/19/UE, recepita in Italia dal D.Lgs. 49/2014, fissa obiettivi di recupero differenziati per categoria RAEE. Per le categorie 3 (apparecchiature informatiche e TLC) e 4 (apparecchiature di consumo), il target minimo di recupero e’ dell’80% del peso e il target di riciclo/preparazione per il riutilizzo del 70%. Per la categoria 6 (piccole apparecchiature IT), i target sono rispettivamente del 75% e del 55%. L’Italia nel 2024 ha raggiunto un tasso medio di recupero dell’87,4% per le apparecchiature elettroniche, superando i target europei. Gli impianti partner di Mageco raggiungono costantemente tassi superiori al 90%.

Come si recuperano le terre rare contenute nelle apparecchiature elettroniche?

Le terre rare presenti nelle apparecchiature elettroniche (neodimio nei magneti degli hard disk e degli altoparlanti, indio nei display LCD e touchscreen, tantalio nei condensatori, gallio nei LED e nei semiconduttori) vengono recuperate attraverso processi idrometallurgici che prevedono la dissoluzione selettiva in soluzioni acide, la precipitazione e la purificazione elettrolitica. Il recupero delle terre rare dalle apparecchiature elettroniche è un settore in forte crescita, incentivato dal Critical Raw Materials Act (Regolamento UE 2024/1252) che fissa un target del 25% di approvvigionamento da fonti di riciclo entro il 2030. Attualmente i tassi di recupero delle terre rare sono ancora inferiori al 5% a livello globale, ma le tecnologie di estrazione stanno evolvendo rapidamente.

Il recupero apparecchiature elettroniche contribuisce al bilancio di sostenibilità aziendale?

Il recupero delle apparecchiature elettroniche genera dati quantificabili per il bilancio di sostenibilità aziendale e la reportistica ESG. Per ogni tonnellata di apparecchiature avviata a recupero, Mageco rilascia un certificato che attesta le quantità di materie prime seconde ottenute, le tonnellate di CO2 equivalente evitate rispetto alla produzione da materia prima vergine e le tonnellate di rifiuto sottratte alla discarica. Questi dati sono utilizzabili nella dichiarazione non finanziaria ai sensi del D.Lgs. 254/2016 e della Direttiva CSRD (Corporate Sustainability Reporting Directive, 2022/2464/UE), nonché nelle procedure di certificazione ambientale ISO 14001 e nei rating ESG richiesti da investitori e istituti finanziari.

Servizi correlati e approfondimenti

Il recupero apparecchiature elettroniche si integra con una gamma di servizi specializzati per la valorizzazione dei componenti e dei materiali contenuti nei dispositivi tecnologici a fine vita. Mageco S.r.l. mette a disposizione soluzioni dedicate per ogni esigenza legata alla gestione circolare dei rifiuti elettronici:

  • Smaltimento apparecchiature elettroniche — Gestione conforme delle apparecchiature non recuperabili, con documentazione completa, cancellazione dati certificata e ritiro in tutte le 12 province lombarde.
  • Recupero RAEE — Servizio integrato di recupero per l’intera gamma di rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche, inclusi elettrodomestici, apparecchi di refrigerazione e sorgenti luminose.
  • Recupero batterie e accumulatori — Recupero di cobalto, litio, nichel e piombo da batterie esauste, pile e gruppi di continuità (UPS) estratti dalle apparecchiature elettroniche.
  • Recupero toner e cartucce — Rigenerazione e riciclo di cartucce toner e d’inchiostro da stampanti e multifunzione aziendali, con riduzione dei costi e dell’impatto ambientale.
  • Recupero rifiuti speciali — Panoramica dei servizi Mageco per il recupero e la valorizzazione di tutte le tipologie di rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi prodotti dalle aziende lombarde.

Per una consulenza personalizzata sul recupero apparecchiature elettroniche, per richiedere una valutazione del valore recuperabile dalle apparecchiature da dismettere o per ottenere un preventivo, contatti Mageco S.r.l. al numero 02 8716 8731 oppure scriva a info@mageco.it.